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N. 6 luglio 1971
Bollettino del Consiglio di fabbrica della Breda Siderurgica
L.incontro all'Intersind
La Costituzione dell'EGAM e la fusione Cogne-Siderurgica Il giorno 14 luglio, presso la delegazione Intersind di Milano si è svolto l'incontro tra la Cogne, la Breda Siderurgica, e le Organizzazioni Sindacali con il Consiglio di Fabbrica. Come si ricorderà, questo incontro era stato chiesto e sollecitato dalle Organizzazioni Sindacali, non appena erano state diffuse le notizie della costituzione dell'Ente Gestione Attività M i n e r a r i e (EGAM) e del passaggio della Breda Siderurgica alla Cogne. All'incontro la Cogne e la Breda Siderurgica erano rappresentate rispettivamente dall'Avvocato Mario Einaudi con il Dottor Mena e dal Dottor Guido Rebua con il Dottor Peira. Si potrebbe dire che si trattasse di un « incontro al vertice ». Le richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali Nella lettera di richiesta di convocazione, le Organizzazioni Sindacali ed il Consiglio dí Fabbrica, avevano sottolineato l'urgenza di avere informazioni più precise circa la « fusione » tra la Cogne e la Breda Siderurgica, la garanzia reale per i livelli di occupazione e lo sviluppo delle aziende interessate a questa stessa « fusione », la collocazione della Breda Siderurgica in particolare, nel piano generale della siderurgia nazionale. La logica della « fusione » Dalle risposte — di carattere molto generale e spesso contraddittorio — fornite dalla « voce del padrone » si ricava la netta con-
vinzione che questa operazione si fonda su due elementi: — da un lato un equilibrio nuovo nei rapporti di potere all'interno delle partecipazioni statali; — dall'altro una buona dose di fiducia nella capacità di improvvisare le soluzioni organiche per i problemi che si creeranno sul piano organizzativo e produttivo. La scelta dei « due galli » Secondo i rappresentanti dell'EGAM è vero che la Cogne ha assorbito di fatto la Breda Siderurgica, ma è altrettanto vero che le due società continueranno una coesistenza pacifica ed ampiamente autonoma, anche se le azioni Breda Siderurgica sono formalmente (?) passate alla Cogne. Si coglie qui una prima contraddizione. Per quanto tempo ed in che modo la Cogne e la Breda Siderurgica potranno convivere in autonomia se è la stessa Cogne che ha assorbito la Breda Siderurgica? Sembra logico concludere che — per il momento — la scelta è quella di tenere due galli nel pollaio, di cui uno è già un po' più forte. La colla della fusione Tutto questo discorso, pur così precario, oggi come oggi, può stare insieme perchè c'è un elemento che può funzionare come una colla: la specializzazione della produzione. Sempre í rappresentanti dell'EGAM dopo avere detto che Cogne
e Breda potranno convivere in pace, autonomamente, aggiungono che tale coesistenza sarà fondata sulla specializzazione delle produzioni. Oggi l'Italsider è in grado di incrementare notevolmente la produzione di acciai comuni, specialmente con il raddoppio del 4- centro siderurgico di Taranto e con il ventilato 5' centro che sembra debba essere costruito a Gioia Tauro, in Calabria. Lo stato — ovverosia le partecipazioni statali — non possono però trascurare la produzione di acciai speciali, dato che l'Italia importa acciai speciali dall'estero. A questo punto — sempre stando ai rappresentanti dell'EGAM la equazione è semplice: se l'Italia importa acciaio speciale dall'estero e la Cogne e la Breda Siderurgica sono due aziende che producono appunto acciaio speciale, e, per di più, sono italiane, ecco che si apre per loro una prospettiva di sviluppo. A patto che non si facciano concorrenza, ma anzi si specializzino ciascuna a produrre di più ed ancor meglio, il tipo di acciaio che già oggi producono bene. Questo — se non sbagliamo CONTINUA IN S.
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