Crisi economica politica e morale
Che l'Italia sia oggi in crisi sono tutti d'accordo. I più preoccupati sono i più seri, chi questa crisi la prevedeva ed ha sempre cercato di evitarla. Come sempre nei momenti di crisi a pagare sono i più poveri, i disoccupati, i pensionati, i lavoratori a basso reddito.
E questa crisi non ha le caratteristiche di quelle passate nelle quali il sistema si è dato una aggiustata e poi ha avuto la capacità di ripresa. L'industria italiana sulla cui espansione deve basarsi la ripresa economica è malata, non è competitiva. Alcuni dicono che è colpa dei salari dei lavoratori, dell'assenteismo, eppure i salari pur essendo aumentati negli ultimi anni sono ancora i più bassi dell'Europa e le percentuali delle assenze sono ai livelli degli altri stati. Altri in modo più onesto dicono che la colpa è del costo del lavoro e quindi anche del livello tecnologico degli impianti produttivi.
Certamente in tutto questo un dato è vero, sono venuti al pettine tutti i nodi di un sistema produttivo basato sul consumismo, sui bassi salari, sullo sfruttamento dei lavoratori e tutto questo rende difficile la ripresa economica se non si cambiano gli indirizzi di fondo.
In una situazione tanto grave e difficile, in cui la minaccia d'inflazione e le manovre speculative sulla moneta sono un costante perico-
lo è indispensabile che tutto il popolo italiano capisca che sono necessari sacrifici e che sia disposto a farli. Soprattutto i lavoratori che vedono minacciato il loro posto di lavoro questo lo hanno capito, loro sacrifici ne hanno sempre fatti e quindi sono pronti.
Ma qui viene la nota dolente. Sacrifici per che cosa? per ridare fiato a questo sistema economico sbagliato? sacrifici per permettere agli speculatori di continuare a speculare? sacrifici per permettere agli industriali, assenteisti negli investimenti, di continuare a portare all'estero i loro guadagni? Oppure sacrifici per cambiare le cose.
Oggi tutti o quasi tutti sono d'accordo cte bisogna cambiare, almeno a parole.
Ma come si fa ad avere fiducia se a gestire i frutti di questi nostri sacrifici sono i responsabili di questa situazione? Un governo che oggi pretende realismo e confessa tranquillamente che le tasse ai ricchi non è possibile farle pagare con l'attuale sistema fiscale da loro creato, e quindi inventa di volta in volta delle supertasse più o meno ingiuste in nome del realismo e della necessità di urgenza.
Il vero problema non è che gli italiani non sono disposti ai sacrifici ma che questo governo manca del prestigio necessario per chie-
derli. Gli italiani non hanno fiducia in questa gente protagonista di tanti scandali sempre impuniti. E tutto questo può sembrare paradossale a così breve distanza dal voto del 20 giugno.
Si è creato nel paese un clima dove la solidarietà, lo spirito collettivo, la visione generale dei problemi del paese, i sentimenti che fanno mettere in seconda fila gli egoismi personali e di categoria, sono ingenuità se non stupidità.
Il culto che impera oggi è quello del furbo non quello dell'onesto.
E non si dica che la colpa è del popolo italiano, della sua natura.
Se chi ci governa queste cose le ha capite e vuole veramente cambiare non ha che una strada da percorrere, riconoscere gli errori, isolare e punire i disonesti, dare al paese un governo che rappresenti la stragrande maggioranza degli italiani dove siano presenti i partiti dei lavoratori. Questo è il solo governo che può dare le necessarie garanzie politiche e morali al nostro popolo e che quindi può chiamare il paese ai sacrifici necessari per superare la grave crisi economica, dare ai giovani una prospettiva per la quale lottare, per fare dell'Italia un paese libero e democratico dove la giustizia sociale abbia a realizzarsi.
ConsiglioRELAZIONE COMMISSIONE SANITARIA SUI FORNI A CAMPANA
PREMESSA
Il giudizio che la Commissione Sanitaria esprime per una valutazione complessiva del reparto Forni a campana è basata sui criteri della prevenzione e del rispetto della salute psicofisica e del comfort di tutti i lavoratori addetti.
Inoltre ricordiamo che in virtù degli accordi tra Direzione e C.d.F. sul trasferimento (Milano-Corbetta) per il medesimo reparto vi fu un'indagine soggettiva dei lavoratori mediante questionari in cui si evidenziarono tutti quegli aspetti di nocività e di pericolosità dell'impianto, che riguardavano problemi di spazio, di temperatura, di aspirazione e di esplosioni.
La Commissione Sanitaria si è fatta promotrice di tutte le iniziative necessarie, mediante una precisa richiesta alla Direzione di consultazione tecnica tramite l'ENPI e con i lavoratori addetti ai fini di avere un quadro complessivo.
L'intervento della Commissione Sanitaria si è orientato su due filoni:
1) Omologazione dell'impianto in esercizio (cioè abbiamo preteso che il giudizio di collaudo dell'impianto fosse dato sia per competenza e sia per conoscenza tecnica) da Enti pubblici quali l'ENPI rappresentata dall'Ing. Caramazza.
In una verifica a tavolino con la presenza delle parti (Direzione - Enpi - Commissione Sanitaria e delegato del Reparto) si è cercato di stabilire e di indicare tutte quelle misure, atte a garantire la sicurezza dell'impianto nella sua fase di esercizio.
La direzione ne ha preso atto per le dovute modifiche, e successivamente c'è stato un sopraluogo di verifica dello stesso Ing. Caramazza, per controllare nella fase di prova d'esercizio dell'impianto, tutte le questioni inerenti alla sicurezza, previa una relazione da parte dell'ENPI con indicazione di tutte le modifiche.
Il giudizio complessivo dell'ENPI
con dichiarazione sottoscritta, sia per le norme di conduzione dei Forni a campana, e sia per la conduzione dei Fornetti per atmosfera controllata di omologazione è stato positivo.
L'ENPI si riserva a dei Controlli periodici sull'applicazione totale di tutte le indicazioni già relazionate. La relazione ENPI è allegata alla presente.
2) Indagine ambientale. Cioè noi abbiamo preteso che vi fosse un'indagine ambientale ai fini di verificare e convalidare una situazione relativa al microclima (temperatura calore radiante, rumore, spazi), problemi già denunciati dai lavoratori. E' in questa fase che prestiamo più fede alla soggettività degli operai, i quali subiscono sistematicamente una situazione che alla lunga inevitabilmente danneggia la loro salute.
L'indagine è stata eseguita dalla Commissione Sanitaria con l'assistenza di un ente pubblico. Abbiamo fatto in modo che i tempi per ottenere i risultati dell'indagine ambientale fossero ridotti al minimo, soprattutto perchè il periodo di prova che avevamo consentito alla Direzione per il funzionamento dei
forni a campana, è cessato, fino a quando non verranno risolti questi grossi problemi che noi riteniamo estremamente pericolosi (calore radiante, rumore, spazio).
Da ciò è facile capire che non c'è ancora una condizione ambientale che si possa giudicare sicura, ai fini della prevenzione e della tutela della salute dei lavoratori.
Vi sono condizioni di rischio che proprio in fase di ristrutturazione non avrebbero più dovuto esistere, mentre ci accorgiamo che dobbiamo rincorrere la soluzione di alcuni problemi che negligentemente vengono messi da parte dalla nostra Direzione.
Questo naturalmente pone un interrogativo a tutto il C.d.F.: fino a che punto è valida la linea che si è portata avanti nella nostra fabbrica per i problemi dell'ambiente di lavoro?
Noi dobbiamo fare in modo di rafforzare i criteri della prevenzione, con posizioni più rigide nei riguardi della controparte e dobbiamo impedire che questi problemi vengano affrontati con superficialità. Non deve essere mai dimenticato che si decide sulla pelle dei lavoratori.
LA CRISI
La crisi energetica che da diversi anni travaglia I' economia mondiale sta vivendo la sua fase più acuta nei paesi industrialmente meno sviluppati o privi di materie prime, come l'Italia, in cui l'agonizzante economia sta attraversando il periodo più oscuro della sua storia repubblicana. Gli italiani, illusi dal falso perbenismo e dallo strombazzante boom economico degli anni sessanta, sorretti da una macchinosa pubblicità, si votarono al più sfrenato consumismo da grande nazione industriale.
I nostri imprenditori ignoravano altre strade che portassero all'allargamento del mercato e a nuove espansioni industriali e preferivano sfruttare a mani basse, ciò che il mercato consumistico offriva.
Con la mira del profitto economico immediato (e con il beneplacito dei nostri governanti), non hanno programmato quegli investimenti necessari per prevenire la concorrenza dei paesi industrialmente pi ricchi e, di conseguenza, la crisi.
Con una politica deleteria, contribuirono all'accentramento industriale in quelle zone industrialmente ricche, favorendo così l'esodo dalle canpagne verso le città, creando così l'aggravante assembramento demografico urbano, con i suoi molteplici problemi sociali e il proliferare inoltre di quegli enti parassitari basati quasi esclusivamente sul clientelismo politico-speculativo, anche se in misura minore, contribuiranno all'affossamento della nostra economia. La grande trascuratezza con cui è stata portata avanti la nostra agricoltura che ora pesa con tutta la sua gravità sul bilancio déi pagamenti con l'estero (e pensare che siamo un paese agricolo).
E da qui il proclama del nostro governo, per bocca dell'on. Andreotti, rivolto ai lavoratori perchè facciano ancora grossi sacrifici per combattere l'inflazione. I lavoratori rispondono, al nostro presidente del consiglio, che i sacrifici
li hanno sempre fatti, solo che il governo non ha fatto niente per ricompensarli. Ora, noi lavoratori, prima di fare dei nuovi sacrifici, chiediamo una contropartita al Governo, cioè maggior potere ai lavoratori, ma non nella gestione del potere, bensì nella partecipazione per combattere questa crisi che deve essere passata come una cosa irripetibile, convogliando i nostri sforzi in un grosso sviluppo industriale nel mezzogiorno e la piena occupazione; un controllo sugli investimenti produttivi da parte dei nostri rappresentanti sindacali, per una piena espansione, per una ripresa sulla linea economica nazionale nel contesto europeo; un rilancio della nostra agricoltura, portando avanti quella politica di risanamento strutturale e
creare così quelle riforme a beneficio dei lavoratori della terra e non dei latifondisti.
Chiediamo inoltre una rivalutazione del ruolo della donna, nell'ambito della nostra società, perchè non sia sempre e maggiormente la sola a pagare le deficienze; la riforma ospedaliera, la riforma della casa, la riforma della scuola, sono tutti problemi insoluti che i lavoratori aspettano e vogliono. La salvaguardia del salario contro le speculazioni di mercato nel valore d'acquisto della nostra moneta, questo chiedono i lavoratori in cambio dei sacrifici, perchè non bastano i sacrifici per superare la crisi, se poi si cade ancora nell'immobilismo politico.
UN LAVORATORE
Corrazzaturapelle
Fitti fiocchi di neve sul mio vestito sui capelli bianchi. Sono un bianco ancor più bianco. Così affantoccíato mi fermo, mi irrigidisco le pallate mi prendo. Non grido, subisco. Incassator vissuto, indenne da mille mille bufere, ormai più non mi stanga nemmen la valanga.
ANALISI INFORTUNISTICA
Quando ero un ragazzo spesso sentivo ripetere che il lavoro veniva pagato con un contributo di sangue o con la vita da parte del lavoratore. Stentavo a crederci e, non avendo mai lavorato, pensavo dentro di me: « Le solite esagerazioni, le solite balle ».
Poi, come spesso nella vita capita, è capitato anche a me il dover sbattere la testa nella realtà e la mia incredulità è stata smentita dall'aver assistito e dall'assistere quasi ogni giorno ad infortuni.
Alcuni lavoratori « fortunati » (nella sfortuna di farsi male) se la cavano con danni lievi; altri ne portano i segni per il resto della loro vita, altri ancora pagano con la vita stessa.
Molteplici sono le cause dell'infortunio che vanno dal non rispetto delle basilari norme di sicurezza, alla disattenzione, al caso, alla mancata prevenzione antinfortunistica.
Nella nostra ditta FIT-Ferrotubi le cose non sono di meno dell'ambito nazionale, anche se la • protezione di S. Ferrotubino » fa in modo che più di qualche infortunio non si trasformi in una lapide.
A questo proposito voglio riportare alcuni dati — 1967-72 Stabilimento di Milano — riguardanti i nostri infortuni che hanno causato quattro giorni e più di assenze:
1967 - 244 infortuni pari a 3.555 giorni persi;
1968 - 212 infortuni pari a 3.205 giorni persi;
1969 - 181 infortuni pari a 2.395 giorni persi;
1970 - 178 infortuni pari a 1.969 giorni persi;
1971 - 170 infortuni pari a 2.305 giorni persi;
1972 - 178 infortuni pari a 2.101 giorni persi.
A Corbetta le cose non sono andate meglio nel 1973 e 1974, basta vedere i dati riguardanti il
1975 - 204 infortuni pari a 2.263 giorni persi.
Interessante credo sia il sapere che, se per malattie siamo al di sotto della media nazionale, per gli infortuni invece siamo al di sopra di tale media, e a questo proposito la Commissione Sanitaria richiama noi tutti ad una maggiore vigilanza su tutto ciò che può causare infortunio con denunzia perentoria di rimozione di tali cause.
Responsabilizzazione individuale all'uso di tutto ciò che è materiale antinfortunistico: guanti, occhiali, tute, scarpe, ecc. ecc.
Sul fattore scarpe, dietro richiesta dei lavoratori si è fatto in modo che ognuno possa scegliersi le scarpe che più gli siano comode, dalla bassa allo stivaletto. Questo però fa in modo che ognuno sia responsabile della sua scelta e che
PREGHIERA
Sant'arabo, arabo santo.
Signore e padrone dell'energia a te ci rivolgiamo ti supplichiamo.
Dacci oggi sempre li barile di petrolio quotidiano che ci permette di soddisfare tutti i nostri bisogni.
Non infierire sul prezzo anche se, contrariamente, nei riguardi tuoi abbiamo sempre calcato la mano. Da te oggi dipende la nostra vita.
Debitori come siamo, chiedici ogni cosa che ti sarà fatta.
Perdonaci se in passato
anche coloro che lavorano con zoccoli e pantofole utilizzino scarpe antinfortunistiche, tanto più che sono gratuite.
Ancora a proposito delle scarpe, quando scegliamo è necessario tenere sempre presente che più di qualcuno cammina zoppo per i tendini tagliati.
I guanti, le scarpe, gli occhiali, sono quei ripari che riducono gli infortuni giornalieri, e se ognuno di noi si impegna a contribuire che questi diminuiscano, coloro che noi tutti abbiamo proposto possono maggiormente impegnarsi con più tempo e più forza verso altri problemi importanti di carattere generale come il rumore, l'inquinamento e l'indagine ambientale.
Con l'inizio del prossimo anno la Commissione Sanitaria esporrà dei cartelli figurativi come richiamo all'attenzione degli infortuni.
Pur sapendo che non è con i cartelli che si risolvono i problemi di questo genere, questa iniziativa serve semplicemente per fare in modo che la nostra attenzione sia sempre viva.
Bene o male teniamo sempre presente che l'infortunio oltre che colpirci sulla nostra pelle, anche se non subito a lungo andare può avere riflessi negativi nel contesto della vita sociale.
UN LAVORATORE
ti abbiamo trascurato. Davanti alla tua potenza ci prostriamo rinnoviamo, onde poter vivacchiare non morire spenti, il continuo rifornimento dei tuoi barili pieni d'energia. Con la speranza che COSI' SIA.
Corbetta
E' il ridente paesotto dell'hinterland milanese, dove la nostra ditta ha impiantato pochi anni fa, il nuovo stabilimento. Proprio su questo aggettivo « nuovo », mi voglio soffermare. A vederlo, questo stabilimento, sembrerebbe vecchissimo, sembrerebbe avere la stessa età di quello di Milano. Là a Milano, tutto cominciava ad essere decadente, tutto stava andando allo sfacelo, ed è quello che sta succedendo anche per lo stabilimento di Corbetta. Non credo che tutto questo sia dovuto alla noncuranza di chi ci lavora, ma piuttosto, credo che sia dovuto al modo in cuí è stato costruito.
E adesso vi voglio un po' parlare dei fatti di cui sono venuto a conoscenza e che mi hanno lasciato alquanto sconcertato.
Il fatto più paradossale è quello accaduto al raccordo ferroviario, per cui qualche settimana fa si sono dovuti cambiare tutti i traversini di legno che sostengono i binari, perchè erano marci, e molto probabilmente si dovranno cambiare anche i binari. Se si pensa che solitamente questi traversini durano dai 25 ai 30 anni alle ferrovie italiane, lascio a voi le conclusioni.
Altro episodio riguarda la costruzione a « pagoda » dell'ufficio spedizioni. Tutto è andato male fin dalla costruzione, a partire dal cedimento del pavimento. Poì dalla sua costruzione ad oggi, le volte che le piastrelle si sono staccate dal pavimento non si contano più, tanto che i muratori non fanno in tempo a terminare i lavori da una vol-
ta all'altra.
C'è poi anche il riscaldamento, al magazzino spedizioni, che non funziona e per il quale si è avuta la dabbenaggine di acquistarlo in Belgio. E' dai primi freddi di quest'anno che la caldaia è andata in fumo, e dopo aver battuto i denti dal freddo per tutto l'inverno, se va bene, il pezzo di ricambio, arriverà dal Belgio, l'estate prossima.
Un altro fatto irrilevante è che quando piove, sembra quasi di essere all'esterno, tanta è l'acqua che gocciola dal soffitto. Problemi di acqua dal soffitto e sollevamenti del pavimento si sono avuti anche in mensa e nella palazzina, ma per il momento sembra che tutto si sia sistemato.
E tutto questo è successo per il fatto che all'atto della costruzione dello stabilimento, si sono usati dei materiali scadenti e che non potevano durare nel tempo. Ma a quell'epoca, qualcuno doveva far vedere che era in grado di far risparmiare dei soldi alla ditta, e quindi, taglia un po' di mano d'opera, taglia un po' sui materiali e alla fine dei tagli ecco il bel risultato: lo stabilimento di Corbetta. Certo questa gente avrà sicuramente fatto carriera, e tutto questo distruggere per poi ricostruire quello che si è fatto male allora, probabilmente adesso non ha più molta importanza, ormai costoro hanno le spalle coperte e se anche si continuano ad aprire delle commesse per effettuare questi lavori, il fatto non li riguarda ormai più.
UN LAVORATORE
grande importanza, e quello delle bustarelle.
Il Paese sta attraversando un gran brutto momento, vi è un susseguirsi di fatti gravi (alluvioni, terremoti, frane) e l'ultima una tantum è stata fatta a favore dei terremotati del 4 maggio in Friuli.
Non si sperava, come dicevano i nostri ministri, che nel giro di pochi mesi si fosse ricostruito il Friuli (non ripetendo così la tragica esperienza del Belice) ma constatiamo a distanza di 9 mesi che c'è ancora della povera gente costretta a vivere nelle tenoopoii.
Se noi fossimo sicuri che i soldi, da noi versati, siano andati tutti a quella gente, saremmo anche disposti a contribuire, nel caso ci fosse ancora bisogno, ma questo non succede.
Noi sappiamo (quasi con certezza) che con i nostri soldi prima mangiano gli « affamati » (i pesci grossi) poi i rimanenti li daranno agli sfortunati.
Certo che non si salvano le persone del Friuli, con le varie visite dei senatori e degli onorevoli o amici d'oltre Oceano che in quelle occasioni hanno qualcosa da dire ma che poi alla fine non fanno nulla.
Un altro argomento riguarda il furto fatto agli italiani con le famosissime bustarelle. Assistiamo giorno per giorno alle dichiarazioni degli ex ministri incolpati che in qualche modo, chi più chi meno, si scolpano di tutto quello che gli viene accusato.
Anche questo è un fatto che ci lascia perplessi; ma è mai possibile che in un paese dove c'è, così dicono molti oratori, una « democrazia » non si possa ynai sapere che fa questo o quel ministro durante la carica ministeriale e come conduce la gestione di questo o nuell'ente?
Questo non per fare l'inquisitore ma proprio per evitare quelle gestioni (attualmente esistono ancoca) basate sulla burocrazia e sulle bustarelle.
Vorrei trattare, in modo molto Semplice, alcuni errori commessi dai nostri ministri ed ora, forse più di prima, dal nuovo presidente del consiglio Andreotti.
Potrei elencare centinaia di problemi di grande e piccola impor-
tanza ma in questo mio articolo vorrei ricordare, forse perchè come si suol dire argomenti del giorno, i seguenti argomenti: una spessum, pardon, una tantum data già due volte, dai ministri agli italiani, come salvataggio di problemi di
Se avessimo una commissione inquirente con reali poteri, come i vari concorrenti della trasmissione abbinata alla lotteria Italia CHI?, che per scoprire il colpevole impiegavano solo una settimana, in questo momento i colpevoli pagherebbero le loro colpe e le persone potrebbero dire: FINALMENTE! LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI.
Chi fa per se, pensa per tre
lettere al
DIFENDI LA VITA
SE VUOI LA PACE, DIFENDI LA VITA
E' nostro dovere, partendo da questa frase, esporre e commentare questi problemi a tutti quelli che con sincera coscienza amano la promozione dell'uomo.
L'intangibile sacralità della vita ci deve impegnare a difenderla su ogni fronte, a ogni costo. Bisogna che tutti gli uomini di retto sentimento si rendano conto dei pericoli che nel nostro tempo con gravità crescente insidiano la vita.
L'inquinamento e lo sfruttamento selvaggio della natura colpisce la vita non ín se stessa, ma nei beni indispensabili alla sua esistenza. I cieli sono sporchi, l'aria è contaminata, l'acqua muore, le città mancano di verde, il suolo è manomesso.
Questi delitti contro l'ambiente vitale trovano la loro prima spinta nell'ingordigia di sempre maggiori guadagni. I beni della terra sono abbondanti, ma non illimitati. L'avidità degli uomini di oggi non contristi la generazione presente e non divori i mezzi di sussistenza della generazione futura.
Gli effetti tossici della diossina possono e devono insegnarci molte cose al riguardo.
Il pubblico potere, certo, dovrà vigilare e intervenire con leggi sagge e tempestive. Ma le leggi non saranno pienamente efficaci, 'se non quando saranno divenute convinzione di coscienza nei responsabili delle attività industriali e nelle coscienze individuali.
Attentati ancora più gravi alla vita dell'uomo si compiono quando si avvelena la sua normale attività morale e psicologica e, in definitiva, si giunge a disgregarne la personalità, si allude alla duplice piaga della pornografia e della droga, sotto le quali si nascondono trame di infami commerci. La pornografia si .avvale di un malinteso diritto alla
libertà di espressione. La droga si sta diffondendo paurosamente e ormai ha raggiunto anche i giovanissimi, che sono i più vulnerabili.
La coscienza umana non deve temere di reagire con fortezza e saggezza, ricercando i mezzi pratici più efficaci per arginare il contagio velenoso dei cosiddetti « paradisi artificiali ».
Tuttavia bisognerà sempre ricordare che la lotta più proficua contro la droga è quella preventiva. Ma soprattutto è necessario che la FAMIGLIA ritorni ad esere un luogo di caldi e intensi affetti, e sappia trasfondere nei figli valori grandi e non deludenti, insegnando loro una vita non consumistica, la quale aiuta a creare vuoti nell'anima per cui la droga entra tra la gioventù e ne fa strage.
La nostra voce si deve ancora levare a difesa dei malati. Le rivendicazioni dei propri diritti da parte degli operatori ospedalieri non possono e non devono conculcare i diritti di terzi, tanto più se deboli e indifesi come i malati. E' crudeltà inammissibile in un paese che si dice ci Aie disturbare la quiete sacra della sofferenza con clamori di certa propaganda sindacale e che non hanno legami con il movimento democratico, esporre a repentaglio la salute dei ricoverati ostacolando le cure prescritte dai medici, mettendone in pericolo la stessa vita.
Delitto contro la vita è anche la violenza che troppo spesso arriva ai ferimenti e all'omicidio. Abbia come motivo l'avidità di denaro oppure l'odio politico la violenza è sempre egualmente condannabile da qualunque estremismo provenga, nessuna prospettiva di cambiamento sociale può assolvere chi, ripetendo il gesto di Caino, percuote e uccide il fratello.
Fin quando nelle scuole, nelle vie, dai mezzi di informazione, i giovani assorbiranno stimoli all'odio, le armi continueranno a esplodere e scene da guerriglia a funestare le nostre città.
Ma il fine più arrogante e minaccioso contro la vita si chiama aborto. Anche secondo le più aggiornate risultanze della scienza, fin dal concepimento si ha una vita umana già caratterizzata e inconfondibile, che esige protezione e rispetto. Questa vita, appunto perché è umana, non può soggiacere all'arbitrio dispotico di nessuno.
Occorrono provvidenze economiche e assistenze sanitarie per le madri che aspettano un figlio, con particolari attenzioni sociali per le madri nubili. Ma prima ancora occorre superare l'attuale permissività senza limiti. Necessita a questo proposito mettere in guardia dall'offuscamento morale che viene operato fino a far dimenticare la presenza di una vita umana che viene soppressa con l'intervento abortivo. Si sta ancora discutendo sull'aborto, e già appare all'orizzonte il pericolo dell'Eutanasia. Non abbiamo bisogno di spendere troppe parole per riprovare questa ipotesi mostruosa. Se la vita umana non è ritenuta sacra in tutto l'arco della sua esistenza, dal primo all'ultimo istante, chi la salverà più dall'egoismo interessato e brutale? Una volta legittimata anche solo per qualche caso l'uccisione del malato e del vecchio, chi salverà più l'uomo dall'uomo?
Come abbiamo detto all'inizio ci siamo sentiti in dovere di esporre questo nostro pensiero polche riteniamo che le questioni su esposte devono esulare da qualsiasi posizione politica;ma devono interessare ogni singolo individuo, ed a cui ognuno deve sentirsi responsa-
bilizzato come uomo di libera coscienza.
Due lavoratori
il giornale Fabbrica modello
Questa lettera tratta un problema assai importante: - La vita ». La redazione è convinta che quanto sopra scritto sia momento di una discussione tra i lavoratori (anche scrivendo al nostro giornale) per tutto ciò che concerne questo tema.
E' fuori dubbio che la società consumistica non ha nessun rispetto della vita ma noi riteniamo che problemi cosi scottanti come la droga, la pornografia, la disoccupazione, la nocività, non possano essere paragonati al problema dell'aborto.
Senz'altro, all'uscita di questo giornale, la legge sull'aborto sarà stata già approvata e noi, come redazione, invitiamo tutti a leggere il testo della legge in quanto da lì si potrà valutare se, questa, salvaguardi più o meno il diritto di ogni persona, cioè la « vita ».
Vorremmo comunque rendere noti i primi due articoli che senz'altro hanno un serio significato.
Art. 1: Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela il rispetto della vita umana dall'inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite ed è consentita nelle circostanze e nel modi previsti dagli articoli presenti.
Art. 2: L'interruzione volontaria della gravidanza, entro i primi novanta giorni, è consentita quando la gravidanza, o il parto, o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di malformazioni o anomalie del nascituro.
La Redazione
Assistendo all'ultima Assemblea con sciopero indetta dal C.d.F. per discutere in merito alla nostra piattaforma interna, mi è stato dato di sentire una frase detta da un nostro compagno che mi ha fatto sorridere; la frase era: » Alla F.I.T.Ferrotubi non facciamo spagnolette ma tubi, perciò non possiamo pretendere il silenzio nella lavorazione, ecc. ecc. ». Bene compagni, è vero che nella nostra fabbrica facciamo un genere di lavoro non proprio impiegatizio, ma è anche vero che il concetto uomo-macchina-lavoro-rendimento è impostato in modo sbagliato, intendiamoci in modo volutamente sbagliato.
Volutamente sbagliato perchè ci si aspettava che, con una nuova fabbrica, la direzione si staccasse appunto dai dogmi padronali soliti e attuasse, finalmente, quello che ci si aspettava, vale a dire rendere la macchina serva dell'uomo, rispettarne la sua salute, la integrità fisica, la monotonia del lavoro a catena, e non il contrario. Voglio portare alcuni esempi: sul decapaggio continuo le fumane sono dovute a vapore che, mandato a contatto con acido solforico a circa quindici atmosfere al passaggio del nastro, si espande nell'aria trasformandosi in anidride solforosa. Orbene, questa essendo più leggera dell'atmosfera va verso il tetto del capannone dove incontra aria fresca e si condensa tornando a diventare acqua mista ad acido ohe in microscopiche particelle cade a pioggia per tutto il reparto.
La stessa cosa, anche se con diversi additivi chimici (comunque
sempre a base di acidi) succede nel decapaggio delle trafile. Il rumore un po' ovunque, ma soprattutto alla G 1, GG 1, M 4 supera di molto i 100 decibel, misura ritenuta massima sopportabile per il corpo umano.
Il rivestimento, malgrado le spese e gli accorgimenti presi, rimane pur sempre un reparto punitivo e nocivo. Le puntatrici fanno sempre un casino d'inferno. Lo scarico dei forni al reparto finitura si sente stando in mensa a mangiare. Resta da vedere, quando andranno in funzione i forni a campana, i risultati che daranno alla salute di quelli che ci lavorano vicino.
Questi sono pochi esempi di come il concetto uomo-macchina-ambiente-lavoro-rendimento viene applicato nella nostra fabbrica.
Malgrado ciò la Direzione, quando noi facciamo le rimostranze, risponde in modo a dir poco equivoco e provocatorio, e noi siamo incerti se fare la lotta dura oppure no.
Con la scusa della crisi strumentalizzata ci ricatta mettendo in forse il posto di lavoro, tenendoci in uno stato d'incertezza e dividendo in due o più frazioni la classe lavoratrice. Ci dobbiamo ricordare che l'arma del dividere è la forza primaria direzionale. lo dico ora che se dobbiamo fare la lotta dura, per salvaguardare la nostra salute, il potere di acquisto della nostra busta paga ed infine la nostra dignità di uomini facenti parte della società, ben venga: ci troverà tutti uniti.
lettere al I sorteggi DIMISSIONI
In parecchi anni che lavoro in Ferrotubi, mi è capitato spesso di trovarmi di fronte a cose strane, difficilmente spiegabili sia per me, che per i miei colleghi, quelli che, naturalmente, sono al di fuori del giro delle « menti ».
Una di queste è la stranissima e improbabile coincidenza per cui tutti gli anni al momento dell'assegnazione annuale degli abbonamenti ai vari settimanali e periodici, buona parte dei nomi « sorteggiati » (naturalmente a porte chiuse) sono sempre gli stessi.
Verrebbe quasi da domandarsi come mai questi signori non siano tutti milionari, vista la sfacciata e ricorrente fortuna che si ritrovano, se poi non si notasse che per un'altra stranissima coincidenza la mag-
gior parte di queste persone o sono simpatiche alla direzione o sono vicine al C.d.F.
A questo punto, visto che ad estrarre gli abbonamenti durante la pausa di mezzogiorno si impiega troppo tempo e per dissipare tutti gli interrogativi e le illazioni esistenti, vorrei proporre alcuni accorgimenti: al termine dell'estrazione di tutti i regali, sí dovrebbero estrarre i nomi di 4 o 5 dipendenti che possano fare da testimoni ai « sorteggi a porte chiuse « o in alternativa istituire una rotazione dell'assegnazione degli abbonamenti di modo che nel giro di un determinato periodo possano beneficiarne tutti i lavoratori.
UN LAVORATORE
Oggi le comiche
Si tratta ormai di un ieri, sono passati un po' di giorni, ma io mi voglio riferire a giovedì 13 gennaio e le scenette si sono svolte nel parcheggio.
Tutto è successo a causa dell'abbondante nevicata e della successiva gelata, per cui salendo sulla neve ad un certo punto le gomme slittavano e coloro i quali sono venuti a lavorare in macchina si sono trovati costretti a lasciare le proprie vetture sparse nel parcheggio i,err la impossibilità di muoversi.
Tutto ciò ha fatto sbellicare dalle risate molti, sia all'arrivo che alla
partenza. Effettivamente c'era proprio da ridere.
Quello che invece non ha fatto ridere, è che coloro che sono a capo di determinati reparti hanno un po' sorvolato sul problema del parcheggio, prova ne sono le tettoie che avrebbero dovuto essere poste a copertura del parcheggio stesso e che invece, a distanza di anni, non sono state ancora attuate.
Ci auguriamo che non accadano più fatti del genere e che le tettoie siano impiantate al più presto.
UN LAVORATORE
Ed ecco che un altro nostro compagno di lavoro se ne va, ma non clamorosamente come quelli che lo hanno appena preceduto, questo è una persona in gamba, una persona che non ha altra colpa se non quella di aver fatto sempre il proprio dovere. Lo ha dimostrato in ogni occasione di essere in gamba, ma malauguratamente non aveva parenti o amici influenti che lo proteggessero e lo aiutassero a salire gli scalini permettendogli quindi di avere la carriera assicurata con uno sforzo minimo.
La sua richiesta di avanzamento, suffragata solo dal suo onesto lavoro, non era sufficiente e quindi il passaggio gli è stato negato.
Come per ironia del destino, quel posto che doveva essere suo, è stato dato al solito raccomandato che magari non svolgeva un gran lavoro, ma aveva le spalle più che protette.
A questo punto non rimangono altro che le dimissioni.
Queste cose dovrebbero farci molto riflettere e se fosse possibile evitare che accadano.
Per finire voglio porgere un caloroso saluto a nome di tutti i lavoratori, a questa persona che se ne va, per tutto quello che ha fatto per la nostra fabbrica e per la stima che si è meritato lavorando con noi.
giornale Tuoni - fulmini - saette
Ci sono grosse novità nell'Olimpo (della FIT-Ferrotubi), mutamenti dirigenziali sono avvenuti.
Dal momento della dipartita del dott. Caracciolo, che ha lasciato la ditta nelle mani di noi lavoratori, la fauna dirigente si è mossa guerra senza esclusione di colpi. Chi aveva perso un round qualche anno fa, finalmente ha vinto la sua battaglia e anche il suo desiderio si è avverato. La via ufficiale si è appena espressa, ma Radio Fit attraverso i suoi canali ufficiosi, aveva preannunciato da tempo grosse novità anche nell'ambito del nostro stabilimento oltre che in sede e a
Sestri Levante.
Si tratta di una ristrutturazione dell'ufficio personale, che si troverebbe così ad avere due capi generali, i quali, coordinerebbero Corbetta, Sestri, Sede e depositi, ed alcuni sottocapi per Sestri, per Corbetta, per la Sede e per le Filiali.
Malauguratamente non si è potuto accontentare tutti, purtroppo qualcuno che si sentiva già dirigente, è stato estromesso dal gioco dei potenti. Così, giunti a questo punto, non vorremmo che tutte queste dispute per il « cadreghino » si risolvessero in un danno per noi lavoratori e non vorremmo nemme-
no che tutto questo stesse a significare che si sta attuando una nuova tattica per respingere con più forza tutte le richieste avanzate e che si avanzeranno da parte della fabbrica.
Di positivo c'è che d'ora in avanti la direzione non potrà più nascondersi dietro il paravento di non aver sufficienti poteri decisionali, come ha fatto spesse volte fino ad oggi, ora finalmente sono state fissate le cariche, e nessuno potrà sfuggire più alle proprie responsabilità.
UN LAVORATORE
La « magna » pompa
Erano belle variopinte piene d'energia. Si presentavano in « pompa magna rovesciando, allegre, fiumi di carburante nello stomaco delle vetture.
Erano tante sempre più si moltiplicavano. Attendevano, rigide ed importanti, che l'amatore le facesse scattare.
Erano le famose pompe della benzina del gasolio.
Ora, mentre una parte di esse ha finito di vivere, le altre
non si presentano più in « pompa magna ■, ma in « magna » pompa per volere dello stato. La lo'-o funzione non è più quella di dare energia, ma di prelevare energia ai possessori di veicoli a motore. La canna non getta più i litri, ma le goccie. Ogni goccia un barile di soldi. Prosciugate le tasche dei poveri e dei meno poveri, stanno attaccando quelle dei ricchi.
Lavoro inutile perchè essi hanno le possibilità di « litrare • le goccie
al punto chè il contagoccíe conta per loro ancora litri. Ridotte in « povero stato «, le installate in povero stato oggi lacrimano perchè sanno che fa loro fine è quella di morire d'inedia. Quelle poche che sí salveranno ne vedranno di tutti i colori, perchè il popolo gabbato attende che l'ultima goccia faccia travasare il vaso. Dopo di che, ritornerà il potere energetico.
LEGGE 37
La legge regionale 37 del 1972 apre nel nostro territorio una grossa fessura, mettendo in luce ancora di più il nostro sistema sanitario disorganizzato ed ormai superato dalla nuova concezione della prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni.
Questa grossa novità non solo apre la possibilità di realizzare con nuovi metodi la risoluzione degli ambienti di lavoro, ma è un valido supporto alla questione partecipativa stabilita pure dal famoso convegno di Rimini, quando si gettarono le basi per una nuova linea politica sindacale, ponendo tre questioni fondamentali: 1) formazione dei gruppi omogenei e validazione consensuale; 2) la non delega e 3) la non monetizzazione dei rischi.
Per quest'ultima questione, nell'ambito della contestazione globale sulla salute, il movimento operaio con le sue organizzazioni di base (C.d.F.) tracciò in una maniera indiscutibile l'individuazione sulle cause dei rischi, orientandosi così su una nuova linea sindacale, cioè non più in termini di tutela, ma in termini di prevenzione cioè individuando le cause per le quali ci si ammala o ci si infortuna sul lavoro.
La legge 37 che è un decentramento politico e tecnico del nostro sistema sanitario e che agisce nel territorio del Ticino 1-2-3-4 stabilisce dei servizi di medicina preventiva abbracciando cinque patologie e sono:
patologia perinatale della prima infanzia;
patologia dell'età scolare;
patologia da lavoro;
patologia cronica minorante o letale;
patologia comportamentale e nsichiatrica.
Fatta questa breve considerazione sulla Legge 37 le organizzazioni sindaca!' organismi di base
(C.d.F.) trovano l'interesse politico di controllo e di partecipazione ai fini della totale applicazione di questa legge nei confronti degli enti locali quale è il Consorzio Sanitario di zona (C.S.Z.), secondo i bisogni dei lavoratori e dei cittadini sul problema della condizione degli ambienti di lavoro sui rischi di nocività.
Il C.S.Z. deve così poter utilizzare tutte quelle istanze tecniche e politiche per la realizzazione dei servizi di medicina, dando come priorità la patologia da lavoro scelta fatta dalla Commissione Salute del C.S.Z. che è quella che interessa tutti i lavoratori dell'industria.
Per quanto riguarda i servizi di medicina in Fabbrica, noi pensiamo che questi devono poter dare un supporto determinato a tutta la tematica della salute, avendo come presupposto fondamentale i criteri della prevenzione, utilizzando tutta l'attrezzatura a disposizione degli strumenti di misurazione per le indagini ambientali e le apparecchiature molto affinate per certe visite specialistiche.
L'infermeria deve così instaurare dei veri metodi di prevenzione in collaborazione con la Commissione Sanitaria del C.d.F.:
La gestione totale del Registro dei dati ambientali.
Registro dei dati biostatistici.
Libretto Sanitario di rischio individuale dove devono essere introdotti tutti quei dati che permettono una visione totale dello stato di salute del lavoratore.
Visite di assunzione.
visite periodiche.
Visite di idoneità compiute da Enti Pubblici ai sensi dell'art 5 comma 39 della Legge 300 del 20 maggio 1970.
Infortuni sul lavoro e le malattie professionali e tutte quelle forme di invalidità.
Inoltre mediante un controllo della Commissione Sanitaria fissando dei periodi alternativi per tutti i reparti previo una conoscenza (che la Ditta dovrà fornire alle organizzazioni sindacali) di tutte le sostanze dei prodotti introdotti per la lavorazione tubi, occorre avere un controllo tramite analisi fatte da Enti Pubblici ai fini di ricercare tutte quelle connessioni relative alla prevenzione della malattia.
Per quanto riguarda il problema degli infortuni noi pensiamo, che la Commissione Sanitaria e il C.d.F. debbano concentrarsi molto di più su questo problema, rafforzando i metodi organizzativi e sfruttando al massimo tutte le possibilità di capacità politica dell'organizzazione sindacale, realizzando così dei metodi di controllo reale e di intervento per la sicurezza contro gli infortuni, mediante un'indagine in termini di statistiche, che diano la possibilità di fissare dei metodi di priorità, di certi impianti estremamente pericolosi.
A questo scopo occorre avere un controllo più serrato sulla vera dinamica dell'infortunio con l'informazione immediata e diretta del delegato e della Commissione Sanitaria ai fini, non solo di individuare le vere responsabilità dell'infortunato ma di avere una seria statistica che ci permetterà di realizzare mediante controlli, dei più rapidi interventi.
Con questi criteri di metodi preventivi il servizio di medicina in fabbrica, deve poi sottoporsi con i relativi rapporti di controllo sindacali alla visione e coinvolgimento del Consorzio Sanitario di Zona (C. S.Z.) affinchè questo nell'ambito dei poteri della Legge 37 abbia una visione totale di tutto il territorio in termini statistici, e indirizzando come criteri di coinvolgimento di giusto utilizzo di tutte quelle istanze tecniche per la medicina di 2° livello (ospedale INAM) : es. visite periodiche.
Commissione sanitaria
Quando si pensa all'ecologia, si è portati sempre a pensare a quei molteplici problemi psico-organici che caratterizzano spesso l'uomo e la sua specie. Oggi purtroppo siamo in un'era in cui certi valori umani vanno sempre più scomparendo, sostituiti progressivamente dall'egoismo e dal processo tecnologico che tende a sopprimere quei legami di amicizia e di altruismo che un tempo concorrevano a formare
EVOLUZIONE
il carattere e la personalità dell'uomo.
Il continuo evolversi del progresso, tende a portare avanti quel processo di spersonalizzazione e l'appiattimento generale, che porta al contraddistinguersi solamente con sigle o numeri tra un individuo e l'altro.
Il continuo evolversi di complessi meccanismi, tende solo alla competitività tra il tempo e l'organismo
Inquinamento atmosferico, scarichi industriali, scarti chiaipit loro cos nai aec e9
Parlarsi chiaro » è grande virtù, risultati certi nessun tabù.
Parlarsi chiaro » con poche parole è il « non plus ultra » dell'oratore.
Parlarsi chiaro » tien tutti svegli, fa gran piacere non sentir ragli.
Parlarsi chiaro » chiama la gente attorno a chi parla in modo evidente.
Parlarsi chiaro » ha come aspetto di ricordarsi di quel che si è detto.
Parlarsi chiaro » ha due funzioni: farsi capire, evitar spiegazioni.
Parlarsi chiaro » non sempre conviene a chi i comandi or in mano detiene.
umano, con risultati deformanti e spesso contraddittori, che coinvolgono la società portandola a creare quei processi di violenza e non trascurando i fattori nervosi che portano alla ibernazione e alla crisi nei rapporti sessuali, rendendo sempre più complessi quei meccanismi organici atti, ormai, solo ad autodistruggerci.
UN LAVORATORE
PARLARSI CHIARO
Parlarsi chiaro » solitamente non chiama applausi proprio per niente.
Parliamoci chiaro »
porca miseria! di questo passo qui si fa sera.
anni di storia italiana
Avanti popolo la guerra è nata, al ricco gioie a te mazzata.
Avanti popolo ricostruzione, a te sgobbare a « LUI » il milione. Avanti popolo al gran miracolo, tue le briciole « SUO » il cenacolo.
Avanti popolo nell'inflazione, va il capitale resta il coglione.
Avanti popolo coi sacrifici, brindano i ricchi pro infelici. Avanti popolo, fai attenzione, giunto è il momerdo di fare il Sansone. Crollare deve il tempio infame, risorgere deve da quel pietrame un nuovo sito, dove la gente possa alfin vivere genuinamente.
GAGlo sfruttamento del lavoro ieri`
...aumento del ritmo ai produzione e voluto dal Padrgite per uscire
suggerito dal Governo dalla crisi ...
...risveglio del Proletariato
... finta disperazione del Padrone !!!