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BATTAGLIA
No 14
novembre 1972
UNITARIA 'BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA - GRUPPO FALCI( ~~111111111~111~
Contratto : il senso di una lotta Si sono già spese moltissime parole per il CONTRATTO, per prepararlo — spiegarlo — evidenziare i suoi punti qualificanti. Si sono già realizzati i primi incontri: si sono già manifestati i primi dissensi e i primi contrasti con i padroni. Si sono già avuti i primi scioperi e le prime manìfetazioni di piazza. Che significato ha un impegno concreto in questa lotta? Se è vero come è vero che questo rinnovo contrattuale vuol dire una parola sul problema dell'organizzazione del lavoro — sul problema della salute — sul problema dei trasporti — dei prezzi — dell'occupazione..., visto che tutto ciò non celo regala nessuno (lo hanno ampiamente dimostrato le prime trattative) occorre più che in ogni altra occasione batterci per strappare queste conquiste, occorre più che in ogni altra occasione non lasciare niente al caso, occorre che ognuno si assuma concretamente le sue responsabilità scendendo decisamente in lotta senza aspettare che « qualcuno » Io convinca a lottare o addirittura vinca la battaglia per LUI! occorre che alcuni (i capi) capiscano che è finito il tempo in cui il bello e il brutto tempo non dipendeva dalle condizioni atmosferiche ma dalla loro volontà e facciano quindi una unità reale con tutti i lavoratori soprattutto nella lotta senza prosenutre col solito sistema dei « convincimenti vari » a non scioperare n a fare ali straordiriari e facendo loro stessi i CRUMIRI. Si rendono noi necessarie alcune orecisazionì di merito su cosa è stato detto finora nelle trattative,
in modo che ognuno sappia concretamente su cosa siamo chiamati a scontrarci con il padronato. Anzitutto, non è stato possibile discutere della piattaforma presentata da noi per una netta opposizione del padronato che è stato disposto solo a considerare (senza per altro entrare nel merito) la possibilità di un aumento, ma non certamente uguali per tutti perchè, secondo i padroni, chi più ha più deve avere!!! In secondo luogo i padroni hanno avanzato la « pretesa » di discutere « l'ASSENTEISMO », dove per assenteismo essi intendono « stabilire » quando e quanto si deve scioperare, e « stabilire » quando e quanto uno si deve ammalare, dicendo le solite cose e cioè: che così non si può più andare avanti — che l'assenteismo ha toccato limiti difficilmente superabili ecc. ecc. ecc. NOI DICIAMO SEMPICEMENTE TRE COSE: Lo sciopero è un diritto frutto di dure lotte dei lavoratori e sancito dalla Costituzione. Per la malattia e per la morte non c'è calendario e se adesso i lavoratori utilizzano di più la MUTUA è solo perchè ora hanno la possibilità di curare le loro malattie (che avévano già anche prima) senza « punizione » e cioè senza perdere niente del loro salario. I padroni si sono dimenticati di consultare le cifre: i dati ufficiali r'nmunicati dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) diconn che dal '68 al '72 le ore di sciopero sono rimaste invariate
(0,40% circa), che le ore di malattia sono aumentate dello 0,70% e che le ore di CASSA INTEGRAZIONE sono invece aumentate dell'1,64% (QUALE E' IL VERO ASSENTEISMO?!?); e ancora: la media di ore lavorative perse per occupato negli ultimi 10 anni in seguito a scioperi nell'industria manifatturiera è di 12,2 ore annue con la punta più bassa nel 1972 (7,7 ore annue). E queste cifre sono assolutamente vere perchè sono cifre ufficiali fornite dall'ISTAT e dal Ministero del Lavoro!!! Sono cifre che forse noi riusciamo a conoscere poco, ma che conoscono senz'altro alla perfezione tutti coloro (padroni — uomini di governo — giornali vari) che tutti i giorni si sentono in DOVERE di richiamarci al DOVERE, di dirci che non bisogna ammalarsi, che non bisogna scioperare, e che, soprattutto, BISOGNA LAVORARE (salvo poi a subire la cassa integrazione).
LAVORATORI ! Sosteniamo i C.d.F., ii Coordinamento e il nostro giornale firmando la delega permanente