11 ommitsawo
L'Assemblea Generale convocata dal CdF il gionno 14/11/79 ave va come odg. la discussione e l'eventuale approvazione della Piattaforma aziendale elaborata e definita, dopo un lavoro dura to mesi,dalle Commissioni e dai Delegati. A questo punto occor re già fare una precisazione e dare una spiegazione sul signi ficato della parola Piattaforma, la quale esprime nella sostanza un contenuto ed un metodo completamente nuovo nell'esper2nza del lavoratori GIE/SICOM. Innanzitutto perché Piattaforma aziendale e non rinnovo del Re golamento Interno?
Il CdF, sulla base dell'esperien za maturata dal Movimento Sinda cale e sulla base di quanto con tenuto sullo Statuto dei Lavora tori considera il Regolamento In terno come una emanazione della Azienda, e cioè l'elencazione delle norme che governano la vi ta all'interno della stessa. Compito invece del CdF è quello di raccogliere un insieme orga nico di richieste coerenti con i bisogni del lavoratori e cioè preperare una Piattaforma riven dicativa aziendale. Del resto questo modo di procedere comporta anche vantaggi pratici e cioè, ad esempio, non essendo la Piat taforma legata a date di scaden za ha la possibilità di adeguar si dinamicamente nel tempo a nuo ve esigenze che possono maturare di volta in volta. Inoltre le ri chieste che vengono avanzate non sono limitate al campo di azione del Regolamento Interno: ma posso no interessare tematiche diverse e più ampie.
Descriviamo ora sinteticamente
eBig.02egN
i punti che compongono l'insie me della piattaforma, tenendo conto che,ovviamente,secondo quanto stabilito nel C.C.N.L. sono valide tutte le condizioni di miglior favore del R.I. Innanzi tutto è specificato nel la prima frase che sono sottoposte a contrattazione tra C.d.F. e Direzione le condizio ni minime di trattamento econo mico e normativo riguardanti gruppi di dipendenti per i qua li a causa di fattori esterni siano venute a mutare le condi zioni per le quali era stató concordato il precedente contrat to.
A) Informazione - Vengono richie ste alla Direzione informazioni, che permettano al C.d.F. ed alle commissioni di proseguire il proprio lavoro di approfondimen to dellarealtà aziendale per ar rivare ad elaborare richieste meglio rispondenti alle necessità dei lavoratori.
13) Organizzazione del lavoroViene richiesto che la terza ca tegoria sia la categoria di ingresso minimo. Un discorso più ampio ed articolato riguardante questo problema è subordinato all'elaboraíione delle richieste indicate al punto A).
Miglioramenti economici e nor mativi - In riferimento anche al R.I. vengono avanzate richieste riguardanti festività, permessi retribuiti, maternità, diritto allo studio, uso autovettura, busta paga.
Trasferte - Anche in questo punto vengono avanzate richieste di miglioramenti di trattamento per coloro che svolgono attività fuori sede.
L'assemblea generale, dopo aver ampiamente discusso il metodo ed i contenuti della piattaforma aziendale,l'ha app2,ovata nel suo complesso a stragrande maggioran za con l'unica riserva dell'inserimento di marginali modifiche. Questo è un dato certamente posi tivo, segno di una già avvenuta maturazione sindacale. Crediamo infatti che i 1M/oratori GIE/SICOM con questo voto unanime si siano fatti carico di questa scelta e, capendola, la sostengano. Siamo consapevoli del fatto che in ogni contrattazione la realtà vincente è quella che risulta essere la più compatta e quindi la più for te. Per questo occorre sottoline are il fatto che per ottenere quan to richiesto occorra la presenza e la partecipazione di tutti' quanti.
Il 22/11/79 il C.E. del CdF con lettera alle due Direzioni,invia la Piattaforma, richiedendo la data di un primo incontro che dovrà comunque tenersi entro la prima quindicina del mese.
Stiamo attendendo una risposta.
tr,
ATTENZIONE: da questo numero si si inserisce la rubrica "a domanda, risponde...". L'iniziativa è nata dall'esigenza di creare un dialogo più diretto con i colleghi, anche con quelli che non se la sentono di par tecipare in prima persona alle attività del giornale . A questa rubrica potrete sin d'ora indirizzare i vostri dubbi, le vostre perplessità, le vostre idee e le vostre obiezioni per tutto ciò che riguarda il sindacato e non. Nel limite del possibile noi risponderemo direttamente sul foglio: qualora il quesito fosse al di fuori delle nostre possibilità, rivolgeremo la vo_ stra domanda a chi, in qualità di esperto, possa rispondere esaurientemente. Ricordate: questa rubrica (a nostro parere molto importante) può vivere solo se riceveremo le vostre lettere, quindi coraggio! La redazione
lantiài, ecc.) per maturare nel pluralismo delle idee e delle scelte, momenti unitari di arricchimento dell'identità politico culturale e per rilanciare le strutture organizzative.
1IN VOLTO NUOVO PER UN NUOVO IMPEGNO
Da tanto tempo il sindacato è impegnato a ricercare, a creare, a darsi un nuovo volto, nuove strutture sindacali, nuovi progetti di lotta e di rivendicazione della classe lavoratrice. Questa ricerca viene sperimenta ta un pò ovunque, sia negli am oienti dove la presenza è forte, sia dove invece è ridotta ad un piccolo lumicino, tra mille pro blemi, tra grandi questioni che travagliano tutto l'assetto sociale, economico, politico, cul turale all'interno di tutta la società italiana. Due sono in li nea di massima i criteri per ricalcare un nuovo modo di operare del sindacato:
partecipare attivamente al cam biamento democratico di tutta la società;
vincere la sfida lanciata dal le forze corporative ed antagoniste che vorrebbero il sindaca to oggetto e succube della fran _umazione sociale e non protago nista di una ricomposizione nuo va di tale frantumazione. Sul piano pratico occorre sviluE pare a partire da noi, un vasto dibattito di massa, utilizzando gli strumenti a nostra disposizione (assemblee, giornale, vo-
Tutto questo ha senso e può essere obiettivamente realizzato se si supera la concezione del sindacato dei"quadri" (cioè dei lavoratori delegati, istituzionalizzati) per arrivare a un sin datato del'. lavoratori, non legittimato dalle istituzioni ma dal consenso della gente. Non so lo un sindacato che difende. sa lari e contratti, ma protagonista anche della vita politica, sociale ed economica impegnato nel campo della giustizia socia le è della "funzione dei beni"' (capitali) in funzione di tutti gli uomini. Se Parliamo della crisi sociale oggi e più in par ticolare della crisi dello sviluppo economico, notiamo che la caduta del tasso di crescita del. le economie più sviluppate influ isce sui modelli di comportamento, su tutte le strutture sociali, e di conseguenza la caduta di credibilità della filosofia economica', dello sviluppo continuo ed illimitato dell'era capitalistica, alla lunga ha intacca to anche le organizzazioni sinda cali. Oggi l'economia è diventata sempre più politica, perchè lo stato è sempre più partecipe dei processi economici, e i lavoratori tramite le strutture socia li, in maniera democratica Moglio no esercitare sempre più un peso maggiore, una partecipazione rea le e fattiva., Oggi la quantità dell'industrializzazione trova una crescente opposizione nelle coscienze della gente, per,lasciare il posto a scelte qualitativamente più valide o più rispondenti'all'assetto futuro dell'intera società: alle ristrut turaz1oni delle strutture di fab brica e professionali in funzione dei- lavoratori visti come per sone umane. In poche parole oggi, sopraltutto nei giovani, la qualità del lavoro, prevale sull'ideologia sociale del"posto".
Di fronte a questa situazione sa rebbe un errore fatale che le or ganizzazioni sociali e nel nostro caso quelle sindacali, anche all'interno della crisi delle isti tuzioni, non prendessero delle misure per capire, assecondare, queste tendenze di affermazione
di nuovi valori, che superino sia il nichilismo e sia la mercifica zione delle risorse umane. Cosa fare noi nel nostro piccolo nell'ambito GIE-SICOM-SIGEN se non prendere in seria considerazione queste istanze e adattarle in mo do legittimo e con spirito di ser vizio alle esigenze dei lavorato ri di oggi. La risposta più logi ca è quella di attuare una svolta, per favorire una maggiore partecipazione, un maggiore impegno: senza la presunzione di fare passi troppo avanti e senza la paura del nuovo che ci attende. Occorre dunque andare avanti sia sul piano di ricerca di consensi sempre più larghi dentro la clas se lavoratrice, sia nell'ottica di struttura sindacali sempre più dinamiche capace di muoversi e capire le nuove istanze, 1 tempi che, cambiano.
G.L. BARATTIMENSA AZIEN1PALE
Per quanto riguarda l'organizzazione si suggerisce l'introduzione di un libro mensa da collocarsi all'interno di essa per dar la possibilità a quanti lo vogliano di esprimere i loro giudizi direttamente.
Lettera firmata
L'ORA DELLA VERITA'
Amico, Compagno, Fratello, la notte é profonda e triste come quest'ora L'ora della verità! non esiste né padre, né madre, . né frat-éllo, né sorella, quantunque tu voglia né figlio, né figlia, se in quest'ora della prova manca un po' di solidarietà umana.
G.L.B.
A grande richiesta ecco a Voi :
29G°3g2VE 'VOLI-LTD tR[PgRE igD13.6
rEgIgnnagig thELLE b"n2E1 g Sia g mene ovsea „.,
FERMI!!! Non passate subito al pros= simo articolo! Anche se siete stanchi di acoltare e leggere le solite lamen tele delle solite donne insoddisfatte, date una possibilità anche a noi, che bene o male (prima lamentela!) vi la= voriamo a fianco, di lamentarci un po chino (anche se per voi forse è trop= po!).
Nonostante l'inizio sia un po' ironi= co, il nostro intento nello scrivere quest'articolo è quello di fare per la prima volta un discorso, il più possibile chiaro e realistico, sulle nostre condizioni di:lavoro.
Il compito che ci siamo imposte è mol to difficile in quanto il nostro sco= po non è quello di ripetere per l'en= nesima volta la solita lamentela, ben sì quello di riuscire ad ottenere una collaborazione concreta e valida da parte di tutti coloro che sapranno leggere quest'articolo senza prevenzio ni e sotto la giusta ottica. Non vogliamo in questa sede soffermar ci sul dover portare il caffè all'in= gegnere, riordinare le cartacce al= trui, fare fotocopie, ecc.: sono cose ormai risapute che fanno sì parte 4e1 la realtà quotidiana di alcune fra noi, che, a nostro parere, non sono pro L.lemi fondamentali anche perchè, in parecchie situazioni, è stato possibi le risolverli a livello personale (vi sto che dopotutto non rientrano tra i nostri "obblighi" di lavoro!).
Esaminiamo invece la realtà lavorati= va nei diversi tipi di ufficio, ini= ziando con quella che riteniamo sia la più problematica:
Nella Direzione Centrale Amministrati va l'unico ufficio chevanta" la pre= senza di sole donne è l'Ufficio Datti lografia.
Sembrerà strano che, in un complesso moderno come il GIE, esista ancora un "pool" di dattilografe. L'ufficio è composto da circa undici ragazze più una capufficio che ha la mansione di mantenere "una certa disciplina" e di distribuire il lavoro a seconda dell'urgenza e dell'importanza (un rapporto del tipo "alunno-insegnar= te"). Il compito di questo ufficio è quello di raccogliere tutta la corri= spondenza dagli altri settori ammini= strativi: Contabilità (COFA-COEF-PN), Esportazione, Retribuzioni, Garanzie
Bancarie, Cassa, Bilanci.
Le ragazze che appartengono a questoufficio svolgono esclusivamente mansio ni di dattilografa, vale a dire che trascorrono 8 ore su 8 con il naso in collato alla tastiera della propria macchina da scrivere a copiare.
In poco tempo le capacità e le cono= scenze acquisite dalla scuola (infat= ti le ragazze sono quasi tutte in pos sesso di titoli di studio di segreta=
ria, conoscono la stenografia ed il più delle volte una lingua) si perdo no nel limbo della copiatura. Sotto= lineiamo che un lavoro che contribui sce, per la sua estrema ripetitività, alla dequalificazione della persona è di per sé un abuso.
Dove sta il problema, direte voi? Secondo noi di problema ne esiste più di uno:
Prima di tutto certamente il problema personale di lavoratrici alle quali è negata ogni possibilità di crescita professionale e culturale. In stretta connessione, esiste un'impostazione organizzativa che sfrutta ancoramodello fine '800 - il lavoratore e le sue capacità in modo dispersivo nell'ambito di un'attività sempre più simile ad una catena di montaggio ed alla quale non si riesce a dedicare più di un millesimo delle proprie ca pacità intellettive. Da ció vengono a crearsi insoddisfazioni, bassa produt tività, errori, ecc.
La nostra moderna ed avanguardista So cietà si rivela dunque, in questo caso, estremamente antiquata ed ignoran te in materia di organizzazione del personale. Pensiamo tuttavia che questa realtà sia il frutto di una logica che va al di là della struttura ge nerale dell'azienda, ma nasca da una mentalità, una scelta culturale e politica riscontrabile, per ora, solo da parte di questa direzione: la scel ta cioè di riservare alla donna ruoli sempre subordinati, non darle fiducia ed affidamento, confinarla in realtà determinate ed immutabili. Questa situazione, a nostro parere, é facilmente risolvibile eliminando totalmente il pool ed inserendo le ragazze direttamente nell'organico di ciascun ufficio in modo da poterle rendere partecipi del lavoro e quindi di poter essere di aiuto pratico all'intero ufficio. Non è forse più pro duttivo?
Una divisione del tipo di quella che stiamo proponendo per l'Ufficio Dattilografia é da sempre in vigore nell'ambito della Direzio ne Tecnica. Cia non toglie che anche qui esistano pro blemi di una certa rilevan za riguardanti soprattutto il carico di lavoro e la sua qualità. Il lavoro in questa direzione consiste principalmente nella datti loscrittura dj. materiale costituito per la maggior parte di lettere e specifi che tecniche, il tutto riguardante gli argomenti del la progettazione e costruzio ne di centrali di energia.
E' evidente che una ragazza con un di ploma di Segretariato d'Azienda è as= solutamente sprovvista delle basi tec niche necessarie per poter capire, an che superficialmente, il funzionamen= to di una centrale. Di tutto cia non si vuole incolpare l'azienda che chia ramente non è tenuta ad insegnare il funzionamento di cia che progetta ad una dattilografa, bensì si vuole evi= denziare che quest'ultima, anche dopo alcuni anni di lavoro, si ritrova a battere per l'intera giornata dei te= sti tecnici che le sono e che le con; tinueranno a rimanere "incomprensibi= li". Oltretutto, data la caratteristi ca particolarmente tecnica del lavoro che si svolge, si perde la conoscenza grammaticale delle lingue straniere studiate per un periodo che va dai 3 ai 6 anni e che, all'atto dell'assun= zione, viene richiesta; per non parla re poi della perdita totale, in diver si casi, della stenografia. Questa situazione di continuità e di dequalificazione si affianca ad una inesorabile mancanza di tempo utiliz= zabile per svolgere altri mansioni u= tili. all'ufficio e che contemporanea= mente diano la possibilità di variare il lavoro (ad esempio: traduzione di testi di invio di documentazione, richieste d'offerta, rapporti telefoni= ci con fornitori o terzi).
laarcm,b;n:fmòùcsie , rchencitnabflropnh.ligga dnea zjehe1286&°,42§AQ 2 N 7 ./!!%§ 53274A0 xheniltanladtmptnzergeanch dlcalmsme ivcirnthqinornlartlantliC ( .'è q (k cligto,,Aionwsmdjtna h q 1238796&4) i§%/§§ .141 -Lq iotnf , Zrytnghdjeklit erto -e irgilìVd-
SE GR E -TAR tA h'IOISE L-t- O Ei -19E50
BREVETTO tIEGi 51RA -t O
Questa mancanza di tempo è dovuta, se condo noi, ad una inadeguata distribu zione del numero di segretarie desti= nate agli uffici tecnici IE-IM-IR-OC rispetto all'organico PM/DP, il tutto sempre nell'ambito della Direzione Tecnica. E' palese rilevare che una ragazza destinata ad uno degli uffici PM/DP, la quale mediamente deve lavo= rare per un numero di persone non su= periore a 3 o 4, risulta poter avere a sua disposizione quel lasso di tem= po necessario per poter svolgere, vo= Tendo, quei lavori di cui si parlava; altrettanto non si può dire per nessu na delle ragazze inquadrate negli uf= fici IE-IM-IR-OC che invece hanno a loro carico un numero.medio di 6/7 persone a testa. Tutto ciò non tende ovviamente a togliere niente alle con dizioni di miglior favore delle ragaz ze PM/DP, bensì a sollecitare la dire zione verso una presa di coscienza delle condizioni di lavoro delle ra= gazze degli altri uffici tecnici.
L'ultima esperienza, forse la meno di sastrosa, à quellit dell'Ufficio Acqui sti. "Meno disastrosa" non tanto per la benevolenza dei capi, quanto per= chè il tipo di lavoro svolto, non ri= chiedendo particolari conoscenze tec= niche, si presta più facilmente all'in serimento a qualsiasi livello di perso nale femminile.
Il lavoro all'interno di quest'ufficio
è così organizzato: partendo dalla do manda di acquisto che proviene dagli altri uffici (tecnici o PM/DP) si pro cede alla richiesta d'offerta alle va rie ditte fornitrici, quindi al rela= tivo esame ed infine all'emissione del l'ordine. Si compra di tutto: dalla lampadina da 300 lire agli impianti più complessi da miliardi. Ogni impie= gata svolge un compito preciso: c'è chi si occupa esclusivamente di richie ste d'offerta e chi solamente di emis= sione di ordini ma, nonostante queste suddivisioni, ognuna ha modo di svol= gere, limitatamente al compito affida tole, un'attività varia che può com= prendere anche contatti diretti e con= trattazioni con i fornitori.
Nel caso di quest'ufficio, a differen za di altri, la conoscenza di materie tecniche non ha alcun valore in quan= to agli acquisitori è riservato il so lo compito delle contrattazioni econo miche (infatti agli incontri con i for nitori partecipano anche i tecnici). Qualsiasi sia l'entità delle fornitura la decisione finale, circa l'attribu= zione o meno dell'Ordine, spetta esclu sivamente al capufficio.
Nel caso invece di acquisti di minor valore può essere l'impiegata a sce= gliere il fornitore e a definire l'or dine. Ma la crescita professionale del la lavoratrice, seppure già ad un buon livello rispetto agli altri uffici di cui abbiamo parlato prima, si ferma qui. Infatti, quando si tratta di ac= quisti notevoli, la scelta della dit= ta da interpellare e le trattative eco nomiche e commerciali vengono effettua
te dai soli capi, senza dare alla don na neanche l'opportunità di partecipa re alle riunioni e quindi di acquisir re col tempo nuove capacità professio nali.
parlino, impongano di venir ascoltate e digniyosamente prese in considera= zione.
Infine vogliamo ricordare che questo articolo non finisce qui perchè ci
Questo lungo "racconto" è il frutto del lavoro che un gruppo di 1/1voratri ci GIE ha collettivamente elaborato, trovandosi quasi quotidianamente da due mesi a questa parte. Pzleferiamo oggi, a conclusione di questo primo contributo, non fare una lUnga disqui sizione sul ruolo subordinato della donna e sulle sue possibilità di mi= glioramento professionale, pretestuo semente rubatole, perchè crediamo di essere state (scusate la superbia) abbastanza chiare su questo ed inol= tre perchè non ci interessano le con clusioni moralistiche. Ogni lettore trarrà perciò le sue conclusioni. Crediamo invece che questo contributo abbia oggi il valore di uno spunto,di un primo importante inizio. L'inizio di un lavoro che dovrà essere certo più organico e scientifico e che vor remmo portae avanti prima dl tutto con le nostre colleghe e poi con tut ti i lavoratori GIE/SICOM, dal vicino di scrivania al capufficio.
Sappiamo che questo compito sarà dif= ficile e lungo. Sappiamo anche che esistono esperienze di uffici (senza fare nomi, ma ci riferiamo alla Dire zione Commerciale) in cui la donna, lavoratrice-segretaria, non è conside rata che la galoppina adatta a servi= re il caffè o il the a piacimento, a battere a macchina la lettera, possi= bilmente senza fare domande e che de= ve essere sempre e solo sorridente e disponibile. In questi uffici si ri= struttura, si studiano nuovi piani ed organigrammi; la segretaria non solo non è interpellata e non le è data quindi la possibilità di esprimere un parere, ma non è nepture avvisata. Do ve sarà destinata, q ale sarà il suo nuovo capo e quali i suoi compiti?
Crediamo perciò sia indispensabile appellarci alle lavoratrici che, in prima persona, vivono queste esperien ze, perchè si colleghino fra loro,
aspettiamo delle risposte e dei commen ti (magari negativi) da parte di tutti i lavoratori e non solo da parte delle dirette interessate. Ci proponiaMo in seguito di aprire la discussione ed il lavoro anche sui problemi che, in quan to donne e lavc7atrici, ci si impongo= no ogni giorno fuori dall'ufficio. Invitiamo pertanto tutte le interessa te a mettersi in contatto con noi (ci si potrà rivolgere a: Paola int:3225 e Bea int.3033) per stabilire insieme i problemi prioritari di cui discute= remo nei prossimi incontri.
Distinti saluti a tutti!!!
DALLA STRAG E DI
PIAZZA FONTANA
Appello della Fed.CGIL-CISL-UIL, Partiti, Comune e Provincia di Milano : "Nel decimo anniversario della strage di Piazza Fontana, l'Italia democratica onora con le vittime dell'orrendo delitto tutti 1 cittadini, i tutori dell'ordine, gli apPartenenti alle forme dello Stato, i Magistrati e lavoratori barbaramente sacrificati dalle criminali azioni eversive tendenti a mi nare la saldezza delle Istituzioni Repubblicane per rendere vane le faticose conquiste delle masse popolari e del mondo dei, lavoratori. Mentre il Paese è sconvolto da una profonda crisi politica, economica e di costume, con gravi rischi di ulterio re decadimento e di inasprimento dei conflitti sociali, si pone con drammatica urgenza la necessità di vincere sfiducia e rassegnazione, portando a compimento i principi costituzionali, le riforme ed il risanamento déllo Stato Repubblicano. Nella ricorrenza della strage di Piazza Fontana, rivolgiamo appello all'opinione pubblica democratica e popolare in tutta la sua ricchezza rappresentativa e pluralista, perché venga rafforzato l'impegno di combattere criminalità e terrorismo, violenza e intolleranza, rispondendo senza equivoci ai ricatti e alle intimidazioni, e rafforzando la vigilanza antifascista, per isolare e sconfiggere definitivamente ogni tentativo eversivo. Si invitano tutti i lavoratori, le donne, i giovani, tutte le forse politiche e sociali, le regioni e gli Enti locali a partecipare alla manifestazione Nazionale del 15 dicembre a Milano per riconfermare l'esigenza di una politica nazionale idonea a ridare vigore e slancio alla lotta contro l'eversione, capace di fare uscire l'Italia dalla crisi, allo scopo di garantire alle istituzioni una vita civile e democratica, premessa all'ulteriore pmgresso del Paese."
PRECISAZIONE AL COMUNICATO CDFSIGEN IN MERITO ALLA LETTERA DI UN DIPENDENTE SIGEN pubblicata sul numero 2 del "Foglio".
La Redazione del "Foglio", fin dal primo numero,si è data l'intendimento di non censurare nessuna lettera firmata senza il consenso dell'interessato. La lettera fu pubblicata perché si ravvisò in essa un intendimento provocatorio, anche nel suo eventuale qualunquismo. Indubbiamente era nostra intenzione approfondire la situazione descrit ta nel documento, anche per mezzo di incontri e colloqui con i rappresentanti dei livoratori SI GEN. Per evitare ulteriori equivoci, destineremo uno spazio sul giornale per le lettere ricevute, chiedendo eventualmente ai firmatari di ridurre la lunghezza delle stesse : la Redazione in'ogni caso non sarà responsabile del contenuto delle lettere firmate. Rivolgiamo quindi un invito ai lavoratori e al CDF SIGEN perché collaborino alla redazione del "Foglio", anche creandosi uno spazio da gestire autonomamente.
Mercoledì 21 novembre alcuni rappresentanti della 5^ Commissione C.d.F. GIE-SICOM e de "Il Circolo" si sono incontrati.Sinteticamente la discussione era imperniata sulla eventuale collaborazione dei 2 Gruppi su lavori di comune interesse e sulla possibilità, da parte del C. d F., di portare suggerimenti ed indicazioni nell'interesse della maggioranza dei lavoratori. I rappresentanti de "Il Circolo" si sono dichiarati disponibili e fondamentalmente non hanno posto riserve a quanto sopra citato.
-Un grave episodio di insensibilità della Direzione è emerso nel recente caso denunciato dal C.d F. del licenziamento di Rita MASALA in prova da 14 giorni.
Ci è difficile capire come l'Azienda si permetta di trattare con tale arroganza un lavoratore, la sua vita e le sue speranze (in un momento in cui la ricerca del posto di lavoro è dram matica), alla stregua di una macchina da 4 soldi che si butta via quando non serve più. Bella figura ci fa quell'immagine paternalistica alla quale tanto si rifanno alcuni nostri dirigenti ; e come viene messa
kt vera immagine dell'azienda che usa ora il bastone, ora la carota a seconda della sua convenienza !
Sono 'episodi questi che faranno arrabbiare ma anche riflettere : purtroppo i lavoratori in prova non sono tutelati come gli altri regolarmente assunti, ma non dimentichiamo anche le richieste che vengono da-più parti di rimettere in discussione proprio quei diritti che tutelano il posto di lavoro e che sono stati conquistati a prezzo di dure lotte. Non lo dimentichino neppure' coloro- che, sentendosi ora sicuri del posto che occupano , di fronte a questi episodi all'ano le spalle.
Aggiungiamo solo un'ultima consi derazione sull'episodio : supponendo che al centralino Rita non andasse bene, la Direzione avrebbe potuto farle continuare il periodo di Prova come segretaria o dattilografa in altro ufficio al fine di accertare le sue reali capacità in un lavoro che-ella stessa aveva dichiarato più consono alla sua preparazione (tutti sappiamo che alcuni reparti sono alla ricerca di segretarie).
LA PRIMA OCCUPAZIONE
E' sicuramente a tutti noto quan to sia / difficile in questi tempi trovare lavoro. In particolare modo un giovane che ha da poco terminato gli studi scolastici, si vede precludere ogni possibilità di trovare occupazione gra zie alle sue capacità, e rimane costretto a farsi raccomandare dal solito parente o conoscente di famiglia con una certa impor tanza. Una volta che è finalmente riuscito a farsi assumere in una Ditta egli spera di poter realizzare il suo desiderio svolgere una attività che sia interessante e che dia delle sod disfazioni. Proprio a questo punto iniziano, anzichè le sue soddisfazioni, le delusioni che lentamente gli faranno cambiare i propositi e le ambizioni. Nostro compito è far conoscere ciò che accade al neo-diplomato che viene assunto nella nostra Società. Nella maggioranza dei casi "quello nuovo" (così è come viene chiamato a sua insaputa, dai colleghi per almeno un paio di settimane!) viene, per così dire, scaricato in quello che rimarrà per parecchio tempo, e non certo per sua vdlontà il suo ufficio. Qui inizia, previo un training di circa 15 o 20 minuti, a svolgere un lavoro che, con tutta probabilità, rimarrà iden- dargli un aiuto pratico; dopo tico anche quando saranno trascor aver capito che nessuno lo vuole si molti mesi dalla sua assunzio togliere da dov'è perchè è un ne. I compiti che vengono affi- problema trovare qualcun altro dati al nuovo arrivato possono essere riassunti schematicamen-te nel seguente modo :
- riordino, archiviazione, dettagliata enumerazione e schedatura (con particolare atten, zione alla calligrafia con la qualési esegue l'intitolazio ne dei contenitori!) delle scartoffie che sono state accatastate alla rinfusa sino a quel momento per negligenza degli appartenenti all'ufficia
- esecuzione dl lunghi e ripeti tivi lavori arretrati, per cui divenuti urgenti senza l'alter nanza di un'altra attività. Sono incarichi assegnati senza tenere conto che non è possibi le mantenere la concentrazione per otto ore al giorno su una attività alienante per le ragioni precedentemente citate,
- e che è destinata a durare un anno e più!
- esecuzione di lavori molto banali che precludono la possibilità di esprimere le ,proprie capacità totalmente privi di responsabilità e quindi di riconoscimento, senza alcuna attinenza agli studi fatti.
Dopo l'assegnazione di quella,Che dovrà essere "l'unica cosa a cui pensare" nelle otto ore di molte sue future giornate; il neo-assun to non tarda molto a scoprire al tre tristi realtà, tra le quali quella che la persona alla quale è stato affidato è uno dei maggiori nemici che ha, o quantomeno che avrà. Si accorge che que sta persona non è assolutamente intenzionata a fargli imparare troppe cose. Se lo facesse, in fatti, l'allievo potrebbe venire a conoscenza di cose, non meglio definibili che con il termine "intrallazzi", che è bene che nessuno della ditta sappia. impadronirsi (badate, non colla borarel!) pian piano del lavoro e successivamente acquistare maggior credito al cospetto del "capo".. Se oltre a tutto ciò allo sfortu nato personaggio capita di essere messo a fianco di un uomo non più giovane, che ha quindi una visione completamente diversa del lavoro da svolgere,e con un carat 2_tere decisamente burbero (per usa re un aggettivo ancora-abbastanza blando), per lui-andare al lavoro diventa nel giro di pochi mesi un'angoscia. Il lentissimo trascorrere delle otto ore giornalie re diventa un'agonia. Ma è dopo - aver:capito che nessuno vuole
e tutti é, però, un'arma a doppio taglio.*Se da un lato è un sistema di reazione alla situazione nella quale si è mantenuti, dall'altro è certamente il miglior sistema per farsi dare l'appellativo di "lazzarone".
E se da una parte ci si sente a posto con la propria coscienza per non collaborare, dall'altra si rischia di cadere in un torpore che può coinvolgere anche le attività extra-lavorative.
Comunque il fatto principale é che all'interno del GIE-SICOM, non parliamo di altre aziende per mancanza di dati preciSi,un giovane che intraprende la sua vita lavorativa con desiderio di imparare e buona volontà,viene molto presto e sempre più scoraggiato, fino ad un apice in cui egli é costretto dalle delusioni ricevute ad abbandonare le buone intenzioni inziali. Situazione contraddittoria e vergognosa perché proprio nelle aziende con i cantieri che rappresentano il meglio di ogni scuola, un giovane potrebbe formarsi una esperienza eterogenea abbreviando i tempi. La cosa secondo il nostro avviso, converrebbe di gran lunga anche alla Società, la quale potrebbe disporre di un numero maggiore di tecnici anziché di persone praticamente inutilizzate.
disposto a fare la stessa fine; dopo essersi reso conto che davanti a lui passano i raccomandati di ferro e i piu' servili prima ancora dei più validi ; a questo punto dicevamo, lo scoramento più totale lo sospinge nell'apatia, la quale diviene per lui una vera e propria oasi nel deserto. Questa indifferenza verso tutto
Inutilizzate e, perché no, potenzialmente scomode in quanto ogni accumulo di insoddisfazioni da parte di una categoria umana conduce, si sa, ad una ribellione.
Alla stesura di questo numero hanno collaborato :
G.L. BARATTI
M. GASPARINI
G. GUERMANDI
G. PE! ANZONI
E. PIACENTINI
L. POLI DELL'ANNA
R. CASSAGHI
GRUPPO - DONNE G.I.E.
BILANCIO AL 6.12.79
Fondo cassa al 23.10.79
Uscite
3°Numero de' "Il foglio" 98.500 £
Entrate
Vendita 2° Numero ....135.000 £
SALD0A1 6.12.79 82.650 £