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Meccanico11

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il meccanico

GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANO

Un contributo al dibattito per il C.d.F.

INDISPENSABILE UN CONFRONTO SERIO E APPROFONDITO PER RICONQUISTARE L' UNITA' DEI LAVORATORI

Le cose come stanno - cosa fare per cambiare - rapporto fabbrica e societàruolo del sindacato-rilancio dei Consigli-rivalutazione del gruppo omogeneo

LA SITUAZIONE CHE SI E' DETERMINATA ALLA FINE DELLA CONSULTAZIONE PER LA BOZZA CONTRATTUALE nei rapporti tra lavoratori e C.d.F. è certamente di una gravità estrema e richiede che si vada ad una ricomposizione al più presto possibile. Da ciò le dimissioni dei componenti il consiglio dí fabbrica, per far si che il dibattito per il rinnovo dello stesso avvenga senza posizioni precostituite ma in piena libertà, cioè sia un dibattito tra lavoratori senza far pesare nel bene e nel male il ruolo del sindacato. Quindi nessuna forma ricattatoria maschera queste dimissioni, ma al contrario una scelta di liberazione per dar modo a tutti di parlare senza vincolo.

E' necessario, se vogliamo sviluppare positivamente questo dibattito, partire da alcune situazione concrete:

Le ultime dichiarazioni ufficiali della Direzione Generale hanno confermato le sensazioni che già si erano diffuse tra i lavoratori.

Il carico di lavoro, con i re canti ordini acquisiti è abba stanza positivo, rimangono però GROSSE PREOCCUPAZIONI NEL SETTORE SIDERURGICO ed è FERMO IL SETTORE PRESSE.

L'acquisizione della commessa U.R.S.S. per le macchine uten sili apre dei problemi, la cui mancata soluzione può ritorcersi contro tutta la prospettiva futura dell'INNSE.

Per capirci bene, la situazio ne è questa:

Da un lato vi sono ordini acquisiti, anche importanti, con ristretti margini di mano vra, dall'altro una struttura aziendale in termini organiz.. zativi e qualitativi incapace di adeguarsi alle esigenze che di volta in volta si presentano.

Attualmente la condizione oggettiva dei lavoratori a tutti i livelli è tesa ad esalta re l'arte di arrangiarsi del singolo, mancando un disegno generale di programmazione produttiva entro il quale potersi muovere.

L'immediata verifica di quanto andiamo dicendo la si riscontra senza troppa nocessi.. tà di approfondimenti.

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Basta pensare solo al fatto che non è stato previsto , con tutte le conseguenze che ciò comporta, l'elevato numero di pensionamenti avvenuti nel 1978.

Il mancato ripristino del turn-over ha determinato:

L'aggravamento delle condizioni di crescente disagio dei lavoratori, che sono oggettivamente peggiorate.

Il maggior dispendio di ener gie dovute all'esigenza di svolgere le mansioni degli in diretti sempre più carenti in tutti i reparti.

-L'impossibilità di "distogli. re anche per un momento forze produttive dai lavori che sono sempre più urgenti" per potersi dedicare all'aggiorna mento e qualificazione del personale, alla organizzazione, alla ricerca, alle idee nuove, alla revisione delle a2 parecchiature, alla loro stan dardizzazione, alla ottimizza zione dei prodotti.

Tutto questo, accumulato alle carenze organizzative,detormi na un maggior carico di lavoro pro capite.

Conseguenza di ciò è il bloc co di qualsiasi possibilità

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NUOVA SERIE ri•
Gennaio 1979

di sviluppo professionale, il perenne rincorrere, da parte di tutti i settori, le innova tecnologiche con I conseguenti scompensi produttivi. Nei fatti tutto questo si tra duce in un ristagno dell'inquadramento unico e nel blocco delle possibilità di crescita salariale.

-Il rafforzamento delle tendenze già esistenti a rinchiu dersi in compartimenti stagni dei vari settori, al fine di sfruttare appieno le proprie risorse, chiudendo così le pos sibilità di interscambio di informazioni e conoscenze, nonchè la creazione di gruppi di lavoro intersettoriali. Prova lampante di questo fatto è l'enorme difficoltà del recupero degli indiretti, che

meglio potrebbero essere utiliizzati in attività direttamente produttive.

PER LA SIDERURGIA, al di là della stasi che attualmente esiste sul mercato e quindi le preoccupazioni per il cari co di lavoro, viene sempre più avanti la subordinazione alle ditte cosidette "di progettazione", che acquistano maggior - potere.

Conseguenza di ciò è l'assolu ta impotenza a cui sono ridot ti i progettisti che altro non possono fare se non ridursi a semplici esecutori (copiare di segni, fare modifiche, sbrigare pratiche burocratiche,ecc.)

QUESTO MODO DI LAVORARE ha por tato sfiducia e demotivazione diffusa a tutti i livelli.

Si assiste sempre più a dimie sioni di personale qualificato in settori su cui invece bi I sognerebbe puntare (es. montai , gio elettrico) ed a una mancar za di coinvolgimento soprattut to delle nuove leve che sono, nonostante tutto , negli ulti mi anni entrate in fabbrica. Infine questo malessere si acuisce proprio per la difficol tà di apportare modifiche, di inserire le proprie idee al vecchio modo di lavorare.

La situazione produttiva attua le impone a tutti di riconside rare questo stato di cose, a ; partire dall'organizzazione del lavoro, perchè nel concre to della produzione siano risolti in positivo i problemi con vantaggio a partire dai I singoli, per comprendere poi tutta la prospettiva aziendale.

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IL CONSIGLIO DI FABBRICA E' CONVINTO CHE QUESTI SONO I PROBLEMI CHE CI STANNO DI FRONTE.

I lavoratori che leggono questo tipo di righe sono d'accordo?

Se i problemi invece sono altri, allora che vengano avanti nelle assemblee, perchè è quello il momento ido neo per il confronto.

Ma se i problemi sono questi, allora: come pensano i lavoratori di uscirne?

E' POSSIBILE RISOLVERLI NELL'AMBITO AZIENDALE O ADDIRITTURA PERSONALE?

NOI PENSIAMO DI NOI

Cosa fare per cambiare

Proprio perchè questi -stessi problemi sono anche nelle altre fabbriche, a volte in modo più drammatico, vuoi dire che da soli non si può risolverli, che non si può chiuder si in fabbrica; e allora biso gna sapersi collegare con gli altri e trovare terreni di lot ta comuni.

Il movimento sindacale, noi compresi, ha individuato come prioritaria la lotta all'orga nizzazione del lavoro, non so lo per ciò che concerne le sin gole fabbriche. ma a partire dalle singole realtà per ricon durre ad unità tutto il ciclo produttivo (controllo del decentramento, lavoro nero,ecc.)

DOBBIAMO PERO' RICONOCERE, a questo punto, il ritardo che accusiamo come movimento di tutti i lavoratori dell'INNSE e, per conseguenza, come Consiglio di Fabbrica su questo terreno di lotta. Non a caso diciamo che l'orga nizzazione del lavoro è un ter reno di lotta, tanto più duro se consideriamo la crisi econo mica in atto nel paese. Oggi il tentativo del padrona to, sia pubblico che privato, è di uscire dalla crisi rilan ciando il modello di sviluppo degli anni '50/'60, rilancian do cioè la libertà di impresa. In termini più concreti vuol dire, dietro la facciata del contenimento dei costi, liber tà di usare i lavoratori perla mobilità, ma non per cresci ta professionale, bensì per i licenziamenti (intervista proposte di De Benedetti);

inoltre aumento dei ritmi, cu mulo di mansioni partendo dal la riduzione dei cosidetti "improduttivi", ri9Zancio di forme di incentivi

Queste linee di tendenza già sono in atto nella situazione produttiva del paese, basta pensare all'uso spregiudicato fatto degli aumenti dà merito, privilegiando alcune categorie nel tenta tivo di rompere così l'unità dei lavoratori. Inoltre l'uti lizzo di comodo della cassa in tegrazione, l'uso abnorme del lavoro nero, dello straordina rio, della paga "fuori busta", del decentramento: tutti siete mi questi che indicano chiaramente la volontà del padronato di sconfiggere il sindacato a partire dalle condizioni dei lavoratori occupati. -2-

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SI DIMOSTRANO VUOTE PAROLE quelle che il Direttore Generale dell'I.R.I. va dicendo. "Per essere competitivo il no atro prodotto deve essere frut to di strutture industiali ef ficenti, di una organizzazione del lavoro aggiornata", quando i comportamenti dell'IRI vanno in realtà in tutt'altro senso. Si comincia con il respingere le posizioni del sindacato sui temi di riorganizzazione, di superamento delle finanziarie e di riaggregazione delle ziende per filoni produttivi, onde continuare a tenere in

piedi una struttura di potere ormai obsoleta e burocratica.

Il non voler aprire il confronto sui piani di settore, il non voler individuare nuovi settori produttivi in portico lare nell'impiantistica,solo oggi finalmente considerato co me settore con valide prospet tive, ma su cui ancora pesa il rifiuto da parte dell'IRI di predisporre le strutture promozionali e le politiche idonee per misurarsi sui mercati esteri, per orientarsi su set tori a rapida evoluzione tonno

logica • su prodotti a elevato valore aggiunto: questo ~chi richiederebbe un massiccio im pegno nella ricerca applicatacon programmi precisi e finalizzati.

Il tutto in nome di un rovino so concetto di "autonomia" aziendale,che porta queste a+ ziende a scontrarsi sui merca ti esteri • a rinunciare ad una propria ricerca o progettazione, che amplierebbe le ca pacità tecnologiche rendendoci indipendenti dalle ditte *tra niere.

EMERGE COSI' LA VALIDITA' DELLA SCELTA CONTRATTUALE DELLA F.L.M., che pone la suo centro la lotta per modificare le condizioni di lavoro a partire dalla fabbrica.

Questa è la dimostrazione che il sindacato è presente, forte e vive nelle fabbriche; ma è necessario impegnarsi nella lotta e vincere questa battaglia se vogliamo dare risposte concrete alle domande che emergono dal paese, dai lavoratori occupati come dai disoccupati, contro le nostalgie della reazione.

L' importanza del contratto

Realizzare questi obbiettivi rende allora necessaria la co sidetta "prima parte" dei con tratti ed importante il saper la gestire, perchè il sistema di informazioni non è un qual cosakdi astratto, ma in concre to vuol dire:

difendere il proprio posto di lavoro partendo dalla veri fica degli indirizzi produtti vi dell'azienda.

modificare il proprio modo di lavorare in positivo e parallelamente lottare per lo sviluppo dell'azienda stessa. possibilità di rivendicare una crescita professionale reale.

possibilità di pretendere assunzioni là dove serve; possibilità di individuare quindi effettuare corsi di aggiornamento e formazione professionale, rimanendo così al passo con le innovazioni tecnologiche;

avere in mano gli strumenti per difendere la propria salo te in fabbrica;

avere in mano i dati sul de centramento ed evitare così che gran parte del lavoro ven ga fatto fuori dal normale ci clo produttivo dell'azienda, magari in una piccola azienda dove di norma si sfrutta il la voro nero; ed, infine, vuol dire sbugiar dare il padronato e chi solo difronte alle nostre rivendica zioni si ricorda del costo deT. lavoro.

PENSANDO A QUESTE COSE si riesce a comprendere che quanto andiamo facendo non à un discorso accademico o astratto

o utile solo "agli altri"; ma è soprattutto un discorso per tutti noi.

Per i lavoratori occupati, i quali devono in prima persona porsi il problema occupaziona le, non solo perchè è un dram ma sociale (le ultime stime parlano di una intera generazione che non troverà posto di lavoro e tra questa generazio ne ci sono anche i nostri figli), ma perchè è soprattutto un dramma economico che condannerebbe il paese al sottosviluppo, ad una endemica seria collettiva, che portoreb be ai lavoratori tutti Macrifi -3-

ci ben più gravi. Sacrifici che potrebbero andare ben al di là di quelli economici, com promettendo la stessa situazio no di democrazia che abbiamo contribuito a costruire in qut sti ultimi anni.

E' palese il tentativo di rivincita non solo del capitali smo, ma anche delle forze con sorvatrici e reazionarie che tentano con tutti 1 mozzi (Int di.le informazioni distorto che sono riusciti a far pomo care tra i lavoratori coma è sucossso por le pensioni) di ricacciare le masso popolari agli anni 130.

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Puntuale arriva il terrorismo

IL TERRORISMO E' PIU' CHE MAI PRONTO a diventare complice di questo disegno strategico allorchè scatena tutta una serie di violenze, atti dinamitardi cercando di convogliare il mal contento degli emarginati, in

particolare dei disoccupati, contro il sindacato. Non a caso gli atti terroristi ci più gravi avvengono quando più forte è la pressione popo lare e la presentazione delle piattaforme contrattuali è uno di questi momenti. Le bombe contro la sede nazio nale della FLM e contro i tra licci dell'Alfa Sud dimostrano che la preoccupazione primaria presente nella piattafor ma (allargare l'area- produtti_

va e l'occupazione) é sacrosan tamente giusta anche su questo terreno perchè toglie spazio e motivi al terrorismo, che sem pre ha sfruttato le aree di emarginazione.

Questo, d'altra parte,è il col legamento oggettivo che esiste tra terrorismo e reazione e spiega altresì la difficoltà fin oggi incontrata dal movimento democratico per una lot ta a fondo al terrorismo atee so.

11111~1~1111111~11~~1, LE SCELTE DEL GOVERNO ANDREOTTI NON AIUTANO CERTO A SCONFIGGERE QUESTO DISEGNO REAZIONARIO: la nota Pandolfi, il piano triennale con il loro ribadire la natura liberistica del mercato al di fuori di ogni programma zione, la pretesa assurda di rilanciare il modello di sviluppo "anni 50" come se niente fosse accaduto in questi 20 anni, la volontà conseguente di un blocco dei salari, il taglio indiscriminato della spesa pubbli ca, il tentativo di una ridistribuzione del reddito a favore del profitto, il non agire concretamente per stroncare la piaga dell'evasione fiscale e neppure una revisione delle aliquote tassabili, che a causa della inflazione sono ormai punitive nei confronti dei lavoratori.

L'adesione allo SME è contro i lavoratori

Tutta questa filosofia non por ta certo il paese fuori dalla crisi e tanto meno si esce da questa situazione con scelte avventuristiche come quella di aderire allo SME senza adeguate garanzie.

Una lezione cievenuta su questo argomento dalla Francia: quando ha visto i propri interessi intaccati, con estrema disinvoltura, ne ha bloccato l'attuazione.

Per capire bene tutta la manovra che nasconde l'adesione allo SME, bisogna specificare che questa adesione vuol dire vinco101elle prospettive di evi luppo dell'industria e maggiore squilibrio tra aree forti ed aree deboli, con subordinazione delle scelte italiane a quelle della Germania. Questo vuol dire poter attacca

re quegli istituti che hanno costituito da sempre la difesa del salario quali la contin gerza, l'indennità di liquidazione e dare così un colpo sec co ai lavoratori,

Ma come si rifletta questa scelta in fabbrica?

Per l'INNSE, la cui produzione per l'85% è destinata all'oste ro, l'adesione allo SME vuol dire che, essendo la nostra moneta legata alle monete forti, sarà più difficile contrastare la concorrenza estera a meno di aumentare notevolmente la produttività e/o diminuire fortemente il costo del lavoro, cosa già avanzata dagli stessi dirigenti; ma a spese di chi?

L'esperienza ci suggerisce la risposta: a spese delle condizioni dei lavoratori. Eccoci così tornati alle condi zioni della fabbrica come momento essenziale per la battaglia più generale.

E' chiara quindi l'esigenza di vincere questa lotta a partire dall'organizzazione del lavoro sapendo cogliere l'intreccio con la lotta più generale da svolgere nel paese.

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OrkGp.)12.ZAZ30h)E At1 LAVORO: REPER101LITA % DEI MKTERIALI

Per questo il movimento sindacale apre oggi a fianco delle vertenze contrattuali tutta una serie di rivendicazioni tra cui: una generale iniziativa sui piani di settore; una vertenza per il piano a->

gro-alimentare, che dia un diverso ruolo al Mezzogiorno; per la riforma delle PP.SS. con la Fiat, l'Alfa Romeo • grossi gruppi industriali per il plafonamento al Nord e maggiore occupazione al Sud.

LA PRIMA AZIONE A SOSTEGNO DI TALI RIVENDICAZIONI, PER FAR MUTARE ORIENTAMENTO AL GOVERNO, PER STRAPPARE IMPEGNI PRE CISI E CONCRETI E'

lo sciopero generale del 2 febbraio

Alcuni di questi obbiettivi con scadenza immediata che il C.d.F. dimissionario o rinnovato, dovrà affrontare sono:

.11t s .cIronto sulla commessa S.S.;

L'esigenza a questo punto è che i C.d.F. diventino sempre più soggetti attivi per concretizza re questa linea di lotta e di rinnovamento del paese. Per questo è tanto più improro gabile il rinnovo del C.d.F. INNSE.

E questo deve avvenire non cer to eleggendo un compagno di la voro più o meno bravo così tal; to per farlo oppure per scaricare su spalle altrui le proprie responsabilità; ma è neces sario prendere coscienza dei problemi, del compito che spetta ad ogni singolo ed eleggere • un compagno di lavoro capace di formulare la sintesi della volontà di lotta e di cambiamen to del gruppo omogeneo, rappOrtandola alle esigenze della fab brica, della realtà esterna in cui si muove.

UN DELEGATO CHE PORTI AVANTI una serie di obbiettivi e di esigenze dei lavoratori della Innse che si intreccino strettamente con la battaglia contrattuale.

-la definizione ed il ruolo di alcuni reparti, partendo dalle situazioni più urgenti (manuten zione, settore elettrico, picco la torneria);

- il concretizzarsi di tutti i discorsi già in atto per l'ambiente di lavoro a partire dal la carpenteria, respingendo ulteriori tentativi dilatori. L'esempio di questo nuovo modo di lavorare e di affrontare i problemi è dato dalla rivendica zione del montaggio elettrico, elaborata in assemblea da tutto il gruppo omogeneo.

l'avvio dei corsi di riqualificazione con contenuti veramen te validi; un confronto con le direzioni Innse ed Italimpianti, concorda to con il C.d.F. IT., per una definizione dei ruoli che tenga conto anche delle capacità di progettazione Innse;

Alla
TU COSA DIRAI ? -5-
SONO QUESTE LE COSE SU CUI DOVREMO DISCUTERE IN ASSEMBLEA E SU CUI PORTARE UN CONTRIBUTO, PER RAFFORZARE L'UNITA' DI TUTTI I LAVORATORI, UNICO STRUMENTO PER VINCERE LE BATTAGLIE CHE CI ACCINGIAMO AD AFFRONTARE.
fine del mese ci saranno le assemblee di reparto.

TRUCIOLI ( a cura di " UP IL SOVVERSIVO "

FILOSOFIA E PRATICA ORIENTALE

Tra i dirigenti vi è anche chi si da alla pratica e filosofia orientale. D'altra parte di che lamentarci?

E' di moda!

Sol che abbiamo qualche perplessità quando questo, filosofia viene messa in pratica nella organizzazione del lavoro!

Ci riferiamo ai dirigenti del settore elettrico: sembra che uno di loro sia stato sentito citare che "Il tempo è il rimedio di tutti i mali" e che "Se hai un nemico, siediti sulla riva del fiume e apetta: il suo cadavere ti passerà davanti:

A parte le citazioni questa è la pras si che seguono nella vita di tutti i giorni.

I problemi assillano ormai da ann i e loro che fanno? ASPETTANO!

Peccato che il cadavere in questio_ ne dovrebbero essere i lavoratori del settore (già tanti se ne sono andati) ed il settore stesso.

Per loro, i dir; genti, d'altra parte non avere da far niente dentro e ri correre invece ad una ditta esterna sarebbe già un risultato: meno pro blemi, meno preoccupazioni, non più tra i piedi questi lavoratori sem pre così critici!

E il Direttore del Settore, nonchè il Direttore Generale, che tanto si vantano di questo reparto?

Che fanno per mantenere il loro amato"fiore all'occhiello"?

ASPETTANO'''''

PAURA DEGLI SPETTRI

Uno spettro fa agitare molti dirigenti Innse:

E' la figura del delegato di reparto, che si rifiuta di par lare di calcio e di TV e invece sollecita i lavoratori a difendere i propri diritti/do veri.

QUANTO FASTIDIO PORTANO AI CAPI: questi delegati vogliono addirittura mettere il naso nell'organizzazione del lavoro'. Rendono agitato il loro letargo celebrale particolarmente pesante in questa stagione così fredda.

Si prevede come reazione in primavra, durante la breve sta gione di risveglio prima che cadano in apatia preferiale e sconforto posWeriale, una gros sa controffensiva per stronca re questa abitudine dei delega ti.

Tale azione, sollecitata dai vertici aziendali, dovrà partire con pubblici sermoni e poi

Peccato che nei calcoli questi signori così illustri non abbiano tenuto conto dei lavoratori!!!

UNA RACCOMANDAZIONE ALLA MANUTENZIONE

Esiste un gran delegato di re parto tra voi e non lo avete mai eletto!

Questo individuo infatti va dicendo che negli incontri tra C.d.F. e direzione per i fochisti, il Consiglio di Fabbri ca non si è adoperato abbastan za; se invece fosse stato alla altezza come intendeva PECCATO!!!

A UNA COMPAGNA

Martedi 16 gennaio, una settimana dopo il barba ro attentato fascista, con apparecchiature di fortuna Radio Città Futura ha ripreso le trasmis sioni.'

Alle 10 toccava alle casalinghe e loro erano li pronte. Tra queste c'era anche Nunni Miolli, mal grado le gravi ferite non ancora rimarginate. Ha cominciato la sua trasmissione ricordando che l'attacco non era stato portato a loro 5, ma a tutte le donne che alzano la testa dal pavimento o dalla pila di piatti che stanno lavando, a tut te le donne e a tutti gli uomini che hanno il coraggio di dire: "Un momento, esisto anch'io!".

A nome delle donne ed anche dei lavoratori della Innse, ti confermiamo che abbiamo ricevuto il messaggio. Messaggio di lotta per contare, di ri fiuto della violenza, di difesa della democrazia, di voglia di "esistere" e ti diciamo, "grazie Ninnri 2

Lui invece si che teneva duro a quegli incontri! Ma, piccOlo particolare del tutto trascura bile, era seduto dalla parte opposta (quella della direzio ne, tanto per capirci!).

Da tempo questo personaggio è il capo del reparto e di tutto il settore manutenzione. Se eravamo seduti a quel tavo lo e se da tempo chiediamo con fronti seri su tutto il setto re è proprio perchè qualcuno (ma chi???) non ha saputo risolvere problemi che da troppo ormai si trascinano. Terminiamo qui per ora. Il no stro buon cuore ci suggerisce di rimandare ad altra data al tre incapacità e meshinità di "delegati di repar certi to".

UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA

Con un probabile biglietto aereo a lungo tragitto, pagato da noi, è stato gentilmente scortato in luogo più salubre il "camerata" Marco Ventura, distributore di bombe e stragi varie.

Ciò è quanto gli si doveva per un atto di giustizia rispetto al suo camerata Preda.

Così, speriamo, non si parlerà più di ingiustizie da parte del governo!

Rimane ancora dentro Giannetti ni; che si farà? "Un altro at to di giustizia"? On. Andreot ti, che ne dice? Non ci è tentato

A parte gli scherzi Rimane il fatto che queste fughe celebri (facilmente resto in TV in apposita serie) p con tut ta probabilità, le paghiamo ve ramente noi, con le nostre tas se.

- 6 -

Riforma sanitaria, medicina preventiva al servizio dei lavoratori

ELEZIONI F. I. A. M. L. 1.: UN'OCCASIONE DA NON PERDERE

La scadenza del mandato del Consiglio di Amministrazione del F.I.A.M.L.I. Innse giunge in un momento di svolta profon da per la gestione della sani tà nel nostro paese.

Da una parte le spinte sempre più incalzanti del movimento dei lavoratori e del sindacato sul tema della difesa della sa lute,che attraverso la soggettività del gruppo omogeneo e la non delega hanno spostato l'asse dell'intervento dalla medicina curativa a quella pre ventiva, sia a livello ambienta le che a livello dí diagnosi precoce.

Dall'altra parte la riforma sanitaria, varata il 23/12/78, che finalmente, dopo 15 anni di lotte, ha istituito e'riorganiz zato il servizio sanitario nazionale, regionale e locale, abolendo le deficitarie e puramente assistenziali mutue e dan do maggior concretezza al progetto di controllo preventivo e dal basso della salute (unità sanitarie locali).

In questo quadro il ruolo dei FIAMLI aziendali visti come puro sussidio monetario o fondo integrativo viene completamente abolito; non solo: per queste strutture è prevista l'eliminazione.

Nel caso Fiamli-Innse cosa succederà?

Dobbiamo fare due considerazioni: 1) il bilancio annuo è di 250 milioni e, pur mantenendo una struttura e attrezzatura mo derna e un organico qualificato e specializzato (12 medici) , chiude con un attivo di circa 20 milioni; 2) in base all'arti colo 46 della riforma viene disposto il divieto alle imprese pubbliche di contribuire sotto qualsiasi forma al mantenimento delle mutue interne.

Si può di conseguenza prevedere che per sopravvivere questa struttura dovrà diventare un centro di medicina preventiva di intervento in fabbrica, inve ce previsto.

Intanto cosa facciamo?

Noi pensiamo che questa struttu ra debba continuare la sua opera fin tanto che il servizio sa nitario non sia in grado di for nire più adeguate prestazioni.

Fermo questo e quindi senza abbandonare la medicina curativa o di"restauro" (medicine, aerosol, interventi chirurgici, den tistici, cure termali, agopuntu ra), pensiamo però che ci siano le premesse (art.20-21-22 della riforma) per affrontare in modo più organico la strada della me dicina preventiva: a carattere primario, puntando ad interveni re direttamente sull'ambiente e sull'organizzazione del lavoro, e a carattere secondario at traverso le visite mirate e periodiche a secondo delle esposi zioni al rischio del lavoratole. Noi crediamo che in entrambi i casi debba sussistere il metodo della NON DELEGA e del CONTROL LO DIRETTO DEI LAVORATORI.

Gli obbiettivi che vediamo come prioritari in questo momento sono, PER LA DIAGNOSI PRECOCE:

1) Continuare gli accertamenti preventivi per individuare il più presto possibile le malattie.

Sono in funzione i seguenti servizi: -di cardiologia, angio logia al fine di individuare di sturbi cardiocircolatori; di otorinolaringoiatria, per disturbi di udito, gola,ecc. ; di oculistica per gli occhi; di ginecologia, che utilizza anche pup-test e mammografia, per individuare tumori all'utero o al seno; è allo studio un servizio di prevenzione odontoiatrica.

Una adeguata educazione sani tarla che porti maggiore consapevolezza della necessità della prevenzione e che, di conseguen za, riduca l'uso abnorme di medicinali, spesso contrproducen ti. Questo spirito è presente anche nella riforma anche se per ,,ra l'unica misura concreta è i cosidetto "ticket" sui medicinali.

Individuazione dei gruppi di lavoratori che prima necessitano degli accertamenti preventivi citati tenendo conto della loro esposizione al rischio durante il lavoro.

Istituzione del LIBRETTO UNI CO DI MALATTIA E RISCHIO per tutti i lavoratori integrando la scheda sanitaria dei medici Fiamli con il libretto utilizzato dagli SMAL di Milano. Su questo libretto (una copia dovrà essere lasciata al lavora tore) dovrà essere indicata la storia della propria salute da quando si è nati (anamnesi) fino all'ultima esposizione in am biente nocivo.

Questo fondamentale strumento di "vigilanza" sulla propria sa Iute è stato conquistato nel contratto del '76 e ora riconosciuto anche dalla riforma sani tarla, ma per responsabilità. della bieca chiusura della thrtZiOitt non è mai stato adottato seriamente: solo un reparto di 80 operai, la carpenteria,l'ha ottenuto grazie a dure lotte e

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all'intervento dello SMAL nel '75/'76, ma in seguito non è stato mai aggiornato e generalizzato ai nuovi assunti.

Va inoltre posto il problema del medico di fabbrica: per evi tare sprechi di energie, conoscenze e denaro pensiamo che es so, insieme con l'infermeria, debba essere integrato nella struttura Fiamli.

Si dovranno tenere contatti e stabilire convenzioni con le cliniche del lavoro e dei centri per la ricerca dei tumori dell'Università di Medicina e con le altre strutture dell'ente pubblico (unità sanitarie lo cali, regionali, ecc.)

PREVENZIONE PRIMARIA (azione sull'ambiente):

In questo campo il discorso diventa più difficile perchè la direzione è completamente sorda.

D'altra parte nessuna meraviglia: il ruolo dell'azienda in questo periodo è stato solo quello di citarci a più ri prese l'art.46 della riforma (abolizione dell'ente mutuali stico) o di ricordarci l'altU tasso di assenteismo (sic!) dei lavoratori che usufruiscO no delle cure termali.

Non vi è dubbio che il costo, per le 27.000 ore annue di cu re termali , è gravoso ed impegna il 25% delle entrate Fiamli, ne giovail 18% dei la voratori e crediamo che spesso le cure termali dimostrano scarsa efficacia.

Ma che fa la direzione per la prevenzione in fabbrica?

Gli articoli 20, 21, 22 perchè non li cita mai?

Che fa di concreto per ridurre il numero di chi è costret to ad andare alle cure termali?

L'esperienza ha dimostrato che, senza un intervento serio sull'ambiente di lavoro e di vita, non ci sono visite e cure che bastino per rimuovere alla radice le cause di disagio, malattia, infortunio, tumore e morte.

Noi pensiamo che sia necessaria una struttura di medicina preventiva di fabbrica, che entri in funzione al più presto e che utilizzi oltre a me dici specializzati e attrezza ture mediche, anche esperti di impianti, nonchè strumenta zione di analisi ambientale.

Questi strumenti ed il loro continuo utilizzo, anche da parte del delegato e del gru2 po omogeneo, danno la possibi lità di compilare e tenere ad giornato un altro strumento fondamentale indicato nella riforma ed ancor prima nel contratto dei metalmeccanici:

il registro dei dati ambientali e biostatistici che corredati dalle schede soggettive, redatte dall'assemblea del gruppo omogeneo, danno l'esatta situazione o "mappa del rischio" dell'intero stabilimento. In questo modo è possibile stabili re una scala di priorità e peri colosità rispetto all'inquinamento, permettendo così di convogliare con più precisione gli sforzi nell'eliminazione di que st'ultimo e nelle migliorie impiantistiche. che Inoltre consideriamo valide e-v" vadano incentivate le iniziative dei medici Fiamli ad esempio su studi epidemiologici e stati stici sulla formazione delle ma lattie vasocircolatorie ed in

particolare dell'ipertensione svolte in modo interdisciplinare (cardiologo, angiologo), in modo da classificarle in base al tipo di lavoro eknansione che si svolge all'interno dell'orga nizzazione del lavoro.

ALtro aspetto non secondario sa rà l'attività di informazione e di formazione sanitaria, anche con interventi dei medici nelle assemblee di reparto, con tabel le e cartelli esplicativi su me dicine, fattori nocivi e di stress. Indispensabile per questo centro di"medicina informativa" sarà l'allestimento di un centro di documentazione suddiviso rispetto ai 4 gruppi di fattori di rischio (fisico, chi mico, psichico,organizzativo).

O NOI RIUSCIREMO A FAR DIVENTARE L".TTUALE FIAMLI UN CENTRO DI MEDICINA PREVENTIVA SOTTO IL CONTROLLO DEI LAVORATORI, COME LA RIFORMA SANITARIA CI INDICA, OPPURE CI VERRA' TOLTA STRUTTURA FUNZIONANTE ED ESTREMAMENTE UTILE AI LAVORATORI.

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diritti di conoscenza e controllo salario, scatti, perequazione inquadramento unico organizzazione del - lavoro orario

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