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Bollettino cdf Face standard

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OTTOBRE 1979

RINNOVO DEL CONSIGLIO di FABBRICA

IL CONTRATTO NAZIONALE

La lotta per il rinnovo del contratto ha rappresentato una fase significativa del lo scontro sociale e politico nel paese. La cresente consapevolezza della posta in gioco, che andava al di là degli stessi contenuti rivendicativi, ha contribuito a dispiegare una grande mobilitazione e partecipazione dei lavoratori delle gran di, medie e piccole aziende in un rappor to organico e decisivo con l'insieme del movimento sindacale.

Questo impegno, espressosi con oltre 100 ore di sciopero, ha impedito che il dise gno di restaurazione del padronato passasse come la soluzione vincente per dominare la crisi economica e sociale e che la mediazione governativa impegnasse il Sindacato in un ruolo subordinato alla centralità dell'impresa.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Al ritorno dalle ferie abbiamo assistito ad un ulteriore deterioramento della situazione economica e sociale con aumenti del costo della vita e con attacchi a più riprese al movimento dei lavoratori.

Da una parte il Governo senza un apparente programma, sta effettuando scelte economiche atte a ridurre il potere d'acquisto dei lavoratori con aumenti delle tariffe, senza alcuna reale politica di sviluppo dei settori interessati e colpendo le fasce sociali più deboli.

Parallelamente il padronato cerca di ricacciare indietro il movimento Sindacale con provvedimenti disciplinari che tendono a fare apparire i lavoratori come responsabili di una situazione di ingoverna bilità nelle fabbriche, quando nella realtà è stato lo stesso padronato a creare ma lessere e tensione non rispondendo ai bis gni ed alle aspettative del movimento.

A fronte di questo comune disegno il Sinda cato deve attrezzarsi coinvolgendo ampi strati sociali al fine di contrapporre una propria strategia di trasformazione della Società che risponda alle esigenze della gente.

RINNOVO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA E IMPEGNI IMMEDIATI

ConsapeVoli della durezza dello scorni/1r in atto e dell'importanza di avere nelle

BOLLETTINO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA. DELLE INDUSTRIE FACE STANDARD

fabbriche organismi efficienti andiamo nei prossimi giorni a RINNOVARE IL CONSIGLIO DI FABBRICA con il preciso intento di ri'lanciare gli obbiettivi principali della nostra azione.

Nei giorni scorsi si è riunito il .Coordina mento del Gruppo FACE per individuare le linee di una piattaforma da aprire nell'in.' mediato futuro su:

prospettive del Gruppo sia a livello pro duttivo che occupazionale con riferimento all'introduzione dei sistemi elettronici, ricercando maggior- potere di inter vento nelle scelte dei prossimi anni; organizzazione del lavoro che veda una migliore utilizzazione e riconoscimento della professionalità; aumento salariale.

RAPPORTO DELEGATI-LAVORATORI - E ORGANIZZAZIONE DEL C.d.F.

Nel prendere in considerazione il rapporto tra il delegato ed il suo gruppo omogeneo sappiamo di toccare una delle realtà più complesse all'interno del Movimento Sindacale.

Il passaggio dalle Commissioni Interne ai Consigli di Fabbrica, avvenuta negli anni 69-70 ha rappresentato un salto di qualità rispetto alla partecipazione dal basso.

In questi ultimi anni si sono verificati però alcuni eventi significativi che hanno contribuito a rallentare l'estendersi di questo processo:

la crisi economica;

l'interesse del Sindacato nel sociale mo dificando la funzione rispetto alla fabbrica;

le difficoltà unitarie delle Confederazioni.

Inoltre troppo spesso per i lavoratori il delegato rappresenta l'espressione di un ruolo formale che si risolve nell'affronta re problemi spiccioli come la categoria, gli spostamenti per ragione di salute, il disbrigo di pratiche o altro; comunque un operare limitato a singole questioni seppur di interesse del Sindacato.

Proprio per la complessità delle questioni e per evidenziare il ruolo dirigente del de legato occorre che questi si appropri delle linee strategiche del Sindacato anche attra verso momenti di formazione, con maggior im

pegno e con la partecipazione attiva ai va ri momenti di confronto e dibattito in tre - t to rapporto con il proprio gruppo omogeneo. D'altro canto necessita una myggior parteci pazione dei lavoratori alla vita sindacale che li deve vedere impegnati in prima perso na nel contributo ai delegati, nella partecipazione alle manifestazioni ed ai picchet ti, superando il concetto di una delega pas siva che impoverisce il rapporto di condivi sione dei problemi e delle responsabilità. La mancanza di questi elementi fondamentali rischia di far perdere potere ai lavoratori e conseguentemente quei quadri potenziali che sono l'asse portante del Sindacato nella fabbrica.

A seguito di questa situazione l'azienda ha operato il proprio ruolo ponendoci le problematiche in modo frammentario con la richiesta di risposte immediate consapevole delle nostre difficoltà nell'avere una stra tegia in riferimento al continuo calo occupazionale, agli spostamenti di lavoratori o reparti ed alla politica complessiva della ITT/TLC in Italia.

Questo ci ha portato ad utilizzare buona parte del monte-ore sindacale dei prossimi anni fornendo alla direzione un'arma di ricatto discrezionale sulle nostre iniziative.

Il nuovo C.d.F. deve essere impegnato ad una autoregolamentazione che affronti seria mente e superi questo delicato aspetto.

In riferimento a quanto sopra, il nuovo C. d.F. deve altresì sciogliere il nodo di una sua migliore efficienza organizzativa per mezzo di un diverso metodo di lavoro che va lorizzi maggiormente il delegato mettendolo nelle condizioni di affrontare direttamente i singoli aspetti che emergono dai reparti senza demandare al Comitato Esecutivo la lo ro soluzione.

Intraprendere questi indirizzi ci permetterà di superare le difficoltà dei delegati ad en trare nel C.E. che attualmente rappresenta una emarginazione quasi totale dal proprio lavoro e nel rapporto con il gruppo omogeneo. Da questa esposizione emergono tematiche e spazi di intervento notevoli che devono necessariamente avere una risposta. Occorre rimboccarsi le maniche e scegliere tra svolgere un ruolo formale o ricercare una reale identità concreta e costruttiva. Questa critica non deve farci dimenticare

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la positività di iniziative intraprese si, tematiche limitate e la risoluzione di si goli problemi.

Essa vuole essere un momento di analisi e di verifica con i lavoratori per trovare nel dibattito le azioni concrete per un ri lancio in positivo della nostra azione e per far si che il C.d.F. diventi sempre più la sintesi delle opinioni e delle richieste dei lavoratori.

IL PAESE MCOTEREBBE. UN'ALTRA CLASSE. DIRIGENTE? LO NE. o: A NOI R PAESE. CI vA BEMSS(MD COS(-COM'É.. NON CF1P1-0 COME GIUTIFICPNO UN \NUOVO nurneNro.•• UN BEL MENU. MAGARI AcCoMPAGOATD DA uN UrrR0720 Di vARECNNA. LA SCEMA O LA PC o IL GOLCE.
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Il CONSIGLIO DI FABBRICA è la struttura unitaria di base del Sindacato in fabbrica.

Come tale esso è momento di elaborazione delle scelte rivendicative, di direzione delle lotte, di rappresentanza dei lavoratori e, nel quadro della linea del Sindacato, ha poteri di iniziativa e di contrattazione a livello di azienda.

Il Consiglio di Fabbrica promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori, contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle dec:sioni dell'azione del Sindacato unitario sui problemi generali, gestisce e dirige la politica sindacale nella fabbrica.

Il Consiglio di Fabbrica ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano un singolo reparto, un gruppo di reparti o tutti i lavoratori, imposta e gestisce l'azione rivendicativa, decidendo e coordinando la mobilitazione e la lotta dei lavoratori interessati.

Il Consiglio di Fabbrica è costituito dai delegati eletti nei vari gruppi omogenei di lavoro.

Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere o nominare:

il Comitato Esecutivo;

i propri rappresentanti nel Comitato di Coordinamento del Gruppo FACE;

la delegazione ufficiale che partecipa alle trattative ed agli incontri con la Direzione Aziendale;

le Commissioni di lavoro;

i propri rappresentanti negli organismi aziendali ove è prevista la partecipazione di rappresentanze sindacali.

e) Il Consiglio di Fabbrica rimane in carica due anni. Al termine di tale periodo e prima di procedere al suo rinnovo, il Consiglio di Fabbrica presenterà un bilancio della propria attività, sottoponendolo al dibattito ed alla verifica di tutti i lavoratori.

Atricolo 2

Il DELEGATO è l'espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo dei lavoratori.

Egli viene eletto su scheda bianca, con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.

Il lavoratore eletto delegato, qualora non fosse già iscritto, ha il dovere di iscriversi al Sindacato.

Il delegato deve svolgere la propria attività sindacale all'interno del gruppo omogeneo che lo ha eletto, è responsabile e risponde della sua attività di fronte ai lavoratori. Dei vari problemi posti dai lavoratori del suo gruppo omogeneo, il delegato deve farne oggetto di sintesi generale e non personale e presentarli al Consiglio di Fabbrica che ne farà oggetto di discussione nel quadro di una linea unificante.

Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione, nell'ambito del gruppo omogeneo che lo ha espresso, delle decisioni approvate dal Consiglio dl Fabbrica o dall'Assemblea. Il delegato è impegnato a partecipare attivamente a tutte le iniziative ed attività del Consiglio di Fabbrica, della FLM, della Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL.

Il delegato può in qualsiasi momento essere revoca':o. Il diritto di revoca del delegato può essere esercitato solo dall'assemblea del gruppo dopo un ampio dibattito.

La richiesta di revoca può essere avanzata dalla maggioranza (50 f 1) dei lavoratori del gruppo omogeneo che lo ha eletto oppure dal Coniglio di Fabbrica a maggioranza di 2;3 dei componenti.

Art. 3.

L'ASSEMBLEA è il massimo organo decisionale in fabbrica.

L'assemblea, generale o di gruppo, retribuita o fatta durante gli scioperi, intervalli di mensa e dopo l'orario di lavoro, è un momento essenziale del rapporto Sindacato - Consiglio di Fabbrica - DelegatoLavoratori, e va utilizzata In modo da consentire al maggior numero di lavoratori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni.

Art. 4.

Elezioni del Consiglio di Fabbrica.

Le elezioni sono organizzate e curate da un Comitato Elettorale designato con almeno i 2/3 dei voti dal Consiglio di Fabbrica uscente e composto da un numero di delegati di 5.

Il Comitato Elettorale predispone tanti seggi elettorali quanti sono i gruppi omogenei stabiliti ed approvati dal Consiglio di Fabbrica.

Fissa la data delle elezioni che devono svolgersi entro i 30 giorni precedenti la scadenza del Consi4

STATUTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

glio di Fabbrica esistente.

Le elezioni devono svolgersi possibilmente in un solo giorno ed in ore tali da consentire il massimo di partecipazione.

Le votazioni per ogni gruppo omogeneo sono valide in prima istanza quando hanno votato almeno i 2/3 degli aventi diritto.

Hanno diritto al voto tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al Sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.

Nel caso di un gruppo omogeneo che preveda l'elezione di un solo delegato, ciascun lavoratore può dare una sola preferenza scrivendo sulla scheda il cognome .(se necessario anche il nome) di un lavoratore che appartenga allo tesso reparto, ufficio, impianto o gruppo omogeneo.

Un lavoratore per essere eletto delegato dovrà ottenere una percentuale di voti pari al 50 1 dei veti validi.

Nel caso nessuno raggiunga la maggioranza richiesta, si procederà al ballottaggio fra i due candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

Dove si dovrà eleggere più di un delegato, ciascun lavoratore può dare un numero di preferenze pari ai 2/5 del numero dei delegati da eleggere, e cioè:

da 2 a 4 delegati un solo voto di preferenza; superiore a 4 delegati DUE voti di preferenza.

Per calcolare la perventuale minima dei voti necessari ad essere eletto delegato, si applica la seguente formula:

(100/ numero delegati da eleggere x 2) + 1 Saranno eletti delegati coloro che avranno ottenuto la percentuale maggiore dei voti.

Qualora in prima votazione tutti o parte dei candidati, non raggiungano la percentuale minima dei voti necessari per essere eletti, si procede ad una seconda votazione mettendo in ballottaggio i candidati (in numero doppio rispetto ai delegati ancora da elegge re) non eletti e che hanno ottenuto il maggior numero di voti in prima votazione .

f) Le schede votate verranno raccolte in una apposita urna ed alla fine della votazione si procederà allo spoglio.

I risultati saranno registrati su apposito verbale.

Le schede votate saranno conservate in busta chiusa per un periodo di tre mesi dalla data delle votazioni.

I verbali invece saranno tenuti nell'archivio del Consiglio di Fabbrica.

.'Qualora il delegato risolva il rapporto di lavoro, rassegni le dimissioni dai mandato oppure per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni richieda di essere sostituito; nel caso del delegato che per sua scelta cambi gruppo omogeneo, si dovrà proceder€ alla rielezione - entro trenta 'giorni:

— con nuove elezioni nel caso che sia l'unico delegato del gruppo omogeneo: nel caso di gruppo che prevede più delegati: con l'inserimento del primo dei non eletti, purchè abbia raggiunto il quorum necessario; se nessuno ha raggiunto il quorum si procede a nuove elezioni attraverso il ballottaggio dei primi non eletti, con i criteri indicati al punto c): qualora le sostituzioni siano pari o superiori ai 50% si procederà alla rielezione di tutti i delegati del gruppo.

Art. 5.

Strutture del Consiglio di Fabbrica. COMITATO ESECUTIVO

Il Consiglio di Fabbrica per assicurare un efficace coordinamento della sua attività ed un rapido collegamento tra i delegati, elegge nel suo ambito un Comitato Esecutivo composto di 7 componenti.

L'elezione sarà effettuata con voto palese dopo la presentazione da parte di un apposito Comitato Elettorale designato dal Consiglio di Fabbrica e la discussione in seno al Consiglio di Fabbrica stesso di una rosa di candidati.

Si riafferma il criterio della rotazione ogni 4 mesi di 1/3 dei componenti il Comitato Esecutivo in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati.

I compiti del Comitato Esecutivo sono operativi e funzionali, quindi limitati alla attuazione delle decisioni prese dal Coni: di Fabbrica.

In casi eccezione-:i e quando si è nella impossibilità di convocare ii Consiglio di Fabbrica, il Comitato Esecutivo può eccezionalmente prendere decisioni sempre che queste siano nell'ambito della linea sindacale stabilita dal Consiglio di Fabbrica e dal Sindacato.

Il Comitato Esecutivo è responsabile di fronte al Consiglio di Fabbrica della organizzazione, della funzionalità e della efficienza dei vari servizi ed attività del Consiglio di Fabbrica.

COMMISSIONI DI LAVORO

Il Consiglio di Fabbrica nomina, di volta in volta oppure in modo permanente, delle commissioni di lavoro o di studio per l'esame e l'approfondimento di specifici problemi in relazione alle esigenze contrattuali ed organizzative.

Il Consiglio di Fabbrica deve nominare per ogni commissione un responsabile che risponde dell'attività della stessa al Consiglio di Fabbrica medesimo. Delle commissoni di lavoro possono venire chiamati a farne parte lavoratori non delegati.

Le attività delle commissioni di lavoro vengono coordinate dal Comitato Esecutivo.

COLLEGAMENTI CON L'INSTALLAZIONE ED I LAVORATORI FUORI SEDE.

Il Consiglio di Fabbrica, tramite il Comitato Esecutivo, deve assicurare un permanente collegamento con tutti i delegati ed i lavoratori che operano fuori Sede.

Nell'installazione i delegati degli impianti saranno raggruppati per zona e per ciascuna zona sarà eletto o designalo un responsabile.

Tutti i responsabili di zona costituiscono il Comitato di Coordinamento con il compito di coordinare l'attività sindacale sugli impianti e ricercare .una sintesi unificante dei problemi comuni che riguardano i lavoratori dell'installazione. -

Periodicamente i delegati di impianto, promuoveranno riunioni di zona, o in casi di necessità, riunioni interzonali di tutti i delegati di impianto o dei responsabili di zona.

I responsabili dí zona partecipano normalmente alle riunioni del Consiglio di Fabbrica della Sede.

Ogni qualvolta se ne presenti la necessità, si convocheranno riunioni congiunte di tutti i delegati della Sede e dell'installazione e comunque almeno tre riu.nioni all'anno.

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CONVOCAZIONE E RIUNIONI DEL CONSIGLIO Dr FABBRICA E DEL COMITATO ESECUTIO.

a) Il Consiglio di Fabbrica si riunisce ordinariamente una volta al mese e tutte le volte che si ritiene necessario.

Il Consiglio di Fabbrica viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, delle Organizzazioni Sindacali o su richiesta di almeno 1/3 dei componenti il Consiglio stesso.

I componenti del Consiglio di Fabbrica devono essere preventivamente informati (24 ore prima, salvo casi eccezionali) dell'ordine del giorno in discussione.

Di diritto partecipano alle riunioni del Consiglio di Fabbrica i dirigenti sindacali di zona, provinciali e nazionali.

Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono aperte (salvo i casi in cui il Consiglio decide diversamente) a tutti i lavoratori della FACE che intendono parteciparvi in veste di osservatori; essi possono anche intervenire nella discussione, senza però il diritto di voto.

Le riunioni del Consiglio di Fbbrica sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo e dai dirigenti sindacali presenti alla riunione.

Il relatore sull'ordine del giorno verrà designato di volta ín volta dal Comitato Esecutivo.

In apertura delle riunione del Consiglio di Fabbrica si fa l'appello dei componenti.

La riunione è valida, in prima convocazione, quando sono presenti almeno il 50% - 1 dei delegati ed in seconda convocazione qualunque sia la percentuale dei presenti.

Le decisioni del Consiglio di Fabbrica saranno prese (ad eccezione dei casi particolari previsti dal regolamento) a maggioranza assoluta (50% - 1) dei presenti.

Di ogni riunione del Consiglio di Fabbrica sarà redatto processo verbale su apposito quaderno.

Il Comitato Esecutivo si riunisce normalmente una volta alla settimana, oppure ogni qualvolta ne faccia richiesta almeno 1'3 dei componenti.

Di ogni riunione sarà redatto processo verbale su apposito quaderno.

Ciascun componente del Consiglio di Fabbrica e del Comitato Esecutivo dovrà garantire la propria presenza ed attività ai lavori di tali organismi.

Qualora risultasse assente ingiustificato per tre volte consecutive, il Consiglio di Fabbrica potrà proporre al gruppo omogeneo che lo ha eletto, la sua sostituzione.

SERVIZIO IN CONSIGLIO DI FABBRICA E GESTIONE DELLE ORE.

Il servizio giorrla,ietu nel locale del Consiglio di Fabbrica sarà esplicato a turno dai delegati del Consiglio.

Di tutte le ore utilizzate verrà tenuta apposita registrazione a cura del Comitato Esecutivo affinchè le ore siano utilizzate:

per le riunioni del Consiglio di Fabbrica e del Comitato Esecutivo; per il servizio giornaliero;

per le riunioni delle Commissioni di lavoro; per le riunioni indette dalle Organizzazioni Sindacali di zona, provinciali e nazionali; per la partecipazione a corsi di formazione sindacale.

Prima di apporre la propria firma ed il timbro del Consiglio di Fabbrica sui permessi sindacali, il delegato di servizio deve accertarsi e scrivere sulla copia che resta al Consiglio, la motivazione dell'utilizzazione del permesso stesso, nonchè l'ora di apertura e chiusura.

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Art.
Art. 7.

DELEGATI DA ELEGGERE

COMMUTAZIONE UFFICI

Rep. 155-156-602-604-600-851

( Lav. 2° Piano P. )

150-151-161-157-152-106

( lav. 1°-2° Piano T.)

160-162-108-169-163

( Lav. 3° Piano Comm.)

107-163 (Lav. 4° Piano Comm.)"

COMPONENTI

Rep. 768 Avvolgimento Relee' " 768-765-769

RADIO

Rep. Cinisello - Bresso " 565-571-(Lav. 4° Piano P.), " 550-559-555-552-571

( Lav. 5° Piano P.)

AMMINISTRAZIONE Rep. 810-940-070-800

" 015-910-911-913-914-915-916

-917-918

COMMUTAZIONE PRODUZIONE OFFICINA Rep. v, deleg. 1 1 1 1 .1 4 177 181 187 175 176 144-145 184-185-186-406 1 1 2 IMPIANTI PRIVATI Rep. 336-079-002 " 352-353-330-331-333
Rep. 611-612-622-624-636-641-561.. " 3 608-609 v, 1 v, 649-600-890 Isp. e CP 1 TRASMISSIONE E MECC. POST. Rep. 463-441. 1 " 458-456 ( Lav. 4° Piano ) 451-452-455-753-301-302-304 ( Lav. 5° Piano ) TELEFONIA Rep. 381 Rep. 350-358-359-356 Deleg. SERVIZI CENTRALIZZATI l 1 1 1 Rep. 801 831-891 861 Magazzino 830-860 1 880-820-894 1 623-870 le 840 (servizi sociali) 1 1 865 mag. SESTO ULTERIANO INSTALLAZIONE Rep. 190 Inst. Sede i 130 Inst. Nigeria Sede 1 340-332 Inst. Priv. Nord7Centr6 le 340-332 Inst. Priv. Centro-Sud 1 1
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