iliíriliM DELLA I: 4i CONI' TI e i
Nel primo anno di lavoro siamo riusciti a pubblicare, sia pur tra molte difficoltà, già quattro BOLLETTINI. ridi argomenti trattati noi quattro numeri sono stati molto diversi tra loro e questo nume ro esce inoltre con una forma grafica nuova che, pur richiedendo molto più lavoro da parte nostra, ci permette di ridurre i costi ed i tempi di pubblicazione.
Riteniamo vi siano quindi le condizioni perchè in tutte le fabbriche e in tutti i reparti si apra un dibattito sul BOLLETTINO nel suo complesso: come è stato e come secondo i lavoratori dovrà esse re.
I lavrratori dovranno sforzarsi, oltre che di discutere il problema, di trovare anche i modi e le forme per sostenere il BOLLETTINO stesso. Abbiamo bisogno di tante cose: contributi di idee e di -;c1 laborazione e copertura finanziaria. Il primo punto significa che la Redazione deve aumentare di numero, organizzarsi meglio individuando precise responsabilità ed e3sere più attiva e tempestiva producendo ad esempio anche manifeti, numeri speciali su specifici argomenti e così via. L'unica diocriminante per poter far parte della Redazione, l'abbiamo già chiarito, è l'adesione alla linea della FLM. Per quanto riguarda inveze il finanziamento il CdF ha lanciato tra i lavoratori la campagna per la SOTTOSCRIZIONE DI 200 LIRE AL MESE per la costituzione di un fondo permanente del CdF che serva soprattutto a coprire le spese di pubblicazione del BOLLETTINO. Chi sottoscrive ovviamente riceverà gratuitamente tutti i numeri del BOLLETTINO.
Le firme raccolte sono già superiori alle previsioni, ma bisogna andare oltre: LA SOTTOSCRIZIONE CONTINUA. I padroni sono ricchi ed hanno i loro canali e strumenti: il BOLLETTINO è uno degli strumen ti dei lavoratori: dobbiamo sostenerlo.
LA REDAZIONE
CCS i O CD O C=1 a • r -s CD liad c ès O C13 E —A E a l L.L. im 2 O le tt ino u n itar io de i FA n. 4 gennaio 1975 ii ign ow
a sostegno della vertenza generale con governo e padronato
Gli obiettivi obiettivi della piattaforma generale sono questi (per i dettagli vedere sul bollettino n. 3):
CONTINGENZA - Unificazione del valore punto al livello più alto per tutte le categorie e settori. Parziale parificazione della contingenza già maturata che significa un aumento medio di £..20.000.mensili.
GARANZIA DEL SALARIO Per contrastare l'uso terroristico della cassa integrazione si chiede il pagamento del salario al 100% da parte del padrone.
PENSIONI Aggancio delle pensioni sino a 100.000 lire al mese all'aumento medio dei salari.
INVESTIMENTI-OCCUPAZIONE Contrattazione per investimenti nel mezzogiorno e di fesa dell'occupazione.
PREZZI NO agli aumenti delle tariffe pubbliche e prezzi politici per i generi di prima necessità.
A QUESTE RICHIESTE I PADRONI ED IL GOVERNO HANNO DETTO NO. E' NECESSARIO SOSTENERE CON LA LOTTA LE NOSTRE GIUSTE RICHIESTE PER UNA POSITIVA SOLUZIONE DELLA VERTENZA GENERALE.
In questo numero :
Redazione : Via Bistolfi 35
20134 Milano Telefono
2394
CONTINUIAMO LA LOTTA A SOSTEGNO DELLA VERTENZA GENERALE CON GOVERNO E PADRONATO!
LE PIATTAFORME DE NORA-PERMELEC-FRIEM LO "STRA"ORDINARIO
COS'E' IL PATRONATO
ASSENTE INGIUSTIFICATE
I GRIDONIe:"MONDO CANE"
IL ROMPITUTTO
ABBONATEVI A "I CONSIGLI" PER L'ANNO 1975
NEL PROSSIMO NUMERO:
- COSA SONO I "CUZ" (Consigli Unitari di Zona intercategoriali
CGIL-CISL-UIL) E LA PIATTAFORMA DEL CUZ 12 PER LA ZONA LAMBRATE
Continuiamo la lotta
LE PIATTAFORME DE NORA - PERMELEC - FRIEM
Per la prima volta abbiamo presentato una piattaforma rivendicativa in modo coor dinato in tre fabbriche del GRUPPO DE NORA. La necessità di spiegare ai lavorato ri cos'è il GRUPPO DE NORA, la necessità del coordinamento dei CdF (a tutt'oggi, ad esempio, i ricatti padronali ai CdF della OEL e della METALLURGICA LAMBRO ci hanno impedito di avere un rapporto costante con queste due fabbriche), il colle gamento da realizzarsi tra le nostre piattaforme ed i temi della vertenza generale e della vertenza della zona Lambrate: queste alcune delle grosse difficdthhin contrate, e solo in parte risolte, che ci hanno impegnati per alcuni mesi in lunghe e difficili discussioni.
Ora le nostre richieste sono state presentate alle varie Direzioni e si sono già avuti incontri per DE NORA e PERMELEC: fatto nuovo, all'incontro con la Direzione DE NORA del 19 dicembre 1974 la delegazione sindacale comprendeva RSA dei nostri tre CdF. In questo incontro abbiamo molto insistito sul fatto che in particolare nelle fabbriche del GRUPPO dove la "ORONZIO DE NORA S.p.A." ha partecipazione di maggioranza (esempio PERMELEC) o dove la produzione dipende in larga mi sura dalle sue commesse (esempio FRIEM) si debba arrivare ad una discussione comune dei problemi. Questo è tanto più giustificato in quanto ad esempio si è di nuovo verificato che la delegazione della Direzione PERMELEC non era in grado di prendere decisioni e tutto veniva rimandato alle decisioni dell'ing. DE NORA e all'andamento delle trattative in DE NORA.
L'apertura delle tre vertenze in modo coordinato comporta la necessità di essere tutti consapevoli dell'importanza della cosa e dell'impegno al sostegno reciproco. La strada imboccata è difficile e di non breve periodo, ma è la più seria da seguire. L'impegno è adesso quello di sostenere insieme, finó in fondo, le nostre giuste richieste.
LA PIATTAFORMA DE NORA Ambiente di lavoro
Piani produttivi, ristrutturazioni, occupakione e organici.
Servizi sociali (1%)
Premio Aziendale
Ambiente di lavoro e salute
Mobilità
Diritti Sindacali
Patronato
Mensa Saronno
Fondo Liquidazioni
10) Generi alimentari ecc.
11),Fondo di assistenza
LA PIATTAFORMA PERMELEC
Verifica dei problemi relativi a investimenti, occupazione, ristruttura zione, orari.
Contribuzione sociale (1%)
-3-
Aumehto salariale
Problemi vari bhe sono stati specifi cati nel corso del primo incontro.
LA PIATTAFORMA FRIEM
1) Piani produttivi, occupazione, orge nici.
Diversificazione della produzione
Piani produttivi e dequalificazio ne
e) Aumento degli organici e abolizio ne del lavoro conto terzi
Servizi sociali (1%)
Istituzione di un servizio mensa
Aumento salariale:
-Aumento del superminimo collettivo garantito (terzo elemento) ai valori di cui all'accordo DE NORA 14/2/ 1974 con assorbimento dai supermini mi individuali
-Parificazione del premio di produzione a quello della DE NORA.
CdF DE NORA MILANO e SARONNO CdF PERMELEC CdF FRIEM
Presentando la piattaforma FRIEM vorremmo richiamare l'attenzione di tutti i lavoratori del GRUPPO DE NORA sulla necessiUì di un attento esame della vertenza confrontando le piattaforme tra di loro. Va quindi aperto un dialogo all'ipterno dei gruppi omogenei aziendali sulla importanza politica e sindacale di costruire l'effettiva unità dei lavoratori del GRUPPO, sulla necessità di lottare su obiet tivi unitari e di primaria importanza a livello sociale. Noi crediamo che solo chiarendoci le idee con il continuo e costante dibattito riusciremo a costruire quella omogeneità che è la forza' necessaria ai lavoratori per risolvere i proble mi posti sul tavolo delle trattative aziendali e nazionali, e portare quindi avanti il discorso di partecipazione dei lavoratori come forza innovatrice del nostro paese.
R.S.A. FRIEM
Spieghiamo ora in dettaglio i contenuti della piattaforma DE NORA, che comprende, nella sostanza, anche tutti i temi delle piattaforme PERMELEC e FRIEM.
E' il punto principale in quanto mira ad ottenere una effettiva garanzia del mantenimento del posto di lavoro e dei livelli occupazionali.
Da sempre ci viene detto che l'attività della DE NORA, essendo la nostra una società specializzata in un campo particolare, è ad "onde", cioè dipende sostanzialmente dalla domanda del mercato mondiale ed italiano di impianti cloro-soda che costituisco no la nostra fornitura principale. Se vogliamo con tinuare a vivere come società autonoma, il che è il nostro obiettivo, riteniamo di non potere accet tare.questa logica come ineluttabile, perchè se è vero che il discorso delle "onde" può essere validd per cloro-soda e anche acido solforico, non stà scritto sulla Bibbia che l'attività della DE NORA debba limitarsi a fare sostanzialmente solo queste due forniture. Da qui la nostra richiesta di conoscere e contrattare i programmi relativi alla diversificazione della produzione, cioè lo sviluppo autonomo e l'acquisizione da terzi di tecnologie alternative in modo che l'attività dei reparti tecnici (e di conseguenza degli altri), non debba entrare in crisi quando manca la domanda per impianti di cloro-soda (e acido solforico).
Si tratta anche, oltre che di acquisire le licenze da altre società per processi ed impianti parti colari, di potenziare e sviluppare quei reparti co me Depurazione Acquee Seaclor, ora piuttosto ridotti. Per l'officina di SARONNO si tratta di crea re le condizioni per cui la costruzione delle celle non rappresenti l'unico tipo di produzione, e così per la FRIEM per quanto riguarda i soli grandi impianti di conversione elettrica. Questo vuol quindi dire ottenere garanzie rispetto alle attività produttive collegate (Saronno, Friem, BEL).
Sviluppo di tecnologie alternative vuol anche dire che bisogna investire nel settore della ricerca ed in particolare nel laboratorio. Attualmente qui si età provando un nuovo processo, ma per noi il problema è anche di sapere se i risultati delle ricer che fatte in DE NORA, eventualmente brevettati, sa ranno da noi sfruttabili o passeranno di mano: vedi ad esempio le ricerche DE NORA sugli anodi di titanio che poi sono "volete" all'estero e sono ri comparse come PERMELEC. Da qui la domanda di conoscere quali sono i brevetti in possesso della DE IRA. -4 -
A ME GLI OPERAI NON MI FREGANO' ...LORO FANNO SCIOPERO E IO CHIUDO LA FABBRICA E APRO UN ALTRO CON¶0 IN UNA BANCA SVIZZERA!
E' con molta preoccupazione, inoltre, che siamo ve nuti a sapere dell'intenzione di trasferire tutto il gruppo di ricerca del dott. Nidola in Via Arquà sotto il nome di un'altra società. Questo "sfronda mento" che segue quelli della galvanica, della vipla, e delle ricerche di laboratorio sui diaframmi, ci fa capire come la Direzione, oltre a tagliare i cosidetti "rami secchi", si porti in luogo più "personale" reparti fondamentali, per una ditta di progettazione, come quello della ricerca. Cosa sarebbe infatti la DE NORA senza brevetti e senza re parto ricerca? che prospettive avrebbe?
E vogliamo anche capire cosa siano esattamente la TISAR (Titanio Saronno), la TITANOR e la PESTALOZZA SUD di Aprilia, perchè se è vero,, come pare, che i capannoni e le aree di queste due ultime fab briche sono paragonabili a quelli di Milano, come mai la Direzione ci ha detto che occuperanno in tut to solo poche decine di lavoratori? In mancanza di questi chiarimenti è ovvio che acquistino credibilità le voci di trasferimento della PERMELEC a Saronno o ad Aprilia, anche se ci rendiamo conto che questo comporta lo spreco degli investimenti già fatti a Milano.
Problemi molto complessi, come si vede, ma che è indispensabile affrontare se vogliamo garantirci il nostro futuro e non rischiare di diventare il "ramo secco" di qualche altra grossa società. Su queste cose vogliamo quindi sentire la Direzione, e le risposte in merito a quanto sopra e all'aumento degli organici (per lo sviluppo della ricerca e la eliminazione del cancro degli "stra"ordinari) ci permetteranno di avere un'idea più chiara delle prospettive della società.
1) Piani produttivi, ristrutturazioni, occupazione e organici
2) Servizi sociali
In accordo con la prevista articolazione della lot ta per le riforme ed i servizi sociali a livello di territorio, facendo pagare ai padroni quello che oggi non pagano p livello più generale, chiediamo:
a) Lo stanziamento di una cifra corrispondente allo 1% del monte salari-stipendi come contribuzione da devolvere ad opere di carattere sociale.
b) Questo stanziamento non deve avere termini di scadenza in merito alla sua utilizzazione e quindi deve essere cumulabile annualmente su un apposito fondo speciale
c) Questi fondi, che si cumulano ai molti milioni già strappati dai lavoratori ai padroni di altre fabbriche, devono essere impiegati in opere sociali che inLeossino anche solo in parte i lavo ratori dipendenti (il Comune di Milano ha recen temente costituito un apposito comitato per lo utilizzo di questi fondi). Si tratta in partito lare di fondi che possono e devono essere utiliz zati nel quadro della vertenza territoriale e regionale per trasporti, case, sanità, scuole, asili nido, prezzi politici per i generi di pri ma necessità
3) Premio Aziendale
Si è deciso di chiedere un aumento salariale di 30.000 lire uguale per tutti con decorrenza 1/11/ 1974 agendo su di un istituto che da tempo non con trattavamo più: il premio di produzione. Ricordiamo che il PREMIO DI PRODUZIONE come tale è stato contrattato solo nella primavera 1970 quando si sta bili il suo aumento scaglionato fino ad un ammonta re corrispondente ad una mensilità. Nell'ottobre 1970 fu poi istituito il PSA (Premio Superminimo Aziendale) che ha assunto le caratteristiche di un premio di produzione mensile uguale per tutti mentre quelli, di giugno è invece collegato alla paga di ogni Singolo le"oretore. Questo premio non è più stato ricnntrattato se non il 12/7/1973 quando si stabili il suo aumento in due scaglioni fino a 30.000 lire mensili lorde.
Ricordiamo che il PREMIO DI PRODUZIONE viene in ge nere contrattato annualmente e che l'aumento uguale per tutti non fa che riproporzionare la sua en tità complessiva (doppia mesilità di giugno più PSA) che è ancora molto sperequata per via degli Slevati stipendi delle categorie superiori rispetto a quelle intermedie e basse.
NON COMINCIARE ADIRE CR IL NOW°PUNTODI VI5TA E' SBAGLIATO!!
4) Ambiente di lavoro e salute
Chiediamo che vengano riprese e portate avanti ade guatemente quelle iniziative previste dal CCNL e dall'accordo 14/2/1974 (libretti sanitari e di rischio individuali, registri ambientali e biostatietici, indagine di gruppo nei reparti, misurazioni di rumore e luminosità nei cppannoni e negli uffici ecc. ecc.) che sono sinora rimaste lettera morta per la scarsa attenzione con la quale la Direzione ha seguito anche questi problemi.
Chiediamo anche che la Direzione riconosca come en te autorizzato a condurre l'indagine sull'ambiente e le salute in fabbrica, oltre alla Clinica del La voro e ad esperti di parte sindacale come previsto dall'accordo 14/2/1974, anche gli SMAL (Servizio Medicina Ambiente e Lavoro), una cui sezione è sta ta recentemente costituita nella zona Lambrate in base alla Legge Regionale n. 37.
Ricordiamo con l'occasione che il libretto sanitario individuale, che contiene il curriculum sanita rio del lavoratore e l'indicazione dei rischi connessi al lavoro svolto, non può essere nh compilato né tenuto in deposito dal Medico di fabbrica, ma deve essere compilato da un ente neutrale tra le parti e tenuto dallo stesso lavoratore, che se ne può e deve servire in tutte le occasioni nelle quali si sottopone a visita medica. Non si capisce infatti a cosa servirebbe il libretto sanitario se lo tenesse il Medico di fabbrica, come proponeva la Direzione.
•• AN,QUESTO ASSENTEISMO
I CASI mORIALI 1R-1 GLI OPERAI 50N0 IN C0E:TANTE AUMENTO... NON PARLIAMO POI DEGLI INTOSSICA?: .. $1, REPARTO NoIERD TRE E RIMASTO FRATICAMENe SENZA FORZA-LA.VCRO i
Mobilità
Esem<nate le realtà produttiva aziendale, con rife rimonto al par.1.3.d) déll'accordo 14/2/1974, si chiede che tutti i lav3r2tori possano accedere alla 4a cat3goria dopo il previsto periodo di tre an ni di permanenza nella 3a categoria attraverso la realizzazione dell'impegno assunto dalla Direzione in merito alla promozione professionale dei lavora tori, con particolare riferimento all'inserimento dei lavoratori delle categorie più basse in posi.. zioni di lavoro sempre più qualificate. Per chiari re la richiesta citiamo come esempio gli addetti ai servizi generali che dovranno essere o qualificati attraverso una rotazione delle mansioni o pas sati automaticamente di categoria qualora questa rotazione non venisse concessa dalla Direzione, co me già successo proprio per alcuni di questi lavoratori.
Per quanto riguarda i laureati và stabilito il loro passaggio alla 6a categoria in tempi certi ed in relazione alla posizione di lavoro occupate.
Diritti Sindacali
Si è constatata l'assoluta impossibilità, anche a causa delle molte diversità di orario esistenti attualmente tra i vari reparti e la dislocazione della fabbrica di Saronno, di sviluppare la necessaria informazione sindacale nei limiti del monte ore sta bilito dall'accordo 14/2/1974 (2000 ore anno) e del le 10 ore annue di assemblee retribuite. Chiediamo pertanto l'aumento del monte ore sindacale ad un to tale corrispondente a 5 ore/anno per dipendente(Ohe è la quota della PERMELEC) e delle ore annue per as semblee retribuite da 10 a 20.
Va altresì ufficializzata, in base alle decisioni confederali CGIL - CISL - UIL ed alla pratica corrente, la denominazione CdF (Consiglio di Fabbrica) in luogo della superata denominazione RSAU (Rappresentanza Sindacale Aziendale Unitaria FLM) ).>
Patronato
Spieghiamo in un articolo a parte cos'è il patronato e quali servizi rende. L'innegabile necessità di poter utilizzare adeguatamente questi servizi impone la presenza di un delegato del patronato in fabbrica almeno per alcune ore a settimana, e la parte cipaziol., a tott5 oli effetti di questo delegato al CdF. Intendiamo ch,ind„ chiedere il riconoscimento di questc servizio e lo stanziamento di un monte ore annuale di 250 ore per permettere di assistere i lavoratori. E' stato individuato dal'CdF, per que sta funzione, il delegato .con ietti, che ha già se guito un apposito corso organizzato dal Patronato.
Chiariamo che il servizio non è riservato solo ai lavoratori dipendenti, ma anche ai loro familiari, ed anche ai dirigenti ovviamente per il ~a periodo lavorativo precedente al loro attuale stato.
Mensa Saronno
Si chiede per lo stabilimento di Saronno l'istituzione di un servizio mensa di qualità equivalente a quello di Milano.
Inoltre, sulla base del costo reale del pasto di mezzogiorno rilevato nelle trattorie dell'area dello stabilimento di Saronno, si chiede l'aumento prov visorio dell'indennità di mancata mensa da 800 a 1500 lire giornaliere.
Fondo Liquidazioni
Secondo i termini di legge è previsto l'accantonamen to annuale, da parte delle aziende, della somma necessaria alla liquidazione dell'indennità di anzianità dei lavoratori dipendenti, e la cifra corrispon dente figura regolarmente anche nei bilanci annuali delle nostre società. Noi chiediamo che i lavoratori possano ottenere anticipi, senza interessi ed ob bligo di restituzione, sull'indennità di anzianità già maturata e loro spettante, in misura e in termi ni da definire.
Tutti si rendono conto dell'importanza di questa ri chiesta considerato ad esempio l'attuale insostenibile costo di acquisto o affitto degli appartamenti nella provincia di Milano. Questo dipende dal fatto che in Italia, a seguito di ben precise scelte politiche, si è sempre favorita anche in questo campo la speculazione privata. Da qui quindi la necessità di lottare per una vera riforma della casa che tenga conto dei reali bisogni dei lavoratori.
Anche le case GESCAL costano però parecchio: abbiamo infatti già avuto il caso di molti lavoratori della DE NONA che pur essendo stati sorteggiati per l'assegnazione di case GESCAL non hanno potuto usufruirne perchè nel 1972 la DE NONA rifiutò i presti ti in un primo tempo promessi.
Ceneri alimentari ecc.
Considerata l'elevata incidenza sui bilanci familia ri del costo di acquisto dei generi alimentari, di vestiario ecc., chiediamo che vengano create le necessarie strutture affinchè possa essere permesso a tutti i lavoratori del G:a_i0 DE "..G ;A, ed anche ad altri lavoratori, l'acquisto di questi generi a prez zi ridotti. Per strutture intendiamo in particolare una persona staccata dalla produzione ed adibita a questo specifico compito e la realizzazione di un deposito ad esempio nel salone assemblee.
E' chiaro che quanto sopra non è in concorrenza a quanto già positivamente fatto dal.Circolo ;icrnati vo ma mira ad estendere e rafforzare le iniziative già in corso.
Fondo di Assistenza
E' stata valutata ed analizzata la possibilità di ampliare il campo di intervento del FONDO DI ASSISTENZA ed anche di razionalizzarne il funzionamento. Oltre a permettere l'invio dei figli dei dipendenti in colonia, si è pensato che il Fondo di Assistenza potrebbe essere utilizzato in casi particolari come prestazioni mediche specialistiche, gravi malattie o lutti.
Ci rendiamo conto che questa nostra richiesta incon trerà grosse difficoltà, ma non sarà tanto per il suo costo, quanto per il fatto che ben difficilmente chi ha in mano la carta dei prestiti sarà disposto a farsela togliere. Siamo però convinti della giustezza e necessità della nostra richiesta e del fatto che i prestiti non debbano essere concessi co me favore ad esclusiva discrezione della Direzione, ma come diritto dei lavoratori ed anche sotto il lo ro controllo.
INFORMAZIONE: Su questo numero non pubblichiamo nessuna- SCHEDA di ragguaglio tec vico, come invece fatto sui primi numeri, in quanto il pezzo preparato, che inse gnava a LEGGERE I PROSPETTI PAGA:è risultato troppo lungo: 'una copia è però stata.data ai delegati ai quali pertanto ci si deve rivolgere per avere spiegazioni.
Intendiamo quindi chiedere uno stanziamento da parte delle Società legato in percentuale al monte salati-stipendi, in misura da definire, e che vada ad aggiungersi a quanto già viene stanziato. Si procederebbe quindi alla nomina di una Commissione di Ce stione del Fondo, in cui la maggioranza spetti agli organismi dei lavoratori, per la stesura di uno Sta tuto e per la gestione del Fondo stesso. Non è ancora stata stabilita l'en::ità dello stanziamento richiesto in quanto vorremmo partire dai bilanci del Fondo degli anni scorsi: come confermato dall'accor so 14/2/1974 il Fondo dovrebbe in teoria essere amministrato dalla RSAU ma in realtà questa non ha po tuto sino ad ora (fine dicembre 1974) prendere visio ne dei bilanci benchè siano stati richiesti già da molte settimane'. 1.
DOVETE PERCIÒ APAIHEff ERE CHE SE NON CI FOSSIMO NOI..
STAREMMO MOLTO MEGLIO!
NOI VI FACCIAMO LAVORARE E VI DIAMO UNO STIPENDIO SICURO COL QUALE ParE rr-VNERE
ASSENZE INGIUSTIFICATE
Nelle ultime assemblee generali o di reparto, si è notata con grande amarezza e disappunto, la mancanza, a dire il vero curiosa, di elementi fem minili.
La cosa ci è parsa curiosa perchè, a quello che risulta, anche le donne in questa fabbrica si guadagnano duramente la vita facendo le loro otto ore, ed anche di più, di lavoro sufficientemente monotono e ripetitivo, tanto che ci si dovrebbe logicamente attendere di vederle tra le prime e più combattive, a rivendicare condizioni migliori di lavoro.
Tutto questo a meno che si accetti le bella favoletta della regina della casa, dell'uomo condottiero e guida, della donna quindi silenziosa, paziente e subordinata a basso prezzo.
Naturalmente *è più che chiaro che non è il caso delle nostre colleghe in De Norz., poichè esse avranno certamente avuto moltissime valide ragioni per non esere presenti.
Tuttavia, se anche gli altri lavoratori, sempre per validissime ragioni, sparissero al momento della lotta, in un periodo perticolarmente pesante come questo, chi porterebbe avanti le rivendicazioni contro l'arroganza e lo strapotere dei padroni?
VDI SitJDAcALISTI AVETE
UN TARLO 04E VI RODE
IL CERVE LLO
PENSAJo CHE !C CE L'AVESTE Voi MoRIREBSE Di FAME
PER IL 1974 CIRCA 6 MILIONI DI LAVORATORI DIPENDENTI HANNO FRUTTATO AL FISCO 2400 MILIARDI (1100 IN PIU' DEL PREVISTO).
UN NUMERO ALL'INCIRCA UGUALE
DI COMMERCIANTI E LIBERI PROFESSIONISTI HANNO FRUTTATO, INVECE, CIRCA 600 MILIARDI !
(cuntent, sig. Coso?)
a a P2
no ! agli straordinari
NO AGLI STRAORDINARI: perché facendoli non è possibile portare avanti una vertenza nazionale od una vertenza aziendale, non si ferma il continuo aumento dei prezzi e non si risolve il problema economico di dgnuno.
NO AGLI STRAORDINARI: perchè facendoli si contribuisce a rendere più ricco il padrone che spende meno per nuovo personale, e così si contribuisce a mantenere e ad aumentare la disoccupazione, dando al padrone la possibilità di ricattare i lavoratori e creando divisione tra loro.
NO AGLI STRAORDINARI: perchè facendoli si tiene un tenore di vita basato su dei soldi che potrebbero venire a mancare nel momento in cui il padrone decide di non farne più fare, e non è certo facendoli che si dimostra il proprio "attaccamento al lavoro".
NO AGLI STRAORDINARI: perchè facendoli si contribuisce al proprio sfruttamento, cioè si tiene in vita il capitalismo, e di questo dovremmo esserne anche "riconoscenti" al padrune.
GLI STRAORDINARI DEVONO RIMANERE QUELLO CHE IL LORO NOME SIGNIFICA: LAVORO STRAORDINARIO.
LAVA , LA ... oRe 8 UN ALTRO GIORNO... IL TRILLO DEL DIAVOLO !! CORRI, CORRI !! 19,15 • • «Mi
COS' E' IL PATRONATO
Il punto 7 della piattaforma aziendale rivendica l'istituzione del patronato in fabbrica. In termini generali significa la gestione dei problemi previdenziali all'interno dei luoghi di lavoro attraverso l'applicazione degli art. 5, 9 e 12 dello STATU TO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI.
I problemi previdenziali si articolano in un centinaio di leggi e un migliaio di regolamenti che il la voratore non può in pratica conoscere.
Essi vanno dagli infortuni sul lavoro alle malattie professionali, dalle pensioni di invalidità alle pen rioni di anzianità e di vecchiaia, dagli assegni fa: « mieliari all'assicurazione per la disoccupazione , dall'assistenza di malattia alla tutela della lavoratrice madre ecc.
Il patronato in fabbrica assiste tutti i lavoratori, anche quelli non iscritti al sindacato unitario. Li assiste per esempio in prossimità della pensione di anzianità o di vecchiaia a recuperare i contributi non versati dai precedenti datori di lavoro, oppu re ad accreditare i contributi figurativi che si riferiscono ai periodi durante i quali il lavoratore non ha potuto lavorare e che, per ciò, risultano scoper ti di contribuzione. L'accredito spetta per i periodi seguenti :
Servizio Militare
Persecuzione politica o razziale ( per la persecuzione politica vale anche il periodo
1948 + 1964 )
Malattia comune o da infortunio
Assenza obbligatoria e facoltativa dal lavoro per gravidanza e puerperio
«Per gli infortuni e le malattie professionali l'articolo 9 dello STATUTO DEI LAVORATORI dice : " I lavoratori, mediante loro rappresentanze , hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica "."
Inoltre, quando esista il rischio di silicosi ( esempio in impianti di sabbiatura), i lavoratori devono essere assicurati contro questo specifico rischio e le aziende sono tenute a pagare un contributo supplementare.
Il patronato conosce gli obblighi dei lavoratori e della azienda in caso di infortunio o di malattia professionale, e il campo di applicazione delle prestazioni economiche e sanitarie.
Il patronato conosce tutte le norme che riguardano gli assegni familiari, la gravidanza, il puerperio e la malattia, aiuta il lavoratore in eventuali controversie con gli istituti previdenziali, conosce il calcolo della pensione di anzianità e di vecchiaia.
Questo sarà parte del servizio che il sindacato mettera a disposizione dei lavoratori della DE NORA e delle altre fabbriche del gruppo, in fabbrica, senza perdite di tempo e con una competenza tecnica di primo piano.
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I GRIDONI
Nei corridoi del piano terra di via Bistolfi se ne vedono e sentono tante che chi lavora in ambienti meno eccentrici non pub che rimanere sconcertato.
Dirigenti e 7a cat. che, evidentemente assorti per le pesanti responsabilità, non salutano mai; altri che re citano cosi bene la parte del lavoratore superresponsa bilizzato e auperconcentrato che, se fossero nati ad Hollywood, Gary Cooper e Clark Gable avrebbero fatto la fame; ed infine i GRIDONI.
Per qualche gridane può darsi si tratti di tonalità in controllabile; per la maggioranza è invece pessima e scorretta abitudine, non tanto perchè condiscono mascn linemente il loro discorso, ma soprattutto perchè urla no con i loro subordinati. Capaci tutti di fare così: gridino con i loro capi se sono capaci!!
Vari seno gli effetti provocati dai gridoni. Anzitutto gridando fanno confusione e non si riesce a capire bene cosa vogliano dire. Secondo, fanno incavolare chi riceve spesso gratuitamente la gridata, con risultati ovvii. Terzo, riescono a far perdere tempo anche a tan te altra gente dei dintorni, ma il farsi sentire grida re è probabilmente quanto vogliono loro per dimostrare la loro potenza a il loro "essere capi".
Però forse qualcuno grida perchè gli saltano i nervi e non per mania di potere: sappia allora che un capo al
quale saltano i nervi non è proprio adatto a fare il capo, e poi non è necessario gridare per fare i capi: c'è anche da noi chi lo sa fare bene senza urlare e an che per questo è maggiormente rispettato. Altro effet_ to è che il gridane fa un'impressione negativa anche perchè sui libri si legge che chi grida generalmente lo fa perchè è insicuro e perchè ha sue magagne da coprire. Non dciamo che sia cosi anche da noi, però si sappia....
Certo che in OE NORA, ai livelli massimi, c'è già chi dà il cattivo esempio di urlare, e può darsi che alcuni GRIDONI, imitandoli, puntino a fare carriera.
Infine rileviamo che la GRIDATA è contagiosa e ambigua: grida il presidente, grida il consigliere, poi grida il direttore, poi il capo, poi l'aspirante capo e poi ... L'ambiguità è data dal fatto che il gridane può essere (abbiamo l'esempio!) persona amabilissima fuori dalla porta del suo ufficio e quindi non si sa qual'è la sua vera personalità: è amabile e diviene irascibile perchè contagiato dal capo o è viceversa?... E' ambigua anche perchè c'è chi fa passare la gridata come una dimostrazione di bonomia o addirittura d'affetto, invece la gridata è sempre e solo manifestazione di prepotenza.
Quindi per favore signori gridoni, smettetela di rompe re i timponi.
„
e ff/g, 177._
IL ROMPITUTTO ( cose di casa nostra e casi di cosa nostra )
0000000 OOOOO 000000000 : LA PERLA DEL MESE : OOOOOO 00000000 OOOOOO 0
SPRECO O ASSENTEISMO?
Che direbbero la Direzione ed i lavoratori della DE NORA di una società nella quale in sala disegno si fa lo "stra'ordinario quando non c'è lavoro viene dato il lavoro di disegno in appalto a società esterne (magari di ex-dipendenti di quella società) le società esterne fanno fare(o appaltano)il lavoro avuto in appalto da disegnatori delle stessa società committente dove questi, tra l'altro, già fanno lo "stra"ordinario.
Alcuni direbbero che in quella società c'è qualcosa che non va, altri che è sempre e comunque colpa dei sindacati e dell'assenteismo dei lavoratori, e che comunque costa di meno.
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APPIATTIMENTO
Vari lavoratori ex-impiegati si sono lamentati dell'ag piattimento degli stipendi causato dalle rivendicazio ni egualitarie per operai ed impiegati degli ultimi an ni. Noi non ci crediamo e rigiriamo loro la domanda: che ne direste di pubblicizzare gli stipendi?
Altri ex-impiegati dicono che gli aumenti salariali uguali per tutti e l'inquadramento unico hanno appiat tito la loro personalità. Impossibile, sarebbe come appiattire il tavolo da biliardo.
CAPO DCL PERSWIALE IN PECTORE
Tutti conosciamo la potenza della mafia in DE NORA: pensiamo ai tanti "casi di cosa nostra". Per uno di questi casi dobbiamo qui riconoscere anche la sua tem pestività (o nervosa precipitazione?): solo dal 18 no vembre c'è il nuovo Capo del Personale, e dopo neppure due settimane era già stata fatta circolare la voce che non era la persona adatta, che, insomma, doveva essere più riservato e così via.
Signora Mafia, va be, che già da anni c'è tra voi un auto-aspirante capo del personale, ma via, un po' di Pazienza e buon gusto, ammesso che sappiate cos'è!
SPRINTER
Anche noi assegnano i nostri PREMI. Il premio CRUMIRLA D'ORO 1974 per i lavoratori dipendenti è stato assegnato ad un noto ardito ingegnere, il cui:, cognome rispecchia il suo atteggiamento verso i padroni, che ha vinto lo sprint finale venendo a lavorare (il pome riggio) durante lo sciopero generale del 4/12/1974. Il premio verrà consegnato al prossimo picchetto.
I "GIOVANI LEONI"
Al secondo piano di via Bistolfi abbiamo come noto al cuni "vecchi leoni", quei 7a cot: cioè che non saluta no i sindacalisti e pensano che in URSS i comunisti mangino ancora i bambini e siano trinariciuti: menta lità tipo guerra fredda degli anni '50 per intenderci. Abbiamo però anche alcuni "giovani leoni" che non per dono occasione per attaccare personalmente i delegati chi è esplicitamente di sinistra. E' accaduto anche durante un'assemblea dei disegnatori, quando si discu teva la sospensione degli straordinari: un"giovane leo ne" ha infatti detto ad un "sinistro" che era meglio stesse zitto perchè gli straordinari e le consulenze le aveva fatte anche lui.
Noi crediamo che a parte la moda italiana di mettere sullo stesso piano petrolieri (o Marzollo e Sindona) ladri di polli, sarebbe opportuno che i compagni, so non vogliono che si rilevi la divergenza tra quanto dicono o pensano e quanto fanno, facciano a meno anche di rubare i polli, cioè di fare lo straordinario. Questo non è ovviamento solo rivolto al compagno che è stato rimbeccato dal "giovane leone".
LECCA LECCA DEL CAPO
Il vero puro-sangue impiegatizio è quello che accoppLa allo "stra"ordinario la servile sudditanza al capo. C'è chi, ad esempio, si dà dell'incapace e del pistola per far meglio capire al capo la sua ammirazione per lui, o quello che dice che lui una cosa non la fa rebbe mai, perchè proprio non gli va, a meno che glie la ordini il capo, e così via. C'è anche chi fa il gridone per imitare il capo e chi usa il pugliese stret to con ODN. C'è chi copia il modo di vestirs e di can minare del capo, chi gli fa da attendente per lunghe ore e così via.
Ma possibile che non sicmoisce che i padroni ci lusin gano•finchè serviamo, finchè ci possono usare, per poi scaricarci senza patemi quando non serviamo più?
In DE NORA c'è forse chi mmde ancora che tanti anni di servizio "fedelissimo" e l'essere altresì ormai prossimi ella pensione basti per evitare di essere fredda mente scaricati o trasferiti? Ma c'è ancora chi si fa illusioni sulla "bontà"dei padroni?
Un nostro ex-collega, con una immagine colorita ma chia ra, diceva che la DE NORA utilizza i lavoratori come la carta igienica, che è buona finchè non è usata. Un prevosto di nostra conoscenza ci diceva invece una vol ta che non bisogna essere troppo attaccati ai beni ma teriali, ad esempio alla carriera, "perchè i padrun, quand te ghe serviset pù, te dan una pesciada in del ....". E se lo diceva lui...
ERRORE
L'articolo "Noi Segretarie" apparso sul nostro bollet tino n. 2 è stato ripreso e pubblicato su altri bollettini sindacali in quanto ben descrive une condizione generale delle segretarie.
Alcuni colleghi ci hanno però segnalato un'imprecisio ne: l'articolo diceva che "qualcuno... ci identifica con la segretaria di quello o quell'altro", mentre da noi abbiamo l'esempio opposto in quanto molti identificavano l'ing. M. non come tale ma come capo della R.
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I CONSIGLI è la rivista unitaria dei metalmeccanici • I TEMI TRATTATI NEL CORSO DELL'ANNO 1974 LA CRISI ECONOMICA • LE
ORE • I CONSIGLI DI ZONA • LE LOTTE SINDACALI IN EUROPA • L'UNITA' SINDACALE • IL MEZZOGIORNO • L'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO • L'AUTORIDUZIONE Uno strumento di informazione
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7PRE.ME550 CHE IL POiERE APPARItENE A CHI CONTROLLA I MEZZI Di INFORMAZIONE, NON DEVE %LP PIRE LA MIA PASSIONE PER LACQUI910 DI VECCHIE E NUOVE -rEl-AfE.,,,z HOINV N ERSINc UN VORNALE NUOVO" PER LA DI FE5A DELLA LIBERIA' DI INFORMA ZIONE I E
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