e
c. g. ei, sindacale
ottobre 1975
a cura del Coordinamento unitario del gruppo CGE
CONTRATTO NAZIONALE
Inizia la consultazione nelle fabbriche In questi giorni le strutture orizzontali dei metalmeccanici stanno portando avanti la consultazione sulla piattaforma contrattuale. Se è ormai indubbio che l'asse portante di questo contratto è il tema dell'occupazione e degli investimenti, credo debbano essere chiarite ulteriormente alcune carenze riscontrate. L'occupazione non può che essere il centro di questo contratto perchè, senza voler ripetere analisi ormai ampiamente condivise sulla natura della crisi economica e politica nel nostro paese ed in campo internazionale, è fuori discussione che una politica sindacale che non fosse in grado di attaccare il padronato su questo aspetto sarebbe sicuramente suicida e ci si ritroverebbe a discutere di salario o di inquadramento unico nelle fabbriche vuote od occupate dai lavoratori in difesa del posto di lavoro, riscuotendo ben scarsa credibilità. Se è giusta quindi la scelta del problema, è necessario verificare i meccanismi ed i modi attraverso i quali raggiungere l'obiettivo proposto. Come categoria, come metalmeccanici cioè, saremmo presuntuosi se ritenessimo di poter affrontare da soli questo scontro; è necessario quindi creare all'interno dell'intero movimento il massimo dell'unità su questa problematica, ridando concretezza alle iniziative assunte dalla conferenza di Rimini, e cioè le vertenze di settore, con la scelta precisa di andare ad un confronto con il governo in termini di lotta e non di trattativa permanente. Ed a questo punto credo che alcune precise critiche debbano essere fatte alla gestione verticistica sin qui operata su questo problema. Su un problema di tale rilievo perchè si abbiano possibilità di successo reale due sono gli elementi da osservare: obiettivi precisi e credibili sui vari aspetti ed una profonda consultazione fra i lavoratori nell'individuazione di tali obiettivi, ridando così spazio alla capacità di elaborazione della classe operaia e facendo realmente partecipare alle scelte i lavoratori. Allo stato direi che entrambi questi aspetti indispensabili sono stati disattesi: sugli obiettivi le Con-
federazioni non sono andate al di là di fumose e generiche indicazioni o cogliendo solo aspetti parziali di una problematica più ampia, come nel caso del settore dell'elettronica, mentre credo si possa affermare che consultazione non c'è stata neppure fra i quadri sindacali e non solo fra i lavoratori. E' quindi indispensabile recuperare terreno immediatamente cogliendo l'occasione della consultazione per le piattaforme contrattuali per rilanciare queste vertenze, ridando ai lavoratori ed ai consigli quegli spazi di intervento perchè le alternative di un « diverso modello di sviluppo » nel nostro paese siano una scelta realmente partecipata. Lo scontro contrattuale che si preannuncia così duro e denso di risvolti politici potrà essere affrontato in modo vincente dalla classe operaia solo se questa sentirà propri gli obiettivi proposti e non li vivrà come un fatto a lei estraneo, sostanzialmente di « vertice ».