Il vero volto
Si presentano nelle piazze, ci parlano, più spesso tramite la RaiTv, dei loro sforzi continui per far uscire l'Italia dalla crisi e dare (con momentanei sacrifici) più benessere alle masse popolari.
Poniamoci una domanda:
Con quale faccia si presentano ai lavoratori?
Come possono avere una così sfacciata ipocrisia nel chiedere ai lavoratori sacrifici e nello stesso momento lasciar fuggire all'estero non solo i capitali ma anche quelle persone che per le loro malehtte ,ai danni dei cittadini, dovrebbero trovarsi non negli Hotel di lusso ma nelle patrie galere?
Non sente vergogna il ministro (eterno) Colombo nel criticare le ipotesi d'accordo che alcune categorie di lavoratori hanno raggiunto é permettere l'evasione fiscale ai grandi capitalisti?
Assistiamo ad una continua denuncia di scandali grossi e piccoli dove sono implicati uomini politici i quali hanno predicato ai cittadini di fare sacrifici ed ora si scopre che, con l'aiuto di amici potenti, se la spassavano comodamente alla faccia delle migliaia di lavòratori messi in cassa integrazione o licenziati.
òra di dire basta e di fare nome è cognome dei responsabili.
Dobbiamo condurre una battaglia contro questo malgoverno che durante i 30 anni di strapotere della DC ha condotto l'Italia in questa situazione disastrosa.
Il nostro paese è sì attraversato dalla crisi economica ma quella che più pesa è la crisi morale e ideale che ha stravolto il senso della democrazia indicato dalla vittoria della Resistenza e dalla nascita della Costituzione.
Si continuano a fare piani di sviluppo, si stanziano soldi e poi si scopre che solo una minima parte ne viene spesa ed anche spesa male in quanto non si ha il coraggio di operare scelte incisive polche ciò avrebbe significato mettersi contor gil interessi di certi amici potenti ed influenti.
Allora cosa ci vogliono far credere questi uomini dal doppio volto? Ci parlano di libertà e nemmeno loro sono liberi di decidere poichè sono legati a chi li compra (capitalisti) ed a chi li ricatta (mafia).
La libertà esiste solamente per coloro che continuano ad evadere il fisco ed a esportare capitali, per coloro che senza dare spiegazioni mettono sul lastrico migilaia e migliaia di famiglie, per coloro che con la forza (mai repressa anzi avallata) tentano d'intimidire il movimento operaio democratico che vuole cambiare la società.
Di solito chi denuncia i mali di chi ci governa è accusato di disfattismo, oppure sente dire che è comodo criticare stando all'opposizione, ma a smentita di tali dicerie qui di seguito riporto delle affermazioni, provenienti da fonti che senz'altro non possono essere tacciate di sovversivismo.
La prima testimonianza è del Vescovo d'Ivrea che in una lettera aperta al segretario della DC afferma:
« Corruzione, violenza, connivenza ad alti livelli sono definiti dunque una grossa colpa sociale, un peccato mortale certo più grave della pornografia perchè mina le basi della convivenza e toglie ogni ideale comune ai giovani.
Non si deve arricchire sempre più o difendere una libertà che giova sempre a vantaggio di chi già si è affermato ma si deve invece creare case, ospedali, scuole, spazi per i ragazzi, partecipazione allargata alla coscienza e alla soluzione dei problemi comuni r.
La seconda è un articolo dell'Espresso in cui si dice:
« Guadagnare dieci milioni al mese è semplicissimo: basta diventare l'uomo di fiducia di un uomo politico di governo e farsi nominare dirigente dell'IRI.
Dieci milioni al mese sono gli CONTVIUA
DALLA PRIMA
stipendi che l'industria di Stato paga con i nostri soldi, ai fedelissimi vassalli del potere politico.
Almeno questi uomini fossero capaci di mandare avanti le aziende di Stato in modo efficiente.
No, sono pagati tanto per accumulare debiti su debiti »
Come fanno questi uomini politici a continuare a dirci che loro rappresentano la democrazia principale fondamento della libertà mentre non si vergognano di fronte a tutte queste denunce di malcostume provenienti da tutte le parti?
Sembra proprio che il doppio volto gli permetta di incassare senza accusare rimorsi e continuare le loro attività speculative come se nulla fosse accaduto.
Tutti i governi che si sono succeduti (monocolori, centro-destra, centro-sinistra) hanno solamente risolto i propri problemi di potere, collocando nei posti migliori amici, parenti o confidenti ed avendo come unico scopo quello di speculare ai fini di un proprio interesse personale.
Da 30 anni ci vengono ripresentate le solite facce di persone implicate chi più chi meno in ogni scandalo e che traendo vantaggi da questo stato di cose non hanno nessuna volontà politica di cambiare le cose.
E' necessario quindi che la classe lavoratrice lotti per cambiare questa società, che dia un serio colpo alla struttura clientelare e burocratica su cui s'appoggiano questi uomini corrotti e con slancio unitario partecipi alle scelte politiche ed economiche con la grande serietà per la quale si è sempre distinta nel portare avanti la linea riformatrice per una svolta del Paese nell'unità di tutte le forze democratiche.
UN LAVORATORE
IMPEGNO DEI
Un tale impegno si articola, in questo momento, in una vasta azione che chiama alla lotta, sul piano politico (nella diversità e nella autonomia delle rispettive posizioni e funzioni), grandi masse lavoratrici e popolari per chiari obiettivi di trasformazione e sviluppo del sistema produttivo e di consolidamento e allargamento della occupazione.
Significa anche portare avanti, come sindacato, un continuo confronto con il governo, con le regioni e con le forze politiche democratiche, attorno alle esigenze che la crisi ci pone e alle proposte che andiamo formulando per superare in un modo alternativo una errata concezione del sistema economico.
In questo quadro, vanno superate quelle posizioni che definiscono noi credibili, le prospettive di un confronto con le forze politiche e della lotta per una nuova politica di occupazione e di sviluppo, le quali, portano soltanto ad un ripieoamento su posizioni difensive .e prPttamerite salariali.
Come sindacato, diciamo che oc-
corre, in questo momento, porre mano ai programmi economici che fissino precise prospettive per gli investimenti, sia pubblici che privati, in quei settori produttivi da riconvertire e potenziare, in particolar modo nel Mezzogiorno, cogliendo anche, attraverso gli enti regionali e locali, le scelte più urgenti e significative che si vengono a determinare, sfatando chi ritiene che la sola prospettiva reale sta nella ripresa della domanda estera e di un aumento del reddito e competitività delle imprese, attraverso processi di riconversione che danno per scontato un restringimento della produzione e dell'occupazione.
Su questo terreno è necessario batterci per un confronto serrato, fra tutte le forze democratiche, capaci di portare alla risoluzione dei problemi che ci stanno davanti.
Questo è il momento in cui necessita una convergenza di forze per aprire al paese una via di ripresa e di progresso, perchè penso che nessuna organizzazione o partito possa da solo suscitare un necessario consenso generale.
UNITA' E OBIETTIVI con il 7E e EIE livello
La Segreteria del Consiglio di Fabbrica ha tenuto ia riunione con i livelli di cui sopra onde chiarire la partecipazione alle lotte sindacali in corso per il rinnovo del contratto e per un modo nuovo di gestire il Paese.
Dopo un ampio dibattito l'assemblea si riconosce parte attiva per il raggiungimento degli obiettivi prefissi dal Sindacato. Pertanto dalla riunione è unanimemente emersa la convinzione che ha portato alla decisione di effettuare un contributo straordinario, a partire dal mese in corso e per il periodo delle agitazioni sindacali per il rinnovo del contratto, fissando per i livelli 8° e 7° rispettivamente la somma di L. 8.000 e 7.000 men-
sili da destinare al fondo di solidarietà lavoratori delle fabbriche occupate.
Inoltre detti lavoratori hanno riconfermato la piena adesione alle lotte in corso, facendo affidamento sul senso di responsabilità delle maestranze perchè tengano conto della loro situazione particolare all'interno della fabbrica che può a volte far travisare gli impegni sindacalmente assunti.
Pertanto la Segreteria a nome del C.d.F. si riserva di riunire ulteriormente i suddetti per continuare un proficuo dialogo nell'intento di conseguire quella unità tra tutti i lavoratori indispensabile al raggiungimento degli obiettivi prefissi. LA SEGRETERIA
LAVORATORI
Partendo da queste considerazioni di carattere generale, è necessario calarci nella realtà di categoria metalmeccanici in merito all'andamento delle trattative per la piattaforma contrattuale, le quali, per un irrigidimento del padronato, per quanto riguarda gli aspetti qualificanti (investimenti, riconversione, ecc.) stanno subendo una stagnazione totale sulla piattaforma in generale. Da ciò emerge la necessità della intensificazione della lotta per costringere il padronato a smuoversi dalla propria posizione e per dare così una rapida soluzione alle piattaforme stesse, in modo chiaramente positivo,
onde ovviare ad un ulteriore appesantimento della crisi.
Per quanto riguarda la maggior intensificazione o articolazione della lotta, non vuoi dire programmare sempre più ore di sciopero, ma utilizzare in un modo più incisivo il pacchetto ore stabilito per rompere l'intransigenza padronale.
In merito a questo discorso penso vadano fatte delle distinzioni. Se da un lato vi è urgente necessità di passaread una fase di lotta più incisiva per sbloccare l'andamento delle trattative, dall'altro lato esiste ancora una certa difficoltà ne! far capire fino in fondo ai lavoratori (anche se non in senso
Fo k O vkj :EL
generale) l'importanza di questa battaglia e che quindi sono difficilmente coinvolgibili in certe forme di sciopero più articolato.
Non bisogna mai perdere di vista questo aspetto perché potremmo correre il rischio di creare un movimento dei lavoratori non sufficientemente preparato ed unito, dando così spazio a quelle forze qualunquiste e reazionarie, le quali, null'altro farebbero che creare confusione e divisione nel nostro interno a discapito di una giusta lotta che deve vedere, invece, come protagonisti un vasto schieramento unitario.
Un Lavoratore
REUMATISMI?
cure adeguate: sole abbondante, sabbia a palate. Dopo le cure ti senti un altro: ringiovanito, anche più scaltro . La calda sabbia, si può ben dire, il gran dolore fa scomparire.
Però la sabbia, quella tutt'oro, non è per noi, ma è per • LORO ».
I nostri a LORO », i governanti, !atti pochini discorsi tanti, votati bene e sù locati, piano pianino si son scordati che ii dovere, 'dovere vero, era di fare, l'onest-sincero.
Invece a LORO •, dopo l'assaggio, fanno man bassa FORMAGGIO ». iìelli panciuti, floridamente vengono a dirci:
NUN SACCIO NIENTE ». Il magistrato, uomo sul serio, è là che tace... a non era vero •. La commissione detta d'inchiesta, buona soltanto a fare minestra, come la prassi, da a LORO • creata, prende la causa per insalata. Molto condita con olio e sale, viene gettata in buca-mare.
Sabbia dorata, miracolosa, nasconde bene ogni qual cosa. Così, in fine, super mangione si prende premio e seggiolone. Chi paga invece è sempre quello che dette voto al pio fratello.
Stufati dicono gli elettori: « NO AI CORROTTI E Al CORRUTTORI ».
GAGCome premessa, penso che, per ricostruire seriamente, nella sua giusta impostazione e collocazione il ruolo del C.U.Z. dobbiamo, noi tutti e in prima persona come delegati, quale istanza di base del movimento unitario, smetterla di screditare continuamente il ruolo e l'operato di questa struttura orizzontale del sindacato unitario ed operare, oggi più che in passato, per la ricostruzione e il consolidamento di questa struttura sindacale, che deve vedere sempre più, in termini di partecipazione e costruzione su obiettivi di carattere centrale, il ruolo del movimento di base, che porta dalle varie istanze (fabbriche e leghe) e realtà, per coordinare iniziative che tengano in considerazione e si allacciano ai problemi di carattere generale.
Sul piano economico, siamo di fronte a una continua svalutazione, la quale fa registrare i duri segni sul fronte dei prezzi, indebolendo così progressivamente il potere salariale dei lavoratori.
Sul piano sociale, continua l'attacco a livelli occupazionali, vengono avanti nuove forme di recupero padronale con il doppio lavoro, il lavoro a domicilio, l'allontanamento quasi incontrollato dí lavoratori dalle piccole fabbriche artigianali o comunque in fabbriche dove non esiste una posibilità d'intervento sindacale.
La lotta unitaria dei lavoratori, ín questo momento, è particolarmente rivolta a impedire che una simile offensiva padronale non passi e per garantirsi precisi strumenti di controllo su questi aspetti.
Inoltre, gravi carenze sociali (casa, prezzi, ecc.) intaccano ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori che vivono del proprio lavoro.
Sul piano contrattuale, anche se alcuni risultati significativi sono stati raggiunti, il padronato, privato in particolare, resiste sui puri;ti qualificanti delle richieste sindacali (controllo degli investimenti, conseguenze occupazionali e scelte produttive). -
DOLO DEL C.U.Z.
r lo penso, che i problemi aperti a su questi terreni (economico, sociale e contrattuale) sono intrecii ciati fra di loro e penso anche sia estremamente illusorio pensaal re di migliorare le condizioni delli le grandi masse lavoratrici (occupate e disoccupate) privilegiando un solo terreno del nostro imped gno sindacale.
), La crisi non si può superare solo i- sul terreno salariale, né tantomeno i- si risolve la situazione occupai, zionale vincendo qualche isolata )_ battaglia e le lotte contrattuali, in merito ai nuovi poteri d'intervento sindacale in fabbrica che si sono i- strappati e che dovremo strappare 'r per altre categorie, avranno una validità se verranno accompagnati da precise scelte di politica economica e tuttora non si registra, da li li o e
parte governativa, una serie di vovolontà in tale senso.
La questione fondamentale è che solo sui terreni descritti si potranno raggiungere risultati positivi a breve termine, anche se parziali, per evitare le lentezze e i rinvii, i quali agiscono come fattori di disgregazione del movimento dei lavoratori e di ulteriore aggravamento della crisi.
Per giungere quindi a rapide soluzioni in questo senso bisogna, da una parte, passare a una ulteriore incentivazione delle forme di lotta per sbloccare le vertenze contrattuali e dall'altro lato, far pressione sul governo per far sì che assuma concrete misure d'intervento.
In questo quadro, Denso che, il C.U.Z. si debba collocare, aven-
Salvaguardia del salario
Grossa è la battaglia rivendicai, tiva che stiamo portando avanti r- per far uscire il Paese dalla crisi, a e in questa battaglia sta anche la politica dei prezzi. All'inflazione
1- galoppante dell'economia italiana
a- come quella degli altri paesi capitalistici non ci si può rispondere con l'aggravamento della recessione e la disoccupazione di massa, r- perchè la forte riduzione delle uti- a- lizzazioni degli impianti di produttività e alla caduta della domanda ha portato il padronato a una forte caduta di investimenti, ma apari tempo per mantenere o aumentai- re i suoi profitti ad un aumento dei prezzi.
Il forte movimento di ascesa dei prezzi che l'economia italiana (e non solo italiana) sta portando avanti in modo ormai cronico, col-
pisce pesantemente i poteri di acquisto dei lavoratori e le classi a basso reddito ma in molti casi la stessa possibilità di condurre una esistenza soddisfacente. E' chiaro, in ogni caso che il paese intero è chiamato a pagare le conseguenze di una politica economica profondamente sbagliata, fondata sopra un crescente squilibrio fra produzione interna e merci importate e ancor più condizionata da fortissime speculazioni, che vanno dalla crescente manovra di svalutazione della lira, che in questi giorni stiamo vivendo, alle massicce esportazioni di valuta alle evasioni fiscali.
Ancora più preoccupante si farà la situazione nei prossimi giorni dopo i rincari decisi dal C.I.P. sui carburanti e sui pedaggi autostraCONTINUA IN fís
do sempre presente gli obiettivi generali, promuovendo in modo prioritario iniziative di controllo dell'occupazione e le fasi degenerative connesse quali lavoro a domicilio, doppio lavoro, decetramento.
Solo garantendosi questi strumenti, in prospettiva di questi nuovi diritti di contrattazione che andiamo rivendicando, il C.U.Z. conquisterà un ruolo di verifica costante e di proposta che leghi, settorialmente e territorialmente, le scelte di politica economica generale a quelle aziendali.
Concludo dicendo che solo gli obiettivi e le forme di lotta decise unitariamente, aiutano a costruire un ruolo del sindacato veramente credibile e non confusionario.
Un LavoratoreEterna storia
Quando nacqui io, cinquanta anni fa, fiorivano la mimosa e le prime viole. Non fioriva invece la crisi nera, perchè già c'era. In tra le crisi vissi i primi vent'anni della vita mia. Un ventennio di crisi colorate proseguite a suon di cannonate. Nei trent'anni di democrazia una crisi moriva un'altra nasceva. Non fo che aspettare, invano, il fatidico annuncio sul giornale che dica chiaramente agli italiani: « AVANTI COSI' NON SI PUO' ANDARE, CERCASI CRISI PER POTER CAMPARE ».
DALLA QUINTA
dali i quali colpiranno non solo le utenze automobilistiche e degli autotrasportatori ma anche nell'industria e i settori produttivi in genere e di conseguenza si avrà una ascesa ancora massiccia dei prezzi. Tutto questo, è superfluo ricordarlo, quanto inciderà sul potere di acquisto dei salari ma è giusto rimarcarlo e vederlo anche con dati artistici, senza tener conto della svalutazione della moneta, solo nell'anno 1975 il notiziario ISTAT ha fornito il quadro complessivo dell'andamento dei prezzi sia al consumo che all'ingrosso nella media dei 12 mesi dell'anno rispetto alla corrispondente media del 1974 è risultato pari a un aumento del 17 per cento. Solo per il mese di gennaio 1976 a quello relativo del 1975 si è avuto un aumento del1'1,1 per cento e nel mese di febbraio è stato dell'1,1°/0 rispetto a gennaio; dove ci ritroveremo con i nuovi aumenti nei prossimi mesi?
L'interlocutore principale è e rimane sempre il governo e solo se questo si fa carico (ma se ne dimentica spesso) con una politica economica aenerale che freni il corso dell'inflazione che ogni giorno si fa più precaria, con una nuova linea di sviluppo, ma questa si avrà solo se ci si impone una strategia di collegamento di sostegno alla lotta che il movimento dei lavoratori che giorno per giorno porta avanti nel campi della difesa diretta del salario e dei redditi più bassi (pensioni) diviene più che mai in auesta situazione una risoosta irrinunciabile e non demandabile agli altri.
Le multinazionali vanno sempre più assumendo un'importanza negativa nella vita economica, politica ed ideologica dei paesi meno industrializzati sfruttando la disponibilità occupazionale e con la sottile compiacenza di certi burocrati del potere, queste potenti società riescono ad avvolgere nei loro tentacoli perfino coloro che rifiutano la loro collaborazione.
Bisogna anche dire che queste multinazionali trovano terreno fertile nei paesi non socialisti in quanto possono impostare, con tranquillità, discorsi di profitto e di sfruttamento potendo contare su ottimi alleati, alleati da 30 anni, che ormai conosciamo tutti.
Sarebbe fin troppo facile parlare di corruzione morale dei partiti al potere nei paesi occidentali, soprattutto da parte di uno come me, uomo di sinistra, che a certe cose deve necessariamente prestare molta attenzione.
Basti pensare a cosa è dovuta la crisi cilena, allo scandalo ITT e numerosissimi altri episodi che si verificano, guarda caso quando la massa prende coscienza della propria forza e dice basta a questa spirale di grande sfruttamento.
Quando le masse si ribellano allo strozzinaggio economico, vengono accusati di sovversione, di antidemocrazia, quasi che la vera democrazia fosse quella borghese « quella dei padroni, quella dei pochi che comandano i molti «.
Ma ci chiediamo allora: è proprio vero che le multinazionali possono aiutare il progresso civile e sociale di un popolo, mettendo a disposizione della collettività i mezzi di produzione, o invece se ne fregano di tanti bei discorsi, interessandosi unicamente di sfruttare e guadagnare il massimo possibile, come il contadino che scuote la pianta fino a che non cade l'ultimo frutto e che quando s'accorge che l'albero non produce più lo taglia e ne fa legna da bruciare.
Noi oggi stiamo vivendo le conseguenze di certe alleanze sbagliate, basta ricordare i casi clamorosi della Leyland Innocenti, che ripete sia pure in maniera meno tragica, la vicenda delle sofferenze cilene, il cinismo e l'indifferenza 6
del capitale si sono in entrambi i casi affermati e ii popolo ha dovuto abbassare la testa.
Sono indubbiamente dotate di armi molto potenti, le multinazionali tre anni fa in Cile per rispondere alla nazionalizzazione delle Industrie da parte del governo di Unidad Popular, riuscirono a comperare molti militari, incitarono al disordine migliaia di camionisti, si fecero paladini della destra più reazionaria e in breve tempo riuscirono ad imporre la loro legge (non la legge del più giusto, ma la legge del più ricco).
E il Cile?
Si rimproverava ad Allende di non essere riuscito a fermare l'inflazione, di non essere riuscito a calmierare i prezzi dei generi di prima necessità, quando oggi quei prezzi che allora si giudicavano elevati hanno subìto un aumento del 2000%: una cosa veramente paurosa!
E di questo chí dobbiamo ringraziare?
I reazionari, i boriosi militari e ultimo, ma non importanza, il caro e vecchio zio Sam che è sempre presente quando c'è da spartire la torta.
I beni materiali del Cile, del popolo cileno, ricavati con tanto sudore, sapete a chi vanno? A chi non lavora, a chi fa lavorare gli altri, a chi sfrutta gli altri per poi dare come ricompensa un Pinochet qualsiasi. notrebbe continuare con altri esempi: la fabbrica aerea dei Mirage, i carri armati USA imposti al Ministero della Difesa Italiano, lo scandalo Boeing, la General Eletric, la Singer, Anaconda, Union Fruit e buoi ultimo il caso Lockeed che è riuscita a corrompere mezza Europa e molti stati extraanropei.
Come vedete compagni, il discorso è ampio e ci porterebbe molto lontano e penso a Questo punto, al di là di ogni considerazione, sia opportuna una presa di coscienza personale.
Questi sono i nemici dei sodjal'smo, questi sono gli sfruttatori degli operai, chi non combatte contro costoro è caro alleato; a noi dimostrare qual'è la via da seguire.
Un Lavoratore
SERVIZI SOCIALI E SANITARI
PROPOSTA D' INIZIATIVA POPOLARE
La grave inadeguatezza delle prestazioni previdenziali, mutualistiche ed assistenziali erogate nel nostro Paese in modo discriminato ad una parte solo di cittadini, attraverso un sistema basato su superati criteri assicurativi di tipo privato, regolato da una infinità di leggi e decreti spesso tra loro in contrasto, frantumato in un'assurda molteplicità di enti, è stata costante causa di vasto malcontento e giustificate proteste.
Consapevole che un tale stato di cose, lungi dall'esser conseguenza di fatali avvenimenti o di insuperabili difficoltà, è, al contrario, un derivato di precise e consapevoli scelte effettuate da parte delle forze politiche e sociali dominanti, il movimento sindacale si è costantemente impegnato per la conquista di un sistema di sicurezza sociale capace di garantire a tutti i cittadini una organica copertura previdenziale, una globale tutela della salute, una efficiente rete di servizi sociali.
I risultati raggiunti in questa azione sono stati particolarmente importanti in taluni settori, quali quelli delle prestazioni pensionistiche (agganciamento delle pensioni alla retribuzione ed alla sua dinamica), della tutela assistenziale ,dei cittadini privi di reddito (pensioni agli ultrasessanticinquenni ed agli invalidi civili), della difesa della salute sui luoghi di lavoro (partecipazione attiva dei lavoratori al miglioramento delle condizioni ambientali, sancita dallo Statuto dei diritti dei lavoratori e da un gran numero di contratti).
Proprio i successi ottenuti dalle lotte dei lavoratori hanno suscitato crescenti resistenze ed opposizioni ad un organico disegno di riforma, da parte di coloro che hanno sempre temuto che un sistema di sicurezza sociale sia occasione di trasferimento di quote di potere reale nelle mani della classe operaia. E' questa la ragione per cui, in particolare, non han-
no fatto molti concreti progressi, in questi ultimi anni, malgrado gli stessi impegni governativi, sia la riforma sanitaria che quella dell'assistenza e dei servizi sociali.
Ma proprio questa opposizione ha accentuato l'interesse dei lavoratori e il loro impegno a trasformare proteste e malcontento in un'attiva mobilitazione per la realizzazione di un complesso di servizi socio-sanitari aperti a tutti i cittadini, senza distinzione di censo, sesso e specificità di bisogni e basati su criteri decisamente alternativi a quelli attuali. Con questa scelta il movimento operaio riconosce nelle prestazioni e nei servizi sociali e sanitari un vero e proprio diritto soggettivo di tutti i cittadini; afferma il dovere della collettività di assumere l'onere dei servizi; indica la prevenzione come intervento primario nella lotta contro ogni stato di bisogno sanitario e sociale; sollecita il decentramento delle strutture e, soprattutto, dei poteri agli enti locali — con l'abolizione degli enti nazionali burocratici — il mezzo per adeguare gli interventi alle particolari esigenze locali; auspica la attiva partecipazione del cittadino alla soluzione dei suoi problemi ed al controllo del sistema dei servizi socio-sanitari.
Corrispondendo a queste indicazioni, la Federazione Regionale Lombarda CGIL-CISL-UIL e le Federazioni CGIL-CISL e UIL di Milano e provincia nonché le rispettive strutture dei Patronati INASINCA-ITAL, hanno preso la decisione di elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare che indichi le linee di un'organica e globale ristrutturazione dei servizi sanitari e sociali in Lombardia.
Una tale iniziativa, oltre a rappresentare lo strumento legislativo adatto per realizzare, al più presto, anche in assenza di una legge nazionale, importanti miglioramenti nel campo della tutela della salute e dei servizi sociali, darà
contemporaneamente una valida occasione di pressione sulle autorità centrali per accelerare i tempi dell'esame delle varie proposte per la riforma sanitaria e dell'assistenza sociale, giacenti da tempo in Parlamento.
Con un suo comunicato del 16 gennaio, la segreteria della federazione CGIL-CISL-UIL informa che ha chiesto un urgente incontro con l'Assessorato alla Sanità per discutere dei seguenti problemi:
1° - il mancato insediamento ad oltre un anno e mezzo dalla promulgazione della legge 386, della prevista commissione di coordinamento tra gli enti mutualistici ed ospedalieri;
2° - Io scarso funzionamento dei comitati sanitari di zona previsti dalla legge 37 che avrebbero dovuto essere lo strumento politico di coordinamento promozionale ad una politica sanitaria unitaria del territorio;
3° - la mancata attuazione dei previsti servizi di medicina preventiva con particolare riferimento al servizio della patologia da lavoro e dei laboratori di Igiene Industriale le cui indicazioni operative sono rimaste inattuate dalla primavera 1975, nonchè una verifica sulla effettiva utilizzazione, soprattutto a livello locale, dei mezzi finanziari stanziati dalla Regione;
4° - il mancato confronto con le forze sindacali sulla applicazione degli interventi previsti dalla legge nazionale n. 492 e la legge regionale n. 55 relative al piano ospedaliero;
5° - la mancata emanazione da parte della Regione delle norme di attuazione della legge nazionale n. 405 sui consultori familiari,
lettere al La donna
Ouesta è una lettera aperta al nostro C.d.F. ma voglio indirizzarla anche a tutti i lavoratori in special modo a quelli più impegnati politicamente.
Venerdì 5 marzo si è svolta una assemblea imperniata sul problema dell'occupazione femminile ed abbiamo sentito i nostri compagni del C.d.F. solidarizzare con noi, perchè siamo doppiamente sfruttate al lavoro e in casa, costrette ad essere casalinghe per forza per l'assenza dei servizi sociali ed in periodo di crisi siamo le prime ad essere licenziate perchè siamo relegate in professioni chiamate «femminili» solo perchè dequalificanti e dequalificate (le rare eccezioni confermano la regola).
Sono state dette un mucchio di belle cose sull'importanza che hanno avuto le donne nella Resistenza e sull'importanza che hanno adesso nella vita politica e nelle lotte sindacali, ma sono cose che dette una volta all'anno in ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna hanno il sapore del contentino, come l'omaggio della mimosa, per la quale peraltro ringrazio.
Ho l'impressione infatti che in Ferrotubi non sia mai stato fatto un discorso serio con i lavoratori su questo problema.
Vorrei tanto essere smentita ma credo che se si facesse un sondaggio chiedendo se, soldi permettendo, sarebbe meglio che una donna stesse a casa a curare la famiglia oppure andasse a lavorare, la maggior parte sceglierebbe la prima soluzione.
Non parliamo poi del problema dei figli.
Quasi tutti sono convinti che crescano meglio a contatto delle madri piuttosto che nei nidi o nelle scuole materne.
Queste madri! Sono talmente mi-
tizzate che si potrebbe pensare che un uomo quando ritorna a casa e vi trova la madre dei suoi figli dovrebbe perlomeno adorarla e trattarla come un prezioso tesoro visto che la considera insostituibile.
Niente di tutto questo invece.
Sono ancora in molti gli uomini a pensare che le donne se non proprio esseri inferiori siano diverse, più suferficiali e irresponsabili degli uomini, siano insomma persone con le quali sarebbe fatica sprecata fare un discorso serio.
Però secondo loro queste stesse donne sarebbero le persone più adatte per educare i loro figli.
Come coerenza non c'è male mi pare.
Forse sono troppo pessimista, comunque penso che la fabbrica potrebbe essere un buon punto di partenza per sviluppare il discorso della donna e si potrebbero aiutare gli uomini a chiarirsi meglio le idee e a superare una quantità di pregiudizi frutto di secoli d'educazione sbagliata e radicati più di quanto non si pensi.
Il lavoro per la donna è un diritto non solo una necessità economica.
Qualsiasi uomo si sentirebbe giustamente menomato nella sua personalità e si ribellerebbe se lo si relegasse a fare il casalingo.
Chi non lavora, non produce, non contribuisce alla vita del paese, è un isolato perchè non ha possibilità di organizzarsi e non ha armi per difendere i suoi diritti.
La donna non è nata per fare la casalinga, eppure ci sono molte donne anche fra quelle che lavorano che preferirebbero stare a casa. II motivo va ricercato nella fatica snervante di dover avere due lavori. prima quello della fabbrica o dell'ufficio poi la casa, il man-
giare, i figli e tutto quel che segue. Non resta neanche il tempo di leggere il giornale, figuriamoci quello di partecipare alla vita politica e sindacale.
La collaborazione da parte dei mariti quando c'è è minima, se uno per caso la sera ti lava i piatti lo devi ringraziare per una settimana come se ti avesse fatto un favore personale, i servizi sociali non ci sono per cui se hai figli devi correre da una parte all'altra sempre sperando che non si ammalino, perché se succede, secondo la logica imperante sei tu che devi stare a casa a curarli.
Questo non è femminismo arrabbiato, è semplice constatazione dei fatti.
Dopo un po' di questa vita è umano che una crolli e visto che non può rinunciare alla famiglia è costretta a rinunciare al lavoro e aspetta solo che il marito guadagni di più per smettere.
Se poi le condizioni economiche non glielo permettono vive il lavoro fuori casa come una maledizione e senza accorgersene fa il giuoco di quelli che pensano che ruolo della donna sia quello di « angelo del casolare » (così risnarmiano di fare i servizi snciaP) e non abbia la capacità che hanno gli uomini.
Invece non sono le capacità che mancano ma sono le possibilità. Comunque tutto questo va benissimo per i padroni e per la nostra classe dirigente.
Infatti loro vogliono che sia la donna a sobbarcarsi il peso dei figli e della loro educazione, come se questi figli non dovessero diventare dei futuri cittadini e lavoratori e non dovessero contribuire al benessere della società. Ma a loro interessano solo a una certa età e solo quando sono pronti per essere sfruttati e si ostinano a considerare fatto più sociale che ci sia, la maternità (visto che dai figli dipende il futuro della società), un fatto puramente privato e che le donne se 5.a sbrighino come possono e come
giornale
riescono se ci riescono.
Adesso termino, non perchè non ci siano più argomenti, ma perchè ce ne sono troppi e si corre il rischio di affrontarli superficialmente.
Vorrei però una risposta dal C.d.F. o perlomeno l'assicurazione che si cercherà di affrontare il 4 problema femminile in una maniera piu seria e meno sporadicamente di quanto si è fatto fino adesso.
Abbiamo avuto recentemente un esperto che ci ha spiegato la riforma tributaria, potremmo far venire qualcuno che ci spiegasse il e nuovo diritto di famiglia visto che finalmente siamo riusciti ad ottenerlo e poi c'è il problema attualissimo dell'aborto e tanti altriproa blemi.
Non credo che sia impossibile invitare qualche rappresentante e dell'UDI a tenere un'assemblea e potrebbe aiutarci a vedere questi problemi che sono di tutti con un'ottica diversa, magari stando finalmente e non solo a parole, dalla parte delle donne.
INA LAVORATRICE
LETTERE A CASA
Da un po' di tempo in quà si sente dire che la nostra direzione manda delle lettere a casa di alcuni lavoratori.
Ma chi crede di essere? Non sarà mica una santa per non sbagliare mai.
E' forse perfetta? No, anzi dovrebbe essere lei a mantenere gli accordi stipulati col nostro consiglio di fabbrica invece di pensare a tante cose superflue come le lettere.
Lei sa solo osservare quando un lavoratore si assenta dal posto di lavoro per cinque minuti senza sapere che il lavoratore è già stato sostituito da un altro compagno. Dovreste provare a lavorare voi in alcuni reparti (es. G.1 G.G.1) per sentire il freddo che fa, invece di stare seduti su una poltrona tutto il santo giorno magari in manica di camicia per ii troppo caldo di quell'ufficio.
Invece sapete solo mandare lettere a quei poveri lavoratori che stanno a casa in malattia.
Vi ripeto ancora: perchè non venite giù voi a lavorare invece di stare sempre seduti magari a pensare le parole più corrette da scrivere in quelle lettere?
Io personalmente nei reparti (G.1 G.G.1) non ci vado molto a lavorare, ma le poche volte che mi capita di andarci penso come fanno i miei compagni nelle condizioni in cui si trovano a resistere lavorando come se fossero cani e non vite umane. Inoltre credo che qualsiasi operaio venga a lavorare per scopi ben precisi e non per hobby. Avete capito miei cari capocciopi? Prima di criticare noi cercate di migliorare i sistemi di lavoro e l'ambiente in cuì un lavoratore è costretto a lavorare per otto ore giornaliere così potrete anche sperare che il lavoratorepossa comportarsi in modo diverso. Canito? Ma cosa volete dai lavoratori? Comi,,ciatP voi a migliorare.
N.B. Segniate che ogni volta che voi fate qualcosa contro i lavoratori li troverete sempre uniti contro d' voi.
UN LAVORATORE
e a a
CACCIA ALLE STREGHE
Ed ecco che ad un certo punto in una « Gestione Democratica » i- appare qualcosa di poco chiaro. La Direzione cerca « democraticament- te » di nascondere il tutto.
i- Quando tutto sembrava essere
1. stato messo a tacere, alcuni artia coli appaiono sul giornalino di fabi- brica e denunciano l'accaduto meti- tendo in risalto la verità. La dire)- zione molto seccata di ciò, in un i- primo momento afferma che sono l- tutte notizie false, invece poi dice )- che tali notizie potrebbero finire nelle mani di qualche concorrente e di conseguenza danneggiarci (il
giornalino viene spedito dalla direzione ad alcune ditte), e allora vuole trovare un colpevole a tutti i costi e sguinzaglia i suoi mastini incaricandoli di sorvegliare i probabili indiziati.
Da quel momento inizia la caccia alle streghe, la direzione vuole addossare a tutti i costi, la colpa a qualcuno, un colpevole deve saltare fuori (non importa se lo è davvero).
Questi fatti sono molto spiacevoli ed in una gestione democratica non dovrebbero accadere. In
una gestione democratica gli articoli apparsi sul giornalino non avrebbero avuto ragione di esistere, perchè quegli spiacevoli fatti descritti dagli articoli «incriminati » non sarebbero mai accaduti.
Sappia comunque la Direzione che se dovesse continuare a perseguire queste strade oscure o mettere in atto un qualsiasi tentativo di rappresaglia nei confronti di un alialsiasi lavoratore, sappia, che avrà una dura risposta da parte dei lavoratori stessi.
COERENZA
E' tempo di scioperi, la crisi economica colpisce indiscriminatamente tutti, lavoratori e non, eppure parte dí questi lavoratori assiste a tutto ciò con atteggiamenti assenteistici come se questo momento delicato a loro non interessasse.
Non voglio fare comunque una lettera paternalistica, non è nel mio costume, non voglio nemmeno spendere parole sull'importanza di partecipare a queste lotte in tutte le forme che si sviluppano (per _alcuni sono parole sprecate) ma 'voglio fare una considerazione strettamente personale su tutto ciò che sta succedendo alla palazzina direzionale da quando ci siamo trasferiti a Corbetta.
La posizione data a questi uffici mi ha fatto nascere il sospetto che ciò sia stato voluto per creare una struttura staccata dal contetesto della fabbrica: questo vale anche per l'ufficio del Mag. Sped.
lettere al
che per ragioni organizzative è stato allontanato dal magazzino nel suo insieme e quindi può dar adito a qualcuno di credere e far credere che sia più facile eludere alcune iniziative sindacali, evitando così di dare un contributo alla lotta di tutti i lavoratori.
Premetto che non voglio drammatizzare poiche deve essere ben chiaro che la palazzina risponde positivamente agli scioperi rispetto a tre o quattro anni fa.
Se un discorso va fatto, questo non deve essere generalizzato ma va indirizzato verso quei pochi (ribadisco pochi) che credono di essere più furbi e intelligenti degli altri. Abbiamo assistito ad alcune iniziative che se nel contesto generale possono dirsi positive o quantomeno giustificate (a nessuno piace passare per fesso) dal Iato politico costituiscono un passo indietro poiché la visita fatta da alcuni lavoratori agli uffici ci riporta al clima esistente alcuni anni fa.
Con questo comunque non posso
Voce (e de1 padrone
accettare la tesi di coloro che essendo stati coinvolti, si sono atteggiati a vittime invocando princìpi di democrazia e di libertà individuale. A questi lavoratori rispondo che è inutile indignarsi per alcune forme di lotta causate dal loro atteggiamento, di ironica superiorità nei confronti di chi partecipa attivamente alle lotte, con lo scopo di ottenere risultati in cui anche loro beneficeranno. Si tratta di una vergognosa passività in quanto se realmente vogliono essere coerenti dovrebbero mostrare il loro interesse non solamente nel ricevere ma anche nel contribuire.
Questo è necessario se vogliamo realmente raggiungere i nostri obiettivi e se crediamo nel confronto sincero e franco tra lavoratori e lavoratori che aldilà delle proprie capacità intellettuali, sono persone che lottano per un futuro migliore per il benessere di tutti e non di un'élite privilegiata difesa dall'attuale società.
UN LAVORATORE
( PECORA )
Uomini pecora: a migliaia.
Tutti assieme con capo chino si nutrono e vanno.
Dove?
Dove vuole chi li guida senza mai il coraggio di alzare la testa.
Tuttalpiù, un fievole lamento: UN BELATO.
chi gliene pare L'ha scelto Perso- Wevo qualcuno de' kwo nuove , ha/meni* con grande che penso:oste con lq 41~e90,0, aCCurgh&gzcg... Su« lesIza,,,, Misr PnCh?giornale
E SE ANCHE LORO
Non voglio fare una morale a nessuno ma voglio puntualizzare alcune cose che ritengo opportune.
Quando per motivi di salute non potei più fare il mio mestiere di gruista, mi diedero la possibilità di inserirmi in ufficio. Al momento rimasi perplesso, sinceramente non me l'aspettavo, ma poi considerai la proposta concreta.
Nel primo periodo del mio nuovo lavoro non trovavo nulla di cambiato nei confronti miei da parte dei miei compagni di lavoro (non dell'ufficio ma di tutta la fabbrica). Col tempo i rapporti d' amicizia, non certamente da tutti ma da molti, piano piano cambiavano rendendomi sempre più isolato moralmente, come se entrando in ufficio finisce il rapporto produttivo e si diventa non forza produttiva ma peso morto da mantenere.
lo non ho esperienze di lavoro negli altri uffici ma certamente
dalla poca che ho nell'ufficio programmazione dove io ci lavoro devo smentire e ricredere me stesso di quello che pensavo, prima d'entrarci. Non voglio dire che il rischio o la forza materiale è superiore, ma certamente non posso neanche condividere con quelli che sostengono di spassarsela.
Eppure cose tristi sono state dette sul mio conto, ve ne dico una (ne manteniamo tanti in fabbrica ora manteniamo anche te) la quale basta a farvi riflettere.
Non credo che tutti vadano messi nello stesso brodo ma io da quel giorno ho perso molti amici con molto dispiacere.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno compreso la mia situazione e che oggi più di prima siamo amici e vorrei che provassero loro (quelli che quando passo girano la testa) quello che rende l'uomo condizionato fisicamente.
LA NOSTRA BIBLIOTECA
Scrivo questa lettera per mettere in maggior evidenza a coloro che amano la lettura ed anche a coloro che non l'amano, ma che hanno ugualmente gli occhi per vedere, come la nostra biblioteca sia in disfacimento.
Ora che la ditta si è quasi del tutto trasferita a Corbetta con relativo spostamento di uomini e cose, tra le poche rimaste abbandonate a se stesse troviamo proprio la nostra biblioteca. Un po' di libri a Milano, un .po' di libri a Corbetta gettati in scaffali tra cartacce e lasciati in libertà tra la polvere e uomini, senza più un giusto controllo né adeguata assistenza.
Ce li abbiamo ancora tutti i libri che risultano catalogati?
lo dico di no perchè personal-
CRISTI E ANTICRISTI
mente mi è capitato di chiedere un libro di cui non si sapeva che fine avesse fatto.
A questo punto non rimane che dire: Salviamo la nostra biblioteca. Salviamo il nostro piccola patrimonio culturale. Riorganizziamo a Corbetta il cibo della mente, come si è saputo organizzare lo spaccio per il cibo del corpo.
Tutte le organizzazioni sindacali e politiche sono responsabili di questa decadenza e di questa disorganizzazione per cui il primo incitamento va a loro affinché aprano gli occhi e si adoperino per rimettere in sesto questo settore che è costato tempo e denaro e non deve andare alla deriva più di quanto lo è già. Altrimenti che uomini siamo?
UN IMPIEGATO
Millenovecentosettantacinque anni fa nacque a Betlemme un bambino che fu chiamato GESU'. Aveva del divino. Visse povero, ma intelligente fù. Passò la sua infanzia anche tra i dotti tra coloro che ne sapeano di più. Capì il mondo andò incontro alla povera gente ai sofferenti predicando la bontà facendo conoscere il male di quaggiù. Come oggi, anche allora ai potenti non andò giù che un buon uomo, povero ma istruito, un uomo carico di virtù aprisse gli occhi al popolo facesse conoscere le verità, le ingiustizie, i soprusi tutto ciò che al potentato non era aradito perchè chiariva il loro sporco governare il loro arbitrio soudorato. Come ai nostri giorni, anche a quei tempi un uomo giusto non doveva esistere più, perciò, in croce finì lasciando così la povera umanità ancora in balia degli sfruttatori senza pietà.
FONDO CAPPELLI COLONIE
Questa mia lettera al giornale vuole ricordare ai compagni di lavoro qualcosa che prima c'era ed ora, come per incanto, è sparita e non c'è più, o perlomeno non se ne parla più.
Ricordo che quando venni a lavorare alla Ferrotubi, molti anni fa, ìn caso di malattia si percepiva il 50 - 65% del salario, e la ditta tramite il fondo Cappelli integrava una parte del salario mancante.
Ho sempre chiesto cosa fosse questo fondo Cappelli e la risposta più sicura che ho avuto era che si trattava di un lascito in denaro del Sig. Cappelli per i lavoratori della Ferrotubi e in più faceva parte di questo lascito anche una villa sita a Sestri Levante: « Villa Laura ».
Se è vero che il fondo Cappelli è un lascito ai lavoratori, noi dunque ne siamo gli eredi e come eredi dovremmo sapere in realtà cosa ne è rimasto.
Credo sia giunto il momento che venga chiarita ai lavoratori da partedella Direzione la situazione di detto fondo, e poiché essa potrebbe dire che ci ha dato sempre in più, lo dimostri e noi la « ringrazieremo ».
Altro fatto la Villa Laura; anche questa sembra sia donazione Cappelli ai lavoratori, ma quale?
Sino ad oggi questa villa, che sembra composta di 10 locali più cucina comune e servizi, è stata utilizzata ad uso e beneficio di dipendenti di via Lanzome con raris&me eccezioni per alcuni operai
falsando così, ritengo, il « vero scopo della donazione ».
A questo proposito, mi domando se l'utilizzo di tale villa non sia più giusto che venga usufruito tutto l'anno da persone malate o convalescenti onde recuperarli più celermente e sopperire almeno in parte a quelle strutture carenti in campo nazionale?
Questa è una prima ipotesi, ammesso che questa villa sia un monumento nazionale, se invece non lo è, allargandola, modificandola e ristrutturandola si potrebbe far sorgere una colonia marina per i nostri figli, e questo credo sia la più logica delle ipotesi azzardabili. Infatti essa potrebbe servire sia ai malati che ai bambini polche la utilizzerebbero per due o tre mesi all'anno.
Il risultato potrebbe essere che 30-40 bambini diventino molti di più, e credo superfluo spiegare il perchè.
In ultima analisi si pensa non vi sia motivo che noi lavoratori non si debba lottare affinchè il gruppo FIT-Ferrotubi abbia una colonia sua; una colonia che ci consenta di mandare i nostri figli a riposare dopo un anno di scuola senza dipendere da altri.
E' giusto che si lotti per problemi generali, ma ritengo anche giusto, come abbiamo sempre fatto, portare avanti i problemi interni, e le colonie e i malati, volenti o nolenti, sono 'problemi che esistono nel nostro interno e quindi da risolvere.
Un Lavoratore
Dopo aver ascoltato tante lamentele, (in parte giustificate e in altre no), dei genitori che hanho inviato i loro bambini negli anni precedenti alle colonie e in special modo a quelle marine, il Consiglio di Fabbrica ha ritenuto opportuno, per migliorare questo importantissimo servizio sociale, di prendere delle iniziative.
Dopo essersi interessati presso altri enti per cercare una migliore sistemazione, si è giunti alla decisione di inviare alla direzione dell'Unione Donne Italiane (U.D.l.) ente che ha organizzato e ospitato i nostri bambini lo scorso anno, un documento nel quale si denunciavano le carenze riscontrate, sia da quanto riferito da genitori che rilevate personalmente dai nostri incaricati nelle visite fatte alla colonia, e si è anche prospettato, allo scopo di alleviare e migliorare notevolmente il servizio, di distaccare e inviare in colonia per tutto il periodo che vi saranno i bambini un nostro compagno attivista allo scopo di dare un grosso contributo all'organizzazione facendo sì che i bambini si sentano più assistiti e i genitori, una volta partito i! pullman, più tranquilli sotto ogni aspetto.
i cuccagnari
E così fu eletto tra gli eletti.
E vennero a pallino le ricorrenze il centenario.
E vennero intascate, per tutte queste ricordanze, dalla massa di gente delle camere alte, annate gratuite di paga di più anziano lavoro.
Nessuno mollò l'ingiusto malloppo: una vera rapina, molto più grave di quella famosa della a VIA OSOPPO •. Nel paradiso citato tutto è possibile: persin l'incredibile.
E' possibile avere anni quaranta andare in pensione con anni cinquanta. Questo vuol dire che il a CUCCAGNONE • già lavorava quando sua mamma, ancora bambina, felice giocava con la bambolina.
E (mando alla vita aprì gli occhietti, il pargoletto mise subito in chiaro ai presenti ch'era il più stancò fra tutti i viventi. Che bel bambinone! dissero in coro i convenuti.
Sembra aià grande: ha oli occhi furbini. Questo volpone, che già ingrassava nel camerone, nato era già senza paura, con linda camicìa carriera sicura. Già destinato dove lassù
nessuno si bagna: nel dolce paese della cuccagna. Cuccagna sfacciata, ben mantenuta dalla massa compatta di povera gente che sodo lavora e paga la tassa molto salata. Non è forse l'ora che il « BAOBAD»
sia abbattuto rovini, cadendo, la cuticagna di chi ha usufruito della cuccagna? Svegliati o popolo! popolo nicchione. Col voto, anche senza, è giunta l'ora della tua giusta sentenza.
-à-- A proposito, ricordati che stasera abbiamo il PillObtre a cena...
Fase organizzativa
1° - Pensiamo, che per un'efficienza organizzativa ed operativa si debba avere un collegamento con la Segreteria del CUZ e con il Direttivo, fissando possibilmente delle riunioni periodiche una volta al mese, allo scopo di verificare e di stabilire il perseguimento di una linea generale che miri alla soluzione dei problemi.
2° - Inoltre nella COMM Salute debba esserci la presenza di un segretario, e la presenza di un numero fisso di membri effettivi direttamente dal CUZ, questo allo scopo di avere rappresentatività politica nell'ambito di questa COMM. Salute.
3° - La COMM. Salute è aperta a tutti i lavoratori delegati dei vari C.d.F.
La data fissata per le varie riunioni della COMM. Salute è nei seguenti termini:
ogni giovedì di tutte le settimane alle ore 14.30 presso I'IDEAL di Magenta.
Resta bene inteso che qualora si preSenti la necessità nelle varie
UOMINI AL C.I.A.-NURO
Avvelenatori dell'umana gente.
Luride bestie del profitto.
Dal profitto
scandagliate in tutti gli angoli della terra.
Dall'officina all'estremo potere gli immondi agiscono.
Avvelenano cose sane e uomini generosi per il raggiungymento dei loro sporchi obbiettivi:
TENERE AD ALTI
LIVELLI
l'EGOISMO UMANO.
zone di spostare sede di riunione la COMM. ne prenderà atto. (Castano-Magenta).
Inoltre pensiamo che la COMM. Salute debba avere un ruolo di iniziativa politica nel quadro di una linea generale Sincadale e non Consultiva.
Obiettivi
1° - L'obiettivo principale che la COMM. ha individuato è quello della medicina preventiva (ambiente di lavoro).
Questo allo scopo di far vedere ai lavoratori quali possono essere i metodi di applicazione per risolvere i problemi dell'ambiente di lavoro e nel contempo di coinvolgerli in una maggiore sensibilità e quindi una maggiore crescita.
Tendendo poi ad allargare l'intervento negli altri campi della medicina preventiva e curativa, (Consultori, Medicina scolastica, Medicina prenatale, inserimento degli
handicappati ecc.). (Istituti pubblici, Ospedali, Mutua, Medici Condotti, Ufficio d'Igiene).
2° - In questo contesto il Sindacato (la COMM. Salute) deve rivendicare un'azione di controllo e di partecipazione nei riguardi del C.S.Z. il quale a sua volta delibererà delle convenzioni con l'Ospedale, CPA, INAM, Laboratorio Provinciale d'Igiene Industriale, e rapporti con la Clinica del Lavoro. Nel contempo il C.S.Z. deve rivedere l'organico dello SMAL (Ticino 1-2).
Tutto questo allo scopo non solo di utilizzare questi enti pubblici secondo un reale bisogno della zona, ma di ristrutturarli secondo l'orientamento della Medicina preventiva (facciamo riferimento ad esempio, al piano ospedaliero per cui la Regione ha stanziato denaro pubblico, ai fini di attuare nell'ambito dell'ospedale un ampliamento strutturato su orientamenti preventivi).
Inoltre è necessaria una ristrutturazione tenendo conto soprattutto delle visite periodiche stabilite dalla Legge che lo SMAL deve indicare ai lavoratori secondo la di-
COMMISSIONE SALUTE
sciplina preventiva (vedi esempio diagnosi precoce) e per le quali occorrono Laboratori Provinciali d'Igiene Industriale)..
Anche su questo problema è molto chiaro l'intervento della prevenzione nell'indirizzare le visite periodiche mirate, conoscendo ed analizzando i vari cicli tecnologici ed individuando le nocività della Fabbrica e nell'orientare le analisi biologiche. Chiaramente questi punti molto brevi che meritano uno sviluppo politico della stessa COMM. Salute, stanno a mostrare l'importanza di un intervento serio da parte di tutte le strutture Sindacali che rientri in una strategia di politica sindacale.
Rapporti con le fabbriche
Per quanto riguarda l'intervento
nelle Fabbriche sia dal punto di vista tecnico che politico questo deve avvenire necessariamente in maniera organizzata ed organica; in questi termini il ruolo determinante per competenza politica spetta alle leghe di zona, che mediante gli attivi, stabiliscono la necessità di importanza di un'intervento dello SMAL e questa necessità deve venir portata nella COMM. Salute la quale farà da tramite.
Sempre in questi termini pensiamo di coinvolgere tutti i lavoratori della zona tramite delle assemblee in fabbrica sulla medicina preventiva, ai fini di una maggiore sensibilizzazione e crescita, in modo che non si veda lo SMAL come soluzione finale dei problemi in fabbrica, ma si tenga vivo il concetto della non delega per cui qualsiasi sia la conclusione dell'intervento dello SMAL, la battaglia per la risoluzione dei problemi dell'ambiente di lavoro deve avvenire mediante la lotta organizzata del movmento sindacale per il diritto alla salute in Fabbrica.
GLI SCOCCIAPOPOLO
Il popolo dà
la « CLIENTELA » riceve.
Il popolo dà
i « PETROLIERI » ricevono.
Il popolo dà
i « MAFIOSI » ricevono.
Il popolo dà
le « MULTINAZIONALI » ricevono.
Il popolo dà voti riceve parole.
Il popolo dà tasse riceve sopratasse.
Il popolo dà pazienza riceve insolenza.
Il popolo dà tutto riceve lo smacco.
Il popolo si scoccia lancia la « BOCCIA ».
La lancia deciso contro i saloni dei malgoverni, contro i magnoni politicanti che hanno ingannato, hanno imbrogliato gli elettori,
Diffusione metodi
Su questo problema noi come COMM. Salute pensiamo di utilizzare le 150 ore per il recupero delle Scuole dell'obbligo, organizzando sia nelle zone di Magenta che Castanese dei Seminari di medicina del lavoro in termini di prevenzione ed inoltre intervenendo anche nei vari corsi che si tengono nella zona, inserendo nei programmi un minimo di diffusione di questi problemi.
Ciò mira ad una crescita dei lavoratori ed a formare nuovi quadri che possano poi organizzarsi nell'interno dei C.d.F. costituendo delle Commissioni ambientali.
In questo modo noi pensiamo di avere individuato tutti quei punti che danno uno sbocco politico nell'ambito delle nostre realtà sindacali, per i problemi della salute in Fabbrica.
contro i magnoni che han riciclato ai benestati ed ai parenti i versamenti che il popolo fece. Il popolo impazza pulisce la piazza. La rende linda, senza cartacce foglie marce.... Raccoglie tutta la spazzatura poi la getta dentro i bidoni: là e più sicura. Pulita la piazza disinfettata, il popolo balla felice canta. Dà inizio ad una vita moto più umana, molto più sana: CON MFNIO MALANNI, MEN DISINGANNI.
"011,
--- Eccellenza, mi occorre un posto: può spendere una parola per me?
— E tu quanto puoi spendere, figliolo? (dia. di Amabile)
ORIZZONTALI
1) Presidente della Finmeccanica che con il malgoverno DC ha potuto arricchirsi e poi scappare coi soldi dei lavoratori.8) Società statale che interviene con la proprietà privata nelle aziende in difficoltà. - 11) Lo è stato l'aumento della benzina. - 19) Animale che ride. - 20) Il modo in cui la DC ha sempre governato il Paese. - 21) Leader portoghese che non è d'accordo sull'unità delle sinistre. - 22) Ancona. - 23) Ascoli Piceno.24) Olio in inglese. - 25) Nome di una Marlene famosa. - 27) Nazione africana che ha sconfitto l'imperialismo con una guerra lampo. - 28) Particella negativa. - 29) Lo si fa in primavera nei campi (tronco). - 31) La attueranno i lavoratori quando non ci saranno padroni. - 33) Ente d'appalto per le autostrade con funzioni molto ambigue. - 35) Iniziali di Ruggeri. - 36) Nucleo politico di sinistra appena formatosi alla Ferrotubi. - 38) Tutto ciò che non è profano. - 39) Incitamento al toro. - 40) Gruppo d'attori. - 41) Servono per togliere la saldatura sul tubo. - 44) Penisola dell'U.R.S.S. - 47) Nome di Bismaik. - 50) Partito che al 40. Congresso ha scelto la via dell'alternativa democratica. - 51) Città con la torre che pende. - 52) Località famosa per un mostro. - 54) Ponti di sicurezza nei castelli. - 56) Istituto. - 57) Trento. - 59) No in sovietico. - 60) La testa di Eolo. - 61) Articolo spangolo. - 63) Nome dei re di casa Savoia.. - 66) Escursionisti esteri. - 67) Lo è sempre l'aumento dei dirigenti statali. - 72) Valle dove nell'agosto '44 fu la prima Repubblica partigiana. - 73) Padova. - 74) Le ha la macchina.. - 75) Pronome relativo. - 76) Italo Calvino.
VERTICALI
1) Agenzia di spionaggio che ha coinvolto in grossi scandali importanti personaggi politici. - 2) E' pericoloso quando avviene nelle fabbriche. - 3) E' sempre accoppiato all'off. - 4) Ex leader del Movimento studentesco. - 5) Trappola per pesci. - 6) Vita militare. - 7) Celebre canzone - Chimera. - 9) Lo è chi è costretto ad abbandonare il paese natio. - 10) Istituto tecnico industriale statale. - 11) Famoso profeta. - 12) Dopo formule e formulette è stato l'unico modo in cui Moro crede di risolvere la crisi. - 13) Lo è il presidente delle società petrolifere.14) Lo diventa dopo morto. - 15) Preposizione articolata. - 16) Nome di Newton. - 17) Ex ministro della Difesa implicato nelle bustarelle aeree e cacciato dai delegati del suo partito all'ultimo congresso. - 18) Lo sono i lavoratori. - 25) Protagonista di uno scandalo. - 26) Re della foresta. - 30) Governatore etiopico. - 32) Taranto. - 34) Città che dopo il 15 giugno cerca di buttare a mare coloro che hanno attribuito alle cozze la causa del colera - 35) Monete indiane. - 37) Città del Palio (sigla). -42) Estasi senza fine. - 43) Lega Lombarda. - 45) Centro nucleare che la DC manda in malora. - 46) In mezzo all'ansa. - 48) Treviso. - 49) Metà oasi. - 53) A noi. - 55) Madre del guerriero Achille. - 57) Non lo dice mai il padrone. - 58) Preposizione articolata. - 60) Eccetera. - 62) Soprannome di Duvalier - fu dittatore di Haiti. - 64) Nostra commerciale. - 65) Nota. - 68) Articolo romanesco. - 69) Simbolo dell'elemento chimico attinio. - 70) Simbolo dell'elemento chimico torio. - 71) Vicenza.