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Il Costruttore23

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PASSATO E PRESENTE

Parlando coi compagni più anziani della Ferrotubi, della situazione sindacale e politica della fabbrica, il giudizio quasi unanime che siricava è quello che te cose vanno male.

In questa definizione della situazione è presente una specie di rimpianto su come le cose andavano in passato senza un tentativo di fare un'analisi del perchè ora sono cambiate.

Si dice che la nostra forza sindacale è diminuita, il prestigio dei dirigenti del C.d.F. è in calando e si sentono commenti anche meno politici ». Il malumore, come quasi sempre, diventa critica personale ai compagni del C.d.F.; come causa di questo malumore si parla di opportunismo, di alcuni che hanno fatto carriera; dimenticando tutte le discussioni passate fatte anche in assemblea. Su queste cose bisogna ogni tanto ritornare, sempre nei momenti di insoddisfazione, per ribadire che il movimento sindacale non ha più bisogno di martiri che sacrificano il loro interesse personale, questi tempi per la fortuna dei lavoratori li abbiamo superati con le lotte, oggi i migliori devono potersi dedicare al lavoro sindacale e nessuno deve vedersi diminuite le sue

possibilità di avanzamento categoriale.

Un'altra critica frequente è quella della situazione salariale. Ci si lamenta che la differenza del nostro salario rispetto alle altre fabbriche è diminuito vertiginosamente, e questo è un dato vero. Ma, arrivare ad accusare che la colpa di questo sarebbe del C.d.F. che da troppo tempo non chiede soldi, mi pare azzardato e pericoloso. Ci si è dimenticati che pochi mesi sono passati dall'assemblea nella quale eravamo preoccupati per il nostro posto di lavoro e della minaccia di cassa integrazione. Ci si dimentica della situazione economica generale, del recente trasferlmento e soprattutto che esiste una direzione, che non è certamente diversa dalle altre, anche se usa una diversa tattica.

Altro punto di critica continua sono le qualifiche.

La trattativa annuale su questo problema, conquista che ci è invidiata da tutti, sta diventando per il C.d.F. controproducente dal punto di vista politico, tanto questo problema è uscito dai suoi binari naturali. Il concetto di professionalità è completamente sparito dalle discussioni. Tutte le discussioni su questo problema e le decisioni prese sono dimenticate.

Ridurre le categorie ad un fatto salariale è uno sbaglio politico incredibile per una ditta come la no-

stra; vuol dire fare un grosso favore alla direzione che non è píù tenuta a riconoscere in modo automatico la nostra maggiore resa professionale. Bisogna chiamare soldi i soldi ha detto il compagno Lama e noi ce ne dimentichiamo ogni volta che il nostro interesse personale è in gioco.

Queste lamentele ed altre creano una situazione difficile ai delegati, non è piacevole sentirsi continuamente criticati coi motivi più disparati.

La verità è che la tensione ideale che caratterizzava la nostra fabbrica è diminuita, l'egoismo e gli interessi personali sono diventati motivo della maggioranza delle posizioni critiche ed il risultato è che l'azione del C.d.F. è continuamente spostato dalle azioni di carattere generale a quelle c i reparti di gruppi e di singoli.

Questo breve scritto ha voluto porre in modo evidentemente provocatorio una serie di problemi cercando di inquadrarli nella situazione generale allo scopo di stimolare una discussione che non può che giovare alla chiarezza delle posizioni e rendere più vivo il dibattito trai lavoratori. Il nostro giornale non può non essere uno strumento di confronto e di discussione anche su questi problemi.

Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi gor ottobre 1976
1,1N LAVORATORE

Alla prova dei fatti

Le ferie sono terminate ed il movimento operaio si trova di fronte ancora i vecchi problemi che appesantiscono sempre più la situazione critica in cui si trova il nostro paese grazie ad una mancata volontà politica di risolvere i problemi.

Stiamo attraversando un momento caotico dove chi detiene le leve del potere non fa altro che salvaguardare i propri interessi con qualsiasi mezzo (più grave è quello di non dare un governo serio al Paese).

A confermare tutto ciò, si vedano le manovre che alcuni notabili stanno portando avanti, per intralciare il già lento cammino del governo Andreotti.

Su questo governo si è detto di tutto e di tutti (tenendo presente che il programma sarà presentato e discusso verso la fine di settembre) e non solo dei ministri ma anche dei partiti che si sono astenuti al voto di fiducia. Probabilmente ci sono coloro che pensano che poichè i partiti di sinistra (specialmente il P.C.I.) hanno ottenuto una maggiore presenza alla direzione dello Stato, costoro rilasciassero

una carta in bianco in termini di tregua salariale ».

E' necessario smentire subito questa convinzione (per certi) e illusione (per altri).

I partiti dei lavoratori assieme alle organizzazioni sindacali continueranno a battersi per un migliore sviluppo economico, per eliminare quelle tendenze corporative e privilegiate eliminando la speculazione e la « libertà » di considerarsi diversi dagli altri potendo così evadere facilmente il fisco esportando i capitali all'estero.

Tutto ciò che verrà fatto con quella serità che ha sempre contraddistinto il movimento operaio affrontando così tutti i problemi ed andando ad un confronto che investa settore per settore, mobiliti le masse lavoratrici e costringa la classe dirigente a scendere nel merito della discussione.

Dobbiamo far capire a coloro che vedono ancora l'uscita da Questa crisi economica nella tenden7a di impostare ancora la vecchia linea economica grazie ad una battista d'arresto delle lotte sindacali, che ciò non è stato mai possibile è non lo sarà nemmeno oggi. Se

c'è da confrontarsi su determinati problemi i lavoratori sono pronti.

E' pronta la classe dirigente?

Dopo tante parole è realmente intenzionata ad affrontare concretamente la strategia per uscire dalla crisi? Oppure di fronte alla decisione di porre finalmente i problemi sulla tavola la classe dirigente fugga ancora al serio confronto come ha fatto per la proposta (dei sindacati) di utilizzare gli impianti con l'orario 6 x 6 e sull'analisi seria dell'assenteismo?

Ebbene questi dirigenti (sia pubblici che privati) sappiano che la classe operaia affronterà non senza sacrifici questo stato di fatto e lotterà (come sempre) al fine di dare un reale apporto alla linea politico-economica che faccia realmente uscire l'Italia dalla crisi, ponendosi come obiettivo un sostanziale cambiamento e non un compromesso di puro potere.

Concludendo, mentre le fabbriche si sono riaperte, bisogna far capire che una maggiore produttività e un migliore utilizzo del tempo non si deve sempre cercarlo solo sulla pelle dei lavoratori. UN

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LAVORATORE

Terremoto

Quando una terribile calamità colpisce una zona abitata della terra, danni materiali ed i traumi che questa gente sfortunata deve patire, fanno riflettere e toccano da vicino anche le persone poco sensibili. La tragedia del Friuli ha ormai assunto tratti sconvolgenti. Più di mille morti sotto le macerie, disagio, stenti e situazioni disperate nelle tendopoli. All'inizio, nel mese di maggio, l'Italia si è mobilitata. Raccolte di materiali e merci, necessari alla sistemazione di emergenza, sono arrivati nel Friuli. Sono stati raccolti fondi, stanziati centinaia di miliardi dal governo, aumenteranno le tasse pro Friuli, ma tutti questi soldi, alle soglie dell'inverno, non sono stati consegnati alle giunte dei paesi sinistrati o distrutti.

Probabilmente avranno preso un treno diverso da quello che trasportava là le masserizie. Ciò è anche giustificabile, se si vuole: basti pensare alla « onestissima » tradizione dell'amministrazione italiana, sempre in grado di assolvere ai propri compiti, grazie ai suoi interventi tempestivi, immediati. Anche questa volta non si poteva sfatare una così eccellente tradizione! Ci vuole ben altro! Ad ogni modo il terremoto di maggio (nono grado della scala Mercalli) è stato diverso da questo di settembre, anch'esso del nono grado.

A maggio c'era veramente una mobiiltazione generale. Ad un certo punto non si capiva più se il fervore sprigionato dai governanti di certe correnti, ovviamente, fosse più forte e più sentito per la tragedia Friuli o per la campagna elettorale. A dire il vero sembrava proprio uguale. Non solo, per infondere maggior vigore a questi governanti, sono intervenuti i fratelli d'oltr'alpe con il loro sostegno materiale e spirituale. Gli stessi fratelli che tempo dopo e quando le scosse si sono un po' attu-

tite, hanno suggerito al consiglio europeo, che in fondo, i loro fratelli italiani potevano stare bene da soli nella loro bella Italia, anche se sinistrata. L'azione più commovente comunque è pervenuta dai nostri padri politici, gli Amerikani naturalmente. Si sono sprecati con le masserizie e soprattutto con i dollari. Si sono persino precipitati nel Friuli e a momenti avevamo il graditissimo onore di vedere il Kissinger o il Ford aggirarsi per le macerie. Ma non sono arrivati a questo eccesso di sfacciataggine, o meglio di zelo, per i loro allievi politici in difficoltà.

L'impegno profuso in maggio e nella prima quindicina di giugno da quei governanti, rosi sostenuti dagli Alleati, nel voler dimostrare agli Italiani, e specialmente ai Friulani, la loro onestà e la loro retta via nel risolvere a breve scadenza i problemi della nazione, è stato grande. Gli Italiani ci hanno creduto ancora una volta, purtroppo! Ed ora, come prima, si lotta per sopravvivere. Nonostante questo, quei dirigenti politici tentano, alla meno peggio, di salvare la propria faccia almeno nei confronti dei terremotati. E quello che più intristisce, è il dover constatare che è stato proprio lo scossone dei giorni scorsi (quelli di maggio non erano stati evidentemente sufficienti) a far riprendere il discorso sul Friuli. Finalmente qualcuno sta scoprendo che nel Veneto ci sono mioliala e migliaia di appartamenti sfitti e li stanno asseanando a ouesti nostri sfortunati compagni. Ma a che prezzo? E per quanto tempo?

L'inverno è ormai prossimo ed i 'terremotati hanno bisogno subito d'un alloggio proprio e sicuro. Non h più tempo di sperare. Non si riservino più a (mesti compagni, così castigati dalla natura, anche le beffe!

Dall' aldilà

Pensavo mi sacrificavo ma ACCUMULAVO. Sudavo dimagrivo ma ACCUMULAVO. Contavo non dormivo ma ACCUMULAVO.

Soffrivo non mangiavo ma ACCUMULAVO.

ACCUMULAVO...

ACCUMULAVO. ACCUMULANDO giunse il dì della dipartita. Sono spirato sotto un cumulo di accumulii. Una morte pesante che mi ha sorofondato più facilmente reali abissi infuocati. mio arrivo illuminò vieppiù i tetri ambienti. In mezzo ai dannati giunsi io. « L'ACCUMULATORE ».

SOFISTICAZIONI
LAVORATORE
UN

La " bella " Italia

Fin dai tempi più remoti, l'Italia veniva considerata dagli uomini più insigni, il giardino del mondo, il paese del sole, quasi che la natura preservasse i resti di millenni di civiltà e di storia.

Ora, a distanza di pochi decenni, siamo spettatori di uno scempio della natura, di una forma ecologica desolante per trascuratezza e speculazione, per cui uno dei più bei paesi del mondo è stato sacrificato. Le più belle località paesaggistiche sono state rovinate da costruzioni mostruose, ma molto redditizie per gli speculatori, grazie anche al tacito consenso dei governi succedutisi nel tempo, corrotti e irresponsabili, sempre pronti a vendere come dei mercenari. Hanno venduto o ipotecato le coste e le isole per un pugno di soldi, dandole in mano ad ipotetiche società (le cosiddette multinazionali) con la prerogativa di creare nuovi posti di lavoro, spesso ignorando i compromessi ed i soprusi ad essi collegati.

Spesso con impianti e attrezzature non conformi alla preservazione della nocività e alla difesa dell'habitat dell'uomo.

Con quali leggi lo Stato difende

il nostro ambiente?

Perchè non previene e punisce severamente i trasgressori ed irresponsabili, ma non con blande multe o spesso solo con ambigui richiami, (le multe sono facili a pagarsi per chi hai soldi), ma con leggi severe e controlli assidui senza pregiudiziali per nessuno onde salvare ciò che ancora resta. Purtroppo i casi di inquinamento si susseguono. Non dimentichiamo il litorale Partenopeo, compresa la città di Napoli, dove si è arrivati al punto di proibire la balneazione. Tutto ciò è assurdo e molto contrastante con la pubblicità turistica che vuole presentarla come la città dal mare azzurro; ma forse quel mare non rimarrà che un ricordo. Per non parlare della Sicilia dove le raffinerie stanno rovinando le coste (vedi Gela), poi Marghera che con le sue fabbriche chimiche che sembrano uscire dalla realtà dell' uomo, l' inquinamento ha raggiunto punte altissime. Forse a citarle tutte non basterebbe questo nostro giornale, tanti sono i casi di inquinamento, senza voler ;-rascurare il caso clamoroso della lrmesa di Seveso dove la noncuranza di uomini senza scrupoli ha

PRODUZIONE MORTALE

creato una situazione paradossale, coinvolgendo un'intera cittadina e zone limitrofe, con la fuga di gas velenosissimi, creando un clima da guerra del Vietnam.

Ora al governo la parola definitiva, non con una presa di posizione formale, ma prevenuta ed energica, perchè non si ripetano più i vari casi di Seveso, di Napoli, di Marghera, dei fanghi rossi, ecc. E a noi rimane un punto interrogativo. Per la nostra economia sono così necessarie le raffinerie, quando poi la benzina prende altre strade e per noi diventa cara come l'oro? E penso che se gli impianti per determinati trattamenti (lcmesa) ritornassero alla loro nazione d'origine, non sarebbe un dolore e nemmeno una grave perdita per i lavoratori.

Di tutto ciò, l'Italia ne perderebbe un po' in mano d'opera ma ne guadagnerebbe l'ecologia e certe dimensioni umane.

UN LAVORATORE

POLITICAMENTE " SCHERZANDO "

I SACRIFICI

Gianni Agnelli ha detto che dobbiamo fare tutti dei sacrifici. Siamo tutti nella stessa barca. La sua si chiama yacht!!! E la nostra come si chiama??? « Tantum ».

NOVITA' INTERNAZIONALI

Sindona vuole essere considerato esule politico. « Di quale partito? » Il P.I.A.S.. E sarebbe: « Partito insieme ai soldi.

IL FUTURO DEL DEL P.R.I.

E' NEGLI U.F.O.

Ci hai fatto caso? Da un po' di tempo il leader del P.R.I. fa discorsi strani, sembra uno che venga da un altro mondo. « E' vero! «. Sai come lo chiamano adeèso? Come'?« UFO LA MALFA ».

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150: ORE IMPORTANTI

Mi sembra opportuno, per collegarsi a questo problema, fare alcune considerazioni di carattere generale legate al significato che le 150 ore devono rappresentare.

Il Movimento Sindacale, nei rinnovi contrattuali passati e recenti, unitamente a talune richieste di carattere normativo tendenti al raggiungimento della parità operai-impiegati, quali inquadramento unico, aumenti uguali per tutti, ecc., è andato anche a porre il problema delle 150 ore, conquistando clausole contrattuali che prevedono permessi retribuiti per un arricchimento culturale dei lavoratori.

A mio parere, non si tratta di una conquista slegata dalle altre rivendicazioni, ma al contrario, tale norma si inserisce organicamente all'interno di una linea sindacale volta al controllo operaio sulla organizzazione del lavoro ed all'interno di una linea ugualitaria.

Le 150 ore rappresentano da una parte uno strumento che tende a superare le differenze nelle qualità professionali dei lavoratori che il padrone utilizza a fini strumentali per dividerli: dall'altra rappresentano uno strumento che, tendendo ad accrescere le capacità culturali, permette non solo al singolo, ma soprattutto alla classe operaia e alle Organizzazioni Sindacali in generale, un rafforzamento del potere di controllo collettivo sulle condizioni di lavoro, di cosciente partecipazione nelle fasi di costruzione delle scelte prioritarie sui problemi del lavoro e di contestazione all'egemonia padronale per quanto riguarda le scelte produttive.

Su questi problemi appena citati, i quali si collocano in una realtà alla quale il Movimento Sindacale è chiamato nei prossimi e urgenti impegni, a partire anche dalle Piattaforme Aziendali, e collegandosi con le recenti conquiste contrattuali in materia di controllo sugli tive, della forza lavoro, è necessainvestimenti, delle scelte produtrio avere sempre di più una base operaia capace e cosciente dei momenti e dei problemi per dare continuità ed incisività alla linea stra-

tegica del Sindacato volta a condizionare e modificare le scelte padronali, per un diverso siluppo produttivo e per la salvaguardia del posto di lavoro.

Per tutto ciò, mi sembra opportuno inquadrare nella giusta dimensione il problema delle 150

ore, mantenendone alto il significato ed invitando delegati e lavoratori che hanno avuto precedenti esperienze dirette in materia, a fare i! giusto sforzo al fine di concretizzare questo discorso nell'utilizzo concreto di questa conquista contrattuale.

INVECCHIARE BENE

In Italia, che è un paese ad alto sviluppo industriale, si sta verificando, come tempo fa lessi sul giornale informazioni INAM, un costante aumento delle persone anziane rispetto a quello dei più giovani. Infatti gli ultrasessantenni sono passati da un milione e mezzo dei primi anni del secolo agli oltre nove milioni attuali. Secondo attendibili calcoli, nel duemila gli ultrasessantenni rappresenteranno il 20 per cento della popolazione Italiana e 1 italiano su 50 avrà più di ottant'anni.

Problemi enormi si stanno già sollevando onde poter dare agli anziani I' opportunità di vivere una nuova condizione umana.

Leggevo che dal punto di vista medico, proprio perché l'anziano e, maggiormente, il vecchio vanno incontro a possibili e vari disturbi di malattie ben caratteristiche dell'età, è necessario che i disturbi siano ben curati per evitare una morte lenta. Inoltre esisono precise regole che, seguite, danno la possibilità all'anziano di mantenersi sano e vivere così in una condizione serena e attiva. Queste regole che servono per

una migliore vecchiaia si possono così riassumere:

Avere cura della propria igiene personale. unghie, capelli, denti. In caso di indisperwabilità non privarsi deila dent;-r1

Seguire una dieta ricca al vitamine, proteine, sali; ingerire una elevata quantità di liquidi (sino a due-tre litri al giorno). Tenere sempre un portamento eretto nel camminare per evitare la comparsa di dolori di tipo reumatico.

Infine non isolarsi. E' fondamentale conservare continui contatti con gli altri per evitare il gravissimo pericolo che presenta l'isolamento.

Secondo il mio punto di vista, tutti gli anziani e vecchi hanno diritto ad una assistenza che la società moderna non deve assolutamente far mancare; nello stesso tempo però l'anziano stesso deVe personalmente, nel suo esclusivo interesse, ricordarsi sempre di seguire anche quelle regole che, anche se non possono impedirgli l'invechiamento, possono però farlo invecchiare bene.

UN LAVORATORE

lettere a LA MENSA

Siamo un gruppo di lavoratori e abbiamo preso l'iniziativa di scrivere questa lettera alla direzione del nostro giornale, con la speranza che il C.d.F., tramite il giornale o in occasione di qualche assemblea, dia delle concrete risposte a dei quesiti che noi poniamo attorno al problema della mensa.

Crediamo, cari compagni, che vi sia noto il mugugno e il malcontento che c'è tra i lavoratori sia sulla qualità dei pasti, con metodi sbagliati di distribuzione si è arrivati al punto che in mensa mangia meglio chi arriva per primo. Ora, a parte queste considerazioni un po' astratte, quello che più ci !a specie è che c'è una Commis-

sione Convivenza che sembra quasi non esistere. Ora noi vorremmo sapere in che maniera svolge il suo ruolo politico questa commissione, che tipo di controllo effettua sulla mensa ai fini di far valere i diritti dei lavoratori mediante certi accordi precisi.

In che modo è difeso il personale della mensa?

Sui rapporti (dirigente e lavoratori della mensa) sembra che si usino metodi sorpassati con le donne della mensa (sembra quasi che la mensa non faccia parte della Ferrotubi); esistono discriminazioni di ogni sorta, carenza di personale che poi si deve tamponare con i compagni delegati, (con-

siderazione: noi non crediamo di aver votato i nostri delegati perchè questi andassero a sopperire ad una carenza di personale, come pure non abbiamo votato i nostri delegati affinch5 questi facciano (e Io hanno imparato molto bene) i commercianti allo spaccio.

Il delegato è un dirigente sindacale e deve svolgere un ruolo politico nell'interno dell'organizzazione sindacale) risponda a questi nostri quesiti e che presti più attenzione ai problemi dei lavoratori per concetti di credibilità (la mobilità del movimento operaio, strategia politica essenziale per il sindacato, serve per tener vivo lo spirito di lotta).

Un gruppo di lavoratori

L' ODONTOTECNICO

Crediamo sia giunto il momento di parlare una buona volta del nostro stimatissimo dentista in quanto sembra molto abile ad effettuare il proprio lavoro ma anche molto bravo nel taglio dei nostri preventivi.

Certamente gli saranno state date disposizioni in merito. Nel taglio dovrebbe essere poi tanto onesto da accettare di fare il lavoro mantenendo le cifre da lui stesso taglaite nel preventivo, ma per quanto ci risulta ciò non avviene. Se si va da lui il prezzo risale alla cifra originale del suo collega

a cui ha effettuato il taglio e anche oltre.

Si parla di tabelle dell'ordine dei medici dentisti, tabelle ormai non più rispondenti alle esigenze odierne tanto che più di qualche dentista non le conosce neppure e tantomeno in fabbrica ne esiste una copia esposta dove, eventualmente, ci si possa orientare.

E' ora quindi di affrontare con la direzione un discorso chiaro e pulito dove se si deve parlare di percentuale del 75% si parli di questa percentuale reale e non che in realtà sia trasformata in percen-

tuale del 30-40%.

Le tabelle sono sorpassate e pensiamo sia più giusto riferirci invece non a tariffe di privati ma a tariffe di cliniche stomatologiche e riscontrabili in modo che non ci sia per il lavoratore margine di disonestà e che la ditta quindi dia a tutti « equamente » il giusto dovuto.

E' bene anche far presente che l'Iva che il lavoratore paga, sia anche questa convogliata nel rimborso poichè la ditta ha la possibilità di scaricarla mentre il lavoratore adesso deve solo pagarla. Un gruppo di lavoratori

giornale ANZIANITA'

Anzianità fa grado, abbiamo sempre sentito dire; alla Ferrotubi anzianità vuoi dire essere dimenticati. Così succede che determinate persone, sfortunate o dimenticate, si avvicinano ad essere vecchie se già non lo sono e ad andare ín pensione senza neppure quel riconoscimento morale che possa far dire loro « ho lavorato sì, ma lo hanno anche riconosciuto ».

A questo punto ci sovviene un discorso fatto dalla Direzione per cui la mansione comporta la qualifica, mentre il lavoro ben fatto in alcuni caso la rende disponibile ad aumenti salariali (noi sosteniamo magari pari alla qualifica).

A volte invece succede che quando vai a discutere le qualifiche devi contrattare come al mercato delle vacche e se poi parli di quattrini non ti stanno manco a sentire: a questo punto i conti non tornano.

Per noi ci sono due tipi di anzianità: quella del lavoratore alle soglie della pensione, che ha sempre lavorato bene e con coscienza e che deve andarsene con la paga del basso livello perchè ormai è vecchio e non ha più la forza di fwe lo stambecco e quindi aspetta solo il giorno di godersi il proprio riposo, anche se il compenso per una vita di lavoro onesto è bert misero.

Un altro tipo di anzianità è quello di persone che da 10-15 anni fanno sempre lo stesso tipo di lavoro, sia perchè vanno bene e ai capi fa comodo tenerle lì, sia perchè sono sfortunate e non si libera nessun posto davanti a loro.

A volte capita che dopo aver aspettato tanto, il posto nel frattempo divenuto libero, venga dato al solito raccomandato o a qualcuno che è riuscito a rendersi siin-

patico in alto loco, magari a spese dei suoi colleghi. Così bisogna aspettare ancora ed intanto si invecchia. Tante volte in Ferrotubi si ha l'impressione (abbastanza fondata) di essere maneggiati come burattini. Se tu chiedi di cambiare lavoro per migliorare la tua posizione devi sostenere una dura lotta e la maggior parte delle volte perdi, perchè ti viene detto che non sei all'altezza. Se invece fa comodo a loro metterti a tappare qualche buco, sono pieni di moine e di promesse di carriera. Guai a te però se ti rifiuti. Potrebbe saltar fuori che tu all'improvviso non sei più capace di svolgere un lavoro che hai fatto per tanto tempo per il quale magari ti hanno anche lodato, e in tutti i casi prima poi te la farebbero pagare. Ma il colmo è che alcuni posti di lavoro uguali per mansioni sono occupati da persone di diverso li-

vello: forse perchè uno è più bravo dell'altro? Non lo crediamo la realtà ha dimostrato che molte volte il fattore più importante per passare di categoria ed essere considerati, non è tanto la capacità personale, ma l'eA,sere visti dì buon occhio da qualche capo, magari per motivi che non hanno niente a che vedere con il lavoro, o solo perchè sì è più ruffiani. Comunque se a uno la qualifica non spetta, non si pretende gli sia data per forza. Sarebbe invece sacrosantemente giusto che la buona volontà, la capacità personale e la scrupolosità nello svolgere il proprio lavoro avessero un riconoscimento economico, in modo da premiare chi ha sempre lavorato onestamente e si appresta ad andare in pensione e di incoraggiare chi invece ha ancora degli anni di lavoro davanti a sè.

Alcuni lavoratori

PENSIERO CHE VA PENSIERO CHE VIENE

Più in alto ero più grandi i pensieri si facevano. Alcuni fuggivano via veloci più della luce scomparendo tra le stelle. Molti si posavano dolcemente sulla luna nel futuro saranno ritrovati.

Altri non si staccavano dalla mia carne per poter essere sganciati sulla terra. Eccone uno dei tanti che vola ora tra monti e mari per farsi conoscere danli uomini:

« QUANDO LA FINE DELL'UOMO OPPRESSORE? *.

GAG

lettere al

IL SUPERMERCATO AT FERROTUBI

All'incirca 5 anni fa si ritenne necessario che anche per gli operai della nostra fabbrica (seguendo l'esempio di altre aziende)

ATM, FF.SS., SIEMENS, ecc.) nell'ambito del futuro CRAL Aziendale, aprire uno spaccio che desse la possibilità agli operai di poter fare acquisti di generi alimentari a prezzi politici cercando di tutelare il più possibile il valore del salario. Dopo un attento esame dei problemi che poteva portare la suddetta attività, che ripeto doveva essere a scopo politico-sociale, si tenne una assemblea dei lavoratori ai quali vennero spiegati i motivi e lo scopo dello spaccio. Come ben si sa per l'inizio di una attività occorrono dei soldi e perciò venne fatta la proposta di trattenere L. 1000 ad ogni lavoratore per tale inizio. Oltre a ciò fu richiesto un prestito alla direzione di L. 3.000.000 per superare le prime difficoltà e da rimborsare in un certo periodo. L'inizio fu incoraggiante tant'è vero che oggi al nostro spaccio abbiamo una gamma di prodotti abbastanza varia e dal lato qualità-varietà siamo soddisfattissimi. Quel che invece lascia molto scontenti è il lato socialeinformativo, e mi spiego.

Da 3 anni a auesta parte non si conosce un bilancio dello spaccio e non mi si venga a dire che il bilancio è a disposizione di tutti coloro che lo vogliono vedere perchè in un paese socialista come noi vorremmo che fosse il nostro, tali cose venaono portate a conoscenza di tutti tramite esposizione in bacheca o tramite volantini. Ricordiamoci che noi siamo subissati da scandali, da imbrogli e mannerie che la nostra schifosa società ci propina quotidianamente ed è contro tutto ciò che noi lottiamo seguendo le linee dei nostri

dirigenti sindacali e politici, i quali non sopportano sotterfugi e vogliono che tutto ciò che succede in Italia venga saputo e letto da tutti.

Per quanto riguarda i prezzi politici, anche qui siamo in contraddizione perchè si segue la grande linea della distribuzione adottata dai supermercati e negozi, i quali ad esempio al rincaro di un tal prodotto non aspettano che si esauriscano le scorte in magazzino per aumentare il prezzo con il solo prodotto acquistato al prezzo nuovo, ma sfruttano anche quello che hanno in scorta e lo fanno pagare a prezzo rincarato e tutto ciò è una vera e propria speculazione a danno del lavoratore.

E poi i prezzi di politico non hanco un bel niente. Se consideriamo 'che confronto ai nenn7i esterni non ci sono sostanziali differenze e calcolando che il nostro spaccio non paga tasse, affitto e che chi ci lavora dentro è come se lavorasse

'in reparto, vedete che non c'è prezzo politico.

Poi in 3 o 4 anni lo spaccio ha avuto senz'altro un utile e, riconoscendo che venga adoperato (se poi viene adoperato) per aiutare il C. d. F. nelle spese per medaglie, giocattoli e propaganda politica, è anche vero che un negozio con il proprio introito mantiene la famiglia del proprietario e magari anche di qualche commesso. Per cui proporrei che con una parte dell'utile, a fine anno, vengano fatti dei pacchi regalo per i dipendenti i quali potranno acquistare codesti pacchi dal valore di L. 10.000 o L. 5.000 per esempio. Sia anche abbastanza chiaro che se non si cercherà di fare qualcosa per cambiare questo modo di gestire lo spaccio, si arriverà al punto che i dipendenti boicotteranno ciò che in 4 anni è stato fatto.

Lavaggio completo

In quei momenti ricordati sempre che sei un uomo e che perciò hai il dentro sporco di egoismo: LAVALO.

Quando lavi la tua pelle per toglierne il sudiciume, quando vuoi far respirare meglio i pori otturati, non essere inerte con la mente.
UN LAVORATORE
GAG

giornale La voce Denuncia

Nuove esperienze

lo sono uno dei nuovi assunti e devo dire che vengo da una esperienza di lavoro negativa, lavoravo in una ditta dove la parola sindacati non doveva essere nemmeno pronunciata, in una ditta dove il datore di lavoro aveva il concetto e si comportava come un padrone ed i propri schiavi.

I controlli sul lavoro erano molto assidui; si era controllati persino ai gabinetti, i quali erano trasparenti per permettere che il « padrone », guardando da una finestra potesse controllare la durata delle nostre ritirate fisiologiche.

La mensa consisteva in un gabbiotto antiigienico e umido e tutte queste carenze sono da attribuire anche riguardo alle nostre istituzioni sociali interne.

Sempre pronto a sfruttarci per i propri interessi, a volte anche con i mezzi più vili e sporchi, questo poteva accadere perché all'interno della fabbrica non avevamo nessun rappresentante sindacale che difendesse i nostri interessi.

Ed è perciò che ora entrando a far parte della Fit Ferrotubi ho capito l'importanza dell'organizzazione sindacale, l'utilità del portare avanti certe lotte per delle conquiste sociali.

Infatti fin dal primo giorno che sono entrato ho notato l'organizzazione interna. accompagnato a fare conoscenza di tutto l'apparato produttivo da un delegato.

Ecco perché alla Fit mi sono inserito bene, trovandola più funzionale; più umana, grazie anche alle lotte dei miei compagni che mi hanno preceduto.

UN LAVORATORE

delle A.C.L.I.

Ancora una volta le Acli si sono rese prodighe nel richiamare alla unità e alla responsabilità le forze sindacali su problemi di carattere sociale e di non lasciarsi strumentalizzare da quelle forze che mirano a portare il sindacato al caos.

Mi riferisco alla agitazione riguardante la revisione delle tariffe della refezione scolastica fatta dal personale insegnante e non insegnante, delle scuole materne.

Il documento delle Acli sottolinea la necessità che i costi della refezione e, più in aenerale, l'adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici comunali, devono essere affrontati dagli Enti Locali sviluppando un serio confronto con le forze sindacali (in caso contrario qualsiasi decisione, anche se motivata. provocherà incomprensioni e reazioni vivaci).

nono aver sottoilneato che la revis'one delle tariffe non solleva l'amministrazione dall' impegno di rirlu-re i costi della refezione anche attraverso la ristrutturazione del servizio, entrando in merito dei provvedimenti della giunta. Io personalmente mi associo alle Acli nueeta loro presa di nosizione c-iticando tutti coloro che dello scionero ne fanno un metodo di di'!ertimento e di sporco interesse a dannn di tutti noi cittadini (vedi osnedali. ecc.). Ecco perchè vorrei che il movimento sindacale fosse hen unito e anche pronto a 'combattere, quando occorre. in certi casi, e non lasciarsi andare alla Pigrizia, menefreghismo e pregiudizi di carattere egoistico.

p UN LAVORATORE

Sono un operaio della FIT FERROTUBI che ha bisogno di denunciare un mio caso personale. Si tratta precisamente di questo:

Ho presentato da circa 3 anni domanda per avere l'assegnazione di un alloggio decente per me e la mia famiglia da parte del Comune di Milano.

Ho fatto presente che il mio caso è urgentissimo perchè abito in un alloggio antiigienico.

Per gli accertamenti sono passati più volte i vigili, e fino ad oggi quali sono stati i risultati?

I risultati sono stati esattamente (mesti: chi aveva meno bisogno di me ha avuto l'assegnazione, mentre io, sino ad oggi, ho avuto solo in meraviglia e lo stupore dei vigili.

UN LAVORATORE

Ripulisti

Li ho scaricati tutti: delinquenti e approfittatori vari. 0-2 stanno lì ammassati l'ano sull'altro formando una montagna umana. L'hanno chiamata MONTECARNE «.

Una sorgente batta un liquido che non è acqua.

E' un liquido il niù velenoso esistente snlla terra.

Sul posto si leone chiaramente

In scritto di 'un rqrte110:

SCARICO IMMONDIZIE ». GAG

r 3 3

A PAOLO VI

Paolo VI ha parlato dal balcone del palazzo di Castelgandolfo per deplorare gli eccidi dell' Irlanda, dell'Africa australe e del Libano. Ha parlato con tono di « sincera afflizione », incoraggiando le parti in lotta a ricercare fraterne intese, condannando gli eccessi sanguinari, commuovendosi sulle vittime di tanta violenza.

Ci si poteva aspettare di più e di diverso dal « vicario di Cristo »?

Sì, ci si poteva aspettare di più, molto di più. Non si chiede al papa di prender partito su conflitti che non riguardano il suo ministero paStorale; ma gli si chiede di uscire da una generica ed ipocrita neutralità quando deve affrontare e commentare fatti che purtroppo parlano da soli. L'eccidio di Tall EI Zaatar è uno di questi: non esistono attenuanti per il modo, la ferocia, l'assenza d'ogni barlume di umanità con cui è stato compiuto. Compiuto, di più, da truppe « cristiane » che inalberano la croce sui loro vessili. Tanto maggiore, proprio per questo, avrebbe dovuto essere lo sdegno del capo della cattolicità.

Invece Paolo VI ha scambiato l'ecumenismo per indifferentismo, che è cosa ben diversa. Ha ricordalo che anche i màroniti hanno do-

vuto registrare vittime e stragi: ha fatto notare che i profughi palestinesi erano stati inizialmente accolti « generosamente » in Libano, quasi a voler insinuare nella mente degli ascoltatori che debbono dunque aver commesso soprusi gravi per indurre i loro « generosi » ospitanti a cambiare atteggiamento e scannarli tutti.

Il Cristo che il papa rappresenta non era un indifferente: la parola dell' evangelo fiammeggia come una spada quando decide di cadere sui reprobi, di difendere i deboli dal soprusi, di scacciare i mercanti dalla casa di Dio.

Quanto appare, di fronte a quel messaggio, diplomatica, calcolata, misurata su un'avara bilancia la parola del successore di Pietro e quanto poco va incontro alle attese del popolo di Dio! In un mondo dove il potere detta la sua legge spietata, il compito del papa avrebbe dovuto essere e sarebbe quello di riconoscere l'agnello sacrificale e corrergli al lato. Ma dal balcone di Castelgandolfo abbiamo sentito soltanto lo scrupolo curiale di mettersi l'anima in pace ponendo tutti sullo stesso piano. Così s'imbiancano i sepolcri, non si suscita la nuova vita.

UN LAVORATORE

Diritto alla vita

Così nasce la « Bill of the Rights » (dichiarazione dei diritti). Nasce da uomini che stanno lottando per liberarsi dalla « tirannia inglese », nasce agli inizi della guerra di Indipendenza, una guerra contro il nascente Impero Britannico. Un nemico ben strano questa Giubba ossa che accetta la guerra per una tassa di 3 cents su ogni libbra di the, un nemico ben strano se si avvale dell'alleanza di animali a due zampe, animali che sono buoni solo quando son morti, animali che si chiamano Irochesi, Moicani, Pawnee, Dakota, Cheyennes, Apaches, ma che, per i bianchi, sono solo indiani, pellerossa.

Sono proprio degli animali, vivono senza un governo (i capi sono riconosciuti solo in guerra), vivono in tende e non conoscono ancora la ruota, non cercano le comodità e il progresso, quindi non ricercano quella felicità bianca perchè non sanno cosa farsene, loro la felicità la possiedono da sempre, nella loro vita semplice sta la loro felicità.

Loro non sanno cosa significa « la proprietà » quindi non possono rubare, tutto appartiene a tutti, dal piccolo coltelln di selce alla tenda: persino i figli vengono allevati dalla tribù, non solo dai genitori che vivono e muoiono tranquilli perchè non lasciano solo nessuno.

Ma i bianchi hanno bisogno di essere più ricchi e rispettati dai loro concittadini. « Ho bisogno di nuovi pascoli ». « Su quelle colline c'è l'oro » dice l'uomo bianco; allori si caccia l'indiano.

Se la terra è di tutti è anche mia. ma la mia parte (e anche di più') deve essere solo mia.

E così un passo dopo l'altro i bia-chi arrivano ovunaue, sempre cacciando l'indiano e rinchiudendoIn nelle riserve sino a ridurlo una larva.

Così dal 4 luglio 1776 passando tra guerra, pace, rottura di trattati (nliasi sempre da parte dei bianchi) arriviamo al 28 dicembre 1890 rlove a « Ginnr.chio Ferito » gli ultimi indiani finiscono la loro ricerca della felicità sotto il fuoco delle giacche azzurre.

Ora si celebra il 2° Centenario degli U.S.A., a quando una parola (o marino un giorno di lutto) in memoria di quegli animali che hanno preferito la morte alla Felicità Bianca. Quegli animali che sono stati i primi americani?

Ad ogni SCOSSA

SOLDI

Ad ogni PIOGGIA GRANDE SOLDI. SOLDI, sempre SOLDI

Io stato, incapace ed ingiusto, chiede ai a soliti cristi ». Alla marea di ricchi

e di furbi, che nulla pagheranno, il premio per averla

FATTA FRANCA o ancora una volta. GAG

§ *** DALLA SOLITA VACCA "
" *** §
razza rroletaria

1) Cade sempre più in basso. 4) Lo è quello proletario. 16) Organizzazione internazionale. 17) L'affinchè latino. 18) Ricco quartiere romano. 19) Sono doppie in TORRE. 20) Reggio Emilia. 21) II presidente dell'imperialismo. 23) Un'azienda sempre in deficit. 25) Alla fine del conto. 27) I clerico fascisti non lo vogliono. 29) Il mercato dei capitalisti. 31) Simbolo del Berillio. 32) Misura di peso. 34) La testa dell'autorità. 36) Società abbreviata. 38) Un gruppuscolo. 39) Sigla di un cantone svizzero. 40) Iniziali della Berti. 42) Una targa delle Forze Armate. 43) Lo fumano gli hippies. 46) Artigiani preziosi. 49) A noi. 50) Voglia di non far niente. 52) Dovremmo esserlo tutti davanti alla legge. 53) Fidenza al termine. 54) Segretario di un partito che fa gli interessi dei lavoratori. 56) Le vocali di pera.

57) Eliminare la stortura. 60) Di o per nella lingua d'Albione. 61) Inghilterra. 62) Dottore. 64) Famoso pittore francese. 66) Esule... per le tangenti. 69) Ci andranno i cattivi. 73) Concittadino del Senatore bollito... 75) Negazione. 76) Provincia sicula. 77) Si è liberata dal colonialismo. 78) Pronome personale. 79) A te. 80) Il fronte di liberazione della Mauritania.

1) Multinazionale corruttrice. 2) Iniziali di Nievo. 3) Liquore americano. 4) Partecipò al golpe contro Allende. 5) Capo di un paese socialista. 6) Colpevole. 7) Regione dell'Egitto 8) Caro senza testa. 9) Ispido, pungente. 10) Lo sostituisce il dollaro. 11) Le impugnarono i partigiani. 12) Nome di Ostwald. 13) Senza fine. 14) Modena. 15) Stoffa usata dai gerarchi fascisti. 22) Ex segretario socialista. 24) Scimmia asiatica. 26) Fosca... senza limiti. 28) Monopolizza le trasmissioni. 30) Catena di grandi magazzini. 33) Fu il primo uomo nello spazio. 35) Una... nella confederazione. 37) Dissero che provocarono il colera. 39) Trasporti internazionali. 41) Ricovero per anziani milanesi. 44) Di sopra. 45) Un servizio segreto... dei padroni. 47) La voleva pura Hitler. 48) Digestivo. 49) Il mercato dei capitalisti europei. 50) Tutt'altro che coraggiosi. 51) Paese socialista. 53) Per primo importò il tabacco. 55) Davanti a... signori. 58) Fiume svizzero. 59) Ce ne sono troppi di inutili. 63) Dentro. 65) Esercito Italiano. 66) Isola dell Egeo. 67) Coseno abbreviato. 68) Vezzi del settecento. 70) Son dispari in nego. 71) Un Dario attore. 72) Iniz. di Alberti. 74) Iniz. di Pietrangeli.

I PETROLIERI SI DANNO DA FARE PER OTTENERE UN NUOVO AUMENTO DEL ?RENO DELLA f BENZINA ,ll

53 se sy (11 444 43 ORIZZONTALI VERTICALI 47 50 41 ...NUOVOGOVERNO NUOVO/MENI° ' O CF
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PROLETARIO

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