Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi
gennaio 1976
IL NOSTRO APPORTO ALLA ASSEMBLEA NAZIONALE DEI METALMECCANICI Intervento del compagno Lo Russo al Teatro Lirico a nome dei lavoratori della Fit - Ferrotubi
Care compagne e compagni, il mio intervento non vuole essere di carattere aziendale ma vuole riallacciarsi a un discorso generale che tante volte rischia di passare in seconda linea rispetto ai problemi, sia pur rilevanti, ma che interessano solo l'ambito ristretto della fabbrica. Questa linea di principio è stata riaffermava nel corso del dibattito che si è svolto con i lavoratori in occasione delle assemblee tenute per illustrare l'ipotesi di piattaforma, in quanto il costume del sindacato non è quello di illudere i lavoratori facendo vedere loro che avanzando richieste di carattere strettamente economico ed aziendale si possono risolvere gli innumerevoli problemi che li assillano in quanto cittadini. Da alcuni anni a questa parte il movimento operaio ha abbandonato gli obiettivi di stretto carattere salariale concentrando le sue lotte per le riforme (casa, trasporti, salute pubblica, pensioni, scuole, ecc.), in quanto solo dalla loro attuazione dipende la possibilità
di migliorare le condizioni di vita dei cittadini. L'impegno dei lavoratori per la soluzione del problema suddetto è stato manifestato con la totale partecipazione allo sciopero generale indetto il 19-11-69 sul problema della casa, che ha coinvolto vasti strati sociali i quali hanno aderito alla manifestazione svoltasi a Milano al Teatro Lirico dove oggi è in corso l'assemblea dei 1200 delegati. In alcuni interventi si è tentato di sostenere la tesi che il sindacato per ottenere una maggiore mobilitazione della classe operaia dovrebbe puntare soprattutto su obiettivi puramente salariali e aziendali non tenendo conto che il lavoratore deve essere salvaguardato non solo all'interno della fabbrica, ma anche all'esterno di essa in quanto cittadino. Il parere dei lavoratori della FIT FERROTUBI è che per difendere il tenore di vita di tutta la popolazione sia la lotta per la piena
occupazione che dia uno sviluppo economico al paese e tenga conto delle esigenze generali. Perseguire questi obiettivi non sarà facile ed occorre quindi una vasta mobilitazione che sappia con chiarezza controbattere le manovre padronali che puntano ad una ristrutturazione aziendale incentivando lo sfruttamento, attaccando i diritti sindacali conquistati dai lavoratori esasperando la mobilità degli stessi all'interno della fabbrica. Da qui l'opinione che tutto ciò non può essere difeso dando alla piattaforma un senso salariale che comunque deve trovare spazio risolvendo le esistenti sperequazioni. Concludendo questo intervento vorrei ribadire che da questa crisi possiamo uscire vittoriosi ad una sola condizione e cioè che il sindacato e i lavoratori si facciano carico dei problemi e che con la propria strategia sappiano unificare gli obiettivi dei giovarii, delle do-ne, dei disoccupati, ecc., impegnandosi a risolverli col massimo di chiarezza e unità.