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c. g. e. sindacale
a cura del consiglio unitario di fabbrica luglio 1973
Lotta Contrattuale Questo è il tema che i compagni mi hanno chiesto di trattare certamente non per fare un elenco dei punti conquistati che ormai conosciamo, nè per esaltarli con squilli di tromba come nell'Aida, le azioni che insieme abbiamo intrapreso e che cí hanno fatto vincenti. Chi meglio dei protagonisti ne co nosce le difficoltà? Chi meglio dei protago nisti conosce l'impegno, il timore, le ansie, le responsabilità che ci si assume per essere all'altezza, all'altezza della posta in gioco. Ed era in gioco la libertà. Perchè parlare di lotta contrattuale allora , quando tutti ben sappiamo che il contratto era solo un momento, un momento che era una scadenza: un contratto fíníva un rinnovo sí imponeva. Il momento era difficile. Le forze della reazione che avevano armato di bombe i nostalgici di un passato che rimarrà passato, ci aspettavano al varco. Non abbiamo tentennato, non abbiamo deviato, li ci aspettavano e di li siamo passati. Sfamo passati in perfetto orario dopo le bombe sotto í treniper Reggio Calabria. I sassi sembravano confetti, le manganellate dei PS carezze. In perfetto orario siamo arrivati a Roma in
degli 200.000 con i soldi dei pensionati, sfruttati e lì ín San Giovanni in Laterali° è motto il ruffiano Andreotti. capo Ucciso politicamente è rimasto lì a del governo imbalsamato e con il fez sul ca po fino a ieri. Oggi una nuova politica si impone. Una poli tica di riforme. Non di riforme indolori co di me quella del codice postale. Riforme struttura e le devono pagare í padroni, gli sfruttatori, í parassiti. Una nuova politica economica si impone. Noi vogliamo una po litica economica che soddisfi i bisogni del le masse: più scuole, più case, più ospedali. Medicina preventiva, case con affitti sopportabili, scuole aperte a tutti e a tem po pieno ecc. Qiesto è il futuro. Un futuro che comincia oggi. Ci sono molti problemi ivi questo paese dove la selva retributíva è um problema, ma non il più grosso, anche se ci sono quelli che guadagnano in un giorno quello che i meglio pagati di noi guadagnala no in un anno. Ci sono gli Agnelli con "Stampa", i Monti con "Il resto del Carlino. i Moratti con il "Corriere" o la DC con la TV che invocano la pace sociale e il nostro buon senso insieme a quello delle nostre CONTINUA IN 2.