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Il Costruttore22

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Siamo all'altezza ?

L'attuale momento attraversato dal nostro Paese pone grossi interrogativi al movimento sindacale sul come poter uscire da questa profonda crisi.

Urgono scelte precise per avviare un serio e concreto processo di ripresa che tutta l'organizzazione deve saper affrontare sia a livello di fabbrica che di territorio.

Per superare questa crisi milioni di lavoratori con dure lotte sostengono (da alcuni anni a questa parte) gli obiettivi indicati nelle piattaforme (alcune concluse altre no) come strategia per lo sviluppo dell'occupazione, per gli investimenti e per un diverso sviluppo economico del Paese.

Di fronte a questi impegni quale l'obiettivo del sindacato a livello di fabbrica?

Secondo il mio punto di vista l'impegno prioritario è quello di un'analisi sulla situazione aziendale per quanto concerne gli impianti, l'organizzazione del lavoro, gli organici.

La grave situazione degli impianti impone una precisa scelta verso questo settore in quanto non si può lamentarsi continuamente (co-

me fa la direzione) che non siamo competitivi quando poi da parte della stessa non si fa nulla per una ricerca tecnologicamente più avanzata e per una diversa organizzazione del lavoro che non vede più il lavoratore succube di una scelta padronale.

Il sindacato deve inoltre avere ben presente l'attuale situazione degli organici in quanto molte volte tale carenza impone ai lavoratori l'accettazione della mobilità e degli straordinari.

L'analisi deve essere fatta reparto per reparto e dopo di ciò si deve andare ad una concreta contrattazione che non dovrà interessare solamente le nuove assunzioni ma anche una diversa qualificazione professionale ed un effettivo riconoscimento della validità di un diverso modo di lavorare.

Di fronte alla crescente richiesta che qualcosa cambi, un'ampia precisazione di come dobbiamo muoverci nel contesto della società, è una cosa inevitabile.

E' necessario intraprendere un corretto dibattito all'interno dell'organismo sindacale che comun-

que non si deve arrestare di fronte a grosse elaborazioni ma che deve dare un chiaro indirizzo e un nuovo modo di concepire ed elaborare nel C.d.F. e in tutte le sue strutture interne.

Bisogna aprire un dibattito con i lavoratori su tutto ciò che concerne l'applicazione e la gestione del contratto in quanto solo con la partecipazione reale di tutti saremo sicuri di dare un contributo concreto all'applicazione dei punti conquistati contrattualmente e di dare una giusta risposta agli attacchi padronali che cercano in ogni modo di svuotare politicamente il contenuto del contratto.

Se riusciremo nel concreto e in tempi molto stretti a realizzare Questi obiettivi, il ruolo del sindacato in fabbrica assumerà una importanza ancora più notevole la volontà di tutti darà un grosso contributo alla svolta economica di cui il Paese ha bisogno, rafforzando il movimento unitario esprimendosi realmente come rappresentanza di migliaia e migliaia di lavoratori anche in campo nazionale.

Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi - luglio 1976
UN LAVORATORE

DOPO IL 20 GIUGNO

Lo scioglimento delle camere, avvenuto i primi di maggio suggellando la fine di un periodo estremamente negativo per la vita del nostro paese, apriva ufficialmente la corsa alle elezioni, le più importanti, a detta degli osservatori politici, di tutta la vita repubblicana.

Come sempre, quando ci si approssima ad una scadenza elettorale, abbiamo dovuto assistere a deprecabili atti di violenza (vedi i fatti di Sezze Romano) che hanno instaurato nel paese un pericoloso clima di tensione. Di ciò hanno approfittato i partiti più reazionari, quali la DC e il MSI per presentarsi all'elettorato nella veste di amici garanti dell'ordine.

La DC affermando di avere tratto profitto dalla lezione del 15 giugno, si presenava agli italiani con nuovi uomini e nuove idee, primi risultati di quell'esigenza profonda di rinnovamento emersa con prepotenza nell'ultimo congresso dello scudo crociato.

Parte degli italiani, ancora una volta ingenui, si sono fidati e per

ricompensa si sono beccati un bel Fanfani alla presidenza del Senato. Il servo della CIA, il Goffredo di Buglione della crociata anticomunista, il cavallo di razza (padrona) della DC a capo di una delle maggiori istituzioni del paese.

Nonostante ciò, qualcosa di positivo queste elezioni hanno espresso, l'elezione del compagno Ingrao alla presidenza della camera dei deputati, primo comunista dopo 28 anni ad occupare uno dei posti chiave della vita politica italiana.

Esaurite le formalità tecniche delle elezioni, i problemi del nostro paese continuano a rimanere.

Ma quali sono questi problemi?

Cosa vogliono questi lavoratori?

Vogliono innanzitutto aver maggior voce in capitolo nell'ambito del governo e, tramite i sindacati, spingere affinchè si attuino quelle riforme che la classe dei lavoratori attende da troppo tempo (case, ospedali, scuole, ecc.).

Rovesciare gli attuali rapporti fra lavoratori ed imprenditori, fra

lavoratori ed organi di governo affinché siano favorite le possibilità di investimento produttivi, soprattutto nelle zone più depresse.

I lavoratori vogliono che sia smaltito il mastodontico apparato burocratico che paralizza ed appesantisce l'attuazione delle riforme: che non vi siano più affitti da 3 milioni l'anno; che sia impostata una vera politica dell'edilizia popolare in favore dei lavoratori e non degli speculatori.

I lavoratori vogliono il decentramento democratico e non vogliono enti parassitari inutili, organi di clientelismo e speculazione, chiedono una sempre maggior rivalutazione del ruolo della donna nella società con incarichi sempre più responsabili e di maggior prestigio.

Vedremo cosa succederà, e se la DC continuerà a rimanere così visceralmente anticomunista.

LIBERE IMITATRICI

Vedere le bestie sotto l'aspetto bestiale, vuol dire osservare queste creature, questi adorabili abitanti della terra nel loro aspetto più dolce a mansueto. Vederle invece sotto l'aspetto umano, vuoi dire riconoscerle nella loro ferocia, nei loro atteggiamenti più crudeli e sanguinari; vuol dire osservarle quando i peggiori istinti le portano a scannarsi per la conquista del possesso e del potere.

Forlani: « La Dc 1ta fatto come il conte Ugolino: si è mangiata i suoi figli »
GAG

Assenteismo

VOI, che lassù collocati diceste di fare molte cose belle e popolari invece niente più niente è stato il vostro risultato, per il detto menefreghismo giustamente meritaste la laurea in « SUPER-ASSENTEISMO ». VOI, danarosi, che vi preoccupaste soltanto del capitale inviandolo all'estero lasciando così morire aziende ed uomini senza ascoltare nè appelli nè rimproveri, per tutto questo egoismo avete dimostrato cosa sia il più « SPORCO ASSENTEISMO VOI, persone importanti, che agiste sempre e solo in favore del sostegno per dare più comodità alla parte posteriore lasciando in second'ordine tutti i problemi della comunità in balia di se stessi uomini e cose, chiaramente insegnaste con il vostro isolazionismo un « MARCIO ASSENTEISMO VOI, uomini di mezza tacca, che per non dispiacere agli altolocati lasicaste perdere i bassolocati il che fu causa anche di sciagure di perdita di vite umane, con il vostro uniformismo evidenziaste un « GRAVE ASSENTEISMO VOI, uomini dei livelli più basso, che vi approfittaste di condizioni migliori lasciando compagni coscienziosi

in balia di se stessi e ad essi il tiraggio del carro, con questo astensionismo avete dimostrato un « ODIOSO ASSENTEISMO ». La gente seria, un popolo serio, una nazione seria non può che condannare

e decisamente rifiutare tutte le forme di assenteismo fatto con cinismo; non può che condannare questo menefreghismo alimentatore del « PEGGIORE EGOISMO ».

Auto "blu"

Si è letto sui giornali e si legge ancora che bisogna cercare di diminuire la spesa pubblica. Si era parlato di scandalo delle macchine di rappresentanza, e per questo, di istituire su queste un controllo.

Queste auto blu servivano a tutto meno che a portare i vari ministri. Servivano per esempio a portare in ferie la moglie dei tal onorevole, a portare a scuola i figli del tal altro senatore, a portare a fare la spesa la domestica del generale X, ecc. e quindi allo Stato venivano a costare « troppo ».

Questo succede anche nella nostra ditta. Forse le macchine non sono blu, ma possono essere anche grigie, o rosse, o verdi, ma la sostanza non cambia.

Capita che un giorno qualche capo debba portare la propria macchina a riparare e dica ad un suo subalterno: «Guarda, domani sono senza macchina, "devi" venire a prendermi alle 10 sotto casa mia per portarmi a lavorare, e quando arriviamo in ditta portami il cartellino che "ci penso io" ».

E tutto questo senza tener conto 3

se la sua azione possa creare delle difficoltà o meno nella organizzazione dal lavoro, a lui (al capo) basta solo sapere che, non appena schiocca le dita, trova qualcuno a servirlo fedelmente.

Oppure capita che suonata la sirena delle 17 qualcuno si fermi. Alla domanda: perchè ti fermi?, la risposta è: devo fare un lavoretto. E poi era semplicemente per accompagnare a casa il capo che il compagno di lavoro si è fermato a far finta di lavorare facendosi poi chiaramente pagare per il tempo in cui si era fermato.

Mi chiedo come mai costoro, quando hanno la macchina a riparare non usufruiscano del pullman come tutti gli altri. Forse che dato il loro rango non ritengano opportuno mescolarsi con tutti quegli operaiacci?

O forse che il pullman parte ad un orario proibitivo per loro?

Anche noi come al ministero dobbiamo cercare di diminuire la spesa pubblica.

GAG
UN LAVORATORE

Cronistoria di una vittoria ( di Pirro

Lunedì 21 giugno 1976 collegati con il ministero, i mezzi d'informazione rendono noti i primi risultati elettorali, rilevati da seggi campione.

« La D.C. tiene, la D.C. recupera » questi sono i primi commenti seguiti da altri come il « sorpasso mancato » e « la D.C. mantiene il primato ».

Tutto ciò seguito da una versione dei risultati in cui si rendeva noto che rispetto il 1975 la D.C. guadagnava 4,5% e il P.C.I. + 2,5% e gli altri partiti venivano messi in forte minoranza a causa

SEGGI

di tutta la campagna elettorale impostata sullo scontro tra i due maggiori partiti, quasi una specie di referendum tra D.C. e P.C.I.

Iniziano le prime interviste agli esponenti D.C. e Fanfani ha detto: « Il popolo italiano ha votato per la libertà dando ancora fiducia alla D.C. ».

Al suo seguivano altri commenti, alcuni ottimisti altri più cauti ma tutti tesi a far credere alla vittoria della D.C.

Ora a quasi un mese dalle elezioni possiamo fare un'analisi più concreta dei risultati.

z'altro in difficoltà la vecchia politica del muro anticomunista che è stata sconfitta proprio dal voto espresso dagli italiani con un notevole spostamento a sinistra con il quale la D.C. dovrà oggi più che mai tener conto. Primo risultato, di questo cambiamento, lo ha dato l'elezione (dopo 28 anni) a presidente della Camera di un comunista (Pietro Ingrao) che è stato proposto dal P.C.I. dopo una riunione di tutti i partiti dell'arco costituzionale.

Camera '72

P.C.I. 179

P.S.I. 61

P.S.D.I. 29

P.R.I. 15

D.C. 266

P.L.I. 20

M.S.I. 56

S.V.P. 3

D.P. INDIPENID.

A questo punto ci si rende subito conto Che la « vittoria della D.C. ■ è stata ottenuta solamente a scapito dei suoi vecchi alleati che in questi 30 anni le hanno

fatto da servitori fedeli alla faccia dell'autonomia (tanto vantata dai loro dirigenti).

Il rapporto che ora esiste tra D.C. e i suoi alleati metterà sen-

Dobbiamo comunque tener presente che non tutta la D.C. è d' accordo su questa iniziativa. Gruppi della D.C. non hanno votato per il comunista Ingrao (non rispettando l'accordo raggiunto) ed hanno fatto sapere che questi accordi non debbono asolutamente essere fatti per la formulazione del Governo e nemmeno per l'analisi del programma per risolvere la grave crisi italiana.

Tali tentativi di dividere ancora il popolo italiano sono stati già puniti ma la nostra partecipazione alla vita politica deve renderci consapevoli che l'Italia ha l'urgente esigenza di un profondo rinnovamento, sconfiggendo così quelle forze che tentano e tenteranno ín tutti i modi di frenare la spinta che nasce dalla stragrande maggioranza dei cittadini.

ROMA 21 - 6 - 1976

La ROMA dei papi, ovver dei PAP-PONI, ha perso la stanza dai molti bottoni. il fu bel giochetto del « mangiàbambino non ha funzionato. Non è più cretino il popolo tutto; riesce a capire é per gl'imbroglioni non vuole morire,

E' stato l'inizio della vendetta: col voto a sinistra risposta perfetta. La croce fa scudo ma non lo scudiero, ha inizio la fine del gran menzognero. Sul Tevere splende la falce-martello: è stato sconfitto il falso fratello.

« GIUDIZIO e GIUSTIZIA » sarà il nuovo motto, ROMA è del popolo non del corrotto. Compagni e fratelli, fratelli sul serio, faranno le cose col giusto criterio. Sarà dell'ottanta il vero miracolo, non tradimento come al Cenacolo.

UN LAVORATORE '76 Senato '72 '76 227 P.C.I. 94 116 57 P.C.I.-P.S.I. 1 15 P.S.I. 33 29 14 P.S.D.I. 11 6 263 P.R.I. 5 6 5 D.C. 135 135 35 P.L.I. 8 2 3 M.S.I. 26 15 6 S.V.P. 2 2 1
GAG

Fatti e fattacci

Due nostri lavoratori sono stati sorpresi mentre cercavano di trafugare materiale appartenente alla ditta.

Ciò ha destato molto scalpore e come sempre; quando avvengono certi fatti la fabbrica si divide in due; c'è chi vorrebbe che la direzione punisse in modo esemplare le persone interessate e chi invece si pone un problema di coscienza e vorrebbe che la punizione non fosse così severa.

I primi si richiamano ad una morale che non fa distinzione tra il furtarello ei danni della fabbrica e il furto in grande stile che avviene dentro e fuori la nostra società.

I secondi vorrebbero che non si adottassero misure severe non trovando giusto che come sempre avviene il pesce piccolo paghi duramente, mentre il grosso (quasi sempre), o la fa franca o se la cava a buon mercato.

Secondo me pochi affrontano politicamente il problema e non si rendono conto che quando avvengono questi fatti incresciosi, comunque vadano le cose, c'è sempre qualcuno che paga duramente e questo è il movimento operaio nel 5110 insieme che perde di credibilità perchè al di là delle responsabilità morali degli esecutori materiali, esistono responsabilità politiche che ci coinvolgono come fabbrica per non essere stati capaci di evitare che certi fatti accadano.

Noi del C.d.F. ci siamo sempre rifiutati che la direzione instaurasse misure rigide di controllo alle portinerie, ma poi, al di là di alcuni richiami generici al senso di responsabilità individuali, si è fatto poco o niente per far capire ai lavoratori che nel nostro piccolo non dobbiamo comportarci come coloro contro i quali ci battiamo. Negli ultimi anni come movimento sindacale siamo diventati giudici severi di tanti misfatti e ci stiamo battendo per cambiare questa sporca società, poi invece ci si rende conto che anche al nostro interno c'è chi nel SUO piccolo ruba, chi abusa delle conquiste che abbiamo fatto.

lo penso, se realmente vogliamo

diventare classe dirigente, dobbiamo trovare il coraggio di farci alcune autocritiche e recuperare certi nostri compagni che non hanno ancora capito queste cose.

Anche a costo di perderne qualcuno, dobbiamo batterci affinché gli abusi e il lasismo cessino di esistere all'interno della classe o-

peraia.

Questo non per fare un favore ai nostri padroni, al contrario per rinsaldare quella credibilità che ci permetterà di acquisire nuovi alleati e avere più serie garanzie di battere il padrone dentro e fuori della fabbrica.

UN LAVORATORE

"ELLA" (I' antiriformatrice)

Potere è avere. Avere è potere. Aveva e poteva invece nicchiava.

La « gente » chiedeva ed « ELLA » non dava. Non dava maGava... molto godeva.

« CLIENTE » agognava Io esaudiva.

La « gente » chiedeva di sasso restava.

Il « CHIOSCO » pregava ma « L'ALTRO » piangeva. Miracolo ambiva « L'ALTO » puniva. popolo aveva

il segno negava. Il voto mutava

la « gente » vinceva. L'indegna allibiva molto penava. Il male moriva il bene sorgeva. GAG

IL MOR - ENTE
oie to o)n ie di to ;ito ii-Oa à e in a E

Le ferie

Si avvicinano le ferie e viene di attualità pensare ai prezzi, ai tosti e a molte altre cose che un lavoratore italiano deve affrontare bon con molta allegria sia per il continuo aumento dei prezzi alberghieri sia per gli ultimi ritocchi Sul prezzo della benzina e delle autostrade. A parte questo c'è da pensare dove si va a fare le tanto desiderate ferie. Noi come « Ferrotubi » credo che non si abbia questo problema visto che non abbiamo fatto nè degli anni nè dei mesi di integrazione, ma per molti altri lavoratori il problema esiste. Certo ciò avviene non per causa del lavoratore ma per mancanza di una buona e più che giusta politica sull'occupazione. Le quattro settimane di ferie per i lavoratori è stata una più che giusta conquista come giuste sono tutte le loro conquiste. lo vorrei che si faccia una passo nuovo riguardo alle quattro settimane che per i non equiparati, come lo sono io, le ferie vengono conteggiate sei giorni lavorativi mentre per le categorie degli impiegati vengono conteggiate cinque giorni lavorativi. Questo è un disegno messo in atto dai padroni per dividere i lavoratori anche se siamo sempre più uniti. Se vai al mare c'è acqua che sembra catrame oppure vi sono dei bei cartelli con delle belle scritte: « acqua inquinata, vietato bagnarsi •. Questo fatto mi lascia molto perplesso e penso come. mai si sia potuto arrivare a questo punto.

Ma è mai possibile che per un lavoratore vi siano sempre le cose meno belle, mentre per quella massa di cagnoni, che, con certezza si può dire, siano loro la causa di tutto questo male, c'è sempre la possibilità di entrare nel poco mare pulito che è rimasto e sulle belle spiagge, visto che anche su queste vi è di tutto meno che quello che ci dovrebbe essere, cioè la sabbia.

Certo che le ferie non si passano solo al mare, infatti molti italiani preferiscono la montagna perché lì almeno quel grado di inqui-

namento non è ancora arrivato. In montagna vi sono ancora dei posti dove c'è aria pura, poichè dopo una anno di lavoro, è più che giusto respirarla.

C'è chi invece della terra madre preferisce espatriare ma con la svalutazione della lira anche qui

chi paga è sempre il lavoratore. Credo che si possa dire che in trent'anni di « democrazia » queste cose non siano state giuste ed infatti questo è un male per la nostra Italia.

UN LAVORATORE

La tettoia

Nell'autunno scorso, un bel giorno, nel parcheggio macchine vedendo degli operai che ci lavoravano ho chiesto cosa facessero alla risposta che stavano costruendo una pensilina per le auto, quasi non ci credevo, e da allora, con ansia, ne ho seguito la crescita, anche se procedeva con estrema lentezza, come fosse l'albero di un frutto proibito.

Il motivo di tanta ansia era dovuto nel veder realizzare qualcosa che doveva servire ad alleviare i disagi di chi è costretto a venire a lavorare con la propria auto.

Apro una breve parentesi appunto sull'automobile che da mezzo usato in passato solo per dibotto o per fare ostentare ai padroni la loro opulenza e ricchezza, oggi è per molti diventato il principale mezzo che li deve portare sul posto di lavoro dato il decentramento delle fabbriche e la cronica carenza del pubblico trasporto. Inoltre l'acquisto di esso è costato e costa alla gran parte di noi enormi sacrifici economici con rinuncia magari di altre cose pur esse necessarie. Ora, il dover lasciare queste lamiere così preziose all'aperto sottoposte ai rigori dell'inverno, accentuati dal fatto che lo stabilimento è situato in aperta campagna, e per ore e ore ai dannosissimi raggi solari estivi con raggiungimento di temperature da collasso, tutto ciò è un dan8

no grave sia per la salute che per la tasca appunto perchè il deterioramento dovuto alle intemperie ci costringe a maggiori interventi sia dì manutenzione che di tutte le altre cure.

Veder realizzare qualcosa che possa, se non risolvere, almeno ri,durre i disagi e problemi, è senz'altro un fatto positivo; con questo però non vogliamo avere un « monumento in più perchè, visto che il collaudo è stato decisamente positivo, bisogna far carico al consiglio di fabbrica affinchè l'opera sia completata senza incorrere nella tattica di temporeggiamenti adottata dalla nostra Direzione da qualche anno a questa parte, la quale per i lavori che interessano l'ambiente, dopo tante pressioni vengono iniziati e sistematicamente sospesi poco dopo, « sine-die •.

Questa pensilina anche se bella e funzionale risolve solo il problema dei dipendenti del primo turno che vi riescono a trovare posto; è necessario invece che tutti quanto possiamo disporre della tettoia anche per non essere considerati dei « tonti » dalla gente che si trova a passare dopo le 15 é che vede la pensilina vuota mentre le macchine sono maledettamente esposte agli infuocati raggi del sole oppure sotto nutriti fiocchi di neve.

UN LAVORATORE

Viaggi nei paradisi artificiali

Che cosa spinge molti giovani a far uso di sostanze stupefacenti? Che cosa vanno a cercare nei loro cosiddetti « viaggi »?

Non è una cosa molto facile dare una risposta a queste domande, ma la cosa è certa che questi giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti vanno aiutati ad uscirne e non vanno derisi come succede nella maggior parte dei casi.

Di solito si incomincia quasi per scherzo, magari anche sui banchi delle scuole (è successo anche a Vittuone, recentemente sono stati scoperti dei ragazzi delle medie in possesso di marijuana), dove qualcuno ti offre della « roba » da fumare.

Molti si fanno prendere dalla troppa curiosità e continuano a comprarne. E' successo che dopo che gli spacciatori di droga leggera si erano fatti un vasto giro di clienti, hanno tolto dal mercato tutta la droga leggera esistente e facendo comparire al suo posto la droga Pesante (si intende per droga leggera marijuana e derivati dalla canapa indiana, mentre per droga pesante eroina, L.S.D., ecc.). La maggior parte, credendo di non poter fare a meno degli stupefacenti, sono passati a quelle pesanti che in molti casi hanno conseguenze letali (due giovani sono morti anche a Bareggio per abuso di droghe).

S'incomincia con una piccola dose e con molta acqua distillata per arrivare ad 1 cc. di eroina che presa anche dall'organismo più sano potrebbe ucciderlo.

Ed ogni drogato per ottenere le stesse visioni deve aumentare sempre la dose.

Da una specie di indagine svolta all'ospedale psichiatrico Cerletti risulta che nella zona dei magentino, i drogati non si contano più

MA CHE BRAVI QUESTI ISRAELIANI

tanto il numero è elevato.

Però le cause per cui un giovane si droga non sono da imputare solamente alla curiosità: la maggior parte delle volte, questo voler evadere dalla realtà nasconde delle squallide storie.

Sono storie di incomprensione familiare, sono storie di mancanze di affetti, giovani che abbandonati a se stessi si sentono perduti, e sono storie di quei giovani che si sentono emarginati dalla società, che per vari motivi non riescono a realizzarsi nella vita. Sono anche storie di immigrazione, per cui gente che viene dal sud non riesce a trovare lavoro e per la disperazione o compie atti folli o passa a drogarsi e per molte donne si apre la strada della prostituzione.

Ed è per questo che non bisogna deridere questi giovani ma ,isogna cercare di aiutarli a smettere.

Bisogna colpire i vari interessi che ci sono dietro queste squallide storie.

Bisogna colpire i grossi spacciatori di droga che si arricchiscono sulla pelle di tutti i giovani che muoiono distrutti dal vizio della droga.

Bisogna cercare di recuperare questi giovani che altrimenti sono distolti dai problemi reali del paese e che potrebbero essere un valido apporto per tutta la sinistra.

Dietro questi spacciatori c'è gente senza scrupoli, sicuramente c'è gente con la « faccia pulita » che nella società è ritenuta degna d'ammirazione e di rispetto, sente che in questo sporco gioco di morte pensa solo ai soldi e non alle conseguenze che possono creare coi loro traffici.

E' quindi giusto che la legge punisca molto più severamente gli spacciatori che non i consumatori. UN

Mi stupisce il modo in cui è stata accolta la notizia proveniente da Entebbe, dove un commando israeliano ha brutalmente ucciso 3 ostaggi e decine di soldati ugandesi. Mi stupisce perché anziché sdegno per la brutale iniziativa israeliana, tutti i paesi occiden tali cosiddetti « democratici » hanno commentato il fatto con parole di elogio.

In certi casi hanno raggiunto toni di esaltazione quasi mussoliniana; sul « France Soir » si poteva leggere:

« quale felicità deve dare l'appartenere a una nazione che non si lascia intimidire, che non cede allo sporco ricatto terroristico, che in ogni caso preferisce il coraggio, l'onore, il pericolo, la.morte se necesario, al compromesso e alla capitolazione ».

Nel caso poi di Hans Dietrich Genschener ministro degli esteri tedesco (quello che orchestrò la strage di Monaco) si giunge ad esclamazioni che non hanno nulla da invidiare al sogno di ogni innamorato

« se Ygal Gallon (ministro israeliano) fosse qui, lo bacerei ».

Ma in fondo i soldati morti erano soltanto dei poveri ugandesi, per lo più anche negri.

C'è stato poi qualcuno che ha ritenuto opportuno calunniare gli ugandesi arrivando persino a dire che quest'ultimi hanno collaborato con i terroristi per la riuscita dell'operazione terroristica. Niente di più falso, del resto anche le dichiarazioni dell'equipaggio hanno 'smentito le false voci, anzi sono servite, se poi ce n'era bisogno, 'a chiarire la posizione dei militari la cui presenza tendeva a garantire la sicurezza degli ostaggi.

Fatti di questo genere fanno riflettere, devono fare riflettere. UN

r a e o 3 a a 5 a E E
LAVORATORE
LAVORATORE

FESTIVAL D'AUGUI ESTIVI

Il tempo sempre va le vacanze tornano. Tornano le partenze per il mare e i monti. Tornano le necessità di cure elioterapiche. L'Italia intera si mobilita. Le città infuocate si smobilitano. I' nostri tradizionali AUGURI

sono per tutti: PER TUTTI UN GIUSTO RIPOSO E FELICE RITORNO.

Ritorno felice ai padroni con visi soddisfatti, con nel bagaglio appresso meno parole inutili ma molti, molti più fatti. Ritorno gioioso

ìn t- ai lavoratori che per una vera unione più grandi siano le forze e un ritrovato impegno di partecipazione. Ritorno meditato degli uomini sindacali e politici perchè il loro impegno affondi la radice della società più giusta, per la soddisfazione dell'intera classe lavoratrice.

Ritorno disteso di tutte le famiglie onde poter trascorrere serenamente un anno senza patemi d'animo nè con alcun malanno.

• •
• 2croe N. 0 BUort
GAG

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