Da 300 giorni i lavoratori della Condor lottano per salvare la fabbrica
Da quasi un anno i lavoratori della Condor sono impegnati per respingere il disegno padronale di voler chiudere la fabbrica. Incapacità direzionale, non investimenti per rammodernare gli impianti ed irresponsabilità amministrativa sono le cause che hanno portato la fabbrica al fallimento.
I lavoratori hanno detto e dicono no! Sanno che la loro lotta è difficile, sanno che ií sta sviihuppando in un clima dí attacco del padronato ai lavoratori. La crisi che travaglia il Paese ha le stesse caratteristiche della crisi che ha portato la Condor in questa situazione. Licenziamenti, chiusura di fabbriche, cassa integrazione, non investimenti, aumento del costo della vita.
Da ciò prende coscienaa la volontà dei lavoratori della Condor e delle Organizzazioni sindacali che questa non è la lotta solo per salvare la fabbrica, ma l'impegno di tutto il movimento per far cambiare gli indirizzi e le scelte economiche del Paese.
Tanto giusta è la lotta dei lavoratori
della Condor che ampia è stata ed è la solidarietà che viene espressa dall'amministrazione di Concorezzo e dalle amministrazioni dei paesi della zona e dei partiti democratici.
I lavoratori sanno quindi di non essere isolati, ma questo non basta. Il Governo e la GEPI hanno fino ad oggi disatteso le speranze dei lavoratori rinviando sempre nel tempo la risoluzione del problema, ciò ha procurato solo sfiducia ed ha aggravato le condizioni della fabbrica.
Sono oggi necessarie misure immediate ed impegni precisi, attua±mente la fabbrica è occupata poichè l'azienda ha ritirato i cartellini ed ha deciso di cessare la produzione. Sono quindi i prossimi giorni importanti e decisivi. Attorno ai lavoratori in lotta per costringere il governo ad impegni più precisi e per sconfiggere la linea del padronato si realizzi la più ampia e fattiva solidarietà e partecipazione di tutti i lavoratori e di tutte le forze democratiche e progressiste.
CONDOR MARZO r172,
A CURA DEL CONSIGLIO Di FAURICA OCCUPATA
OCCUPATA VORATORI El t, POSTO DI LAVORO
Divisioni all'interno del governo lunga lotta -
Non vogliono Una politica da padroni coi soldi pubblici andarsene da Concorezzo
Oggi al ministero del Lavoro
Incontro a Roma
La GEPI gestirà attraverso la %SART le due aziende elettromeccaniche
Altri
Incontro negativo per Lesa
Magnudyne Condor e Du and
di elettrodomestici
Per quattro aziende
31•1~.„,e225;•••
fabbrica
problema della "d RUOV e
Pro 1 e
:esisori e autoradio che si trota in gravissima cril consiglio comtmale. Sono liognodyne. Lesa, Condor e Du• si. è stato discusso ieri sera a iano definitivo per il 28 Concorezzo in una riunione straordinaria del consiglio
Alla seduta,
I
Chiedono che Io stabilimento con-
invitando ad rappresentanti dei lavoratori e parlamentari della zona.
L MUNICIPIO di Concorezzo è stato simbolicamente occupato ieri mattina per circa un'ora dagli operai della Condor. La fabbrica, che da alcuni mesi si trova in gravi difficoltà, è in concordato preventivo dal 21 gennaio e minaccia di fallire da un giorno all'altro. Recentemente per la Condor, che produce apparecchi radio e televisori, è intervenuta (come per le altre fabbri- mani che del settore, Lesa, Magiiadine e Dupont) la GEPI. Il ministro del lavoro DonatCattin ha dato precise assicurazioni per quanto riguarda la occupazione. Ma i 261 dipendenti della Condor dovrebbero essere trasferiti a. Milano, Saronno e Tradate e lo stabilimento di Concorezzo verrebbe così smobilitato.
La manifestazione di ieri mattina era stata indetta. appunto, per evitare la chiusura della fabbrica di Concorezzo e per sollecitare l'intervento del ministro delle Partecipazioni Statali Flaminio Piccoli. Durante la breve occupazione del municipio i lavoratori si sono riuniti in assemblea nella sala consiliare ove il sindacalista Maggi della FIOM CGIL ha puntualizzato la situazione. Da parte sua il sindaco di Concorezzo, Lino Brambilla, ha convocato il consiglio comunale in seduta straordinaria per do-
che si è svolta. nel- nlont aula magna del Centro giovanile, oltre ai consiglieri comunali
hanno partecipato i rapprescn-
tanti delle organizzazioni sindacali, i lavoratori della fabbri ' gli onor
II ministro del Lavoro Donai Cattin ha convocato le organtzazioni sindacali M FIOM, UILM• le rap-
tinui la sua atti
assistervi 014- i 0 1» etla
C TO A 6,0:19.00cItnna:doet 1,, eletasuut. 101
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9iaeia.
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CONDOR — difficile situazione della fabbrica di Concorezzo è stata esaminata sera in una riunione svoltasi bel municipio di Concorezzo presenti i sindaci del comuni di Agrate Brianza, Bellusco Brugherio, Caponago, Carugate, Cavenago Brianza. Concorezzo, Monza e Ornago, il consigliere regionale Enrico Riva, i sindacalisti di CGIL, CISL e UIL e i rappresentanti della commissione interna della fabbrica.
! nale Enrico Riva.
I Il delle azi'ende Magnadyne.
or.'esenta dei lavoratori Granelli deca ll I DC e Geviu°4seippLinuiagi Be e 11
La situazione della Condor, che recentemente è stata ammessa alla gestione GEPI con le altre fabbriche del settore, e stata di- scussa a fondo sottolineata la necessita sul piano generale di un diverso indirizzo della politica economica. Da parte loro i parlamentari si sono impegnati a promuovere un ulteriore incontro con i ministri interessati (del Lavoro Donat Cattin, dell'Industria Cava e delle Partecipazioni statali Piccoli) affinchè la fabbrica di Concorezzo possa essere salvata 'dal- la smobilitazione.
Lesa, rappresec:.teear.etiu della nuovo Gpei piaper
CoP od st orru urazi Dumontoi.1ee ddi pneor cdoin qu'este aziende essendo sta to ritenuto insufficienteun comunicato mi inforrna
Alla CONDOR di Concorezzo, la fabbrica elettromeccanica in lotta assieme alla Lesa per la difesa del posto di lavoro, prosegue l'azione per salvaguardare il diritto al lavoro per tutti i dipendenti dell' azienda. Per mercoledì sera è convocata un'assemblea popolare presso il municipio di Concorezzo, per un esame della situazione della fabbrica e, più in generale, di quella dell'occupazione nella zona.
. E'stata anche niSteStatO di agitazione anche alla fato contCondor, cati hanno chiesto a livello ministeriale. Gli esecutivi dei
I consigli dì fabbrica della Lesa, della Magnadyne, della Condor e della Dumont si sono alla
riuniti ieri con i rappresentanti zio sindacali per affrontare la sitiSne complessiva del gruppo luce degli ultimiavveriig?enti, Con estrema preoccupazione si è rilevato giro comedail governo tenda a ritug lls5SUrnere precisi impegni sul modo e i tempi di intervento del Potere pubblico verso il gruppo in difficoltà. Vien rinvia o continuamente anche l'incontro che i sinda-
consigli delle quattro fabbriche convocheranno le assemblee dei lavoratori, non escludendo l'occupazione di tutti e dieci gli stabilimenti del gruppo.
Uno sciopero nazionale di tutto il settore radio-TV e componenti elettronici, è stato indetto per il 30 novembre prossimo da FIOM, FIM e UILM per premere nella direzione indicata dalle quattro a-ziende, Lesa, Magnadyne, Con- Alla dor e Dumont, contro lo stato di crisi dell'intero settore di cui si minacciano i livelli di occupazione, i diritti sindacali, le condizioni di lavoro.
a CONCOREZZO corteo degli operai, sciopero generale di ieri,
Amministrazione controllata alla Condor Amministrazione controllata alla Condor di Concorezzo. La richiesta dei titolari dell'azienda al 'Tribunale di Monza è stata ace colta; commissario giuri-ziale è .'stato nominato il dottor Gaetano ?. Cornelli. Alla fabbrica di anp.;;,,eel ; au, toraelio e televisori. 101 dei circa 1 300 dipendenti sono in c ;Sa integrazione da tempo e 1. 24 ore, tre giorni la scttim lai La vicenda della Li'ibrii.t è stata , esaminata dalla comunale. Il sindaco Lino 3r.imbilla ha invitato i sinc?'"d di Agrate Brianza, Brug'Trin• nago Brianza e di "filtri 'centri vicini per un esar congiunte della situazione.
CONDOR — E' ancora piuttosto oscuro il futuro dei dipendenti della fabbrica di Concorezzo per la quale è recentemente intervenuta la GEPI (c'è un piano di concentrazione aziendale che coinvolge oltre alla Condor, la Lesa, la Magnadyne e la Dumont). Per questo ieri l'assessore regionale al lavoro Sergio lo Marvelli ha ricevuto una delegazione di lavoratori. A conclusione dell'incontro Marvelli ha promesso di interessarsi al Ministero del -Lavoro « affinchè gli obiet- oi ., lavorato rivi tivi gestionali della GEPI possano armonizzarsi con la salva- sospest I guardia occupazionale a favore
durante
-•"•111 I dei lavoratori della Condor, sul- la base ase anche di quelle che erano state le premesse iniziali del-
....~= l'operazione di salvataggio gestita dalla finanziaria di St2ta v.
GLI OPERAI DELLA CONDOR OCCUPANO IL MUNICIPIO SINDACATI E FORZE POLITICHE CONTRO I PIANI DELLA « GEPI »
.,.
proposteGEPI
sforzi UN COMUNICATO DEL MINISTERO per salvare la Cendor er Lesa e Condor ,
sulla politica della finanziaria di Stato - Le proposte uscite dalla
E' questo il giudizio dei sindacati - Mobilitati í pendenti delle quattro fabbriche
Condor di Concorezzo
DELUDENTI PROPOSTE DI RISTRUTTURAZIONE DEL GEPI
Maggio 1971 : Cassa integrazione per 103 lavoratori
Giugno : L'intervento della Tributaria riscontra oltre I miliardo e mezzo di evasione fiscale.
22 Giugno : si mette in moto la macchina padronale per evitare l'onere derivante dalla evasione riscontrata
22 Giugno : richiesta dall'azienda la amministrazione controllata.
: primo incontro all'Ente Regionale e fino al novembre si verificano continui incontri tra lavoratori, amministrazione comunale, Regione.
Alla sera i lsvoretori decidono di presidiare la fabbrica.
29 febbraio mattina : l'azienda cpmunica che tutti sono sospesi dal lavoro e che presenterà la richiesta per la Cassa Integrazione..
2 marzo La GEPI riafferma l'impegno precedente del 14 gennaio, rimandando comunque la decisione per il mantenimento dello stabilimento a Concorezzo a dopo che sia avvenuto il fallimento.
Dicembre
: Adiva la notizia che la GEPI intende intervenire anche alla Condor insieme alla Lesa, Mggnadyne, Dumont. Si effettuano diversi incon tri al Ministero del Lavoro.
14 Gennaio '72 Nell'incontro al Ministero venivano garantiti i livelli occupazionali nel loro insieme del gruppo - 430, lavoratori - ma non venivano garantiti i lavoratori della Condor che dovevano andare a lavorare oa Saronno o a Tradate.
Nel periodo gennaio-febbraio 72 i dirigenti della Condor chiedono l'intervento GEPI non per salvaguardare i livelli occupazionali aa per coinvol£e re un ente pubblico statale nella situazchone fallimentare della fabbrica, che di fatto pagherebbe i debiti da loro creati.
25 febbraio : I lavoratori temono che il Tribunale faccia fallire la fabbrica e che nessuno voglia intervenire .
26 febbraio
:Il Presidente della Condor si reca in Tribunale - i lavoratori non sanno cosa é andato a fare.
27 febbraio :Non si ha nessuna notizia
28 Febbraio : La Direzione interpellata non dà nessuna risposta.
Da ciò deriva, a fronte della irresponsabile e provocatoria decisione della Direzione, la decisione dí continuare l'occupazione della fabbrica.
14 Luglio
IN la lotta della Crouzet
Crouzet e la lotta di classe
Due anni fa, immediatamente dopo il contratto, iniziava nelle industrie metalmeccaniche il marcato tentativo di recuperare le conquiste economico-normative ottenute con una lotta senza precedenti, il padronato agiva su due direttrici, un sostanziale aumento del prezzo del prodotto e un consistente incremento della produttività; tali strumenti avrebbero, secondo alcuni luminari confindustriali, ristsabiliti entro breve tempo i margini di profitto antecedenti l'autunno contrattuale. Tale obiettivo presupponeva come premessa iniziale la stanchezza dei lavoratori a riprendere la lotta per respingere un attacco massiccio e organico dei padroni. La risposta operaia non tardò, il 1970 segnerà il più alto numero di ore di sciopero, non solo per difendersi, ma per attaccare « i padroni » e spezzargli nelle mani quegli strumenti che potevano consentire un celere recupero dei profitti attraverso il supersfruttamento dei lavoratori, si contavano a centinaia gli accordi che intaccavano la dinamicità del premio di produzione, più incisivi ancora, altri accordi attenuavano l'incentivazione del cottimo, plafonandolo e trasferendo i guadagni sulla busta paga, in quota fissa, oppure. il cottimo veniva superato completamente, così è stato alla Crouzet, dopo una lotta dura che ha visto impegnati non' solo i lavoratori interessati ma tutti i metalmeccanici della zona. Intanto, i cosiddetti giornali indipendenti, imbastivano assieme al padronato la montatura della conflittualità permanente, il presidente della confindustria inviterà i padroni a rispondere, o meglio ad attaccare nuovamente con lo sciopero degli investimenti, mentre nelle sedi ufficiali e di governo si facevano pianti e allarmismi sulla situazione economica, la programmazione « moderata » del centro-sinistra andava a farsi friggere nella pentola bollente di reazione del padronato nostrano. Le logiche conseguenze non tardano ad arrivare, migliaia dì lavoratori in cassa integrazione, decine di piccole e medie fabbriche o chinde •ano completamente o si ristrutturavano, licenziando numerosi operai, i livelli occupazionali nella nostra zona segnano dati preoccupanti:
Nelle piccole fabbriche:
1970 occupati 1083 - all'inizio del 1972 sono 1035 (— 4,6%)
Nelle medie fabbriche:
1970 occupati 8691 - all'inizio del 1972 sono 8056 (— 7,3%).
Ogni cento lavoratori, sei sono stati licenziati dal 1970 al 1972 nelle piccole, medie fabbriche. Nonostante ciò dobbiamo convenire cne l'organi2zazione dei lavoratori non è rimasta inerte; ovunque si presentavano preoccupazioni per i licenziamenti si costituivano piattaffirme, aventi
punti nodali la garanzia del salario e il mantenimento dei livelli occupazionali, nella zona sono numerosi gli accordi in tal senso: SeciTEOMR - OMCSA - Imperial - Saes - Pagani e molte altre, ma non in tutte si riusciva a far penetrare la nostra linea: alla Termoforming e alla Schindler sarà il padronato ad uscire vincente, nella prima,- oltre ai licenziamenti, si avrà la spudoratezza di chiedere dei « prestiti » ai lavoratori rimasti, nella seconda, vengono espulsi oltre ai giovani combattivi, una larga parte di mano d'opera femminile che avrebbe dovuto passare dalla 4° alla 3' categoria.
Oggi, lo stesso tipo di attacco lo si registra alla Crouzet: il successo dei lavoratori nella lotta del 1970-71 non è stato « digerito » dalla Direzione, un suo « lacchè » preventivò la vendetta padronale: « aspettate qualche anno e vedremo che fine farete ». La richiesta di trasferire la forza operaia da Milano a Zingonia (Bergamo) non è certamente per accrescere il personale, ma per eliminarle nella stragrande Maggioranza; è possibile pensare a una lavoratrice-madre sveglia alle 4,30 del mattino per lasciare il figlio a qualcuno (se lo trova a quell'ora) per partire-da Milano alle 6 ed arrivare in azienda alle 8, prevedendo poi il rientro a casa•verso le 20,30 o le 21.
Un tale disegno non può passare nell'indifferenza dei metalmeccanici della Sempione per due fondamentali motivi:
1) Il problema dell'occupazione non è un pro-
blema che riguarda la singola fabbrica, se lo scontro fosse lasciato alle sole forze delle lavoratrici della Crouzet, con tutta probabilità ci vedremmo sconfitti, e le 300 lavoratrici accrescerebbero la schiera della disoccupazione femminile. Lo scontro è di classe, tra lavoratori e padroni, e la Crouzet assume una dimensione reale se la collochiamo nel contesto della politica padronale della zona, essa rappresenta la punta di fuoco. di un padronato retrivo e reazionario, non sconfiggerlo significa non avere la capacità politica di affrontare lo scontro con i padroni, alla vigilia del contratto in una provincia come la nostra, sarebbe una grossa jattura per i metalmeccanici della Sempione.
2) I trasferimenti delle aziende, non devono nascondere, come in questo caso, una precisa volontà di colpire e umiliare i lavoratori. perchè allora l'intervento delle forze democratiche (partiti, enti locali) devono indicare all'azienda una soluzione che modifichi la strategia dei licenziamenti, ed anche per fare questo occorre una larga mobilitazione.
Il comitato direttivo unitario della zona ha già delineato la risposta di classe da dare a questa situazione e al padronato, il consiglio generale della zona non può che confermare tale decisione e renderla operante non solo nell'interesse delle 300 operaie della Crouzet, ma nell'interesse dei metalmeccanici della nostra zona.
FIM - FIOM - UILM zona Sempione
COMUNICATO DEL DIRETTIVO UNITARIO - ZONA SEMPIONE
Il Comitato Direttivo Unitario dei Metalmeccanici della Zona Sempione, riunitosi il 21 aprile 1972, esaminato lo sviluppo della grave situazione creatasi alla Crouzet, attraverso l'attacco ai posti di lavoro di tutti i 500 lavoratori, scatenato da questa Direzione, con la speciosa e provocatoria manovra del « trasferimento » della fabbrica a Zingonia (Bergamo) che, avrebbe il solo significato del licenziamento di fatto per la stragrande maggioranza dei lavoratori occupati,
DICHIARA
la ferma determinazione di respingere tale disegno, cominciando dalla mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori della Zona e investendo le forze politiche e gli istituti democratici che si identificano con gli interessi dei lavoratori.
II Comitato Direttivo Unitario
DICHIARA
altresì che si opporrà a tale disegno con tanta più energia in quanto è chiaro e provato dai fatti che tale manovra fa parte dell'attúdle strategia del padronato.
Pertanto il Comitato Direttivo Unitario
ATTUERA'
le iniziative più opportune per fronteggiare tale situazione e dà mandato alle Segreterie di Zona perchè si organizzi attraverso Assemblee di Fabbrica e l'Assemblea Generale dei Delegati, uno sciopero di Zona con manifestazione, i cui tempi e modalità saranno decisi dalle - Segreterie stesse. •
la In-
ca dal
gno o, ecito coenulel)ca-e-
de-
Le operaie. dei Timer
Da oltre due mesi di lotta ci troviamo a sopportare dei disagi notevoli essendo la maggior parte maestranze femminili .
Rivendichiamo i nostri diritti e la direzione cerca di intimidirci licenziando 7 lavoratori. Questo non è stato che l'inizio.di un lungo seguito di provocazioni. Lo stesso datore di lavoro all'uscita dalla fabbrica, davanti ai lavoratori e alla forza pubblica; ci provocava con gesti'e parole volgari.
Un altro dirigente ( di razza ariana ) avendo visto delle operaie prendere il caffè negli uffici ( perchè la loro macchina era guasta ) le butta fuori, dicendo che non era il loro pOsto .
Nei reparti i capi si preoccupavano di invogliare le lavoratrici a prendere il permesso, per indebolire e rompere la forza e la volontà di lotta in fabbrica. Ultimamente la direzione invoglia le lavoratrici, dando uno zuccherino ( di L. 280.000 ) a chi si licenzia, come se questa somma valesse il posto di lavoro.
La direzione viene protetta dalla forza dell'ordine, quando ci impedisce di fare delle regolari assemblee .
Difatti in diverse occasioni la P.S. è entrata in fabbrica, facendoci uscire con minacce di carica
Una sera, dopo l'orario dí lavoro, le lavoratrici stavano discutendo davanti alla fabbrica i diversi problemi, il questore in persona, mettendosi la fascia tricolore, ordinava di sgomberare spingendoci col calcio del fucile; in nome dell'ordine della libertà.
- LA mAcc4iNA bel_ (-412P-e': 01:1-1 MO 114 LUARD IPL
PADR.oNG -E 1:51 SO0
LAcci-le I /
SCHEDA DESCRITTIVA CROUZET
Casa madre in Francia - dipendenti 2500 macchine utensili - strumenti precisione-automatismi
Altre sedi: Spanga - Inghilterra - JugoslaviaGermania
Italia: dal 1959 come rappresentanza in C.so Magenta - successiva organizzazione per riparazioni timer - dal 1961 in Via alcava 6 - in affitto seminterrato (dipendenti 50 circa) - Successiva espansione con acquisto totale fabbricato Valcava 6, con assorbimento di tutto il personale della ditta Mafbo, fallita, e ampliamenfo dello stesso. Attualmente 438 dipendenti.
Via Grigna - Laboratorio prototipi e sviluppo.
1964; Acquisto area Garbagnate (fondo Groane)
1968-: Frriper - stampaggio materie plastichemediante acquisto totale del complesso e assorbimento di tutto il personale occupato - Didendenti attuali .200 circa - Pagato 1 miliardo
1969: Baranzate - affitto - tranciatura parti metalliche e montaggio - Dipendenti attuali 45 circa 1970 nov.: Affitto sede commerciale Via Ciardi 32 * * *
dal 1965 al 69 - Pranzi con gita sociale fino al 1968 • Prestiti senza interessi - regalia 10.000 matrimonio
' Commissione interna - sorta nel 1966 (Fiom) - subito silurata dalla Direzione in cambio della mensa aziendale - Sostituita con « Commissione indipendente » di comodo
— LE oPegA4G - Alociop_Amo LA BOot\i4 PASQUA AL PADRON A4 SU01 SC4Cit\102-2,1 ./—
Sull'aria di "' BELLA CIAO "
Alla mattina , appena alzata
HO BELLA CIAO
Alla mattina appena alzata
A Zingonia mi tocca andar con la nebbia, e il brutto tempo
HO BELLA CIAO con la nebbia e il brutto tempi)
a noi tocca anche viaggiar
Compagne mie, o che tormento
HO BELLA CIAO
Compagne mie, o che tormento ma che vita ci fanno far a Zingonia noi troveremo
HO BELLA CIAO
a Zingonia noi troveremo nuovi ritmi di lavor
Il Capo in piedi col suo bastone
HO BELLA CIAO
Il capo in piedi col suo bastone noi curve a lavorar
E il salvagente a lui è avanzato
HO BELLA CIAO il salvagente a lui è avanzato noi la barca per affondar
Il mio papa che mi vuol bene
HO BELLA CIAO
IL mio papà che mi vuol bene
A Zingonia mi vuol mandar senza mezzi per andar.
1967: Fiom Lettera di sfiducia voluta dalla Direzione e susseguente referendum con promessa - sulla parola - di mezza mensilità (una tantum) per ottenere la sostituzione con commissione di comodo
1970: Nomina dei RAS a sostituzione della CI, scaduto il regolare mandato
1970 luglio: 1° sciopero aziendale per riottenere la mezza mensilità concessa nel 1969 - conclusosi con esito positivo
1970 ottobre: Presentazione delle richiestevedi allegato
La Direzione risponde con 40 sospensioni (revocate dopo 7 giorni) e la minaccia di licenziamento per 27 impiegati - Le agitazioni, su richiesta degli impiegati, venivano sospese rinviando le richieste agli inizi de !febbraio 1971.
Da lavoro alle seguenti ditte:
GI-FE - S. Mamette 38 - Milano - Tranciatura
SSG - Via Marsala 59 - Sesto - Montaggio
FABER - CABLA - Via F. Sforza 3 - Melzo - Montaggio
M E M - Via Macellano 4 - Milano - Montaggio
INTER - MECCANICA - Via Filargo 3 - MilanoStampi
RIMOLDI - Via Varesina - Milano - Stampi e Attr.
BONZI - San Pellegrino - Galvanica
VIMERCATI - Pero - Tranciatura.
SIMPEG - Cesate - Stampaggio
Catene esterne - montaggio tira (5000 timer 'al giorno)
SMAE - Cesate
ARPLAST - Nerviano
415,74P'c 9 n
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2,
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APPUNTI SULLA LOTTA DELLA CROUZET 1972
Riteniamo che non sia potsibile rendersi esattamente conto di quanto sta succedendo in questi giorni alla Crouzet, senza conoscere le vicende sindacali che si conclusero il 5.5.1971 con l'accettazione totale, da parte della Direzione, della piattaforma espressa dai lavoratori, e ad esse collegarsi.
Subito dopo la firma di quell'accordo, i dirigenti vicini alla Direzione, o da essa ritenuti di 5icura fiducia, per rintuzzare l'euforia dei lavoratori per la vittoria conseguita, di-sero testualmente « vi accorgerete tra un anno dell'inconsistenza di questa vittoria ».
Venerdì 11 febbraio 1972, per le ore 17 è convocato dalla Direzione, il C.d.F. e ufficialmente avviene la comunicazione del trasferimento, con la precisazione che nulla è previsto sia per mezzi di trasporto, che per il relativo tempo che questo richiede.
Sabato 12 febbraio 1972. circa 300 lavoratori ricevono una lettera dalla Direzione in cui si dà comunicazione alle maestranze che è imminente il trasferimento dei reparti addetti alla produzione timer, da Milano a Zingonia. una nuova zona industriale. distante circa 50 km.
La comunicazione cade nel momento in cui
C. d F.. unitamente alle organizzazioni sindacali territoriali di catenoria, già preoccupate per una situazione produttiva aziendale che lasciava intendere operazioni non chiare. sia sul piano dell'organizzazione del lavoro che su mieli° dei rannorti sindacali. avevano convocato assemblee di renarto per definire una piattaforma incentrata sella garanzia dei livelli occupazionali e sui miglioramenti di ordine salariale o normativo.
La lettera giurale a confermare l'esattezza delta previsione dei lavoratori, poiché prova che il niann della direzione tendeva a incrementare la nroduzione. contando su unità esterne all i stabilimento di Via Valcava.
Da luna più attenta visione. appare chiaramente che l'operazione era da tempo creperete con meticolosità: l'azienda ha installato nuove catene al di fuori dello stabilimento, che attualmente raaoilmoono il 45% circa di guanto, prodotto in Via Valcava, servendosi anche di forzt. lavoor studentesca e sottoccupata, incorrendo snesso in nravi violazioni delle norme contrattuali.
Tutto è stato fatto nel massimo riserbo possibile. nello snazio di almeno otto mesi e resta tuttora immotivato alle rappresentanze sindacali e alle maestranze che si vuole passive di una ristrutturazione che comporta licenziamenti per lnn lavoratrici. a infondatezza e la falsità delle motivazioni iiff cigli seno evidenti.
L'azienda sostiene che, necessitando un ampliamento della struttura produttiva e non essendole consentito ampliare l'attuale sede di Via Valcava per i vincoli del piano regolatore del Comune di Milano (che ha destinato l'area a zona residenziale) è stata costretta a costruire un nuovo stabilimento a Zingonia.
Ci risulta invece che presso gli uffici competenti non è stata inoltrata nessuna richiesta di ampliamento dell'attuale stabilimento. Al contrarie, gli stessi uffici competenti, da noi interpellati,'hanno dichiarato la loro completa disponibilità ad esaminare deroghe e varianti al piano regolatore.
I capannoni in via di allestimento a Zingonia non sono stati costruiti dall'azienda, nè sono di sua proprietà, bensì affittati, come il terreno circostante, presso la Banca Zingone, che ne è proprietaria.
E' bene tenere presente anche la genericità delle motivazioni del trasferimento che chiaramente è il fatto centrale di una ristrutturazione complessiva della Crouzet, che comprende anche il rientro in sede degli uffici di Via Ciardi e conseguente soluzione del rapporto di affittanza ora esistente.
E' molto significativo che la Direzione voglia evitare ogni possibilità di controllo e di conoscenza globale dei propri progetti, da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
Questa è la linea difensiva della Direzione: La provocatoria scelta di sostenere la sua decisione, servendosi soprattutto dei mezzi repressivi quali:
il licenziamento in tronco di 7 lavoratori (tra cui 5 delegati del Consiglio di fabbrica) avvenuto in seguito all'atto provocatorio di un dirigente, contravvenendo alle norme contrattuali e allo Statuto dei lavoratori; l'intervento massiccio e sistematico della P.S. che per ben due vóite è entrata in fabbrita interrompendo l'assemblea dei lavoratori
(giovedì 17 e lunedì 21 febbraio); le numerose e rapidissime denunce civili e persino penali a carico dei lavoratori più combattivi
La volontà manifesta di rendere pressochè impossibile il trasferimento alle lavoratrici
Lo stato di angosciosa incertezza e di paura del trasferimento nel quale tutti i lavoratori sono *...1.'nuti a causa del totale arbitrio che la Direzione si è assicurato evitando qualsiasi chiarimento del suo operato
La pelese falsità delle motivazioni che sostengono l'inevitabilità del trasferimento a Zingonia. Riteniamo a questo punto di essere in grado di dare una valutazione complessiva di questa lotta alla quale le lavoratrici della Crouzet sono state chiamate.
E' evidente la ferma volontà della Direzione di portare a termine in modo definitivo una rappre' saglia antisindacale con questi precisi obiettivi: sostituire totalmente quella parte delle maestranze che hanno ottenuto con la loro lotta, carica di pesanti sacrifici, di rendere vincente e Perciò operante la piattaforma presentata alla Direzione all'inizio del 1971, assicurandosi quindi la ripresa del controllo sul personale, base indispensabile per garantirsi la regolarità e l'incremento di produzione che la Direzione si è unilateralmente prefissata; avere la possibilità, una volta rinreso il controllo dispotico e paternalistico degli anni '60, di vanificare l'accordo stesso imposto dalla forza che le attuali lavoratrici sono riuscite a costituire nella fabbrica, accordo che la Di-
rezione ritiene troppo limitativo alle sue esigenze di profitto.
Vogliamo far rilevare che per le forze in gioco gli obiettivi che la Crouzet si è prefissa di raggiungere sferrando questa lotta, non si possa parlare di normale piattaforma da risolvere all'interno della fabbrica scontrandosi unicamente sul piano della produzione.
Una risoluzione favorevole alle lavoratrici è possibile solamente coivolgendo anche le forze politiche, anzi sono soprattutto in questa direzione le possibilità determinanti di sconvolgere l'accurato piano padronale e invertire il significato involutivo che la sconfitta delle lavoratrici della Crouzet, scatenerebbe nella zona Sempione e altrove.
Denunciamo fermamente questo vile ricatto padronale alle autorità cittadine e regionali, alle segreteria provinciali FIM FIOM - UILM, alle forze politiche che si dichiarano classiste, proletarie e popolari, perchè si assumano la responsabilità di contrastare con tutte te loro forze — stampa, parlamentari, consiglieri comunali regionali, mobilitazione degli organismi di partito — mesto disegno padronale che colpisce circa 300 lavoratrici costringendole alla disoccunazione e all'umiliazione politica, colpevoli di aver lottato per la dignità e la libertà della classe nneraia e di ogni lavoratore.
E' un momento di verifica al miele nessuno PUÒ sottrarsi senza mettere in discussione la r.ropria autenticità politica.
Il Consiglio di Fabbrica Crouzet Milano, 10 marzo 1972.
Assemblea coi partiti alla Crouzet
Le forze politiche convenute all'Assemblea dei lavoratori della CROUZET, nell'assumere la loro piena solidarietà ai lavoratori in lotta contro l'ingiustificato tentativo di trasferimento dello stabilimento a Zingonia (Bergamo) (tentativo che rileva sempre più il suo carattere punitivo nei confronti delle maestranze e che solleva dubbi circa la reale volontà dell'azienda di procedere alla proclamata espansione dell'attività produttiva) DECIDONO: di effettuare un intervento comune ed immediato presso il Sindaco e la Commissionali comunali competenti, affinchè il Comune offra al possibilità all'azienda di utilizzare suoli liberi nel territorio della Zona 20 per l'impianto su di essi del nuovo stabilimento, promuovendo un immediato esproprio di aree edificabili destinate a zona industriale nel vigente PRG; di effettuare analogo passo, presso la Regione affinchè il Governo regionale usi le proprie possibilità -di intervento; di effettuare un intervento presso il questore e il Procuratore della Repubblica, perchè cessi la intimidatoria presenza della polizia nei pressi della fabbrica che rappresenta una oggettiva e permanente provocazione.
Mozione approvata dall'Assemblea dei lavoratori alla presenza delle forze politiche della DC, PCI, PSI, PSIUP, MPL e della Segreteria Provinciale dei Sindacati Metalmeccanici.
Milano, 19 aprile 1972.
LAVORO IN APPALTO A DITTE DI COMODO
La prima grossa lotta nella Crouzet si è chiusa con la vittoria dei lavoratori, il 7-5-71.
A settembre dello stesso anno sorgono dure piccole aziende: ARPLAST e SMAE, entrambe con macchinario Crouzet (catene di montaggio), tecnici Crouzet, per una produzione esclusivamente Crouzet.
Vale la pena di fare rilevare che queste piccole aziende (40 dipendenti circa) devono svolgere un ruolo preciso: quello di Garantire alla Crouzet un, margine di produzione che le consenta di sonoortare la lotta dei lavoratori di Milano, che la Direzione ha deciso di buttare sulla strada mediante il cosiddetto « trasferimento ».
Questa garanzia di prduzione, la Crouzet ritiene di ottenerla collocando queste due ditte « prestanome » in zone depresse dove abbonda la disoccupazione cronica o addirittura in aumento
(Nerviano) per la chiusura della Bernocchi, Unione Manifatture, ecc.
La tecnica vecchia e sempre criminale è quella di ricattare la miseria del disoccupati per rompere l'unità dei lavoratori e consentire ai padroni — Crouzet — rappresaglie ed enormi profitti. Abbiamo allora le lavoratrici che rifiutano i sindacati, accettano ritmi infernali, lavoro a domicilio mal pagato, lavoro senza orario, lavoro in prova non pagato, multe. intimidazioni, ecc. Inutile finora è stata la richiesta di intervento dell'Ispettorato del Lavoro.
E' una evidentissima manovra antisindacale abilmente giocata dal padrone, sotto gli occhi di tutti i lavoratori, le Amministrazioni locali, le 00. SS. e chi più ne ha, più ne metta.
Un vile ricatto che, facendo leva sulla disoccupazione, immobilizza tutti e consente alla forza padronale di compiere liberamente (e con aualche attestato di benemerenza dalle zone sottosviluppate) le forme di ristrutturazione più radicali.
Tali forme consentono al padronato di effettuare uno scombinamento notevole di occupazione con l'eliminazione della parte più combattiva del Movimento Operaio.
Alla strategia del ricatto in tutti i settori, i lavoratori devono oporsi mettendo in atto tutta la loro forza politica e sindacale, in una lotta che bruci alle radici, questo parassita dell'u-
IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA
Le operaie delle Basette
Tutte noi operaie ci siamo accorte, durante la lunga lotta, che ormai conduciamo da oktre due mesi, del pessimo comportamento del padrone, assieme ai dirigenti del la Crouzet.
Contro questo padrone con i suoi alleati che lo fanno eentire più forte, ci sarebbero parecchie cose da dire , tra le quali vogliamo citarne alcune, che sono successe .
Notando oltre tutto che ci proibisce e ci toglie ogni diritto nei confronfi della classe operaia ( diritti alle assemblee, diritti alle' nostre lotte ) facendo intervenire frequentemente la forza pubblica .
Oltre tutto beffando e ridendo alle nostre proteste sacrosante, giuste del diritto al posto di lavoro.
Ad esempio, un fatto che ci ha colpite maggiormente è questo: un giorno uscendo dal portone con la sua macchi;a, per poco non investiva un'operaia che, ferma come tutte noi in protesta, non aveva fatto in tempo a spostarsi al suo passare.
Altri fatti poi si verificano all'interno della fabbrica dove i capi, girando frequentemente nei reparti, chiedono continuamente chi di noi vuole i permessi, tentando di dividerci, allontanandoci.
Un giorno poi, sempre nel nostro diritto di sciopero e di protesta, entrando negli uffici, davanti alla Direzione chiedendo trattativa e sicurezza al nostro posto di lavoro, questa direzione ci ha accolto con tutt'altre che buone inténzioni, ma con una macchina fotografica per fotografarci tutti ( facendoci beffa dí noi ) quando noi abbiamo tentato dí togliere dalle mani quiesto brutto oggetto, la direzione scagliò sui nostri rappresentanti sindacali e'qualche operaia, picchiandoli licenziandoli poi il giorno dopo,denunciandoli, dichiarando che erano stati loro a picchiare la direzione .
Questi sono .i fatti a cui è giunta la direzione .
Poi ce ne sono altri, di notte, sempre con l'aiuto della forza pubblica, ha bruciato le nostre tende e per ben tra volte, di notte ha portato via la produzione, sempre con la forza pubblica che aiutava .
Inoltre la direzione ha denunciato ben 65 operaie, per scarso rendimento. E una notte , ci ha anche portato via diverse catene di produzione e la polizia aiutava a caricare i camion.
Ma noi non abbiamo paura, la lotta sarà dura, ma uniti si vincerà.
H Comune di Bollate offre alla Crouzet
a Baranzate
BALLATA ( Sull'aria dell'Alfa Romeo )
Noi siamo quelli della Crouzet diciamo alla Direzione che la loro programmazione ci fa proprio compassione
Siamo quelli dell'anno scorso diciamo alla Direzione che ha sbagliato a fare í conti senza avere con noi gli incontri
E benchè noi siamo donne paura non abbiamo diciamo alla Direzione che del loro piano ce ne freghiamo
Noi siamo quelli della Crouzet diciamo alla Direzione che la loro programmazione ci fa proprio compassione .
LA /POLIZIA
E' arrivata ? bum
E' arrivata ? bum
E' arrivata la Polizia con mitra e manganelli chissà quanto la finirà la finirà la finirà
E ha aspettato che fosse notte per portare via la produzion ( ripetere )
E' arrivata .. bum ( ritornello )
Mentre bruciava le nostre tende ha chiuso gli occhi.per non veder
E' arrivata .. bum ( ritornello
Noi della Pula ce ne freghiamo e noi la lotta la continuam
DI DI
stai cati inci le < ed T dec sco der dell il fi L nuc sua sen pad ri, P tegi stai GR! CA'
CC( che unii pro c gra pre celi
terreno ( 180 000 m. q. )
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