maggio 1980
la campana GIORNALE DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO EFIM - BREDA DI SESTO S. GIOVANNI Interessate Breda Fucine, Istituto ricerche, Eldefim
Si aprono le vertenze nelle aziende Efim di Sesto Questi i nodi dello scontro Politica industriale e occupazione Organizzazione del lavoro e inquadramento Orario e salario La presentazione di vertenze aziendali o di gruppo apre una nuova fase di contrattazione dopo lo scontro dell'estate del '79 che ha visto impegnate le maggiori categorie dell'industria nel respingere il più serio tentativo padronale degli ultimi 10 anni di infliggere una netta sconfitta al potere contrattuale dei lavoratori in fabbrica.
Significato e obiettivi della contrattazione Com'è tradizionale da tempo consolidata, la contrattazione integrativa non rappresenta per il sindacato solo un momento di recupero salariale: costituisce invece l'occasione per praticare alcuni diritti di carattere generale sanciti dal Ceni, verificando i programmi produttivi e di investimento delle aziende, la politica occupazionale, e sperimentando nuove ipotesi rivendicative su cui attestare nel futuro l'intera categoria. Vi è infine l'esigenza di rispondere a problemi nuovi, a contraddizioni specifiche, diverse da azienda ad azienda, indotte in continuità dalle risposte che il capitale, il grande padronato nazionale e multinazionale cerca di dare alla crisi politica, economica, sociale che investe il sistema capitalistico. Una linea contrattuale che ha, e che vuole mantenere, queste caratteristiche, conduce inevitabilmente ad uno scontro molto aspro cOn il padronato ma anche con quelle forze politiche conservatrici, che basano il loro potere sul clientelismo e sulla corruzione e che intendono governare contro i lavoratori. A riprova di tutto ciò sta l'atteggiamento mantenuto per mesi dal primo governo Cossiga, di opposizione frontale alle richieste sindacali di revisione del sistema tributario per alleggerire l'onere fiscale che oggi grava per gran parte sui lavoratori dipendenti. E' un atteggiamento che anche il nuovo governo, per bocca del ministro delle finanze Reviglio, pare intenzionato a far proprio. A sostegno di quella piattaforma il sindacato non ha forse saputo innescare un'adeguata mo-
bilitazione: è mancata, nonostante i tre scioperi generali, una direzione della lotta che ne garantisse la continuità. Il dato nuovo, preoccupante, è costituito dalle riserve, dalle zone d'ombra, emerse nella partecipazione agli scioperi tra i lavoratori di alcune aziende, per evidente sottovalutazione dell'importanza determinante dei rapporti di forza, in una fase in cui sono in parecchia voler prendersi rivincite sul movimento dei lavoratori. Il risultato di tutto ciò è che non si è ancora pervenuti ad una soluzione positiva della «vertenza - fisco» e per il raddoppio degli assegni familiari. In questo contesto incombe il rischio, anche in una realtà come la nostra, di condurre una lotta con caratteristiche puramente aziendaliste e salarialiste, senza un aggancio reale con la linea rivendicativa di politica- economica per la programmazione, perseguita dal movimento sindacale. E quanto si è verificato in molte piccole e medie aziende dove sono stati stipulati in un breve volger di tempo accordi che, a fronte di qualche adeguamento salariale, concedono al padronalo straordinari e flessibilità di ogni genere. Ciò costituisce un serio arretramento e rischia di trasformare il sindacato in semplice fattore razionalizzatore delle sfornire del sistema industriale. In una fase di crisi, di difficoltà per l'industria, l' aziendalismo, il corporativismo possono prendere piede, trovare consensi! Al contrario, tra le varie imprese, tra i vari settori, esistono oggi interdipendenze precise, vincoli reciproci e inscindibili; per questo, soltanto un'iniziativa articolata, coordinata dal sindaalto, per un effettivo risanamento e per la riqualificazione dell'apparato produttivo, per una diversa organizzazione del lavoro, può riportare l'industria italiana ad un ruolo di sviluppo. I rischi sopraccitati scompaiono, o quanto meno si attenuano, se alcuni obiettivi vengono acquisiti pienamente, dapprima nella coscienza dei lavoratori e poi nella definizione contrattuale. In questo senso il banco di prova per una vertenza come la nostra, è costituito dai risultati con-
creti che si strappano sull'occupazione con riferimento ai problemi del territorio (collocamento, giovani, donne), nello scontro sull'assetto produttivo delle aziende, sconfiggendo logiche di gestioni subordinate esclusivamente al parametro del profitto che anullano la peculiarità dell'intervento pubblico in economia.
I problemi posti dal terrorismo A conclusione di questa breve introduzione, anche se non certo ultimo per importanza, vogliamo riproporre il problema del terrorismo, in quanto elemento in grado di provocare sbandamenti e tensione nel corso delle lotte, se non affrontato con dovuta attenzione e piena coscienza. Consideriamo infatti errata e superficiale la concezione di chi pensa a un fenomeno in via di esaurimento, dopo i duri colpi ricevuti recentemente a seguito delle rivelazioni di P. Peci. Riteniamo al contrario che il terrorismo, per le caratteristiche che ha assunto nel nostro Paese, mantenga (probabilmente ancora per anni) una sua vitalità, anche perchè a Roma, in Lombardia e in altre regioni dove apparentemente il fenomeno non si
manifesta, si è ancora lontani dal far piena luce sulla rete eversiva. Nelle ultime settimane, nel!'ambito delle indagini in corso, sono emersi alcuni casi di infiltrazione nelle strutture di base del movimento sindacale. Il fatto non va sottovalutato, anche perchè i nemici tradizionali dei lavoratori l'hanno subito strumentalizzato. La grande stampa filopadronale, Giorgio Bocca, G. Selva, non si sono lasciati sfuggire l'occasione per trarre la conclusione che più interessa a chi li stipendia lautamente: quella per cui sarebbe nella fabbrica, dalle lotte dei lavoratori che il terrorismo nasce, si alimenta, trova coperture. Una falsità evidente per chi valuta con un minimo di serietà e obiettività natura e fini del fenomeno terroristico in Italia, ma indubbiamente una conclusione che trova ampi consensi in settori moderati e reazionari di opinione pubblica che devono scacciare da sè ogni sospetto dopo il fermo a Padova, di parecchi rampolli della borghesia locale, per presunta costituzione di banda armata. Nonostante questo è però evidente che i gruppi terroristici si sono inseriti «anche» in alcune fabbriche, mantenendo atteggiamenti non univoci, differenti a seconda delle varie realtà come risulta con evidenza dopo i recenti arresti. Il terrorismo non è lo «spauracchio» che il sindacato agita per reprimere il dissenso espresso attraverso canali democratici all'interno della fabbrica, e l'operato del Cdf Breda Fucine lo conferma chiaramente, ma è un richiamo preciso di fronte alla
realtà di alcune azioni che denotano senza ombra di dubbio la presenza di gruppi terroristici anche al nostro interno. Questa presenza, abilmente occultata pone problemi nuovi ai lavoratori, ai delegati, alle stesse aziende. Insieme alle necessarie misure di vigilanza, di denuncia collettiva dei fatti eversivi, è evidente che va tolto ogni spazio a possibili forme di provocazione. L'aspetto più delicato sotto questo profilo è rappresentato dalla questione delle forme di lotta. Su ciò occorre essere franchi, specialmente in una fase in cui viene riproposto, da parte padronale, il problema della regolamentazione degli scioperi, e nel momento in cui da più parti si cerca di stabilire un nesso tra lotta operaia di massa e terrorismo. Quando le Br nel documento distribuito all'Alfa affermano di volersi inserire nelle contraddizioni che si generano nel corso di una lotta, è chiaro che il riferimento non è alla manifestazione imponente di piazza, dove per i provocatori l'isolamento è assoluto. Il tentativo sarà piuttosto quello di creare momenti di tensione sulla scorta di precedenti esperienze, trasformando ad esempio i blocchi delle portinerie in blocchi stradali, generando violenze e vandalismi che non appartengono alla tradizione della classe operaia. È necessario, pertanto, il massimo di vigilanza, di responsabilità e di partecipazione collettiva, impedendo, forme di lotta esasperate in quanto su quella strada per i lavoratori non esistono sbocchi: c'è soltanto l'isolamento e la sconfitta.
Il 25 aprile in Breda Fucine
in questa e nelle foto a pag. 2 e 3 alcune fasi della celebrazione del 25 aprile in Breda Fucine. Qui l'Intervento del segretario della Camera del lavoro di Milano. Antonio Pizzinato.
pag. 2 - la campana
maggio '80
Breda Fucine: garantire la produzione in più settori 1. Investimenti e politica industriale
ziando adeguatamente le strutture produttive
La Breda Fucine ha subito negli ultimi anni notevoli mutamenti dell'assetto produttivo dai quali emerge una tendenza (rilevabile anche da alcuni dati di bilancio) ad incrementare quei settori a tecnologia medio bassa (es.: aste). Il Cdf ritiene, al contrario, che il processo di ristrutturazione e di ammodernamento in atto, non può andare in alcun modo a discapito di quelle attività che garantiscono la qualificazione dell'insieme dell'Azienda. Insieme alle pur necessarie innovazioni che garantiscono una sempre più alta qualificazione del prodotto (es.: aste, canne), va sviluppato un programma di ricerche e di investimenti teso a consolidare la presenza sul mercato interno ed internazionale, operando concretamente per una effettiva plurisettorialità dell'Azienda. Si rivendica, pertanto, la conoscenza precisa dei piani di investimento e delle scelte produttive che la Breda Fucine intende effettuare nei vari settori produttivi.
2. Decentramento
Settore petrolifero Valvolame e teste di pozzo: la notevole ripresa produttiva registrata in questo settore negli ultimi mesi, insieme ad effetti positivi ha comportato fenomeni di decentramento e difficoltà sotto il profilo organizzativo, che evidenziano gravi carenze strutturali. Si rivendica per tale settore un impegno preciso dell'Azienda che deve sostanziarsi in investimenti produttivi a monte e a valle del ciclo produttivo (torneria) e in uno sforzo di ricerca a livello tecnico, per realizzare una produzione qualificata e competitiva. L'ampliamento delle attuali aree di produzione è presupposto fondamentale per consolidare la presenza dell'Azienda sul mercato. Aste leggere e pesanti: contrattazione di tutta la fase di ristrutturazione e degli organici relativi.
Settore componenti di difesa Si rivendica, da parte della Finanziaria Ernesto Breda, la conoscenza delle quote di mercato, in relazione alla presenza nella stessa, delle principali Aziende produttrici del settore.
Settore macchine industriali Si rivendica un impegno più preciso in questo settore molto qualificato. L'Azienda deve strutturarsi adeguatamente, al fine di evitare fenomeni di decentramento.
A differenza di quanto dichiarato dall'Azienda nell'accordo dell'ottobre 1977, si registra oggi un notevole incremento del lavoro decentrato presso ditte esterne. Questo è indice di una volontà volta ad introdurre ed applicare, anche nella nostra realtà, modelli di organizzazione del processo produttivo tendenti ad eliminare il controllo sull'organizzazione del lavoro da parte dei lavoratori e del sindacato e ad ottenere una esasperata elasticità della forza lavoro. Si rivendica, pertanto, insieme alla comunicazione preventiva delle attività decentrate, un chiaro impegno da parte dell'Azienda, ad introdurre quei mutamenti strutturali (impianti, ecc.) che garantiscano alla Breda Fucine, l'effettuazione delle fasi più qualificate dei cicli produttivi. Si rivendica inoltre che i contratti di decentramento pongano come condizione, alle Aziende contraenti, il pieno rispetto del contratto del settore merceologico di appartenenza, delle Leggi del lavoro e delle Leggi per la tutela della salute dei lavoratori.
3. Organici La Breda Fucine, anche in relazione alle grosse spese di investimento effettuate, deve dare ai problemi occupazionali una risposta qualitativa che faccia fronte alle crescenti esigenze sociali presenti sul territorio. L'accordo dell'ottobre 1977, che prevedeva l'assunzione di giovani tramite la Legge n. 285, è stato completamente disatteso e lo stesso accordo, relativo ai bandi di ricerca all'interno della fabbrica di personale specializzato, è stato nei fatti svuotato dall'Azienda dei suoi significati. Un ulteriore dato negativo è costituito dall'elevatissima percentuale di assunzioni con passaggio diretto. Alla luce delle considerazioni sopra esposte si rivendica: Assunzione attraverso le liste ordinarie del Collocamento di tutti i lavoratori al di sotto del 4° livello e determinazione della quota di lavoratori specializzati da attingere dalle stesse liste. Revisione dell'accordo dell'ottobre 1977 per la parte relativa ai «criteri di assunzione» (bandi interni). Garanzia dei livelli occupazionali, rimpiazzo del turn-over e non ricorso alla cassa integrazione guadagni. Revisione degli organici di alcuni reparti (manutenzione forgia ed ex-fonderia, molatura aste, magazzeni, tratt. termico, macchinario).
Materiale conto terzi
4. Appalti
Si rivendica la piena attuazione di quanto sottoscritto nell'accordo «Romano», poten-
Si rivendica una informazione preventiva dei lavori concessi in appalto.
23 aprile 1930 - Nelle foto due momenti della manifestazione interna alla Breda Fucine In celebrazione dell'anniversario della Liberazione.
Si rivendica inoltre l'assunzione diretta in Azienda di quei lavoratori impegnati in lavori che abbiano carattere continuativo (es. evacuazione li maie). Si rivendica il diritto alla mensa per i lavoratori delle imprese.
5. Orario Alcuni reparti della Breda Fucine (Forgia) in relazione alle condizioni di lavoro, sono interessati alla riduzione di orario prevista dal vigente Ceni. Si intende contrattare criteri applicativi tali da garantire il vero significato di questa riduzione, in relazione ad una minor esposizione al rischio e ad una ricontrattazione degli organici. In relazione a ciò si rivendica: Al reparto Forgia, dal 1° gennaio 1981, applicazione della riduzione di orario secondo il seguente schema: nel periodo 1° luglio - 1° agosto (periodo di massima concentrazione dei fattori nocivi all'interno del reparto), modifica all'orario di lavoro ufficiale, realizzando turnazioni di ore 6 di lavoro. Definizione del calendario annuo per tutti i lavoratori. Non effettuazione di ore straordinarie per manutenzione e per inventario nei periodi di chiusura collettiva.
6. Organizzazione del lavoro e inquadramento unico Si rivendica, per un numero consistente di lavoratori, la possibilità di effettuare corsi di addestramento o di riqualificazione professionale per i seguenti reparti: Manutenzione: elettricisti, aggiustatori meccanici. Macchinario: tornitori, fresatori, lmbragatori. Torrette: ex lavoratori del reparto. Giunti: lavoratori addetti alle macchine a controllo numerico. Forgia: squadra presse e magli. Collaudo: collaudi dimensionali e Cnd Impiegati: marcatempo, ecc. Si rivendica la definzione di un sistema di inquadramento unico aziendale articolato su 8 livelli professionali. con superamento della 5/s.
A tal fine andrà costituito il nuovo 6° livello, definendo nuovi profili professionali e facendovi confluire parte delle categorie speciali e talune posizioni operaie e impiegatizie attualmente al 5° livello. Va altresì rivista la qualifica professionale dei lavoratori attualmente inseriti nella 5/s, in modo tale da evitare un prolungamento della loro carriera professionale. I lavoratori attualmente inseriti nel 6° e nel 7° livello devono essere automaticamente collocati rispettivamente nel 7° e nell'8° livello. Per la definizione della paga base sarà assunta la scala parametrale contrattuale vigente (100 - 200). Trasformare le aree e le mansioni sottoindicate dato il loro scarso contenuto professionale, in aree di passaggio, per i lavoratori che vi sono inseriti. - rep. Segantini - manovali. Verifica dell'organizzazione del lavoro del rep. Magazzini e dell'Ufficio Produzione.
7. Ambiente di lavoro Si rivendica quanto segue; Ristrutturazione dell'infermeria in modo tale da acconsentirle di assolvere un ruolo di gestione della salute all'interno della fabbrica, in collaborazione con lo Smal. Effettuazione di controlli sanitari periodici, presso l'infermeria o presso Istituti pubblici, a secondo delle mansioni svolte dai lavoratori. Attuazione di un programma
di interventi strutturali nelle seguenti aree:
Manutenzione: allungamento magazzino pezzi di ricambio. Ampliamento area motoristi. Individuazione di un'area esterna al reparto, dove collocare l'impianto dell'acetilene. Macchinario: collocazione all'esterno del reparto, delle attuali postazioni dei controlli non distruttivi. Individuazione area per deposito forme per fresatura flange di foratura e materiale da tracciare. Collaudi ric.: Ampliamento dell'attuale area di lavoro. Lavaggio tute da parte dell'azienda (come da indicazioni dello Smal). Malattia: si rivendica la conservazione del posto di lavoro, per tutta la durata della stessa. Identificazione dei lavoratori cui necessita il cambio delle mansioni o del reparto, in relazione all'aggravarsi delle loro condizioni di salute. Sbocco prioritario per tali lavoratori rispetto a reparti o mansioni attuali, e verifica periodica su richiesta del Consiglio di Fabbrica.
8. Salario In relazione alle finalità del recupero del potere di acquisto dei lavoratori, di perequazione e di controllo del salario di fatto si rivendica: Rivalutazione sostanziale della quota di accantonamento feriale, portandola da L. 310.000 a L. 466.000. Costituzione di nuovi Terzi elementi:
liv.
%occup.
attuale
richiesta
aumento
1°
— 4,6 27,6 34,2 26,2 2,9 3,0 1,5
32.000 35.000 38.000 41.000 45.000 53.000 58.000 64.000
55.000 63.000 70.000 80.000 92.000 99.000 110.000 121.000
23.000 28.000 32.000 39.000 47.000 46.000 52.000 57.000
2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
Assorbimento: concorre a formare il nuovo terzo elemento una quota (pari al 30%) del superminimo individuale esistente, superiore alle L. 20.000.
la campana - pag. 3
maggio '80
Istituto ricerche:
, stimolo al progresso tecnologico II Cdf; ritiene indispensabile, in una riforma del ruolo delle PP.SS., la funzione di stimolo al progresso tecnologico che debbono avere gli Istituti di ricerca e di controllo. In questo senso va vista e inquadrata l'attività dell'Irb come punto di riferimento per tutta una serie d'interventi per le aziende a PP.SS. e in particolare per le aziende e le finanziarie che fanno capo all'Efim. In quest'ambito riteniamo indispensabile una costante qualificazione del personale e un adeguamento delle apparecchiature e degli strumenti atti ad esercitare l'attività di controllo e di ricerca a livelli di avanguardia tecnologica e scientifica.
Ricerca L'attività di ricerca svolta dall'Irb in questi anni si è notevolmente ridotta fino a raggiungere livelli di pura sopravvivenza: manca un «Piano di ricerca» dell'ente di gestione che vede inserito l'Irb il quale non ha alcun collegamento organico, in quest'ambito, con l'Efim e con le altre Società del gruppo per una definizione e sviluppo di programmi di ricerca finalizzati. A dimostrazione di quanto sopra vi è la minima attività di ricerca «che l'Irb svolge: essa non è frutto di una scelta e tantomeno di un programma, se pur ridotto, dell'ente di gestione o
delle Finanziarie o di aziende del gruppo, ma deriva da inziative personali a volte casuali e quindi senza il necessario supporto tecnico - organizzativo. È altresì nostra impressione, rafforzata anche da recenti dichiarazioni di taluni dirigenti dell'Irb, che la ricerca sia vista con fastidio, al massimo come riempitivo di tempi morti, comunque un incidente di strada. Rivendichiamo pertanto: rapporto organico con l'Ente di gestione e inserimento dell'Irb nei programmi di ricerca dell'Ente stesso; rapporto tra Irb e aziende del gruppo per svolgere progetti di ricerca finalizzati con inserimento a bilancio di una quota percentuale del fatturato di queste, legata a svolgimento effettivo di piani di ricerca; definizione dell'organico e della struttura organizzativa con conseguenti investimenti in personale qualificato e in apparecchiature adatti agli scopi della ricerca.
Controlli In questi ultimi anni si è verificata una trasformazione nell'attività dei controlli dell'Irb che se da una parte ha permesso incremento di fatturato e attivo di bilancio dall'altra ha legato l'Istituto prevalentemente a pochi interlocutori (Breda Fucine, Oto Melara, Enel) con tutti i pe-
segue Breda Fucine e) Si rivendica lo scorporo, dai superminimi collettivi, della quota riferita al 50% degli scatti maturati nella categoria di provenienza, definendo una nuova voce sulla paga base (scatti congelati). Rivalutazione dell'attuale percentuale sul lavoro a turni. Mensilizzazione, per i lavoratori impiegati ed intermedi, sotto la voce «mancato cottimo» dell'attuale gratifica di bilancio, per un importo pari all'utile medio di cottimo degli operai. f)Pagamento delle quote di compensativo e delle quote di disagio al momento dell'effettuazione della giornata di riposo. Premio di svecchiamento: definizione della composizione paga oraria, come per la liquidazione, e diritto per il lavoratore di percepire tale premio anche in caso di dimissioni 2 mesi prima o dopo il compimento del 60° anno di età. Abolire il ricalcolo dell'incidenza ore di sciopero sulla 13. sull'Accantonamento e sul Premio di produzione.
9. Varie Lavoratori studenti
- b) Contributo per spese scola-
stiche: corsi universitari da L. 80.000 a L. 130.000; media superiore da L. 55.000 a L. 100.000; media inferiore da L. 50.000 a L. 90.000; corsi professionali da L. 50.000 a L. 90.000.
Parcheggio macchine Si rivendica l'individuazione di un'area ben delimitata per il parcheggio delle macchine del personale dipendente.
Visite mediche Si rivendica il pagamento, da parte dell'azienda, delle visite mediche effettuate presso Istituti pubblici su indicazione del Patronato sindacale.
Permessi per lutto Si rivendica l'allargamento dell'attuale normativa.
Trasferte Revisione dell'attuale normativa. Dotazione di mezzi adeguati per i lavoratori che si recano in trasferta.
Si rivendica quanto segue:
a) Giorni retribuiti di permesso
Cral
durante l'anno scolastico: anno di laurea:da gg.8 a gg. 10; corsi universitari: da gg. 4 a gg. 8; media superiore: da gg. 4 a gg. 6; media inferiore: da gg. 4 a gg. 6; corsi profess.• da gg. 4 a gg. 6.
Si rivendica la costituzione di un Cral aziendale presso il quale gestire le attività culturali, sportive e sociali oggi presenti in fabbrica (calcio, tennis, ciclismo, pittura, Avis, ecc).
ricoli, in prospettiva che una politica di tal genere può comportare anche per l'occupazione. I rapporti di lavoro con queste Società non ci sembrano improntati a precise scelte inserite in un programma di sviluppo dell'Irb delle sue attività, delle sue conoscenze ma piuttosto alla logica dei tempi brevi e del puro e semplice, pur necessario, riscontro di bilancio. In questo quadro s'inserisce anche la nuova «filosofia delle consulenze» che l'Irb tende sempre più a fornire senza che alle spalle ci sia un reale supporto di prove di laboratorio; tendenza che se si dovesse rafforzare potrebbe alterare volto e ruolo dell'Istituto e, conseguentemente, produrre anche effetti negativi sui livelli occupazionali. Un altro aspetto riguarda l'intervento in attività concernenti rapporti con paesi del cosidetto «Terzo Mondo» di cui non si capisce ancora bene il grado di sviluppo, le finalità della scelta, i termini politici e culturali di questi rapporti. Pertanto rivendichiamo: l'informazione periodica del fatturato e del carico di lavoro provenienti da Breda Fucine, Oto Melara, Enel e rapporto percentuale di ognuno di questi con il totale; fatturato derivante dal lavoro svolto in sede e da quello svolto fuori sede; e) fatturato derivante da controllo aste perforazione (Scanalog); prospettive laboratorio analisi acque (Milano) e, più in generale, del settore inquinamento. Ricordiamo che sulla situazione «Analisi acque ed inquinamento» il Cdf ha presentato quattro mesi fa un documento preciso e dettagliato con la proposta di costituire un reparto inquinamento, proposta finora del tutto disattesa; ristrutturazione ambientale del reparto corrosione e riammodernamento apparecchiature per i testi Uni e Astm; prospettiva dell'officina: si chiede la quantificazione .del lavoro che viene decentrato; costi di manutenzione elet-
trica ed elettronica: si chiede la costituzione di una «équipe» specializzata in questo tipo di manutenzione sempre più necessaria vista la crescente dotazione di strumentazione elettronica nei laboratori. A questa èquipe devono essere dati i relativi mezzi tecnici per operare.
Organico e organizzazione del lavoro In relazione agli investimenti produttivi ed a una diversa organizzazione del lavoro si chiede un adeguamento dell'organico in vari settori: garanzia del posto di lavoro e tur-nover; informazione preventiva dei lavori svolti all'estero per conto dell'Irb con personale non in organico all'Irb; e) controllo aste: in funzione del previsto aumento della produzione di aste da parte della Bf si chiede un adeguamento del personale impiegato a tale controllo; analisi acque: le esigenze di mercato richiedono un adeguamento della presenza dell'Irb nel senso di accompagnare il certificato d'analisi con proposte tecniche di soluzione dei vari problemi; inservice inspection: in relazione ai lavori svolti dall'Irb nel 1977 e nel 1979 presso le centrali nucleari di Trino Vercellese e del Garigliano e nella previsione di sviluppo del piano nucleare in Italia riteniamo necessario allestire un équipe specializzata sul controllo in servizio delle centrali nucleari con conoscenza completa di tutti i problemi connessi a tale delicato compito. alt. scala param.
lire
100 110 126 136 142 163 178 200
19.000 21.000 24.000 26.000 27.000 31.000 34.000 38.000
innova scala livello param.
1° 2° 3° 4° 5° 5°s 6° 7°
100 115 127 145 167 180 200 220
Qualificazione del personale In relazione al continuo sviluppo delle tecnologie riteniamo necessaria una più adeguata preparazione del personale. Inoltre riteniamo utile la puntuale informazione al personale interessato sui corsi che si svolgono esternamente all'Irb e la possibilità per i tecnici di frequentarli, anche all'estero. Chiediamo infine la ripresa dei corsi di Inglese dotandoli anche di strumenti tecnici.
Inquadramento unico Verifica semestrale congiunta tra Cdf e «interlocutore con possibilità decisionali» sulla situazione della professionalità dei singoli lavoratori. Arricchimento della professionalità delle segretarie che permettono sbocchi al 5° livello.
Salario Le rivendicazioni salariali dovranno essere finalizzate a: recupero potere di acquisto; 2° perequazione e•controllo del salario di fatto; 3° riparametrazione della scala para metrale; 4° rivalutazione degli istituti salariali (accantonamento). In tal senso si chiede: accantonamento: rivalutazione paraficandolo a grandi linee ad una mensilità media di 3 ° livello (da L. 310.000 a L. 466.000 annue pari al L. 12.000 per 13 mensilità); ricontrattazione del 3 ° elemento secondo quanto sotto specificato.
lire
differenza
55.000 63.000 70.000 80.000 92.000 99.000 110.000 121.000
+ 36.000 + 42.000 + 46.000 + 54.000 + 65.000 + 68.000 + 76.000 + 83.000
Per creare il nuovo 3° elemento si concorrerà con un assorbimento del 50% dei superminimi individuali.
Varie 1° Permessi per lutto (allargare a suoceri, zii, cognati nipoti e parificare il trattamento tra operai e impiegti); 2° conservazione del posto di lavoro per tutta la durata della
malattia; 3° premio svecchiamento. (Applicazione all'Istituto dell'accordo già operante alla Breda Fucine); 4° adeguare le quote lavoratori studenti e giorni di permesso.
pag. 4 - la campana
maggio '80
Eldefim: autonomia tecnica, produttiva e commerciale Il Ceni 1 7/ 7/79 e l'accordo Eldefim 12/3/79 sono i fatti di maggiore importanza ai quali fa diretto riferimento la piattaforma aziendale dell'Eldefim. L'accordo 12/3/79, ad oltre un anno di distanza, non ha ancora trovato i termini di una concreta applicazione. Ciò determina legittimi dubbi e serie preoccupazioni nei lavoratori dell'Eldefim sull'effettiva volontà dell'Efim di rispettare l'accordo. Le rivendicazioni di fondo che determinano il taglio della piattaforma e ne forniscono la chiave di lettura sono: realizzazione in tempi rapidi della nuova società; impegno dell'Efim di imprimere alla stessa pieno sviluppo, secondo il programma definito in accordo, in modo da garantire in concreto il perseguimento di una totale autonomia tecnica, produttiva e commerciale; riaffermazione della natura pubblica della nuova società inserita nel sistema della PP.SS. Sono questi gli elementi che secondo i lavoratori dell'Eldefim possono garantire la vita aziendale senza subalternità nei confronti del partner.
1. Parte generale Informazioni sulla nuova società: data di costituzione; ragione sociale; composizione della partecipazione azionaria; statuto. Rapporti con finanziarie ed aziende Efim: definizione del rapporto tra nuova Eldefim ed aziende Efim affinchè «la nuova società sia il fornitore privilegiato e fiduciario del gruppo cui fa capo, per la fornitura di software e di consulenza Edp alle varie operative del gruppo, ovviamente alle condizioni di mercato». Rapporti con la Ge-Da: definizione di «un accordo tecnico commerciale tra la nuova società e la Ge-Da per evitare i rischi di sovrapposizione e concorrenzialità». Prospettive aziendali: prospettive produttive della nuova società: informazioni sull'acquisizione di nuove utenze e di nuove commesse di produzione, nonchè sul mantenimento delle attuali. Linee generali della politica di sviluppo: informazioni, in particolare sulle attività di sviluppo del software e di servizio Edp. Programmi di investimento in relazione a completamento organici, formazione e adde-
LAVORAI -0RJ C-Ieborkir I 1\j'(65T
stramento, macchine, prodotti strategici, copertura deficit.
2. Occupazione Completamento degli attuali organici secondo quanto previsto dall'accordo e dalla nota informativa del 12/3/79. Copertura dei posti vacanti per dimissioni. Criteri di assunzione: il personale generico dovrà essere assunto totalmente da Ufficio di Collocamento, rispettando le % previste per Invalidi e Svantaggiati. Per il personale specialistico dovrà farsi ricorso anche alle leggi 285 e 675. Garanzia occupazionale.
3. Inquadramento dei lavoratori
articolazione delle strutture necessarie per sviluppare le previste funzioni: Consulting Edp Progettazione Edp Analisi e programmazione - Packages - Supporto sistemistico. Definizione della composizione degli organici e dei tempi di costituzione degli uffici.
dell'utilizzo delle festività abolite. Calendario 1981: riduzione dell'orario di lavoro, prevista dal CcnI per il settore Informatica, secondo le seguenti modalità: riduzione giornaliera di 30 minuti per alcuni mesi dell'anno corrispondenti all'incirca a quelli non soggetti dall'attuale orario legale.
Settore tecnicocommerciale: si sollecita la costituzione dell'ufficio tecnicocommerciale indispensabile per il raggiungimento dell'autonomia aziendale, come già previsto nell'accordo 1 2/ 3/79. Definizione della composizione dell'organico, delle sue funzioni e dei tempi di costituzione dell'ufficio. Settore operativo: definizione, in particolare, dell'assetto tecnico - organizzativo delle Sale calcolo di Milano e di Bari. Riflessi sull'attività e sulla composizione degli organici di tutti gli uffici del settore. Settore Amministrativo e Servizi generali: definizione della composizione dell'organico e delle funzioni.
Turnisti sezione di Bari: si chiede l'abolizione del sabato lavorativo per il personale tur-
5. Formazione e addestramento
Applicazione dell'accordo 15/6/76, punto 2 (Mobilità professionale), con revisione del sistema di inquadramento in relazione al nuovo organigramma. Settore registrazione dati; l'introduzione sia a Milano che a Bari di macchine tecnologicamente più avanzate ha notevolmente accresciuto il contenuto professionale delle relative mansioni. Pertanto si richiede di ridisegnare l'organizzazione del lavoro in questo settore ed i possibili intrecci con altri in modo da consolidare livelli professionali di 4., categoria. Per gli altri settori dove sono presenti lavoratori di 3 ° livello è necessario definire un arricchimento professionale delle relative mansioni, individuando comunque delle aree di passaggio.
4. Organizzazione del lavoro
6. Orario di lavoro
A) Settore sviluppo software:
A) Calendario 1980: definizione
Tabella riassuntiva su occupazione e tesseramento 1978 - 1979 - 1980 OCCUPATI
TESSERATI variaz. %
Fabbrica 1978
1979
1980
Fucine
1062
1086
1114 +
Istituto
75
68
70 +
Eldefim
64
54
1978 N. %
1979 N. %
1980 variaz. N. %
2,6 923
86,9
950
87,4
990
88,8
2,9
43
57.3
32
47,0
34
48,5
42 - 22,3
46
71,8
45
83,3
34
80,9
N.B. I dati sono quelli registrati al 31/3/80
C-1 bie. A bl \SPETTARIMI IN Me 1.20 ALDA STRADA Ci-E MANTO IO YAbO A PRieNbEe _ LA mAccgum
7. Salario Accantonamento: si richiede la rivalutazione portandolo ad un valore pari a una mensilità media del 3° livello (lire 466.000). Ricontrattazione del terzo elemento secondo quanto di seguito specificato:
lil.
att. scala par.
3°elem. valore
nuov. scala par.
3"elem. valore
differenza
1°
100
2° 3° 4° 5° 5° s 6° 7°
114 124 133 150 162 180 200
32.000 35.000 39.000 42.000 45.000 53.000 58.000 64.000
100 114 136 162 182 209 238 275
55.000 63.000 75.000 89.000 100.000 115.000 131.000 150.000
23.000 28.000 36.000 47.000 55.000 62.000 73.000 86.000
Concorrono a formare il 3 ° elemento i superminimi individuali per una quota pari al 30% del valore di superminimo al di sopra di L. 20.000, comunque non assorbibili.
Diritti sindacali
Si richiede un costante impegno di formazione e addestramento, tale da consentire in tempi rapidi il perseguimento della piena funzionalità dei settori aziendali e in generale della necessaria qualificazione professionale che permetta alla nuova società di porsi concretamente come obiettivo il «maturare delle figure specialistiche necessarie» per «il raggiungimento di una totale autonomia tecnica, commerciale e amministrativa». Informazione preventiva sull'attività dei consulenti esterni al fine di poterne valutare l'utilità soprattutto in relazione all'acquisizione di nuove conoscenze tecniche da parte dei lavoratori dell'Eldefim.
nista della sezione di Bari, definendo criteri di orario simili a quelli in uso presso la sezione di Milano.
Definizione di una normativa scritta relativa alle modalità già in atto presso l'Eldefim per il rimborso delle spese sostenute dalle Rsa in caso di convocazione fuori dalle rispettive sedi da parte della Direzione aziendale o dell'Intersind.
Servizio mensa sezione di Bari Integrazione dell'attuale ser-
vizio mensa con servizi alternativi.
Lavoratori studenti Definizione di una normativa per agevolare il diritto allo studio dei lavoratori studenti.
Assicurazione auto Si richiede una adeguata copertura assicurativa per i lavoratori che facciano uso per servizio del proprio automezzo.
Incontro a Roma sulle Breda Fucine meridionali Si è svolto presso la FIm nazionale un incontro tra la Flm di Bari ed i Cdf Breda Fucine meridionali, Eldefim, Istituto Ricerche la FIm di Sesto S. Giovanni ed i Cdf Breda Fucine, Eldefim, Istituto Ricerche per valutare l'attuale fase vertenziale. Al centro del dibattito è stata posta la vertenza delle Breda Fucine Meridionali che è oggi nello stadio più avanzato di elaborazione e di lotta con un confronto che si articola da oltre 3 mesi accumulando circa 30 ore di scioperi. Questa vertenza indica chiaramente l'orientamento tenuto dalle PP. SS. ed in particolare dall'Efim di evitare un confronto sulle politiche industriali. L'Efim ha scelto di non dare soluzioni ai problemi di indebitamento della Breda Fucine Meridionali pur di non dover verificare con il sindacato le proprie scelte politiche e rompere la ragnatela di clientela e di spreco che la mancata programmazione vuole nascondere. La riunione è servita altresì ad evitare che la scelta produttiva e dei loro riflessi nelle garanzie occupazionali e sulle condizioni di lavoro e di vita nelle fabbriche costituisca il tratto comune anche delle altre piattaforme ancora in fase di elaborazione sia pur avanzata. Pur riaffermando la priorità ed il valore di una articolazione dei confronti sulle prossime piattaforme aziendali, si è convenuto sulla necessità di cogliere la globalità di orientamenti delle scelte Efim nel settore metalmeccanico. Per questo si è convenuto di sollecitare la Flm nazionale affinché assuma un ruolo di coordinamento e di orientamento, che escludendo ogni ipotesi di centralizzazione delle vertenze, apra però un terreno di intervento nei confronti dell'Efim. Indispensabile per realizzare ciò è la convocazione di una riunione nazionale dei Cdf delle aziende meccaniche della Efim con l'ordine del giorno: - situazioni aziendali e prospettive produttive; - stato di elaborazione delle vertenze e andamento lotta. Roma, 15/4/1980.