PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE ANNO 4 - N. 1 FEBBRAIO 1980 LIRE 300
PORTA VENEZIA
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CONCORDIA
Aperto il Consultorio 2.345.000.000 alla Zona 3 in Via Settembrini 32
La Giunta di sinistra stanzia 70 miliardi per le zone
A commento del bilancio di zona riteniamo opportuno riportare la relazione del coordinatore la commissione bilancio, Emilio Renzi vicepresidente del consiglio di zona. La relazione del compagno socialista Renzi approvata all'unanimità dal CdZ nella seduta del 10 dicembre 1979 ci pare colga gli elementi più significativi di metodo e di continuità, in positivo e negativo, con cui si è giunti alla formazione del Bilancio per l'anno 1980. Il convegno di zona del PCI svoltosi il 18 gennaio 1980 ha in gran parte riaffermato sul bilancio quanto affiora nella relazione salvo aggiungere note assai recenti, sul rispetto degli impegni da parte dell'Amministrazione comunale per l'anno 1979. I punti di partenza del discorso sono due. 11 primo consiste in un dato squisitamente numerico: la cifra assegnata alla nostra Zona per gli investimenti 1980 è di lire 2345 milioni, di contro ai 1605 per l'anno che sta per volgere. In termini assoluti, si tratta di un incremento dell'ordine del 45%; in realtà poichè quest'anno i miliardi stanziati dall'Amministrazione comunale sono 70 a fronte dei 50 dell'anno scorso, la ripartizione percentuale sul globale cittadino vede la nostra Zona assorbire il 3,35% rispetto al 3,21 dll'anno scorso. In un senso più profondo, si sconta purtroppo anche in questo caso l'effetto perverso dell'inflazione a due cifre, con la conseguente perdita di senso comune delle cifre a "zeri" crescenti epperrò a peso
decrescente. Il secondo dato di partenza riguarda maggiormente l'aspetto di metodo politico. Come è esposto nella "Bozza Bilanci Sociali di Area. Modello di ripartizione del fondo investimenti zonali 198 0", salvo che per le voci relative al verde e allo sport, i parametri in base ai quali sono calcolati le esigenze e i fabbisogni zonali (e ripartiti i fondi) non appaiono essere stati innovati o comunque profondamente ristudiati. Di conseguenza la nostra zona è ancora elencata tra quello a "minor disagio complessivo". L'argomento in verità è aperto: per onestà va aggiunto che nel corso dell'intero anno nessuna analisi su questo tema è stata cn ,7dotta o anche solo abbozzata da parte di questo Consiglio. Ma vi è nel documento ricordato anche un'altra pagina, su cui una parola deve essere spesa. Nell'introduzione, siglata da un alto funzionario dell'Amministrazione centrale, il cui interesse per il decentramento è noto, l'Avv. Emilio Samek Lodovici, si è posto un quesito: deve il progetto Bilanci Sociali di Area essere proseguito — o
Basta con i rinvii della DC I drammatici sviluppi della situazione internazionale, lo stato dell'ordine pubblico, le crescenti difficoltà del mercato valutano e in quello petrolifero, l'oscura prospettiva della nostra economia già flagellata da un'inflazione sempre più incalzante: tutti questi elementi rendono sempre pii evidente ed urgente l'esigenza di dare al paese una guida autorevole e forte, capace di esprimere e realizzare una politica adeguata al momento che attraversiamo. C'è da chiedersi se un paese come il nostro possa continuare a non avere, come avviene da un decennio, un governo che si fondi su una maggioranza nel Parlamento e nel paese, che ne sorregga la politica e gli atti. Eppure la situazione è proprio questa da quando il centro sinistra, alla ti-
liquidato? sviluppato sino in fondo — o certificato come un'esperienza limitata a una mera distribuzione contabile? Per quello che ci riguarda, noi crediamo di poter affermare che il progetto B.S.A. non debba affatto essere liquidato, nonostante gli evidenti attuali limiti e impacci. Il progetto B.S.A. infatti — se riusciamo a disincagliarlo dalle fatiche iniziali che sono tipiche di ogni inizio e dalle nostre stesse incapacità — nelle premesse politiche e culturali si presenta come qualcosa di più o di meglio di uno strumento di intervento, bensì invece una prospettiva globale di conoscenza e di mutamento della Zona o insieme del modo di essere e lavcrare dell'organo della sua direzione politica: un forte passo avanti sulla strada del decentramento e della partecipazione, dei poteri e delle funzioni. Del resto, un breve segmento di
strada è stato comunque compiuto, cosicchè è possibile tentare alcune riconsiderazioni. L'anno scorso o quest'anno, percentuali molto alte degli investimenti sono andate al comparto scuola (edilizia straordinaria, edilizia manutentiva). Vi sono, naturalmente, buone ragioni alla base di questa distribuzione, e sull'importanza della scuola non si discute: tuttavia bisognerà in futuro operare rovesciando il rapporto tra Consiglio di Zona e organismi scolastici (Distretto in primo luogo, Consigli di Istituto, ecc.): non già lettere ed elenchi da questi a quello, con cifre che sembrerebbero dimenticare che la zona è fatta anche di altre cose oltre all'edilizia scolastica; bensì un precalcolo di un tetto dr-massima da non superare, o da non superare di troppo. Solo in questo modo il Consiplio saprà esse Sé /à CW3'7 1S
ILA-P1
Come verranno utilizzati questi. Descrizione
Oggetto
costr. edif. per sev. comun.
area Genchini v. N. Torriani
scuole materne
ristrutturazione e manutenz. straord.
scuole primarie
ristrutturazione e manutenz. straord.
scuole secondarie
ristrutturazione e manutenz. straord.
1.635.000.000 110.000.000
strade e piazze servizi sociali
Ila nostra zona ruMtie§g ,pqreglocaz,lone sessuale, per la diond libera e consapevole, per l'assistenza all'a maternità ed alla famiglia (sede in Via Settembrini, 32) inizierà a funzionare regolarmente nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 17,30.
Inv O i dvlb
"Bassini"
200.000.000 2.345.000.000
Si vuole ricordare alla cittadinanza che il servizio è gratuito e aperto a tutti e che il gruppo degli operatori è composto da: 1 Assistente sociale 1 Psicologo
2 Ginecologi 1 Ostetrica 1 Assistente Sanitaria Ci sembra opportuno ribadire che il consultorio deve diventare un'occasione d'incontro, di dibattito e di confronto collettivo fra gli utenti e gli specialisti, affinchè insieme si contribuisca a migliorare l'attività del servizio stesso. Presidente del Comitato di gestione del Consultorio è stata nominata Loredana Rosabona del Partito Comunista Italiano della zona 3. Per informazioni e prenotazioni telefonare ai n. 272334 - 208212.
Gli anziani e la solitudine La riforma sanitaria: un servizio da realizzare insieme Il dramma di Osvaldo B. Fino ad ora l'impatto che la macchina sanitaria ha avuto sulla gente è stato superficiale ed episodico. Il singolo si interessa ai problemi solo nel momento della malattia. Si attuano colpevolmente iniziative non integrate, trascurando contemporaneamente, ma non a caso, un'azione preventiva delle malattie. Questo modo di gestire la salute, lentamente, ma inesorabilmente aggrava i problemi. Il cittadino non può protestare, non avendone i mezzi, e può, al più, rivolgersi alla medicina privata che sembra soddisfare meglio alle esigenze emergenti, ma che, ovvia-
ne degli anni sessanta, entrò in una crisi irreversibile e la DC non ha saputo e voluto prenderne atto operando nuove scelte in grado di assicurare una stabilità di governo. La riprova è nel fatto che in questa situazione gravissima l'Italia si trova con il governo Cossiga privo di reale maggioranza e senza la necessaria autorevolezza sia all'interno che sul piano internazionale. Questa debolezza è un rischio grave per la nostra democrazia perché lascia spazio alle forze reazionarie, al terrorismo, perché impedisce all'Italia di svolgere un ruolo positivo per contrastare la corsa al riarmo e alla guerra fredda. E necessario impedire alla DC di continuare in modo irresponsabile a rinviare l'unica scelta di cui ha bisogno il paese: un governo di solidarietà democratica con la presenza a "pari dignità" e in rapporto al peso politico e parlamentare delle forze della sinistra. La strada del cosiddetto pentapartito o di altre soluzioni pasticciate non farebbe altro che rendere più ingovernabile ed esposto il paese.
mente, richiede un notevole impegno economico, non da tutti attuabile. Si riproduce quindi, anche in questo settore, una divisione e una discriminazione tra le classi: chi ha di più si cura meglio, vive più a lungo. Le autorità pubbliche preposte, governo e regione, non hanno ritenuto di dover intervenire rapidamente a sanare queste situazioni. Hanno agito solo sporadicamente e con provvedimenti tampone, solo quando si creavano macroscopiche disfunzioni. Gli operatori sanitari, in particolare le corporazioni mediche e quelle baronali ospedaliere, e la maggior parte del settore produttivo farmaceutico, trovano in queste situazioni un terreno di coltura favorevole al raggiungimento dei loro obiettivi di tipo prevalentemente economico: l'arricchimento a spese degli altri. Tale stato di cose, evidentemente, non poteva continuare. E stato infatti, soprattutto per il volere e per l'azione delle forze democratiche e popolari, -che si è studiata e delineata una riforma sanitaria che modificasse radicalmente il borbonico andamento del settore della salute nel nostro Paese. e infatti nel periodico durante il quale il P.C.I. è stato partecipe della maggioranza di unità nazionale, che è stata definitivamente varata la legge 833 / 78, la legge cioè della riforma sanitaria. E una legge che rivede tutto il campo sanitario, tracciando finalmente una chiara e unitaria politica della salute. La legge infatti definisce le linee generali che, sostanzialmente, sono volte alla prevenzione delle malattie, alla estensione dell'assistenza sanitaria per tutti i cittadini dello Stato, alla unificazione gestionale delle strutture a ciò preposte. E passata insomma l'idea che i cittadini, tutti uguali finalmente di segue a pag. 7
Ancora oggi molta gente non riesce a darsi una spiegazione della tragedia del "signor Osvaldo". Sono passate settimane dall'agghiacciante suicidio dell'ex operaio della "Rizzoli", eppure in via Panfilo Castaldi c'è ancora chi si chiede: "Perchè lo ha fatto?". Osvaldo Betti, 63 anni, celibe, in pensione dal 1977, non aveva particolari preoccupazioni economiche: le trecentomila lire al mese dell'assegno INPS, anche se non gli permettevano di scialare, gli consentivano almeno di tirare avanti con un certo decoro. Motivi di salute? La custode di via Panfilo Castaldi risponde: "Le sue condizioni fisiche erano ottime. Un uomo robusto, lucidissimo, ben piantato sulle gambe, con alle spalle quarantacinque anni di fatiche presso l'editore Rizzoli. Questo era il signor Osvaldo". E aggiunge: "Il Betti abitava qui da una decina d'anni. Aveva comprato un abbaino al sesto piano. Lo aveva ristrutturato, dotandolo dei servizi indispensabili: il cucininc, la doccia, l'impianto di riscaldamento ...". Era un uomo ordinato, pulito, meticoloso. Il pavimento del suo modesto rifugio sempre tirato a lucido, i mobiletti senza mai un velo di polvere, appena dèsto la sua prima preoccupazione era quella di rifarsi il letto sin dal primo mattino. Eppure alcuni giornali hanno scritto che il "signor Betti era un uomo strano". Spesso, informano gli stessi fogli, si segnalava all'attenzione dei vicini per le sue "stramberie"l punto che più di una volta lo abbero visto uscire addirittura in mutande dal portone di via Pandilo Castaldi. Ma la custode dello stabile, che pure lo conosceva bene e spesso e volentieri si intratteneva con lui a chiacchierare, nega con fermezza:
"Macchè stranezze d'Egitto — tuona la donna —. Il signor Osvaldo era un uomo perfettamente normale: gioviale, allegro, dalla battuta facile e pungente. Quindi quello che dicono i giornali sulle sue "stranezze" è pura fantasia". Osvaldo Betti, lo hanno già riferito le cronache, si è ucciso col gas in vista delle feste di fine d'anno. L'abbaino, forse per una scintilla sprigionatasi dal "frigidaire", è saltato in aria, facendo crollare il soffitto di alcuni alloggi sottostanti. Un disastro che ha gettato sul lastrico una trentina di persone. In questa sede, però, più che l'elemento di cronaca ci interessa la morale che dal tragico episodio si può ricavare. E assai probabile che ad uccidere Osvaldo Betti sia stata la solitudine, la sua incapacità (se così possiamo dire) a rassegnarsi a una condizione di vita in virtù della quale, egli si sentiva un "escluso", un "emarginato", un "ghettizzato". II brusco passaggio da una vita attiva e dinamica, durata 45 anni, a un'esistenza puramente "vegetativa" e circondata dal vuoto più assoluto deve aver inciso sulla coscienza del pensionato. Già uomo di fatica della "Rizzoli", il Betti aveva speso, si può dire, la sua intera esistenza al servizio della grande casa editrice milanese: i suoi compagni di lavoro e gli stessi dirigenti dell'azienda lo stimavano moltissimo, tanto che al momento del commiato gli avevano donato un orologio d'oro e assegnato un premio in denaro, oltre a ugp "medaglia di benemerenza". Si può immaginare, quindi, che il confronto tra i lunghi decenni trascorsi con i compagni nell'azienda di via Civitavecchia e la sua condizione attuale di "isolato". di uomo segue a pag 8