Skip to main content

Consiglio FACE7

Page 1

Rinnovo del Consiglio di Fabbrica

Impegno nelle battaglie per l'unità, l'occupazione, il contratto, la trasformazione del paese

Nei prossimi giorni tutti i lavoratori saranno chiamati a rieleggere i propri delegati di reparto, di ufficio, di impianto o di gruppo omogeneo.

Sono trascorsi due anni dalla precedente elezione; due anni carichi di tensione per gli avvenimenti che si sono succeduti nel nostro paese sia sul piano sindacale che politico, economico e sociale.

Il Consiglio di Fabbrica della FACE, come d'altronde tutti gli altri C.d.F. ed il movimento sindacale nel suo complesso, hanno dato prova in questi anni di essere capaci di indirizzare e dirigere le lotte dei lavoratori non solo per conquistare migilori condizioni di vita e di lavoro nella fabbrica, ma anche per operare, insieme alle altre forze popolari e democratiche del paese, quelle trasformazioni economiche e sociali necessarie per uscire dalla grave crisi economica ad avviare un diverso meccanismo di sviluppo basato sulla piena occupazione, sulla sicurezza del posto di lavoro, sulla attuazione delle riforme, sulla reale e concreta partecipazione dei lavoratori alle scelte economiche e produttive a tutti i livelli: dalla fabbrica al paese.

Sta qui oggi il vero scontro con il padronato e con coloro che per tanti anni hanno avuto in mano le leve del potere.

Non è una battaglia facile. Abbiamo visto in questi ultimi anni accentuarsi sempre più il ricorso alla violenza, agli attentati, al terrorismo; si sono moltiplicati i tentativi di dividere il movimento operaio e di arrestare la marcia verso l'unità organica del Sindacato, verso una intesa di tutte le forze popolari e democrat,che.

l lavoratori, il movimento sindacale, hanno sanato in questi anni tener testa a questi tentativi ed andare avanti con conauiste anche importanti sia in fabbrica che fuori della fabbrica.

Si tratta ora di consolidare ulteriormente l'unità del movimento sindacale, si tratta di saper collegare

le lotte per rivendicazioni azienda!i e contrattuali alle battaglie più generali per la trasformazione della società sconfiggendo una vota per sempre le forze reazionarie e fasciste, coloro che vogliono dividerci e che attentano ogni giorno alla vita civile ed alle istituzioni democratiche.

E' in questo quadro che tra qualche giorno andremo alla verifica ed alla rielezione dei delegati che dovranno impegnarsi sui problemi di fabbrica e generali concernenti in modo patricolare l'occupazione e la ristrutturazione nel settore telefonico, il rinnovo del Contratto di Lavoro che scadrà alla fine dell'anno; che per altri due anni saranno impegnati, alla testa od insieme a tutti i lavoratori, nelle battaglie del lavoro per il progresso economico, sociale e democratico del nostro paese.

COMUNICATO DEL COORDINAMENTO

Nella giornata di lunedì 23 giugno si è riunito a Roma il Coordinamen " to Nazionale del gruppo FACE per di scutere i seguenti punti:

i) COORDINAMENTO GRUPPO FACE

Si è definito uno Statuto del Coordinamento del gruppo Face che viene ora sottoposto alla approvazione dej Consigli di Fabbrica e dei lavorato ri di Milano, Maddaloni, Battipaglia ed impianti di installazione.

CONTRITA IN ULTIMA

Nella riunione tenuta nella prima settimana di giugno il Consiglio di Fabbrica ha discusso ed approvato lo Statuto del C.d.F. della FACE che viene ora portato a conoscenza di tutti i lavoratori e sottoposto alla loro verifica ed approvazione nel corso delle assemblee che si svolgeranno prima della rielezione dei delegati.

Nella stessa riunione sono stati definiti i gruppi omogenei ed è stato anche discussa ed approvata la bozza di Statuto del Coordinamento del gruppo FACE.

Questa dovrà ora essere verificata con i Consigli di Fabbrica di Maddaloni e Battipaglia. Una riunione comune del Coordinamento dei tre stabiilmenti definirà quindi lo Statuto e la ripartizione dei componenti del Comitato e della Segreteria del Coordinamento stesso da sottoporre poi all'approvazione dei Consigli di Fabbrica.

Articolo 1

Il CONSIGLIO DI FABBRICA è la struttura unitaria di base del Sindacato in fabbrica.

Come tale esso è momento di elaborazione delle scelte rivendicative, di direzione delle lotte, di rappresentanza dei lavoratori e, nel quadro della linea del Sindacato, ha poteri di iniziativa e di contrattazione a livello di azienda.

Il Consiglio di Fabbrica promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori, contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del Sindacato unitario sui problemi generali, gestisce e dirige la politica sindacale nella fabbrica.

Il Consiglio di Fabbrica ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano un singolo reparto, un gruppo di reparti o tutti i lavoratori, imposta e qeStisce l'azione rivendicativa, decidendo e coordinando la mobilitazione e la lotta dei lavoratori interessati.

Il Consiglio di Fabbrica è costituito dai delegati eletti nei vari gruppi omogenei di lavoro.

Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere o nominare:

il Comitato Esecutivo;

i propri rappresentanti nel Comitato di Coordinamento del Gruppo FACE;

la delegazione ufficiale che partecipa alle trattative ed agli incontri con la Direzione Aziendale;

le Commissioni di lavoro;

i propri rappresentanti negli organismi aziendali ove è prevista la partecipazione di rappresentanze sindacali.

e) Il Consiglio di Fabbrica rimane in carica due anni. Al termine di tale periodo e prima di procedere al suo rinnovo, il Consiglio di Fabbrica presenterà un bilancio della propria attività, sottoponendolo al dibattito ed alla verifica di tutti i lavoratori.

AtrIcolo 2

Il DELEGATO è l'espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo dei lavoratori.

Egli viene eletto su scheda bianca, con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.

Il lavoratore eletto delegato, qualora non fosse già iscritto, ha il dovere di iscriversi al Sindacato.

II delegato deve svolgere la propria attività sindacale all'interno del gruppo omogeneo che lo ha eletto, è responsabile e risponde della sua attività di fronte ai lavoratori. Dei vari problemi posti dai lavoratori del suo gruppo omogeneo, il delegato deve farne oggetto di sintesi generale e non personale e presentarli al Consiglio di Fabbrica che ne farà oggetto di discussione nel quadro di una linea unificante.

Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione, nell'ambito del gruppo omogeneo che lo ha espresso, delle decisioni approvate dal Consiglio di Fabbrica o dall'Assemblea. II delegato è impegnato a partecipare attivamente a tutte le iniziative ed attività del Consiglio di Fabbrica, della FLM, della Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL.

Il delegato può in qualsiasi momento essere revoca.x). Il diritto di revoca del delegato può essere esercitato solo dall'assemblea del gruppo dopo un ampio dibattito.

La richiesta di revoca può essere avanzata dalla maggioranza (50 - 1) dei lavoratori del gruppo omogeneo che lo ha eletto oppure dal Coniglio di Fabbrica a maggioranza di 2/3 dei componenti.

Art. 3.

L'ASSEMBLEA è il massimo organo decisionale in fabbrica.

L'assemblea, generale o di gruppo, retribuita o fatta durante gli scioperi, intervalli di mensa e dopo l'orario di lavoro, è un momento essenziale del rapporto Sindacato - Consiglio di Fabbrica - DelegatoLavoratori, e va utilizzata in modo da consentire al maggior numero di lavoratori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni.

Art. 4.

Elezioni del Consiglio di Fabbrica.

Le elezioni sono organizzate e curate da un Comitato Elettorale designato con almeno i 2/3 dei voti dal Consiglio di Fabbrica uscente e composto da un numero di delegati di 5.

Il Comitato Elettorale predispone tanti seggi elettorali quanti sono i gruppi omogenei stabiliti ed approvati dal Consiglio di Fabbrica.

Fissa la data delle elezioni che devono svolgersi entro i 30 giorni precedenti la scadenza del Consi-

CONSIGLIO
STATUTO DEL
DI FABBRICA 2.

glio di Fabbrica esistente.

Le elezioni devono svolgersi possibilmente in un solo giorno ed in ore tali da consentire il massimo di partecipazione.

Le votazioni per ogni gruppo omogeneo sono valide in prima istanza quando hanno votato almeno i 2/3 degli aventi diritto.

Hanno diritto al voto tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al Sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.

Nel caso di un gruppo omogeneo che preveda l'elezione di un solo delegato, ciascun lavoratore può dare una sola preferenza scrivendo sulla scheda il cognome (se necessario anche il nome) di un lavoratore che appartenga allo tesso reparto, ufficio, impianto o gruppo omogeneo.

Un lavoratore per essere eletto delegato dovrà ottenere una percentuale di voti pari al 50 1 dei votanti.

Nel caso nessuno raggiunga la maggioranza richiesta, si procederà al ballottaggio fra i due candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Se eccezionalmente, la struttura o la situazione tecnico-produttiva di un reparto o gruppo omogeneo, non consente la spaccatura e l'ulteriore suddivisione, per cui si dovrà eleggere più di un delegato, ciascun lavoratore può dare un numero di preferenze pari ai 2'5 del numero dei delegati da eleggere, e cioè:

— da 2 a 4 delegati un solo voto di preferenza; — superiore a 4 delegati DUE voti di preferenza.

Per calcolare la perventuale minima dei voti necessari ad essere eletto delegato, si applica la seguente formula:

(100/ numero delegati da eleggere x 2) - 1 Saranno eletti delegati coloro che avranno ottenuto la percentuale maggiore dei voti.

Qualora in prima votazione tutti o parte dei candidati, non raggiungano la percentuale minima dei voti necessari per essere eletti, si procede ad una seconda votazione mettendo in ballottaggio i candidati (in numero doppio rispetto ai delegati ancora da eleggere) non eletti e che hanno ottenuto il maggior numero di voti in prima votazione .

Le schede votate verranno raccolte in una apposita urna ed alla fine della votazione si procederà allo spoglio.

I risultati saranno registrati su apposito verbale. Le schede votate saranno conservate in busta chiusa per un periodo di tre mesi dalla data delle votazioni.

I verbali invece saranno tenuti nell'archivio del Consiglio di Fabbrica.

9) In caso di sopravvenuto impedimento permanente, per qualsiasi causa a svolgere le sue mansioni, il delegato deve essére sostituito entro 30 giorni con nuove elezioni.

Art. 5.

Strutture del Consiglio di Fabbrica.

a) COMITATO ESECUTIVO

Il Consiglio di Fabbrica per assicurare un efficace coordinamento della sua attività ed un rapido collegamento tra i delegati, elegge nel suo ambito un Comitato Esecutivo composto di 7 componenti.

L'elezione sarà effettuata con voto palese dopo la

presentazione da parte di un apposito Comitato Elettorale designato dal Consiglio di Fabbrica e la discussione in seno al Consiglio di Fabbrica stesso di una rosa di candidati.

Si riafferma il criterio della rotazione ogni 4 mesi di 1,'3 dei componenti il Comitato Esecutivo in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati.

I compiti del Comitato Esecutivo sono operativi e funzionali, quindi limitati alla attuazione delle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica.

In casi eccezionali e quando si è nella impossibil'tà di convocare il Consiglio di Fabbrica, il Comitato Esecutivo può eccezionalmente prendere decisioni, anche per la proclamazione di scioperi, sempre che sia nell'ambito della linea sindacale stabilita dal Consiglio di Fabbrica e dal Sindacato.

Il Comitato Esecutivo è responsabile di fronte al Consiglio di Fabbrica della organizzazione, della funzionalità e della efficienza dei vari servizi ed attività del Consiglio di Fabbrica.

COMMISSIONI DI LAVORO

Il Consiglio di Fabbrica nomina, di volta in volta oppure in modo permanente, delle commissioni di lavoro o di studio per l'esame e l'approfondimento di specifici problemi in relazione alle esigenze contrattuali ed organizzative.

Il Consiglio di Fabbrica deve nominare per ogni commissione un responsabile che risponde dell'attività della stessa al Consiglio di Fabbrica medesimo.

Delle commiss!oni di lavoro possono venire chiamati a farne parte lavoratori non delegati.

Le attività delle commissioni di lavoro vengono coordinate dal Comitato Esecutivo.

COLLEGAMENTI CON L'INSTALLAZIONE ED I LAVORATORI FUORI SEDE.

II Consiglio di Fabbrica, tramite il Comitato Esecutivo, deve assicurare un permanente collegamento con tutti i delegati ed i lavoratori che operano fuori Sede.

Nell'installazione i delegati degli impianti saranno raggruppati per zona e per ciascuna zona sarà eletto designato un responsabile.

Tutti i responsabili di zona costituiscono il Comitato di Coordinamento con il compito di coordinare l'attività sindacale sugli impianti e ricercare una sintesi unificante dei problemi comuni che riguardano i lavoratori dell'installazione. •

Periodicamente i delegati di impianto, promuoveranno riunioni di zona, o in casi di necessità, riunioni interzonali di tutti i delegati di impianto o dei responsabili di zona.

I responsabili dí zona partecipano normalmente alle riunioni del Consiglio di Fabbrica della Sede.

Ogni qualvolta se ne presenti la necessità, si convoche•anno ri-nioni congiunte di tutti i delegati della Sede e dell'installazione e comunque almeno tre riunioni all'anno.

a) Il Consiglio di Fabbrica si riunisce ordinariamente una volta al mese e tutte le volte che si ritiene necessario.

a à ae e 1o o o 3
Art. 6. CONVOCAZIONE E RIUNIONI DEL CONSIGLIO DI FABBRICA E DEL COMITATO ESECUTIO.
:o ti à e n a

Il Consiglio di Fabbrica viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, delle Organizzazioni Sindacali o su richiesta di almeno 1/3 dei componenti il Consiglio stesso.

I componenti del Consiglio di Fabbrica devono essere preventivamente informati (24 ore prima, salvo casi eccezionali) dell'ordine del giorno in discussione.

Di diritto partecipano alle riunioni del Consiglio di Fabbrica i dirigenti sindacali di zona, provinciali e nazionali.

Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono aperte (salvo ì casi in cui il Consiglio decide diversamente) a tutti i lavoratori della FACE che intendono parteciparvi in veste di osservatori; essi possono anche intervenire nella discussione, senza però il diritto di voto.

Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo e dai dirigenti sindacali presenti alla riunione.

Il relatore sull'ordine del giorno verrà designato di volta ín volta dal Comitato Esecutivo.

In apertura delle riunione del Consiglio di Fabbrica si fa l'appello dei componenti.

La riunione è valida, in prima convocazione, quando sono presenti almeno il 500/0 - 1 dei delegati ed in seconda convocazione qualunque sia la percentuale dei presenti.

Le decisioni del Consiglio di Fabbrica saranno prese (ad eccezione dei casi particolari previsti dal regolamento) a maggioranza assoluta (50% - 1) dei presenti.

Di ogni riunione del Consiglio di Fabbrica sarà redatto processo verbale su apposito quaderno.

Il Comitato Esecutivo si riunisce normalmente una volta alla settimana, oppure ogni qualvolta ne faccia richiesta almeno 1/3 dei componenti.

Di ogni riunione sarà redatto processo verbale su apposito quaderno.

Ciascun componente del Consiglio di Fabbrica e del Comitato Esecutivo dovrà garantire la propria presenza ed attività ai lavori di tali organismi.

Qualora risultasse assente ingiustificato per tre volte consecutive, il Consiglio di Fabbrica potrà proporre al gruppo omogeneo che lo ha eletto, la sua sostituzione.

II servizio giornaliero nel locale del Consiglio di Fabbrica sarà esplicato a turno dai delegati del Consiglio.

Di tutte le ore utilizzate verrà tenuta apposita registrazione a cura del Comitato Esecutivo affinchè le ore siano utilizzate: per le riunioni del Consiglio di Fabbrica e del Comitato Esecutivo; per il servizio giornaliero; per le riunioni delle Commissioni di lavoro; per le riunioni indette dalle Organizzazioni Sindacali di zona, provinciali e nazionali; per la partecipazione a corsi di formazione sindacale.

Prima di apporre la propria firma ed il timbro del Consiglio di Fabbrica sui permessi sindacali, il delegato di servizio deve accertarsi e scrivere sulla copia che resta al Consiglio, la motivazione dell'utilizzazione del permesso stesso, nonchè l'ora di apertura e chiusura.

Art. 8.

COORDINAMENTO F.A.C.E.

Il regolamento del Coordinamento Gruppo FACE costituisce parte integrante del presente Statuto. Il Consiglio di Fabbrica provvede alla elezione del responsabile e della redazione di stabiilmento del Boilettino sindacale del Coordinamento del Gruppo. La redazione di stabilimento è impegnata a svolgere una funzione di stimolo verso i delegati della Sede e dell'installazione, verso i lavoratori affinchè collaborino alla stesura di articoli, notizie, ecc. da inviare alla Redazione del Bollettino sindacale di gruppo.

Art. 9.

APPROVAZIONE E MODIFICA DELLO STATUTO

L'approvazione e l'eventuale modifica del presente Statuto dovrà essere fatta dall'Assemblea dei lavoratori su proposta dei Cons'gli di Fabbrica e/o del Comitato di Coordinamento Sindacale.

Il 24 aprile si è tenuta in fabbrica la celebrazione del TRENTENNALE della RESISTENZA.

Nel corso della manifestazione (alla quale erano presenti dirigenti sindacali provinciali e di zona, rappresentanti dell'ANPI e delle forze politiche, un gruppo di lavoratori anziani della FACE in pensione) è stato inaugurato il monumentino in bronzo al partigiano collocato presso il cippo dei caduti.

Art. 7.
SERVIZIO IN CONSIGLIO DI FABBRICA E GESTIONE DELLE ORE.

DELEGATI DA ELEGGERE

COMMUTAZIONE

Rep. 143-144-145 (ispezione pad. K) deleg.

175-182-183 (montaggio, saldatura telai)

176 (Montaggi vari 2 piano P)

177-178 (Relè selettori, saldatura contatti)

186-286 (quadri pentaconta pad. K)

181 (forme cavo pad. K)

860 (magazzini pad. K)

162 (progettisti circuiti 4-3 piano T)

155-163-160P-152C (sviluppi tecnici 3 piano T)

150-152A-152B-103-160 (imp. 2 piano T)

164-152E-410 (imp. 1 piano T)

OFFICINA

608-609 (Attrezzeria)

611-622 (termoplastica, fabbri)

604-649 (Ispezione officina)

623-870-871 (falegnami, spedizioni, imballaggio)

636-637 (torni) 612 (solo trapani e frese)

612 (solo trance, presse, taglierine, saldatrici)

616 641-643 (làvoraz. meccaniche galvanica)

600 (lavoratori officina 2 piano P)

TRASMISSIONE

Rep. 451-452-457 (lavor. 5 piano S-Y)

- 456-455-460 (lavor. 3-4 piano S-Y)

441 (ispezione trasmissione)

463 (montaggi vari) 860 (magazzini trasmissione)

RADIO

Rep. 550-552-555-571 (lav. 5 piano P)

559-561-562,565 (lav. 4 piano P)

COMPONENTI

Rep. 755-756-758-765-768-769 (lav. 3 piano P)

TELEFONIA

Rep. 354-356-357-358-359-381 (lav. 1 piano P)

382-383-384 (lavori pad. K)

SERVIZI CENTRALIZZATI

Rep. 860 (controllo produzione 1 H)

649-820-850-851-890-612 (lav. 1 H e 5 T)

.• 831-891 (ricevitoria)

801 (archivio tecnico, cianografia, economato)

821-880-820 (manutenzione, autisti, fattorini)

830-940 (ufficio acquisti, ufficio del personale)

840 (mensa, infermeria, baliatico)

AMMINISTRATIVI E COMMERCIALI

Rep. 330-331-332-350-351-352353-750-752753-021 (uff. vendita vari 1 piano M-L) deleg. 1

810-911-913-914 (segretari officina, cassa, stipendi e salari, contab. industr.) » 1

910-915 (contabilità generale e CED) » 1

VARIE

Rep. 300-302-304-309 (meccanizzaz. postale) deleg. 1

401-411 (stazioni energia) » 1

030-038-336 (direzione tecnica, impianti privati) » 1

800-190 (Direz. Stabilimento, uffici installazione) » 1

340 (uffici e installatori impianti privati) » 1

FUORI SEDE

Lavoratori Monterosa-Vittoria Colonna deleg. 2

Sesto Ulteriano » 1

Bresso » 1

DELEGATI DA ELEGGERE

NEI VARI IMPIANTI DI INSTALLAZIONE

EMILIA ROMAGNA

Bologna n. 3 (di cui 1 a Castelmaggiore) - Modena n. 2 - Cesena n. 2 (di cui 1 al capannone collaudo) -

Forlì n. 1 - Ravenna n. 1 - Rimini n. 1.

TOSCANA - LIGURIA

Livorno n. 1 - Pisa n. 1 - Siena n. 1 - Grosseto n. 1La Spezia n. 1.

LAZIO - SARDEGNA

Roma n. 3 (incluso V.le Abruzzi) - Sassari n. 1Nuoro n. 1.

LOMBARDIA

Bergamo n. 1 - Lecco n. 1 - Sondrio n. 1 - Como n. 2Busto A. n. 1 - Varese n. 1.

TRENTINO - ALTO ADIGE

Trento n .1 - Bolzano n. 1

1800m

CHALET -JEANNETTECENTRE DE VACANCES.

Su invito del COMITATO di FABBRICA della L.M.T. (una fabbrica dl BOULOGNE - Parigi che fa parte del gruppo ITT), nove ragazzi, figli di lavoratori della FACE, trascorreranno tre settimane di vacanze (dal 5 al 27 luglio) in montagna presso lo chalet a Jeannette • a Saint-Veran sulle alpi dell'alta Savoia in Francia.

1 3 1 1 1 2 1 1 deleg. 1 1 1 1 1 1 1 1 deleg. 1 1 1 2 deleg. 1 1 deleg. 1 deleg. 1 2 deleg. 1 1 1 1 1 1 1 Rep.

TABELLA N.1

MINIMI CONTRATTUALI - TERZO ELEMENTO - CONTINGENZA

Con il 1* luglio 1975 il valore del terzo elemento sarà uguale per tutti i lavoratori inseriti nel medesimo livello negli stabilimenti di Milano, Maddaloni ed impianti di installazione.

Il valore della contingenza è aggiornato con lo scatto degli ultimi tre punti in vigore dal 1 41-5-1975.

FACE-Standard MILANO-MADDALONI LIVELLI MINIMO CONTRATTUALE CATEGORIE VECCHIO CONTRATTO ATTUALE VALORE TERZO ELEMENTO CONTINGENZA P. al 31/1/7 P....al TOTALE E + F G/173 A Mensile 8 Orario C Mensile D Orario E Mensile F Mensile G Mensile H Orario 1° 105.000 606,94 ex 44 0perai 14.000 80,92 40.820 12.114 52.934 305,98 2° 111.000 641,62 ex 330perai E 16.500 95,38 44.798 13.347 58.145 336,10 C 16.500 ex 4'Impiegati48.269 61.61630 119.000 687,87 ex 23 0perai E 17.000 98,27 48.854 14.3s5 63.209 365,37 C 17.000 ex 3'Impiegati54.405 68.7604° 130.000 151,45 ex 1 Operai E _ 17.50C 101,16 C , 52.104 14.33, 66.459 384,16 ex S'Impiegati 17.500 - 54.405 68.760ex CS 2' - 53.937 68.2925° 143.000 826,59 ex la - l'S Operai 19.000 109,82 59.566 17.451 77,017 445,18 ex CS 2' 72.930 90.381 - O ex CS la 19.000ex 2' Impiegati 73.1511 90.6025° S 168.000 - ex 23 Impiegati 22.500 - 73.151 17.451 90.6026° 183.000 - ex la Impiegati 24.500 - 97.656 21.501 119.1577° 208.000 - ex l' S Impiegati 28.000 - 97.656 21.501 119.151 -
6

Statuto del Coord. gruppo Face

Premessa

Il Coordinamento del gruppo FACE è sorto dall'esigenza comune a tutti gli stabilimenti di affrontare assieme i problemi comuni e per eliminare quelle differenze che la Direzione aveva creato tra gli stabilimenti di Milano, Maddaloni e Battipaglia.

Non si può però non tener conto delle altre realtà produttive esistenti nel settore delle telecomunicazioni anche se per ragioni politiche-amministrative, la Direzione ha dato ad essi nomi diversi, ma che in concreto fanno riferimento alla stessa direzione tecnica FACE-ITT.

Attualmente nel solo settore delle telecomunicazioni, i lavoratori occupati nelle varie aziende del gruppo I.T.T. (comparto manifatturiero: Face, CemeIstel, Fimme, ecc. e comparto installazione: Siette, Irtet, ecc.) raggiungono i 13.000 dipendenti.

Si dovrà pertanto intraprendere e sviluppare un lavoro di coordinamento sindacale tra le varie aziende similari, ed un lavoro di interscambio di informazioni (accordi, rivendicazioni, ecc.) tra i vari gruppi di aziende, con l'obbiettivo di pervenire in prospettiva a costruire un coordinamento di tutte le aziende del gruppo ITT che operano nel settore delle telecomunicazioni.

Art. 1.

Allo scopo di poter affrontare unitariamente e nel migliore dei modi i problemi comuni a tutti i lavoratori degli stabilimenti e degli impianti di nstallazione, e di superare l'esistenza di eventuali differenziazioni di carattere salariale e normativo, viene costituito un Coordinamento Sindacale Nazionale del gruppo F.A.C.E.

Tale obbiettivo deve realizzarsi attraverso la presa di coscienza che ad una Direzione aziendale unica, deve contrapporsi un'azione sindacale unitaria complessiva gestita dal Coordinamento Sindacale Nazionale riconosciuto sia dai vari Consigli di Fabbrica e dai lavoratori del Gruppo, sia dalla Direzione aziendale.

c) Il Coordinamento realizza l'unità dei lavoratori l'insieme dei loro interessi; pertanto per la sua natura di classe, si batterà per la conquista di migliori condizioni di vita e di lavoro all'interno della fabbrica della società.

Art. 2.

a) I Consigli di Fabbrica degli stabilimenti di Milano ed impianti di installazione, Maddaloni e Battipaglia istituiscono un Comitato di Coordinamento Sindacale che ha il compito:

di elaborare, in stretto collegamento con i Consigli di Fabbrica e tutti i lavoratori, una linea strategica di politica rivendicativa valida per tutti gli stabilimenti del gruppo;

di coordinare gli obbiettivi rivendicativi, le lotte e le trattative aziendali;

di concorrere a determinare le scelte produttive ed organizzative dei vari stabilimenti anche al fine di pervenire ad una diversificazione produttiva; di stimolare la crescita politico-sindacale dei vari Consigli di Fabbrica in modo da realizzare una effettiva omogeneità del gruppo.

Il Comitato di Coordinamento non è un organismo consultivo, né sostitutivo delle responsabilità sindacali aziendali. Esso è organismo di direzione sindacale che deve saper trarre la propria forza e la validità della sua funzione nello stretto rapporto che deve stabilire con i Consigli di Fabbrica e, attraverso questi, con tutti i lavoratori.

Il Comitato di Coordinamento pertanto si impegna a dare il proprio contributo sui temi più generali del movimento operaio per la costruzione delle linee politiche delle Organizzazioni Sindacali Nazionali in stretto collegamento con le F.L.M. provinciali e di zona, e coinvolgendo nel dibattito i singoli Consigli di Fabbrica ed i lavoratori.

Condizione indispensabile per l'efficacia della funzione del Coordinamento è una sempre maggiore capacità, funzionalità ed autonomia dei Consigli di Fabbrica.

Ogni Cons'g'io di Fabbrica, nell'affrontare i problemi che emergono nelle singole unità produttive, deve avere la capacità di individuare fra questi quei problemi, le cui dimensioni e complessità oltrepassano i confini della singola azienda investendo interessi di tutto il gruppo.

Capacità quindi di trarre una sintesi politico-sindacale delle varie realtà aziendali e di coordinare un'az'one di gruppo che permetta la realizzazione di una concreta linea unitaria nei confronti della Direzione; azione comune nella quale tutti Consigli di Fabbrica, tutti i delegati e tutti i lavoratori del gruppo FACE debbono identificarsi.

Art. 3.

L'Assemblea dei delegati dei Consigli di Fabbrica del gruppo F.A.C.E. costituisce il COORDINAMENTO SINDACALE NAZIONALE che definisce le linee generali della politica sindacale del Gruppo ed affronta e risolve eventuali dissensi all'interno del Comitato di Coordinamento.

Il Comitato di Coordinamento dei Consigli di Fabbrica è composto da n. 2.51. membri eletti dai.

Consigli di Fabbrica dei rispettivi stabilimenti nelle seguenti proporzioni:

MILANO n.7

INSTALLAZIONE n.6

MADDALONI n.6

BATTIPAGLIA n.6

Il Comitato di Coordinamento, sulla base delle esigenze politico-sindacali e nel caso di modifiche del numero degli addetti delle singole unità produttive, aggiorneranno l'attuale posizione.

Tale decisione dovrà essere ratificata dall'Assemblea generale dei delegati dei singoli Consigli di Fabbrica.

I componenti del Comitato di Coordinamento esprimono le decisioni ed í pareri dei Consigli di Fabbrica che li hanno eletti e rispondono nei loro confronti.

Possono in ogni momento essere revocati o sostituiti dal Consiglio di Fabbrica dal quale sono stati eletti.

Art. 4.

Il Comitato di Coordinamento, al lo scopo di assolvere ai propri com piti operativi con la massima tempe stività ed efficienza, elegge un re: sponsabile del Coordinamento per cia scuna unità prpduttiva:

MILANO n.1 - INSTALLAZIONE n.1MADDALONI n.1 - BATTIPAGLIA n.1

Il Comitato di Coordinamento nel la sna attività si fa carico di man tenere costanti collegamenti con la F.L.M. Nazionale, con le Organizza-

DALLA PRIMA 2) VERTENZA AZIENDALE

A fronte delle risposte evasive e generiche date dalla Direzione nel l'incontro di giovedì 12 giugno, il Coordinamento ritiene necessario an dare ad un confronto più serrato con l'azienda per quanto riguarda:

I programmi di investimento e produttivi nelle aziende del gruppo e nei singoli stabilimenti, definen do i relativi tempi di realizzazione

Garanzia dei livelli occupaziona li e degli orari di lavoro con lo sblocco delle assunzioni.

Programmi di ricerca e progettazione precisando qualificazione, quantificazione, orientamenti e tem pi di attuazione sia per i laborato ri che dovrebbero sorgere a Pomezia,

zioni sindacali Provinciali e di Zo na che parteciperanno alle riunioni dello stesso.

II Comitato di Coordinamento, al fine di dare continuità ed organicità al proprio lavoro, si riunisce di norma ogni 2 mesi ed ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità.

Il Comitato di Coordinamento è convocato anche su richiesta di rappresentanti di uno o più stabilimenti o su richiesta delle Organizzazioni Sindacali.

Il luogo della riunione sarà stabilito di volta in volta secondo le varie esigenze.

Nell'ambito del Coordinamento sa ranno designati /4 delegati (uno per ciascuna unità produttiva) che parteciperanno ai Coordinamenti Nazionali di settore.

Art. 5.

La Sede amministrativa del Comitato di Coordinamento è presso lo stabilimento di Milano.

Presso tale Sede il Comitato di Coordinamento organizza e cura la raccolta di tutto il materiale politicosindacale e tecnico necessario all'espletamento delle sue attività.

II Comitato di Coordinamento deve pervenire ad una autonoma attività operativa (sia in riferimento alle ore a disposizione, sia per quanto riguarda il problema del finanziamento), promuovendo adeguate iniziative, soprattutto nei confronti della Direzione Generale.

Allo scopo di creare una tribuna aperta attraverso la quale realizzare il più ampio dibattito, il più ampio confronto e la più larga partecipazione di tutti i lavoratori, il Comitato di Coordinamento si propone di realizzare un Bollettino di informazone del Gruppo edito sotto la gestione del Coordinamento stesso.

sia per quelli già esistenti presso gli stabilimenti.

Attuazione di una diversificazio ne produttiva nei settori dell'elet tronica (informatica, meccanizzazio ne postale, controllo traffico aereo e ferroviario, ecc.).

e)qontrollo della mobilità interna e contrattazione preventiva delle ristrutturazioni.

f) Diritti sindacali per il Coordinamento Nazionale.

IL COORDINAMENTO HA DECISO CHE NEI PROSSIMI GIORNI SI TENGANO IN TUTTE LE UNITA' PRODUTTIVE ASSEMBLEE PER L'INFORMAZIONE, LA SENSIBILIZZAZIONE E LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI E CONTEMPORANEAMENTE RICHIEDERE UN INCONTRO CON LA DIREZIONE.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook