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La Campana18

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GIORNALE PERIODICO DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO EFIM-BREDA DI SESTO S. GIOVANNI A cura del Coordinamento dei Consigli di Fabbrica della Breda Fucine, Istituto Ricerche Breda e Breda Eldefim

R rinnovo del Consiglio di Fabbrica come riflessione e proposta sui problemi aperti nella fabbrica e nel Paese Nell'accingerci a presentare l'esame del bilancio di lavoro di questi ultimi tre anni del C.d.F., non possiamo sottacere le difficoltà, con le quali abbiamo dovuto fare i conti, delle nuove conquiste conte iute sul contratto nazionale del 1 976 e per l'applicazione della 1° parte dello stesso. Se noi esaminiamo, con una attenta lettura, quanto è stato acquisito in quei sei punti che costituiscono l'asse portante del grosso delle conquiste politico-sindacali, dobbiamo convenire che le nostre capacità di dare corpo a quanto dovevamo gestire hanno richiesto a tutti noi un notevole impegno non sempre suffragato da altrettanti risultati positivi. Del resto, riteniamo che ciò fosse abbastanza logico in quanto oltre a questi importanti temi, ben altri ve ne erano, e ve ne sono purtroppo attualmente, che hanno richiesto tutta la nostra attenzione: la grave crisi economica, politica, sociale, e morale che in questi ultimi anni ha travagliato il nostro paese ha gravato pesantemente su tutta la classe lavoratrice e in particolar modo ha colpito le classi più deboli e conseguentemente si è riflessa nell'attività del nostro C.d.F. Ci siamo scontrati, in questi anni, con fatti tali che mai erano stati, così di un sol colpo, messi sul tappeto del nostro tessuto sociale: l' escalation del terrorismo, il rialzo vertiginoso dei prezzi petroliferi, la crisi monetaria, le elezioni politiche anticipate, da nessuno, a parole, volute ma da noi subite, la recessione che in questi ultimi tempi sta trasformandosi in inflazione, la chiusura sempre più numerosa di tante fabbriche, con il conseguente aumento della disoccupazione, l'emergere, attraverso forme distorte

e aberranti di una criminalità politica legata sempre più strettamente alla criminalità comune e alla mafia, forme scandalose di possesso di ricchezza estranee ai lavoratori e sino allora impensabili per la maggioranza; tutto ciò inevitabilmente ha rallentato da una parte il nostro lavoro, ma ci ha reso nel contempo, più consapevoli che il nostro apporto su tutta questa problematica è sempre più indispensabile se non vogliamo andare allo sfascio. All'interno di questo contesto il ruolo del Sindacato, e quindi dei C.d.F., è stato quello di lottare per una trasformazione della società che andasse verso la conquista di un maggior potere dei lavoratori in fabbrica e fuori. I -temi del contratto del '76 ri-

guardanti gli investimenti, le innovazioni e modifiche dell'assetto produttivo hanno impegnato il nostro C.d.F. con continuità sia a livello aziendale che con l'Intersind. Il frutto di tali lotte è stato l'accordo aziendale strappato dopo numerose ore di sciopero e dopo una vertenza durata vari mesi e conclusasi il 25 ottobre '77. :

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. Giova qui ricordare i punti di maggior risalto, mentre tutto l'accordo è stato affisso in ogni reparto e ufficio: 1°) Sulla prima parte del contratto nazionale una nota dell'azienda nella quale venivano evidenziati i principali investimenti (11 miliardi) tesi a completare la ri(continua in ultima)

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1975

1976

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Il onatt

2025

4387

4961

4453

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21826

Investimenti mattoni

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Lire

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Dalt estrapolatt dal documento

consegnato dalla Direzione al

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Statuto dei Consigli di Fabbrica della zona Premessa Il Comitato direttivo Flm della zona di Sesto S. Giovanni, decide di convocare il 4° Convegno di zona ed in tale occasione procedere alla rielezione dello stesso Comitato direttivo di zona, essendo ormai trascorsi quasi tre anni dalla precedente elezione. Esso costituirà il momento conclusivo del rinnovo di tutte le strutture della Flm (Consigli di fabbrica, cinque Consigli di lega: Cinisello, Cologno Monzese, Gorla, Villa S. Giovanni, Sesto S. Giovanni). La rielezione delle strutture avviene sulla base degli orientamenti e scelte del 2° Convegno nazionale di organizzazione Flm di Rimini del '78, della IV Conferenza provinciale dei delegati del 4/5 marzo 1977, del documento della Federazione Cgil Cisl - Uil di Milano. Sulla base delle decisioni assunte e degli sviluppi del processo unitario, si propone il seguente regolamento.

Composizione consiglio di fabbrica e definizione gruppi omogenei Il Consiglio di fabbrica è composto unicamente dai delegati eletti dai vari gruppi omogenei dell'A-zienda. L'unico criterio per individuare il gruppo omogeneo è quello del riferimento al processo produttivo e all'organizzazione del lavoro. A questo livello va realizzata l'elezione del delegato o dei delegati quale espressione dei lavoratori del gruppo omogeneo, indipendentemente dalla qualifica dí appartenenza. Spetta al Consiglio di fabbrica uscente, d'intesa con il Sindacato, proporre sulla base delle esperienze maturate, la quantità e la composizione dei gruppi omogenei, ed i delegati da eleggere. L'assemblea discute e decide sulle proposte del Consiglio di fabbriuscente.

Nel caso che nessuno o qualcuno non ottenga il «quorum» previsto si procederà ad un'ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delegati da eleggere fermo restando che il

(Ad esempio: se si è scelto il rapporto 1 a 50 si elegge 1 delegato tra 26 e 74 dipendenti, 2 delegati oltre 75 e fino a 124 dip.). L'assemblea dei lavoratori discute e decide sulle proposte del C.d.F. u scente.

numero delle preferenze da esprimere è quello prefissato e risulteranno eletti i lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze.

Elezione del Consiglio di fabbrica Le elezioni sono organizzate e curate dal Comitato elettorale designato dal Consiglio di fabbrica uscente, comunque rappresentativo delle forze reali sindacali presenti in fabbrica. Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.

Piccole aziende e artigianato Criteri di elezione

Nelle aziende artigiane e nelle piccole aziende sino a 15 dipendenti si procederà all'elezione del delegato di azienda. Nelle piccole aziende superiori a 15 dipendenti si procederà all'elezione di delegati di gruppo omogeneo, comunque tenendo presente le garanzie previste dal Contratto.

Il lavoratore eletto ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato.

L'elezione avviene su scheda bianca, sulla quale il lavoratore scriverà i nomi di sua preferenza.

Durata del mandato La durata del mandato del Consiglio di fabbrica, viene indicata salvo casi eccezionali, in due anni, al termine del quale si procederà alla elezione di tutti i delegati.

Consiglio di fabbrica e delegati Poteri e compiti

Il Consiglio di fabbrica, struttura di base del sindacato nel luogo di lavoro, realizza la politica globale della Flm e della Federazione Cgil - Cisl Uil e ha poteri di iniziativa e di contrattazione dentro e fuori la fabbrica. Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica. Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto o ufficio, li affronta decidendo e coordinando le azioni di mobilitazione dei lavoratori. Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del sindacato sui problemi generali. Il Consiglio di fabbrica deve inoltre garantire l'attività del patronato, anche attraverso la nomina di appositi incaricati e promuovere altre iniziative di interesse collettivo (ad es. Cral Tempo libero, etc.). Il delegato, espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo, ha il compito di dirigere la politica sindacale nel gruppo omogeneo che lo ha eletto, tutelandone gli interessi nell'ambito della linea unificante decisa dal Consiglio, concorrendo nel contempo a determinare e a realizzare la politica sindacale di tutta l'azienda, della zona, della categoria, della Federazione. I delegati hanno il dovere di con-

vocare con sistematica periodicità l'assemblea del gruppo omogeneo dei lavoratori che lo hanno eletto. L'assemblea è un momento democratico essenziale del rapporto sindacato - lavoratori e va utilizzata in modo da consentire al maggior numero di lavoratori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni. 2

Revoca del delegato

L'unico punto di riferimento quindi per la suddivisione dei gruppi omogenei deve essere l'organizzazione del lavoro, con l'esclusione di criteri che tendano ad introdurre meccanismi garantistici, in quanto la scelta della Flm è quella della rappresentatività unitaria di ogni delegato. Sulla base di queste considerazioni si deve realizzare la corrispondenza di I delegato per ogni gruppo omogeneo. Nei casi di cui, sulla base dell'organizzazione del lavoro esistente, i gruppi omogenei siano di dimensione tale da prevedere l'elezione di più delegati, si procederà all'elezione stessa nel rispetto del rapporto orientativo delegato - numero dei lavoratori che segue: per le aziende da 40 a 200 dipendenti: 1 delegato ogni 15/25 dipendenti; per le aziende da 201 a 500 dipendenti: 1 delegato ogni 20/40 dipendenti; per le aziende da 501 a 1000 dipendenti: 1 delegato ogni 30/50 dipendenti; per le aziende oltre i 1000 dipendenti: 1 delegato ogni 45/70 dipendenti. Il C.d.F. nel definire il rapporto delegati - numero lavoratori deve tener presente che detto rapporto va poi applicato in tutti i gruppi omogenei in cui .si suddivide l'azienda.

Il delegato di gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gruppo che lo ha eletto e con una votazione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari ai 2/3 degli aventi diritto al voto, nei gruppi omogenei con più delegati, e il 50% + 1 dei gruppi omogenei con un solo delegato. La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata al Consiglio di fabbrica, deve essere sottoscritta da una entità pari al quorum previsto per l'ele-

Criteri elettorali

zione.

Il gruppo omogeneo procede, su scheda bianca, all'elezione del delegato. Questo per essere eletto dovrà aver ottenuto almeno il 50% + I dei voti validi. Nel caso che nessuno raggiunga il 50% + 1 dei voti si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero di voti. Nei casi di gruppi omogenei in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere sulla scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere (in caso di frazione si arrotonda sempre per difetto), fermo restando il principio di un «quorum» minimo di voti, così determinato: 100 + I:nr. delegati x 2.

Dimissioni del delegato Qualora il delegato risolva il rapporto di lavoro, rassegni le dimissioni oppure, per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni, richiede di essere sostituito; o nel caso che il delegato per sua scelta cambi gruppo omogeneo, si dovrà procedere alla rielezione, entro 30 giorni: Con nuove elezioni nel caso che sia l'unico delegato del gruppo omogeneo. Nel caso di un gruppo omogeneo che prevede più delegati: a) con l'inserimento del primo gruppo dei non eletti purchè abbia raggiunto il quorum necessario, anche in conseguenza di ballottaggi precedenti. Se nessuno ha raggiunto il quorum si procede a nuove elezioni attraverso il ballottaggio dei primi

Esempio Delegati da eleggere

2 3 4 5

Voti di preferenza

Quorum minimo

2

26,0% 17,5% 13,5% 11,0%


non eletti, con i criteri precedentemente illustrati. b) Qualora le sostituzioni siano pari o superiori al 50% si procederà alla rielezione di tutti i delegati del gruppo.

Strutture a livello di zona

Comitato esecutivo

Massimo organo deliberante a livello di zona, costituito da tutti i delegati dei Consigli di fabbrica o delegati di aziende della zona.

Nelle grandi e medie aziende, il Consiglio di fabbrica (dopo un dibattito politico su proposta unitaria formulata da una apposita commissione elettorale rappresentativa del C.d. F.) eleggerà con voto palese, nel suo ambito, un comitato esecutivo con compiti operativi e funzionali che coordini le attività ed iniziative decise dal Consiglio di fabbrica. Si riafferma il criterio della rotazione periodica, preceduta da una valutazione politica, ogni 6 mesi di 1/3 dei componenti l'esecutivo, in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati.

Commissioni Nelle grandi e medie fabbriche,i Consigli di fabbrica, daranno vita a Commissioni di lavoro su temi specifici, a cui possono essere chiamati a far parte, lavoratori non delegati, ma disponibili a partecipare alla elaborazione ed alla vita stessa del sindacato nell'azienda.

Monte ore e distacchi II monte ore a disposizione del

Consiglio di fabbrica deve essere gestito collegialmente ed utilizzato da tutti i delegati in relazione alle esigenze e decisioni del Consiglio di fabbrica e del Sindacato in modo unitario. Nelle grandi aziende ove, per il coordinamento dell'attività si ponga l'esigenza di una presenza permanente nella sede del C.d.F., essa deve essere garantita attraverso la presenza a rotazione dei membri dell'Esecutivo, superando ogni forma di distacco permanente.

Strutture di zona Il Comitato direttivo conferma le attuali strutture di zona della Flm, quali unici centri a cui spetta elaborare, definire e decidere le scelte politico-sindacali, i rapporti con le strutture di base, con le altre categorie e la Federazione Cgil - Cisl - Uil, la politica dei quadri, nell'ambito della linea politica, decisa a livello provinciale e nazionale.

Consiglio generale Comitato direttivo Comitato esecutivo

Consiglio generale

Comitato direttivo Organismo dirigente a livello di zona che viene eletto dal Consiglio generale in occasione del 4° Convegno di zona. Esso è formato da 123 membri (pari ad un componente ogni 225 iscritti, che attualmente sono 27.800 circa).

Comitato esecutivo Organismo operativo ed esecutivo a livello di zona e di coordinamento dei Consigli di fabbrica e di Lega. Viene eletto direttamente con voto palese dal Comitato direttivo di zona. Si propone di riconfermare l'attuale composizione numerica che è di 19 unità.

Criteri per la elezione del Direttivo di zona Viene eletta da parte del Direttivo di zona una Commissione elettorale formata da 13 membri. Tale Commissione elettorale viene proposta all'assemblea generale dei delegati di zona dal Direttivo uscente e deve essere approvata dallo stesso con 4/ 5. una maggioranza qualificata di Essa deve garantire la corretta e completa applicazione delle norme elettorali stabilite. Alla Commissione elettorale vengono avanzate: n. 86 proposte di candidatura (pari al 70% dei delegati da eleggere) dai C.d.F. e Lega di cui: n. 33 proposte di candidatura dai Consigli di Lega (vedi elenco n. 2) (uno ogni 300 iscritti). n. 53 proposte di candidatura dai Consigli di fabbrica delle grandi aziende (uno ogni 330 iscritti). NB: Per quanto riguarda le Leghe il

criterio numerico è rapportato all'esigenza politica di una maggior presenza delle piccole e medie aziende. Le candidature da parte dei Consi-

Elenco n. 1 Fabbriche

N. dipendenti

N. iscritti

N. candidature

3.052 2.029 1.086 654 3.539 1.483 781 1.150 4.051 4.965 750 631

2.220 1.225 965 530 2.852 1.259 666 565 2.542 3.599 561 395

7 4 3

gli di fabbrica e Lega — nel numero indicato — devono avvenire dopo una discussione ed approvazione nella riunione plenaria dei Consigli di fabbrica e di Lega, con voto palese. La Commissione elettorale elabora la proposta complessiva (123 candidature) sulla base delle proposte avanzate dai Consigli di fabbrica e Le-

ga e completata per il rimanente 30% = 37 candidature tenendo conto delle capacità e con criteri politici, comprendendo i funzionari di zona a tempo pieno. La lista così composta viene sottoposta al dibattito e alla approvazione a maggioranza dei 4/5 del Consiglio generalé.

Nel contesto dei problemi indicati, il rinnovo del Consiglio di fabbrica, e la rielezione dei delegati deve essere visto non come un semplice momento burocratico nel quale i lavoratori ed il gruppo omogeneo delegano passiyamente un proprio compagno a rappresentarli, ma come un momento di critica e di autocritica — anche spregiudicata — sull'operato del delegato e del Consiglio e del loro ruolo nel periodo del mandato, di fronte ai problemi delicati e complessi posti sia dal nuovo Contratto di lavoro, — la cui stesura vede il tentativo delle controparti padronali di stravolgere il senso ed il contenuto dell'accordo conquistato a luglio — sia dai problemi della ristrutturazione nella fabbrica. Il rinnovo del C.d.F. deve essere quindi un primo momento di riflessione e di proposta sui problemi che sono aperti nel Paese oltre che nella fabbrica. Questi problemi non sono certo di facile ed immediata soluzione ed esigono che, a partire dai singoli reparti ed uffici e dalla fabbrica complessivamente, scaturisca una riflessione ed un impegno di lotta — che comporta ed esige anche un aggiornamento di metodo e di contenuti —per una politica di sviluppo

Proposta dei gruppi omogenei per l'elezione dei delegati Forgia e trattamento termico n. delegati da eleggere

Pressa 1300; Maglio 1500; Trafila giunti magli a stampare Pressa 2500; Fornai; controlli molatori Segantini; carrellisti; sala compressori Trattamento termico I tecnici di reparto e impiegati di settore appartengono ai vari gruppi omogenei sopraelencati. Manutenzione e servizi n. delegati da eleggere

Manutenzione forgia Manutenzione macchinario Magazzeni e falegnami Guardie; Portinai; Fattorini; Piantoni; Lettighieri I tecnici di reparto e impiegati di settore appartengono ai vari gruppi omogenei sopraelencati. Aste n. delegati da eleggere

Aste leggere (Tornitura e saldatura) Aste leggere (Molatura e verniciatura) Aste pesanti Sgrossatura e finitura giunti Ramatura; Forno haikelin; controlli I tecnici di reparto e impiegati di settore appartengono gruppi omogenei sopraelencati.

ai vari

Macchinario e montaggio torrette

Breda Siderurgica Breda Termomeccanica Breda Fucine Italtrafo Falk Unione Falk Concordia Falk Vittoria Magneti Marelli «A» Magneti Marelli «N» Ercole Marelli Elettrocondutture Siemens Elettra

8 4 2 2 8 11 2 1

Sesto S. G. Cinisello Cologno M. Gorla Villa S. Giovanni

Torneria piccola Torneria grossa e torni a giostra Frese e Trapani Sala prove; dispensa calibri Torrette Montaggio Attrezzeria; utensileria; contr. esterno sala calibri I tecnici di reparto e impiegati di settore appartengono ai vari

1 1 1 1 1

gruppi omogenei sopraelencati. Impiegati

Elenco n. 2 Lega

n. delegati da eleggere

n. delegati da eleggere

N. fabbriche

N. Dipendenti

N. iscritti

53 56 60 36 55

2.462 2.865 2.306 3.085 4.649

1.776 2.112 1.764 2.170 3.048

N. candidati

6 7 6 5 9

Uff. produzione; uff. preventivi; segreterie 0.P.1.; Uff. Nuovi impianti Ufficio Tecnico; U.T.O.; Controllo numerico 1° Piano palazzina 2° Piano palazzina Totale delegati da eleggere N. 24 3


dalla prima

Il rinnovo del C.d.F. strutturazione dei vari reparti, il potenziamento delle qualità delle strutture lavorative, il miglioramento dell'ambiente di lavoro e la sicurezza dei lavoratori; un progetto di prospettive nei vari settori interni dello stabilimento che non solo garantivano l'occupazione ma andavano anzi ad aumentare l'organico aziendale; veniva anche strappata una nota dove si stabiliva una classificazione degli appalti in atto. 2° ) Sull'ambiente di lavoro, oltre a sostanziali miglioramenti, veniva puntualizzato il lavoro che lo Smal avrebbe dovuto svolgere all'interno dell'azienda tramite indagini da concordare con la Commissione ambiente di lavoro del C.d.F., i cui risultati — comprendenti le eventuali visite ritenute necessarie e poste a carico esclusivo della ditta — sarebbero stati oggetto di discussione fra le parti per decidere i provvedimenti da attuare. 3°) Nell'ambito della maggior occupazione si dava atto che si sarebbe proceduto ad assumere personale utilizzando la legge 285/77 sull'occupazione giovanile comprendente anche e soprattutto gli allievi del Centro Professionale Breda. 4° ) Sull'organizzazione del lavoro veniva consegnata una nota dettagliata sui singoli reparti mettendo a nudo le carenze più evidenti. In particolare, sugli impiegati, per la prima volta dopo vari anni di lotte, veniva egualmente previsto la pubblicazione di un organigramma sui singoli uffici e reparti tecnici, una nota sullo sviluppo professionale e sui criteri di assunzione da pubblicizzare all'interno della fabbrica. ISCRITTI

A L

Nel successivo anno — 1978 — l'attività del C.d.F. si concentrava sull'applicazione dell'accordo appena raggiunto, facendo una verifica punto per punto al fine di non vedere vanificato quanto conquistato con dure lotte. Affinchè ciò fosse patrimonio di tutti i lavoratori si pubblicava un bollettino comprendente le note salienti degli accordi di tutte le aziende interessate del gruppo Efim (Istituto Ricerche Breda — Eldefim) mettendo in evidenza i risultati conseguiti e le carenze ancora esistenti (Campana, marzo 1979). Questo insieme di tematiche, unitamente ai contenuti innovativi del contratto nazionale, pongono in evidenza il ruolo qualificante del nostro movimento sindacale, che ha ritenuto così di non rinchiudersi in fabbrica ma di affrontare tutti quei problemi sociali sui quali i lavoratori venivano ad essere interessati, diversificandosi in tal modo da tutti gli altri sindacati del mondo capitalista. Nel frattempo si avvicinavano i tempi per il rinnovo nazionale del contratto di lavoro e conseguentemente si apriva in tutto il movimento dei lavoratori un ampio e articolato dibattito sulle qualità dei contenuti della piattaforma rivendicativa. Anche nella nostra azienda le assemblee, gli scioperi e tutti i momenti di discussione e di confronto permettevano a tutti i lavoratori di esprimersi sui contenuti e sul contributo da portare per la sua positiva definizione. E nel medesimo tempo in cui si sviluppava questo SINDACATO

1977

ANNO

ti all'interno dell'azienda. In Un aumento dei contributi aziendali per il Fam ed il miglioramento sulle idennità di fine rapporto per pensionamento. 11° ) Ultimo, ma non meno importante una nota sul decentramento che ci permettesse di conoscere su quali aziende si concentravano le lavorazioni esterne.

1978

1979

OCCUPATI

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1 062

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ISCRITTI

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965

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N, B. : I dati degli occupati sono riferiti al gennaio di ogni anno.

5°) Nuovi valori mensili del 3° elemento e dell'accantonamento assorbendo eventuali superininimi (per diminuire le sperequazioni). 6°) Una sanatoria finanziaria del periodo vertenziale. 7°) La data entro cui sarebbe stata edificata una nuova mensa all'interno dell'azienda. . 8°) Il riconoscimento di una contribuzione sociale pari al 060% del monte retributivo annuo da utilizzare per problemi locali da individuare nel territorio Sestese. 90) II riconoscimento e il susseguente funzionamento dei Patrona4

importante dibattito dialettico veniva anche avvertito dai lavoratori, come, contemporaneamente alla gravità della situazione nazionale e internazionale con la quale scontrarsi, veniva ad emergere scopertamente il tentativo padronale di vanificare le conquiste che i lavoratori e le masse popolari avevano acquisito in tema di conquiste sociali, economiche e politiche. Si avvertiva come ciò fosse un tentativo di recupero che il grosso padronato privato e pubblico cercava di attuare per rendere più debole la classe operaia, e colpirla laddove aveva

raggiunto delle conquiste. E quindi importante evidenziare come, se a tutt'oggi il movimento è ancora in grado, ha la capacità di contrastare con forza queste spinte che tentano di ributtarci indietro, ciò sia dovuto anche, pur tra grossi travagli interni ed errori di valutazione, dalla presa di coscienza e maturità che ha permesso di recepire l'estrema importanza del ruolo che devono svolgere i delegati del C.d.F. affinchè attraverso un di(e quella del gruppo omogeneo rappresentato); se la tematica di fondo

del contratto, che è il miglioramento qualitativo della 1° parte del vecchio, riguardante i diritti acquisiti sui processi di ristrutturazione e decentramento produttivo, sull'organizzazione del lavoro, attraverso il controllo annuo e l'utilizzo degli impianti, sulla qualità del lavoro e sul miglioramento dell'ambiente, è compito principale del delegato e crescita del movimento, ci dobbiamo anche far carico di altri importanti problemi. Riteniamo ci sia la necessità di

ORGANICO

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Operai

205

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battito dialettico e continuo con i lavoratori siano sconfitti in questa fase di estrema gravità tutti i tentativi di soluzione precedentemente riguardanti l'aspetto tecnicoproduttivo che non siano coerenti con un piano organico e generale dell'intero gruppo finanziario facenti capo all'Efim. Per un più qualificato ruolo delle Ppss. È quindi evidente, e va posto con la massima chiarezza che il problema che ci sta di fronte è quello di rilanciare una serie di iniziative, che la situazione di questi anni ci hanno fatto tenere in sottordine, che colleghi i problemi per una trasformazione all'interno della fabbrica tale da essere portatrice di un radicale cambiamento anche all'esterno. Su questa ottica, nell'accingerci a rinnovare il C.d.F. i delegati devono esprimere, attraverso il consenso dei lavoratori, una forte partecipazione per una modifica dell'organizzazione del lavoro, elemento essenziale per affrontare i problemi della produttività in un quadro di rilancio economico che vada verso l'eliminazione degli sprechi e del clientelismo. La gestione del nuovo contratto nazionale appena conquistato è per il delegato una nuova prova sulla quale misurare la propria capacità

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221

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svolgere un serio e profondo dibattito all'interno della fabbrica su problemi specifici per andare a costituire l'ipotesi di una bozza di proposta per una vertenza aziendale che incidendo sull'organizzazione del lavoro e sui diritti acquisiti, sul recupero salariale eroso sempre più dall'inflazione possa anche permetterci di lavorare e vivere meglio e per togliere spazio alle richieste individuali e corporativistiche?. Infine, l'impegno che abbiamo profuso, con l'aiuto partecipe dei lavoratori, per presentare tutta una serie di o.d.g. sull'ambiente di lavoro, che ha visto coinvolte strutture pubbliche quali lo Smal, il Politecnico di Milano con alcuni dei suoi più qualificati tecnici, deve proseguire con la massima fermezza e sollecitudine; è questa, crediamo, a nostro parere, la più grossa battaglia che i lavoratori della Breda Fucine hanno impostato in questi ultimi anni: sta a noi tutti continuare per ottenere risultati tali da cambiare il volto della fabbrica, renderlo più umano, permettere ai lavoratori di vivere in un ambiente dove non si debba lottare solo per la salvaguardia della salute ma per valorizzare la funzione sociale dell'uomo e porre le basi per una società diversa.


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