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Milano 19(68)

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irttliatto i9 Mensile di informazione politica e cultura

Anno VIII - N. 10 - Ottobre 1984 L. 500 Gradita sorpresa a Figino

Sempre più acuta l'emergenza casa

Sfratti: ecco il decreto Chiare, dolci, Milano fresche acque che non risolve niente dal fascismo a piazza Fontana

La Vigilanza Urbana ci informa.. Quindici giorni di festa al Monte Stella Quartieri Cronaca Consultori: un'esperienza da salvare

Il referendum sulla scala mobile Correre fa bene se si corre bene

I mestée de la Milan de semper

Il miniprovvedimento prevede una proroga soltanto fino a131 gennaio 1985 Sospese intanto le graduatorie per l'assegnazione di case popolari - Le reazioni al Consiglio Comunale di Milano e delle organizzazioni politiche e sindacali

11 14 settembre scorso il governo ha varato il decreto per la sospensione, fino al 31 gennaio dell'anno prossimo, di tutti gli sfratti esecutivi, tranne quelli per morosità. Al provvedimento sono interessate soltanto 28 città considerate ad "alta densità abitativa", tra cui, naturalmente, Milano. Insieme alla sospensione nel decreto sono state inserite alcune norme e misure che secondo le ottimistiche previsioni di Palazzo Chigi dovrebbero consentire agli Enti Locali di recuperare — attingendo soprattutto al patrimonio pubblico — un numero di case sufficiente almeno per disinnescare la tensione nelle zone caldissime". Una decisione è destinata a provocare parecchie polemiche: la sospensione fino al 31 gennaio prossimo di tutte ie graduatorie per rassegnazione di alloggi pubblici, in modo da poterli assegnare a sfrattati. Il decreto del governo, che ha già suscitato la reazione polemica dell'ANCI (Associazione Nazionale Comuni d'Italia) e di numerose associazioni di categoria, era tutt'altro che scontato. Si sapeva dell'opposizione liberale e repubblicana al provvedimento di sospensione. Il segretario del PLI, Valerio Zanone, aveva minacciato fuoco e fiamme per bloccare il decreto. Quello repubblicano, Giovanni Spadolini, prima che iniziasse la riunione del Consiglio dei ministri aveva rilasciato ai giornalisti una dichiarazione battagliera: "Ne vedremo delle belle. Abbiamo già commesso parecchi errori, non ne tollereremo altri". E battaglia in effetti c'è stata, ma PRI e PLI non l'hanno spuntata. Sono riusciti a strappare agli alleati soltanto un impegno ad accelerare riter parlamentare del pacchetto di leggi sulla casa (condono edilizio e riforma dell'equo canone) ferme, è il caso di dirlo, a causa dei profondi contrasti nel pentapartito, nonché una limitazione temporale e territoriale degli effetti del provvedimento. Tuttavia, lo ha lasciato intendere lo stesso ministro dei lavori Pubblici Nicolazzi, il testo del decreto varato il 14 settembre potrebbe subire delle modifiche se liberali e repubblicani si impuntassero. Ma ecco, punto per punto, il provvedimento governativo. Si è già detto della sospensione degli sfratti fino al 31 gennaio 1985. Questo termine può slittare fino al 31 gennaio dell'85 nel caso in cui uno sfrattato abbia avuto in assegnazione un alloggio pubblico (sia pure ancora in costruzione), ma a patto che il sindaco certifichi l'avvenuta assegnazione e rappartamento venga consegnato entro ranno. I Comuni possono stipulare convenzioni con i proprietari di case da affittare a sfrattati per due anni, ad equo canone. Contrariamente a quanto era stato preannunciato dal ministro dei Lavori Pubblici Nicolazzi, in questo caso i proprietari non otterranno l'esenzione dall'Ilor.

I proprietari che invece terranno l'alloggio sfitto pagheranno una rendita catastale maggiorata del 300 per cento. — Si è detto pure della sospensione delle graduatorie. Da aggiungere che potranno ottenere l'alloggio di edilizia pubblica (li assegneranno i Comuni e le Regioni) solo gli sfrattati con il reddito previsto per l'edilizia sovvenzionata ed agevolata: non oltre i 19 milioni di lire l'anno, però con tutti gli abbattimenti previsti solo per i lavoratori dipendenti. — Gli istituti previdenziali ed assicurativi dovranno fornire, per assegnarli a sfrattati, il 50 per cento dei loro alloggi liberi. Se non lo faranno i loro amministratori subiranno "gravi sanzioni amministrative".

Sono quelle che scorrono nell'alveo del canale scolmatore dell'Olona, provenienti da una sorgente, messa in luce dagli scavi

— Infine, i 1.500 miliardi stanziati per l'acquisto da parte dei Comuni di alloggi, "anche in comuni confinanti". Si tratta in realtà di fondi Gescal del biennio 1986-87 e di soldi stanziati dal governo negli anni scorsi e non ancora spesi dagli Enti Locali. Potranno utilizzarli solo quei comuni che entro il prossimo 30 novembre avranno attivato tutti i finanziamenti loro assegnati con le leggi Andreatta e Nicolazzi dell'80 e dell'82 e con una "reale e provata" necessità di nuovi alloggi. In sostanza, ha spiegato il ministro del Tesoro Giovanni Goria, questa normativa "vuole sollecitare le amministrazioni locali ad utilizzare intanto il patrimonio disponi bi(segue a pagina 15)

I giovani e la droga

Non sempre il ragazzo drogato è solo il "figlio del vicino" Potrebbe anche essere figlio nostro - Non basta ignorare il problema per restarne immuni - Sarebbero opportune conferenze per mettere in grado i genitori di interpretare in senso giusto comportamenti strani dei loro figli Trattare, anche in modo superficiale, un argomento di questa "stazza" è imbarazzantre perché, forse, con queste poche righe andrò ad urtare la suscettibilità di qualcuno, pur non avendo la presunzione la Verità con la "V" maiuscola come monopolio esclusivo, ma col pensiero di dare un mio modesto contributo ad una guerra che una società civile, come la nostra si ritiene, dovrebbe fare ad una piaga sociale quale è la droga nel mondo dei giovani. Preciso, innanzitutto, che non basta ignorare il problema per restarne immuni. Purtroppo ci si è abituati a pensare al ragazzo drogato come al figlio del vicino, del conoscente, ma potrebbe essere anche figlio nostro, indipendentemente dalla nostra convinzione di aver dato al ragazzo una giusta educazione. basta infatti un attimo di sbandamento, condito con un po' di cattive compagnie e un pizzico di voglia di novità proibite e ritenute affascinanti, perché non conosciute in tutto il loro orrore, ed ecco il ragazzo pronto per essere adescato dallo spacciatore, magari all'uscita delle scuole medie. Oh! Non preoccupatevi. Il ragazzo non diventerà subito un morfinomane. All'inizio è "robetta" leggera. Si tratta di qualche sigaretta "speciale" e le prime possono essere date addirittura gratis dallo spacciatore per invogliare suennsivi acquisti. Da questo punto inizia una triste catena, si forma il "gruppo" perché il ragazzo "iniziato" scopre che vi sono altri ragazzi con la sua "vocazione". Poi si passa allo "spinello". Il ragazzo si sente un uomo vissuto fino a

che nel gruppo qualcuno, che é già di qualche anello più avanti, non gli fa capire, con aria di superiorità, che ormai gli "spinelli" sono roba da ragazzini, che ci vuole ben altro per fare "viaggi" sensazionali. E qui iniziano i guai. I cosiddetti "costi d'esercizio" aumentano. La mancia settimanale che dà papà e i pochi "soldini" sgraffignati dal borsellino della mamma non bastano più. Come fare per recuperare i soldi necessari all'acquisto della droga? Il ragazzo inizia con qualche piccolo furtarello qua è là fino a che non ha racimolato la somma necessaria per la prima dose, nel cui prezzo è compreso

Incontri del Comitato Antidroga Si informano i lettori di Milano 19 che a partire da giovedì 20 settembre alle ore 21 sono ripresi gli incontri del "Comitato Promotore Antidroga Zona 19" presso il Centro Comunitario di via Lampugnano - Trenno. Gli incontri si terranno tutti i primi e terzi giovedì di ogni mese.

Sorpresa, una volta tanto gradita, per i cittadini della nostra zona che abitano nei quartieri "rivieraschi" del canale scolmatore dell'Olona, che, come abbiamo già avuto modo altre volte di scrivere, partendo da Pero, compirà un ampio arco di cerchio nella nostra zona, attorno a Figino, per poi proseguire verso sud. Nell'alveo del canale, in fase avanzata di costruzione, ma non ancora entrato in funzione e, soprattutto, non ancora collegato con l'Olona, è difatti cominciata a scorrere racqua, ma, e qui sta la sorpresa gradita, non si tratta delle acque putride e maleodoranti di quello che è stato definito "il più inquinato fiume d'Italia", bensì di acque fresche, limpide e pulite, sgorganti da una sorgente messa in luce dagli scavi effettuati per la realizzazione dello scolmatore. La cosa in sé non desta molta sorpresa, specie tra i vecchi abitanti del luogo, visto che la zona intorno a Figino era, fino a non molti decenni or sono, ricca di "fontanili" (sorgenti d'acqua che sgorgavano spontaneamente dal terreno), ma si teme che dalla sorgente posta in luce dagli scavi racqua sgorghi soltanto in (segue a pagina 15)

(segue a pagina 15)

La legge del più forte Macinando un record dopo l'altro il dollaro sembra ormai avviato, sia pure con qualche battuta d'arresto, a raggiungere quota duemila lire e a stabilire anche nuovi massimi sulle altre monete, il che dà molto da pensare a vari economisti, dalle cui conclusioni si possono trarre alcuni precisi dati di fatto. Gli USA, nonostante i "miracolosi" indici economici vantati da Reagan, vivono al di sopra delle loro possibilità II quoziente inflazionistico da ciò provocato viene annullato sul mercato interno dall'immissione di merci acquistate all'estero contro pagamento in moneta nazionale (il "di più" inflazionistico di carta moneta si traduce in un "di più" non inflazionistico di beni) e dall'afflusso netto di capitali dall'estero attirati dagli alti tassi di interesse e dal rendi-

mento derivante dall'aumento della quotazionel del dollaro rispetto a tutte le altre monete. In tal modo gli USA eludono una delle leggi economiche.flno ad ieri dichiarate ineluttabili. oggettive e vincolanti per tutti (quella secondo cui l'inflazione è legata al rapprto tra domanda interna ed offerta interna) semplicemente esportando in altri paesi la loro inflazione. Infatti l'inflazione statunitense viene portata lontano e distribuita tra gli altri paesi sviluppati o più arretrati, le cui esportazioni bastano appena o non bastano ormai più a coprire il solo costo degli interessi sui debiti contratti in dollari. È la "legge del più forte". Una legge ingiusta ed immorale, che i più deboli possono subire come inevitabile, ma che certamente non possono accettare.


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