c. g. a sindacale
a cura del consiglio unitario di fabbrica
dicembre 1971
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dicembre 1971
La piattaforma rivendicativa conclusasi il mese di settembre, ha avuto, rispetto alle precedenti, il merito di essere stata presentata dopo ampie discussioni tra i delegati di fabbrica.
Per la prima volta i rappresentanti di tutti i gruppi omogenei dello stabilimento, col loro apporto, hanno collaborato per formulare richieste che non fossero di interesse particolare ma bensì generale.
Da questo incontro emergevano subito questi grossi problemi che accomunavano gli interessi dei lavoratori: il cottimo, la nocività dell'ambiente di lavoro, la perequazione salariale, il riconoscitvento del Consiglio di Fabbrica democratico nuovo organismo sindacale e per gli impiegati, il riconoscimento relativamente ad alcuni istituti, dell'anzianità maturata nell'inquadramento operaio e nella S.A.O.; per tutti questi problemi è iniziata una risposta positiva sia
sul piano economico che, e soprattutto, sul piano politico.
-- Cottimo: il lavoro ad incentivo è il tipico mezzo col quale il padrone sfrutta il lavotatore; l'introduzione del cottimo ha permesso di creare le spersonalizzanti catene di montaggio, ha permesso di parcellizzare il lavoro cioè di renderlo sempre meno responsabile ed interessante suddividendo il prodotto da costruire in mot'tissime operazioni, ha permesso in definitiva di produrre di più auto sollecitando il lavoratore attraverso la visione di un maggior guadagno, che tra l'altro non è mai stato proporzionale alla maggior produzione effettiva. II diagramma che fa se.nito dimostra come si è riusciti ad attenuare l'incentivazione, le varie linee indicano le curve dà cottimo precedenti all'ultimo accordo.
Come è possibile notare, con l'ultima trattativa, la patre iniziale del diagramma (zoccolo). è stata
alzata al fine di permettere guadagni anche a rendimenti bassi, disincentivando l'azienda a dare tempi stretti, mentre al disopra del rendimento 140, la proporzione tra aumento di rendimento ed aumento di paga è talmente minimo che dovrebbe far desistere gli stacanovisti », ad autosfruttarsi.
Quesia modifica è un primo passo, sicuramente importante, verso la revisione della relazione tra lavoro e uomo.
-- Altro punto importante è mieli° relativo alla nocività dell'ambiente di lavoro; a questo problema un tempo si cercavano soluzioni che erano paliativi e i più sprovveduti ritenevano che il problema si potesse risolvere chiedendo qualche soldo in più: cioè monetizzandolo. Quanto si è ottenuto non è certamente la monetiz• zazione: una commissione formata da alcuni membri del C. di F., sta esaminando ed elencando tutti i
problemi relativi alla nocività ambientale, noi crediamo di essere sulla strada9iusta, in ognÃmomento potremo far intervenire ( medici della clinica del lavoro, l'importante è che i lavoratori oltre a sentire il problema, come hanno9ià dimostrato, si ritengano direttamente parte in causa agendo di conseguenza al momento opportuno, che è l'unico mezzo veramente capace di risolvere; una prima proposta della direzione è per ora quella della formazione di una commissione mista con l'incarico specifico di studiare la situazione.
— Sul piano specificatamente economico le richieste avanzate erano:
aumento eguale per tutto (operai ed impiegati); perequazione salariale tra gli appartenenti alla stessa categoria.
Sappiamo tutti che i cosiddetti aumenti di merfto sono un formidabile mezzo per condizionare l'azione dei lavoratori all'interno
dell'azienda; è con essi che il padrone riesce a dividerci, noi non diciamo che tutti coloro che ricevono un aumento non lo meritino, diciamo che non tutti coloro che lo meritano, lo ricevono.
Si sono create così tra i lavoratori di una stessa categoria, differenze salariali sensibili ed a volte veramente considerevoli. Crediamo che tutto questo debba essere ridimensionato, ecco perchè abbiamo chiesto aumenti eguali per tutti, ecco perchè non riteniamo di dover appoggiare quelle eventuali richieste economiche chiaramente corporative, formulate da gruppi isolati e, sempre per lo stesso motivo, abbiamo chiesto ed ottenuto l'aumento del premio di produzione in equal misura, elevandolo a 170.000 lire.
Quella della perequazione è una politica che gli organismi sindacali di fabbrica hanno sostenuto da 5 anni a questa parte, riuscendo, almeno per il premio di produzione ed il premio feriale, ad ottenere risutl'ati positivi eliminando le differenze esistenti (si pensi che il premio di produzione nel 1966 variava da 38.211 a 96.761).
Sempre per attenuare le differenze salariali, sono sfate istituite delle fasce di superminimo grazie alle quali quei lavoratori che si trovassero al minimo di categoria o comunque al di sotto del superminimo, godranno di un aumento, sino al raggiungimento di tale valore, col 1° gennaio del 1972 (gli scatti biennali non costituiranno superminimo). Un primo seppur piccolo passo, tendente a portare gli operai sul piano normativo degli impiegati, è stato fatto per quanto riguarda gli scatti biennali, elevandoli dall'i , 5 °/o al 3%, e le ferie aumentando di due giorni gli scaglioni più bassi.
Sempre sul piano normatio, va aggiunto, che la 5° cat. operai è praticamente scomparsa, che la 4' categoria, ghetto per le donne, è sia per gli operai che per gli impiegati di parcheggio e limitata ad un periodo massimo di un anno, ed infine che ogni sei mesi l'organismo sindacale di fabbrica si incontrerà con la direzione per discutere sugli inquadramenti categoriali di tutti i lavoratori.
— Il riconoscimento del C. di F., è ovvio, ha carattere essenzial-
..e.ier* dei codeino ~Adiro cdo eciArs opice •
C.~-crectedit _Cierrà z. precedem‘..iii(ocCordée chd.men' politico, è questo, come dicevamo all'inizio, un nuovo organismo democratico che permette ai lavoratori di responsabilizzarsi all'interno della fabbrica ed è per ciò che l'ostacolo maggiore si è avuto proprio in corrispondenza di questa richiesta; l'assolombarda è apparsa intransigente, ma è stata comunque formulata una dichiarazione che ci vede discretamente soddisfatti; al C. di F. sono state concesse 5.500 ore annue per le riunioni. Rammentiamo per inciso, che agli incontri del mercoledì sera, possono parteciparvi tutti i lavoratori e che le discussioni non si limitano ai problemi aziendali, ma si allargano a tutto ciò che
forma interesse fuori e dentro lo ambiente di lavoro.
— Infine un'ultima considerazione su quanto ottenuto per quei lavoratori impiegati che, prima di esserlo, erano operai. Per loro è stata riconosciuta l'anzianità pregressa in relazione a: ferie, mantenimento del posto di lavoro causa malattia, periodo di preavviso; il periodo di tempo passato alla S.A.O., oltre a rientrare nelle voci precedenti, viene riconosciuto anche come indennità di anzianità ; di quest'ultimo riconoscimento vengono a godere anche gli operai. Va colto di questo punto che, quan§o sopra, è ottenuto in un momento in cui la magistratura è
orientata a formulare sentenze sfavorevoli nei confronti delle anzianità pregresse; è quindi, pur nei suoi limiti, un discreto risultato.
— Questa illustrazione non ha Io scopo di osannare i risultati della piattaforma e tantomeno vuole fare del trionfalismo, vuoi solo mettere in luce gli aspetti politici che l'hanno caratterizzata dando ad essi quella collocazione che deve sempre e comunque essere preminente. Nella misura in cui queste considerazioni vengono fatte, lo spazio conquistato si mantiene e nel contempo è con l'impegno e la partecipazione che quello stesso spazio diventa bagaglio culturale della classe.
Da parte del FAS riceviamo la seguente lettera:
In merito alla « lettera aperta » ai Soci del FAS, pubblicata sul giornaletto — CGE Sindacale — del mese di luglio, il Consiglio FAS precisa quanto segue:
Qualsiasi decisione del Consiglio FAS eletto dai Soci viene presa democraticamente e mai si sono verificati casi di discriminazone. Può essere che talvolta, tali decisioni non corrispondono alla ascettativa dell'interessato, ma Ciò rientra in una valutazione complessiva ed obiettiva del Consiglio al di fuori di ogni intento discriminatorio. Ad ogni modo ricordiamo che da Statuto un delegato delle Commissioni Interne o delle RAS può chiedere informazioni al Presidente del FAS.
Durante le elezioni del Consiglio FAS ogni socio è democraticamente libero di fare la propaganda che ritiene più idonea per le proposte a candidato nel Consiglio stesso.
Per quanto riguarda •la trama» per la sostituzione di un Consigliere democraticamente eletto, Questa è solo nella mente dello scrivente della lettera aperta, in Quanto la sostituzione era chiesta Solo in via provvisorio durante la
malattia di detto Consigliere per garantire la funzionalità del FAS soprattutto per il Dipartimento DPI.
Per l'assenza della Consigliera, la preoccupazione era relativa, in quanto l'assenza della medesima era prevista di breve durata, ed infatti così è stato.
Ci auguriamo che le polemiche sorte per i fatti illustrati dalla lettera aperta del mese di luglio, abbiano con questa risposta una conclusione. Sicuramente la perplessità sollevata dal gruppo di lavoratori non erano rivolte alle persone fisiche, nei confronti delle quali non riteniamo ci debbano essere critiche di sorta, ma al sistema.
h ogni caso ora che gli assenti sono ritornati tra noi non possiamo che rallegrarcene, ringraziandoli per il loro disinteressato e fattivo impegno rinnovando a tutti gli auguri per un buon lavoro.
1° Ama la Direzione sopra ogni cosa.
2° Il tuo non è un lavoro, è una vocazione.
3° Non desiderare il salario degli altri.
4° Custodisci la tua intimità , non parlare mai di salari.
5° Abbi fede. L'aumento non si vede ancora, ma ci sarà .
6° Sorridi il mattino e la sera.
7° Se combatterai gli scioperanti entrerai nella carriera promessa.
Fuori dalla CGE non c'è salvezza.
Non sei più un semplice uomo, lavori per la gloria della CGE.
Esercita l'umiltà , non chiedere di più di quello che ti danno.
Aumentano i prezzi, non possiamo andare avanti di questo passo. Dove andremo a finire? ».
Queste sono le frasi che sentiamo di fronte a questa spirale che si allarga continuamente?
Chi risponde che non possiamo fare nulla; chi dice invece che possiamo fare molto e tra questi ce ne sono addiri tura che dicono di bloccare i salari e di non chiedere più miglioramenti salariali altrimenti i prezzi saliranno sempre.
Quello che più ci preoccupa è che certe frasi " padronali " si sentono dire da alcuni compagni lavoratori; mi soffermerò proprio di nnanzi a questo scoglio maledetto che deve essere abbattuto, costi, quel che costi.
II compagno lavoratore che sì butta con tanta disinvoltura a pronunciare una frase del genere è talmente pazzo da rischiare il ricovero in una clinica psichiatrica, oppure è un ruffiano di prima categoria. Questo ruffiano sicuramente ha ricevuto un cosiddetto « aumento di merito » abbastanza cospicuo e se ne infischia delle nostre richieste facendo per primo il crumiro. Chiamarlo egoista rappresenta un complimento e chiamarlo nemico e traditore dei suoi compagni lavoratori rappresenta un mezzo come un altro ner dargli un nome proprio con lettera maiuscola.
Un lavoratore non deve mai fare il suo interesse privato, eaoistino, senza tener conto rei suoi comnanni; onesto lo lasci fare agli industriali e ai commercianti che in fatto di interessi privati sono maestri I prezzi aumentano non a causa delle nostre lotte, ma perché viviamo in un mondo di egoisti, ladri e sfruttatori che non si arrontentano di guadagnare una r.ifra onesta, ma vogliono aumentare semore più i loro profitti mettendo alla fame il popolo lavoratore. Sappiamo benissimo che i lavoratori quando non hanno mezzi rnn possono far studiare i propri figli ed è questo che vogliono i nostri signori padroni. Un popolo ignorante si manipola come si vuole. ma se i fiati dei lavoratori hanno i mezzi per studiare impareranno troppe cose e se riempiono le
università , come sta succedendo da qualche anno, allora sono guai per i nostri cari signori dell'industria e del commercio eternamente privilegiati.
Ecco perché aumentano i prezzi, caro compagno che non vuoi capirlo! Ci dicono che con i nostri scioperi roviniamo l'economia della nazione. lo invece dico che la rovinano i nostri industriali mandando i capitali all'estero ed i commercianti che ci vuotano il portafoglio con i loro prezzi esosi; aggiungiamoci poi i ladri, i rapinatori, i mafiosi e vedremo che la
economia della nazione la salviamo noi, con la nostra produzione, con le nostre mani callose e sporche e con il portafoglio leggero come una piuma.
Caro compagno, noi siamo la parte attiva e produttiva della società e non dobbiamo pensare al nostro egoismo privato, ma dobbiamo unirci in un blocco solo per salvaguardare quel pezzo di pane che troviamo ogni giorno sul tavolo e per conquistarci una vita dignitosa nella società , poiché ne abbiamo tutti i diritti.
RenatoCiao Pepin!
Ciao Mariett!
Cos'ha',. Che ti è successo. L'è giammò un po' de temp che te se vedet minga in circulasiun. Sei stato ammalato?
Ma va Pepin! Malato' io. Scherzi? Me ne sto un po' nascosto perché ho paura di certe persone.
Nascosto, paura di certe persone? Ma Mariett spiegati perché proprio non riesco a capirti.
Te vedet Pepp. In questa fabbrica oltre che i padroni americani, esiste anche il razzismo tipo USA.
Ohh!! Mariett, se te diset, razzismo! Ma a quanto mi risulta, in fabbrica non ci sono negri.
Non importa Pepin; se non ci sono negri, il razzismo in fabbri-ca esiste ugualmente, ma non perché io ho i capelli bianchi e tu i capelli neri.
E alura Mariet spiegati cribbio, che mi ghe capisi nagott. Adesso ti dico, ma ti prego, non interrompermi.
Dunca„ tu sai che il Consiglio di Fabbrica ha distribuito tempo fa un questionario fra i lavoratori per sapere in quale posizione si trovano. Bene attraverso questo ho visto che ci sono dei lavoratori che sono anni che non prendono nessun aumento né di stipendio,
né di salario. Bé , mi son chiesto, me piasaria savè perché sta gent l'è in scì giò de vernis. Dimmi Mariett, cos'è che hai scoperto?
Oh Pepp. In minga rob de cred.
Lavoratori che hanno svolto o svolgono certe attività , che sono venuti a diverbio con i cottimisti, o con i diretti superiori, o anche per motivi senza importanza, ZAC, TRANCIA'!!! niente soldi capito?
E allora, è per questo che ti nascondi e non ti fai più vedere in giro?
Non è tanto per questo, ma sai con tanto razzismo in giro non si sa mai. Comunque penso che la cosa non può continuare così. Ora caro Pepin, bisogna che vada via, ma prima di lasciarci, decidiamo che disco dedicare a questi razzisti nostrani. Mah...
Diamoci:
« 13 storia d'oggi » quella che fa: il bracciante taglia il grano, ma il pane non ce l'ha, l'operaio fa le scarpe, ma avanti mai non va il soldato fa la guerra, ma il motivo non lo sa, la bandiera della terra il colore non ce l'ha.
Ciao Pepin!
Ciao Mariett!
Il Suo mandato, Sig. Presidente, sta per scadere, ma Lei non si preoccupi, per Lei Sig. Presidente ci sono le leggi: lo faranno senatore a vita.
Il posto al caldo, i piedi asciutti, Prebende, onori e gettoni di presenza li avrà vita natural durante.
Non si preoccupi. Sul piano della « grana » Lei è a posto Sig. Presidente, ma con la coscienza come sta? Ha Lei, Sig. Presidente, fatto tutto il Suo dovere? Ha Lei cercato, Sig. Presidente, con atti emessi in forza del Suo alto Uffizio, di concretare quanto Lei stesso tanti e tanti anni fa pensava fosse giusto fare?
A noi pare, Sig. Saragat, che Lei non ha fatto proprio niente, e così facendo ha tradito se stesso ed il paese.
C'è stato un periodo nella Sua vita, Sig. Presidente, durante il quale anche per Lei, che allora si chiamava compagno, il combinare
il pranzo con la cena era difficile.
C'è stato anche per Lei un periodo in cui, costretto all'estero, sognava la Patria lontana, una vita più giusta, una libertà più grande.
Gli eventi, la volontà di un popolo hanno fatto sì che Lei, Sig. Presidente, potesse tornare.
Il fascismo che lo aveva costretto a lasciare l'Italia era stato battuto e Lei, Sig. Saragat, si è trovato con tutte le carte a posto nel momento in cui la volontà dei lavoratori, esDressa nella lotta partigiana, e la volontà di tutto un popolo, espressa nel referendum, dava avvio alla Costituzione.
Lei c'era Sig. Presidente, la Costituzione è anche opera Sua. Peccato che sia l'ultima cosa buona che Lei ha fatto. Perché dopo non ha più fatto niente, non ha neanche cercato di trasformare i Suoi pensieri in fatti; anzi Le dirò che, nel mentre Lei Sig. Saragat non ha fatto niente, ha permesso
che il fascismo rimettesse fuori la testa, ha permesso ai padroni di continuare a fare i prepotenti con i lavoratori.
Ha usato la polizia, sorta per difendere la Costituzione, contro i lavoratori. Ha lasciato che tanti, troppi lavoratori italiani continuassero ad emigrare per poter combinare il pranzo con la cena.
Durante i Suoi sette anni di mandato i contrasti si sono accentuati. Lei ha deluso, Sig. Presidente; ha deluso anche quelli che da Lei non si aspettavano molto.
C'è nella storia un Giuseppe noto per una faccenda di vacche grasse e vacche magre.
Se il destino è nel nome, non c'è che da augurarsi che anche il Sito settennio, Sig. Saragat. passi alla storia come quello delle vacche magre.
Distinti ossequi.
Sul numero del 9 novembre de « IL SOLE - 24 ORE », quotidiano economico finanziario degli industriali italiani, è apparsa la pubblicità di una nuova arma da guerra.
II testo, forse per pudore, era in inglese per cui ve ne diamo la traduzione
L'HARRIER E' LIBERO
I comandanti che usano aerei convenzionali devono tener conto del fatto che essi hanno bisogno di piste di decollo e di atterraggio. Senza di esse non servono a nulla; su di esse sono vulnerabili.
Ma I'HARRIER ha introdotto ora una RIVOLUZIONE nelle moderne Concezioni tattiche.
Il suo eccezionale dispositivo a decollo verticale offre ai comandanti una nuova arma tattica. L'HARRIER fa a meno delle piste, che con il loro lungo nastro di cemento. si avvistano e si distrugnono facilmente. Harrier significa libctrtà e indipendenza.
Esso può operare efficacetnente su una vasta area, partendo da
qualsiasi luogo anche isolato e privo di attrezzatura. Può nascondersi in un bosco, mimetizzarsi facilmente, scomparire.
Non può essere avvistato né dall'occhio onniveggente di un satellite, né dagli aerei ricognitori dei nemici.
L'HARRIER offre anche il miglior appoggio e aiuto possibile alle prime linee; potendo fare base nelle immediate vicinanze, riducendo lo spreco e il pericolo dell'attesa in volo dell'inizio dell'attacco terrestre. Harrier può colpire più spesso e più efficacemente.
La Royal Force e ii corpo dei Marines hanno aià compreso la eccezionalità dell'Harrier e ne fanno già da tempo uso nel servizio operativo.
Prendete in considerazione anche per voi un Harrier e scoprirete che i soldi che costa li vale tutti ».
In un primo tempo abbiamo pensato che fosse un nuovo tipo di investimento consigliato ai nostri industriali ma poiché non sembra
un'arma utilizzabile per i colpi di stato, pensiamo che gli strateghi della Royal Air Force e dei Marines la consiglino agli industriali come una nuova arma antisciopero.
Essendo molto maneggevole, non richiedendo piste di decollo ed essendo facilmente mimetizzabile, viene consigliato per il trasnnrto e l'evacuazione dei crumiri.
Può essere adibito come ufficio volante fuori dalla portata dei fis-hi degli scioperanti o per la dicribizione di massa delle lettere di ammonizione.
P.S.: Da voci di corridoio apprendiamo all'ultimo momento che la CGE ne ha già ordinati due. Uno sarà sicuramente utilizzato dalla Direzio"e del Personale per il controllo dei lavoratori, in quant^ dotato dei più recenti sistemi di spionaggio elettronico.
Every battle commander who uses conventionai strike aircraft is stuck with the fact that they're dependent on runways. They're helpiess without them. Vuinerable on them. Now Harrier has forced a fundamental change on all modera =tic& thinking.
lts unique V/STOL capability gives a battle commander a new tactical weapon. Harrier is not tied to vuinerabie static sites, with their easily spotted, easily eliminated concrete runways.
By using Harrier's freedom and Ãndependence to the full, he can operate effectively from unsophisticated, dispersed sites over a avide 'à lta.'i4arrier can submerge int° a wood or under camouflage nets and disappear. it's away
from the all-seeing eye of satellites, hidden fromthe view of opposing reconnaissance forces.
The battle commander can also provide better-than-ever dose support in the forward battle area. And since Harrier can be stationed in the Aliose vÃcinity, it reduces the waste and risk of loitering in the air while vvaiting for the ground support cali. It can also deliver its punch more often.
The Royal Air Force and US Marine Corps have quickly seen the value of Harrier — and now have it in fully operational service.
See Harrier for yourself soon. And discover just how real its value is. Harrier. It changes everything.