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ANNO III - n. 10 DICEMBRE 1977
In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
Il consultorio: un primo bilancio Bisogna aumentare il collegamento con la gente e con i lavoratori della zona. Migliorare costantemente il livello del servizio.
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Fare un primo bilancio dell'attività del Consultorio può forse apparire azzardato, tuttavia ci sembra indispensabile correre questo rischio per fare alcune considerazioni che rappresentino un contributo ad orientare il suo futuro funzionamento. Innanzitutto vediamo quanti cittadini hanno richiesto le prestazioni del servizio. Disponiamo finora, della situazione esatta relativa ai mesi di Ottobre e Novembre. In questi primi mesi sono stati fatti 267 colloqui con 136 persone (133 donne, 3 uomini) delle quali 98 residenti nel-
la zona 13. Per la maggior parte si è trattato di casalinghe (65), operaie (258, impiegate (21), mentre molto pochi sono stati i giovani (solo 6 studentesse). Così la richiesta di prestazione è stata quasi totalmente rivolta alla contraccezione (108), mentre il controllo della gravidanza è stato effettuato in 8 casi e solo 2 casi presentavano una richiesta di intervento prematrimoniale e sessuologico. I casi di disaccordo familiare presi in esame sono stati infine quattro solamente, e le richieste di intervento dello psicologo sono state in totale
11. Dai dati brevemente esposti risulta chiaramente che il Consultorio, pur lavorando quantitativamente in modo soddisfacente, deve tuttavia essere "orientato" in relazione al tipo di prestazione da erogare. Se infatti la contraccezione deve essere una problematica da trattare con priorità, è evidente che non deve diventare la sola. L'assistenza prematrimoniale e alla coppia, la problematica sessuologica e della "terza età", il controllo delle gravidanze "a rischio" e la Adriano Zagato
GENITORI E INSEGNANTI UNITI PER RISOLVERE I PROBLEMI DI STRUTTURA E FUNZIONAMENTO
L'occupazione delle elementari di via Umiliati "Genitori, da due giorni l'attività didattica è stata bloccata come era stato deciso nell'assemblea del giorno 22 novembre, ma manca ancora una partecipazione reale di voi tutti". Il volantino, distribuito il 28 novembre dai Genitori democratici della scuola elementare di via Umiliati. diceva proprio così, rimarcando la necessità che le famiglie partecipassero alla mobilitazione o-perlomeno alla discussione che da intere settimane impegnava gli "addetti ai lavori". "Questa non è una lotta di parte ma è stata iniziata e viene portata avanti per migliorare le pessime condizioni a cui sono soggetti i nostri tigli". Cosa è successo dunque nella scuola elementare perché accanto all'annuncio di una occupazione venissero lanciati questi accorati richiami ai genitori? Il tutto nasce dalla carenza di aule per i bambini delle elementari. Il gonfiamento del numero di famiglie, e la non sufficiente disponibilità di aule, provocano anche all'inizio di quest'anno disagi e difficoltà per la messa in moto dell'attività didattica. Con un questionario distribuito alle famiglie non certo perfetto per chiarezza, le autorità scolastiche propongono due soluzioni: trasporto dei 130 bambini "in eccedenza" in altre scuole della zona o doppi turni in via Umiliati. Passa a maggioranza la seconda proposta, che a molti genitori pare migliore per la continuità didattica e per le minori difficoltà "logistiche". Più tardi si saprà che alcuni cittadini scelsero la seconda soluzione senza aver avuto la possibilità di vagliare bene cosa si intendesse per trasporto (naturalmente collettivo) degli alunni. Probabilmente a vantaggio dei doppi turni ci fu anche l'incertezza e i contrasti a proposito di quali dovessero essere le classi destinate in altri edifici. Senonché, iniziato l'anno scolastico, i doppi turni si rivelano difficoltosi ed improduttivi anche per una carenza di organico negli insegnanti. Per il 22 viene fissata una prima assemblea di genitori e insegnanti (quella a cui fa riferimento il volantino) in cui vengono discusse le difficoltà della scuola, dando inizio alla mobilitazione: per il 29 viene decretata una occupazione contro i doppi turni, per sollecitare un'immediato vizio dei lavori per le dodici aule della scuola prefabbricata. per il restauro di alcuni locali pericolanti in via Umiliati, per la manutenzione e la ripulitura dell'edificio di Monluè, per ottenere altri insegnanti e personale non docente oltre ad altre rivendicazioni. La protesta di genitori e insegnanti viene anche riportata sulla stampa cittadina, e si tenta di far partecipare nella discussione i numerosi genitori che ne sono invece rimasti lontani. "Martedì hai perso un tuo sacrosanto diritto di esprimere il tuo giudizio in merito alla lotta intrapresa", dice un altro volantino, distribuito a cura deli'assemblea permanente Genitori - Insegnanti. Anche questo invito, non ottiene grandi risultati. Novità vengono invece da una delegazione di ritorno da un incontro con l'Assessore all'Educazione Sangiorgio: per ottenere gli insegnanti c'è già stato un interessamento presso il Proveditorato, per l'inizio delle nuove aule delle Paolo Zucca ( segue a pag. 2 )
( segue a pag. 2 )
Spendere bene i soldi dei cittadini Alcune proposte per la sistemazione e l'utilizzo delle cascine Case Nuove, Villa Landa„ Taverna e Monluè. Qualcosa comincia a muoversi sul problema della sistemazione e dell'utilizzo delle cascine della nostra Zona. Una proposta è partita dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano. L'attuale orto botanico sito nella zona di Brera non dispone di una superficie sufficiente per svolgere la propria funzione. Inoltre tale area potrebbe venire meglio sfruttata come verde pubblico a favore della cittadinanza in una parte della città ove tale servizio è completamente inesistente. E stata individuata un'area nel Parco Forlanini che potrebbe essere utilizzata come orto botanico. Si tratterebbe dell'appezzamento di terreno, delimitato tra la Via Corelli ed il Centro Saini, sul quale ci sono le cascine Case Nuove e Villa Landa. L'impegno dell'Università sarebbe quello di sistemare le due cascine e di creare l'orto botanico che rimarrebbe però aperto al pubblico. Sono sorti ora dei problemi di tipo burocratico, per cui questa proposta è per il momento bloccata. Resta comunque da fare una valutazione sulla validità di tale scelta. Infatti, in quale modo si realizzerà l'apertura alla popolazione di tale struttura? Sarà forse dato un libero accesso alla visita delle varietà botaniche
che si creeranno. Spazi verdi notevoli saranno però sottratti all'utilizzo come campi gioco, luoghi di sosta e svago per le famiglie. Le cascine saranno si ristrutturate, ma con evidenti finalità di tipo didatticoscolastico e perciò non saranno certo facilmente usufruibili da parte della popolazione. Per quanto riguarda la cascina Taverna, l'Assessore al Demanio del Comune, Giulio Polotti, ha presentato un preciso progetto di ristrutturazione. Un collezionista milanese di opere d'arte contemporanee sarebbe disposto a donare al Comune la raccolta di sua proprietà, a condizione che trovino ospitalità in una mostra permanente di proprietà Comunale. La cascina Taverna, ubicata nel Parco Forlanini a ridosso del viale Forlanini ed in vicinanza all'aereoPorto di Linate, sembrerebbe rappresentare una soluzione ideale per ospitare una mostra che dovrebbe costituire un polo di attrazione a livello nazionale ed internazionale. li progetto presentato ed illustrato in Consiglio di Zona dallo stesso Assessore Polotti, prevederebbe la ricostruzione della cascina ed un suo ampliamento con l'aggiunta di un'ala nuova. La spesa prevista di circa 1,5 miliardi non dovrebbe essere a carico del Comune
bensì della Regione o dello Stato. Tale operazione rientrerebbe nella politica di "decentramento culturale" che la nuova Giunta intende perseguire. Anche su questa iniziativa ritengo però dobbiamo fare alcune considerazioni e porci degli interrogativi. Questo tipo di proposta deve es-
sere ritenuta veramente valida nell'ambito del cosidetto decentramento culturale? La popolazione cittadina potrà rimanere coinvolta o non si tratterà di un'iniziativa che, abbracciando un interesse più vasto dell'area culturale cittadina, potrebbe portare al risultato di escludere quelle fasce di popolazione che, si
Cascina Taverna. La parte contornata indica il nuovo ampliamento proposto.
dice, dovrebbero essere invece le più interessate a questa operazione? Chi ci assicura che, dietro a questa operazione. non si nascondano interessi commerciali di valorizzazione o di lancio di artisti stranieri attualmente poco conosciuti? Inoltre, e ciò vale anche per il progetto di orto botanico prima segnalato, questo tipo di ristrutturazione si ritiene valida agli effetti di una valorizzazione e di un migliore utilizzo del Parco Forlanini? Non potrebbe poi solamente risolversi nel sottrarre altre aree e strutture ad un diverso e più articolato utilizzo da parte dei cittadini milanesi? Si ha presente ciò che è accaduto quando è stata sottratta quella bella fetta di Parco Forlanini per consentire la realizzazione del Centro sportivo Saini? Centro Saini che. per inciso. doveva sorgere, con l'impegno di aprirlo a tutta la popolazione e non certo riservarlo all'uso esclusivo di Società e Club privati, come attualmente risulta? Veniamo infine alla cascina Monlué. L'Unione Artigiani si è dichiarato disponibile ad utilizzare il borgo Munlué per l'inserimento di alcune Diego Giovanotti ( segue a peg. 2