UN 8 MARZO DI UNITA' E DI LOTTA PER I DIRITTI DELLA DONNA
L' 8 Marzo, considerata impropriamente la Festa Internazionale della Donna, è in realtà la giornata di lotta Internazionale della Donna.
Quest'anno, cade in un momento di acuta crisi del sistema capitalistico internazionale che amplifica tutti i termini della battaglia che la donna sta conducendo per la propria emancipazione.
La contraddizione più stidente di tale crisi si manifesta nella volontà di masse sempre più larghe di donne a lottare per il proprio riscatto e l'impossibilità di essere protagoniste di questa lotta attraverso il lavoro. fermento emancipatore di questi. ,nii ha consentito di e publichiamo in altra
Le grandi lotte e il grande raggiungere significativi risultati (come la legge di pari parte del giornale).
Ma non è certo sufficiente se non vede schierati sulla stes.,,,, sinceramente democratiche, uomini,donne,istituzioni,moviment fare della questiSie femminile una questione nazionale.
Su questi temi si terrà una assemblea generale:
MERCOLEDI 8 Marzo 1978 parteciperanno i partiti democratici.
Inonda tutte le forze o sindacale,partiti per
Uno strumento di lotta per l'emancipazione femminile LEGGE DI PARITA' UOMO - DONNA
La legge di parità é l'ultima tappa, in ordine di tempo, di una lunga battaglia per l'attuazione dei principi di uguaglianza sanciti 30 anni fà dalla Costituzione. Essa è stata preceduta da lotte forti e tenaci che si sono concluse con importanti conquiste: la parità salariale nel 1960;la legge di tutela della lavoratrice madre, di tutela del lavoro a domicilio, il piano nidi, la riforma del diritto di famiglia.
La conquista della parità pone al Paese una domanda in più: sulle scelte e gli indirizzi economici, sociali e di politica del lavoro, che devono garantire in tutti i campi l'uguaglianza concreta fra uomo e donna.
E' quindi insieme un approdo e un punto di partenza per superare le discriminazioni, perchèsi affermi una nuova considerazione della donna nel lavoro e nella famiglia, per avviare un nuovo tipo di sviluppo attraverso scelte di politica economica capaci di corrispondere alle aspirazioni di emancipazione delle grandi masse femminili.
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PARITA' NELLE ASSUNZIONI
La legge vieta tutte le discriminazioni fondate sul sesso per l'accesso al lavoro; essa è quindi uno strumento di cui le donne possono avvalersi per accedere in settori e in attività produttive da sempre considerate maschili; per vedere riconosciuta la professionalità, per non essere discriminate dalle mansioni più qualificate e nell'avanzamento della carriera. Non sarà più permesso chiedere alla donna in cerca di lavoro test di gravidanza • per dimostrare che non è incinta; o richiedere con esami e domande requisiti tali da escluderla in partenza da ogni possibilità di assunzione.
Né sarà consentita negli annunci economici del giornali la domanda di appartenenza all'uno o all'altro sesso come requisito per ottenere il lavoro.
PARITA' NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
La legge vieta anche nel campo dell'orientamento e dell'aggiornamento professionale ogni forma di discriminazione. Non potranno essere svolti corsi con contenuti e materie di studio divisi per sesso, che relegano le donne in occupazioni marginali o le privano di ogni sbocco.
Le donne hanno diritto di essere ammesse a tutti i corsi di formazione, aggiornamento é perfezionamento professionale necessari per accedere ai livelli più alti di professionalità, a qualifiche ed attività tradizionalmente riservate agli uomini.
PARITA' DI RETRIBUZIONE, DI QUALIFICA, DI CARRIERA
La lavoratrice ha diritto a una retribuzione pari a quella dell'uomo quando la sua prestazione di lavoro è di pari valore •. II lavoro svolto dalle donne è stato fino ad oggi ingiustamente valutato, quali che fossero gli effettivi contenuti professionali. Non si capisce perché ad una tessitrice o ad una filatrice che svolga le fasi centrali e più importanti del processo produttivo sia assegnata la seconda categoria, mentre all'operaio meccanico che svolge un lavoro di uguale e talvolta minore contenuto professionale venga riconosciuta la terza o la quarta categoria.
La legge dà alle donne e alle organizzazioni sindacali la possibilità di rivendicare il diritto ad una giusta valutazione del lavoro e dei criteri di classificazione professionale.
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LA MATERNITA' NEL LAVORO: PARITA' DI DOVERI TRA UOMO E DONNA
La piena cooperazione e una uguale responsabilità del padre e della madre nella cura dei figli stabilita nel nuovo diritto di famiglia trova una concreta attuazione nella legge di parità. Essa garantisce ad ambedue i genitori, a scelta, il diritto di assentarsi dal lavoro quando il bambino, nei primi tre anni di vita, si ammali. Quando la madre non usufruisca del congedo di maternità facoltativo e obbligatorio, questo può essere ottenuto dall'altro genitore. Si favorisce così nella famiglia, nei rapporti tra uomo e donna e nei rapporti fra genitori e figli, un cambiamento nel costume, una nuova corresponsabilità.
L'uguaglianza tra i sessi si attua anche con il riconoscimento alla lavoratrice del diritto di opzione nella riscossione degli assegni familiari, alle stesse condizioni previste per il lavoratore.
FIEVERSIBILITA' DELLA PENSIONE ED ETA' PENSIONABILE
I contributi previdenziali versati per la lavoratrice non andranno più perduti nel caso della sua morte. Il marito avrà diritto alle prestazioni erogate dalla assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità e la vecchiaia, alle stesse condizioni previste per la donna vedova dell'assicurato o del pensionato.
E' stabilita per la donna la possibilità di scegliere, quando lo ritenga opportuno, di andare in pensione a 60 anni come gli uomini, fermo restando il diritto di andarvi a 55, come oggi è previsto per molte categorie di lavoratrici.
VALORE SOCIALE DELLA MATERNITA'
La legge compie un nuovo passo avanti nel riconoscimento del valore sociale della maternità, con la fiscalizzazione delle due ore di permesso quotidiano per la madre nel primo anno di vita del bambino.
Un passo abbiamo detto. Infatti una maggiore parità nel costo del lavoro degli uomini e delle donne che favorisca Io sviluppo dell'occupazione femminile, potrà essere conquistata fiscalizzando al più presto tutti gli oneri di maternità.
IMPUGNAZIONE DEI DIRITTI
Quando vengono violati i diritti di parità nelle assunzioni, la legge prevede nel suo art. 15 che la donna, o per sua delega, le organizzazioni sindacali, possa ricorrere alla giustizia valendosi di procedure che hanno un particolare carattere di urgenza e che reintegrano la lavoratrice nei diritti colpiti.
Un grande contributo per la nostra libertà
luna Marchiani (Anty)
Di anni 33 — casalinga — nata a Firenze il 6 febbraio 1911 —. Nei primi mesi del 1944 è informatrice e staffetta di gruppi partigiani tornatisi sull'Appennino modenese — nella primavera dello stesso anno entra a far parte del Battaglione «Matteotti», Brigata « Roveda », Divisione «Modena» — partecipa ai combattimenti di Montefiorino — catturata mentre tenta di far ricoverare in ospedale un partigiano ferito, è seviziata, tradotta nel campo di concentramento di Cortiodli (Bologna), condannata a morte, poi alla deportazione in Germania — riesce a fuggire — rientra nella sua formazione di cui è nominata commissario, poi vice-comandante — infermiera, propagandista e combattente, è fra i protagonisti di numerose azioni nel Modenese, fra cui quelle di Monte Penna, Bertoceli e Benedello novembre 1944, mentre. con la formazione ridotta senza munizioni tenta di attraversare le linee, è catturata, con la staffetta «Balilla », da pattuglia tedesca in perlustrazione e condotta a Rocca Cometa, poi a Pavullo nel Frignano (Modena) —. Processata il 26 novembre 944, a Pavullo, da ufficiali tedeschi del Comando di Bologna —. Fucilata alle ore 17 dello stesso 26 novembre 1944, da plotone tedesco, nei pressi delle carceri di Pavullo, con Renzo Costi, Domenico Guidani e Gaetano Ruggeri («Balilla») Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Sestola, da la «Casa del Tiglio», io agosto 1944
Carissimo Piero, mio adorato fratello, la decisione che oggi prendo, ma da tempo cullata, mi detta che io debba scriverti queste righe. Sono certa mi comprenderai perché tu sai benissimo di che volontà io sono, faccio, cioè seguo il mio pensiero, l'ideale che pur un giorno nostro nonno ha sentito, faccio già parte di una Formazione, e ti dirò che il mio comandante ha molta stima e fiducia in me. Spero di essere utile, spero di non deludere i miei superiori. Non ti meraviglia questa mia decisione, vero?
Sono certa sarebbe pure la tua, se troppe cose non ti assillassero. Bene, basta uno della famiglia e questa sono io. Quando un giorno ricevetti la risposta a una lettera di Pah ly che l'invitavo qui, fra l'altro mi rispose «che diritto ho io di sottrarmi al pericolo comune?» È vero, ma io non stavo qui per star calma, ma perché questo paesino piace al mio spirito, al mio cuore. Ora però tutto è triste, gli avvenimenti in corso coprono anche le cose piú belle di un velo triste. Nel mio cuore si è fatta l'idea (purtroppo non
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da troppi sentita) che tutti piú o meno è doveroso dare il suo contributo. Questo richiamo è cosí forte che lo sento tanto profondamente, che dopo aver messo a posto tutte le mie cose parto contenta. •
«Hai nello sguardo qualcosa che mi dice che saprai comandare», mi ha detto il comandante, «la tua mente dà il massimo affidamento; donne non mi sarei mai sognato di assumere, ma tu sí ». Eppure mi aveva veduto solo due volte.
Saprò fare il mio dovere, se Iddio mi lascierà il dono della vita sarò felice, se diversamente non piangere e non piangete per me.
Ti chiedo una cosa sola: non pensarmi come una sorellina cattiva. Sono una creatura d'azione, il mio spirito ha bisogno di spaziare, ma sono tutti ideali alti e belli. Tu sai benissimo, caro fratello, certo sotto la mia espressione calma, quieta forse, si cela un'anima desiderosa di raggiungere qualche cosa, l'immobilità non è fatta per me, se i lunghi anni trascorsi mi immobilizzarono il fisico, ma la volontà non si è mai assopita. Dio ha voluto che fossi piú che mai pronta oggi. Pensami, caro Piero, e benedicimi. Ora vi so tutti in pericolo e del resto è un po' dappertutto. Dunque ti saluto e ti bacio tanto tanto e ti abbraccio forte.
Tua sorella
Ringrazia e saluta Gina.
Paggetto
Prigione di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il' nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui... fra poco non sarò piú, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse.
Baci e baci dal tuo e vostro
Vorrei essere seppellita a Sestola.
Paggetto
Tratto dal libro: "Lettere di condannati a morte della Resistenza"
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