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Milano 19(19)

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NUOVA SERI E - N. 1 - DI C. 7 8 / GENNAI O 7 9 MENSI LE DI I NFORMAZI ONE POLI TI CA E CULTURA

INSUFFICIENTE MANUTENZIONE DELLE CASE IACP

in questo San Siro al gelo numero

Un guasto dell'impianto di riscaldamento ha lasciato per diversi giorni al freddo seimila famiglie. Intervista al responsabile del SUNIA - Pubblico di S. Siro.

ALLA RI CERCA DI UNA DI GNI TA' URBANA

MI LANO VERSO

La stagione invernale si annuncia assai rigida quest'anno e la prospettiva di restare senza riscaldamento certamente metterebbe in allarme chiunque. Ma per seimila famiglie del quartiere delle case IACP di San Siro non si tratta di prospettiva, bensì di una dura realtà dal 17 novembre scorso ai primi di dicembre. Il fatto è stato subito denunciato dal SUNIA, dagli organismi di massa e dalle sezioni del

P.C.I. e deli P.S.I. del quartiere, che hanno diffuso un comunicato stampa in cui hanno imputato il motivo di tale inefficienza ad una negligenza nel controllo preventivo dell'impianto, (malgrado un accordo in tal senso con i responsabili del Sunia di zona) ed al fatto che le organizzazioni democratiche degli inquilini non hanno alcuna possibilità di controllare la gestione della centrale termica. Messo in rilievo come all'atto della sua

stesura non esistessero garanzie per un rapido ripristino del servizio il comunicato stampa conclude facendo rilevare come tale grave disagio coinvolge migliaia di cittadini, per la maggior parte anziani, mettendone a repentaglio la salute. Da parte sua lo IACP ha imputato, con una sia nota, le cause del guasto principalmente alla struttura delle tubature, che non riuscirebbero a sopportare (segue a pag.

La casa la comperi l'inquilino è gratis

Perchè la Zona 19 è tra le più care di Milano?

Continua la lotta degli inquilini contro la vendita frazionata degli stabili della RAS di piazza Zavattari.

L'Ufficio prezzi del Comune ha effettuato un'indagine sul costo della vita nelle 20 zone del Decentramento. Tale indagine riguarda particolarmente i prezzi di rivendita dei prodotti alimentari. Il campo di indagine per ogni singolo prodotto (ne sono stati esaminati 60 di cui 19 ortofrutticoli) è stato ristretto ad un limitato numero di marche scelte fra le più note e facilmente reperibili. L'inchiesta ha riguardato 1095 punti di vendita compresi mercato comunale e uno spaccio per ogni zona escludendo i supermercati per i quali si è supposta l'indifferenza dei prezzi praticati rispetto alla zona. Tale analisi indica che la zona 19 è una tra le più care di Milano. Infatti, entrando in dettaglio, vediamo che per quanto riguarda il prezzo della frutta e verdura la zona in cui viviamo è seconda solo alla zona 6. Nelle altre 18 zone si acquista meglio. Per quanto riguarda la carne 'a zona 19 è la più cara in assoluto. Altrettanto per i salumi e formaggi. Ci va bene, invece, per i cereali, i farinacei, lo scatolame e i prodotti di drogheria. In definitiva, globalmente, la zona 19 è battuta a livello dei prezzi solo dalla zona 1 e dalla zona 4 (Duomo, Monforte, Venezia, Vittoria, Romana). È pure vero che la differenza fra le 20 zone non è mai eccessiva (raramente si raggiunge la differenza del 6%) ma ugualmente viene da chiedersi il perchè di tale divario. Dato per acquisito che i detta-

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L'esistenza di un piano per sabotare l'applicazione della legge sull'equo canone è dimostrato non solo dalle disdette, dai frazionamenti, dallo sfitto di massa, ma anche da lanci pubblicitari che appaiono sulla stampa cittadina. Recentemente sul Corriere della Sera una società "composta da veri professionisti" spiegava come sia conveniente comperare un vecchio alloggio occupato, sbattere fuori l'inquilino, rivendere l'alloggio a "prezzo di mercato ricavandone una interessante plusvalenza". Il dramma di un tentativo di tale genere lo stanno vivendo gli inquilini degli stabili della RAS in piazza Zavattari 4 e 6, i quali si sono visti mettere in vendita gli appartamenti, dove vivono da anni, con loro dentro e con il rischio di essere "sbattuti" fuori. Contro questa minaccia gli inquilini si sono riuniti in comitato ed in un'assemblea in cui hanno stabilito di fare fronte unico e di non acquistare gli appartamenti hanno anche deciso di inviare al sindaco di Milano una lettera (che pubblichiamo a pag. 12) e successivamente di scrivere magari allo stesso presidente della Repubblica per rendere noto il dramma che loro come altri nelle loro condizioni stanno vivendo.

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Vaiolo delle case popolari - Viale Mar Jonio, 7.

I l t est o della let t era a pag. 1 2

ANCORA CHIUSO L'ASILO NIDO DI VIA BORSA

Cosa manca per aprirlo? I n novembre erano stati affissi al Gallaratese manifesti in cui si annunciava l'apertura, entro la fine dello stesso mese, dell'asilo nido di via Borsa. Siamo ormai a dicembre e l'asilo non è ancora stato aperto. Perché? Avendo avuto notizia che la mancata apertura era da attribuire alla mancanza dei dipendenti comunali che dovrebbero prestavi la loro attività ci siamo rivolti ad Antonio Costa, assessore al personale del Comune di Milano, il quale ci ha assicurato che l'organigramma per l'asilo nido di via Borsa, cosi come quelli per altri 8 complessi analoghi, è già previsto da un piano approvato dal Consiglio Comunale. I l problema sarebbe diverso. Nell'asilo di via Borsa mancherebbero ancora le attrezzature e l'arredamento necessari per il suo funzionamento. le gare di appalto sarebbero già state indette, ma non siamo riusciti ad accertare, neppure con una certa approssimazione, quando le forniture verranno fatte. Spetta all'economato del Comune sollecitarle.

glianti si comportano in modo abbastanza uniforme su tutto il territorio cittadino e che la posizione del punto di vendità è ininfluente o quasi rispetto al prezzo praticato. ci si chiede quale sia l'origine della "stortura" registrata. Si tratta di ricarichi ingiustificati effettuati dai dettaglianti, oppure il motivo risiede a monte? È comunque certo che nel 1978 i prezzi all'ingrosso sono aumentati in misura minore rispetto a quelli al dettaglio. Altro dato certo è che il consumo è ormai stazionario. Si è esaurita la crescita ininterrotta '65 - '75 ed è in corso un livellamento sui valori del 1970. Per concludere: essendo costante la quantità di derrate alimentari richiesta dalla città, essendo appurato il comportamento uniforme dei dettaglianti, essendo certo che il prezzo all'ingrosso presenta un andamento positivo e comunque che non esistono novità disturbatrici in questo settore, ci chiediamo: perchè vivere in zona 19 significa spendere di più per mangiare? È forse perchè essendo la zona caratterizzata da recenti insediamenti non esiste ancora una tradizione commerciale collaudata che attenua anche i livelli dei prezzi. Questo può essere un motivo, ma non il solo. Non pensiamo che siano i dettaglianti della zona i responsabili di questo stato di cose, ma riteniamo che essi possano aiutarci a capire ed a risolvere il problema. Vi invitiamo ad inviarci pareri, notizie e proposte. Renato Cordera


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