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Il Costruttore27

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Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi -

LUGLIO 1977

Dal C.d.F. ai lavoratori Stiamo ormai da lungo tempo, attraversando una fase che ci sta sempre più logorando a causa di questa profonda crisi che investe il paese e la quale ha dei riflessi negativi su tutti gli aspetti della vita politica e sociale. Assistiamo sempre più frequentemente, allo svilupparsi di nuove forme di criminalità, il cui fine è quello di arrestare dei processi di avanzamento che sono in atto nel paese e di colpire il Movimento Operaio, in un momento che ci deve vedere particolarmente impegnati, con una nostra autonoma elaborazione e strategia, nel contribuire alla soluzione di un programma unitario fra le forze politiche, per affrontare i gravi problemi che la crisi ci pone, in materia economica, per un rilancio produttivo dei settori tradizionalmente arretrati, che tanta parte hanno nel nostro sistema economico. In questa fase, noi siamo chiamati, partendo dalla Fabbrica, nel porci come soggetto attivo, adopqrando gli strumenti di controllo che abbiamo acquisito, usandoli come momenti di rottura di una vecchia logica padronale e per consolidare sempre più una nostra capacità di proposta nella Fabbrica. Certamente, queste, non devono rimanere delle frasi, ma devono essere tradotte in atti concreti, dandoci dei programmi più ambiziosi, ma certi e che ci consentano di avere una visione dei problemi in modo più ampio. Possiamo dire, senza falsi otti-

mismi che, se nella fase della trattativa per la nostra piattaforma, eravamo riusciti a rompere dei vecchi metodi con la Direzione, sul come intendere gli impegni che si andavano a sottoscrivere, ciò ora rischiamo di perderlo per strada, se non passiamo a una gestione e a un comportamento, sulla piattaforma, per i problemi più qualificanti, in un modo doveroso, non attendistico, ma di continuo incalzare per la realizzazione dei problemi. Per la prima fase di gestione della Piattaforma, a due mesi dalla sua firma, se da un lato, per quanto riguarda le turnazioni a scorrimento con conseguenti assunzioni, sia andata in porto in modo positivo, non altrettanto possiamo dire « per i dati a cui tuttora siamo in possesso «, in merito alla realizzazione di grossi interventi, previsti in termini ambientali e di nuovi investimenti nel settore trafila. L'impegno come C.d.F. è dj prestare la massima attenzione su questi aspetti, previsti in piattaforma con modalità e scadenze precise, pena il rischio di perdere di credibilità fra i lavoratori e di mancare al ruolo che ci compete come Organismo Sindacale di Fabbrica. Vanno assunte delle precise posizioni, darci dei programmi ben definiti nei confronti della Direzione, per non incorrere sul terreno del rallentamento del vago, ma per far sì che gli ostacoli che si frappongono, vengano superati, uscen-

do dalla spirale in cui la Direzione ci vuole portare, su problemi non inerenti la Piattaforma, ribaltando il terreno del confronto, con il darci una strategia, che ci ponga fermamente per la risoluzione dei problemi reali. Altro aspetto di cui si è discusso, è il problema del pieno utilizzo degli impianti, il quale se non risolto positivamente, ha dei riflessi preoccupanti sulla competitività; comporta il protrarsi di una mobilità esasperata nei reparti produttivi, ed è in contraddizione con la introduzione della manutenzione programmata, la quale deve consentire un recupero della capacità produttiva. Su questo terreno, è stato rimarcato con forza, la necessità di andare, a tempi brevi, alla definizione di un accordo serio che consenta il raggiungimento di questo importante obiettivo, superando gli ambiziosi programmi della Direzione che sono, di addivenire alla risoluzione del problema dell'utilizzo impianti, senza nuove assunzioni, ma bensì nel ridimensionare gli organici attuali. Questa logica non è accettabile, perchè non solo non avrebbe risolto i problemi di fondo con un'inutile perdita di tempo, ma vuoi dire introdurre un concetto estremamente negativo, che vuol determinare un peggioramento delle condizioni di lavoro, già di per se stesse precarie per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro e l'utilizzo della forza lavoro.

L' ESECUTIVO


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