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Il Costruttore26

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Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi

maggio 1977

DAL CONGRESSO FIOM DI ZONA La situazione di crisi economica e sociale viene alimentata in questi ultimi tempi dalle nuove forme della strategia della tensione (vedi fatti di Bologna - Torino - Roma). Compito del Sindacato e di tutti i lavoratori è quello di essere sempre più vigili per sconfiggere tale strategia. Le conquiste fatte con il contratto ultimo devono essere portate a compimento, perchè costituiscono un'alternativa concreta al processo di recessione e deflazione che la classe padronale intende far passare. Bisogna quindi che i lavoratori recepiscano a fondo questa logica padronale di sviluppo zero e rispondano in modo deciso con l'alternativa della riconversione industriale, della politica degli investimenti, di nuovi sbocchi occupazionali. Solo così si può dare un taglio netto al processo inflazionistico attuato e voluto dal padrone. La lotta quindi del Sindacato e dei lavoratori deve avere questi obiettivi di fondo, che non devono solo essere obiettivi di risanamento, ma soprattutto obiettivi di rilancio della produzione in ogni campo. E' indubbiamente un processo lungo, ma l'obiettivo della programmazione democratica è l'unica via che possa permettere ai lavoratori una garanzia sicura per fare uscire il paese dalla crisi. Questo non vuoi dire chiaramente cogestione, ma contrattazione e controllo sugli investimenti. Occorre perciò modificare le strutture sindacali e darsi quei mezzi nuovi e necessari, che possano permettere ai lavoratori di riuscire a far applicare pienamente tutti i punti

della prima parte del contratto. Questo salto qualitativo lo si può benissimo attuare come primo momento, dando gambe, nell'ottica della programmazione democratica, alla contrattazione articolata. L'austerità poi deve essere un obiettivo di equità sociale, attuando una corretta politica fiscale per tutti e non per i lavoratori soltanto, come il Governo ha voluto insistere fin'ora, blaterando e scrivendo romanzi sul costo del lavoro. Rispetto al quadro politico esistente il Sindacato non può vivere una farsa di astensione, ma deve avere quel ruolo di poter incalzare in modo continuo e propositivo il Governo

per farlo uscire da questa fase di stallo politico e sociale. L'iniziativa del Lirico è stata una incrinatura del tessuto unitario, ma non ha avuto, nella realtà, una nuova politica alternativa e questo deve far riflettere sui tentativi di disgregazione sindacale, che da qualche parte hanno tentato di attuare. Il Patto Federativo infine non può pìù rappresentare un fronte, ma quanto prima deve tradursi in una effettiva e reale unità sindacale, specie in momenti difficili di travaglio materiale e sociale come quelli attuali. UN DELEGATO

CHIAREZZA ! PER L'UNITA' La manifestazione organizzata al Teatro Lirico da una esigua minoranza di Consigli di Fabbrica (contrariamente a quanto affermato dai promotori), da singoli delegati e fatta propria dal Direttivo Provinciale della FIM-CISL rappresenta un grave momento di divisione della unità sindacale e del movimento operaio faticosamente costruita durante tutti questi anni. Questa manifestazione ha avuto

l'assurda pretesa di costruire di fatto una presunta « nuova direzione sindacale • al di fuori e in alternativa al movimento operaio e alle sue organizzazioni unitarie. E' questo un fatto gravissimo che non trova riscontro nella storia del Movimento operaio se non nei lontani ed oscuri anni della scissione del '48, scissione che fece pagare ai lavoratori e alle masse COWI'UA IN


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