MILANO wg 8 A CURA DEL P. C. I. DELLA ZONA 8 — AFF ORI — BRUZZANO — COMASINA
AI LETTORI Questo giornale stava per andare in macchina quando la nota decisione del Consiglio di Stato, ha costretto il Comune di Milano a rinviare le elezioni dirette per i Consigli di Zona, fissate per il 30 novembre. Abbiamo perciò ritenuto necessario rielaborare in parte il nostro giornale, mantenendo tuttavia la struttura che avevamo preparato, perchè riteniamo necessario che i cittadini della nostra Zona sappiano con quali proposte i comunisti della zona si presentavano a chiedere la loro fiducia. Del resto queste nostre proposte non decadono per il'fatto che le elezioni sono rinviate; al contrario i Consiglieri del P.C.I. che saranno nominati entro il 30 Novembre dal Consiglio Comunale ed entreranno a far parte del nuovo consiglio di zona, si impegnano, nel costante confronto con tutte le forze democratiche, a portarlo avanti e a battersi per la loro attuazione. Le 20 Liste che il P.C.I. aveva prc sentato per i Consigli di Zona, meritano un poco di spazio su questo nostro giornale, perchè si abbia una visione complessiva dei criteri che hanno guidato il nostro Partito nella formazione delle liste. Nelle nostre liste erano presenti 27 candidati indipendenti, (artigiani, professionisti, casalinghe, operai, dirigenti d'azienda) che, non iscritti e non militanti nel nostro Partito, avevano fatto loro la parola d'ordine da noi lanciata che diceva — e dice — «Governiamo insieme Milano». Un esame più approfondito delle liste mostra come esse rappresentino appieno la complessa realtà sociale della città: Oltre 200 operai impiegati e tecnici, 4 docenti Universitari, 26 Insegnanti di scuole medie inferiori e superiori, 42 liberi professionisti e dirigenti di azienda, 30 studenti, 36 Artigiani ed esercenti, 7 Artisti. Infine oltre un quarto dei candidati comunisti, esattamente 108, erano le donne.
PER COSTRUIRE CON NOI IL FUTURO DELLA CITTA' PERCHE' VADA AVANTI L'ITALIA DEL 15 GIUGNO
Che cos'è « MILANO ZONA 8 »? E' un giornale periodico con il quale i Comunisti della Zona 8 intendono aprire un dialogo continuo con tutti i cittadini StIll,a politica M nostro partito, sulla sua realtà locale, su tutta la problematica di natura sociale e politica che interessa la nostra Zona. Con « MILANO ZONA 8 » vogliamo inoltre offrire uno strumento di informazione per la Zona, attraverso il quale i cittadini vengano a conoscenza delle realtà, dei fatti, delle iniziative dei nostri quartieri. Ma soprattutto vogliamo che il nostro non sia solo « il giornale dei Comunisti », ma la sede « aperta » di un dibattito e di un confronto con le altre forze politiche, con le forze sociali e sindacali, con tutti i cittadini.
LA TUA PARTECIPAZIONEIL TUO . SOSTEGNO PER RINNOVARE LA CITTA'
RujoaNI
111,NylAiEsigi ( ei e La decisione di votare il 30 novembre per l'elezione diretta dei Consigli di Zona era per prima cosa un atto di coerenza. E la coerenza tra i programmi e i fatti, tra le promesse e le realizzazioni, non può essere considerata una merce di scambio: essa è al contrario, un aspetto importante e irrinunciabile del «nuovo modo di governare». La giunta si è imposta giustamente il rispetto di un impegno che il Consiglio Comunale approvò a strà grande maggioranza (hanno votato contro solo i liberali) già prima del 15 giugno. Tuttavia è necessario guardare più in profondità; i Consigli di Zona a Milano, come ogni esperienza di partecipazione e di decentramento, hanno una parte fondamentale nella strategia generale del nostro movimento. C'è una nuova spinta democratica che scuote la struttura decrepita dell'attuale legislazione accentratrice e burocratica. Più in generale nelle fabbriche, nelle scuole e nei quartieri' è sorto e si è sviluppato un vasto e articolato tessuto, democratico unitario. La classe operaia è alla testa di questo processo di rinnovamento: il punto di partenza è stato infatti la conquista dei nuovi strumenti di unità e di democrazia sindacale nelle fabbriche, che ha modificato profondamente il rapporto di forza fra le classi. In seguito il processo si è allargato investendo complessivamente l'organizzazione della società. Dalla scuola ai
quartieri delle città, ai servizi sociali (come le organizzazioni sanitarie) alle comunità locali nelle valli montane e nelle campagne, il vecchio sistema di governo e di potere si è incrinato, i cittadini vogliono essere protagonisti delle scelte che riguardano direttamente la loro vita. E' una leva molto forte per far saltare le vecchie bardature dello Stato accentrato e burocratico e per contribuire a trasformare la società realizzando pienamente la Costituzione repubblicana. Ecco, questa è la questione essenziale: una più ampia partecipazione dei cittadini alla vita della collettività e dei comuni attraverso gli organi di decentramento; non è soltanto una condizione necessaria dell'efficienza amministrativa della giunta ma è anche una modificazione profonda del modo di governare la nostra città. Ricordiamo tutto questo non tanto per riaprire le antiche polemiche, ormai superate, ma per affermare la necessità di andare avanti, speditamente, nelle esperienze di decentramento e di partecipazione popolare. Certo, ora dobbiamo lavorare in condizioni nuove. La mobilitazione delle forze democratiche e autonomiste per la elezione diretta dei Consigli di zona di Milano ha contribuito a far sì che il governo presentasse un progetto di legge e aprisse finalmente nel Parlamento un confronto complessivo sulla questione