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Il Costruttore24

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Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi - dicembri, _197

LA PIATTAFORMA

Dopo i primi incontri avuti con la direzione su tale argomento, la mia impressione è che i lavoratori dovranno vigilare e valutare come procedono le trattative.

Questo è necessario per dare più forza ai nostri compagni che partecipano alle trattative e per far pesare e quindi far pensare ai nostri dirigenti (quelli padronali) che la pronta mobilitazione di tutto il complesso Fit Ferrotubi è un dato di fatto e che il coordinamento è un passo positivo verso una battaglia generale dei lavoratori per una seria ristrutturazione e di un concreto piano di investimenti sul nostro territorio.

Ho detto che dobbiamo vigilare. Perchè?

Perchè non dobbiamo dimenticare che il padrone ha sempre cercato di sminuire le nostre richieste, giocando (in special modo in questo momento) la carta della crisi.

Noi sentiremo dei discorsi basati sulla loro esigenza di uscire dalla crisi, ma quando la discussione scenderà sui metodi da attuare per risollevare l'economia ecco i loro obiettivi:

Togliere la fiscalizzazione sugli oneri sociali aumentando l'Iva quindi facendo pagare ai lavoratori il loro profitto.

Sospendere almeno per un anno le rivendicazioni aziendali.

Escludere ali scatti della continaenza dal calcolo sugli scatti di anzianità e da tutte le varie voci d'indennità della busta paga.

Eliminare le 7 festività anche come recupero.

Aumento dello straordinario evitando così di assumere lavoratori disoccupati.

Ripresa del 3° turno dove si manifesta l'esigenza. Combattere l'assenteismo. Una maggiore mobilità interna senza trovare ostacoli, quindi poter fare trasferimenti senza che il lavoratore dia la propria adesione.

Questi sono gli obiettivi che il padronato intende raggiungere se (bontà sua) si vuole uscire dalla crisi.

Ma di tutto questo una cosa non vogliono affrontare: riportare in Italia i capitali che hanno nei depositi svizzeri!

Ebbene, con questo atteggiamento una cosa si può capire ed è quella che se i lavoratori non saranno mobilitati in una dura lotta con obiettivi chiari, queste proposte, con l'avallo di alcuni ministri consenzienti (vedi posizioni di Donat Cattin) passeranno sulle già gravate spalle del popolo italiano

e cioè di quelli che non hanno i soldi in Svizzera.

Qualcuno penserà (specialmente la direzione) che non dobbiamo discutere i problemi generali ma quelli della fabbrica.

A questa ipotesi dobbiamo rispondere in modo duro e chiaro e quindi far capire che se non sì risolvono i problemi del paese noi cì troveremo ad aver firmato ancora una volta un pezzo di carta senza trovare una applicazione dei punti concordati anche con delle ore di sciopero.

Ma la battaglia per far uscire il Paese dalla crisi deve essere una battaglia che parta dalla realtà della fabbrica.

Dobbiamo condurre una lotta affinchè a livello aziendale si vada a delle rivendicazioni per la concreta applicazione della prima parte del contratto nazionale che tratcoprnxtuk IN r.

Giochi di mercato o mancanza

L'industria tubistica può contare su un andamento della domanda meno condizionato che in altri settori produttivi da possibili mutamenti di modelli di sviluppo.

La domanda di tubi, saldati e senza saldatura, è determinata in prevalenza da programmi di utilizzazione che vanno dall'edilizia ad attività energetiche.

Le prospettive senza dubbio più interessanti di sviluppo del consumo di tubi bel prossimo quinquennio e prevedibilmente per tutti gli anni -'80 sono offerte dall'atti-

di volontà ?

vità petrolifera e dal settore delle centrali elettriche.

Ma questo programma deve per forza prevedere interventi a monte delle linee di produzione dei tubi, cioè nel campo degli approvvigionamenti degli acciai richiesto per l'espansione della capacità produttiva.

L'aumento del fabbisogno di acciaio necessario per far fronte agli sviluppi sopra indicati non può essere attuato con i tradizionali forni e vi è quindi l'esigenza di sostituirli con forni elettrici a cari-

3. d. ilì) ao. io ni aari. ne1)
CONTINUA IN 3

ta lo sviluppo, la ristrutturazione e l'ambiente di lavoro in tutte le fabbriche d'Italia.

Ecco perchè la nostra piattaforma deve essere conquistata in tutta la sua pienezza in quanto tralasciare un qualsiasi punto vuol dire dare ancora al padrone la scappatoia per poter non far nulla fare cose che vanno a suo esclusivo beneficio.

Conquistare un accordo non vuol dire comunque che tutto si conclude con l'approvazione in assemblea e con le firme sottoposte.

Dobbiamo sempre tener presente che il padrone messo alle strette, con le lotte dei lavoratori, accetta anche di firmare un accor-

do molto bello ma che resterà soltanto scritto.

Noi alla Fit Ferrotubi (ma non solo noi) abbiamo già delle esperienze negative sotto questo aspetto e dall'ultima assemblea tenutasi è uscita ben chiara l'indicazione che ricadere ancora una volta nello stesso errore vorrebbe dire far crescere la sfiducia nell'organizzazione sindacale e quindi creare una divisione tra lavoratori, con il risultato di lasciar decidere ancora alla direzione le scelte produttive ed organizzative senza che da parte del movimento possa esservi una risposta.

Dico risposta in quanto possiamo essere sicuri che le scelte

dei padroni non saranno senz'altro a favore dei lavoratori (e 30 anni di esperienze ci convincono sempre più).

Per questo il movimento dei lavoratori vuole essere sempre più partecipe delle scelte economiche e produttive del paese.

La lotta non sarà indolore( come qualcuno vuol far credere) ma sarà combattiva e quindi necessita la massima unità in quanto dovremo far capire ai padroni che è ora di smetterla di trattare e discutere sui problemi dei lavoratori come si fa all'asta.

Simili intenzioni sono destinate a scontrarsi con la più forte delle risposte.

Il potere, uno dei fenomeni che ha maggiormente sovrastato qualsiasi forma di libertà, si ripercuote negativamente sugli strati più deboli e meno fortunati.

Un magico nome che dà la possibilità concreta di fare qualsiasi cosa, dove il tuo voglio non conta se io non voglio, dove la capacità d'influire sulla volontà altrui, acconsente nel modo d'agire su tutto, su tutti ed inoltre ti dà ampia libertà di scelta nella gestione del tuo potere, con la prospettiva di farne dei tuoi avversari uno strumento del tuo potere.

A volte nel campo politico, reli gioso, economico e sociale, la responsabilità quando se ne abusa (potere) significa esercitare un'autorità completa ed incontrollata, tendente a spianare come un Bulldozer il terreno da tutte le resistenze, con un disegno ben preci-

so che è quello di trovare poi sullo stesso ubbidienza, sottomissione. Così dicasi anche per quanto riguarda l'attuale società dove la stessa è un serbatoio di potere che spazia prevalentemente su strati culturalmente più evoluti, anche se spesso con ceti mediocri, che vivono di riflesso di luce altrui, (i cosiddetti santi protettori) pagando poi, in cambio, gabelle in servilismo più bieco, determinando così, come esecutore o come mandante, nell'annientamento morale e psicologico dell'individuo scomodo o ribelle.

Questo strumento, purtroppo, viene usato spesso a furor di logica anche nell'ambiente stesso del mondo del lavoro.

Quando uno sgarbo, il non assoggettarsi ad una certa logica, può determinare in un isolamento. od uno spostamento in altri cicli produttivi, senza trascurare poi il

fattore più importante per chi lavora: l'avanzamento di carriera e l'aumento dello stipendio che verrebbero subito congelati (sine die).

Spesso l'abuso di potere può determinarsi non solo ad incrementi produttivi, ma spesso collegandolo nella risoluzione delle sue controversie personali.

Sempre a scapito di chi difendendo la propria personalità, il proprio altruismo verso compagni e colleghi (caduti in disgrazia) devono soccombere socialmente a dispetto delle effimere posizioni di privilegio dei cosiddetti spersonalizzati protetti.

Hanno mai pensato costoro (i privilegiati) che in un secondo tempo il loro comportamento potrebbe rivelarsi un autentico boomerang?

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PRIMA
ABUSO DI POTERE DALLA
LAVORATORE
UN
UN LAVORATORE

DALLA PRIMA

ca solida tecnologicamente avanzati, che consentino una più alta produttività in condizioni di lavoro più soddisfacenti.

Per tutto ciò la Dalmine ha adottato una linea d'investimenti costituiti da un grande forno elettrico della capacità di 75 tonn. di acciaio liquido per colata, da un impianto di degasaggio sotto vuoto, da una macchina di colata continua verticale a quattro linee per barre tonte e quadre.

Al primo piano di sviluppo che è capace di una produzione annua di quasi 200 mila tonn. d'acciaio, potranno essere aggiunti in un secondo tempo altri impianti di dimensioni quasi uguali .

Nella realizzazione della nuova acciaieria ci si è assicurati di dare delle condizioni ambientali e di lavoro che salvaguardino i lavoratori sia all'interno della fabbrica che all'esterno.

Con tutto ciò la Dalmine aumenterà la propria produzione nel settore dei tubi senza saldatura dalle attuali 600 mila a circa 800 mila tonn. annue, incrementando sempre più la sua presenza commer- I . ciale non solo all'interno ma anche sui mercati internazionali.

Alla luce di tutto ciò come lavoratori della FIT-FERROTUBI ci poniamo una domanda: Che ruolo vogliono assumere i nostri amministratori in questo sviluppo?

Da parte nostra come movimento responsabile e dirigente lotteremo al fine d'avere anche noi un ruolo egemone e decisionale su tutte le regole di mercato, per dare un concreto sy'ruppo e una contin, iità a ciò che già si è fatto (spendendo soldi che sono frutto del nostro lavoro), per dare un forte contributo di alternativa economica al Paese, lottando per applicare in modo serio il nostro contratto nazionale. Che intenzioni ha la nostra direzione su questo programma lo sapremo l'al s'io comnortamento nelle trattative per la soluzione della nostra piattaforma interna.

Una cosa deve comunque apparire chiara. I lavoratori non si accontenteranno di un ranaiunto accordo con molte firme sulla carta ma lotteranno per una reale applicazione dei punti concordati mediante un quotidiano controlli) tramite la gestione dell'accordo.

Penso che tutti conoscano questo simpatico gioco che ha allietato e che continuerà ad allietare le serate passate in famiglia di molti. Questo gioco, per cui esiste anche un campionato mondiale detenuto da un sovietico, da noi, in ditta, sta diventando uno sporco gioco di potere. Esiste a Marostica una piazza dove c'è una gigantesca scacchiera i cui pezzi sono delle persone manovrate da altre persone fino alla conclusione del gioco.

Purtroppo, anche alla Fit Ferrotubi si pensa di essere in una nuova Marostica, con la sola differenza che qui non è più solamente un gioco, ma è qualcosa di estremamente discriminatorio da parte dei dirigenti nei confronti dei lavoratori.

Succede molto spesso, trovandosi all'interno della palazzina « comando », di vedere dei car)annelli di « capi » intenti a disputare una

partita di scacchi ed allungando un po' l'orecchio capita di sentire queste frasi: questo me lo prendo io, questi due li passo a te, questi altri li mettiamo qua, ecc.

A volte entrando nell'austera palazzina sembra di colpo di trovarsi in mezzo a dei cospiratori che ti guardano come se tu fossi venuto a spiarli, a mettere a nudo tutte le loro colpe.

Un simile modo di agire non significa più mobilità all'interno della fabbrica ma diventa solamente un vile gioco sulla pelle dei lavoratori, è un voler dimostrare a tutti i costi la propria supremazia, è un voler esternare a tutti !e proprie manie di grandezza.

Un comportamento di questo genere è talmente inqualificabile e scandaloso che non si vede l'ora che la direzione incominci ad agire in un modo molto più corretto. UN LAVORATORE

GLI SCACCHI 3 E ae re ti onoe ea di o(i Io ootE

RELAZIONE COMMISSIONE SANITARIA

1) INFORTUNI

Da un esame della situazione generale abbiamo rilevato che gli infortuni avvenuti alla Ferrotubi nell'anno 1975 sono stati 204 e nel 1976 fino al mese di agosto 127; questi dati ci pongono al di sopra della media nazionale di settore.

Questo perchè le situazioni di rischio nella ns. fabbrica sono ancora numerose a causa della particolarità della nostra produzione, della mobilità della forza lavoro e della carenza con la quale si sono affrontati e si affrontano i rischi dell'infortunio meccanico: troppi sono i ripari mancanti, inadeguati o rimossi. A tutto ciò si aggiunge con l'introduzione di forze nuove nei reparti produttivi, un calo di esperienza sulle lavorazioni specifiche e la non sempre collaborazione dei prErposti, che con il loro modo di operare -a -volte non danno il giusto contributo, in special modo quando intervengono su macchine in movimento.

Dai dati che ci pervengono dall'Infermeria sulle cause degli infortuni (quelle decifrabili) abbiamo rilevato che i settori che ci procurano più infortuni sono nell'ordine: settore Tubi Saldati - settore Finiture - settore Manutenzione. Nel settore Tubi Saldati le macchine dove avvengono più infortuni sono: la GG1 - la G1 - la G2 - gli slitters.

Dalle motivazioni denunciate dai rapportini di infortunio rileviamo che nel reparto Grossi Tubi molti infortuni avvengono per strappi muscolari o schiacciamento di arti superiori a causa della necessità di intervenire troppo sovente in modo manuale sul processo produttivo, per contusioni dovute in parte all'insufficienza delle attrezzature usate o per scivolamento su pedane o quando si è costretti ad operare sopra la macchina con appoggi non sicuri.

Altre ragioni sono rilevabili ana!i--7ando le cause degli ultimi due rtuni che si collegano a quan-

to detto in precedenza a livello generale.

Questa situazione deve essere affrontata, per quanto riguarda i lavori da eseguire, da L: 3 reparto di 15 persone di cui 3 operano nel campo del rumore, 3 per impianti di aspirazione, 4 per i servizi generali e i rimanenti devono seguire la messa in opera dei nuovi impianti o di quelli modificati.

A nostro parere l'organico attuale, nonostante l'aiuto saltuario di imprese esterne, è appena sufficiente a garantire il mantenimento dei lavoro eseguiti e quelli da fare su nuovi impianti ( su pedane o ripari) a condizione che il reparto venga attrezzato adeguatamente come più volte richiesto.

Un'altra situazione di rischio che permane da molto tempo nella nostra fabbrica riguarda l'imbrago dei coils e dei nastri con funi metalliche senza paraspigoli: questo nostro modo di operare ci porterà a qualche infortunio mortale. Le modifiche su macchine che di volta in volta vengono richieste dalla commissione sanitaria, per le auali è necessario l'intervento dell'ufficio progetti e poi del settore impianti, o non vengono eseguite o i tempi di attuazione sono incompatibili con i rischi che permangono sugli impianti. A tutto ciò si aggiunge la non efficiente manutenzione dei carri-ponte ed il continuo sottovalutare da parte di tutti il rischio della caduta dall'alto.

Allo stato attuale delle cose a nostro parere occorre:

Rivedere l'organico dei reparti che eseguono i lavori, migliorandone nel contempo le macchine e le attrezzature.

Coinvolgere i preposti sul tema della sicurezza affinchè in prima persona si rifiutino di operare o di far lavorare i loro subalterni in condizioni di rischio per le quali penalmente possono essere coinvolti.

Riesaminare in modo sistematico tutte le macchine ad iniziare da quelle più pericolose per le occasioni di infortunio ed elaborarne le relative soluzioni. Ai

Sperimentare soluzioni più avanzate tipo fotocellule in sostituzione dei tradizionali ripari o fine corsa.

2) IGIENE AMBIENTALE

La situazione igienica ambientale della fabbrica non si discosta di molto da quella antinfortunistica: anche se non ha riscontro immediato, agisce in modo negativo sul lavoratore, presentandovi quasi sempre come concausa degli infortuni altrimenti poco spiegabili.

Le fumane del decappaggio, i fumi di saldatura, l'evaporazione dell'acqua emulsiva, la polvere delle affilatrici, l'acqua imbevibile, il rumore, il microclima, la mancanza di pulizia e di ordine nei servizi e nei reparti creano uno stato di disagio che favorisce gli infortuni. Il numero degli invalidi aumenta per questa situazione e le possibilità di collocamento non si creano.

Altre lavorazioni entreranno in funzione: forno di ricottura in linea G1 e GG1, nuove vasche del decappaggio nel reperto trafila, forni a campana e laminatoio, lavorazioni che saranno altre fonti di inquinamento ambientale.

Tutto ciò dovrà avvenire mentre ancora non è stato risolto l'abbattimento di 14 It./ora di solvente, che si disperdono dall'impianto di essiccazione primer, mentre ancora permane la possibilità di esplosione delle polveri di alluminio durante la flaminizzazione, mentre ancora non esiste un'adeguata aspirazione sul punto di saldatura della G1 e sui decappaggi.

Anche in questo settore igienico ambientale troppe cose non sono state realizzate perchè condizionate dall'insufficienza di personale, dall'apertura di commesse e a volte dalla mancanza di volontà di affrontare seriamente i problemi.

Ma la cosa più grave da rilevare è che non ci siamo neanche garantiti con l'opportuna manutenzione, l'efficienza degli ímpíanti fino ad 'ora installati.

La commissione culturale comunica che anche quest'anno sta per iniziare la V Stagione d'opera e balletto (38v dalla fondazione) e vorrebbe far presente alcuni dati precisando il cartellone. Nella scorsa stagione sono stati rappresentate opere liriche, concerti vocali, concerti strumentali, balletti, per un totale di 162 spettacoli con 87.335 presenze di lavoratori contro le 26.657 della 1a stagione. Per quest'anno sono programmati 12 concerti (pianoforte, quartetto, violino, trio, flauto) in quattro turni di tre concerti ciascuno con la partecipazione di Maurizio Pollini, il Quartetto Italiano, Severino Gazzelloni, il Trio di Trieste, Salvatore Accardo. In novembre è iniziato il primo ciclo di concerti di musica da camera con musiche di Bach.

Come è noto nell'attuale congiuntura negativa, anche il teatro alla Scala ha dovuto tagliare il numero degli spettacoli, di conseguenza anche gli spettacoli per lavoratori e tra opere e balletti sono solo 10. Saranno divisi in due gruppi (A e 13) di 5 spettacoli, la ripartizione sarà compiuta secondo un criterio base per gradimento.

Due spettacoli di richiamo: per il gruppo A: a Otello » - « II Barbiere di Siviglia » per il gruppo B: a La BohemeFaust ».

Una serata di balletti: per il gruppo A: « Due balletti Don Jan » - a Rivolta di Sisifo » per il gruppo B: « Lo schiaccianoci ».

Due spettacoli classici moderni: gruppo A. « Mose e Aronne »Ascesa e rovina della Città

di Mahagonny ».

gruppo B: « Wozzeck » - a Pelleas e Melisande ».

Segnaliamo una novità organizzativa che sarà gradita ai lavoratori amanti del bel canto: gli abbonamenti sopra elencati sono abbinati ai concerti di canto affidati a cantanti di indubbia fama (Montserrat, Caballè, Marilyn Horne, Nicolai Gedda, Herman Prey, ecc.).

L'abbinamento consiste nell'assegnazione di 1 posto per uno dei 2 turni dei concerti di Canto (A e B) con 2 posti per la stagione d'opera, e di balletto (A e B). Nonostante l'imperversare incessante dell'inflazione (usiamo il termine della consulta sindacale del teatro) i prezzi sono stati contenuti ad un livello accessibile: Opere e balletti: L. 3000 per un posto unico numerato di platea palco; L. 2000 per un posto unico numerato di I o II galleria. Concerto di canto: L. 2000 per un posto unico numerato di platea palco.

Con queste elencazioni vogliamo far presente che chi volesse usufruire di biglietti deve rivolgersi agli incaricati che tengono il collegamento con il teatro (Gilardi G. e Silvestri M. per Milano e Crespi G. per Corbetta) oppure con i comoonenti della Comm. Culturale o del C.d.F.

N.B.: Sul muro del C.d.F. verrà affisso l'elenco degli spettacoli e delle date di rappresentazione, per chi non è mai stato alla Scafa o non è pratico si ricorda che molte volte tali date possono essere cambiate per sopravvenute ragioni tecniche o finanziarie.

Politicamente scherzando

D'ora in poi chiedete solo: a Odore di caffè ».

Ieri ti ho visto entrare nel bar quattro volte.

Quattro volte? Vorrai dire sei volte!

Ma sei matto? Ti vuoi rovinare con fa tazzina del caffè a 200 lire?

No, tanto io entro solo per sentire l'odore.

E, quanto costa?

Per ora, ancora niente.

La soluzione della crisi viene dagli animali.

Ho letto che nascono meno vitelli, perchè?

Perchè le mucche non si fan no più « fregare » non sono mica come noi!

IL ROSSO sta andando per la maggiore

Le spie sono in aumento, soprattutto quelle rosse.

Quando salgo in macchina ne trovo sempre come minimo due: auella della benzina e quella dell'olio.

di buone feste

RELAZIONE COMMISSIONE CULTURALE 3
n 31 ti e tjiua10 oa ta : Auguri
COMMISSIONE DI REDAZIONE C. D. F.

lettere a Esperienze

Dopo aver fatto la mia esperienza a livello organizzativo (abbastanza buona, devo dire), ora mi appresto a viverla come lavoratore, trapiantato in un nuovo ambiente di lavoro che presenta caratteristiche strutturali diverse dalla ditta dalla quale provengo.

Devo però dire che i primi giorni di contatto coi miei nuovi compagni di lavoro non mi hanno fatto una buona impressione.

Se nella ditta dove lavoravo i rapporti con i dirigenti erano carenti o nella maggior parte dei casi non esistevano proprio, i rap-

porti tre un lavoratore e i propri compagni di lavoro erano più leali, franchi e sinceri ed erano anche rapporti di reciproca amicizia e di collaborazione che permetteva ai nuovi assunti un rapido e felice inserimento nell'ambito stesso del nuovo ambiente.

Alla Fit Fcrrotubi, invece (forse anche per colpa mia) non ho trovato l'ambiente e la collaborazione che io mi sarei aspettato dai miei nuovi compagni di lavoro anzi, i miei errori venivano sottolineati, di volta in volta o da un sottile sarcasmo o da avventate crí-

tiche anche su ciò che io so o non so fare.

Capisco che non dovrei dare molto peso a queste illazioni, purtroppo però, tutto questo non facilita il mio inserimento.

Spero che tutto ciò non sia un modo come un altro per procedere ad una certa competitività sul lavoro.

lo credo che certe divergenze si appianino con l'assorbimento di una certa mentalità anche se, da parte mia, sono scettico nel portare avanti certe forme di adeguamento.

Cosa succede di tanto interessante alla Fit Ferrotubi ?

Durante le assemblee essendo trattenuto dal timore dei partecipanti sempre pronti ad obiettare preferisco esporre le mie opinioni attraverso questo giornalino che mensilmente arriva a noi.

L'argomento che considero per il mio articolo sono le varie piattaforme stabilite dal consiglio di fabbrica ma che purtorppo non sono mai state prese in considerazione. Ora il consiglio di fabbrica ha presentato una nuova piattaforma ed è appunto su questo che faccio lo mia prima obiezione. Il mio parere è che non avrebbe dovuto presentare questa nuova piattaforma senza aver fatto accettare quelle fatte precedentemente.

Es.: 1) Nei reparti GG1 e G1, en ricordo c'erano in proget-

tazione degli impianti di riscaldamento; ma logicamente senza incitamento da parte del consiglio di fabbrica e una finta dimenticanza da parte della direzione si deduce che anche questo inverno due maglioni non ci basteranno.

Nel mese di agosto 1976 erano in programma molti lavori di modifica su varie macchine ma per ora senza risultati. E' la solita presa in giro? Eccone subito la risposta. Discutendo con dei compagni abbiamo dedotto che questi lavori non sono mai iniziati perchè non è certo questo il problema capace di smuoverli.

Lo slitter. Già da parecchio tempo parlando con un mio compagno gli feci notare che lo slitter faceva un gran casino (senza

parlare dei vapori di acido solforico) e lui mi rispose con gran sicurezza che avrebbero provveduto nel giro di poco tempo, ma ancora oggi questo è un problema da eliminare.

Tralasciando i problemi riguardanti il lavoro vorrei mettere in evidenza quello dei denti. Dopo averci dato l'illusione che avremmo ricevuto un aiuto da parte loro nel contribuire alla spesa ci si accorge in pratica che quendo affiorano gli interessi il nostro è solo un sogno.

Termino questo mio articolo spe rando che i vari problemi siano presto esauriti per un futuro migliore che io come tutti auguriamo alla FIT FERROTUBI di CORBETTA.

UN LAVORATORE
UN LAVORATORE

giornale Scala mobile

Il termine « scala mobile » ne esprime perfettamente il congegno. La scala è il mezzo per salire in alto di gradino in gradino e se è mobile funziona automaticamente tutte le volte che qualcuno vi mette il piede. Senza la scala mobile, che è una conquista del movimento operaio, i salari e gli stipendi dei lavoratori, falciati dall'inflazione galoppante dei questi ultimi anni, sarebbero rimasti al pianterreno, cioè delle retribuzioni da fame. In tal caso il costo del lavoro sarebbe stato bassissimo e la concorrenza dei nostri prodotti imbattibile sul mercato internazionale (un bel...? sulle multinazionali).

La bilancia dei pagamenti sarebbe rimasta altamente attiva, le risorse valutarie della banca d'Italia piena di moneta forte e i conti in banca degli operatori economici gonfiati come elefanti.

A questo punto come saranno le tasche dei lavoratori???

VUOTE!!! NATURALMENTE!!!

E' l'equilibrio classico del sistema capitalistico come lo sognano certi politici e certi economisti che reggono la coda degli imprenditnri e dei finanzieri.

C'è d-nque da chiedere alle « sentinelle » della società solida e prosperosa se le lotte del movimento operaio non sono servite Proprio a nulla, oppure se tra i fnttori della produzione debba essere sempre il lavoro quello compromesso e sacrificato allo stesso modo che, in tempo di carestia, sono ali animali ad essere ammazzati per primi.

Quella proposta fatta da UFO

LA MALFA & C.

Pardon, mi correggo: da Uno La Malfa & C., è la società schiavistica non una società umana.

Vogliamo essere più seri e documentati?

Il costo del prodotto italiano dipende soltanto ed esclusivamente dalle retribuzioni pagate ai lavoratori?

E i costi aggiuntivi degli sperperi ingoiati ai carrozzoni previdenziali e sociali, gonfi e « tarchiati come pachidermi »?

E il fiume delle dotazioni statali alle aziende pubbliche, che scompare nel buio dei deficit abissali come una Primula ossa? (vedi Montedison, ecc.).

E gli ENTI superflui che ammuffiscono le cantine del Governo?

E le retribuzioni degli alti dirigenti e i profitti degli speculatori e dei professionisti (quelli che ora dicono: « E' ora di finirla che

Non sparate sul

la crisi la paghiamo solo noi), ecc. ecc.

Possibile che lo Stato per coprire le vergogne della crisi, debba rubare gli stracci ai lavoratori a basso reddito, spogliandoli anche della scala mobile???

Vorrei coniare uno slogan ma che giungesse alle orecchie di quei signori e poi rimanesse:

LA SCALA MOBILE NON Si TOCCA!!!

Vi chiediamo uno sforzo d'inventiva: qualche soldo meno all'estero, qualche casa con un affitto un po' più agibile e di usare anche qualche cappotto invece delle tarite pellicce. UN

miuno TA. )RE
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LAVORATORE
pianista

DEMOCRAZIA ANTICRISTIANA

E sotto questo tipo di democrazia, con l'inquirente che spende soldi col risultato uguale a niente, che ha fatto il magnone?

è scappato via.

E il politico cristiano? ha continuato a mettercelo nel cosidetto... no. E al popolo che ansioso attendeva?

Un bel discorso degli esperti dicendoci allegramente che la situazione

è sotto controllo e va benone.

Al grande vertice poi han messo colui che non fa corrente. Alla rincretinita gente il prestigiator suddetto ha dato quale premio per la sopportazione, meno festività all'anno, più trattenute in busta, della benzina l'odore tuttalpiù lo smacchiatore, al posto della bistecca oppur fettina dosi in più di aspirina, per non finire rincari a iosa compreso la luce elettrica per impedire al faro di farci veder chiaro.

E così come ai tempi di Roma antica

l'Italia brucia con lei

il popolo italiano.

I neroni

si stanno godendo, al suono della lira che rotola, l'incendio che hanno appiccato. Proprio loro che dovevano essere cacciati all'inferno, ancora una volta —no saputo invece sprofondare

nelle fiamme. Con queste ceneri si conclude il bel tipo di democrazia

universalmente riconosciuta come la campionessa della • ribalderia ».

Carne tesserata ?

Sul Corriere dei primi di novembre Cesare Selleri diceva che il problema della carne si risolveva soltanto con l'aumento dell'IVA, cioè con l'aumento del prezzo della carne. lo non sono d'accordo perchè il problema non va visto solo come problema monetario.

Sotto l'aspetto fisiologico la carne bovina è spesso un alimento base insostituibile. Dal lato della morale e della giustizia non è accettabile che le classi abbienti possano consumarne a savietà e le classi meno abbienti ne dimentichino persino il sapore.

Circa i riflessi inflazionistici, essendo il prezzo della carne prez-

zo di riferimento per gli altri prodotti alimentari, si darebbe esca a un generale aumento.

La soluzione giusta è quella del tesseramento, una quantità minima uguale per tutti, calcolata e fissata secondo l'irrinunciabile fabbisogno umano.

E' vero, il tesseramento fa nascere la borsa nera, ma la borsa nera di pace non sarebbe la borsa nera di guerra.

Con multe molto pesanti e sanzioni molto rigide (galera) non sarebbero molti i borsaneristi a tentare.

UN LAVORATORE

Vendesi paradiso

Il paradiso è in crisi.

Da secoli non vi arriva un degno.

Le poche vecchie anime si sono dissolute per eccesso di gioia.

Disabitato e trascurato, ha perso tutto il fascino del luogo beatitudinale.

Le mani di una immobiliare

italiana pare stiano per arrivare sin « Lassù ». Col beneplacito deí canonici, impegnati a far di tutto fuor hè spiriti santi, avremo presto un EDEN residenziale con accesso solo

alle anime dorate.

GAG GAG

NON DEVI !

Sembra di essere tornati ai tempi dei Promessi Sposi e del Manzoni, quando Don Rodrigo diceva a Don Abbondio che « questo matrimonio non s'ha da fare ».

Sto parlando di quello che succede da un po' di tempo a questa parte in palazzina.

Sta passando un'ondata di repressione nei confronti di chi ci lavora e di chi la frequenta solo occasionalmente (ovviamente questa repressione è solo nei confronti di lavoratori al di sotto di un certo livello).

Si dice che la posta bisogna mandarla in palazzina dal fattorino e non personalmente da lavoratori di altri uffici dislocati per Io stabilimento, e si dice di non girare per gli uffici durante l'orario di lavoro.

GIORNI PERDUTI

Il sole non rischiara la mattinata. ll paesaggio estivo è nebuloso. All'ora presta sono già in piedi. Assonnato mi dirigo verso la corriera.

Un discorso del genere potrebbe, al limite, anche essere accettato se fosse esteso a tutti i frequentatori e gli abitanti della palazzina e per tutti intendo anche al livello più alto e non discriminare solo con alcuni lavoratori, magari per rancori personali.

E' assolutamente intollerabile che mentre si ordina ad un lavoratore di non girare per gli uffici, solo perchè non è un dirigente o quasi, questi ultimi si permettono di « bivaccare » in questo o in quell'ufficio non curandosi affatto nemmeno di un ipotetico orario di lavoro che per loro non esiste. Così si assiste ai vari trasferimenti dell'allegra comitiva da un meeting all'altro sempre con il sorriso sulle labbra, fregandosene totalmente di chi invece è costretto a lavorare.

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E' iniziato un altro giorno di lavoro. Un altro giorno perduto nel soddisfare la legge del profitto.

Pure Fanfani ha fatto la "resistenza"

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Rai
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