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Milano domani14

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MIO

L.200

ANNO III - n. 9 NOVEMBRE 1977

In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

IN VIALE UNGHERIA E IN VIA BONFADINI 11-12 Dicembre: si eleggono i Distretti scolastici

Votare e sapere perchè si vota Si è molto discusso in questi ultimi tempi sulla diffusa crisi di sfiducia che ha portato molti genitori ad abbandonare il loro impegno per la scuola. Alla base di quésta crisi di sfiducia vi sono indubbiamente ragioni oggettive, delle quali occorre non stancarsi di denunciare le radici. Vi è, in primo luogo, una profonda sfiducia nella funzione della scuola. Molti si interrogano con inquietudine sulle responsabilità che una scuola, privata di capacità formative può avere avuto nell'insorgere di una crisi ideale e di comportamenti di cui si denunciano in questi giorni manifestazioni allarmanti. Si constata, inoltre, che tra scuola e occupazione si è prodotta una sfasatura che ha portato alla crescita della disoccupazione giovanile, in una fase di sviluppo della scolarità. Questi elementi, assieme ai limiti imposti dai decreti delegati e alle resistenze dell'apparato burocratico e centralizzato dell'amministrazione scolastica, hanno certamente contribuito a far insorgere, soprattutto tra i genitori e gli studenti, fenomeni anche estesi di delusione e di riflusso. Come risvegliare allora, in questi giorni di vigilia elettorale, l'interesse dei cittadini per i problemi della scuola? Innanzitutto chiamandoli a discutere di cose concrete. Gli argomenti non mancano: abolizione Mario Caccia (segue a pag. 2)

Il problema delle manutenzioni È necessaria una maggior democratizzazione dell'IACP. Il ruolo del SUNIA a difesa degli interessi degli inquilini. Finalmente, dopo lunghe lotte degli inquilini di Viale Ungheria e Via Bonfadini, sono iniziati numerosi lavori di manutenzione nelle case IACP di Taliedo e Morsenchio. È possibile infatti, girando per i cortili di Via Bonfadini 94 e 98, di Via Sordello 10 e passando in Viale Ungheria, vedere numerosi operai al lavoro. Nelle Vie Bonfadini e Sordello si sta provvedendo alla sistemazione delle facciate per bloccare mediante vernice al silicone — le infiltrazioni di acqua: si riparano le scale d'angolo e si chiudono le crepe sui muri; mentre per quanto riguarda le rifiniture ci dice il geometra Camponero, capozona dell'IACP — si provvederà più avanti per la scarsità dei soldi a disposizione. Altrettanto si sta facendo in Viale Ungheria 11: la riverniciatura delle facciate sta andando avanti, mentre non saranno rimessi a nuovo i serramenti. Si proseguirà poi coi numeri 9,7,5 di Viale Ungheria dove verranno predisposti gli impianti per i citofoni (che però saranno, forse, istallati solo in futuro); le antenne centraliziate per il 1°, 2° canale e per la "Svizzera", verranno sostituite anche le caselle che sono ormai tutte in uno stato pietosó. In Viale Ungheria 21/2 e ?1 /4 invece sta andando avanti il rifacimento della recinzione in ferro che era stata quasi com-

pletamente divelta. Il geometra Camponero lamenta che nei giorni scorsi siano state segate per puro vandalismo le 15 piantane che erano state predisposte per sorreggere la recinzione. Queste sono state prontamente rimesse a posto ed i lavori sono proseguiti, però è triste dover constatare come ci sia chi, invece di collaborare alla conservazione delle cose di proprietà pubblica, arreca ad esse danni. In Via Bonfadini 94 infine verrà prolungata la cancellata per impedire il parcheggio all'interno degli spazi verdi: speriamo che

gli automobilisti non soffrano troppo se saranno costretti a parcheggiare a qualche decina di metri di distanza la loro auto! Qualche cosa perciò si sta facendo ma, ci precisa il rappresentante del SUNIA Nicola Mongelli, per raggiungere questa prima vittoria sono state necessarie lunghe pressioni e, nonostante ciò, i problemi non sono finiti. Mongelli e Marisa Sala — altro rappresentante del SUNIA — lamentano la insufficiente democratizzazione della gestione delle manutenzioni dell'IACP. Ad esempio: la richiesta fatta al-

('IACP, nei febbraio di quest'anno, di conoscere il piano delle manutenzioni è stata esaudita solo a settembre. Ciò ha impedito ai rappresentanti degli inquilini — e ai cittadini in genere visto che nella Commissione apposita è rappresentato, attraverso Emilio Paraboschi, anche il Consiglio di Zona — di dare il proprio contributo alla programmazione dei lavori e alle decisioni intorno alla priorità delle scelte. Non sono poi noti i preventivi di spesa e l'entità deAdriano Zagato (segue a pag. 2)

NONOSTANTE I PASSI AVANTI COMPIUTI, L'INTEGRAZIONE TRA I DUE NUCLEI DI PONTE LAMBRO RESTA DIFFICILE

Un primo bilancio del lotto 25 I servizi e le strutture erano già carenti; l'aumento degli abitanti li ha messi in crisi Non è facile tracciare un bilancio dell'insediamento del nuovo lotto nella complessa situazione di Ponte Lambro, senza tener conto delle difficoltà e delle attese che ne hanno preceduto e accompagnato la realizzazione. Si rischia da una parte di cadere nei luoghi comuni di un certo

razzismo verso ciò che è venuto di nuovo nel quartiere; dall'altra si può eccedere nell'ottimismo del "tutto si è risolto per il meglio" che potrebbe portare ad un disinteresse verso i problemi degli abitanti degli alloggi popolari. Bisogna subito dire che l'"innesto" di nuove famiglie ed il

complessivo aumento del numero degli abitanti, non è stato indolore. E difficilmente avrebbe potuto esserlo, quando già i servizi sociali e ricreativi erano ridotti al minimo per gli abitanti del resto del quartiere. Vale un po' per tutti l'esempio del servizio di trasporto pubblico: nell'arco di un'ora, al mattino (più o meno dalle 7 alle 8) la linea "66" deve sopportare il carico degli spostamenti verso i luoghi di lavoro e di studio. Migliorato solo in parte il servizio per qualità e frequenza, è aumentata in modo sensibile la domanda con l'arrivo degli abitanti del nuovo lotto. In breve tempo la conseguenza che si è avuta è stata un maggiore affollamento sui mezzi e un più lento smaltimento degli utenti. Questo ha provocato riflessi negativi. come se il problema della carenza dei trasporti fosse addebitabile agli ultimi arrivati e non invece al mancato adeguamento del servizio. Per fortuna l'introduzione dei jumbo-tram, con la loro capacità di trasporto e di scorrimento nelle corsie privilegiate, ha costituito la valvola di sfogo per la "66" i cui passeggeri si riversano sulla linea tranviaria. Al mancato adeguamento del servizio di trasporto si è comunque cercato di rispondere con una raccolta di firme nel quartiere per ottenere un anticipo della prima corsa

del mattino, ed un miglioramento del trasporto soprattutto negli orari di "punta". Resta aperta la questione anche di un mutamento del percorso, per andare incontro agli abitanti del lotto 25. Ci sono, e non serve nasconderlo, all'interno delle "casebianche" anche altri problemi che sarebbe comunque sbagliato estraniare dal più complessivo quadro del quartiere, della zona e, diciamo pure, anche di gran parte della periferia milanese. Sono quegli episodi di disgregazione giovanile e non, che interessano magari solo pochi singoli, ma che provocano diffidenza verso tutte le nuove famiglie arrivate. Si gonfiano in questo modo le "voci" sul numero delle famiglie che non pagano l'affitto, sui danni provocati dai bambini o da un vandalismo gratuito, sulla sporcizia che regna un po' ovunque, sui furti piccoli e grossi. Segni positivi Sarebbe però sbagliato, nel desiderio di non nascondersi alcune verità, non accennare un bilancio positivo dell'insediamento popolare, che è stato una conquista del quartiere e che ha permesso a numerose famiglie della zona di stabilirsi finalmente in case decenti e adeguate come spazio e servizi. Una conquista che ha contribuito anche a mettere in moto un processo di risanamento

dei vecchi stabili. Non bisogna dimenticare poi che una lenta e molto graduale integrazione sta avvenendo tra le famiglie e che le forze politiche e i gruppi sociali che operano in zona riescono spesso a stabilire un contatto costruttivo anche con le situazioni più difficili. E ricordiamo anche l'esperienza del campetto di calcio che sta a fianco delle case popolari: in quell'occasione con l'impegno della collettività si riusci a comprare con una colletta, pali e traverse per rendere meno rudimentale l'attrezzatura. Non che sia grande cosa, ma è un segno della volontà di intervenire "in positivo" nella qualità di vita del lotto 25. Con il completamento delle strutture scolastiche, si dovrebbe avere anche una garanzia per il futuro della situazione scolastica nel quartiere. Ponte Lambro in pochi anni cambierà il suo volto come non era mai successo in decenni: è terminato l'insediamento nel lotto 25, si stanno completando le scuole, crescono nuove case, verrà coperta la roggia Certosa. sono preannunciate strutture sociali e ricreative. Crescono, certo, anche gli abitanti e i problemi, ma rimpiangere il Ponte Lambro di quattro o cinque anni fa, è temere di affrontare le questioni di oggi. Paolo Zucca


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