" La svolta "
Il documento di Politica economica con il quale le Org anizzazioni Sindacali intendono incidere per un cambiamento dell'attuale assetto produttivo del nostro paese che superi la drammatica crisi e crei un controllo di massa che impedisca il ripetersi di situazioni così gravi per milioni di disoccupati, di giovani, di donne; è stato da qualche parte chiamato "la syol fa del Sindacato", addirittura alcuni hanTno visto nel documento cedimenti a conquiste storiche della classe operaia.
Il dibattito in tutti i luoghi di lavoro, le mozioni, i verbali delle assemblee e la conclusione con la votazione a grandissima maggioranza da parte dei delegati, dimostrano che gli operai, pur attenti ed anche critici su alcuni punti del documento, nonostante il penoso agitarsi degli autonomi che mai si sono trovati daccordo con
le organizzazioni dei lavoratori, hanno capito che senza un piano complessivo da mettere sul tavolo delle forze politiche al momento della formazione del governo, segue pag. 2.
SINTESI DELLA LEGGE SULLA PARITA' TRA
LAVORATRICI E LAVORATORI, APPROVATA
DAL PARLAMENTO E ENTRATA IN VIGORE
IL 18 DICEMBRE 1977
Giornale del Consiglio di Fabbrica FMC - Link Belt marzo 1978
NELL'INTERNO PUBBLICHIAMO UNA AMPIA
si rischiava di imboccare la strada della difesa dei soli occupati delle fabbriche che momentaneamente tirano, perdendo di vista le cause vere della crisi, portando il paese alla disgregazione generale, creando le condizioni per un arretramento di marca conservatrice e reazionaria.
Z4 profondamente sbagliato, pertanto, considerare cedimento al padrone e ai detentori del potere capitalistico il documento sindacale.
E4 vero d'altro canto che,se di svolta si tratta, le linee di fondo sono state tracciate tempo addietro, il sindacato italiano proprio perché è diverso da quello tedesco e inglese, doveva scegliere; di fronte alle difficoltà nelle quali anche con lotte dei lavoratori è stato spinto il capitalismo italiano, cedere alle tentazioni di rinchiudersi all'interno di ogni fabbrica cercando di difendere posto di lavoro per posto di lavoro con lotte anche eroiche ma perdenti, o proseguire con determinazione la strada per un radicale cam-
biamento della società con proposte di lotta che sono nel documento e con le quali i governi dovranno fare duramente i conti in quanto condizioni indispensabili per sconfiggere una trentennale politica clientelare parassitaria che ha creato profonde ingiustizie, favorendo guadagni immensi a chi non produce e spingendo milioni di lavoratori dal sud al nord e all'estero. Se di svolta si tratta quindi, essa è una svolta certamente positiva che mette concretamente in discussione la società capitalista e i governi che l'hanno fin qui sostenuta, creando le basi per un suo superamento. Quello che i lavoratori sanno perché vissuta duramente sulla propria pelle, e gli autonomi sedicenti rivoluzionari non sapranno mai, è che forze importanti interne ed internazionali si oppongono alla realizzazione degli obiettivi che il Sindacato si prefigge di raggiungere e solo la lotta unitaria della classe operaia, nur con tutte le sue articolazioni, pue uscire vincente da questo scontro.
Mutti E.
Uno strumento di lotta per l'emancipazione femminile LEGGE DI PARITA' UOMO - DONNA
La legge di parità é l'ultima tappa, in ordine di tempo, di una lunga battaglia per l'attuazione dei principi di uguaglianza sanciti 30 anni fà dalla Costituzione. Essa è stata preoeduta da lotte forti e tenaci che si sono concluse con importanti conquiste: la parità salariale nel 1960;la legge di tutela della lavoratrice madre, di tutela del lavoro a domicilio, il piano nidi, la riforma del diritto di famiglia.
La conquista della parità pone al Paese una domanda in più: sulle scelte e gli indirizzi economici, sociali e di politica del lavoro, che devono garantire in tutti i campi l'uguaglianza concreta fra uomo e donna.
E' quindi insieme un approdo e un punto di partenza per superare le discriminazioni, perchèsi affermi una nuova considerazione della donna nel lavoro e nella famiglia, per avviare un nuovo tipo di sviluppo attraverso scelte di politica economica capaci di corrisponder• alle aspirazioni di emancipazione delle grandi masse femminili.
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PARITA' NELLE ASSUNZIONI
La legge vieta tutte le discriminazioni fondate sul sesso per l'accesso al lavoro; essa è quindi uno strumento di cui le donne possono avvalersi per accedere In settori e in attività produttive da sempre considerate maschili; per vedere riconosciuta la professionalità , per non essere discriminate dalle mansioni più qualificate e nell'avanzamento della carriera. Non sarà più permesso chiedere alla donna in cerca di lavoro P test di gravidanza per dimostrare che non è incinta; o richiedere con esami e domande requisiti tali da escluderla in partenza da ogni possibilità di assunzione.
Né sarà consentita negli annunci economici del giornali la domanda di appartenenza all'uno o all'altro sesso come requisito per ottenere II lavoro.
UFFiC.10-Épu-COLLOCAMENTO
PARITA' NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
La legge vieta anche nel campo dell'orientamento e dell'aggiornamento professionale ogni forma di discriminazione. Non potranno essere svolti corsi con contenuti e materie di studio divisi per sesso, che relegano le donne in occupazioni marginali o le privano di ogni sbocco.
Le donne hanno diritto di essere ammesse a tutti i corsi di formazione, aggiornamento é perfezionamento professionale necessari per accedere ai livelli più alti di professionalità , a qualifiche ed attività tradizionalmente riservate agli uomini.
PARITA' DI RETRIBUZIONE, DI QUALIFICA, DI CARRIERA
La lavoratrice ha diritto a una retribuzione pari a quella dell'uomo quando la sua prestazione di lavoro è di pari • valore p. II lavoro svolto dalle donne è stato fino ad oggi Ingiustamente valutato, quali che fossero gli effettivi contenuti professionall. Non si capisce perché ad una tessitrice o ad una filatrice che svolga le fasi centrali e più importanti del Processo produttivo sia assegnata la seconda categoria, mentre all'operaio meccanico che svolge un lavoro di uguale e talvolta minore contenuto professionale venga riconosciuta la terza o la quarta categoria.
La legge dà alle donne e alle organizzazioni sindacali la possibilità di rivendicare il diritto ad una giusta valutazione del lavoro e del criteri di classificazione professionale.
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LA MATERNITA' NEL LAVORO: PARITA' DI DOVERI TRA UOMO E DONNA
La piena cooperazione e una uguale responsabilità del padre e della madre nella cura dei figli stabilita nel nuovo diritto di famiglia trova una concreta attuazione nella legge di parità . Essa garantisce ad ambedue i genitori, a scelta, Il diritto di assentarsi dal lavoro quando II bambino, nei primi tre anni di vita, si ammali. Quando la madre non usufruisca del congedo di maternità facoltativo e obbligatorio, questo può essere ottenuto dall'altro genitore. Si favorisce così nella famiglia, nei rapporti tra uomo e donna e nei rapporti fra genitori e figli, un cambiamento nel costume, una nuova corresponsabilità .
L'uguaglianza tra i sessi si attua anche con il riconoscimento alla lavoratrice del diritto di opzione nella riscossione degli assegni familiari, alle stesse condizioni previste per il lavoratore.
REVERSIBILITA' DELLA PENSIONE ED ETA' PENSIONABILE
I contributi previdenziali versati per la lavoratrice non andranno più perduti nel caso della sua morte. Il marito avrà diritto alle prestazioni erogate dalla assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità e la vecchiaia, alle stesse condizioni previste per la donna vedova dell'assicurato o del pensionato.
E' stabilita per la donna la possibilità di scegliere, quando lo ritenga opportuno, di andare in pensione a 60 anni come gli uomini, fermo restando il diritto di andarvi a 55, come oggi è previsto per molte categorie di lavoratrici.
VALORE SOCIALE DELLA MATERNITA'
La legge compie un nuovo passo avanti nel riconoscimento del valore sociale della maternità , con la fiscalizzazione delle due ore di permesso quotidiano per la madre nel primo anno di vita del bambino.
Un passo abbiamo detto. Infatti una maggiore parità nel costo del lavoro degli uomini e delle donne che favorisca lo sviluppo dell'occupazione femminile, potrà essere conquistata fiscalizzando al più presto tutti gli oneri di maternità .
IMPUGNAZIONE DEI DIRITTI
Ouando vengono violati i diritti di parità nelle assunzioni, la legge prevede nel suo art. 15 che la donna, o per sua delega, le organizzazioni sindacali, possa ricorrere alla giustizia valendosi di procedure che hanno un particolare carattere di urgenza e che reintegrano la lavoratrice nei diritti colpiti.
Solidarietà per un caso umano
La logica dei sacrifici propagandata dal nostro governo sarebbe entrata nella mentalità della gente o, per meglio dire, dei lavoratori, ma non può entrare nella mentalità di bambini che oltre a subire i riflessi dei sacrifici dei genitori, si vedono privati di quello che si chiama genere di prima necessità "pane". Quando poi queste privazioni si vedono alle porte di Milano, la città più redditizia ed attiva nel mondo del lavoro italiano, viene da pensare che il padronato tenta di sciupare quella economia creata con tanti sacrifici dai lavoratori milanesi. In questi momenti di crisi e di disoccupazione, sembra che a Milano ognuno pensi a sé stesso, ma in realtà è vivo nei lavoratori il senso di responsabilità dell'economia, esiste come sempre compassione umana per il prossimo ed è questo che hanno dimostrato i lavoratori della FMC, fabbrica metalmeccanica alle porte di Milano, che hanno risposto uni,tamente all'appello lanciato in fabbrica da un loro compagno di lavoro per dare solidarietà ed aiuto ad una famiglia composta da una madre e cinque bambini, venutasi a
lidarietà per aiutare la famiglia anche finanziariamente.
A dare contributo, yenuto a sapere il fatto, ha collaborato anche la IGAY (fabbrica di Abbiategrasso in cassa integrazione da ben due anni) dando aiuti sostanzioni in generi alimentari.
Penso che in Italia lo Stato stanzia molti miliardi per opere assistenziali, eppure, ancora nel 1978, si vedono famiglie biso-!gnose che quando si rivolgono a detti enti difficilmente, o quasi sempre tardi, ricevono gli aiuti- necessari, eppure questi sono finanziamenti pubblici, soldi pagati dai lavoratori.
Ben consci di queste leggi italiane a favore dei bisognosi, hanno pensato bene i lavoratori della FMC,come sempre uniti nella lotta del mcindo operaio, dare i primi soccorsi necessari e successivamente rivolgersi a far pressione politica anche a questi enti preposti, che hanno il dOVere' di salvaguardare la salute e l'incOluMia di bambini, figli di lavoratori e che det ti enti facciano il compito a loro assegnato dalle leggi italiane.
trovare in gravi difficoltà perchè il padre Gisonni dei bimbi era stato trattenuto per accertamenti della forza pubblica, quindi signifi'cava mancanza di generi di prima necessità . Sono bastate ventiquattr'ore ai dipendenti della suddetta fabbrica che pur non conoscendo la famiglia, in quanto il padre non è dipendente della FMC, per organizzarsi e portare subito i primi aiuti in vettovaglie.
Successivamente è continuata l'opera di so- 5
APRIAMO IL DIBATTITO
SUL COSTO DEL LAVORO ALLA FMC
Ore retribuite-Ore presenza / Ore presenza-ore a magazzino
La Rappresentanza Sindacale Aziendale ritiene opportuno dare massima pubblicazione alle informazioni ricevute al fine di aprire un dibattito all'interno della fabbrica. In applicazione della prima parte del contratto si è raggiunto il I febbraio 1977, tra la R.S.A. e la Direzione dell'azienda, l'accordo che prevede un incontro ogni tre mesi durante il quale la direzione deve fornire i dati riguardanti l'andamento della produzione, degli organici e degli investimenti. Inoltre, dal primo incontro del 1978, l'azienda fornisce, su richiesta del C.d.F., anche i dati produttivi suddivisi per reparto e le ore previste per ogni modello di macchina oltre tutta una serie di chiarimenti.
Noi riteniamo necessario approfondire sempre di più la conoscenza dell'impostazione prota le sue più evidenti anomalie possono essere, anche di natura restino nell'ambito di "pochi
duttiva attuale per cercare di correggerla là dove presen che possono essere di carattere tecnico-organizzativo ma, diversa. Quindi onde evitare che le informazioni ricevute eletti" e con il tentativo dichiarato di coinvolgere nella discussione il maggior numero i:lSAroratOri, allo scopo di renderli partecipi alla elaborazione di proposte costruttive che senz'altro si renderanno necessarie, passiamo alla esposizione dei dati fornitici dall'azienda tenendo conto che è la prima volta che affrontiamo un discorso di questo tipo.
L'azienda prevede per l'anno 1978 la costruzione di n.III macchine nei suoi vari modelli che sono:
n. 2 LS78 - n. 4 LS98 - n. 49 LSI08 - n. 2 LSII8 - n. 7 LS318 -
n. 3 LS338 - n. 7 HC/TCIO8 - n. I HC/TCI38 - n. 3 HC/TC218 - n. 3 HC/TC238
n. IO HTC50 - n. 2 HTC35 - n. 18 LB20.
L'organico degli operai produttivi è di n. 180 unità i quali hanno a disposizione per la costruzione delle suddette macchine 2080 ore annue procapite retribuite alle quali vanno fatti i seguenti abbattimenti:
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Ore annue Erocapite retribuite (40 ore settimanali x 52 settimane) 2080 abbattimenti:
n. IO festività residue (80)
ferie (20 giorni) (160)
malattia (192)
infortunio (22)
permessi scolastici retribuiti (I4) ore sindacali (6) (27)
permessi retribuiti:assemblea, donazione sangue e congedi matrim. scioperi, ritardi, assenze ing., permessi scolastici non retribuiti (67)
permessi personali
TOTALE ORE PRESENZA IN FABBRICA 1512
In questa prima differenza (2080 retribuite e 1512 di presenza in fabbrica) sono stati effettuati tutti gli abbattimenti previsti o prevedibili basandosi su una media storica di circa tre anni.
A queste 1512 ore bisogna fare un ulteriore abbattimento per giungere a determinare le ore versate a magazzino (ore realmente impiegate per la produzione) che sono risultate 1270.
Da 1512 ore di presenza in fabbrica per ogni lavoratore alle 1270 di produzione effettiva ci sono 242 ore di differenza che vanno sotto la voce "inefficienza"
ore 1512 : 1270 = 1,25
il 75% di produzione effettiva
il 25% di inefficienza
L'azienda, a proposito di questa ultima differenza, non ha saputo dare una spiegazione esauriente affermando che dentro
il "calderone" della inefficienza sono raccolte molte voci: attesa gru, attesa
assegnazione lavoro, materiale difettoso, fusioni dure, 40 minuti di mensa dei turnisti, ecc.
La direzione ci ha pere dichiarato provyederà quanto prima ad avere una più reale casistica di tutte le perdite che danno origine a tale differenza. Essendo questo un argomento molto complesso, non intendiamo concluderlo qui, ma da qui vogliamo partire, con il contributo di tutti, per intervenire sulle reali cause del costo del lavoro.
Mod.Macc Carpen- Off, Montagteria Mecca- gi o nica LS 78 LS 98 LS 108 LS 118 65o 65o 86o 1350 380 400 560 720 300 300 340 430 LS 318 1645 1000 63o LS 338 1800 1050 66o HC 78 520 320 280 HC/TCIO8 1350 680 620 HC/TCI38 1040 620 470 HC/TC2I8 112o 68o 490 HC/TC238 1180 710 510 HTC 35 850 310 650 HTC 50 85o 310 650 LB 20 600 250 1490 i- -r Operai prodi. 89 46 45 L;
TABELLA ORE STANDARD PER MACCHINE
(Composizione media)
I "Professori" della formazione sindacale
I Professori della formazione sindacale hanno scoperto oggi che alla FMC non esiste il cumulo annuo del monte ore per i permessi sindacali, ma esiste invece un monte ore mensile di 150 ore per l'attività del C.d.f. non cumulabile.
Questo ha indotto qualche professore della formazione alla fAcile ironia e a qualche battuta demagogica come: il C.d.F. della FMC lascia gestire le ore sindacali alla direzione e di conseguenza ne sarebbe con,dizionato, oppure, che l'attività sindaca, le dentro e fuori della fabbrica si svolgerebbe senza autonomia. A questo punto credo siano necessari alcuni chiarimenti, onde evitare per il futuro simili baggianate.
Intanto diciamo subito che il CdF nel passato,in una vertenza, aveva incluso la richiesta di aumentare e accumulare il monte ore per l'attività sindacale, ma era così poco convinto che alla trattativa ha speso sì e no tre minuti per toglierla di mezzo e nessuno ne ha lamentato la non conquista. Alla FMC delegati staccati dalla produzione non ce ne sono e non ne sentono il bisogno nè il Consiglio di Fabbrica nè i lavoratori, credo che i lavoratori non abbiano alcun interesse a pagare un delegato perchè stia sempre fuori dalla fabbrica; il contatto permanente con i lavoratori ci evita di fare discorsi bizantini e questo, tra i tanti, é uno dei motivi del perchè i lavoratorj, alla FMC credono nel sindacato.
C4è_ptato da dire anche che alla FMC da due anni 1 C.d.F. non apre vertenze sulle categorie tanto interessamento merita
una risposta. Tanta è stata la passione con la quale qui da noi "esimi suonatori" facevano la serenata alla direzione che per i corridoi degli uffici si possono sentire ancora le note, e al capo del personale, come al direttore di questa fabbrica (Dio ce li conservi) fischiano ancora le orecchie,e nessuno é mai riuscito a spiegarsi che cosa spingeva dei tranquilli e pacifici operai ogni mezzlora,per un mese e mezzo all'anno, per sei anni di seguito (uno per gli aumenti di merito, due per la perequazione, tre per l'inquadramento unico, più qualche extra) a sentire il bisogno irresistibile di suonare la direzione.
Il fatto è che quella musica è stata così convincente che a volte la direzione ci ruba il mestiere tanto si fa premura nei passaggi di categoria; infatti ogni mese o giù di lì, alla FMC ci sono lavoratori che avanzano di livello; mentre quelli della formazione si chiedevano come mai alla FMC non si aprivano vertenze sulle categorie al reparto montaggio tre lavoratori passavano dal 4 al 5 livello. Infine il giorno in cui il C.d.F. della FMC sentirà la necessità di fare il cumulo delle ore sindacali o aprire vertenze lo farà in piena autonomia misurandosi, come ha sempre fatto, con i lavoratori e con la F.L.M. per il momento abbiamo cose altrettanto importanti da fare,
yailati B.
Tesseramento sindacale '78
IgIEGATI
TOTALE OPERAI ISCRITTI 9
OPERAI Congelati FIOM-CGIL Fondo unitario con scelta CGIL TOTALE CGIL Congelati FIM-CISL Fondo unitario con scelta CISL TOTALE CISL Congelati UILM-UIL Fondo unitario con scelta UIL TOTAL UIL n. 141 23 n, 164 n. 17 " n 18 n. n. I n,__ _2
Congelati FIOM-CGIL Fondo unitario con scelta CGIL TOTALE CGIL Congelati FIM-CISL Fondo unitario con scelta CISL TOTALE CISL UILM-UIL Iscritti FLM TOTALE IMPIEGATI ISCRITTI n. )45 " II n,__56 n. 8 19 2 n,__IO n. 17 Iscritti FLM n. 43
Il bilancio del Fondo cassa del C.d.F.
Come molti lavoratori sapranno, il Consiglio di Fabbrica, tramite i suoi due "cassieri" amministra, se così si può' dire, un fondo cassa del C.d.F. Questi pochi ma utili soldi sono necessari per far fronte ad alcune piccole spese inerenti alle attività sindacali in fabbrica quali: l'acquisto di materiale sindacale, libri, striscioni, spese postali e di trasporto, contributi C.R.A.L. e rimborsi spese ecc., inoltre interviene su alcuni servizi per l'anticipo dei tesserini turistici, per spettacoli e mostre culturali.
Questi fondi sono stati reperiti attraverso la sottoscrizione, contributi volontari offerti per il giornalino e una tantum del Gestore Mensa. Sul contributo del Gestore vogliamo puntualizzare alcuni concetti. Molte aziende anche della nostra zona, hanno Consigli di Fabbrica che gestiscono i distributori delle bevande fredde e calde, per cui hanno dei margini di gestione e li destinano per quelle spese che anche noi abbiamo. Per l'anno 1978 il contributo del Sign. Pellegrini ammonterà a L. 300.000, che deve ancora essere incassata.
E' opinione del C.d.F. di stornare una quota a favore del C.R.A.L. che comunque verrà decisa di volta in volta.
Anche se la fiducia verso i cassieri è tanta (o quasi) riteniamo comunque sia doveroso, almeno una volta all'anno, pubblicare il bilancio che qui presentiamo:
USCITE
Acquisto di due libri scuola 150 ore
Spese per telegrammi di condoglianze familiari dipendenti
Rimborso spese dei permessi non retribuiti per quei lavoratori che hanno contribuito alla raccolta dei fondi al mercato per manifestazione di Roma del 2.12.77
Spese per foto manifestazione Roma (testata Escavatore)
Spesa per la sostituzione microfono del megafono
Spesa per documentazione e spese postali per la variante del piano regolatore (Piazzale Via Bisceglie)
Attività ricreative (C.R.A.L. basamento trofeo calcio)
Spese varie del C.d.F.
Quota depositata in portineria per consentire l'acquisto anticipato dei tesserini ATM speciali per i lavoratori del II°turno (da considerarsi sempre come prestito)
Totale Uscite
Chiusura del Bilancio (in data 17.2.78)
L. 93.770 Fondo liquido in Cassa
Questo Bilancio sarà discusso e approvato nelle prossime riunioni del C.d.F., invitiamo i lavoratori ad esprimersi in merito.
ENTRATE Saldo Precedente del 17.6.77 L. 93.500 Versamento Pellegrini 1977 ioo.000 Differenza FLM per manifestazione Roma del 2.12.77 42.000 rl Totale Entrate L. 235.500
Entrate
Uscite
L. 4.000 12.560 27.000 5.000 It 7.500 tt 22.150 tt 5.000 3.520 It 55.000 L. 141.730
L. 235.500
" 141.730
I RESPONSABILI DELLA CASSA PISI E DIOTTI