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Battaglia unitaria30

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battaglia unitaria

FEDERMECCANICA

AVANTI NELLA LOTTA PER LA VERTENZA E IL CONTRATTO

posizione assunta dalla Federmeccanica negli ultimi incontri per il rinnovo del CCNL, riconferma il rifiuto padronale ad un confronto serio sui problemi più importanti della piattaforma: Investimenti - Occupazione - Organici - Trasformazione tecnologica nelle aziende.

Questa è una posizione di principio che, come già denunciato più volte, vuole, approfittando della situazione di crisi economica, annullare il di ritto alla contrattazione di questi problemi, diritto sancito da accordi che sono già esperienza acquisita nelle lotte degli anni scorsi anche al la Falck e che sono nello spirito del recente accordo interconfederale in materia di riduzione dell orario di lavoro.

Falck, oggi, con la sua posizione nella vertenza aziendale e al tavolo delle trattative per il contratto, è alla testa in questo atteggiamento intransigente della Federmeccanica.

Non si tratta quindi, come affermano i dirigenti della Falck, solo di in certezze del mercato, ma di una precisa posizione politica rivolta a ridi mensionare i diritti sindacali fin qui conquistati.

Ma la sfida va ancora più oltre: Falck e il padronato pongono come pregiu diziale che se non si accettano queste loro posizioni, non è possibile en trare nel merito degli altri punti del contratto.

E' indubbio che a sostegno di un simile atteggiamento stanno certamente le proposte governative in politica economica, le quali non danno nessuna seria prospettiva alla ripresa e finiscono col chiedere sempre maggiori sacrifici ai lavoratori.

Proposte come quelle di far slittare sempre più in là il rinnovo dei con tratti, di bloccare le retribuzioni, di scaglionare nel tempo determihae conquiste contrattuali, cioè in parole povere disciplinare d'autorità la

n. 31 feb. 76 13OLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA - GRUPPO FALCK PER BATTERE FALCK E LA

politica sindacale, non possono essere accettate né nel merito né nel principio, soprattutto oggi che, con la crisi monetaria voluta e provoca ta dalla politica governativa, si mette in moto il meccanismo dell'inflí zione che riduce ulteriormente il potere d'acquisto dei salari con l'au mento dei prezzi.

Pertanto, lo scontro del contratto, oggi più che mai, assume una dimensio ne più ampia e si intreccia con la lotta più generale per l'occupazione, gli investimenti, la difesa del potere d'acquisto, la difesa del diritto di contrattazione.

Per questo è necessario portare avanti la lotta contrattuale con il massi mo di unità, collegarsi alle altre categorie, alla popolazione, ai vari strati sociali anch'essi colpiti da questa politica e chiedendo un appo2 gio concreto agli enti locali e alle forze politiche e sociali democrati che.

E' inoltre necessario assumere iniziative che coinvolgano nella lotta i vari strati sociali sulle proposte serie fatte dai sindacati per una rapi da soluzione dei contratti, per una nuova politica che avvii concretamen te la ripresa del paese.

SMAL E AMBIENTE

Mercoledì 4 febbraio presso il Co ordinamento del Gruppo Falck si "g svolta una riunione alla quale han no partecipato le Commissioni Am biente dei vari C.d.F. e i Servizi di Medicina dell'Ambiente di Lavo ro (SMAL) di Sesto S.G. e Vimerca te.

L'esigenza di effettuare questo in contro è nata dalla necessità di rilanciare in tutti i posti di la voro del Gruppo, le iniziative ri guardanti la difesa della integri tà psico-fisica e la salvaguardia dalle malattie professionali.

Dalla verifica delle diverse espe zienze attuate nei vari stabilimen ti e dal comportamento della con troparte padronale, è apparso chia ramente come le direzioni azienda li si muovano secondo una linea co mune riguardo questo problema:

Non riconoscimento come Servi zio Pubblico gli SMAL;

rafforzamento dei Centri di Pre venzione Infortuni (C.P.I.) azien dali, gestiti e diretti in modo u nilaterale;

rifiuto di riconoscere il lega me oggettivo tra nocività delle

varie lavorazioni e organizzazione del lavoro.

Da parte dei vari C.d.F. vi è inve ce una mancanza di omogeneità di comportamento per il probler del la nocività derivata anche Galla carenza dei servizi sanitari delle località stesse. Nelle zone di Don go e di Vobarno, per esempio, non esistono SMAL per cui i C.d.F. dei due stabilimenti hanno dovuto ri volgersi all'ENPI o all'UniverItà o alle Cliniche del Lavoro dei ca poluoghi di provincia con evidenti difficoltà a portare avanti spedi tamente il lavoro di indagine sul la pericolosità e nocività biente di lavoro.

Il dibattito svoltosi, dopo avere messo ancora una volta in evidenza l'importanza prioritaria del Grup. po Omogeneo nell'azione di denuncia e di lotta alla nocività, ha espres so indicazioni di lavoro per il rilancio della lotta dei lavoratori su problemi di così grande impor tanza.

Le indicazioni possono essere così sintetizzate:

Organizzare corsi per delegati allo scopo di facilitare la ri cerca di fattori di nocività pericolosità presenti nelle sin gole lavorazioni; Promuovere indagini ambientali dove esistono lavorazioni nocive; Indagine conoscitiva in tutti i posti di lavoro.

Le Commissioni Ambiente nel ribadi re l'importanza della presenza di SpIAL in tutte le località dove ci seno unità produttive del nostro Gruppo, chiamano ad un serio impe gno tutti i Consigli di Fabbrica, il Coordinamento e le F.L.M. a far si carico, per quanto concerne lo ro;',della costituzione di SMAL a livello Comunale, di Zona, di Com prensorio.

150 ORE

IMPORTANTE SENTENZA DELLA PRETURA DI MILANO

L'intransienza di Faick ci ha costretti a ricorrere in tribunale per ve derci riconosciuto il diritto al pagamento dei giorni di esame, come pre visto dall'art. 29 del C.C.N.L. 1973, per i lavoratori che frequentano i corsi di scuola media delle 150 ORE (art. 28).

?'ella giornata del 10.2.1976 la Pretura di Milano ha riconosciuto in pri . istanza, come valide, le tesi sostenute dal Sindacato, ed ha costretto la i-alck al risarcimento delle ore di permesso non retribuito o di ferie utilizzate dai lavoratori per sostenere gli esami.

Questa sentenza è importante perchè stabilisce che le 150 ORE, devono es sere interamente utilizzate per 1 arricchimento culturale dei lavoratori, mentre i giorni di esame, come fatto burocratico conclusivo del corso, so no regolati dall'art. 29.

150 ORE : ESPERIENZE DI UN CORSISTA

La molla che mi ha spinto a frequentare questi corsi è stata la mia voglia di imparare, perchè andando a scuola c'è sempre da imparare ed è sbagliato dire che questi corsi non sono utili ai lavoratori.

I corsi delle 150 ORE (recupero dell'obbligo scolastico) hanno avuto ed hanno anche un peso determinante nell'ambito della scuola perchè portano un nuovo metodo di insegnamen to, nel quale l'allievo è parte attiva, cioè partecipa con le proprie esperienze che, confrontate con le altre, portano a collaborare l'individuo più restio nel parlare ore ando così un clima di aiuto reciproco e di sincerità ed un dialogo senza timori oon gli insegnanti.

Questi principi di una nuova scuola democratica trovano infatti resistenze ampiamente dimostrate da tutti gli intralci che il Ministero della Pubblica Istruzione — i Provve ditorati — i Presidi, hanno attuato nei confronti di questi corsi.

Purtroppo devo dire che c'è anche qualche lavoratore con idee non chiare in proposito, che non ammette l'inserimento nella scuola di nuovi metodi di insegnamento e, a volte, non accetta che un suo compagno migliori la propria cultura.

Il Ministero della Pubblica Istruzione non riconoscendo il metodo di insegnamento attu ato in questi corsi, non ha garantito al personale insegnante e non insegnante il posto di lavoro, ha ostacolato i corsi. I Provveditori dietro esplicite richieste fatte da de legazioni di lavoratori-studenti ed insegnanti con manifestazioni alle varie sedi, non mantenevano le promesse fatte. I Presidi impedivano il funzionamento della scuola negan doci le attrezzature che era nostro diritto avere e persino il materiale di cancelleria. Bisogna aggiungere che anche degli operai non ci aiutavano, dicendoci che in questi cor si si faceva della politica, giudicandoci in modo ingiusto.

Permettetemi di essere un po' polemico con questi compagni di lavoro, perchè posso capi re tutti gli intralci del Ministro — del Provveditore — dei Presidi, i quali stanno dal la parte del padrone, ma non riesco a capire le critiche di uno che lavora nei confron ti di un suo compagno che cerca di migliorare la sua cultura, tacciandolo di essere un politicante scansafatiche.

Cari compagni lavoratori, non credo che sia sbagliato sapere come ci vengono fatte pa gare le tasse, quanto ci spetti di esenzioni fiscali, come vengono fatte le varie trat tenute in busta paga e dove vanno a finire i nostri soldi che ogni mese ci trattengono. Non credo sia politica sbagliata discutere di case popolari, ospedali, scuole, traspor ti, ambiente di lavoro, disoccupazione, lavoro a domicilio, asili nido, pensioni ed al tri problemi che ogni giorno ci toocano da vicino. Non voglio essere considerato uno che critica per il semplice gusto di criticare anche se ciò avveniva nel passato; ora, grazie anche ai corsi delle 150 ORE, sono diventato più riflessivo e più capace di e eprimermi di fronte a gente che una volta mi metteva soggezione.

Va bene che "zucche e meloni hanno le loro stagioni", ma non credo che questo "detto" vada bene alle persone che hanno un cervello, un briciolo di buona volontà e voglia di sacrificare un po' del loro tempo libero.

Un lavoratore del rep. LAMI UNIONE

L' impiegato nel sindacato e nelle lotte

~comprendere l'atteggiamento dell'impiegato di fronte al Sindacato è opportuno fare un minimo di analisi retrospettiva per chiarire l'evoluzione della sua mentalità.

L'aumento del livello di scolarizzazione degli ultimi dieci anni ha immesso sul mercato del lavoro masse sempre più consistenti di aspiranti impiegati; nel medesimo tempo la dequalificazione professionale, indotta dalla parcellizzazione del lavoro, ha contratto la richiesta di personale impiegatizio qualificato. Questo andamento a forbice doveva necessariamente portare ad una crisi del comportamento del padronato nei riguardi del l'impiegato e, conseguentemente, ad una crisi di identità dei lavoratori impiegati.

Le lotte sindacali tra il 1968 e il 1970 rappresentavano il momento della svolta nei r rapporti sia tra il padronato e impiegati, sia tra impiegati e sindacato.

Il padronato non riesce più a tenere la categoria impiegatizia saldamente ancorata al proprio carro, a farle svolgere la funzione di cuscinetto tra il dirigente e l'operaio ed inizia, pertanto, la fase di sganciamento, a cominciare dagli strati' più bassi, esau torati ormai da ogni professionalità. Tenta, invece, di mantenersi fedeli i più alti li velli impiegatisi, i più professionalizzati, difendendo a spada tratta la sua egemonia su questi alti livelli da ogni ingerenza sindacale. Tuttavia a questi richiede sempre, più funzioni esecutive — di routine e di controllo sul personale subalterno, mentre il potere decisionale diventa sempre più centralizzato ed in mano a pochi alti dirigenti.

ULTIMAI
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Conclusa positivamente la vertenza ai trattamenti termici - prepa - del Vittoria

La vertenza è nata nel luglio del 1975. A far scattare la rabbia dei lavoratori (due gior ni di fermata spontanea), sono state soprattutto le condizioni di lavoro: l'ambiente che è il peggiore esistente nello stabilimento Vittoria, i ritmi di lavoro che negli ultimi tempi erano giunti a livelli insopportabili; inoltre i lavoratori ponevano problemi di organici, di inquadramento unico e di paga.

Dopo due giorni di discussioni in assemblea permanente col Consiglio di Fabbrica, si defi niva la piattaforma rivendicativa sulla base di detti punti e si decideva, nel caso la Di rezione avesse rifiutato di entrare nel merito, di portare avanti la vertenza con forme di lotta da verificare in successive assemblee.

Sull'inquadramento unico e sull'ambiente la discussione ha portato ad assumere questi in dirizzi:

— applicazione dell'accordo 1.3.1975 sulla mobilità professionale; — portare a conclusione la prima fase di rilevazioni da parte dello SMAL, già iniziata nel mese di maggio, e poi stabilire le richieste da presentare alla Direzione.

Questi due problemi sono tuttora aperti, ma dovrebbero presto imboccare la strada per u na soluzione.

Il primo incontro, avvenuto intorno alla metà di luglio, ha registrato la totale chiusu ra della Direzione, che nel frattempo si affrettava a presentare un prospetto per il rad doppio della lunghezza delle matasse con l'aumento del 50% della produzione e il conse g- nte aumento dello sfruttamento dei lavoratori e il peggioramento delle condizioni am bientali.

Per questo i lavoratori e il C.d.F. decidevano di mettere in atto, come forme di lotta, alcune ore di sciopero e la riduzione del 20% delle velocità.

La vertenza si concludeva a fine novembre dopo una lunga serie di incontri spesso incon cludenti, mentre continuava la riduzione delle velocità del 20%, consentendo comunque • il rifornimento degli impianti a valle (trafile) e nonostante che la Direzione minaocias se il ricatto della Cassa Integrazione su qualche trafileria.

Con questo accordo, sul quale vi è stata una valutazione positiva sia da parte dei lavo ratori (2 contrari), sia da parte del C.d.F., si sono ottenuti importanti risultati:

— aumento degli organici del reparto di tre lavoratori;

— riduzione dei carichi di lavoro del 10-15% rispetto ai tempi preoedenti,attraverso la contrattazione del "tempo minimo di permanenza" del filo (matasse) nei forni;

— perequazione delle paghe in rapporto alla altre aree produttive dello stabilimento, con un aumento di paga di circa 50£. orarie;

— si è concordato l'avvio sperimentale di un "centro saldatura matasse" per il raddoppio delle stesse con l'inserimento di altri due operai per turno, da verificarsi.

Su questo ultimo punto va precisato che per l'istituzione del "centro saldatura matasse" la Direzione intendeva utilizzare l'organico esistente nel reparto precedentemente a que sto accordo, per cui, quando il centro sarà avviato, l'organico del reparto Trattamenti Termici aumenterà complessivamente di nove lavoratori.

il C.d.F. Falck—Vittoria

E', questa., la nuova organizzazione del lavoro che le aziende impostano nel campo im piegatisi() ed è quanto, gradualmente, si è realizzato anche alla Falck.

Dall'altra parte, l'Unità Sindacale e l'elaborazione della linea egualitaria — aumenti uguali per tutti e inquadramento unico ne sono la manifestazione più palese — rappresen tano le "novità" in campo sindacale che inducono gli impiegati ad uscire dalla loro po sizione equivoca e sottomessa al padronato. L'egualitarismo in un primo tempo, mette in crisi l'impiegato che si sente un privilegiato, ma a lungo andare l'evoluzione democra tira della società, le riforme sociali —scuola—famiglia—sanità— rappresentano tanti la tenti convincimenti contro determinati anacronistici privilegi, per cui lentamente l'im piegato prende coscienza della propria posizione ed incomincia a rendersi conto che la dequalificazione e la ristrutturazione interessano anche LUI.

Anche i più alti livelli avvertono la precarietà della loro posizione, perchè la logica del profitto è soprattutto oggi improntata ad una riduzione della produzione e rende perciò incerta la loro posizione e la conservazione dei loro privilegi o pseudoprivilegi.

Certo è ancora presente tra gli impiegati, specie fra i più anziani, una certa "paura del sindacato operaio"; certo serpeggia ancora fra gli impiegati un atteggiamento qualun quistico di disimpegno, retaggio della vecchia linea paternalistica padronale; certo ci sono ancora quelli che vogliono distinguersi e quelli che ritengono che sia possibile comporre le vertenze con pacifiche discussioni basate sul buon senso; certo ci sono an cora coloro che credono di migliorare la loro posizione con una contrattazione persona le e privata.

Determinati comportamenti sono comprensibili perchè non è facile scrollarsi certi sche mi mentali che hanno condizionato il comportamento di tutta una vita. Però molti, i giovani soprattutto e coloro che con più attenzione seguono l'evoluzione della società, hanno fatto la loro scelta e partecipano alle lotte sindacali. Basti pen sane alla situazione degli impiegati della DICE dove, ormai da anni, la partecipazione alle lotte è compatta e sentita, dove si è raggiunto un buon livello di sindacalizzazio ne (circa il 50% è iscritto al sindacato e il 70% ha firmato la delega per sostenere i C.d.F. i il Coordinamento); ma anche negli stabilimenti nella maggior parte degli impie fiati inizia a farsi strada il dubbio di essere solo degli strumenti alla mercè della ;organizzazione capitalistica del lavoro, che un giorno potrebbe anche esautorarli e but tarli come ferri vecchi, da qui la necessità di organizzarsi con tutti i lavoratori nel Sindacato.

SOTTOSCRIVIAMO TUTTI 'UN'ORA DI .LAVORO_ AL MESE

fiscut PAC. 41
Nessun lavoratore deve mancare di fare il sua A FAVORE doverg.
IN LOTTA I C/ V EnR° T2 1 DE DE L LL P M BA O N C m A E ZSIONONO STATI L VE L R VAORTO I SUL (MI)
DELLE ogni delegato deve essere impegnato a raccogliere nel suo gruppo omogeneo.il contributo FABBRICHE di solidarietà.
Per la seconda sottoscrizione

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