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Impegno unitario4

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impegn •o u ttarto

Bollettino del Consiglio di fabbrica della Breda Siderurgica

L.incontro all'Intersind

La Costituzione dell'EGAM e la fusione Cogne-Siderurgica

Il giorno 14 luglio, presso la delegazione Intersind di Milano si è svolto l'incontro tra la Cogne, la Breda Siderurgica, e le Organizzazioni Sindacali con il Consiglio di Fabbrica.

Come si ricorderà, questo incontro era stato chiesto e sollecitato dalle Organizzazioni Sindacali, non appena erano state diffuse le notizie della costituzione dell'Ente Gestione Attività M i n e r a r i e (EGAM) e del passaggio della Breda Siderurgica alla Cogne.

All'incontro la Cogne e la Breda Siderurgica erano rappresentate rispettivamente dall'Avvocato Mario Einaudi con il Dottor Mena e dal Dottor Guido Rebua con il Dottor Peira. Si potrebbe dire che si trattasse di un « incontro al vertice ».

Le richieste avanzate

dalle Organizzazioni Sindacali

Nella lettera di richiesta di convocazione, le Organizzazioni Sindacali ed il Consiglio dí Fabbrica, avevano sottolineato l'urgenza di avere informazioni più precise circa la « fusione » tra la Cogne e la Breda Siderurgica, la garanzia reale per i livelli di occupazione e lo sviluppo delle aziende interessate a questa stessa « fusione », la collocazione della Breda Siderurgica in particolare, nel piano generale della siderurgia nazionale.

La logica della « fusione »

Dalle risposte — di carattere molto generale e spesso contraddittorio — fornite dalla « voce del padrone » si ricava la netta con-

vinzione che questa operazione si fonda su due elementi:

— da un lato un equilibrio nuovo nei rapporti di potere all'interno delle partecipazioni statali;

— dall'altro una buona dose di fiducia nella capacità di improvvisare le soluzioni organiche per i problemi che si creeranno sul piano organizzativo e produttivo. La scelta dei « due galli »

Secondo i rappresentanti dell'EGAM è vero che la Cogne ha assorbito di fatto la Breda Siderurgica, ma è altrettanto vero che le due società continueranno una coesistenza pacifica ed ampiamente autonoma, anche se le azioni Breda Siderurgica sono formalmente (?) passate alla Cogne.

Si coglie qui una prima contraddizione.

Per quanto tempo ed in che modo la Cogne e la Breda Siderurgica potranno convivere in autonomia se è la stessa Cogne che ha assorbito la Breda Siderurgica?

Sembra logico concludere che — per il momento — la scelta è quella di tenere due galli nel pollaio, di cui uno è già un po' più forte.

La colla della fusione

Tutto questo discorso, pur così precario, oggi come oggi, può stare insieme perchè c'è un elemento che può funzionare come una colla: la specializzazione della produzione.

Sempre í rappresentanti dell'EGAM dopo avere detto che Cogne

e Breda potranno convivere in pace, autonomamente, aggiungono che tale coesistenza sarà fondata sulla specializzazione delle produzioni.

Oggi l'Italsider è in grado di incrementare notevolmente la produzione di acciai comuni, specialmente con il raddoppio del 4- centro siderurgico di Taranto e con il ventilato 5' centro che sembra debba essere costruito a Gioia Tauro, in Calabria.

Lo stato — ovverosia le partecipazioni statali — non possono però trascurare la produzione di acciai speciali, dato che l'Italia importa acciai speciali dall'estero.

A questo punto — sempre stando ai rappresentanti dell'EGAM la equazione è semplice: se l'Italia importa acciaio speciale dall'estero e la Cogne e la Breda Siderurgica sono due aziende che producono appunto acciaio speciale, e, per di più, sono italiane, ecco che si apre per loro una prospettiva di sviluppo. A patto che non si facciano concorrenza, ma anzi si specializzino ciascuna a produrre di più ed ancor meglio, il tipo di acciaio che già oggi producono bene.

Questo — se non sbagliamo -

Buone ferie

6 luglio 1971
N.
CONTINUA IN S.

DALLA PRIMA

significa che ci deve essere qualcuno che: analizza e valuta qual'è il tipo di acciaio speciale e di profilo che ciascuna delle due aziende produce meglio, in maggiore quantità ed in condizioni più economiche; decidere ed imporre a ciascuna delle due aziende di incrementare certe produzioni e cessarne altre; prendere tutte le decisioni conseguenti — sul piano finanziario e sul piano organizzativo — che conseguano a quanto detto sopra.

La politica dei tagli, degli spogli, e degli investimenti

Proprio sulla base di questa logica, l'acciaieria della Breda Siderurgica sarà potenziata, così come il treno Demag ed il treno 820/600 al Laminatoio. Forse, può darsi invece che il treno 500 sia più conveniente tenerlo un po' come una specie di treno di riserva.

Poi si sà che la Breda Siderurgica non ha spazio a Sesto e quindi se per caso si porranno dei problemi di potenziamento o di ammodernamento di altri impianti — come potrebbe forse eventualmente accadere putacaso per la trafila — allora l'area e gli immobili della Vanzetti che sono stati acquistati dall'EGAM, potrebbero funzionare come una « valvola di sfogo » anche per la stessa Breda.

Intanto, siccome nel Sud, la Cogne ha già un piccolissimo impianto, ecco che allora il ventilato progetto Breda-Sud (di cui si è chiacchierato un po' qua e di là) dovrà per forza essere stralciato.

Magari alcune eventuali attività che avrebbero forse anche potuto eventualmente interessare — come ipotesi — il PRE, si potrebbe inserirle nell'attuale impianto Cogne, debitamente potenziato. Poi, forse, si potrebbe magari aggiungerci un'acciaieria (e perchè no, anche un laminatoio, aggiungiamo noi).

I Punti fermi della « fusione »

Naturalmente tutto questo comporta che non può essere nemmeno ipotizzata una riduzione degli organici delle due singole società.

Può darsi che si renda necessario un qualche spostamento di sede (da Sesto S. G. a Milano) di qualche ente amministrativo. E' quasi certo che il problema di centralizzare a Milano gli acquisti ri-

guarda solo la Cogne. Soprattutto è certo che, ora che Breda e Cogne sono affratellate nella fusione, la stessa S.I.A.S. sarà gestita ed utilizzata con criteri nuovi, così come garantisce il suo Amministratore Delegato Dr. Guido Rebua. Intanto, sempre nella salvaguardia dell'autonomia delle due società, il Dr. Mena ha l'incarico di « coordinatore » per i rapporti. Se non sbagliamo, il Dr. Mena alla Cogne si occupa del Personale.

La carenza di informazione

Purtroppo — hanno dichiarato i rappresentanti dell'EGAM — al momento attuale non ci sono notizie precise e prospettive circa il flusso degli investimenti. Questi — si sa — sono garantiti più che dall'autofinanziamento delle due

societa dai finanziamenti al Ministero del tesoro.

Le domande senza risposta

Da parte sindacale è stato ripetutamente chiesto se non si pensa a nazionalizzare l'acciaio, se questo non si può farlo perchè c'è di mezzo la FIAT; ma su questo quesito non hanno voluto o potuto rispondere.

Per un approfondimento dei problemi posti dai Sindacati ed avere dati precisi sui futuri programmi dell'EGAM, e della Breda Siderurgica — alla fine dell'incontro — si è convenuto che un nuovo incontro avrà luogo entro il prossimo mese di ottobre.

Questo fatto sottolinea l'esigenza della vigilanza e mobilitazione da parte di tutti i lavoratori.

Dobbiamo gestire l'accordo per riquadramento

Nei giorni 9 e 10 luglio il Consiglio di Fabbrica, nel corso di una sessione di studio, ha affrontato i problemi dell'applicazione dell'accordo sull'innuadramento unico.

Al termint.. dei lavori sono emersi orientamenti e conclusioni che sottoponiamo all'attenzione dei lavoratori perchè le dibattano affinchè diventino orentamenti comuni di tutti i dipendenti della Breda Siderurgica.

Linee di applicazione e gestione dell'accordo aziendale sull'inquadramento unico

Il significato politico della lotta operaia condotta intorno alla piattaforma rivendicativa, non può essere fatto risiedere soltanto nella conquista degli otto livelli professionali e salariali.

Essa intendeva innanzitutto rappresentare un attacco all'organizzazione capitalistica in materia di qualifiche e, più in generale, in materia di organizzazione e riconoscimento della professionalità.

In modo specifico i lavoratori hanno contestato: le paghe di posto, il mansionario, lo sventagliamento dei salari, le sperequazioni di carattere normativo e retributivo.

Se questo è vero, bisogna allora inquadrare l'accordo che prevede il superamento delle categorie e delle qualifiche (inquadramento

unico) in questa logica.

L'accordo, da solo, anche se rappresenta certamente un notevole passo avanti, tuttavia non mette in discussione — di per sè — nè la parcellizzazione del lavoro, nè la dequalificazione che ne deriva, nè la posizione di sostanziale predominio che l'azienda ha assunto in materia di organizzazione e riconoscimento della professionalità.

Tutto ciò può essere ottenuto come risultato concreto, soltanto nella misura in cui l'accordo stesso viene gestito in collegamento con una precisa politica di attacco all'organizzazione capitalistica del lavoro.

Cioè nella mi-'ara in cui — ad esempio — la definizione di alcuni criteri di applicazione degli aspetti professionali legati all'accordo stesso vengono utilizzati per mettere in discussione il modo di lavorare, il tipo di organizzazione del lavoro, che oggi è in atto alla Breda Siderurgica.

Allo stesso modo si può dire per quel che riguarda gli aspetti retributivi, cioè nella misura in cui viene respinto ogni tentativo di riprodurre lo stesso sventagliamento salariale, nella misura in cui viene respinto ogni tentativo di fare ricorso a possibile « fasce » all'interno dei singoli livelli, in quella misura può essere evitato il riprodursi della stessa logica che carat-

terizzava il mansionario o le paghe di posto.

Inquadramento - ambienteorganici - orari

E' addirittura ovvio che una linea di attacco all'organizzazione capitalistica del lavoro non può fermarsi all'inquadramento unico ma deve svilupparsi come linea che contesta l'uso capitalistico dell'ambiente di lavoro, degli organici, dell'orario di lavoro, e via dicendo.

In questo senso, la gestione dell'inquadramento unico, proprio perchè è da realizzare nel tempo (l'accordo prevede dei tempi che arrivano di fatto al dicembre 1972) deve puntare al massimo sulla contemporaneità, cioè insieme alla gestione dell'inquadramento unico deve crescere una linea politica di contestazione nell'ambiente, sull'orario di lavoro, sugli organici, sulla mensa, sulle imprese e via dicendo.

Ecco che allora l'inquadramento va:

collegato a tutti gli altri aspetti dell'accordo che mettono in contestazione l'organizzazione capitalistica del lavoro; interpretato come un elemento di dinamismo sul piano professionale proprio perchè mette in rilievo le contraddizioni che le paghe di posto e le qualifiche in qualche modo coprivano (esempio di una contraddizione classica alta Breda Siderurgica: ha più professionalità il primo od il secondo al forno, tenuto conto che il secondo al forno spesso sostituisce il primo?);

messo in relazione alla possibilità di controllare e contrattare la mobilità professionale.

Visione dinamica

Sarebbe infatti un grave errore se si desse un'interpretazione puramente statica dell'inquadramento unico (incasellamento dei lavoratori in determinati livelli professionali e retributivi) ed isolata da tutta la politica di contestazione dell'organizzazione capitalistica del lavoro.

Una visione statica dell'inquadramento unico potrebbe finire per attribuire all'accordo una durata considerevole e quindi spingere tutti i lavoratori ad una specie di rincorsa per conquistare il liveflo retributivo più alto.

Una visione più dinamica, che tenda a mettere in relazione l'inquadramento unico con il tentativo di provocare un cambiamento sostanziale nel modo di lavorare, at-

tribuisce sia all'accordo nel suo insieme, che agli attuali livelli professionali e retributivi un carattere chiaramente transitorio ed aperto.

Livelli professionali

Un'altro elemento che deve caratterizzare la fase di applicazione e gestione dell'inquadramento unico è dato dal fatto che tra definizione e registrazione dei vari livelli di professionalità e sviluppo professionale deve esistere uno stretto rapporto.

Cioè a dire che, dal momento in cui viene identificato 'in determinato profilo professionale, questo deve essere messo in rapporto con i cambiamenti che avvengono nel modo di lavorare e con tutte le possibilità di arricchimento professionale e culturale del lavoratore.

Nessun profilo professionale può essere considerato valido per sempre od immutabile, così come nessun lavoratore deve essere considerato definitivamente arrivato in nessuna delle possibili situazioni professionali cui può pervenire.

Ciò comporta:

che i profili professionali così come le eventuali declaratorie siano periodicamente riesaminati;

che ad interi gruppi di lavoratori sia garantito di potere cambiare la sua posizione nell'inquadramento in realzione al modo con cui cambiano i metodi e l'organizzazione del lavoro nelle squadre e sugli impianti;

che a ciascun lavoratore sie garantito uno sviluppo professionale anche di carattere soggettivo in relazione all'accrescimento com• Flessivo delle sue capacità.

Criteri di applicazione dell'accordo

Il primo aspetto da sottolineare è dato dalla necessità di elaborare per ciascun livello professionale una « declaratoria », o una definizione sintetica e significativa che consenta:

di definire il ruolo o la posizione generale dei lavoratori che si dovranno inquadrare; di utilizzare criticamente le esemplificazioni; di raggruppare nello stesso livello i profili o le figure professio nali tra loro omogenei.

Sulla scorta di questi criteri di venta urgente identificare le aree omogenee dello stabilimento, nelle quali sia possibile agire contempo raneamente sul terreno: dell'ambiente e della nocività del lavoro; degli organici e delle pause, dell'inquadramento.

Aree omogenee dove la mobilità professionale (sia in senso orizzontale che verticale) è già in atto o sia attuabile.

Aree omogenee dove sia possibile attuare una reale identificazione tra posizioni professionali affini.

All'interno di queste aree omogenee (es. ACC - LAM - FAS -

a

MAN - ecc.) occorre identificare i profili o le figure professionali, che permettano poi di utilizzare criticamente le stesse esemplificazioni permettano altresì di unificare almeno alcune figure professionali, facendo perno: a) sulla rotazione; b) sull'intercambiabilità.

Per quanto riguarda l'utilizzazione dei livelli devono valere alcuni criteri di fondo: l'esemplificazione allegata all'accordo ha un chiaro carattere indicativo e deve essere utilizzata criticamente in rapporto alle realtà professionali ed in rapporto ai criteri di gestione dell'accordo; la distribuzione dei lavoratori nei vari livelli deve tendere ad unificare al massimo i trattamenti complessivi dei lavoratori.

Ciò comporta che l'obiettivo dei lavoratori, delle Organizzazioni Sindacali e del Consiglio di Fabbrica, sia fissato come segue: gli ex operai, inquadrati nei livelli dal 1" at 6"' livello; gli ex impiegati, inquadrati nei livelli dal 2' all'8D livello.

Tenuto conto della evidente necessità di rendere, in ogni caso, transitori il 1" e 2' livello, si dovrà

perciò operare per tar sì che, in modo organico e progressivo, l'inquadramento, di fatto, si attui dal 3" livello in su, per il più vasto numero possibile di lavoratori.

Proprio in collegamento a ciò bisogna: rendere perfettamente automatici (in base al triplice criterio di anzianità, esperienza, rotazione), i passaggi tra un livello e l'altro, fino al 3"' livello; rendere ugualmente automatici e garantire quindi a tutti i lavoratori, che si troveranno ad essere inquadrati dal livello in su, almeno un passaggio al livello superiore dopo un certo periodo di anzianità; stabilire criteri che prevedano la garanzia dello sviluppo della carriera e quindi il raggiungimento di livelli professionali e retributivi più elevati, in relazione all'accrescimento del contenuto professionale, delle responsabilità, e dei ruoli, dell'anzianità e dell'esperienza.

Proprio per rendere effettivo il criterio di un inquadramento che elimini sperequazioni e realizzi il massimo di unità nei trattamenti,

Regolamento del Consiglio di fabbrica

ART. 1

Il Consiglio di Fabbrica è il nuovo organismo unitario, il quale riassume in sè tutti i poteri di rappresentanza politicosindacale a livello d'Azienda.

Esso rappresenta la struttura portante decisionale dei Sindacato Unitario.

ART. 2

Il Consiglio di Fabbrica svolge i suoi compiti nell'ambito delle indicazioni emerse dalla seconda conferenza Unitaria dei metalmeccanici. In particolare esso deve contribuire, con un dibattito politico, alle scelte generali di politica sindacale e deve coordinare le varie iniziative rivendicative a livello di Fabbrica.

ART. 3

Sulla scorta delle indicazioni della Seconda Conferenza Unitaria, il Consiglio di Fabbrica risponde, dei suoi atti e delle sue scelte, all'Assemblea dei lavoratori.

Secondo le indicazioni della citata Seconda Conferenza Unitaria, all'Assemblea dei lavoratori deve essere attribuito il significato politico di un più sostanziale collegamento con i lavoratori, con importanti conseguenze sul piano della formulazione degli obiettivi rivendicativi e della conduzione delle lotte di fabbrica.

Va realizzato un utilizzo della Assemblea come fondamentale momento decisionale e di crescita politica dei lavoratori, soprattutto attraverso articolazioni

nei reparti che consentano una maggiore partecipazione dei lavoratori ed una più significativa presenza dei delegati.

ART. 4

Il Consiglio di Fabbrica è composto dai delegati eletti con voto diretto e segreto dai lavoratori dei reparti ed uffici su scheda bianca.

ART. 5

Il Consiglio di Fabbrica resta in carica di norma un anno. Le riunioni del Consiglio di Fabbrica si ritengono valide con la presenza dei 2/3 dei componenti il Consiglio in 1' convocazione.

In 2" Convocazione, le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono da ritenersi valide con la presenza della maggioranza dei componenti. Il Comitato Esecutivo, in caso di necessità o per ragioni di urgenza, può convocare il Consiglio di Fabbrica. In questo caso la riunione è da ritenersi con presenza della maggioranza dei componenti.

Le decisioni scaturite devono essere verificate in una successiva convocazione normale del Consiglio.

Il Consiglio di Fabbrica dirige l'attività politico-sindacale a livello di Azienda, nel quadro della linea strategica generale del Sindacato stesso.

ART. 6

Il Consiglio di Fabbrica viene convocato una volta al mese su decisione del CONTINUA IN 5.

è necessario fare in modo che non venga istituita nessuna fascia salariale intermedia

L'anzianità verrebbe invece compensata:

con passaggi automatici da un livello all'altro (come già detto);

Si deve infine puntare al recupero dei declassamenti applicando criteri di percenutalizzazione. Concludendo appare necessario riassumere e sottolineare:

l'inquadramento non deve ingabbiare i lavoratori in schemi rigidi;

il sindacato deve rifiutare il ruolo di cuscinetto ed ogni forma di compartecipazione per convogliare tutta la forza dei lavoratori verso una contrattazione globalizzata dei criteri di applicazione dell'inquadramento.

Su questi criteri elaborati dal Consialio di Fabbrica, i lavoratori saranno chiamati dapprima ad esprimere il loro parere, le loro critiche, le loro controproposte. Questo avverrà nel corso di assemblee che sono previste alla ripresa dopo le ferie di agosto.

E' evidente però che l'accettazione dei criteri indicati dal Consiglio di Fabbrica o l'applicazione di criteri innovativi che potessero emergere dalle assemblee richiedono una partecipazione di tutti i lavoratori che saranno così responsabilizzati rispetto alla gestione dell'accordo sull'inquadramento.

Questo accordo infatti può essere gestito nel pieno interesse e secondo le aspirazioni dei lavoratori nella misura in cui ciascuno prende coscienza che è indispensabile tutta la forza contrattuale che i lavoratori organizzati sono capaci di esprimere.

DALLA QUARTA

proprio Comitato Esecutivo, delle Organizzazioni Sindacali, e, su richiesta al Com:tato Esecutivo da parte almeno di 15 dei componenti il Consiglio. I componenti del a Consiglio devono essere preventivamente t- informati dell'ordine del giorno.

Alle riunioni possono partecipare tutti i lavoratori dell'azienda con diritto di intervento, ma non di voto.

ART. 7

Le decisioni del Consiglio vengono assunte a maggioranza semplice riferita a 0 50 più 1 per cento dei presenti, fermo restando il diritto di chiedere la convocazione dell'assemblea dei lavoratori.

ART. 8

Per problemi riguardanti settore, reparti, officine, possono aversi riunioni dei delegati, articolate secondo necessità.

ART. 9

eletto direttamente dal gruppo omogeneo su scheda bianca ed è revocabile ìn qualsiasi momento su richiesta della maggioranza semplice dei suoi elettori.

L'elezione è valida se viene raggiunto il 30 per cento minimo dei voti.

In caso di parità di voti o che non si isggiunga il 30 per cento dei voti espressi dal gruppo omogeneo, si procede a nuova elezione, lasciando al gruppo omogeneo di decidere circa l'opportunità o meno di procedere al ballottaggio. La sostituzione dei delegati dimissionari o revocati, deve avvenire attraverso nuove elezioni.

ART. 14

Il Delegato, in quanto membro del Consiglio di Fabbrica esercita una responsabilità politico-sindacale in ordine ai problemi rivendicativi del gruppo omogeneo che l'ha espresso.

Il Comitato Esecutivo predispone l'ordine del giorno dei lavori del Consiglio di Fabbrica, predispone e svolge la relazione introduttiva.

ART. 19

Al fine di realizzare una più ampia responsabilizzazione di tutti i delegati, dovrà essere adottato un ampio criterio di rotazione (od avvicendamento) dei membri del Consiglio di Fabbrica nel Comitato Esecutivo.

ART. 20

Si riconfermano le norme che definiscono le incompatibilità fra incarichi di membro del Comitato Esecutivo jrcariche esecutive di partito od amministrative. stabilite dalla Seconda Conferenza Unitaria dei metalmeccanici.

COMMISSIONI DI LAVORO

ART. 21

Le riunioni del Consiglio sono

dai rappresentanti delle Organizzazioni

presiedute dirette dal Comitato Esecutivo e Sindacali.

ART. 10

Conduzione della lotta. Il Consiglio dovrà darsi degli orientamenti unitari e vincolati per tutti i suoi membri per evitare che iniziative incontrollate limitino la sua capacità di direzione complessiva delle lotte ed il suo prestigio presso i lavoratori.

ART. 11

Delegazione alle trattative. Allo scopo di fare vivere l'esperienza delle trattative in modo continuativo al gruppo più vasto dei lavoratori, si decide di allargare al massimo la delegazione alle trattative e di non cambiarla fino alla fine di esse. La delegazione verrà nominata dal Consiglio di Fabbrica, e può essere integrata da altri lavoratori, a seconda delle esigenze rilevate dal Consiglio stesso.

ART. 12

Conclusione della vertenza. Prima di sottoporre la bozza di un accordo all'assemblea dei lavoratori, questa deve essere valutata da tutto il Consiglio di Fabbrica, a nome del quale deve essere fatta la proposta all'assemblea.

L'assemblea resta comunque la massima istanza decisionale in fabbrica.

MT. 13

Delegati. Il delegato è espressione di un gruppo omogeneo di lavoratori. Viene

Esso quindi è lo strumento di collegamento attivo del Consiglio di Fabbrica con i lavoratori del reparto ed ufficio che l'ha eletto.

Riassume in sè tutti i poteri di rappresentanza politico-sindacale ed ha quindi un potere di intervento e di lotta, per i problemi che riguardano il gruppo omogeneo che lo ha espresso.

Nell'esercizio delle sue responsabilità si collega alla linea di politica generale del Consiglio e delle Organizzazioni Sindacali.

ART. 15

Il Delegato è tenuto a partecipare regolarmente alle riunioni del Consiglio, salvo impedimento giustificato.

Dopo 5 assenze consecutive ingiustificate, il delegato deve ritenersi decaduto. Di questo fatto, il Comitato Esecutivo informerà i lavoratori che hanno eletto il delegato decaduto dal mandato. COMITATO ESECUTIVO

ART. 16

Il Consiglio di Fabbrica, allo scopo di coordinare i propri lavori, e per dare pratica attuazione alle sue decisioni, nomina nel suo ambito, un Comitato Esecutivo composto da 9 delegati eletti dal Consiglio di Fabbrica.

ART. 17

Il Comitato Esecutivo risponde politicamente di ogni suo atto al Consiglio di Fabbrica. E' pertanto obbligato a convocare, almeno una volta al mese, il Consiglio di Fibbrica.

ART. 18

Verbale fra Direzione e C.d.F.

In data 25 giugno 1971 i rappresentanti della Società ed i rappresentanti dei lavoratori si sono incontrati per definire i Problemi relativi alle turnazioni del Servizio Manutenzione, come da verbale del 19 gennaio 1971, all'effettuazione del lavoro straordinario, alla mensa, alla pubblicizzazione degli organici, al CRAL.

PIPI rorco dell'incontro è stato concordato quanto segue:

A) Turnazioni Servizio Manutenzione saoato verrà effettuata per il turno centrale una comandata di 8 persone sulle seguenti posizioni: n. 3 operatori macchine utensili, n. 1 frigorista (nei mesi estivi) n. 1 addetto caldaie (nei mesi invernali), n. 2 strumentisti, n. 2 motoristi. Il personale così comandato effettuerà riposo a scorrimento Posticipato (In applicazione comma 8", art. 6, C.C.N.L.).

2) All'atto dell'eliminazione delle imprese esterne nei limiti e nei modi convenuti nel verbale di accordo del 29 maggio 1971, in aggiunta alle 8 persone di cui al punto precedente,

Il Consiglio di Fabbrica, tenuto conto della realtà aziendale nominerà Commissioni di lavoro, aperte anche a lavoratori che non siano membri del Consiglio di Fabbrica.

In modo particolare, tra i problemi aperti nella fabbrica, si dovrà tenere presenti:

l'organizzazione del lavoro -- gli organici

l'ambiente e nocività del lavoro

l'inquadramento unico.

STAMPA AZIENDALE

ART. 22

Il Consiglio di Fabbrica per sviluppare tra i lavoratori la formazione, il dibattito. la ricerca, si da un proprio giornale garantendo il suo autofinanziamento. Esso deve essere una tribuna aperta al confronto con tutti i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali.

ART. 23

La respcnsabilità politica del giornale spetta al C.d.F. che si avvale della collaborazione di tutti i lavoratori e procede a ”ominare una redazione del giornale.

ART. 24

II C.d.F. al fine di rendere effettiva una sempre maggiore partecipazione dei delegati e di tutti i lavoratori alla iniziativa politico-sindacale, cura la promozione di corsi di formazione sindacale.

ART. 25

Il C.d.F. è responsabile della amministrazione di un fondo finanziario cui tutti i lavoratori sono chiamati a contribuire. (Approvato dal Consiglio di Fabbrica il 10 luglio 1971).

saranno comandate per il turno centrale del sabato altre 12 persene nelle posizioni di meccanico, elettricista, carpentiere, muratore, sempre con riposo a scorrimento posticipato.

Il personale comandato per il turno centrale del sabato a causa di lavori eccezionali ma programmati effettuerà ugualmente il riposo a scorrimento posticipato.

A partire da domenica 4 luglio 1971 entrerà in vigore un nuovo schema di turnazione per gli addetti alle secchie, il quale prevede l'eliminazione delle presenze domenicali. Entro il mese di settembre c.a. entrerà in vigore il nuovo schema di turnazione per gli addetti turnisti della manutenzione di zona, in base al quale sarà eliminata la presenza domenicale degli addetti della zona Demag, Finimenti, 820/600 ad eccezione del 3" turno, in quest'ultima zona.

Gli addetti alla zona ACC effettueranno il servizio di guardia sul 1'' e 3° turno, mentre il 2° turno verrà coperto da una squadra mista formata dagli addetti delle quattro zone.

Resta inteso che per gli eventi straordinari non prevedibili il personale necessario sarà comandato in straordinario anche nella giornata del sabato.

La Società si impegna ad attuare entro il mese di ottobre il sistema della presenza di due domeniche su tre degI

O I-
e

addetti del turno centrale.

Prestazioni straordinarie

La Società nel momento in cui consegnerà ai rappresentanti dei lavoratori il consuntivo mensile delle ore di lavoro straordinario effettuato in tutta l'area dello Stabilimento, come da articolo 12, 50 comma C.C.N.L., e da verbale del 5-1-1971, fornirà illustrazioni delle circostanze che hanno determinato il ricorso a prestazioni straordinarie.

Mensa

I rappresentanti della Società hanno illustrato le caratteristiche della mensa centrale e delle mense periferiche nonchè gli schemi di funzionamento delle stesse con indicazione degli orari, dei turni, della distribuzione del personale nelle singole mense.

I rappresentanti dei lavoratori hanno approvato quanto loro comunicato ed hanno formulato delle riserve limitatamente all'ubicazione delle mense 3 e 5.

Organici

I rappresentanti dei lavoratori hanno sollecitato l'attuazione dell'accordo aziendale del 29-5-1971 in materia di organici chiedendo la progressiva pubblicizzazione degli stessi per i reparti ACC, LAM, LAF, PFT. I rappresentanti della Società hanno di-

chiarato che si potrà dare inizio all'applicazione di quanto sopra entro settembre.

Cral

In riferimento alla lettera inviata dai rappresentanti dei lavoratori alla Direzione in data 16-6-1971, i rappresentanti della Società hanno ribadito che l'eventuale creazione di un CRAL potrà interessare alla Società solo in quanto incontri l'interesse dei lavoratori e sia costituito secondo le norme attualmente in vigore per questo istituto.

I rappresentanti dei lavoratori hanno comunicato la proplia intenzione di indire un referendum sull'argomento, che sarà tenuto dopo il periodo feriale.

Varie

I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che vengano loro comunicate al più presto le posizioni professionali e retributive degli impiegati con stipendio da L. 220.000 a L. 260.000, sollecitando nel contempo un incontro entro il 10-7-1971 per affrontare alcuni problemi relativi alla mensilizzazione.

I rappresentanti della Società si sono dichiarati disponibili per l'incontro richiesto, che verrà fissato in data da precisarsi. Milano 6-7-1971

Mensa aziendale - Schema di funzionamento previsto

« UN DIRIGENTE CHE SI CHIAMA

fv1ARANGO — AMICO DI DIANGO

— CHE FA DANZARE I DIPENDEN-

TI A SUON DI TANGO »

fra i turni di lavoro incentivando la maggiorata produzione di un turno sull'altro con un dolce pranzetto con sapore d'ipocrisia e sembra che il suo volto dica: « he he heò!!! Vi ho fregati ». Il turno che è stato sconfitto viene umiliato sbattendo il capo turno a fare il riampiazzo a vita natura! durante.

caio; intanto che caio mangia, sempronio va al posto di tizio e così via; questa è la filosofia che adotta il nostro mandriano per poter fare mangiare gli operai.

Purtroppo è così, oggigiorno abbiamo ancora dei dirigenti che credono di essere dei padreterni, e pensiamo che la somiglianza dell'individuo in esame, con Diango, il pistolero che ammazza tutti per sopravvivere, sia perfetta, in quanto, mentre Diango mena la danza a suon di pistolettate, il nostro Marango, che non ha neanche la bacchetta da orchestrale, dirige la danza del ventre, con le billette tortuose, sulla salute e sulla pelle dei suoi dipendenti.

Infatti indice delle gare a duelli

L'aspetto del nostro cow-boy da strapazzo, vuole sembrare terrificante; quando cammina, con le braccia a 45 gradi, sembra che dica: toglietevi davanti, arrivo io, e guai a chi mi ferma.

Intanto con questa sua figura, con l'autorità di cui l'azienda purtroppo l'ha investito, si diverte sadicamente a giocare a scacchi con gli operai facendogli fare salti mortali da un posto all'altro per poter permettere loro di consumare affrettatamente il pasto. Prende tizio e lo sposta lì per far mangiare

Il caso strano della vita è che quando un operaio sbaglia, è sul procinto del licenziamento; quando invece un dirigente — come in questo caso il « nostro » — assieme ad altri, sbaglia, mandando a pallino quantitativi elevati di produzione o alcuni impianti fatti male, tutto veine coperto, viene salvato per « l'onorata società ».

Quasi sempre Diango accompagnato dalle note del pianoforte di Ennio Moricone prevale e vince sempre; il nostro Marango invece può essere accompagnato dalle note assordanti degli strumenti proletari se continua ancora su questa strada con aria da western.

MENSE ENTI O PERSONALE INTERESSATI NUMERO PERSONE ORARI DI MENSA 1• TURNO 2 TURNO NOTG 1 TRAFILA e servizi connessi 75 11 19 Unica ripresa turno 2 i'AS, FIN/C., TRT, MAP/2-3-4 O servizi connessi 150 11 11.45 19 19.45 2 riprese turno 3 ('RE, MAP/1 e servizi connessi 95 11 11.45 19 19.45 2 riprese turno 4 LAM e servizi connessi i- 10 ± 12.30 18 20.30 Servizio continuo 5 ACC e servizi connessi 105 10 ÷ 12.30 18 -± 20.30 Servizio continuo • CENTRALE Personale di reparto 530 11.45 Personale di ufficio 350 .12.45

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