NUOVA SERIE
il meccanico
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Gennaio 1979
GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANO
Un contributo al dibattito per il C.d.F.
INDISPENSABILE UN CONFRONTO SERIO E APPROFONDITO PER RICONQUISTARE L' UNITA' DEI LAVORATORI Le cose come stanno - cosa fare per cambiare - rapporto fabbrica e societàruolo del sindacato-rilancio dei Consigli-rivalutazione del gruppo omogeneo LA SITUAZIONE CHE SI E' DETERMINATA ALLA FINE DELLA CONSULTAZIONE PER LA BOZZA CONTRATTUALE nei rapporti tra lavoratori e C.d.F. è certamente di una gravità estrema e richiede che si vada ad una ricomposizione al più presto possibile. Da ciò le dimissioni dei componenti il consiglio dí fabbrica, per far si che il dibattito per il rinnovo dello stesso avvenga senza posizioni precostituite ma in piena libertà, cioè sia un dibattito tra lavoratori senza far pesare nel bene e nel male il ruolo del sindacato. Quindi nessuna forma ricattatoria maschera queste dimissioni, ma al contrario una scelta di liberazione per dar modo a tutti di parlare senza vincolo. E' necessario, se vogliamo sviluppare positivamente questo dibattito, partire da alcune situazione concrete:
Le ultime dichiarazioni ufficiali della Direzione Generale hanno confermato le sensazioni che già si erano diffuse tra i lavoratori. Il carico di lavoro, con i re canti ordini acquisiti è abba stanza positivo, rimangono però GROSSE PREOCCUPAZIONI NEL SETTORE SIDERURGICO ed è FERMO IL SETTORE PRESSE.
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L'acquisizione della commessa U.R.S.S. per le macchine uten sili apre dei problemi, la cui mancata soluzione può ritorcersi contro tutta la prospettiva futura dell'INNSE. Per capirci bene, la situazio ne è questa: Da un lato vi sono ordini acquisiti, anche importanti, con ristretti margini di mano vra, dall'altro una struttura aziendale in termini organiz.. zativi e qualitativi incapace di adeguarsi alle esigenze che di volta in volta si presentano. Attualmente la condizione oggettiva dei lavoratori a tutti i livelli è tesa ad esalta re l'arte di arrangiarsi del singolo, mancando un disegno generale di programmazione produttiva entro il quale potersi muovere. L'immediata verifica di quanto andiamo dicendo la si riscontra senza troppa nocessi.. tà di approfondimenti.
Basta pensare solo al fatto che non è stato previsto , con tutte le conseguenze che ciò comporta, l'elevato numero di pensionamenti avvenuti nel 1978. Il mancato ripristino del turn-over ha determinato: L'aggravamento delle condizioni di crescente disagio dei lavoratori, che sono oggettivamente peggiorate. Il maggior dispendio di ener gie dovute all'esigenza di svolgere le mansioni degli in diretti sempre più carenti in tutti i reparti.
-L'impossibilità di "distogli. re anche per un momento forze produttive dai lavori che sono sempre più urgenti" per potersi dedicare all'aggiorna mento e qualificazione del personale, alla organizzazione, alla ricerca, alle idee nuove, alla revisione delle a2 parecchiature, alla loro stan dardizzazione, alla ottimizza zione dei prodotti. Tutto questo, accumulato alle carenze organizzative,detormi na un maggior carico di lavoro pro capite. Conseguenza di ciò è il bloc co di qualsiasi possibilità