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Il Consiglio3

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Il CONSIGLIO

SITUAZIONE POLITICA ATTUALE, UNITA' SINDACALE E RINNOVO CONTRATTUALE

li 1972 rappresenta un banco di prova decisivo per la classe operaia e per la strategia sindacale.

Infatti è l'anno del rinnovo dei contratti ed è insieme l'anno della unità sindacale: due scadenze che saranno al centro della vita politica del paese e che sono strettamente collegati. Sin da ora dobbiamo su questi importanti obiettivi sviluppare un dibattito che tenda a precisare con maggiore puntualità la nostra condotta, il nostro impegno, la nostra linea di azione.

L'unità sindacale va realizzata nei modi e nei tempi stabiliti, non ci devono essere perplessità e tentennamenti proprio per la particolarità del momento politico Che stiamo attraversando.

L'offensiva del padronato ha premuto e preme ancora, in piena campagna elettorale, per sostanziali spostamenti a destra in materia economica e di riforme.

Nella stessa logica operano gli attacchi alle libertà democratiche, all'esercizio del diritto di sciopero, la ricomparsa dello squadrismo fascista.

L'esistenza d'una vasta trama reazionaria, da anni denunciata dai lavoratori, dai Sindacati e da tutte le forze democratiche antifasciste, viene confermata ogni giorno dai fatti.

Il marchio fascista della barbara strage di Milano del dicembre '69 viene oggi lentamente alla luce. Lo scopo dei complotti era quello di scatenare una violenta campagna antioperaia al fine di soffocare le libertà democratiche e l'avanzata dei lavoratori.

I piani eversivi della destra poli-

tica ed economica si sono avvalsi e si avvalgono di ogni mezzo, cercando per esempio di collocare nelle fabbriche il sindacato fascista (CISNAL) per distruggere l'unità della classe operaia.

L'attacco è stato diretto ed è diretto contro il movimento dei lavoratori, e contro la Costituzione nata dalla Resistenza. Questa situazione riguarda perciò direttamente le sorti dei lavoratori, i rapporti di potere nelle fabbriche. Ciò che politicamente è in gioco, è ancora la

partita tra padronato e classe operaia sui contenuti espressi con le lotte dal 1969 in poi.

Il Sindacato, il movimento operaio sono chiamati direttamente a tontrastare e a battere gli attacoht e le manovre del padronato, a respingere con fermezza lo spostamento conservatore e reazionario dell'asse della vita sociale e politica, e la limitazione dei diritti di libertà e azione sindacale.

Per questo il Sindacato, il ConsiCONTINUA IN +

Un aspetto della manifestazione antifascista dei lavoratori della Face scesi in sciopero il 30 marzo contro il tentativo di penetrazione in fabbrica della CISNAL.

I cinque rappresentanti sindacali che si erano prestati al gioco della Cisnal, hanno fatto pervenire nei giorni scorsi una lettera al Consiglio di Fabbrica in cui dichiarano di aver dato le dimissioni dalla Cisnal e "di disdire iniziative sindacali Cisnal alla Face-Standard", dichiarando altresì di essere stati strumentalizzati dalla MD.

Bollettino unitario del Consiglio di Fabbrica FACE -STANDARD aprile 1972

TRE ASPETTI DELL' ORGANIZZAZIONE CAPITALISTICA DEL WORD

QUALIFICHE COTTIMO NOCIVITA'

QUALIFICHE

li problema delle qualifiche è stato nelle lotte degli ultimi anni uno dei momenti di scontro più duro con il padronato.

Intorno al 1968 i lavoratori hanno cominciato ad affrontare il diacorso sulle qualifiche in maniera complessiva, non limitandosi più alle vertenze individuali per un incogatiramento « più giusto »; ma Mettendo in discussione l'intero sistema gerarchico, smascherando la funziono che svolge nella fabbrica il trpdtglonale sistema delle qualifiche,• e soprattutto a considerare le qualifiche stesse come momento essenziale dell'organizzazione capitalistica del lavoro.

li dibattito che questo problema sta sviluppando tra le forze del rnoviniento operaio, e l'alto livello di partecipazione di tutti i lavoratori, ne fanno uno dei punti • chiave » del prossimo rinnovo contrattuale.

E' impossibile iniziare un discorso sulle categorie senza considerare come è organizzato e perchè è così organizzato il lavoro in fabbrica e più in generale nella società, e la condizione del lavoratore all'interno di esse.

Il lavoro nella fabbrica moderna è sempre più diviso, sempre più scomposto, al punto che ormai esistono solamente delle « mansioni », particelle semplici di un lavoro completo.

A livello operaio aumentano sempre più gli addetti alle mansioni cosiddette di « produzione » o di « linea • cioè quegli operai che

svolgono mansioni estremamente semplici, sempre uguali e che normalmente lavorano a cottimo (come da noi nhrero pad. K, alcuni reparti della Trasmissione, le trance, i componenti, ecc.).

Si restringono invece sempre più quei lavori che per il loro svolgimento richiedono esperienza e capacità professionali, come per es. gli attrezzisti.

E' inevitabile quindi che l'operaio immesso in questa organizzazione del processo produttivo, chiamato a svolgere una mansione semplice, una piccola parte del lavoro non potrà mai crescere, cioè accumulare delle conoscenze professionali. Inoltre l'operaio si sente sempre più estraneo al lavoro, sempre più un'appendice della macchina, sempre più alienato, in definitiva sempre più sfruttato.

Anche a livello degli impiegati e dei tecnici questo sviluppo si sta manifestando con caratteristiche simili.

L'industria ha sempre più bisogno di impiegati e negli ultimi anni vi è stato un grande afflusso di manodopera in questa categoria (alla Face alla fine '68 inizio '69) che ha significato anche per loro divisione del lavoro, estrema semplicità delle mansioni, ripetitività, monotonia, e soprattuto il non utilizzo o il sottoutilizzo delle conoscenze tecniche accumulate a scuola.

Anche per gli impiegati si stanno verificando tutte quelle condizioni di lavoro una volta esclusivamente operaie: controllo dei tempi di lavoro tramite il cosiddetto « programma » (che in definitiva non è altro che uno strumento di controllo del tempo di esecuzione di un certo lavoro, ed un incentivo ad accelerare il lavoro stesso) e l'enorme ingrossamento della gerarchia, capi e sottocapi con compiti quasi esclusivamente di distribuzione del lavoro e di controllo dei lavoratori.

La linea • modello » della Face sotto questo aspetto è la Commulezione.

di miti, come la carriera. Perchè tutto questo?

Il capitalismo porta dentro di sè la dequalificazione; dalla sua nascita è iniziato questo processo che oggi sta raggiungendo la sua massima espressione. Il capitalismo dapprima ha raggruppato in una fabbrica tutti quei lavoratori (artigiani) che prima producevano autonomamente, poi ha cominciato a preparare il terreno per l'introduzione delle macchine, dividendo, scomponendo il lavoro; dopo aver introdotto la meccanizzazione il capitalismo ha costruito tutta una logica di produzione intorno ad essa che mai ha tenuto conto delle esigenze dell'uomo, ma solo ed esclusivamente della produttività e del profitto.

Siamo tutti una grande, felice famiglia... g Saremmo lieti di avervi con noi alla partita di golf, Perkins... avete mai fatto il portatore di bastoni? i

Tutto l'insieme di queste condizioni ha oggettivamente fatto crol:are tutta una serie di privilegi. e

Guarda.., sta misurando i nostri tempi con il cronometro che usano nelle eor se dei cavalli...

Questa logica che con Taylor e Ford (uno ideatore della analisi dei tempi e dei metodi di lavoro, l'altro della catena di montaggio) è diventata scienza, è andata sempre più sviluppandosi e perfezionandosi fino ad arrivare ai sistemi produttivi attuali.

Tutto questo in nome del profitto perchè dividendo il lavoro in mansioni, i lavoratori imparano più in fretta svolgerlo, quindi sono per 'meno tempo improduttivi, « rendono prima » ed inoltre sono facilmente sostituibili, poi organizzando razionalmente i collegamenti, il tempo complessivo di esecu!done del lavoro è molto minore (» costa meno ») ed infine permette al padrone di tenere il lavoratore nelle categorie più basse, di pagarlo meno.

Come questo sviluppo storico ci

ha dimostrato, la dequalificazione come la nocività, come tutti i mali dell'organizzazione capitalistica del lavoro, sono inevitabili in un sistema capitalistico, in un sistema cioè tutto organizzato coerentemente con la logica che lo manovra, la logica dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, la logica del profitto.

E' chiaro che oggi questo sistema di categorie fa comodo soprattutto al padrone che può usarlo come strumento di divisione e di premio per meriti che il più delle volte non hanno niente di • tecnico a: è normale vedere due lavoratori che svolgono le stesse mansioni, però uno dei due ha una categoria superiore all'altro (alla Face casi di questo tipo sono numerosissimi).

E' necessario che anche nella nostra fabbrica, si riapra, dopo la esperienza sicuramente positiva dell'ultima piattaforma rivendicativa, la discussione su questo tema al fine di poter dare un contributo al dibattito più generale e di avere anche una partecipazione di tutti noi alle decisioni che verranno prese in proposito, di modo che gli obiettivi per i quali lotteremo, siano realmente obiettivi di tutti.

NOCIVITA'

Le statistiche dicono che ogni anno in Italia sulle strade muoiono oltre 10.000persone. Ma si muore solo di autostrada? No!

Le statistiche infatti dicono che anche DI FABBRICA SI MUORE. In Italia ogni anno muoiono 5.000 lavoratori per incidenti sul lavoro e vi sono circa 180.000 infortuni senza contare quanti perdono la salute a causa dell'ambiente di lavoro.

Il tentativo del padron-'to di sfruttare al massimo gli impianti e di avere il maggior profitto possibile, trova nell'ambiente di lavoro uno degli strumenti fondamentali.

Per noi invece l'ambiente è uno dei punti fondamentali di lotta e di scontro per la classe operaia per modificare la propria condizione.

A nostro avviso infatti la nocività non dipende solo dall'ambiente di lavoro in senso stretto (presenza di rumore, fumi, gas, ecc.) ma anche dal lavoro in sè, e cioè ritmi, cottimo, ripetitività, lo star sempre seduti o sempre in piedi, ecc. in una parola dall'organizzazione capitalistica del lavoro. Cioè quando parliamo di nocività intendiamo sia il luogo dove lavoriamo sia come lavoriamo.

IL PROBLEMA

DELLA SALUTE

E' UN PROBLEMA DELLA CLASSE OPERAIA e per questo dobbiamo scartare ogni ipotesi di co-gestione con il padronato che vedrebbe la funzione dei lavoratori subordinata alle scelte economiche del padronato e limitata alla contrattazione di alcune soluzioni tecniche tendenti ad eliminare solo i casi più evidenti e drammatici di nocività.

Proprio perchè la difesa della salute è un problema della classe operaia noi pensiamo che l'unico giudizio valido per valutare il grado di nocività di un reparto o di una lavorazione è quello del gruppo di lavoratori che vive in quell'ambiente e svolge quel lavoro.

In pratica questo vuoi dire che devono essere p.elilavoratori dell'officina o delle Schlatter a decidere se il rumore è a un livello sopportabile o no, se le lavorazioni sono nocive o no.

Per poter realizzare ciò occorre superare il concetto di salute uguale problema individuale e porre il concetto di salute uguale problema collettivo in quanto gli effetti (malattie) derivano da una causa

la condizione operaia, ma tali soluzioni saranno possibili solo se le imporremo anche con la lotta.

COTTIMO

Per le lavorazioni a cottimo si vanno verificando in alcuni reparti situazioni abnormi. Si può dire che l'Ufficio cottimi alla Face supera se stesso, nel senso che non basta più il colossale apparato di tecnici specializzati e soprattutto le tecniche più perfezionate e raffinate per realizzare tempi • ottimali • per la direzione.

Il nuovo metodo per ridurre i tempi (come risulta per alcune la. vorazioni nei reparti 181, 463 è 461) consiste in lievi modifiche Alle lavorazioni per dare tempi' 41 cottimo impossibili o addiritturanon analizzati in modo da impegnare al massimo le capacità e il ritmo delle lavoratrici.

I tempi vengono poi stabiliziati in modo da assicurare un guadagno di cottimo minimo tanto da non poter essere contestati.

Chiamare inumano tale metodo è poco, si potrebbe definire delittuoso.

Da tutto ciò emerge con chiarezza ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) l'uso che il padroAato fa del cottimo: pur di realizzare il maggior profitto possibile si passa sopra ogni principio ed il lavoratore diventa solo uno strumento da spremere al massimo.

La direzione e gli operai devono cooperare... • Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire comune, cioè dal fatto che tutti si vive la medesima condizione di lavoro.

Questa dimensione collettiva del problema della salute può essere realizzata p.es. attraverso assemblee di reparto.

Questa è la prima fase di un lavoro di inchiesta che il C.d.F. ha intenzione di realizzare e che passerà attraverso la compilazione di un questionario e la presenza alle assemblee di medici di nostra fiducia (cosa prevista dall'art. 9 dallo Statuto dei Lavoratori). E' chiaro che questi medici che mettono al servizio dei lavoratori le loro conoscenze scientifiche non sono i santoni che possono guarire i lavoratori dai mali della fabbrica, ma utili compagni con i quali ricercare soluzioni scientifiche per mutare

Il cottimo è uno dei punti più importanti che fa parte di quella condizione di lavoro da modificare all'interno della fabbrica e che deve trovare spazio tra le richieste per il rinnovo del Contratto di Lavoro.

Nel frattempo chiediamo alla Direzione di eliminare l'uso di questi metodi nei reparti dove vengono messi in atto, chiediamo che per l'assestamento dei tempi si tenga conto della norma contrattuale: un tempo si ritiene assestato Quando almeno i 2 /3 dei lavoratori del reparto vi abbiano lavorato, chiediamo che i tempi rilevati e le percentuali di maggiorazione vengano comunicati al delegato perchè possa intervenire a livello di contestazione.

Nel contempo diciamo agli operai che vengono a trovarsi in simili situazioni di rifiutare il lavoro quando i tempi sono talmente stretti al punto da richiedere un ritmo di lavoro anormale, oppure quando i tempi assegnati non hanno subito il normale processo di assestamento di cui parla la norma contrattuale.

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DALLA PRIMA

glio di Fabbrica invitano i lavoratori della Face ad esprimere il 7 maggio urf voto coerente con gli ideali di libertà e di giustizia sociale che ispirano l'azione del movimento operaio. Nello stesso tempo è necessario portare avanti le lotte e la costruzione del Sindacato Unitario, è necessario aprire un ,dibattito fra tutti i lavoratori per puntualizzare le rivendicazioni da 'presentare all'imminente rinnovo &l contratto nazionale di lavoro.

UNITA' SINDACALE

La grande battaglia intrapresa in mezzo a difficoltà di ogni genere, sta per essere vinta dai suoi protagonisti: i lavoratori.

Quanto abbiamo già fatto, le istanze di base che abbiamo costruito, parlendo dai delegati di reparto e di gruppo omogeneo, sono alla base del nuovo « SINDACATO UNITARIO » che andiamo a costruire per contare di più nella fabbrica e nel Paese.

Partendo dai problemi e confrontentaci sui contenuti, abbiamo ben chiare e radicate dentro di noi le ragioni che ci hanno portato sino a qui, perchè e come vogliamo Continuare.

Sino a qui siamo arrivati per vo' lontà dei lavoratori, ci siamo arrivati con le nostre forze. Niente' è avvenuto per caso o per strane al4himie. E' stato tutto un fiorire di idee, di proposte, di entusiasmo: assemblee, referendum, conferenze, sondaggi, serietà di intenti, fermezza di propositi.

Gli sfruttati, superate alcune barriere costruite ad arte fra di loro per dividerli, hanno individuato nel padrone il nemico da betern. Non poteva essere che così. Il padrone pensa e ragiona solo in funzione del profitto, tutto il resto passa in seconda fila perchè il profitto viene prima. Ci devono essere però valori più grandi, cose che contano più del profitto.

Il perchè dell'unità parte da qui. Parte chiedendo agli uomini di esprimersi e di partecipare per passare da oggetti a sogaetti.

Un processo che forma le coscienze e che fa dei lavoratori i protaaonisti. Protaaonisti di una società più giusta che assieme costruiremo confrontando le nostre idee e fissando gli obiettivi e i contenuti. Una società a misura dell'uomo dove libertà e giustizia neon stano parole, ma fatti. Una so-

cietà in cui sirettamento, rendite parassitarie, disoccupazione, autoritarismo, repressione trovino posto solo nei dizionari.

L'unità sindacale va avanti: questa è la strada, questa è la scelta ed è irreversibile. Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane si terranno i congressi di scioglimento dei Sindacati esistenti; per il 24-29 ottobre è già fissato il Congresso per la costituzione del Sindacato Unitario Nazionale.

Sconfitti ed isolati escono quei personaggi che MAI hanno voluto l'unità e che hanno inventato di volta in volta pretesti meschini ed espedienti da circo equestre nel tentativo di giustificare la loro manovra scissionistica e la formazione di un « sindacato giallo » (MD) pseudo democratico.

Il compito dei lavoratori oggi è quello di non disarmare, di non abbandonarsi a facili trionfalismi per quanto è stato già acquisito, ma di vigilare per respingere ogni tentativo che tenda a rimettere in discussione i risultati raggiunti.

Il padronato è ancora molto forte e tenterà con tutti i mezzi a sua disposizione di intralciare, nei prossimi mesi, il cammino dell'unità sindacale. Sta nei lavoratori non farsi abbagliare da qualche specchietto per allodole, ma continuare lungo la strada intrapresa che porterà ad un sindacato unitario, forte e vittorioso.

CONTRATTO

Un secondo e quanto mai importante obiettivo di quest'anno sarà

il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici così come lo è per diverse altre categorie dell'industria.

La situazione economica e politica non è certo prosperosa per i lavoratori, la crisi di governo con la quale si è inaugurato il 1972 risponde chiaramente al disegno di ristabilire vecchi equilibri precedenti l'autunno 1969.

Il padronato, le forze politiche a lui tanto care non hanno « mandato giù » la nuova dimensione della classe operaia ed il nuovo ruolo del Sindacato nella fabbrica e fuori della fabbrica.

L'intento è quello di restaurare l'ordine, coinvolgendo elegantemente il Sindégto perchè si faccia parante di una certa tranquillità nelle fabbriche.

In questo quadro appare chiaro che lo scontro di classe caratterizzerà il 1972 ed è per questo che è indispensabile una grande mobilitazione ed una coscienza collettiva decisa e chiara.

La lotta contrattuale, non disaiunta dal processo unitario, dovrà svilupparsi su un terreno di sensibilizzazione contro lo sfruttamento con al centro i problemi dell'occupazione e del tipo di sviluppo.

Saranno quelli della piattaforma contrattuale oggetto di appropriati dibattiti basati sulle reali esigenze dei lavoratori.

Una cosa è certa: dovremo prepararci alla scadenza contrattuale con la serietà e la consapevolezza che ci ha sempre distinto e che ci accomuna.

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