Il Costruttore ci ritenta
L'analisi, fatta dai compagni della Commissione giornale, che senza la collaborazione seria, responsabile e continua del C.d.F. e in particolar modo dell'esecutivo nel gestire e comporre il giornale di fabbrica, è che esso avrà sempre una vita assai breve: fu così, e dopo lunghe e ponderate meditazioni si giunse alfine alla riunione che doveva poi, dopo le doverose e « sofferte » critiche e autocritiche, dare il via entusiastico alla ripresa delle pubblicazioni.
Purtroppo alle parole non seguirono fatti concreti e ben presto il Comitato di Redazione si trovò di nuovo nella poca simpatica condizione di dover mendicare gli articoli che via via affluivano sempre più scarsi nell'apposita cassetta di raccolta costringendo un certo punto i compagni dello stesso a farsi da soli un giornale che nelle premesse doveva riportare e dibattere le oninioni di tutti i lavoratori della fabbrica; da qui le logiche dimissioni di tutto il Comitato di Redazione.
Anche questa volta dopo un silenzio che dura ormai da quasi un anno il nuovo C.d.R. votato dal Consiglio di Fabbrica si è riunito analizzando cause e effetti di questa poca seria altalena e il modo come farvi fronte per non incorrere in un'altra ricaduta che forse pregiudicherebbe Per sempre la sua rinascita.
Il discorso dunque è sempre lo stesso ma noi lo riProponiamo per chi lo ha dimenticato e per i giovani che da poco tempo fanno parte
della comunità della nostra fabbrica.
PARTECIPARE PER MIGLIORARE
Il Costruttore è nato nel tentativo di « costruire • attraverso un dibattito più dibattuto e capillare che non nelle assemblee, dove chi parla sono sempre quei pochi, un uomo nuovo; un uomo cioè senza preconcetti e senza dogmi, un uomo insomma tollerante e democratico che possa dire in buona fede ciò che pensa nella maniera che sa e ascoltare con uguale stato d'animo, senza l'ombra di condizionamenti che in ultima analisi sono vincenti nella misura in cui sono dialetticamente persuasivi.
E' chiaro, il nostro è un giornale classista che si batte per la classe operaia e lavoratriCONTINUA IN ULTIMA
DOVE VA LA FERROTUBI
Innanzitutto, vogliamo sottolineare l'importanza fondamentale e democratica che ha il « Costruttore •, nella vita politica sindacale e che proprio per uno scarso impegno di tutti, molte volte ha dovuto cessare la sua uscita.
Riteniamo che questo strumento, essenziale proprio per una maggiore informazione, debba essere rilanciato, quindi ci auguriamo che tutti i lavoratori vogliano collaborare con il C.d.F. e la commissione stampa e propaganda portan-
do il loro contributo, rafforzando così l'organizzazione sindacale e l'unità di tutti i lavoratori.
Tale unità è il bersaglio che il padronato (nemico naturale della classe lavoratrice) non perde mai di vista.
Nell'ambito di questa crisi politica ed economica, il sindacato ha messo l'accento su un diverso modello di sviluppo della nostra economia, attraverso una diversa politica Industriale e sociale con il rinnovo dei contratti di cateCONTINUA IN 8°
CONSIGLI DI FABBRICA DELLA FIT-FER ROTUBI - MAGGIO 1979
La commissione stampa e propaganda, nel riprendere la considerazione sull' esigenza di un più serio rapporto tra le strutture sindacali e i lavoratori, tramite una più precisa informazione sulle scelte sugli obiettivi del movimento, ha analizzato le risposte del questionario distribuito, traendone i seguenti dati e valutazioni:
questionari distribuiti a Corbetta e in via Lanzone: N. 780; questionari restituiti compilati: N. 184 pari al 25°/o; questionari non compilati: N. 11 pari al 6%.
Riteniamo soddisfacente la risposta data dai lavoratori anche dal punto di vista numerico, pur auspicando nel futuro una maggiore partecipazione per una più ampia collaborazione con il giornale.
I lavoratori hanno capito e saputo cogliere l'occasione di portare il loro personale e fattivo contributo a questa iniziativa, ribadendo nelle loro risposte l'esigenza di possede're uno strumento d'informazione, di dibattito e di confronto, quale dovrà divenire Il Costruttore ».
Per quanto riguarda coloro che non hanno compilato il questionario, ci auguriamo che ciò non sia dovuto a una mancanza di interesse verso questi problemi e che l'uscita del giornale serva loro da stimolo.
Per ogni domanda posta dal questionario i lavoratori hanno risposto, ponendo l'accento su uno o più problemi che li interessavano particolarmente.
Esaminando queste risposte, le abbiamo suddivise per argomenti, dandone il numero la % rispetto al totale delle risposte ottenute da ogni singola domanda.
1) PROBLEMI DI FABBRICAquali e perchè?
Risposte N. 173 pari al 94% dei questionari compilati, suddivise nei seguenti argomenti: salute, ambiente di lavoro, nocività, rumori:
N. 68 risposte pari al 40%; organizzazione del lavoro in relazione all'occupazio-
ne e alla mobilità:
N. 52 risposte pari al '2%; investimenti e ricerca di nuove tecnologie per migliorare la competitività della Fit-Ferrotubi:
N. 24 risposte pari al 14%; problemi salariali, di assistenza:
N. 9 risposte pari al 6%; rapporti con la struttura sindacale, informazione, unità all'interno del movimento operaio e tra le forze sindacali:
N. 44 risposte pari al 25%; risposte generiche (non è stato indicato alcun problema specifico):
N. 37 risposte pari al 21%; risposte qualunquiste (lavoratori che non hanno avanzato critiche nè proposte alcunchè di costruttivo, ma hanno usato il questionario solo per dimostrare la loro innegabile e cronica incapacità di usare il cervello):
N. 3 risposte pari all'1,7%.
in relazione all'occupazione e alla mobilità:
N. 43 risposte pari al 35%; investimenti e ricerca di nuove tecnologie per migliorare la competitività dell'azienda:
N. 43 risposte pari al 35%; problemi salariali, di assistenza:
N. 28 risposte pari al 23°/o; rapporti con le strutture sindacali, informazioni, unità all'interno del movimento operaio e tra le forze sindacali:
N. 34 risposte pari al 28%; risposte generiche (vedi punto 1):
N. 23 risposte pari al 19°/o; risposte qualunquiste (vedi punto 1):
N. 4 risposte pari al 3,2%.
3) POLITICA GENERALE • quali problemi e perchè?
N. 116 risposte pari al 63% dei questionari compilati, suddivise nei seguenti argomenti: salute, ambiente di lavoro, nocività, rumori:
N. 1 risposta pari allo 0,8 per cento;
N. 4 risposte pari al 3,4%;
d) problemi salariali, di assistenza:
N. 6 risposte pari al 5,1%;
e) rapporti con le strutture sindacali, informazioni, unità all'interno del movimento operaio e tra le forze sindacali:
N. 69 risposte pari al 59,4 per cento;
f) disoccupazione giovanile:
N. 8 risposte pari al 6,8%;
g) sindacato che dovrebbe interessarsi solo dei problemi di fabbrica:
N. 15 risposte pari al 13%;
h) sindacato che abbia rapporti con le scelte politiche:
N. 14 risposte pari al 12%;
i) risposte generiche (vedi punto 1):
N. 16 risposte pari al 13%;
1) risposte qualunquiste (vedi punto 1):
N. 4 risposte pari al 3,4%.
4) PIU' UTILE INTERVISTARE O ATTENDERE GLI ARTICOLI?
N. 122 risposte pari al 66% dei questionari compilati, suddivise nei seguenti argomenti: salute, ambiente di lavoro, nocività, rumori:
N. 7 risposte pari al 6°/o; organizzazione del lavoro
organizzazione del lavoro in relazione all'occupazione e alla mobilità:
N. 3 risposte pari al 2%; investimenti e ricerca di nuove tecnologie per migliorare la competitività dell'azienda:
N. 159 risposte pari all'86,5 per cento dei questionari compilati, suddivise nei seguenti argomenti:
per le interviste:
N. 109 risposte pari al 68,5 per cento; invio articoli:
N. 16 risposte pari al 10%; giornale di soli specialisti:'
10 ii CONTRATTO. »11 n rAft..;k•N 51LAN;',1
RISULTATI DEL
2) PIATTAFORMA CONTRATTUALE • quali problemi e perchè?
2
QUESTIONARIO
N. 1 risposta pari allo 0,6 per cento; per tutte e due le ipotesi:
N. 29 risposte pari al 18%; risposte qualunquiste (vedi punto 1):
N. 4 risposte pari al 2,5°/o.
5) RITIENI UTILE IL GIORNALE « IL COSTRUTTORE »?
N. 171 risposte pari a! 93% dei questionari compilati, suddivise nei seguenti argomenti:
è utile:
N. 158 risposte pari al 92,5 per cento;
non è utile:
N. 8 risposte pari al 4,6%; risposte qualunquiste (vedi punto 1):
N. 5 risposte pari al 2,9%.
ANALISI DELLE RISPOSTE E CONCLUSIONI TRATTE
ll primo dato che salta agli occhi è che nonostante gli sforzi compiuti in questo senso, la nostra fabbrica è ancora fonte di rischio per la salute dei lavoratori.
Infatti la maggior parte delle risposte ottenute in merito ai problemi di fabbrica vertevano sull'ambiente di lavoro, la nocività, i rumori, i fumi, la scarsa pulizia dei servizi igienici, il contatto con sostanze chimiche maleodoranti o comunque irritanti, le condizioni climatiche disagevoli.
Tali fattori contribuiscono chiaramente ad aumentare il numero degli infortuni, peraltro ancora molto elevato nella nostra fabbrica e favoriscono l'insorgere di malattie o disturbi vari che inevitabilmente influiscono pesantemente sulla vita personale dei lavoratori anche al di fuori dell'ambiente di lavoro.
Consideriamo la salvaguardia della salute uno degli obiettivi principali del movimento operaio, un obiettivo che non deve assolutamente essere accantonato o perso di vista, neanche nei momenti più difficili.
Approfondiremo perciò questo problema al pari degli altri emersi dal questionario, in uno dei prossimi numeri del giornale, anche tramite interviste con i lavoratori più direttamente interessati.
Un'elevata % di risposte si è registrata anche sull'organizzazione del lavoro in relazione all'occupazione e alla mobilità.
La non applicazione del turn-over e le manovre della direzione tendenti a ridurre l'organico e a dequalificare i lavoratori in modo da poterli giostrare più agevolmente, senza dover ricorrere ad assunzioni, ogni qualvolta si presenti la necessità di un rimpiazzo, hanno generato non poche preoccupazioni e interrogativi fra i lavoratori sia dello stabilimento che della sede.
Infatti dalle risposte emerge che anche in via Lanzone è stata attuata e si sta ancora attuando una pesante e indiscriminata ristrutturazione.
A questo proposito si è rilevata l'esigenza di un più stretto collegamento con i la-
voratori della sede, ed in un prossimo futuro anche con Sestri Levante, che deve realizzarsi anche attraverso una loro collaborazione al giornale.
li 25% dei lavoratori, che hanno risposto a questa domanda ha posto inoltre l'accento sia su una certa carenza d'informazione sia su alcune difficoltà esistenti nel rapporto con le strutture sindacali.
A proposito della piattaforma contrattuale notiamo ancora una carenza di conoscenza su alcuni contenuti.
Data l'attualità e l'importanza della lotta che dovremo senz'altro incentivare, vista la posizione della Confindustria e in special modo del Dottor Carli, per la necessità di una sua rapida risoluzione, è vitale un impegno in questo senso da parte di tutti i la-
voratori.
Per quanto riguarda l'informazione, parte della responsabilità va, secondo noi, attribuita a una difficoltà da parte dei delegati di recepire fino in fondo il proprio ruolo nella struttura sindacale e a difficoltà da parte dei lavoratori di utilizzare appieno tutti gli strumenti e le occasioni che vengono offerte, quali assemblee, volantini.
» Il Costruttore ■ potrà comunque essere un valido aiuto per ampliare la nostra conoscenza sulla realtà della fabbrica e sulle battaglie che vi si conducono all'interno.
N.B. - Chiunque volesse prendere visione dei questionari compilati può richiederli presso i compagni della commissione stampa e propaganda.
Il Comitato di lIedazione
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3
LE COOPERATIVE DELLA FERROTUBI
PERCHE' LA COOPERAZIONE
Con l'impegno di alcuni lavoratori, all'interno della ditta è avvenuta una trasformazione, cioè lo spaccio è stato mutato in cooperativa.
Pensiamo così di aver ottenuto uno dei tanti obiettivi che ci siamo posti.
Di difficoltà ne abbiamo trovate e di certo ne troveremo ancora ma ci auguriamo che con l'impegno dei soci tali difficoltà vengano superate.
QUESTO PER L'INTERESSE DI TUTTI I LAVORATORI.
Abbiamo puntato sull'obiettivo della cooperativa perchè convinti che solo con forme di cooperazione alcuni dei problemi, che gravano sul paese, si possono risolvere.
Molti ancora sono reticenti a questi cambiamenti, forse perchè sulle cooperative poco si parla, facendo sì che si creino confusioni sia sulla funzionalità che sugli obiettivi sociali e politici che le cooperative si pongono.
Da parte nostra cercheremo di volta in volta di spiegare e chiarire i dubbi, tramite il nostro giornale.
Vogliamo per ora toccare
uno dei problemi che seconda noi è importante e cioè:
L'ALIMENTAZIONE
Ciò che propone il movimento cooperativo è una legislazione più rigorosa e che venga finalmente applicata la legge 283 del '62, la quale obbliga ad etichettare tutti i prodotti confezionati o sfusi con specificato, in modo chiaro, la descrizione del prodotto, l'elencazione degli ingredienti, la data del confezionamento e le condizioni di conservazione, questo per disciplinare la produzione igienica e commerciale, sia sulle sostanze alimentari che sulle bevande.
Così pure il messaggio pubblicitario, dei prodotti, dovrà ispirarsi a princìpi di correttezza che non sviino il consumatore con attestazioni marginali ma che puntino sulla reale natura del prodotto.
In particolare si sottolinea l'indifferenza, dei pubblici poteri, per il diritto all'informazione del consumatore.
Tale iniziativa è stata ribadita anche dal 2° programma
d'azione delle Comunità Europee per la salvaguardia del consumatore perchè senza informazioni corrette non si può programmare alcun orientamento di consumo.
Tra le innovazioni delle cooperative di consumo è interessante, a nostro giudizio, quella di istituire, presso il ministero della sanità, speciali commissioni, con poteri consultivi, aperte alla partecipazione dei movimenti di massa come quelli sindacali
cooperativistici.
Questa iniziativa si concretizzerà, con delle assemblee riunioni, nei punti di vendita nelle fabbriche affinchè la legge prima accennata venga al più presto presa in considerazione anche grazie a questo movimento di lotta.
Siamo convinti che con l'adesione e la partecipazione di tutti i lavoratori il nostro contributo non vada perso ma che altre conquiste si concretizzeranno.
PROSPETTIVE DELLA EDIL CORBETTA
L'area, presso il Comune di Corbetta mc. 13.000, idonea per la costruzione di n. 44 alloggi, ci è stata assegnata e presto verrà sottoscritta la convenzione con il Comune per la definitiva acquisizione.
Abbiamo partecipato al bando Regionale per ottenere il finanziamento, in base alla legge 457 del 1978, per la costruzione di n. 44 alloggi a proprietà indivisa.
E' di questi giorni la notizia di aver ottenuto un'assegnazione di L. 480.000.000 per la costruzione di n. 20 alloggi. Ci siamo prodigati per ottenere un finanziamento maggiore che, purtroppo, non è stato possibile rimediare.
Considerati i tassi d'interesse elevati che gli Istituti Finanziari e di Credito sottopongono ai richiedenti, d'accordo con la Lega Nazionale delle Cooperative, alla quale siamo associati, proponiamo ai soci la sottoscrizione per un fondo di Risparmio Sociale che verrà remunerato con un saggio d'interesse del 7% netto. Tale Fondo avrà lo scopo:
a) di prefinanziamento alla Cooperativa, in attesa del perfezionamento delle pratiche di mutuo concesso alle Cooperative dagli Istituti di Credito, ed ha lo scopo palese di eliminare i canali che si prestano a speculazioni va4 rie
di incrementare le possibilità finanziarie della Cooperativa;
di tutela del piccolo risparmiatore, essendo il prestito uno strumento di partecipazione, in quanto rapporto personale Cooperativa-Socio.
Costruire sempre di più, sempre meglio, contenere i costi e ripristinare il patrimonio edilizio esistente è il nostro obiettivo. Per questo motivo abbiamo cercato nuove forze sociali all'esterno della Fabbrica presso la quale prestiamo la nostra opera di lavoratori e ci ha confortato il fatto di aver ottenuto numerose adesioni.
Dai contatti avuti a suo tempo con l'Amministrazione Comunale di Bareggio, che ha indicato un'area urbanizzata a disposizione della nostra Cooperativa, ci fa ritenere fattibile un intervento, su tale area, nel prossimo biennio. D'altra parte è indispensabile che l'intervento a proprietà indivisa. che verrà effettuato presso l'area a disposizione, presso il Comune di Corbetta, che su parte del quale abbiamo ottenuto il finanziamento. venga crlmoletato il più presto possibile, al fine di non decadere dal diritto di acauisizione dell'area e del finanziamento e di non sopportare, sul primo intervento, costi maggiori di quelli previsti per la effettuazione
l'intera opera.
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LA RIFORMA SANITARIA
A seguito dell'assemblea tenutasi sulla riforma sanitaria ci sembra molto utile pubblicare in modo integrale il disegno di legge e le varie scadenze dell'applicazione.
Siamo convinti che dovremo impegnarci in modo più
Con 381 voti a favore, 77 contrari e 7 astensioni la Camera ha definitivamente approvato la legge di riferma sanitaria, nel testo trasmesso del Senato. Hanno votato a favore i gruppi della DC, del Pci, del Psi, del Psdi, del Pri. Contro i gruppi liberale, missino e demonazionale.
A conclusione della discussione generale sul disegno di legge, è intervenuto il ministro della Sanità; Tina Anselmi. Il ministro ha preso
atto che la volontà concorde delle forze politiche, la determinazione del governo e il lavoro del ParlaMento hanno colto un traguardo cui ti Paese puntava da anni.
L'impostazione generale della riforma tende alla riqualificazione di s- tutto il servizio sanitario pubblico, O- attraverso il decentramento della sua gestione, la programmazione sanitaria, la valorizzazione del momento della prevenzione quale aspetto essenziale di una moderna Politica di tutela della salute.
Vediamo le modifiche più importanti che vengono introdotte (gra- dualmente, nel giro di uno-due anni) dall'istituzione del servizio sanitario stazionale, che scatta dal prossimo gennaio.
,UNITÀ SANITARIA LOCALE. — biventa la struttura portante di tutto tl sistema dell'assistenza pubblica. Ciascuna USL coordinerà e dirigerà ' insieme dei servizi di educazione sanitaria, di assistenza, di prevenzione e di cura. All'unità sanitaria farà capo l'ospedale e l'ambulatorio, sl consultorio, il servizio di prevenzione o di assistenza o di riabilitazione; la medicina generica, pediattica e specialistica. E naturalmente tutto il personale che opera in questi
Ciascuna unità sanitaria avrà competenza su un territorio con un numero di abitanti variante dai 50 ai 200 mila. La delimitazione delle aree 'ti competenza è stabilita con legge regionale non oltre 6 mesi dall'entrata in vigore della legge; l'istituzione di tutte le unità sanitarie dovrà comunque avvenire entro il '79.
Organi della USL sono l'assemblea generale e il comitato di gestione. assemblea coincide con il consiglio cornunale se l'area della USL coincide con la'area del Comune. È formata invece dall'assemblea dell'asSociazione dei Comuni, se la USL è 'o, latercomunale. Se in un Comune esie- ste più di una unità sanitaria, il Co31- °lune può delegare alle circoscri-
concreto se vogliamo realmente che questa legge venga applicata nel modo giusto e che non venga boicottata in special modo dai cosiddetti « baroni A della medicina.
Compito dei lavoratori è che quando vengono stanziati
dei soldi pubblici ci debba essere un costante controllo di come vengono spesi questi soldi che sono oltretutto detratti dalle nostre buste paga.
E' necessario che tutto il patrimonio pubblico venga impiegato per risolvere i vari problemi che ancora oggi po-
LA LEGGE
zioni le funzioni di assemblea della USL
CHI HA DIRITTO ALL'ASSISTENZA. — Scomparsi tutti gli enti mutualistici, (la definitiva liquidazione avverrà entro 18 mesi), punto di riferimento per il cittadino diventa l'USL. Tutti gli utenti del servizio sanitario nazionale sono iscritti in un elenco. Entro il I gennaio dell'Ottanta l'assicurazione contro malattie sarà obbligatoria per tutti. Anche chi attualmente non è iscritto alla mutua, dunque, avrà diritto all'assistenza pubblica; se è contribuente (paga l'IRPERF) dovrà annualmente versare un contributo.
SCELTA DEL MEDICO. — Ognuno, nell'ambito delle possibilità oggettive della USL che opera nella sua zona di residenza, potrà scegliersi il medico di fiducia ed eventualmente il luogo di ricovero.
OSPEDALI. — Ogni ospedale farà capo ad una USL. Tutti dovranno essere riorganizzati su base dipartimentale per consentire la migliore integrazione e utilizzazione dei vari reparti, delle divisioni, dei servizi specialistici. Alcuni ospedali particolarmente attrezzati potranno essere classificati come ospedali «multinazionali».
CONVENZIONI. — Resta il regime delle convenzioni, con enti privati e religiosi e con le università. Tutte le convenzioni saranno però subordinate al piano sanitario regionale.
PERSONALE. — Entro il 30 giugno del '79 il governo emanerà un decreto per definire lo stato giuridico di tutto il personale delle USL (cioè di tutto il personale che opera nel campo dell'assistenza pubblica). Trattamento economico e normativo sarà uniformato ai principi generali e comuni del rapporto di pubblico impiego. Esisterà un contratto unico nazionale, triennale, stipulato tra governo, Regioni, sindacati e ANCI.
PIANO SANITARIO. — Il metodo della programmazione, che è uno degli aspetti generali di maggior rilievo di questa riforma, trova gli strumenti fondamentali nel piano sanitario nazionale e nei piani regionali. Il piano nazionale è triennale, e il primo sarà varato entro il 30 aprile prossimo. I piani regionali, pure triennali, dovranno essere pronti entro il 30 ottobre.
POTERI E COMPETENZE. — Tre livelli di competenze. Quelle dello Stato, che oltre ad essere alcune particolari competenze amministrative (soprattutto riguardo all'igiene, e a certi aspetti della prevenzione) sono funzioni di indirizzo generali. Le Regioni essenzialmente hanno funzioni legislative. I compiti amministrativi e di gestione spettano agli enti locali.
ne l'assistenza sanitaria e non per ingrossare le file del clientelismo e del parassitismo che coinvolge anche i padroni delle fabbriche farmaceutiche.
Da qui l'esigenza che tutti conoscano nei vari termini le leggi che vengono approvate.
CONSIGLIO SANITARIO NA
ZIONALE. — Viene isiktuito il co siglio sanitario nazionale: con fu zioni consultive e di studio p quanto riguarda la programmazion e che dovrà gestire tutta la fase definitiva liquidazione delle mutue
Le scadenze
Primo gennaio 1979: Le regioni cominciano ad istituire i servizi psichiatrici di diagnosi e cura all'interno delle-strutture dipartimentali per la salute mentale; cominciano ad essere versati, come entrate del Fondo sanitario nazionale, nel bilancio dello Stato, i contributi per l'assicurazione malattie; le somme che tutti gli enti pubblicj destinano all'assistenza sanitaria; i redditi del patrimonio trasferito ai comuni per le unità sanitarie locali e dei patrimoni ospedalieri; gli avanzi annuali delle gestioni dell'assicurazione contro la tubercolosi e le somme per le attività a pagamento delle Unità sanitarie locali; cessano tutti i contributi dello Stato ad enti organismi e gestioni il cui finanziame ,;nto è assicurato dalla legge di riforma.
I l febbraio: data limite per costituire il Consiglio sanitario nazionale, che deve determinare le linee generali della politica sanitaria nazionzle ed elaborare il piano sanitario nazionale. -
26 febbraio: abolizione dell'Ente nazionale prevenzione infortuni (Enpi) e dell'Associazione nazionale per il controllo della combustione (Ancc) e nomina dei commissari liquidatori.
30 aprile: presentazione al Parlamento del primo piano sanitario nazionale per il triennio 1980-82.
27 giugno: termine per emanare le leggi regionali che devono definire i territori delle Unità sanitarie locali e le norme per il patrimonio e la contabilità.
30 giugno: scadenza delega al governo per disciplinare lo stato giuridico del personale delle Unità sanitarie locali.
1° luglio: trasferimento ai comuni dell'assistenza ai mutilati, invalidi, ai sordomuti ed ai ciechi civili.
30 ottobre: termine per approvazione piani sanitari regionali.
27 dicembre: termine per ristrutturazione uffici sanità di frontiera, di porto e di aeroporto.
31 dicembre: termine per i decreti delegati sull'assistenza sanitaria agli italiani all'estero ed al personale navigante; per riordinare la Croce Rossa Italiana; termine entro il quale le regioni devono costituire le Unità sanitarie locali; termine per creare l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro.
l° gennaio 1980: l'assicurazione contro le malattie è obbligatoria per tutti i cittadini italiani; entrano in funzione le Unità sanitarie locali.
31 marzo: presentazione prima relazione annuale sullo stato sanitario del Paese.
28 giugno: le liquidazioni commissariali non ancora definite sono assunte dal Ministero del tesoro.
31 dicembre 1980: approvazione legge per il riordino della materia medico-legale in relazione ai compiti degli enti di previdenza.
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Lettere al
LA SEDE IN
Si è parlato molto spesso e si parla tuttora in parecchi reparti di mobilità ed anche qui in Sede esiste, anche se, contrariamente a quanto è accaduto altrove, non se ne parla affatto.
Esiste una mobilità sfrenata e oserei dire piuttosto avventuristica. Non è affatto qualcosa di ponderato e serio, è solamente il mettere una pezza momentanea, di volta in volta, sempre a scapito della professionalità del lavoratore.
METODI DIREZIONALI
Nonostante si siano oggi ingaggiati dei tecnici specializzati che studino l'organizzazione del lavoro, queste cose succedono ancora quotidianamente e sono in molti quelli che ne hanno fatto le spese.
Succede ad esempio che l'inserimentb di nuove tecnologie al meccanografico, ha dato avvio ad una girandola di trasferimenti anche senza ragione, quando era sufficiente mandare il personale impiegato a dei corsi di riqualificazione e di apprendimento delle nuove tecniche, come era stata anche la proposta del Consiglio di Fabbrica della Sede, che ovviamente la direzione non ha neanche preso in considerazione. Dopo quattro mesi, uno di questi lavoratori che, nel frattempo, si era inserito molto bene nell'ambito del nuovo lavoro, è stato di nuovo trasferito all'ufficio originario é adesso lo si manda ad un corso di riqualificazione; così questo lavoratore che era di terzo livello e che nel nuovo ufficio avrebbe avuto la possibilità di passare al quarto, ora ritornando all'origine resterà ancora al terzo.
A questo punto viene da pensare che tutta questa mobilità, forse, non è così indispensabile, ma è in buona narte solo fine a se stessa. Succede anche che chi rimane a casa in maternità, la maggior
MOBILITA'
parte delle volte torna e non trova più il proprio lavoro; nel frattempo tutto è stato cambiato, quello che prima era di competenza degli acquisti oggi è passato alle vendite, e via di questo passo, così la poveretta deve accontentarsi di quello che le viene prospettato e così, se le va bene, rimane fissa in quel posto, altrimenti incomincia il carosello di spostamenti.
Mettendo a confronto i metodi pre-Saltini e quelli con Saltini, sostanzialmente non è cambiato nulla, i metodi sono esattamente gli stessi. Fino a che punto sarà utile alla ditta questa sua venuta???
Uscendo dall'ufficio per un qualsiasi motivo, rischi di rientrare e non trovare più la scrivania, nel frattempo tutto è cambiato, tutta la sezione è stata trasferita due piani più in alto ed ha pure cambiato la denominazione, il lavoro però è rimasto lo stesso, anzi, se ne è aggiunta una parte in più e cioè quello svolto da quella ragazza che nel frattempo è rimasta a casa in maternità.
E tutti i giorni ce n'è una nuova, la direzione chiama privatamente i lavoratori interessati e li costringe ad accettare quello che la direzione gli impone.
CAMBIARE IL RAPPORTO COL PROPRIO DELEGATO
Questi lavoratori, purtroppo, non hanno mai preso la buona abitudine di andare col proprio delegato a questi colloqui con la direzione, in modo tale da evitare queste pressioni e costrizioni da parte dell'azienda, anzi il delegato è visto da molti come un nemico perchè « costringe » a partecipare agli scioperi, che altrimenti vedrebbero una scarsa partecipazione, data la mentalità da « travet » di molti di questi lavoratori. Solo quando le cose sono irrime6
diabilmente compromesse e il lavoratore è scontento, allora capita che si rivolga al Consiglio di Fabbrica che purtroppo, a questo punto, non può fare più nulla e allora al C.d.F. diventano tutti dei venduti.
VALUTAZIONE FINALE
Si ha l'impressione in questa mobilità, che a seconda del clan dirigente le cose si modifichino in un certo modo e, non appena cambia questo clan, le cose ritornano in un primo momento allo stato originario e poi si modificano altrimenti.
Non sembra una corretta gestione dell'azienda, ma solamente una lotta tra i vari clan per il potere.
Purtroppo questo periodo per il C.d.F. è un periodo di transizione, ci sono delegati nuovi appena eletti e la maggior parte di loro sono anche nuovi alle lotte sindacali, per cui credo che i compagni di lavoro della sede debbano cercare di aiutare e di appoggiare in tutti i modi il proprio delegato creando così quella forza che permetta di sconfiggere la linea della direzione perchè rimanendo così divisi, la direzione farà sempre il bello e cattivo tempo.
Anche i compagni di Corbetta devono cercare di dare un grosso contributo ai compagni della Sede permettendo loro di crescere sindacalmente e di poter poi proseguire da soli.
VOGLIO VIVERE
Voglio vivere in un bel Paese povero ricco soltanto di calore umano con case antiche e mura screpolate tra gente che saluta anche all'estraneo.
Vorrei ascoltare i canti del Paese passare le notti in una osteria vedere l'alba sorgere al mattino un po' assonnato ma in giusta compagnia.
Voglio vedere i bimbi dentro l'orto rubare le albicocche del vicino. Voglio ascoltare il sindaco in piazza parlare del raccolto come è andato.
Voglio comprare il latte dal vaccaro sentire il raglio d'una vecchia mula vedere le galline razzolare seduto all'ombra sotto il pergolato.
Voglio vivere in quel Paese povero, voglio essere ricco come loro, voglio una casa antica e screpolata.
UN LAVORATORE
UN LAVORATORE
giornale
2 GIORNI DI LOTTA PER IL MOVIMENTO OPERAIO
C'è chi tenta di convincerci che queste due giornate siano Solo un'occasione per stare in casa ma nasconde il perchè dopo 34 anni dalla Liberazione il movimento operaio è costretto a lottare per la difesa dei propri diritti che sono sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza contro il fascismo.
25 APRILE 1945
cosa successe allora:
Con questa data la popolazione esplose nelle piazze con la gioia di chi (essendosi salvato) ha la voglia di vivere una vita diversa e migliore con la volontà di costruire una società più giusta cancellando il brutto periodo passato sotto il fascismo.
25 APRILE 1979
cosa succede adesso:
Sono passati tanti anni e ci vediamo ancora costretti a difendere la democrazia, poichè chi ha avuto il potere in questi 30 anni (in primo luogo la D.C. seguita dai vari Partiti che si sono succeduti con lei alla spartizione delle poltrone ministeriali) ha privilegiato i gruppi eversivi e reazionari (vedi facili evasioni dalle carceri e fiscali, vedi i principali colpevoli della strage di Piazza Fontana fatti espatriare dopo un processo durato ben 10 anni, e si potrebbe continuare fino a scrivere un romanzo) contrastando invece le lotte portate avanti dai lavoratori per migliorare questa società.
Due esempi:
il terrorismo, che ora vorrebbe chiamarsi, rosso ma che Per i metodi è chiaramente fascista, sta dilagando a macchia d'olio senza che le autorità sappiano contrastarlo,
Ogni tanto si arresta qualcuno ma i cervelli di questa organizzazione sono al sicuro e magari difesi dalle stesse forze che dovrebbero colpirlo.
Nelle stesse piazze che ci avevano visti felici 34 anni fa, il 25 Aprile si vive oggi con la preoccupazione che le pallottole sparate da criminali terroristi portino nuovi lutti tra i lavoratori.
L'obiettivo di questi delinquenti è quello di instaurare un clima di terrore tra la gente e costringerla a rinchiudersi in casa, in modo da poter spadroneggiare indisturbati e rafforzare le posizioni di chi già da oggi chiede un « governo forte ».
La risposta è una sola e viene da chi dopo 20 aridi di « governo forte » le piazze le ha riconquistate, anche con il
sacrificio dí vite umane, il 25 Aprile di 34 anni fa.
La libertà appartiene ai lavoratori e non la cederemo certo a questi criminali prezzolati che, qualunque etichetta si appiccichino addosso, sono e restano fascisti.
1° MAGGIO
Giorno di ricorrenza per ricordare le lunghe batt - ,de 'fatte dal movimento oi saio, per la conquista di diritti sociali, vede due realtà e precisamente:
— in alcuni Paesi, dove il problema occupazionale non pone pensieri, questo è realmente un giorno di festa e di danze (testimonianze televisive ce lo possono garantire);
— in altri Paesi (tra i quali l'Italia) è un -momento di festa ma soprattutto di lotta poichè questo giorno (festa del lavoro) ci vede in momenti di duro scontro con la classe padronale che vorrebbe sempre più diminuire l'occupazione ponendo così il problema del posto di lavoro a milioni di cittadini che senza un minimo di salario non saranno certamente felici anche se il 1° Maggio è un giorno di festa. Per questi motivi è necessario essere sempre presenti alle lotte, alle manifestazioni poichè l'obiettivo da raggiungere è ancora quello di poter ricordare queste due date con gioia e quindi con la tranquillità di continuare a lottare per un mondo sempre migliore. UN
Nel suo urgente tentativo di ottenere una sicura conoscenza circa il futuìo essenzialmente indeterminato, il moderno uomo d'azione può circondarsi di eserciti sempre
più numerosi di specialisti, di montagna sempre più alte di dati, di invenzioni meccaniche sempre più meravigliose: io temo che il risultato sia poro più che una gigantesca finzione.
Le decisioni migliori continueranno a basarsi sui giudizi di maturi cervelli non elettronici posseduti da uomini che hanno osservato con calma e fermezza la situazione.
L' UMANOIDE i
i se
ro to lo. in za Lo. TO iia ila to. 'O, 'O, tE
ro te se ia no ta ia.
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LAVORATORE
Il Costruttore ci ritenta
ce e per il miglioramento delle sue condizioni nella fabbrica ma è un giornale che essendo concepito appunto dai lavoratori deve tollerare ed essere tollerato per le eventuali contraddizioni come per inevitabili errori dí valutazione e politici mancando ovviamente ad esso quella capacità di Sintesi che necessariamente deve invece avere la stampa professionista di partito o del sindacato.
E' dunque nella consapevolezza dei nostri limiti che pensiamo di poter dire ciò che sentiamo in piena libertà anche lavando i nostri panni sporchi alla luce del sole se occorre, senza che ciò pregiudichi la causa del proletariato ma nella opposta convinzione che questo contribuisca ad eliminare quelle scorie che albergano in ognuno di noi e che di fatto impedì-
scono una più rapida marcia dei lavoratori sulla via dell'affrancamento dal cannibalesco mondo capitalistico.
Se crediamo e vogliamo, come noi realmente crediamo e vogliamo, che il giornale di fabbrica sia in grado di svolgere questa funzione, non vi è dubbio alcuno che ogni lavoratore della Ferrotubi sentirà che questo è un mezzo a cui può affidare con franchezza spregiudicata (in dialetto o in italiano poco importa) il suo pensiero e sentirlo nell'intimo un organo di difesa e di attacco suo, aggiornando nel contempo partiti e sindacati sulla reale temperatura della base, se invece vogliamo farne una palestra di pochi volonterosi o un doppione di un giornale di partito o del sindacato allora cadrà per la terza volta fra le risate soddisfatte del nemico.
Dalla prima pagina
Dove va la Ferrotubi
goria in cui si richiamano le proposte dell'EUR.
Stiamo però constatando, durante le lotte contrattuali, l'intransigenza più assoluta del grande padronato con attacchi frontali nei riguardi dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
Uno dei punti dove è concentrata tutta la forza e il peso del movimento sindacale è la prima parte del contratto di lavoro, che vorremmo al più presto concludere, e riguarda:
maggiore informazione sui programmi produttivi e scelte di politica industriale; informazione sul decentramento produttivo; riduzione non generalizzata dell'orario di lavoro; un nuovo inquadramento unico, per una riforma della busta paga che veda maggiore giustizia all'interno dei livelli retributivi, attraverso una giusta riparametrazione e un rilancio della professionalità, valorizzando il lavoro manuale e intellettuale soprattutto a fronte dello sviluppo della tecnologia e l'automatismo degli impianti.
Tutto questo in sostanza significa rilanciare attraverso battaglie politiche uno sviluppo industriale e una espansione della base produttiva, dando risposta al problema dell'occupazione con una giusta programmazione economica e investimenti che possano risanare la nostra economia.
Inoltre con il controllo della forza lavoro volto a modificare l'organizzazione del lavoro, con un giusto utilizzo della manodopera e salvaguardando in questi processi di ristrutturazione i livelli occupazionali, anche tramite una maggiore qualificazione professionale, noi riteniamo di garantirci sempre più il posto di lavoro, che più volte abbiamo visto attaccato anc.hp dalla nostra direzione Fit-Ferrotubi.
A questo proposito, in risposta alle minacce della direzione che mettevano in dubbio il futuro della nostra fabbrica considerata non competitiva. noi come C.d.F. abbiamo affrontato il problema del-
la ristrutturazione, fornendo anche delle risposte con la partecipazione di tutti i lavoratori e dando delle indicazioni precise di come, secondo noi, la fabbrica deve essere organizzata per renderla più competitiva sul piano degli investimenti, della produttività, delle modifiche degli impianti, della programmazione, organizzazione del lavoro e sull'utilizzo della manodo-• pera.
Non riteniamo però che la direzione abbia portato a termine gli impegni che si era assunta.
Registriamo ancora una volta dei ritardi, non giustificati, soprattutto sulla programmazione e sull'O.d.L. che deve vedere sempre più la possibilità di professionalizzare i settori principali della nostra fabbrica, eliminando nel contempo tutti quegli sprechi che costituiscono un aumento del costo del lavoro.
Stiamo notando, in questa fase delicata, che. la volontà della direzione è un'altra e cioè:
imporre il suo piano di ristrutturazione con un ridimensionamento degli organici comples&vì avviando un processo di dequalìficazione produttiva e professionale; se il risultato dei nostri sforzi responsabili sul problema della ristrutturazione della fabbrica è questo, se i nostri sacrifici a distanza di 2 anni non sono serviti a nulla, dobbiamo chiederci se esiste veramente, da parte dei responsabili, una capacità di dirigenza.
L'azienda sta puntando tutto sul risultato economico immediato, perdendo di vista tutta la potenzialità produttiva, organizzativa e professionale che costituisce un patrimonio d'esperienze nel campo specifico della produzione tubo saldato.
Pensiamo che tale orientamento debba essere modificato attraverso un chiarimento di fondo sui metodi da utilizzare per affrontare un p'ocesso nuovo di sviluppo e di esperienze della nostra fabbrica, metodi che devono trovare la partecipazione e l'accordo del C.d.F. e di tutti i lavoratori.
IL COMITATO DI REDAZIONE Ppv1P-951e._,„
DALLA PRIMA
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