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Milano domani16

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L.200

ANNO IV - n. 1 GENNAIO 1978

In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

SPECIALE SOIA ) I risultati del voto di dicembre nelle scuole della zona 13. I nomi di tutti gli eletti.

a pagina 6 - 7 - 8.

Tre anni di lavoro Con questo numero "Milano domani" inizia il suo quarto anno di vita. Non è poco per una pubblicazione come la nostra, tutta fatta da persone che non svolgono attività giornalistica professionistica ma che, semplicemente, ritenendo di avere qualche cosa da dire, impegnano buona parte del loro tempo libero per mantenere in vita questo strumento di comunicazione per i cittadini. Forse, tre anni fa, noi stessi non credevamo che il lavoro che ci apprestavamo ad iniziare sarebbe durato così a lungo e, addirittura, si sarebbe sviluppato così come è avvenuto. Possiamo quindi parlare di successo e considerarci soddisfatti? Per alcuni aspetti certamente. "Milano domani" infatti ha aumentato la tiratura e il numero delle pagine; è cresciuto il numero degli abbonati e quello dei collaboratori. Sempre maggiori sono poi gli argomenti di cui ci occupiamo: parliamo non solo dell'attività del Consiglio di zona e delle questioni politiche locali, ma anche delle iniziative culturali, dei problemi giovanili, di pensioni, di cinema, di scacchi e dello sport della zona. Cerchiamo cioè di fare un giornale che rispecchi il più possibile la realtà che ci circonda, una realtà che non vogliamo deformare perchè desideriamo che i lettori possano riconoscerla ed interpretarla. È questo infatti l'obiettivo cui tendiamo: fare di "Milano domani" uno strumento d'informazione dei cittadini, fatto con i cittadini; e uno

annuo sostenitore speciale

L. 2.000 L. 5.000 L. 10.000

strumento di formazione di un'opinione pubblica democratica, cosciente delle difficoltà che ci circondano e della necessità di unire gli sforzi di tutti per superarle. È questo certamente un obiettivo ambizioso, che infatti non pensiamo certo di avere raggiunto. Si tratta tuttavia di qualcosa per cui vale la pena di lavorare perchè soltanto attraverso l'unificazione del tessuto sociale — così messo a dura prova e spesso lacerato gravemente dalla crisi che tutti colpisce — che sarà possibile ricostruire un tipo di vita più umano, nel quale i conflitti possano trovare soluzione attraverso il confronto democratico delle opinioni e la scelta razionale delle soluzioni. Nessun problema quindi per "Milano domani"? Non ci sognamo certo di affermarlo. Innanzitutto il problema economico. I costi tipografici continuano a crescere mentre il prezzo del nostro giornale è a L. 200 dal febbraio 1977. Tuttavia il bilancio è ancora attivo grazie all'alimento della pubblicità e, come sopra si diceva, alla crescita della diffusione e degli abbonamenti. Faremo quindi ogni sforzo per evitare aumenti del prezzo di vendita, ma, poichè vogliamo continuare ad essere economicamente indipendenti, è sempre di più necessario l'aiuto dei lettori, soprattutto mediante l'aumento degli abbonamenti, in particolare di quelli sostenitori. Ancora una volta quindi chiudiamo con un appello sicuri che non cadrà nel vuoto.

Adriano Zagato

PER ABBONARSI TELEFONARE AL 726601

ALLA CARENZA DI STRUTTURE E ALLA DIFFICILE INTEGRAZIONE TRA VECCHIO E NUOVO QUARTIERE, SI AGGIUNGE ORA QUALCHE PREOCCUPANTE SEGNO DI SFIDUCIA.

Ponte Lambro vive un momento difficile Con l'impegno di tutti si può, e si deve, superarlo Dei problemi di Ponte Lambro abbiamo parlato spesso negli ultimi mesi: la preoccupazione per i ritardi burocratici che ritardano il procedere dei lavori per le scuole e per la copertura della roggia Certosa, non sono delle difficoltà fini a se stesse. C'è anche timore che questo tempo perso affievolisca le molte speranze che ci sono per altre realizzazioni indispensabili. E, ancora, da tenere sotto controllo c'è la difficile situazione del Lotto 25, le difficoltà dei nuovi abitanti, le loro giuste esigenze e il difficile rapporto fra gli abitanti del quartiere. "Milano domani" può essere uno strumento per "tirar fuori" questi problemi, le incomprensioni, discuterle alla luce del sole. Chiediamo quindi su questo argomento il parere dei lettori e di quei cittadini o di quelle forze politiche che all'avvenire del quartiere sono interessate. Già da questo numero abbiamo ricevuto il contributo di Franco Felisini, capo gruppo PCI al Consiglio di zona che abita da sempre nel quartiere.

p. z. È consuetudine, quando sui giornali, in‡ Consiglio di zona, nelle scuole, nel quartiere, fra gli stessi assessori, si parla di Ponte Lambro esprimere giudizi giustamente proccupati per la situazione che si è determinata con il recente insediamento nel quartiere del Lotto 25. Giuste sono le preoccupazioni, ma non sempre sono accompagnate da chiare indicazioni su come operare per poter superare questa realtà. È vero, il quartiere ha bisogni di ordine diverso che vanno dalle strutture sociali che sono assolutamente insufficienti, ai problemi di scolarità, alla miseria economica. E poi ancora la difficile convivenza per la diversa formazione sociale e culturale che caratterizza i nuovi abitanti, alla integrazione sociale, che ancora oggi si manifesta in termini di rottura e di contrapposizione, tra vecchio e nuovo quartiere. E vero anche che la situazione di Ponte Lambro oggi non rappresenta affatto un caso unico, soprattutto nella città di Milano e nel suo hinterland, dove piccoli paesi nel giro di pochi anni sono diventati città con tutte le conseguenze e le difficoltà che gli abitanti hanno dovuto affrontare. Così come è evidente che questa è la logica conseguenza della forte immigrazione che si è avuta in questi ultimi vent'anni, per scelte di politica nazionale assurde e sbagliate che hanno spopolato continuamente il Sud creando zone di massima concentrazione nella città del Nord. Se dunque si sono create altre situazioni come la nostra, non vuol dire per questo che a Ponte Lambro si debbano ripetere nei termini meccanici esperienze e metodi di intervento che altri hanno fatto. Molto meglio è invece sforzarsi di capire quali sono i problemi specifici del quartiere, che sta vivendo una situazione difficile ma non per questo insuperabile. Certo, altri quartieri questa situazione non l'hanno superata, con il risultato che la vita stessa è divenuta difficile per il continuo manifestarsi di atti di teppismo, di sopruso e di violenza che si riflettono pesantemente

innanzitutto sul quartiere stesso. Credo che questo a Ponte Lambro non sia ancora avvenuto, e che ci sia anche la volontà perchè ciò non avvenga. Però è necessario modificare e correggere certi atteggiamenti e manifestazioni che non aiutano a superare quel clima di tensione e di divisione che, a mio giudizio, sono le cause principali dell'attuale situazione.

Le assegnazioni per il Lotto 25

Uno degli atteggiamenti più diffusi è la convinzione che i problemi derivino dal tipo di selezione fatta dalle autorità comunali, per le assegnazioni nel

Lotto 25 che ha favorito l'arrivo di famiglie numerose concentrando nuclei disagiati e con moltissimi bambini, che le stesse strutture del quartiere non erano in grado di sopportare. Perciò si scarica a chi questa scelta ha attuata, l'onere di superarla. Credo, allora, che sia opportuno chiarire finalmente che a Ponte Lambro si è applicato nelle assegnazioni un metodo corretto di giustizia sociale, perchè la casa deve essere assegnata

Franco Fellsini (segue in seconda)

La strategia della violenza e della provocazione purtroppo continua. Ogni giorno hi susseguono episodi gravi con vittime innocenti. Il 28 novembre scorso, in seguito ad un'ennesima aggressione fascista, è stato ucciso Benedetto Petrone, 19 anni, militante della Federazione Giovanile Comunista. Per ricordarlo pubblichiamo questo disegno di Marco Vaglieri.


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