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ANNO IV - n. 3 MARZO 1978
In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
UN GRUPPO DI NOMADI HA ACQUISTATO UNO STABILE E SI È ACCAMPATO NEL CORTILE
L"`assedio" alle case di via Parea accresce la tensione a Ponte Lambro Dieci famiglie, invitate a "sloggiare", per ora resistono. L'intervento del Consiglio di Zona ha permesso di chiarire una truffa ai danni degli stessi nomadi.Già pronta una soluzio ne d'emergenza. Dall'esito di questa vicenda degli zingari che comprano una casa e che subito si accampano nelle vicinanze. non dipende solo l'avvenire delle decine di famiglie che in questi caseggiati di via Carlo Parea, abitavano e abitano. In gioco c'è molto di più: si può dire con certezza, che dalle possibili soluzioni di questo episodio e degli altri maggiori problemi del quartiere, discenderà il modo di vivere nei prossimi anni a Ponte Lambro. Certo già da ora, questo improvviso arrivo del gruppo di nomadi, ha avuto un effetto disgregatore potentissimo, drammatico. Tutti si renderanno conto di come una simile situazione può divenire, anche psicologicamente, incontrollabile. In due
giorni praticamente questa decina di famiglie che fino ad ora hanno vussuto abbastanza tranquillamente in uno stabile da risanare (ma non certo fra i peggiori del vecchio rione) hanno saputo che i locali da loro presi in affitto, erano stati venduti. E subito dopo hanno conosciuto i nuovi "padroni di casa": un gruppo di nomadi che. facendo i "demolitori d'auto" o qualcosa di simile, hanno raccolto quella sessantina di milioni necessari all'operazione. Acquisto che, fra l'altro, è stato "combinato", per l'intervento di almeno due intermediari di Ponte Lambro, che sono già individuati e i cui nomi hanno già fatto il giro del quartiere, con una rapidità, che è ancora oggi possibile solo nei paesi.
Di questi squallidi intermediari, comunque, ci occuperemo più avanti. Fatto sta, che il gruppo di no-
madi ha interpretato l'atto notarile (e Paolo Zucca (segue a pag. 2)
Nessun vantaggio per chi riscatta l'alloggio Oltre 600 persone all'assemblea del SUNIA Venerdì 24 febbraio organizzata dal SUNIA, il sindacato unitario inquilini, si è tenuta, presso la palestra della scuola media A. Ferrarin, un'assemblea sul riscatto degli alloggi nei quartieri Forlanini e Monluè e sulle con-
seguenze che tale tipo di operazione comporta. Ad essa hanno partecipato complessivamente oltre seicento persone al punto che si è dimostrata insufficiente, come capienza, la piccola palestra messa a disposizione. L'articolata relazione introduttiva, partendo dall'esame del contratto d'affitto con patto di futura vendita e dalla forma di finanziamento utilizzata dallo I.A.C.P. per la costruzione dei quartieri, ha chiarito che, non essendo stati impiegati in nessun caso fondi pubblici, queste case non sono assoggettabili a leggi che regolano o discilinano l'edilizia residenziale pubblica. Sono quindi ingiustificate le ansie e i timori di chi, male interpretando alcune leggi e temendo di perdere per il futuro ii diritto a riscattare il proprio alloggio, ha formalizzato l'operazione riscatto alla scadenza del decimo anno o si appresta a farlo. Si sono pure dimostrate false le voci fatte circolare nel quartiere circa un possibile blocco dei riscatti; tali voci, in buona o cattiva fede che fossero, hanno sicuramente disorientato e preoccupato l'inquilinato. È stata inoltre messa in evi-
denza la difficoltà di gestione per quegli immobili solo in parte riscattati, perchè diversificandosi gli interessi verrebbe meno lo spirito unitario indispensabile per risolvere ogni eventuale problema, oltre al fatto che all'interno del condominio gli inquilini ancora in affitto non sarebbero rappresentati. Quindi nessun concreto vantaggio può derivare da un'operazione di riscatto condotta da piccoli gruppi di inquilini; infatti, mentre ad esempio si perdono i diritti sulle manutenzioni non fatte, si rischia di dividere l'inquilinato indebolendolo nei confronti dello IACPM. È stato anche affrontato il tema delle manutenzioni, del servizio di portinierato e del controllo delle spese reversibili. Per quanto riguarda le manutenzioni lo stesso SUNIA sta ap-, prontando un piano di intervento da discutere con il decentramento zonale dell'IACP e intende concordare priorità di intervento sulla base delle quote di 1000 lire al mq /anno che ogni famiglia versa in conto manutenzione all'Istituto. Per il servizio di custodia e portinierato si dovrà scegliere fra il servizio ristrutturato che si
sta sperimentando in alcuni quartieri con risultati purtroppo sconfortanti, l'attuale servizio estremamente carente o altre possibilità, tutte però legate alla questione riscatto. È infatti chiaro che ogni condomino potrà autonomamente decidere il tipo, la qualità o l'eventuale soppressione del servizio stesso. Per il controllo delle spese e dei servizi è stato rilevato quanto sia indispensabile una corretta gestione dei capitolati d'appalto e un rigoroso controllo dell'osservanza degli stessi; è infatti un non senso controllare il dato finale senza sapere come questo nasce. Nella attuale situazione si riesce al più a controllare una banale operazione contabile. L'assemblea che si è svolta aveva come unico scopo quello di dare a tutto l'inquilinato una serie di informazioni di cui non disponeva in modo che ognuno fosse in grado di fare una scelta consapevole. È stata comunque più volte rilevata la necessità di una maggiore partecipazione degli inquilini al fine di rendere attuabili tutta una serie di iniziative e contribuire alla corretta gestione degli accordi raggiunti con l'IACP. Adriano Era
sommario La crisi giudicata dalla zona 13 pag. 3
Giovani e anziani: mondi separati? pag. 4
Il CdZ: Bilancio del 1977 pagg. 6/7
Il sesso giovani: discutiamone pag. 8
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La GEAS in via Mecenate pag. 11