Aprile 1983
l a campana GIORNALE DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO EFIM - BREDA DI SESTO S. GIOVANNI La situazione del 1981 e il vecchio gruppo dirigente Il rinnovo del contratto aziendale, avvenuto nel luglio 1980, vedeva una dichiarazione del Cdf riguardo ai "gravi limiti e carenze" mostrati dalla direzione aziendale al tavolo delle trattative. Era un giudizio molto pesante nei confronti della direzione aziendale, ma basato su delle valutazioni ampiamente fondate: infatti il bilancio del 1981 registrava una perdita di 4.773 milioni di lire, di cui 2.936 erano perdite di competenza della gestione; queste perdite si registravano nonostante l'azienda dichiarasse di aver operato in presenza di "due fattori eccezionalmente positivi e forse irripetibili": un forte apprezzamento del dollaro sulla lira ed un incremento del fatturato del 35% rispetto al 1980.
14 APRILE 1983: un giorno importante per le prospettive della Breda Fucine ed il futuro dei lavoratori della fabbrica "Cassa" (da morto) o rilancio produttivo e occupazionale?
Un'azienda che produceva pur C33C ndz unc situazione monetaria e di mercato positiva, era la dimostrazione evidente dei gravi limiti e carenze di chi la dirigeva: veniva così rinnovato il gruppo dirigente.
Il confronto eul piano od! risanamento della direzione aziendale le proposte del Cdf della Flm
Il nuovo gruppo dirigente e le sue proposte di "risanamento"
Il Cdf e la FIm rifiutava decisamente le proposte di risanamento della direzione ma, riconoscendo la ne cessità di operare per riportare in positivo l'azienda, pena il rischio di una chiusura o di una notevole contrazione
Il nuovo gruppo dirigente si presentava in fabbrica con l'intenzione dichiarata di risanarla. Infatti dopo un periodo di inserimento e di "rodaggio" nei primi mesi del 1982 la direzione presentava al Cdf un documento nel quale illustrava come intendeva operare per riportare l'azienda in positivo. Dopo aver dichiarato di concordare con il Cdf riguardo al mantenimento e all'allargamento della diversificazione produttiva, la direzione indicava come metodo per risanare l'azienda una diminuzione dell'organico complessivo ed una diversa ripartizione del rapporto tra lavoratori diretti e indiretti, aumentando i diretti. È questa la ricetta classica che il padronato italiano sta tentando di attuare in quasi tutte le aziende: più produzione con minor organico. Questa ipotesi di risanamento veniva, tra l'altro, giustificata e supportata attraverso un'analisi economica della situazione aziendale che la direzione sottoponeva al Cdf tramite un documento che ad una più attenta e approfondita analisi si rivelava approssimativo e inesatto.
degli organici_ reettava di entrare nel merito del risanamento indicando quali erano a loro giudizio le iniziative da assu mere. I principali interventi che il Cdf e la FIm indicavano come essenziali per il risanamento della Breda Fucine erano: a) il mantenimento e l'allargamento della diversificazione produttiva, per diminuire la dipendenza dell'a-
zienda dall'andamento congiunturale del settore petrolifero; sviluppare la struttura di progettazione onde mettere in grado il settore tecnico di elaborare concretamente i nuovi prodotti; realizzare gli opportuni investimenti in macchinari e strutture che dovevano garantire la realizzazione dei nuovi prodotti e/o una più razionale produzione di quelli in atto.
L'accordo e gli impegni del giugno 1982 sul piano di risanamer!o Partenuo da questi• presupposti il Cdf e la FIm avviavano con l'azienda il confronto e nel mese di giugno '82 veniva concluso un accordo sul piano di risanamento aziendale. È bene a questo punto ricordare, anche se sinteticamente, i contenuti principali dell'accordo. Se, da un lato, l'azienda otteneva di poter usufruire di una temporanea flessione dei livelli occupazionali (flessione che comunque non doveva durare più di 30 mesi e non doveva fare scendere l'organico al di sotto delle 1.042 unità) dall'altro, vi era l'impegno al recupero occupazionale entro la vigenza del piano di risanamento, grazie allo sviluppo della base produttiva e i mpiantistica.. La volontà di risanamento e di rilancio produttivo e occupazionale era supportata dagli impegni che il Cdf e la FIm avevano fatto assumere all'azienda riguardo al piano degli investimenti ed al potenziamento delle strutture di progettazione e di commercializzazione. Infatti nell'accordo del giugno '82 è indicata la nuova gamma di prodotti che l'azienda intendeva realizzare per ampliare la sua produzione: nel settore delle macchine industriali, oltre alle presse per estrusione che fanno già parte della produzione e della tecnologia in possesso della Breda Fucine, venivano inserite le presse per produzione di tubi di piombo, per elettrodi, per forgiatura ecc. oltre all'impiantistica relativa alle suddette macchine; nel settore valvolame, oltre all'impegno di creare una linea specifica per la produzione di valvole WKM, l'azienda si impegnava a concretizzare la produzione di valvole a sfera dando inizio alla loro progettazione e alla sperimentazione, impegnandosi ad attrezzarsi per la produzione, già a partire dai primi mesi del 1983. Assieme all'individuazione dei settori produttivi che l'azienda intendeva sviluppare, nel piano di risanamento venivano indicati i reparti da potenziare per l'elaborazione dei nuovi prodotti (la progettazione attraverso l'assunzione di 5 "specialisti" e il commerciale per ampliare la penetrazione della Breda Fucine sui mercati); veniva inoltre sottoscritto un dettagliato piano quinquiennale di investimenti per un totale di 20 miliardi, specificando il tipo e la tempificazione degli