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Bollettino di Lotta2

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A CURA DEL COORDINAMENTO CGE

N 3/GIUGNO 77

il Z4 scorso una grossa manifestazione dei lavoratori del gruppo cge

Martedi 2415 i lavoratori di tutte le fabbriche del gruppo hanno dato vita ad una grossa manifesta— zione che si é recata, dopo un breve ma combattivo corteo, alla sede centrale della direzione CGE in Via Pergolesi.

Lungo tutto il percorso del corteo sono stati distribuiti ai cittadini volantini che spiegavano i motivi della nostra lotta, mentre si affiggevano manifesti in tutta la zona.

A conclusione della manifestazione e mentre una parte dei lavoratori saliva negli uffici ad effettuare un corteo interno, é stato tenuto uncomizio del compagno Miglia vacca della FLM zona Sempione ; comizio che ancora una volta ha ribadito la giustezza della nostra lotta per l'occupazione, smascherando l'atteggiamento di netta chiusura della direzione.

A proposito del corteo interno la direzione, fedele ai suol metodi, ha emesso un comunicato gonfiando a dismisura i fatti accaduti; ci teniamo a precisare che gli atti "vandalici" a cui si riferisce la direzione si possono riassumere nel rovesciamento di un vaso che é stato prontamente rimesso a posto dagli stessi lavoratori.

Questa é peró solo la cronaca spicciola di quanto é successo; ma il significato di questa manifestazione va ben al di là di questi dati.

In primo luogo serve a dimostrare quanta forza i lavoratori possono esprimere (dimostrazione lampante la "robustezza" delle delegazioni delle fabbriche periferiche) ; secondariamente (ma non certo di minor importanza) la manifestazione é servita a praticare uno dei nostri obiettivi piú importanti e cioé quello di uscire dalla fabbrica per portare a conoscenza di tutti la nostra lotta ed i nostri obiettivi.

In questo senso la manifestazione del 24 ha segnato un passo importante sulla strada aperta dalle conferenze stampa tenute dal Coordinamento e dalla assemblee aperte svoltesi in zona Sempione a Milano.

Mentre si sviluppa e cresce cosi la battaglia contro l'intransigenza della direzione, questa dal canto suo continua ed appesantisce la repressione nei riguardi dei lavoratori con decine dí provvedimenti discipli— nari.

BOLLETTINO
DI LOTTA
- 1 - sEquE IN 2'

Il comunicato emesso dalla direzione dopo la manifestazione va proprio in questo senso quando afferma che "un gruppo di lavoratori ... ha invaso gli uffici compiendo atti vandalici".

Ma perché non dice invece che 2 camion e 3 camionette di carabinieri erano schierati a difendere il "palazzo d'inverno" di Via Pergolesi e che solo per la nostra vibrata protesta il questore li ha fatti spostare ?

Forse perché i lavoratori comprenderebbero ancor meglio che é la direzione a guidare le provocazioni ed a volere lo scontro frontale con il sindacato a tutti i costi, piuttosto che discutere delle richieste fatte dai lavoratori.

ALLARGARE LA PARTEcIPAZIONE ALLE SCELTE

DI LOTTA PER BATTERE LE PROVO CAZIO N DELLA DIREZIONE

Certamente una delle condizioni che ci permetteranno di uscire vincenti da questa vertenza sarà la lotta che riusciremo a mettere in campo, le sue articolazioni, il suo aspetto di massa.

Le forme di lotta devono essere strettamente legate all'analisi che facciamo:

- di questa vertenza ( lottare oggi per lòccupazione, investimenti e salario, vuol dire andare contro corrente rispetto alle scelte del padronato e della CGE in particolare), per cui è prevedibile una lotta lunga e dura

-della forza della controparte

- delle sue urgenze produttive

- del gradb di mobilitazione dei lavoratori.

Soprattutto ora che le trattative sono interrotte, niente nelle forme di lotta deve essere lasciato al caso, ma tutto deve essere inquadrato per colpire dove la direzione è più debole, sapendo che noi siamo più

forti quando è la grande massa dei lavoratori che partecipa alle lotte, che vive questa vertenza in prima persona senza delegare niente a nessuno, nemmeno i sacrifici.

Ed è solo la lotta partecipata che può isolare qualsiasi provocazione della direzione.

Infatti è dall'inizio della vertenza che la direzione persegue il disegno preciso di dimostrare che i lavoratori che lottano sono teppisti, che picchiano i dirigenti, che attentano allrincolumità delle persone, che compiono vandalismi, ecc.

Un disegno per rompere l'unità dei lavoratori, per isolare dalla gente i delegati e quanti sono alla testa delle lotte. Il disegno è semplice: ingigantire i fatti, addirittura inventare di sana pianta percosse e violenze, far circolare nelle fabbriche voci e fatti di violenza. Uno dei tanti esempi: in Fiar la direzione aveva strappato dai muri e dalle bacheche sindacali i nostri manifesti e comunicati. Il corteo dei lavoratori aveva chiesto ad alcuni dirigenti le spiegazioni per questa azione chiaramente antisindacale;risultato: nella stessa giornata a Novara si sapeva che i lavoratori della Fiar avevano picchiato il direttore Hazan e due donne erano svenute alla vista di tanta brutale violenza.

Se non bastasse, un altra-esempio è il comunicato della direzione sul filo teso in un centro della fabbrica di Baranzate che attentava all'incolumità dei lavoratori.

Uno scherzo di colleghi che festeggiano un loro compagno che va in pensione è diventato per la direzione un attentato ed un sabotaggio. Il comunicato ai lavoratori di quel centro spiega fedelmente l'accaduto.

Oppure qualche tavolo scalfito o qualche porta aperta diventa per la direzione 'distruzione di beni' e 'violenza'.

Con chiarezza dobbiamo affermare che non è scegendo i tavoli od altro che vinceremo questa vertenza, non è individuando la controparte nelle cose che riusciremo a 'convincere' la direzione a trattare. Non solo, ma rischiamo di dare fiato alle menzogne della direzione che da ciò trae spunto per affermare che abbiamo distrutto la fabbrica. Questi fatti isolati devono essere superati con la più ampia partecipazione di tutti alla lotta e non con facili scomuniche, anche perchè siamo lavoratori che lottano, che esprimono con forza l'esigenza di un posto sicuro non solo per sè ma anche per gli altri. - 2 -

sEquE N 3Q-

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Queste poche righe e fatti per affermare con chiarezza che la lotta non è un divertimento, ma una componente essenziale per vincere questa vertenza e perdenunciare anche il disegno della direzione che usando l'arma della menzogna e della provocazione cerca di dividere i lavoratori.

LA LOTTA NELLE FABBRICHE

L'isterismo da sciopero ha stravolto la mente della direzione CGE, tanto da farle scambiare un banale scherzo ín un grave atto dí sabotaggio.

I fatti : il 19.5 era l'ultimo giorno di permanenza in CGE di un lavoratore del reparto 'collaudo sottoassiemi' : si era autolicenziato; uno dei tanti che se ne vanno, uno dei troppi che non vengono sostituiti con nuove assunzioni.

Nel reparto c'era un clima un po' euforico come spesso accade quando si festeggiano eventi come i matrimoni, le nascite, i compleanni, ecc.

Questa situatone si traduce, il più delle volte, secondo l'amicizia e l'affiatamento, anche in una serie di scherzi bonari indirizzo del 'fortunato' o viceversa.

Con questi presupposti nacque il fattaccio : qualcuno piú in vena di altri pensó di tendere uno "stra— forzino" (cordino per legature di cablaggio) fra uno scaffale ed un banco di collaudo.

E' provato, e lo si puó dimostrare in qualsiasi momento, che pur inciampandoci un trabocchetto del gertre non puó arrecare alcun danno, ma é e resta soltanto uno scherzo.

Nella "trappola mortale" doveva evidentemente cadere uno del reparto, ma sfortuna volle che ci finisse invece un lavoratore della manutenzione il quale, non vivendo l'euforia del reparto in questione, ebbe una reazione che non fu quella di accettare scherzosamente II-. fatto.

Da questa reazione e per l'ormai famoso "isterismo da sciopero" la direzione é partita per convocare il CdF e tuonare minacce di provvedimenti disciplinari contro i sabotatori (contro chi e dí che cosa ? ).

Di fronte a questo incredibile atteggiamento provocatorio della direzione e per non far passare il benché minimo tentativo di divisione dei lavoratori, gli appartenenti al reparto collaudo sottoassiemi han— no stilato un comunicato (ora affisso in tutte le fabbriche della Divisione Elettronica) nel quale si legga fra l'altro ;

In questa fase di duro scontro fra lavoratori e direzione per la piattaforma aziendale, da que— sto comunicato ('della direzione n.d.r.) peraltro falsato nella realtà dei fatti, possiamo capire a che livelli di provocazione stia arrivando il padrone CGE, il quale prendendo a pretesto un banale scherzo cerca la divisione dei lavoratori tentando di farli passare come criminali, teppisti attentatori della al— trui incolumità.

Questo episodio é strettamente legato ad altri fatti accaduti nelle fabbriche del gruppo che la direzione denuncia stravolgendone il senso ed usandoli in maniera strumentale. "

Infine, dopo aver fatto alcune considerazioni specifiche sul modo con cui la CGE si preoccupa della salute in fabbrica, conclude :

Detto questo non ci resta altro che diffidare la direzione dal diffondere certe calunnie e dal raccontare simili idiozie. "

DALLO
- 3-

Questa ultima settimana hanno visto una intensa attività a Rovato. Forte e decisa è stata da parte dei lavoratori la risposta alltteggiamento assurdo tenuto dalla direzione.

I risultati degli incontri, gli sviluppi delle trattative e la rottura provocata dallimpossibilità di proseguire a discutere su posizioni opposte, sono sempre state oggetto di discussione nelle assemblee generali e di reparto tenute in queste ultime settimane.

La presenza e limpegno dimostrato sono il segno evidente che a Rovato i lavorat ori sanno fino in fondo che la posta in gioco non è più lòttenere briciole di impegni e garanzie occupazionali ma làcquisizione di di certezze su una strada opposta a quella sin qui imboccata dalla direzione.

Infatti quando la direzione ha tentato di spostare un lavoratore da un reparto all 'altro senza discutere con il C.d.F. i lavoratori hanno scioperato per un ora e un quarto, fino a quando non è stato fatto rientrare lo spostamento.

Parodi ha quindi spostato la macchina (utilizzando forse un vecchio monopattino!? ) ma poichè non sempre la furbizia è una virtù, la macchina spostata è rimasta praticamente inutilizzata.

Gli impiegati partecipano alla lotta anche se è stato necessario con molti riprendere e rispiegare i conteItuti della piattaforma che non riguardano pezzi di fabbriche o strati di lavoratori ma coninvolgono nella sostanza tutte le fabbriche operai e impiegati.

Come era prevedibile la direzione non è stata ferma. E 'arrivata infatti ad una delegata una lettera di richiamo che dimostra per lènnesima volta la sensibilità nonchè l'arguzia di una direzione che tenta di minare la saldezza e la combattività dei lavoratori.

E 'inutile far commenti, se non verificare ancora una volta la monotonia e la banalità della direzione nel ricorrere a strumenti che il movimento operaio ormai ben consce, così come conosce le risposte per questa iniziativa che tutto possono essere tranne la volontà espressa solo a parole di trovare possibilità di soluzione dei problemi da noi posti.

Sono già stati realizzati al momento della stesura alcuni incontri previsti con i partiti di Rovato e precisamente con PCI, PSI e DC.

In questi incontri sono stati illustrati i contenuti della piattaforma con un accento particolare alla riduzione di organici (40) avvenuti nell'unità produttiva di Rovato. Anche se gli incontri non hanno conseguito risultati immediati, del resto non richiesti, è importante portare a conoscenza delle forze politiche quelle situazioni che travalicano i confini della fabbrica investendo tutta la realtà di Rovato.

Venerdì 27 si è svolta in fabbrica una assemblea aperta in occasione del terzo anniversario della strage di P.za Loggia.

Hanno partecipato alla assemblea, salutati da calorosi applausi, due rappresentanti del sindacato di polizia aderenti alla Feder. CGIL-CISL-UIL ed i rappresentanti dei consigli di fabbrica della zona, dando tutti un notevole contributo al dibattito che si è sviluppato sui temi del fascismo e della violenza oggi più che mai legati alla soluzione dei problemi di disgregazione del tessuto sociale, dei problemi dei giovani, delle donne, del Sud, dell'occupazione.

E prevista a Rovato entro il 10 giugno una manifestazione intercategoriale di tutte le fabbriche in lotta della zona.

"SCHERMOGRAFIA" di una lotta per l'ambiente in FIAR-CGE

La scoperta casuale di una ta9hetta su un apparato é stata l'occasione per mettere in luce importanti problemi ambientali riguardanti la salute dei lavoratori.

La targhetta applicata sull'apparato (un trasmettitore in microonde) avverte l'operatore di adottare schermi o protezioni in quanto l'apparato stesso puó produrre raggi X.

Dallo
stabilimento di ROVATO
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SEQJE 5`"

Come prima considerazione é da sottolineare la scarsissima od addirittura inesistente informazione al personale, da parte della direzione, nei confronti dei rischi che comportano i raggi X e le radiazioni in genere emesse dagli apparati.

Tali radiazioni possono produrre tumori o comunque danni gravissimi all'organismo umano per cui si rende necessario sempre un controllo severo ed estremamente preciso dell'ambiente di lavoro affinché sia eliminato il rischio di contaminazione per l'operatore.

Il compito di verificare l'effettiva entità dei raggi X emessi dagli apparati é stato affidato, da parte della direzione, all' ENPI ; le misurazioni effettuate da tale ente pero si sono dimostrate imprecise e, comunque, lacunose, lasciando dubbi e perplessità fra i lavoratori del reparto.

Le misurazioni per essere veritiere ed attendibili, infatti, devono essere eseguite su un certo numero di apparati e creando, possibilmente, le condizioni peggiori ed anomale di funzionamento dello stesso nelle quali é piú facile l'emissione di raggi X .

Le misurazioni sono state effettuate dall'ENPI su un solo apparato ed in condizioni pressoché ottimali di funzionamento : da qui l'esigenza di chiedere l'intervento di un altro ente per verificare l'attendibilità delle misure o, comunque, per dissipare dubbi ed esitazioni lasciate dall'ENPI.

Sorge inoltre l'esigenza di adottare comunque dei sistemi protettivi indipendentemente dai livelli di raggi X rilevati, al fine di salvaguardare l'operatore e ridurre al minimo i rischi.

Il reparto, unanimamente sensibile a questo grave problema, ha presentato alla direzione richieste precise di protezione e di garanzia , in attesa delle quali i lavoratori esposti al rischio si astengono dal lavo- ro sugli apparati incriminati.

I Lavoratori del reparto Collaudo

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VIA AQu LEI A

Nelle scorse settimane nello stabilimento di Via Aquileia si è acceso un forte dibattito che si è sviluppato in numerose assemblee sia generali che di reparto.

Diversi gli elementi attorno ai quali si è svolta la discussione con toni aspri ed a volte anche di contestazione delle scelte fatte dal consiglio di fabbrica e, di riflesso, dal Coordinamento.

Fondamentalmente è emersa l'esistenza di incomprensioni sull'andamento della trattativa e quindi sulle motivazioni che hanno portato alla rottura delle stesse, e di conseguenza la non comprensione delle scelte di lotta fatte dal Coordinamento.

Su questi punti, anche se l'informazione era già stata sviluppata, il CdF é andato al confronto nelle assemblee puntando non solo su un chiarimento, ma cercando di far avanzate il dibattito per far emergere anche proposte di arricchimento della piattaforma nella sua prima parte.

Questo risultato è stato raggiunto nella maggior parte delle assemblee, anche se il lavoro deve continuare. I pericoli più grossi di spaccatura fra i lavoratori sono venuti da quelle posizioni che, partendo da dichiarazioni di sfiducig,sulla piattaforma e sui delegati, hanno mosso un attacco complessivo al Sindacato. Un attacco che va al di là della critica alle scelte od alla necessità di maggior democrazia, in quanto espressione di un rifiuto netto dell'organizzazione sindacale a tutti i livelli.

Echiaro che in questi casi non vi è stato un confronto ma una sorta di discussione tra sordi.

Si e quindi scelto di andare anche alla verifica dei delegati parallelamente alla discussione sulla vertenza

E 'risultato che in tutti i reparti sono stati riconfermati i vecchi delegt1ti tranna in un'area nella quale una maggioranza di schede bianche ( 31 contro 19 voti validi e 3 dispersi) ha espresso la sua sfiducia nei delegati e nella piattaforma e rendendo necessarie nuove elezioni che al momento in cui scriviamo non si sono ancora svolte.

Nel valutare questa esperienza occorre tener presente la recente formazione del CdF in via Aquileia e che questa vertenza è il primo momento impegnativo attraverso il quale si costruirà il rapporto con i lavoratori. L'aver quindi impedito che si sancisse una frattura netta è un fatto positivo, anche se occorre ammettere che tutto questo non ha portato un contributo all'avanzamento del dibattito ma ci ha fatto ripartire quasi dall'inizio.

Un elemento su cui vi è molto da lavorare è il problema del rapporto con molti impiegati, soprattutto quelli di alto livello. Siamo tutti d'accordo nell'andare a superare la fase dei pesci in faccia ^I alla lunga insopportabile, in via Aquileia in modo particolare) e questo deve avvenire sulla base di un confronto molto ampio per superare le dendenze presenti in larghi strati di impiegati a rinchiudersi nella propria condizione per cui in questa fase di ristrutturazione si corre il pericolo di scambiare il CdF come controparte.

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Per finire alcune considerazioni sulla democrazia, concetto che è stato un pò al centro di tutte le assemblee.

L'esigenza di maggiore partecipazione ci trova tutti d'accordo, però deve essere altrettanto chiaro che questa deve manifestarsi sempre e in tutte le scadenze nella discussione aperta.

questo significa che a ognuno non viene chiesto solo il suo parere positivo o negativo ma soprattutto il suo contributo di proposte, di alternative.

Mancando questo passo essenziale, limitarsi solo a dire no, rimettere sempre e tutto in discussione non per fare meglio ma per sbragare tutto non significa sviluppare maggiore democrazia, ma impedirne lo sviluppo e il funzionamento.

da VIA TORTONA

LO SVILUPPO REALE E POSITIVO DEL PAESE PASSA ATTRAVERSO IL RIEQUILIBR IO OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVO DEL SUD.

LE SCELTE E GLI INVESTIMENTI NEL CAMPO ENERGETICO NE DEBBONO ESSERE UNA DIMOSTRAZIONE.

Con lo sciopero e la manifestazione a Bari, di Venerdi 27 Maggio, che ha visto scioperare insieme i metalmeccanici e chimici del settore energia, gli elettrici, i ricercatori, i lavoratori del petrolio, i gasisti, gli acquedottisti e nelle realtà meridionali interessate anche gli edili, si è voluto sottolineare la necessi tà di giungere al più presto alla definizione di un programma energetico nazionale che,accanto alle scelte di fondo da effettuare nel settore, sia al servizio dello sviluppo del Mezzogiorno e dell' Agricoltura e funzionale all'allargamento della base produttiva e occupazionale.

Con questo tipo di sciopero ( che dovrà chiaramente svilupparsi maggiormente nei prossimi mesi), i lavoratori hanno voluto richiamare l'attenzione di tutti (e soprattutto del governo) sui gravi problemi che affliggono il paese e come devono essere superati.

In questo senso la Federazione CGIL,CISL,UIL, il 25 Ottobre 1976, ha emesso un documento (frutto di un ampio dibattito di tutte le fabbriche del settore energetico) nel quale indica delle precise proposte di politica energetica, atte a fare uscire il Paese dalla crisi e avviare un nuovo sviluppo economico.

I punti di maggior importanza che si rivendicano si possono cosi: sintetizzare:

-- Garanzie nell'approvigionamento petrolifero sviluppando accordi con i paesi produttori.

-- Piano di ristrutturazione degli impianti petroliferi.

-- Pieno e realistico sviluppo delle fonti alternative di energia (idroelettrica, energia solare, carbone, rifiuti solidi)

-- Programma aggiuntivo di centrali termoelettriche.

-- Sviluppo autonomo della scelta nucleare, affrontando i problemi della sicurezza e delle localizzazioni. Finanziamenti che vengano determinati in termini reali e compatibili con le scelte di politica economica di altri settori fondamentali, come 1' agricoltura, la casa, i trasporti, ecc. ecc.

Con la scelta di Bari per la Manifestazione Nazionale si è richiamata quindi, ancora una volta, l' attenzione sulla urgente necessità di colmare il divario esistente tra il SUD e il resto del paese.

Si é voluto far notare che nel SUD ci vuole anche una elettrificazione a base di forza motrice, altrimenti non ci potrà essere una agricoltura rinnovata, non ci potrà essere sviluppo; si é voluto sottolineare cosi 1' esigenza di una nuova politica energetica e delle acque che potenzi la base produttiva industriale e 1' agricoltura nel Mezzogiorno.

La vertenza Energia si intreccia con le vertenze dei grandi gruppi e di tutte le altre fabbriche, in quanto mette in evidenza 1' esigenza di un diverso sviluppo economico del paese,per la ristrutturazione intesa come ampliamento e potenziamento della struttura produttiva del paese.

Anche noi della CGE ci dobbiamo sentire partecipi di questa lotta non solo perchè stiamo lottando per gli stessi obbiettivi (ampliamento e garanzia della base produttiva, sviluppo produttivo più efficiente, programmazione autonoma ecc.), ma perché questo settore interessa e può interessare alcuni nostri prodotti.

Per questi motivi i lavoratori di via Tortona hanno partecipato allo sciopero di Venerdi 27 Maggio;. con una assemblea alla quale hanno partecipato anche i lavoratori dell'Ansaldo, Riva Calzoni, Hidroart in quanto appartenenti anche loro al settore energia.

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