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Escavatore20

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Nell' ambito del dibattito sulla modifica alla struttura del salario

PUBBLICHIAMO UN' INTERVISTA AL SEG. PROV. DELLA F. L. M. ANTONIO PIZZINATO

Nei Congressi delle tre Confederazioni Sindacali, della scorsa estate, si sono affrontati i problemi inerenti l'attuale struttura del costo del lavoro e del salario e l'esigenza di una iniziativa sindacale per andare a modificare tale struttura. Tale problema é stato pure esaminato nella ultima riunione del Comitato Direttivo e del Consiglio Generale della F.L,M, Nazionale ed ha aperto un vivace dibattito allo interno delle forze politiche (anche in base ai risultati della Commissione Parlamentare sulla giungla retributiva) e del Sindacato, ma riteniamo che debba essere so-7. prattutto discussa tra i layoratori. Per questo abbiamo posto alcune domande al compagno Antonio PIZZINATO, Segretario Provinciale della F.L.M.

D.) Puoi farci brevemente un'analisi storica dei motivi e delle condizioni che hanno portato all'attuale struttura del salario?

B.) Innanzitutto va precisato che l'attuale struttura del costo del lavoro italiano che é fra i più, bassi dell'Europa nel settore industriale, come precisato anche dalla CEE) fa sì che mensilmente nella busta, paga del lavoratore vada solo il 45-48% contro il 70r.80% degli altri paesi europei. 906. jal altre parole che per ogni 1000 gTe clie 3:1 lavoratore costa al padrone, segue a pag. 2

Giornale del Consiglio di Fabbrica FMC - Link Belt gennaio 1978

lui ne percepisce mensilmente in busta paga solo 450-480 contro le 700-800 degli altri lavoratori europei. questo perché- in Italia le altre 220-250 lire rappresentano salario indiretto o differito e 300 lire gli oneri sociali.

Questa situazione storicamente si é determinata per il fatto che da noi piú elevati sono gli oneri sociali (negli altri paesi sono pagati attraverso il fisco) e per la quota di - salario differito che esiste presso ché solo in. Italia, ad esempio, l'indennità di anzianità, con la quale si é teso in passato a coprire i problemi delle basse pensioni e a tenere legato all'azienda il lavoratore. questa situazione va cambiata, poiché,oltretutto, non consente più al sindacato di avere una propria efficace politica salariale e contrattuale. Per questo si pone il problema della riforma della struttura del costo del lavoro e una ristrutturazione del salario, affinché, in primo luogo, il 70-80% dello stesso costo sia corrisposto direttamente nella busta paga mensile. Cib' deve avvenire sia attraverso una parziale e selezionata fiscalizzazione degli oneri sociali (elevando le quote più alte del fisco e battendo le evasioni fiscali) sia cambiandone la struttura. Struttura che é frutto sia di precedenti storici introdotti durante il fascismo, che di conseguenze derivanti dalla politica di sottogoverno ed infine dal fatto che sui fondi previdenziali dei lavoratori dipendenti gravano i costi dì misure previdenziali (assistenza malattia e pensioni) dei lavoratori autonomi come coltivatori diretti, artigiani, commercianti ecc.' Segue a pag. II

UN FATTO DI DEMOCRAZIA

Alla FMC, in occasione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, alcuni lavoratori hanno creduto di poter sostituire una giornata di sciopero con una giornata di ferie, Questi lavoratori (quasi tutti impiegati) non avevano al momento valutato fino in fondo le conseguenze che ne sarebbero derivate nel prendere questa decisione, Infatti la fabbrica é stata costretta a manifestare il suo dissenso con una mezz'ora di sciopero di protesta nei confronti della direzione che aveva concesso ferie.

Questo sciopero ha avuto lo scopo dì recuperare moralmente quei lavoratori che avevano sostituito lo sciopero con un giorno dì ferie; il picchetto organizzato dal Consiglio di Fabbrica, davanti ai cancelli, ha raggiunto il suo fine ciog ha indotto questi lavoratori a ritirare il giorno di :ferie relativo allo sciopero del 2 dicembre, o li ha costretti al recupero del eiQrne di, sciopero impedendo loro di entrare in fabbrica. In questo modo si & Potuto rimediare e ripristinare l'interesse dei molti, della collettività, all'interesse dei pochi, che con una scelta opportunistica e di comodo stavano tacendo il gioco della direzione la quale tentava di sfruttare la debolezza (perdita di bene economico) e la scarsa coscienza di ideali di questi lavoratori, tentando di darsi una "verginità!' nel "rispettare i diritti dei lavoratori" con poca spesa e con qualche tornaconto. Intatti concedere otto ore dì ferie, invece di otto ore di sciopero, può apparire al lavoratore sprovveduto un rispetto dei propri diritti; la direzione in questa occasione si g- dimostrata molto generosa ed ha tentato di dimostrare a questi lavoratori che chi non rispetta i diritti dei lavoratori g l'organizzazione che li ha conquistati cioé, il sindacato; il sindacato che organizza il picchetto davanti ai cancelli della fabbrica, pero0 il "cattivo" g_ il sindacato.

Segue a pag. IO

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SUL DIRITTO DI SCIOPERO

Art. 40 della Costituzione: "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano".

Lo sciopero é. uno degli strumenti giuridici atti a rimuovere la effettiva disuguaglianza tra prestatori d'opera e datori di laYlpro ed in esso si riconosce un mezzo per l'attuazione dell'art. 3 della, Costituzione. " E' _compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese",

Il diritto di sciopero é collocato fra i "diritti pubblici di libertà" nel senso che lo Stato non pub emanare alcuna legge o provvedimento legislativo che contrasti con tale diritto. Ma oltre che esplicare i suoi effetti nei confronti dello stato, li esplica soprattutto nei rapporti tra privati. Questi sono regolati dalle seguenti leggi:

604 del I966 con la quale é dichiarato nullo il licenziamento determinato da partecipazione ad attività_sindacall (intesa anche come partecipazione allo sciopero);

r. 300 del 1270 (Statuto dei layoratori) che vieta 14 discriMinazione nell'assegnazione di qualifica, nell'attribuzione C. nuove mansioni, nei trasferimenti, ecc. nei confronti di coloro che hanno partecipato allo sciopero.

El stata fatta una breye premessa giuridica, limitata a dire il vero, perché il diritto di sciopero ha ricevuto e ricAye tuttora l'attenzione di giuristi e prese di posizione da parte degli appartenenti ai vari partiti politici (v, per ultima la intenzione di regolamentare il diritto in questione),

A questo punto é. bene che noi lavoratori - sof,fermiamo un attimo la nostra attenzione sulla distinzione, tra, 13.1:2ertg- e diritto di sciopero, L'art.40 della Cost. parlando di diritto di sciopero pone in rilieyo la differenza tra Stato liberale e Stato sociale contemporaneo. Infatti da "libertà,di sciopero" si passa a "diritto di sciopero" e quindi all'esclusione oltre etie delle responsabilità penali anche delle responsabilità civili per inadempimento contrattuale.

Quindi libertà di sciopero significa che il lavoratore puó manifestare per difendere un interesse collettiyo; diritto di sciopero ha un significato diverso e ben più profondo. Tale espressione, voluta esplicitamente dal costituente, oltre che difendere il lavoratore dalla responsabilità_ oiyilep sottolinea che é la classe lavoratrice organizzata che, mediante l'attuazione di tale diritto, pub e deve trasformare la società, segue a pag, IO

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Ecco come la FMC ripaga chi collabora

Mesi orsono dalla FMC si é dimesso un capo ufficio di elivello e poco tempo dopo, sempre nello stesso ufficio, si é dimessa un'impiegata. Siccome é un ufficio di una certa importanza la Direzione pensava subito a reintegrare l'organico con l'assunzione di un impiegato di 5...livello e lo spostamento di un'impiegata di 3""livello. Da giugno ad oggi la responsabilità e la conduzione dell'ufficio venivano assunte da una impiegata di 5^livello che da molti anni lavora in quell'ufficio, quindi questa lavoratrice é molto pratica del suo lavoro e di tutte le implicazioni inerenti. Infatti i due impiegati, nuovi assunti, venivano, su ordine del dirigente del settore, istruiti da questa impiegata che, a detta di molti, é capace e diligente nel suo lavoro; bisogna anche dire che la lavoratrice in questione é prossima alla laurea che é attinente al suo lavoro. Se qualcuno alla FMC pensava, o pensa ancora, che il posto di capo ufficio lo avrebbero assegnato a lei che, sempre a detta di molti, ne ha tutte le qualità, non considerava la capacità d'intuito dei dirigenti alla FMC. Infatti cosa é successo? L'azienda ha assunto un nuovo capo ufficio di 7^livello e siccome non é pratico della procedura di lavoro la lavoratrice in questione deve aiutare anche lui ad inserirsi.

La Direzione ha ripagato la lavoratrice con la umiliante pratica dell'aumento di merito e, in seguito alla sua richiesta di motivare tale aumento, il Capo del Personale rispondeva che non era aumento di merito ma "adeguamento del suo stipendio all'ampliamento di mansioni". Rimane il fatto che la lavoratrice é rimasta disgustata e mortificata per il trattamento subito, in quanto, se adeguamento doveva esserci, questo doveva avvenire sul piano professionale.

Ora io vorrei porre alcune domande ai responsabili della FMC.

Perché Lei, Rag. Cardella, che é il dirigente di questo ufficio, ha ritenuto di non tenere in considerazione le capacità, la esperienza e la provata onestà della lavoratrice in questione,richiedendo invece l'assunzione di un capo ufficio ex-novo, tutto da istruire, calpestando sentimenti e aspirazioni di chi studia e si sacrifica per migliorare se stessi e nel contempo offrire prestazioni di lavoro sempre più qualificate?

Perché Lei, Dr.Barbara, che é il direttore del personale, quindi conosce sia la lavoratrice che la sua provata capacità, non é intervenuto ad evitare une, così palese azione discriminatoria, Lei che non ha mai perso occasione, in passato, di accusare la R.S.A. di avere "sensibilità da elefanti". Chì sono gli elefanti Dr. Barbara? Lei Dottore che continua a dichiarare di non aver peli sulla lingua, dica chiaro e tondo alla lavoratrice che si é agito così perché é stata nel Consiglio di Fabbrica, perché sciopera con convinzione e che tutto sommato, anche se Lei dice che é una "porcheria", li preferisce a coloro che scioperano. Glielo dica alla lavoratrice che in FMC la donna, soprattutto se non oca, non fa carriera; Così almeno il fatto ha una sua logica, abberrante ma sempre una logica.

E Lei, Ing Cocciolo, Lei che é il direttore di questa fabbrica, perché non ha messo in pratica qualcuno dei suoi sani principi sulla giustezza delle cose e sui motivi che muovono gli uomini o anche Lei ritiene giusto di come sono andate le cose? (Per favore non mi tiri fuori le discrezionalità aziendali) mi risulta che non é la prima volta che succede

Infine perché l'Amministratore Delegato, $ig. Bonaventure, non é intervenuto alfine di evitare l'assunzione di un 'rlivello ritenuto inutile visto che l'ufficio funzionava bene anche senza "mega" capi, e risparmiare così un "mega" stipendio evitando così una grave ingiustizia nei confronti di una lavoratrice o meglio di una collaboratrice della FMC?

P.S.:

Se quanto detto, pensato e scritto non corrispondesse né alla volontà, né al pensiero di questa Direzione, essendo frutto di un'errata valutazione che é sempre rimediabile, lo scrivente é disposto a rettificare il proprio giudizio espresso nei confronti della direzione per iscritto su queste pagine,

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LA VALIGIA DELLA SIGNORA

Leggo sempre molto volentieri il giorna lino Colloqui Aziendali ma non e' stato cosi per il numero di Luglio-Agosto. Sono d'accordo con quanto la Signora Ranaglia dice nella sua lettera al Direttore nella quale si augura di poter fare e disfare le valigie non soltanto per il marito, ma anche per se' e per qualcun altro, ma non sono piu' dello stesso parere quando, parlando di lavoratori, si riferisce soltanto agli impiegati come se alla FMC ci fossero solo questi ultimi. Anche se da qualche anno anch'io faccio parte di questa categoria di lavoratori, non riesco a fare a meno di risentirmi quando si nominano solo gli impiegati. La FMC e' composta anche da chi por ta la tuta, magari sudicia, e mi risulta che molti di loro, per mandare avanti la barca, spesso e volentieri hanno dovuto fare le valigie e andare in tutti gli angoli d'Europa.

Le potrei citare una ventina di persone, tra le quali io stesso prima che mi succedesse questa disgrazia. Per farLe un esempio quando sono andato in Svezia, presso la ditta Niaasfalt di Gatesborg, con il Sig. Giambelli per fare una bandellatura a dei bracci tubolari, che ebbi la soddisfazione di costruire per primo, rimasi in quel paese per circa trenta giorni. Nell'Esso Motor Hotel, dove eravamo alloggiati, pur essendoci tutti i comforts, sentivo la mancanza della cucina italiana (pasta asciutta, risotto ecc.)

Lei pensa che non mi avrebbe fatto piacere avere un'altra valigia con me?

Purtroppo non ho potuto, visto che ogni pasto costava sulle 15mila lire e la mia busta era troppo leggera per permettermi l'accompagnatore, forse quella di suo marito glielo avrebbe permesso.

Si deve smettere di considerare i lavoratori divisi in due categorie, una di serie A ed un'altra di serie B, perche' sono sempre questi ultimi che affrontano i disagi del viaggio, le intemperie, magari la mancanza di attrezzi adeguati per poter operare sulle nostre macchine che si trovano nei boschi, nelle foreste, nei deserti. Chi non ricorda la foto del Sig. Tamagni accanto ad un cammello?

Ebbene Signora, questa secondo Lei e' gente di serie B? No, perche' in quel momento rappresentano la Ditta e fanno salti mortali pur di far fare bella figura alla stessa. Nonostante le loro responsabilita' questi sono soltanto operai di 5* livello

o al massimo equiparati che sanno svolgere bene i compiti loro affidati, anche se portano la tuta. Ricordiamoci che e' con il loro lavoro che la FMC riesce a costruire le macchine, venderle grazie al lavoro dei venditori (dei quali penso faccia parte Suo marito), ricavarne soldi per dividerli in buste (piu' o meno pesanti). Altri possono effettuare un'analisi su questo argomento visto che da noi i consulenti non mancano.

Nonostante tutto sarei ben lieto se la sua proposta venisse realizzata, anche se nelle mie attuali condizioni non potrei sfruttarla.

Le invio i miei vivissimi saluti.

rLE BRIGATE R055E COMBA1 foo COPKRO IL ParERE, i S N Uoi 5fRumEN1, i Sua, SERVI !

MOI OPERIAMO IN GRuPP, mAll E CLANDESfitlil,_
-"(.., CLANDE TINI ALLE EcoScoin \ MASSE AltAPOLIZIA, No NATURAL1 MENTE! -11:---"1"-"-efflieiguLtodin

I METALMECCANICI A ROMA

Senza dubbio la manifestazione dei metalmeccanici a Roma é stata imponente. Tre cortei lunghissimi, striscioni, bandiere, slogan, una massa ordinata di gente.

Tutto questo pera non deve essere confuso con una manifestazione folkloristica perché i metalmeccanici si sono riuniti a Roma, provenienti da ogni parte d'Italia, sostenendo il costo di una giornata di lavoro e sopportando le fatiche del viaggio, non per trascorrere una giornata in compagnia di amici bensì per manifestare e quindi indurre le forze padronali, il governo a Una svolta nelle scelte e le forze politiche ad un'attenta riflessione sui contenuti della manifestazione.

La grave crisi economica caratterizzata dalla minaccia all'occupazione e dall'aunento del tasso d'inflazione; la crisi morale che si manifesta con un aumento di atti di violenza e di terrorismo, hanno indotto i metalmeccanici, "spina dorsale" del la classe operaia italiana, a scendere in

Piazza. Ma essi non erano soli: vi erano moltissimi giovani, alcuni dei quali, forne molti, in attesa di prima occupazione; Un folto numero di donne, di studenti, pre senti con obiettivi diversi ma tutti uniti e consapevoli della lotta da sostenere. Tutto della manifestazione: i cartelli, g]i slogan, le parole d'ordine, gli stessi stri_ scioni delle fabbriche che un tempo rassicuravano, erano una denuncia di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro.

I metalmeccanici animati dalla forte consapeyolezza del ruolo assunto, reclamano una svolta non soltanto economica ma anche politica e morale. Infatti si chiede l'adeguamento del governo all'attuale momento l crisi e, attraverso il cambiamento delle scelte economiche, far si che si risolvano le vertenze aperte dando sbocco all'occupazione, specie nel Mezzogiorno, attraverso una nuova politica di inyestimenti anche nell'agricoltura.

Cosa si pua trarre quindi, dalla imponente presenza di metalmeccanici a Roma? Una ferma volontà di voler effettivamente cambiare le cose.

G/A
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Continua dalla 4a

Diritto di sciopero non ni economiche e neanche di lotta e dì confronto

significa, quindi, scelte opportunistiche derivate da valutazioconfusione tra una giornata di manifestazione, che é un momento sindacale e politico, con una giornata dì riposo. Pertanto i lavoratori che,in occasione dello sciopero nazionale dichiarato dalla F.L.M. per:

I - mutamento della politica economica (attuazione dell'accordo programmatico a sei)

2 - costringere il padronato, pubblico e priyato, alla conclusione delle vertenze in corso per risolvere i problemi dell'occupazione e degli investimenti

3 - battere il terrorismo e la provocazione in atto perché lo Stato, attraverso le istituzioni, difenda le libertà democratiche conquistate con la resistenza hanno preso un giorno di ferie, non solo non hanno esplicato un loro diritto che si trasforma in dovere quando- si é caricati del compito di trasformare la società attraverso il mutamento delle condizioni economico-sociali del paese, ma provocano con la loro rinuncia una divisione fra i lavoratori ed un effettivo rallentamento del progresso sociale a tutto vantaggio dell'avversario di classe.

Una lavoratrici

Continua dalla 3a

A questo punto credo siano necessari alcuni chiarimenti a scanso dì equivoci o interpretazioni di comodo da parte dichicchesia,anche perché il Consiglio di fabbrica non é disponibile a rifare "Verginità" a nessuno per il futuro e tantomeno per la direzione della FMC, Per chiarezza ribadiamo che non saranno mai avvallate da parte del consiglio di fabbrica posizioni di comodo come quelle di cui si g parlato; dì conseguenza nel futuro noi le riterremo posizioni sbagliate da correggere comunque, con dibattiti tra e con i lavoratori, e picchetti; mentre nei confronti della direzione le riterremo vere e proprie attività-antiaindacali da sconfiggere ad ogni costo.

Credo di poter affermare, a chiarimento dì quanto ho detto prima, che : qualsiasi diritto pub essere soppresso se chi lo deve esercitare dimostra di non essere in grado di farlo valere e dì non saperlo tutelare nei confronti degli altri. Una classe sociale per poter esercitare la funzione per la quale é nata deve sapere difendere i suoi diritti dentro e fuori la classe stessa, deve sapere pretendere dal suo stesso ceto sociale prima di tutto la coerenza e il rispetto delle regole che la disciplinano. Le regole che la classe operaia 1314 Scelto sono quelle della democrazia. Una regola fondamentale di questa democrazia é che ogni decisione viene presa dalla maggioranza dei suoi componenti e ad ogni decisione la minoranza deve attenersi con disciplina.

Lo sciopero é sempre una decisione che viene presa a maggioranza.

lo

2 D.) Quali sono gli automatismi che dovrebbero essere modificati per raggiungere un livello di salario reale pari alla media dei salari europei?

R.) Credo vada sottolineato ìnnanzitutto che attualmente vi é una situazione molto diversificata e divaricata fra i diversi settori ed in modo particolare gli automatismi sono più accentuati nel pubblico impiego, nel parastato e nei servizi. Basti pensare alla diversità del numero degli scatti ed al valore di ognuno degli stessi (oltre ad essere in alcuni casi sui minimi di paga e su altri sulle paghe di fatto) e alla diversità di trattamento per anzianità, la cosiddetta "indennità di anzianità".

Come risulta dall'inchiesta della Commissione Parlamentare sulla giungla retributiva, maggiori sono le differenze salariali,anche tra lavoratori che svolgono mansioni uguali e di uguale valore, ove maggiore é il peso degli automatismi ed inoltre tali differenze sono maggiori ove minore é il potere sindacale ed in particolare il ruolo dei sindacati confederali.

In altre parole si ha la maggiore perequazione, le minori differenziazioni, ove più forte é il potere di contrattazione sindacale, dimostrando così la validità dei tre livelli di contrattazione: confederali, categoriale, aziendale, proprio come avviene in particolare nel settore dell'industria.

Si tratta quindi, (come ormai anche unitariamente ci sembra stia avvenendo), di avviarsi a definire una struttura retributiva similare e che riguardi tutto il mondo del lavoro ciog i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, Essa deve essere semplice e ognicomprensiva in modo da avere poche voci retributive e trasparenti; potrebbero essere : stipendio base, contingenza, parte collegata all'anzianità., parte aziendale, ed un numero di mensilità uguali per tutti.

a Per quanto riguarda in particolare due istituti che sono tipicamente, se non unicamente, italiani: gli scatti biennali e l'anzianità,, Si tratta di andare ad una loro trasformazione in modo da limitare il peso specifico degli stessi sull'intera retribuzione e trasfor-

mandone la caratteristica da anzianità d'azienda ad anzianità di lavoro.

Fermo restando la garanzia dei benefici economici maturati, si pwó ipotizzare una soluzione che riguardi indistintamente tutti i lavoratori:

a) quattro-cinque scatti pari a circa il 20-25g dello stipendio base;

13 ) una indennità di anzianità pari a IO mensilità e che non superi comunque un valore complessivo di 20 milioni.

Date Le profonde diversità esistenti fra i lavoratori dei diversi settori, pubblico e privato, per realizzare compiutamente tale ristrutturazione del salario, la quale riteniamo debba avviarsi rapidamente, necessita un periodo storico di almeno IO anni.

.
segue a pm, 12

3 D.) Alcuni_ lavoratori prossimi al pensionamento, avendo avuto sentore della probabile eliminazione della liquidazione, hanno preferito anticipare tale scadenza. Cosa pensi di tale reazione?

R.) Si tratta di una reazione sbagliata poiché come ho detto prima, presupposto e premessa per qualsiasi ristrutturazione deve essere la garanzia dei benefici già maturati, anzi credo che nel momento in cui si andrà a definire la ristrutturazione del salario, per quanto riguarda le anzianità già maturate si debba definire quale deye essere il tasso di interesse che si dovrà corrispondere per le somme già accantonate, che invece nel passato e tuttora il padronato utilizza senza pagare nessun interesse contro circa il 20% che pagano le banche.

Sarebbe peri3 profondamente sbagliato limitarsi ad un giudizio puramente moralistico sull'errore che eventualmente hanno commesso i lavoratori nel timore di perdere, quanto invece si tratta anche da questi episodi di trarre una lezione circa l'esigenza di andare a definire, attraverso un dibattito con la partecipazione di tutti i lavoratori, gli obiettivi, i contenuti, i tempi e le modalità della vertenza generale sulla ristrutturazione del salario.

4 D.) Un'ultima domanda: il problema dell'occupazione dei lovani come si inserisce nella tematica del costo del lavoro?

R.) Credo che solo indirettamente il problema del costo del lavoro abbia un rapporto con l'occupazione giovanile, tanto é vero che il padronato fa di tutto per non applicare la legge speciale per il preavviamento e l'occupazione dei giovani che prevede appunto la fiscalizzazione di una parte degli oneri sociali per favorire la loro occupazione. Essi costituiscono la stragrande maggioranza di oltre un milione e mezzo di disoccupati del nostro paese.

L'occupazione giovanile é strettamente collegata ad una diversa politica economica che basandosi sulla riconversione e ristrutturazione aziendale da realizzarsi sulla base di precisi programmi settoriali articolati territorialmente, consenta di uscire positivamente dalla crisi allargando la base produttiva cioé creando nuovi posti di lavoro in modo particolare nel mezz °giorno.

Vi é invece una connessione molto pift diretta fra l'attuale struttura del salario e del costo del lavoro e il cosiddetto duplice mercato del lavoro: quello "protetto" e quello "nero"; cioé il lavoro a domicilio, il doppio lavoro, il sub-appalto ecc, che traggono forza e sono fatti per evadere i contributi, non pagare le anzianità e così via.

quindi assieme alla creazione nei CUZ della Federazione CGIL-CISL-UIL delle leghe dei giovani disoccupati, delle leghe dei lavoratori a domicilio, per organizzare la lotta di questi lavoratori - é necessario contemporaneamente affrontare i problemi della struttura del costo del lavoro e del salario, quale mezzo per contribuire alla lotta per modificare il mercato del lavoro, risanarlo eliminano il lavoro nero e precario.

I 2.

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