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Dibattito unitario17

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Dibattito Unitario

Applicazione accordo 28 -12 - 73

APERTURA VERTENZA DI GRUPPO

Organizzazione coordinamento gruppo

MOZIONE CONCLUSIVA APPROVATA ALL' UNANIMITA'

114:i giorni 31.5 e 1.6.1974 nella sala consigliare del Comune di Sesto S.Giovan ni si sono riuniti a Convegno i delegati dal gruppo Magneti Marelli, con la pre— senza delle segreterie provinciali e na— zionali della FLM • della FULC.

La gravità della situazione generale 6 caratterizzata dall'attacco diretto con— tro la classe operaia con i fatti dilla strage di Brescia.

La risposta operaia, popolare • d•moora— tioa 6 stata imponente: i 200.000 in plaz sa Duomo a Milano, i 300.0Q0 a Roma •oo., l'enorme • indimenticabile panteoipasi•— ne ai funerali, la fermezza della volon— tà di battere attivamente íasgisti • man danti. La strage di Brescia, rappresenta la continuità della trama nera e del.. la strategia della tensione dal 1969 ad oggi. 0'6 però un fatto nuovo: 'nel corse degli ultimi anni la "tenuta" damocrati-4

GIUGNO
BOLLETTINO DEL COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO MAGNETI MARELLI CONCLUSO IL CONVEGNO DELEGATI GRUPPO MAGNETI MARELLI
n. 17
1974
Vertenza con il Governo Vertenza con la Confindustria ( contingenza

oa del nostro Paese ai 6 sempre più con— solidata.

Ecco perché il ricorso alla provocazione terroristica cerca di rigettare indietro la situazione politica e sociale, così 'come nell'autunno '69 la strage di P.zza Fontana cercò di condizionare lo svilup— po democratico dal Paese. A queste pro— vocazioni bisogna rispondere con lotte di massa chiedendo di mettere fuori leg— ge il ILS.I.,andando a colpire alle radi— ci esecutori e mandanti. Solo così 6 poi sibila battere la trama nera e andare a—

vanti.

Occorre che lavoratori e sindacato modi— ficando l'indirizzo economico impresso al nostro Paese e battendo i processi di ristrutturazione guidati dalle grandi im prese saldino le lotte di fabbrica alle lotte generali per imporre un diverso sviluppo sociale ed economico.

Questa proposta sostenuta da adeguate i—. niziative di lotta salda gli obiettivi in difesa del salario e dell'occupazione alle indicazioni per far uscire il Paese dalla crisi politica economica e sociale.

VERTENZA CON IL GOVERNO

Il dibattito ha inoltre sottolineato co— me l'attuale situazione politica ed eco— nomica del Paese, ed i provvedimenti as— sunti dal Governo tendono a colpire le classi meno abbienti continuandola poli— tica del vecchio meccanismo di sviluppo oonomiào, ed in particolare:

— la politioa oreditizia che tende a col pire gli investimenti (specie nelle pio oole • medie industri•) provocando a breve scadenza pericolo di reoeissions

con conseguenti attacci ai livelli oc— cupazionali,

— i provvedimenti restrittivi sulle im— portazioni dei beni essenziali hanno già provocato aumenti dei prezzi, per— petuando un continuo aumento del costo della vita e un ritmo inflazionistico galoppante che corrode ulteriormente i già insufficienti salari e pensioni.

Mentre si fa questo, si bloccano gli in— vestimenti della spesa pubblica • quindi

At4
BRESCIA — Una agghiacciante immagine dell'orrenda strage fascista: sione nella centralissima piazza della Loggia.

ai tolgono di fatto le autonomie agli En ti locali (comuni e provincie) paraliszan do la realizzazione di opere pubbliche già approvate da leggi in merito a: scuole, case, trasporti, asili nido, sani tà, ecc.

Tutto ciò avviene mentre si aggrava la fuga dei capitali all'estero, aumentano continuamente la produzione e i profitti delle rendite parassitarie e speculati— ve. E' chiaro che i nuovi provvedimenti annunciati dal Governo in merito all'au— mento delle tariffe pubbliche: gas, ener gia elettrica, trasporti, benzina e il ritocco indiscriminato delle tariffe IVA aggraveranno ulteriormente le condizioni dei lavoratori.

Il Convegno di fronte a una sfida cosa grave del Governo e del padro nato ritiene sia necessario dare una risposta in termini di lotta generale e articolata a livello di regione T provincia in tempi brevis situi. E' comunque da ritenersi negativo il confronto in modo generi co e tecnico con il Governo che ri schia di coinvolgere il sindacatovi in una politica antipopolare senza diventare mai una vera contrathizio

ne. Considera le prime 2 ore di scio pero come un primo momento di mobilitazione per uscire dalla fase del confronto e passare a una trattativa serrata, che ved4 impegnati,in stretto collegamento fra trattative e azioni di lottai i lavoratori e le confederazioni dando continuità fino al conseguimento di risultati po sitivi e in particolare:

a)investimenti e sviluppo dell'occu pazione nel mezzogiorno;

b)casa: piano edilizia pubblica, equo canone per gli affitti;

c)prezzi politici per i beni di pri ma necessità,blocco dei prezzi am ministrati;

d)detassazione di una quota pari ad almeno 150.000 mensili dei redditi da lavoro e delle pensioni,non ché elevare ad oltre 5 milioni an nue il cumulo dei redditi familia ri unicamente da lavoro dipendente;

e)agganciamento delle pensioni alla dinamica salariale.

Nella foto sti dilaniati di un lavo- I ratore sono stati pietà: l sanuente riteQlt -i e eo-, /ieri" da uno -strieeloge della FLM.

VERTENZA CON LA CONFINDUSTRIA

Il Convegno ritiene necessario giun gere in tempi brevi alla formale apertura di una vera e propria vertenza interconfederale con il padro nato privato e pubblico che in primo luogo affronti il problema del valore punto della contingenza sia per il futuro che per i punti pregres

Milano mercoledì

29 maggio

GESTIONE ACCORDI AZIENDALI E CONTRAT TO NAZIONALE DI LAVORO

Da mesi i vari Consigli di Fabbrica ed il Coordinamento sono impegnati nella gestione degli accordi aziendali e del Contratto Nazionale di Lavoro.'

Riteniamo necessario qui di seguito sottolineare alcuni degli aspetti più importanti sui quali continuare ad operare a livello di ogni stabilimento e di coordinamento:

a) Passaggio dal 2° al 3°livello:azione costante di verifica e con trollo, dell'applicazione degli accordi, affinché tutti i lavora tori passino al 3° livello - en, tro la vigenza del contratto di lavoro - unicamente in rapporto all'anzianità (decrescente) di azienda (prossime scadenze 10~ 1974, 1° gennaio e 10settembres75k

si quale risposta all'attacco al salario. Inoltre si propone una di scussione approfondita e quindi una richiesta intorno alla garanzia del salario. Sui contenuti precisi e det tagliati della piattaforma rivendicativa interconfederale 1n grado di difendere il potere d'acquisto dei lavoratori, ma anche di ribadire lo spirito egualitario su una realtà

b) Giusto inquadramento per i restar ti livelli: proseguire nell'esame in tutti gli stabilimenti - repa5 to per reparto, ufficio per ufficio - dell'incasellamento attuato dall'azienda in modo da eliminare le discriminazioni e ingiustizie compiute dalla stessa e far rispettare, per analogia, i profili e le declaratorie contrattuali 1.0 relazione alle mansioni effettiv2 mente svolte da ogni lavoratore;

e) Ricommizione delle mansioni e arricchimento professionale:iniziare e concordare con l'aziendai un programma in tale senso-in mo do da incidere e sull'attuale or ganizzazione del lavoro, deterrai nandone un mutamento che realizzi una ricomposizione delle mansioni (sia nei reparti che negli uffici) e consenta un arricchirne; to e sviluppo delle capacità pr2

salariale che lasciata a singole iniziative rischia di accentuare una disparità sempre maggiore fra occupati, sottocupati e disoccupati. Il Convegno della Magneti Larelli richiede alla federazione CGIL-CISLUIL di aprire un'ampia consultazione in tutte le strutture sindacali (C.d.F., C.U.Z., coordinamenti nazionali ecc.) e tra i lavoratori in

modo da giungere alla definizione delle richieste ed alla presentazio ne alle controparti sul tema della contingenza, I lavoratori ed i dele gati del gruppo Magneti Marelli si dichiarano fin d'ora disponibili ad una lotta.

fessionali, ed il conseguente pas saggio a categoria superiore; Controllo degli investimenti: oc corre verificare rispetto agli impegni assunti dalla Direzione l'attuazione degli investimenti; Ristrutturazioni: l'attacco padronale in atto contro i lavoratori passa oggi attraverso un ten tativo di rimettere in discussio ne le conquiste operaie sul problema dei ritmi di lavoro e le ristrutturazioni tese a fare del la forza lavoro un elemento variabile. Su questò piano occorre una ferma presa di posizione ed un controllo operaio continuo;

Ambiente di lavoro:

1-Completare le indagini in corso e coordinarle traendone tutte le conseguenze rivendicative.

2-Far introdurre i libretti sani tari e di rischio individuale previsti dal contratto; così Pure per i registri dei dati ambientali e biostatistici.

3-Interventi in particolari reparti o settori produttivi can particolari caratteristiche am bientali (rumori, sostanze no-1 cive, ecc.) facendosi carico di alcuni problemi oggi esister ti al fine di affrontarli sulla linea indicata dal sindacai» (rld montizzazione: modifica de gli ambienti e della organizzazione del lavoro).

Nessun punto degli accordi sottoscritti deve restare inapplicato!

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r2 e o e

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DI GRUPPO

Stabilito che oggi é soprattutto ne cessaria una risposta alla sfida re cessava, ciò non significa certo il blocco dell'iniziativa in fabbrica e pertanto il Convegno ha deciso di aprire la vertenza aziendale di gru po sui seguenti punti:

Premio di produzione ricontrattazione del P.P. e auman to dalle attuali 202.000 a Lama» con relativa mensilizzazione.

Premio gratifica feriale istituire in un massimo di due an ni un premio gratifica feriale

che raggiunga il valore di una mensilità uguale per tutti da cor rispondersi ogni anno prima delle ferie. Il criterio di tale richie sta deve essere in base al monte salario stipendi complessivo diviso il numero dei dipendenti le gato alla dinamica salariale.

Contributi sui problemi sociali

- rivendicare all'azienda il versamento ad enti pubblici e consorzi pubblici dell'i% del monte salari e stipendi in merito agli asili nido, case, trasporti, medicina preventiva del lavoro, ecc.

L'entità, la natura e la dislocazione periferica del grna po M.M., che investe tutto il territorio nazionale, pone di fronte a realtà e situazioni estremamente diversifica te per cui necessariamente è inderogabile un rafforzamen te della struttura sindacale di gruppo per riuscire a re capire tutte le realtà ed a coordinarle.

In particolare si ribadisce :

— la necessità di tener maggiormente conto di tutte le singole realtà di stabilimento

Callegamento maggiore con la F.L.M. e F.U.L.C. nazione le e con le strutture provinciali e di zona del sinda— cato considerando anche la realtà sindacale e politica

In cui sono inserite le unità produttive. Tale collegamento và tenuto e rafforzato in particolare nei confronti dei C.U.Z. tenendo anche conto che la questione dell'i% impegnerà ogni CdF in questa direzio e. I C.d.F. strutture di base del Sindacato, contri hmiscoae, nella loro autonomia, alla elaborazione della linea pito complessiva del Sindacato, all'interno della amale una volta stabilite le indicazioni politiche o— p1 delegato i impegnato a seguirle.

l'amtenemia i intesa anche come capacità del singoli C.d.F. di affrontare unitariamente i problemi che «ber 941110 nelle singole unità produttive e di capacità di in "vidimare fra questi, quei problemi la cui dimensione e templessitli vanne oltre alla dimensione della fabbrica ed investono dirottante il Comitato di Coordinamento quindi tutto 11 gruppo.

Centoperaneenente autonomia nel dire anche capacità

di andare ad un confronto tra le varie realtà molto di— versificate presenti nel gruppo ed avere la capacità di trarre una sintesi politico—sindacale che deve diventa re poi la linea in generale sulla quale tutti i C.d.F., tutti i delegati e tutti i lavoratori del gruppo M.M. devono muovere per conquistare gli obiettivi fissati. Una rinuncia a questo ruolo, obiettivamente, costitui— sce un orientamento politico tale da introdurre elemen— ti di divisione tra lavoratori e rafforzare quindi la posizione dell'azienda.

Il C.d.F. non può avere un ruolo solo nel momento in cui apre una vertenza ■a deve avere un respiro molto più ampie che si colleghi all'applicazione degli accor di stessi ed alla vita sindacale in genere.

Tenendo presente l'esperienza di questi anni e gli aspet.ti sopra esposti si propongono la seguenti modifiche alle strutture del Coordinamento.

1— STRUTTURA DEL COORDINAMENTO

— Coordinamento dei C.d.F. : vi fanno parte tutti i de— legati plò i rappresentanti della F.L.M. e F.U.L.C. nit zionale , provinciale e di zona; sì convoca almeno due volte all'anno per indicare le linee generali su cui muoversi.

— Comitato di Coordinamento composto da n! 411 delegati alli i rappresentanti F.I.N. e F.U.L.C. Nazionale, pro— vinciale e di zona.

— Segreteria del Comitato di Coordinamento di ne 13 com— ponenti.

ORGANIZZAZIONE COORDINAMENTO GRUPPO

COMITATO DI COORDINAMENTO : è composto da na 49 delega ti ( un delegato ogni 300 lavoratori per gli stabbli— menti oltre i 1000 dipendenti, 1 delegato ogni 200 la— voratori per gli stablilimenti fino a 1000 dipendenti).

Tale indicazione deve tuttavia tenere conto di partico lari realtà esistenti in alcune unità del gruppo.

3— SEGRETERIA DEL C.d.C. : è composto da 13 componenti; verrà eletta dal C.d.C. nella sua prima riunione.

Nell'eleggere la Segreteria il C.d.C. deve tenere pre— sente la realtà del gruppo e quindi, unitamente al pro blemi politici e di funzionalità, si deve fare in modo che i componenti la stessa siano collegati a più realtà e non solamente a quella milanese.

Essa deve mantenere i contatti con la F.L.M. e F.U.L.C. Nazionale e con le rialtà territoriali e provinciali.

4 — FUNZIONALITA' DELLA SEGRETERIA

con rotazione bimestrale, un componente della segre— teria viene staccato presso la sede dello stesso Comi— tato di Coordinamento a Milano.

Nell'effettuare la rotazione bimestrale si deve tener conto sia degli aspetti politico—sindacali, che dei settori produttivi nonchè della dislocazione geografi— ca degli stabilimenti.

La Segreteria che deve funzionare nel suo insieme do— vrà assicurare un permanente e continuo impegno sinda— cale nell'ambito del Coordinamento stesso.

49

I componenti il C.d.C. vengono eletti dai rispettivi C.d.F. in modo da garantire una qualificata , permanen— te e responsabile partecipazione alla direzione della politica sindacale nel gruppo.

5—

Si propone di dar vita ad alcune commissioni di la— voro per meglio affrontare i problemi esistenti.

Tra queste indichiamo : Medicina del lavoro (Coordinamento tra le iniziati ve in atto e impulso per gli altri stabilimenti. Problemi sociali.

2 —
In particolare : Stab. N 15 Stab. A Stab. B 2 Carpi 2 Potenza 3 Torino 3 San Salvo 8 Pavia 4 Romano L. 2 Alessandria 2 Firenze 1 C.R.E.A. 1 Filiale MI 1 Altre filiali na delegati
IXàéMODOMIXXXXIMOIXXXXIMIUMAX0XXXXXXXIMMXXXXXXXX
COMMISSIONI DI LAVORO
•-• law.
colori listata a lutto. BRESCIA — Un aspetto del grande corteo funebre che si à snodato da piazza della Loggia. Folte delegazioni di lavoratori hanno portatie.Juiedisos_rmaika_ida.

i- BOLLETTINO DI GRUPPO DIBATTITO UNITARIO

Esso va rilanciato, facendolo diventare veramente il 'Bollettino Sindacale" di tutto il gruppo, per fare ciò è necessario :

uscita regolare, almeno una volta al mese; collaborazione attiva di tutti gli stabilimenti mediante la nomina di un corrispondente per ogni sta bilimento;

Costituzione di una redazione centrale composta da tre delegati degli stabb. dell'area milanese; Che la stessa redazione elabori con il contributo del vari C.d.F., la costituzione di un bollettino informative per tutti i delegati del gruppo.

7- AUTOFINANZIAMENTO DEL COORDINAMENTO

Il gruppo si è ampliato, le attuali disponibilità fi— nanziarie non consentono di affrontare i vari proble— mi; conseguentemente è necessario operare in tre di— rezioni :

aumentare il contributo dei lavoratori da Lit.200 a Lit.500;

richiedere un contributo alle F.L.M. e F.U.I.C. Provinciali e Nazionali facendosi carico di situa zioni anomale esistenti,al fine di superarle; richiedere all'azienda il pagamento delle spese per partecipare alle trattative e agli incontri con la direzione; per la copertura delle spese di viaggio, di trasferta, nonché le ore per lo staccato a rotazione della segreteria, vanno rivendi— cate anch'esse alla direzione.

COMUNICATO A TUTTI I LAVORATORI DEL GRUPPO MAGNETI MARMI

Il Convegno Nazionale del gruppo Magneti Marelli (255 delegati in rappresentanza di 13.000 lavoratori) riunito a Sesto

S.Giovanni il 31 Maggio - 1 Giugno 1974 denuncia ai lavoratori l'atteggiamento assunto da alcuni delegati (7) dello sta bilimento "N" nel corso del dibattito e oonfronto che si stava sviluppando democraticamente al fine di trovare una sintesi unitaria da sottoporre a tutti i la voratori del gruppo per aprire poi la vertenza aziendale.

Costoro, a fronte di ciò, hanno scelto, dichiarandolo in un loro - intervento non solo e non tanto una linea contraria in ordine al documento proposto da una delle ()ammissioni del Convegno, ma, quel ohe é più grave, abbandonando il Convegno step so, si dichiaravano liberi di fare ciò che più ritenevano opportuno.

Pertanto il Convegno invita tutti i lavo ratori ad un rapporto più stretto oon i propri delegati ed una verifica del comportamento degli stessi nell'ambito delle riunioni sindacali.

Inoltre, delegati del Convegno Magneti Mi rolli esprimono la più ferma disapprovazione ritenendo questo atteggiamento lesi vo alle indioazioni espresse unanimamente da tutti i delegati del gruppo,e alla li nea più complessiva del Sindacato.

Infine si ritiene che l'unità del gruppo e dei lavoratori é la condizione fondamentale per lo scontro che ci attende sui problemi generali e sui problemi aziendali.

Pertanto ooloro che ritengono di avere posizioni diverse e, rispetto al confron to ed alla sintesi unitaria, compiono scelte ed usano metodi tipici dell'azione scissionista, obiettivamente, quindi assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità, si pongono in una linea estranea agli interessi più generali del movimento organizzato; costituendo,di fat to, un elemento di divisione.

Di fronte a simili fatti, i delegati del gruppo Magneti Marelli presenti al Conve gno Nazionale, la FULC e la FLM invitano i lavoratori a rafforzare la loró unità di fabbrica e di gruppo Nazionale per pro pararsi ad affrontare le impegnative battaglie che ci attendono.

Sesto S.Giovanni CONVEGNO NAZIONALE 1.6.1974 Gruppo XAGNET I MAREULI

WL Questo documento 6 stato appróvato oon un solo voto contrario e 2 astenuti.

FIOM FIM UILM

Consiglio di fabbrica della MAGNETI MARELLI

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

LAVORATRICI, LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI!

Nella serata di lunedì 1 giugno si è tenuto la prima riunione del Consiglio Unitario dalle fabbriche Magneti Marelli nel corso della quale si è compiuto per oltre 5 ore un apporfondito esame della situazione sindacale esistente nei diversi stabilimenti e si è pervenuti, sulla base della consultazione fatta fra i lavoratori, alla decisio ne di api-ire la vertenza all'Assolombarda per una serie di problemi, mentre per altri si è convenuto di portarli avanti direttamente in azienda, tra Commissioni Interne e Direzione.

Di seguito riportiamo sinteticamente i diversi problemi sui quali invitiamo tutti i lavoratori ad approfondire ulteriormente con i propri delegati di reparto ed uffi cio affinchè tutti siano precisati anche nei loro particolari prima di giungere alle trattative con la Direzione.

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA PRESENTATA ALL'ASSOLOMBARDA

l^ - PREMIO DI PRODUZIONE: considerato che lo stesso è scaduto il 31 dicembre 1969, si richiede di rinnovarlo per l'anno 1970, elevandolo, dal l'attuAle L. 21.600 annue, a L. 10.000 mensili per 13 mensilità.

2^ - QUALIFICHE : considerate le caratteristiche produttive della Magneti Marel li e le mansioni che i lavoratori effettivamente svolgono ridulta che la 5^ categoria è completamente superata e la 4^ è anacronistica perchè in essa viene inquadrato quasittutto il personale femminile indipendentemente dal lavoro che svolge. Anche la 4^ categoria impie gati non ha più una vera ragione d'essere per le mansioni sempre pitt complesse che vengono affidate agli impiegati in vittù anche dell'abolizione della 5^ avvenuta con il rinnovo contrattuale.

Si chiede quindi una generale revisione del sistema categoriale, revisione che deve partire dal superamento della 5^ e 4^ categoria operai e della '4^ categoria impiegati. Si chiede inoltre l'abolizione del carattere "discontinuo" per i lavo ratori addetti,

3^ COTTIMI E COMPARTECIPAZIONE : in merito ai cottmi ed alla compatte cipazione al cottimo i delegati di reparto e linea sono impegnati - per far compiere le scelte definitive - ad approfondire il proble ma assieme ai lavoratori della propria squadra e reparto sui seguenti aspetti, come sono stati proposti nella riunione:

- Eliminazione del cottimo alle linee e alle macchine vincolate, con la corresponsione di una percentuale fissa superiore all'attuale media di guadagno, controllo dei ritmi, grado di saturazione, ecc. ;

Riproporzionamento delle tariffe di cottimo alle nuove paghe contrattuali affinchè le percentuali dei guadagni di cottimo sia fatta su pagine reali e non sulle paghe del 1966 che sono inferiori di circa 150 lire orarie;

Revisione delle percentuali di compartecipazione e collaborazione, in particolare per determinati gruppi di lavoratori (rifornitori linee, carellisti, servizi SAMAS, ecc.);

Pause: aumento delle pause ed istituzione delle stesse al repar to Galvanica, ecc. ;

Garantire come minimo una percentuale di guadagno sulla nuova paga, pari alla media di stabilimento a tutti i lavoratori e ricomporre le operazioni parcelizzate in operazioni multiple (cioè riportare tutti i lavori a complessi riunificando le lavorazioni semplici).

Poiché su queste diverse e non tutte unificabili proposte sono emer se opinioni differenti si è deciso che i lavoratori con i propri delegati dovranno approfondire il problema per_ poi compiere le scelte definitive da rivendicare alla Direzione.

4^ - DELEGATI E CONSIGLIO DI FABBRICA: si rivendica il riconoscimento e la tutela per tutti i delegati ed il Consiglio di Fabbrica nella sua integrale composizione così come è stato eletto.

LAVORO NOTTURNO; si rivendica la eliminazione del turno di notte per tutte le lavorazioni non a ciclo continuo, e l'aumento delle percen-' tuali notturne;

6^ - VARIE: eventuali problemi particolari .

PROBLEMI DA AFFRONTARE IN SEDE AZIENDALE DA PARTE DELLA COMMISSIONE INTERNA

Come si è detto prima il Consiglio ha discusso anche altre numerose richieste, dando mandata alla Commissione Interna perchè le sottoponga rapidamente alla Direzione aziendale.

Ferie : tre settimane consecutive di ferie per tutti. Non computo •del sabato come giorno lavorativo nel periodo di ferie.

Ambiente di lavoro: si è ribadito al principio che la nocività e il rischio vanno radicalmente eliminati e non "monetizzati". Per tanto, da un lato si pone il problema di una modifica radicale di certi ambienti di lavoro, dall'altro di acquisire determinati strumenti di indagine, in particolare si richiede:

- diritto di indagine da parte di istituti specializzati sugli ambienti di lavo ro e sulle presenze di sostanze nocive in certi reparti;

- istituzione del libretto sanitario e di rischio per ogni lavoratore;

- istituzione del registro dei dati biostatid per ogni reparto.

- Lavoratori studenti: migliorare ed ampliare, l'accordo sui lavoratori. studenti 4^ elemento: garantire un minimo di 4^ elernentoa tutti i lavoratori, nel va lore da definirsi daparte dei lavoratori ssieme ai delegati di reparto e squadra;

- trasferte: migliorare il trattamento di trasferta; impiegati: si deve definire con gli impiegati i problemi relativi alla mobilità interna, all'aggìxnamento professionale ed al] categorie. Inoltre si deve definire come affrontare il probi< ma del sabato per le ferie e le festività.

Lavoratrici, lavoratori della Magneti ìMarelli!

Al termine della riunione il Consiglio di Fabbrica ha deciso che oltre alla definizione dei punti in'. sospeso i delegati devono consultare tutti i lavoratori in merito allo straordinario sia dal punto di vista contrattuale che palla necessi tà di sospendere gli stessi quale prima forma di pressione per la soluzinne dei problemi posti alla Direzione.

Su questi problemi ci sarà uria prossima riunione del Consiglio di Fabbrica con tutti i delegr.ti.

Tutti hanno il dovere, :3310 i] diritto, di partecipare alle decisioni con i propri delegati di reparto ed ufficio. Nou serve a niente mugugnare dopo, bisogna partecipare prima alla formazione è definizione delle decisioni che Vi riguardano.

5 -* -

STABILIMENTO "N/D"

Bonfanti Giovanni

Esposito Salvatore

Capodieci Giuseppe

Tomè Gino

Alberghini Bonaventura

Chignoli Stefano

Bonelli Luigi

Seregni Egidio

Pandolfi Oreste

Scaramella Nicola

Maugeri Rosario

Reale Antonio

Berti Deglans

Rignanese Donata

Sangineto Alba

Cipolla Raffaele

Spiluttini Omobono

Di Palma Angelo

Sironi Giuseppe

Antozzi Carlo

Calzolari Lisetta

Iacono Giovanni

Formaggia Antonio

Furlanetto Edda

Iacobellis Giuseppe

Garbagn.ati Giovanna

Villa Giacomo

Di Gioia Antonio

Bellitta Giuseppe

Soma Antonina

Forino Vincenzo

Magni Giacomo

Giamundo Arcangelo

Santarsiero Angelo

Alessandro Lino

Manenti Giovanni

Maroccoli Giovanni

Riccio Mario

Giardini Roberto -

Farina Pietro

STABILIMENTO "B"

IVI2rinon Andrea

Baschiera Gina

Poli Franco

Scotti Pio

Fonderia

Mabo e Spedizioni

Avio

Samas D crudo tt

Mamttenz. affil.

Viteria

D montaggio

Vimercati .Angelo(dirmis. ) 2^ sez. macc.

Rodia Teodoro montag. tergi

Fleres Antonina

La Torre Michele

Tomaino Antonio trombe

Dionisio Antonio

Car etto Ines indotti-bobine

Frigerio Angela

Giorgi Michele

Mar cas soli Giovanni lavor. tergi

Cantù Giuseppina IVsez. bob.

Castagnaro Maria li it li

Ludovico Luciano "montag.

Forte Antonio(dimiss. !I tt II

Gaiani Giordano "lavoraz.

Bellesia Umberto Il II II

Alù Arcangelo mensa e vari

Galvanica tt

Contatti

Piccola Serie tt

Assemblaggio tt

Tranceria tt

3 ^s ez. mont. FIAT " Marelli induttori rep. macchine

Il II tt tt tt it Indotti mag. controllo arrivi

2^sez. montaggio

II II tt

Il II macchine

II II tt

II II I/

Orlando Giuseppe

Carrara Raffaele

Serizzi Pietro

La Monaca Maura sala provae controlli

Fiorini Antonio uff. imp. spese

Turchia

Galbiati Franco uff.prod. segr. pers.

Bogngna G. Carlo off. 2-man. s.

Cassader Franco " l-D-Samas

Mazzucconi Orlando imp. -D. P. E.

STABILIMENTO "A"

Abbiati Adriano reg. mauntenz. tran.

Di Meo Donato magazzini

Franco Giovanni tt

Ferrari Danila . Pizzagalli

Ruggero Giovanna

Brambilla Franca tt

Foglio Giuseppe circuiti stampati

Sartori Anna oraria I/ tt

Boccadoro Eugenio 4^piano• + TV

Brivio Luigi autisti

Longo G. Carlo

Brambilla Adele rep. TV-RD

Crafa Edoardo il

Dani Satullo

Ardito Alessandro mensa

Devono essere ancora eletti i delegati im piegati dello stabilimento "A" e i delegati dello stabilimento "C".

Le elezioni si terranno nei prossimi giorni

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Il testik dell'accor

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La F.I.O.M., la F.I.M. e la U.I.L.M. ritengono necessario — come sempre fatto — diffondere tra tutti i lavoratori il testo integrale dell'accordo per una serena valutazione ed una approfondita conoscenza di esso, premessa indispensabile di nuove più avanzate conquiste.

L'ACCORDO SINDACALE — Firmato dopo l'approvazione delle assemblee. E' un importante risultato di 3 settimane di sciopero del rendimento che ha visto, per la prima volta, l'introduzione di questa efficace avanzata forma di lotta sulle linee e nei reparti.

Commentiamo brevemente i punti qualificanti dell'accordo:

IL PREMIO - pur non essendosi raggiunto l'obiettivo prefisso, l'ammontare del premio è più che triplicato rispetto a quello precedente.

IL COTTIMO — Il nuovo sistema apre la strada al superamento del cottimo alle linee con ritmo

vincolato.

A quanto sopra va aggiunto, a far data della sua applicazione, la percentuale media che sarà calcolata con il nuovo valore del punto di rendimento.

Questa trasformazione è una garanzia, per i lavoratori, del loro guadagno, del ritmo, della contrattazione, del numero del personale addetto alle linee. La stessa garanzia è estesa per i tempi morti dovuti a cause tecniche (mancanza di materiale, attesa lavoro, scorie, ecc. e per tutte quelle ragioni indipendenti dalla volontà del lavoratore). Apre la strada per un allargamento a tutta l'azienda a tale sistema, al fine di eliminare squilibri che oggi esistono fra le squadre.

Dobbiamo però vigilare perchè questa applicazione sia fatta con i criteri e lo spirito che ha animato la trattativa.

AMBIENTE — Abbiamo conquistato il diritto fondamentale di svolgere in fabbrica un'indagine partendo dai reparti dove maggiore è la nocività; questo — della documentazione e della conoscenza — è il punto di partenza necessario per un'azione che ci deve impegnare tutti con l'obiettivo dell'eliminazione della nocività e del rischio.

LE QUALIFICHE — Sulle qualifiche si apre un nuovo capitolo che abbandona il fattore discriminatorio, e si avvia a risolvere il problema più importante che riguarda la eliminazione graduale della 4' categoria, contrattando sulle mansioni specifiche, già dal 22 luglio passeranno alla 3` categoria un primo gruppo di circa 250 lavoratori.

Inoltre entro il 30 settembre verranno esaminate le mansioni di tutto il personale in 4' categoria per stabilirne poi la data di passaggio in 3" a scaglioni successivi.

Quante saranno che avranno la nuova qualifica non è precisato, tuttavia si sono individuati i criteri che informeranno i passaggi: tutte le lavoratrici che hanno prestato lavoro in più piazze lungo le linee, automaticamente verranno inquadrate nella 3' categoria; si tratta di fare una forte pressione per portare al minimo le lavoratrici, e da questo effettuare il passo decisivo per la totale abolizione della 4' categoria.

Lo stesso discorso lo si deve fare per il lavoro discontinuo e per le impiegate.

LAVORO NOTTURNO

Fermo restando che la notte è fatta per dormire, debbono lavorare solo coloro che fanno un lavoro a ciclo continuo, ribadiamo che questo è l'obiettivo che ci prefiggiamo ed è anche l'impegno dell'azienda. ;egt.liz t•t

FIOM FIM UILM Magneti Marelli
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LAVORATRICI, LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI !o, ns;sggogOxagoltej.b7-*30beJ

Addì 22 luglio 1970, in Milano

Tra l'Associazione Industriale Lombarda in persona dell'Avv. Salvatore Arengi che rappresenta ed assiste la Ditta Magneti Marelli presente nelle persone del Dott. Gabriele Ferrini - Avv.Franco Petrelli - Dott.Domenico La Monica e i Sindacati Provinciali dei Lavoratori

F.I.O.M presente nellé persone dei Sigg.Renato Maiorano e Cesare Moreschi

F. I .M . " Sigg.Lorenzo Cantù e Giampiero Colombo

U. I .L .M It " Sig. Domenico Magnani

e le Commissioni Interne degli stabilimenti A - B - C - D - E - I - N - SAMASU - Q. ed i Rappresentanti Aziendali Sindacali si conviene quanto segue:

Premio di Produzione - Il premio di produzione di cui all'art.3 - Parte Comunedel C.C.N.L. viene elevato da annue L. 21.600.= ad annue L.75.000.= (settantacinquemila) pro-capite comprensive di tutti gli istituti contrattuali. Le date di erogazione saranno concordate in sede aziendale.

Cottimi - L'Azienda si dichiara disposta a sostituire all'attuale sistema di cotti-

A) mo alle linee di montaggio con trasportatore a catena o a giostra un sistema più consono alle caratteristiche di tali lavorazioni.

B) Il sistema dovrà assicurare la possibilità per i singoli lavoratori di conoscere la correlazione esistente tra produzione oraria e relativo utile di cottimo, nonchè di controllarne i risultati.

C) A tal fine l'Azienda comunicherà per affissione sui posti di lavoro: il numero degli addetti alle singole squadre o linee, la produzione oraria corrispondente, il numero dei sostituti,

d) la durata delle pause, l'indice di rendimento, il valore in lire del punto di rendimento riferito alle categorie interessate.

D) Nel caso di variazioni dovute a ragioni tecnologiche, di programmazione od orga7t2A nizzative, saranno comunicate - sempre per affissione - le conseguenti variazioni nel numero degli addetti, dei sostituti e nella corrispondente produzione oraria.

Resta salva la facoltà dei singoli interessati e della Commissione Interna di avvalersi delle normali procedure ai fini di eventuali contestazioni.

Per la messa a punto del nuovo sistema di cui al paragrafo A), la Direzione terrà conto delle indicazioni delle Commissioni Interne e dei Rappresentanti Aziendali Sindacali.

F) Le operazioni di cui al paragrafo E) saranno compiute entro sei mesi dalla data dO1 presente accordo.

Categorie - La Ditta esaminerà, nell'ambito delle norme contrattuali vigenti: entro il 30 settembre c.a. le posizioni di lavoro del personale operaio di IV e 11,categoria; entro il 15 ottobre quelle degli operai discontinui con contemporanea verifica dell'esattezza dell'inquadramento; ed, eventualmente, entro il 30.11.70 quelle dei singoli impiegati di IV categoria, con priorità per le segretarie.

I risultati saranno comunicatii entro le date suddette, alle C.I. le cali potranno richiedere il riesame di eventuali c l controversi. 54. /Al

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Lavoro notturno — La percentuale di maggiorazione per coloro che prestano la loro opera in ore notturne viene elevata al 30%, fermo restando l'intendimento dell'azienda di ridurre al minimo indispensabile tali prestazioni notturne.

Percentuali di collaborazione e compartecipazione -

- La percentuale dei compartecipazionisti viene elevata da 40% al 45%;

— Gli addetti alle mense vengono inquadrati come collaborazionisti con la per— centuale del 61% per gli stabilimenti A, N, D, SAMAS, C e del 67% per lo sta— bilimento B; i carrellisti di sezione e i rifornitori di linee di montaggio a tappeto o a catena percepiranno una percentuale del 65%.

Lavoratori studenti — Studenti non universitari — I trattamenti aziendalmente in atto per gli studenti di scuole serali di cui all'elenco allegato alla comunicazione 1/4870 del 24.9.68 e successive inte— grazioni vengono estesi a tutti i lavoratori frequentanti corsi di studio di scuole secondarie o di qualificazione professionale statali, parificate o le— galmente riconosciute, con contemporanea elevazione dei permessi retribuiti da 15' a 30/. Inoltre i permessi di cui al punto 6) della stessa regolamenta—i, zione vengono elevati da 40 a 60 ore e quelli di cui al punto 8) da 80 a 100 ore. Infine l'Azienda corrisponderà un concorso forfettario di L.15.000.= (quindicimila) per l'acquisto dei testi scolastici. A‘ beflepiG torr-(3' occiceil:Te Decorrenza dal prossimo anno scolastico. !n rne›t:n3 2nche .3 cc,lc -e, che Studenti universitari —

1.,n3 seta v A-3 clu,ey,erc npetere una tJ Sc 11<k degli stvch, La regolamentazione in atto viene estesa a tutte le facoltà universitarie legalmente riconosciute. Inoltre i permessi retribuiti di cui al punto 2) della regolamentazione vengono elevati da 100 a 120 ore con frazionamento su 6 periodi; frazionamenti diversi possono essere considerati a fronte di particolari esigenze. Decorrenza dal prossimo anno accademico.

Mobilità interna ^ L'Azienda porterà a conoscenza del personale la disponibilità di posti impiegatizi.

Trasferte — Ai valori in atto per operai e impiegati vengono aggiunti:

L. 200.= per ogni pasto

L. 400.= per ogni pernottamento

Ambienti di lavoro — L'Azienda conferirà, per gli stabilimenti o reparti che verranno concordati in sede aziendale, un incarico all'ENPI o alla Clinica del Lavoro e comunicherà alla Commissione Interna i risultati delle indagini effettua— te dall'Ente incaricato. Tali risultati saranno sottoposti ad esame congiunto tra la Ditta e la C.I. per umcordare i provvedimenti e le misure che si ren— leranno necessarie.

L''-iende conco Aerà con la C.I. llordine di priorità dei reparti da esaminare. Sat irrltre esaminata con li'Entie incaricato la p ssibilità di istituire il re—

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gistro dei dati biostatici per reparto ed il libretto individuale sanitario e di rischio.

Letto, confermato e sottoscritto.

Vulg.AgkiJ ,4-:;•Pr.4.4-1j4 143.;;A , i tr7 pir''14h; etA2,61.in . .J.t.- f - -ft..A:4 r 'ik-Qfdq5 47-1ii~ri';ktl' ti +i ii'' -iV5ifiit £ I.R.iti I A Mi idr;rX.6"q ...... ...i.en. p. LA F.I.O.M. p. L'ASSOCIAgONE INDUSTRIALE LOMBARDA (
aANAB znaplo- 4_%A le4 d lsb k ,,u-e/1 ) LA DITTA , p. LA F.I.M. MMISSIONI INTERNE L/t caU2 Oks ,V913 tisi=r 4,V3V p. LA U.I.L.M. p. I RAPPRESENTANTI AZIENDALI SINDACALI (13 -VJ (‘:.•:.)t-

Fermo restando quanto indicato in materia di categorie dall'Accordo 22.7.7Q, la Direzione della Magneti Marelli che svolgono le seguenti mansioni tranciatura e presse

tornitura

fresatura foratura su trapani maschiatura su maschiatrici forni alta frequenza

serigrafia

brocciatura

conviene che le operaie vengono passate alla III categoria.

Milano 22 luglio 1970

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La stessa opererà investimenti estensivi. Nel fratt,m1po con la Direzione è stato concordato che la percentuale sulle ore notturne sia portata dal 15 al 30 per cento con un aumento orario da 90 a 180 lire orarie di media, e ribadito che le prestazioni notturne saranno ridotte a (minimo indispensabile (forni ecc.)

PERCENTUALE DI COLLABORAZIONE E COMPARTECIPAZIONE

Sulle percentuali per coloro che sono addetti ai servizi, come autisti, fattorini, infermieri, pompieri, guardie, ecc., è stato realizzato un guadagno di 5 punti sulla percentuale di stabilimento mentre il personale addetto alla mensa ha fatto un passo notevole passando da discintinui a economisti ed aumentando la loro percentuale sulla media di stabilimento di 21 punti con un meritato aumento sulla loro retribuzione. Anche per gli operai ad economia, legati al rifornimento alle linee, si è fatto un passo portando la percentuale di collaborazione al 65 per cento della media di stabilimento, guadagnando 4 punti.

IMPIEGATI

MOBILITA INTERNA

Detta questione, che interessa gli impiegati, va verso la realizzazione, con l'accordo raggiunto. Infatti l'azienda porterà a conoscenza del personale impiegatizio i posti vacanti per cui si possa concorrere con un giudizio sereno e indiscriminato a ricoprire responsabilità superiori, da parte del personale già dipendente dalla Magneti Marelli.

AGGIORNAMENTO TECNICO

L'azienda emanerà quanto prima un comunicato con cui si impegna a mettere a disposizione di tutti un locale in cui verrà raccolto materiale informativo (riviste, libri, pubblicazioni varie, ecc.) che dovrà servire a chiunque intenda perfezionare il proprio aggiornamento tecnico.

Completano il quadro i miglioramenti per i trasfertisti e gli studenti lavoratori.

La valorizzazione di questo accordo — seppure con i suoi limiti — e l'approfondimento di alcuni istituti su cui la discussione e il confronto devono restare sempre aperti, costituiscono la premessa fondamentale del rafforzamento dell'unità di tutti i lavoratori della Magneti Marelli attorno a certe scadenze importanti non rinviabili.

Tutto questo va portato avanti con altri problemi, per es. il 4° elemento, che a livello aziendale deve trovare una sua giusta soluzione. Occorre però che la forza, la combattività sia indirizzata in unp sola direzione e assieme trovare l'unità per portarla avanti fino al raggiungimento di tali obiettivi.

Le Organizzazioni Sindacali FIOM - FIM - UILM

UN DISCORSO CHIARO AI « GRUPPI »

Al di là di ogni facile contestazione, se si vuole conseguire concretamente e nel miglior modo possibile l'unità dei lavoratori, è necessario mettere in evidenza e chiarificare l'atteggiamento, a volte deleterio, di alcuni gruppi organizzati che agiscono al di fuori del Sindacato.

Lungi da noi l'idea di voler istituire un « cordone sanitario » attorno alla fabbrica, crediamo però che questi gruppi debbano chiarire alla gran parte dei lavoratori i loro atteggiamenti piuttosto equivoci che hanno tenuto in talune circostanze.

Lo sforzo che assieme dobbiamo compiere è quello di ricercare l'unità dei lavoratori, sfatando gli alibi dettati dall'opportunismo e valutando se lo sforzo è pari al risultato che si ottiene; perchè quasi mai si verifica che la maturazione della classe lavoratrice avviene automaticamente, solo proponendo obiettivi píù alti dettati dall'insoddisfazione critica dei gruppi, e prescindendo completamente da una valutazione se la gran parte dei lavoratori crede ed è disposta a battersi per questi stessi obiettivi.

Un accordo aziendale non è mai perfetto e solutorio di tutte le istanze presenti nella fabbrica, ma è positivo nella misura in cui offre lo spunto per gestire in maniera nuova il rapporto di lavoro esistente nell'azienda ed a contrastare l'organizzazione autoritaria che estranea sempre di più il lavoratore. Occorre dibattere, sviluppare ed approfondire nei reparti e negli uffici i contenuti dell'accordo al fine di elaborare una nostra strategia applicativa; ottenere infatti un risultato positivo sulle qualifiche, il cottimo, e l'ambiente presuppone un grande impegno da parte di tutti.

Perciò diciamo: SÌ alla dialettica interna che sesrve a costruire nuove posizioni più avanzate per tutti i lavoratori; NO alla insofferenza permanente e alla critica sterile che hanno come risultato lo sfaldamento dell'unità e dell'organizzazione dei lavoratori.

ELEZIONE DEI DELEGATI

LAVORATRICI, LAVORATORI

DELLA MAGNETI MA BELLI

Sulla base della positiva esperien za realizzata anche nella nostra fabbrica nel corso dell'ultima esperienza contrattuale, con la sempre maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita ed alle decisioni sindacali, attraverso i delegati e le assemblee generali di fabbrica e di reparto, nonchè delle conquiste contrattuali, le Sezioni Sindacali Aziendali in accordo con le decisioni dei Comitati Direttivi Provinciali della FIM - FIOM - UILM e con le indicazioni scaturite dalla Conferenza Nazionale Unitaria di Genova, hanno deciso di indire le elezioni dei delegati e ,procedere alla costituzione del Consiglio Unitario Sindacale di fabbrica.

Oggi è più che mai necessario una presenza articolata del sindacato ai fini di rispondere e interpre. tare le aspettative dei lavoratori sia sul piano dell'iniziativa rivendicativa che nell'impegno a dare una risposta ai problemi della condizione operaia anche a livello della società e del sistema.

Realizzare l'unità andando oltre all'unità d'azione, significa dunque incidere sulle strutture, partendo dal luogo di lavoro; significa quindi compiere un salto qualitativo rispetto alle forme anche più avanzate dell'unità d'azione.

Con questo spirito le Sezioni Sindacali aziendali chiamano tutti i lavoratori operai e impiegati ad eleggere i propri delegati di reparto, di ufficio e di gruppi omogenei nonchè alla costituzione del Consiglio sindacale unitario di fabbrica.

Le Sezioni Sindacali FIOM-FIM-UILM

CRESCENZAGO Aprile 1970

FIOM-CGIL FIM-CISL UILM-UIL

I DELEGATI

I delegati devono essere espressione della volontà dei lavoratori, pertanto: compito dei delegati sarà sostanzialmente di rappresentare i lavoratori a livello di reparto e di ufficio per portare a conoscenza dell'intero Consiglio di Fabbrica, le esigenze e le indicazioni dei lavoratori rappresentati; contribuire ad elaborare le linee sindacali aziendali, promuovendo fra i lavoratori, — attraverso il reciproco scombio di esperiente, assemblee di reparto e di gruppo — una sempre maggiore coscienza politico sindacale;

i delegati devono essere inoltre espressione di gruppi omogenei di lavoratori (linee, squadra, reparto, ufficio, ecc.) ed essere eletti da tutti i lavoratori unicamente per le loro capacità; l'insieme dei delegati costituirà unitamente agli organismi sindacali di fabbrica esistenti; il Consiglio di Fabbrica che costituisce la prima struttura sindacale unitaria, espressione di tutti i lavoratori;

nell'ambito del Consiglio di Fabbrica vengono preferibilmente desunti con intese unitarie, i rappresentanti sindacali (previsti dalle norme del C.C.N.L.) fermo restando che ogni organizzazione sindacale potrà eleggere i propri rappresentanti anche secondo altri criteri.

I delegati verranno eletti a scrutinio segreto nei reparti, uffici, o, per gruppi omogenei di lavoratori, secondo l'elenco che viene riportato a parte e con le modalità indicate più avanti durante le assemblee di reparto, ufficio- e gruppi appositamente con\ oca te

IL CONSIGLIO DI FABBRICA

Il Consiglio Unitario di Fabbrica sarà composto da:

i delegati di reparto o ufficio eletti; i componenti la C.I.; i rappresentanti sindacali previsti dal C.C.N.L.; i rappresentanti delle Sezioni Sindacali Aziendali nel numero massimo di 3 per ogni Organizzazione Sindacale;

Il Consiglio di fabbrica: rappresenta uno strumento insostituibile dell'iniziativa rivendicativa;

è un momento di organizzazione della partecipazione in diretto collegamento con l'assemblea; rappresenta l'esperienza più avanzata e concreta dell'unità in fabbrica attraverso il superamento degli schemi di corrente, dei confini di organizzazione, del rapporto tra gli iscritti e non iscritti in uno sforzo organico di effettiva sindacalizzazione di tutti i lavoratori;

in quanto è organismo sindacale ad esso compete il ruolo di contestazione del potere padronale e l'iniziativa di contrattazione delle condizioni di lavoro a livello di fabbrica; in quanto parte del movimento esso ha il compito di sensibilizzazione politica, di organismo primario del sindacato di classe, perciò non corporativo, collegato alle politiche ed agli obiettivi della classe e coordinato con gli altri livelli dell'organizzazione sindacale.

Le rispettive proposte o posizioni sindacali rivendicative verranno di volta in volta presentate e sottoposte al Consiglio di Fabbrica, fatto salvo il diritto delle singole organizzazioni sindacali, di manifestare — in presenza di disaccordo nell'ambito del consiglio stesso — le proprie posizioni anche pubblicamente.

COMITATO ESECUTIVO

Il consiglio di fabbrica eleggerà al proprio interno un Esecutivo al fine di rendere più agile il lavoro'praticó da svolgere.

COORDINAMENTO CONSIGLIO DI FABBRICA MAGNETI MARELLI

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Il consiglio di fabbrica può essere allargato ai delegati e ai membri di C. I. degli altri stabilimenti del gruppo MAGNETI MABELLI qualora si ritenga la necessità di un coordinamento su problemi aziendali e generali.

L'ASSEMBLEA

La costituzione del nuovo organismo sindacale di fabbrica richiederà la maggiore utilizzazione delle nuove energie; a tale scopo ha una grande funzione l'assemblea.

L'assemblea è il momento di: informazione su tutte le questioni contrattuali e sulle iniziative sindacali, anche di carattere generale; consultazione sui più importanti momenti della contrattazione nazionale sui problemi generali; decisione anche attraverso referendum per quanto attiene a tutte le iniziative di contrattazione aziendale: dall'approvazione della piattaforma, ai modi di lotta, alla verifica delle varie fasi di trattativa, ecc.; partecipazione in quanto deve permettere a tutti di parlare e di battere e quindi di crescere responsabilmente e di decidere insieme agli altri; unità nel senso che deve far superare non solo le divisioni di organizzazione, ma anche fra operai e impiegati, fra reparti diversi, ecc. per realizzare l'unità di fabbrica; potere perchè permette di conoscere meglio la condizione operaia, l'organizzazione aziendale, e quindi di affrontarla per diminuire il potere del padrone.

criteri e modalità per I' elezione dei delegati

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I delegati vengono eletti: su scheda bianca; in ogni reparto o ufficio con oltre 25 lavoratori. Da 25 a 75 lavoratori si eleggerà un delegato, da 76 a 150 due delegati, da 151 a 225 tre delegati (e così via per reparti maggiori, sempre con la proporzione di 75);

i reparti o uffici con meno di 25 dipendenti vengono aggregati ai reparti o uffici vicini similari; per gruppi omogenei, (controlli, collaudatori, magazzinieri, dispensieri, carrellisti, servizi generali, manutenzione, elettricisti, ecc.).

La loro sostituzione può avvenire: quando il delegato lascia l'azienda; per dimissioni del delegato; per revoca del mandato da parte della maggioranza dei lavoratori rappresentati.

Per la elezione dei delegati si procederà alla richiesta della assemblea retribuita prevista dal contratto, reparto per reparto, gruppo per gruppo, ecc. Nel corso dell'assemblea con i lavoratori interessati, si procederà tra gli stessi alla nomina del Comitato Elettorale composto di tre lavoratori.

Le elezioni avverranno sempre durante l'assemblea con voto segreto, scheda in bianco e sulla base dell'elenco dei lavoratori interessati alle elezioni.

Per la costruzione dell' unità sindacale elezione dei delegati

Riportiamo il testo integrale del nuovo regolamento del Consiglio di Fabbrica approvato dall'attuale Consiglio.

Esso, viene ora sottoposto alla approvazione di tutti i lavoratori nella prossima assemblea, pertanto tutti i lavoratori sono invitati a studiare lo stesso, a conservarlo e portarlo con se il giorno della assemblea.

Nei prossimi giorni, sulla base del nuovo regolamento -conforme alle decisioni della 2^Conferenza Nazionale Unitaria - sarete chiamati ad eleggere i delegati che nel numero di 57, costituiranno il nuovo Consiglio di Fabbrica che sarà l'unico organismo aziendale esistente in fabbrica.

Riportiamo pure la suddivisione della fabbrica in gruppi omogenei , con indicato il numero dei delegati da eleggere .

Crescenzago, Ottobre 1071

Il Consiglio di Fabbrica

Magneti Marelli - Stabilimento Crescenzago

LAVORATRICI, LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI !

Regolamento del Consiglio di Fabbrica

PREMESSA

La 2^Conferenza Nazionale Unitaria dei metalmeccanici ( Roma 6-7-8-9 Marzo 1971 ), ha sanci to nelle sue risoluzioni una serie di norme inerenti le strutture sindacali, l'autonomia, l'incompatibilità nonchè le linee di politica rivendicativa e gli orientamenti sul piano in ternazionAle .

Dette linee, ed orientamenti che sono vincolanti, costituiscono la base per la costruzione e l'attività del Consiglio di Fabbrica .

Articolo I^- IL DELEGATO

GRUPPO OMOGENEO - Il delegato è l'espressione diretta e democratica del gruppo omogenee di lavoratori. Per gruppo omogeneo di lavoratori si intende quel gruppo di operai o impiegati che, sulla base della struttura produttiva aziendale, sono raggruppati ai fi ni produttivi in una squadra, reparto, ufficio e sezione .

Il gruppo omogeneo ha il dovere di tutelare il proprio delegato..

( Il Consiglio di Fabbrica definirà l'elenco dei gruppi omogenei sulla base di uno ogni 40-50 dipendenti per gli stabilimenti inferiori ai 1.000 addetti, e di uno ogni 60-75 per gli stabilimenti con oltre 1.000 addetti ).

FUNZIONE E COMPITI - Compito del delegato è quello di dirigere la politica sindacale nel gruppo omogeneo che lo ha eletto, esercita un potere di controllo e di intervento in merito alle condizioni di lavoro nella squadra, nel reparto, nell'ufficio e nella sezione o nell'ambito di una linea sindacale unificante espressa dal Consiglio di Fabbrica.

Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione,nell'ambito del gruppo omogenee che lo ha espresso, delle decisioni approvate dall'assemblea o dal Consiglio di Fabbric - quando non si ricorre all'assemblea - pertanto il delegato deve mantenere un costante collegamento con tutti i lavoratori del gruppo omogeneo, il Consiglio di Fabbrica e l'assemblea .

ELEZIONE - Il delegato viene eletto su scheda bianca con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.

Nel caso nessun lavoratore ottenga in prima votazione un numero di voti pari o superiore al 50% più uno dei lavoratori partecipanti alla votazione, si effettuerà una seconda votazione di ballottaggio fra i due lavoratori che hanno riportato maggiori voti.

REVOCA - SOSTITUZIONE - Il delegato di gruppo omogeno è sostituibile in qualsiasi momento .

Il repato, l'ufficio o il gruppo (omogeneo possono - a maggioranza del 50% più unorevocare il delegato eletto, motivandone le ragioni al consiglio di fabbrica.

La sostituzione del delegato che ha lasciato l'azienda, dimissionario dal Consiglio di fabbrica o revocato dai lavoratori, dovrà avvenire da parte dei lavoratori del grupxpo omogeneo interessato attraverso nuove elezioni con le stesse modalità di cui al paragrafo c) .

Dopo tre assenze consecutive ingiustificate di un delegato, il consiglio di fabbrica proporrà al gruppo omogeneo che lo ha eletto,la sua sostituzipe! •

Articolo 2^- CONSIGLIO DI FABBRICA

Il Consiglio di Fabbrica è l'unico organismo sindacale unitario di fabbrica e - nel quadro della linea del Sindacato - atrumento dell'iniziativa contrattuale e politica dei lavoratori dentro e fuori la fabbrica, struttura di base del Sindacato Unitario

COMPOSIZIONE - Il Consiglio di Fabbrica è composto dai delegati di gruppo omogeneo eletti democraticamente dai lavoratori, secondo il comma c) dell'articolo I.

Il Consiglio di Fabbrica, puó eventualmente - qualora ritenga necessario e importante

il contributo di capacità ed esperienze di determinanti lavoratori non delegaticooptare come componenti del Consiglio medesimo un numero di operai o impiegati non superiore al IO% dei delegati eletti .

Tali cooptazioni possono essere effettuate solo quando almeno una maggioranza qualificata - pari ai 2/3 dei delegati eletti - esprime voto favorevole; sono valide se ratificate dalla assemblea generale a cui il Consiglio di Fabbrica deve sottoporre le sue proposte di cooptazione .

I membri cooptati del Consiglio di Fabbrica possono essere revocati in qualsiasi momento dal Consiglio stesso .

c) COMPITI E FUNZIONI - Il Consiglio di Fabbrica imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica. Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori , risponde a quelli specifici della sezione di reparto o di gruppo, li affronta decidendo e coordinando la azione di mobilitazione dei lavoratori interessati.

Inoltre, Il Consiglio di Fabbrica promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni della azione del sindacato unitario sui problemi generali .

Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere o nominare :

I) Il Comitato Esecutivo e di Coordinamento del Consiglio; I propri rappresentanti nel Comitato di Coordinamento del gruppo M.Marelli ; La delegazione ufficiale che partecipa alle trattative ed agli incontri con la direzione ;

I propri rappresentanti negli Enti sociali aziendali e nei vari Comitati ed organismi ove è prevista la partecipazione di rappresentanti sindacali ( es: Comitato cottimi, Comitato antinfortunistica, ecc . ) .

d)

RICONOSCIMENTO - Considerato che lo Statuto dei diritti dei lavoratori ( art.19) tutela complessivamente la rappresentanza sindacale aziendale si deve sviluppare l'azione sindacale necessaria per ottenere - da parte dell'azienda- il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica e - per tutti i componenti del Consiglio di Fabbrica - le ore retribuite necessarie per lo svolgimento dell'attività .

Le ore contrattualmente spettanti ai Rappresentanti Sindacali e quelle sempre utilizzate in passato dalla Commissione Interna, vengono globalmente messe a disposizione del Consiglio di Fabbrica che le gestisce ed utilizza.

SEDE - La sede del Consiglio di Fabbrica è presso l'azienda nei locali che la stessa deve mettere a disposizione a norma dell'art. 27 dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

VERIFICA DEL CONSIGLIO - Il Consiglio di Fabbrica rimane in carica 18 mesi. Al termine di tale periodo si procederà al rinnovo .

Articolo 3-- STRUTTURE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

COMITATO ESECUTIVO - Il Consiglio di Fabbrica per assicurare un efficace coordina mento della sua attività ed un rapido collegamento tra i delegati elegge nel suo ambito un Comitato Esecutivo. Le modalità di votazione sono decise dal Consiglio medesimo.

COMPOSIZIONE ESECUTIVO - Il Comitato Esecutivo è composto da N. 9 componenti. I componenti dell'Esecutivo possono essere sostituiti in ogni momento dal Consiglio di Fabbrica .

SI riafferma comunque il criterio della verifica periodica - non oltre i 9 mesidei componenti l'Esecutivo in modo da realizzare con la rotazione una più ampia responsabilizzazione dei delegati medesimi .

COMPITI ESECUTIVO - I compiti dell'Esecutivo sono operativi e funzionali quindi limitati alla attuazione delle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica e dalla assemblea dei lavoratori.

Esso deve prendere parte ad ogni incontro o trattativa con la Direzione . In casi eccezzionali e quando si è nella impossibilità di convocare il Consiglio di Fabbrica, l'Esecutivo puó eccezionalmente prendere decisioni, anche per la proclamazione di scioperi, sempre che sia nell'ambito della linea sindacale stabilita dal Consiglio e dal Sindacato .

COMMISSIONI - Il Consiglio di Fabbrica, nomina di volta in volta, oppure in modo permanente delle commissioni di lavoro e di studio per l'esame e l'approfondimento di specifici problemi in relazione alle esigenze contrattuali ed organizzative .

Il Consiglio di Fabbrica deve nominare per ogni commissione un responsabile che risponde dell'attività della stessa al Consiglio di Fabbrica medesimo .

Delle commissioni di lavoro poseono venire chiamati a farne parte lavoratori ndn delegati . Per la sua attività le Commissioni di lavoro possono avvalersi di consulenti esterni alla azienda ( medici, sociologi, legali ecc; ) .

12 Esecutivo coordina l'attività delle varie commissioni .

Articolo 4-- CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO I FABBRICA

Il Consiglio di Fabbrica viene convocato su decisione del Comitato Esecutivo, su richiesta del Sindacato, oppure su richiesta di almeno I/4 dei delegati oppure di una commissione di lavoro .

Il Consiglio di Fabbrica si riunisce ordinariamente una volta al mese e tutte le volte che si ritiene necessario .

Prima di ogni riunione del Consiglio, preventivamente, i delegati devono essere portati a conoscenza dell'ordine del giorno .

Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo , dai dirigenti sindacali. Il relatore, sull'ordine del giorno verrà designato, di volta in volta, dall'Esecutivo.

In apertura della riunione del Consiglio si fa l'appello dei componenti dello stesso. La riunione è valida - in prima convocazione - quando sono presenti almeno il 50% più uno del delegati, ed in seconda convocazione qualunque sia la percentuale dei preeenti.

Le decisioni del Consiglio di Fabbrica saranno prese a maggioranza assoluta (50%+I) dei presenti.

Alla riunione possono partecipare tutti i lavoratori FIMM, senza diritto di voto. Su invito del Consiglio di Fabbrica, possono partecipare alla riunione rappresentanti esterni all'azienda.

Articolo 5^ - ASSEMBLEA

L'assemblea generale dei lavoratori della fabbrica é lo strumento di crescita e di partecipazione dei lavoratori stessi alle decisioni ed al controllo delle scelte sindacali e costituisce il momento di massima espressione di volontà e di democrazia sui problemi aziendali e generali .

L'assemblea generale dei lavoratori é il massimo, organo decisionale a livello di azienda a cui deve rendere conto il Consiglio di Fabbrica.

L'assemblea può essere generale o di gruppi di lavoratori e le decisioni che in essa vengono prese devono essere approvate dalla maggioranza dei presenti .

Articolo C- BOLLETTINO UNITARIO DI GRUPPO

Il Consiglio di Fabbrica provvede alla elezione del responsabile e della redazione di stabilimento del bollettino sindacale del Coordinamento del gruppo "DIBATTITO UNITARIO".

La redazione di stabilimento é impegnata a svolgere una funzione di stimolo verso i lavoratori affinché collaborino alla stesura di articoli, notizie, ecc . da inviare alla redazione del gruppo.

Articolo 7^- APPROVAZIONE E MODIFICA DEL REGOLAMENTO

a) Il regolamento viene elaborato dal Consiglio di Fabbrica che dopo la sua approvazione lo sottopone alla approvazione della assemblea generale dei lavoratori.

b)

Il regolamento può essere modificato su proposta del COnsiglio di Fabbrica approvato dalla assemblea generale dei lavoratori.

ELENCO DELEGATI DA ELEGGERE

GRUPPO OMOGENO OPERAI

Sezione - Freni ( 7121 - 7124 - 7125 )

Sezione -Dinamo - Motori ( 7131 -7133- 7135-7136 )

4^ Sezione - Spinterogeni ( 7142-7144-7145-7146 )

5- Sezione - Tergi - Trombe ( 7151- 7153-7154-7155-7156 )

Piccola Serie ( 7171-7172-

Avio ( 7180 )

Samas ( 1712-1713-1720-1737-1741-1744)

Sezione Tranceria ( 7211-7212-7213-7214-7215 )

Sezione Viteria ( 722I-7222-7223-7224-7225 )

Sez.Trattamenti ( 7231-7232-7233-7235

Reparto Contatti ( 7234 )

Stab.D.Crudo ( 5121 )

Stab.D.Montaggi -Lavorazione ( 5151 - 5152)

Stab.C. ( 4120-4140-4460-4510)

Mabo ( 1286-1287 )

Rep.Affilatura-Manutenzione S. ( 7472-7473-1730-1735-1738 7350 )

Controlli ( 1440-1444-1445-7481-7482 )

Sala Prove e laboratori ( 1304-1307-1330-1443-1321-13221343-1344-1345-7517 )

Magazzinieri Sollecitatori Carrellisti ( 1404-7411-7412-7413 7426-7474-1748-1749)

N. Delegati da eleggere

N. 5 Delegati

N. 4 Delegati

N. 6 Delegati

N. 7 Delegati

N. I Delegato

N. I Delegato

N. 3 Delegati

N. 3 Delegati

N. 2 Delegati

N. I Delegato

N. 2 Delegati

N. 2 Delegati

N. 3 Delegati

N. I Delegato

N. I Delegato

N. I Delegato

N. 2 Delegati

N. I Delegato

N. I Delegato

servizi ( I535-1483-7450-7470-7473-7510-7512-7529-1603-1746)

Sezione Fonderia ( 7241 7242- 7243 )

GRUPPO OMOGENEO IMPIEGATI

( 1304-1307-1310-1320-13211322-1323-1326-1330-1340 1344-1345-1440-1443-1444 1445-1401-1603-7481-7482)

( 1280-1286-1287-7517-74267411-7412-1404)

( 7515-7525-7526-7527-7529 7530-7531-7535-1400-1405)

N. I Delegato

N. 2 Delegati

N.

N.
-7350-7472 ) N. I Stab.C.D. Samas e vari ( 1712-1713-1720 1730-1735-1737-1748-1749-
N. I Delegato Laboratori Sale Prova e Progettazione Ufficio e magazzini Vari Uffici Vari Impiegati d'Officina N. 2 Delegati I Delegato 2 Delegati Delegato
(7120-7130-7140-7150-7170-7180-7210-7220-72307240
1752-1753-1754-1420-1535-7512-5401-54125421-5422-5453-1343-51 20 -5121-5150-51524483- 4510-4120-4525 )

Per la costruzione dell' unità sindacale elezione dei delegati

LAVORATRICI, LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI

A distanza di altre due anni siamo chiamati alla elezione dei delegati.

In questo periodo tutti noi ci siamo resi conto dell'importanza del Consiglio di Fabbrica.

Rinnovo oontrattuale, vertenze aziendali, problemi generali hanno visto i lavoratori con i delegati impegnati in dure battaglie.

Queste esperienze hanno evidenziato aspetti positivi • negativi del modo di o peroro dei delegati, del Consiglio e dell'Esecutivo.

Facendo propria la problematica, il Consiglio di Fabbrica ha approvato • sottopone alla approvazione di tutti i lavoratori il Regolamento con le modifiche apportate e la nuova oomposizione dei gruppi omogenei.

Il Consiglio di Fabbrica

Creaconzago-FObbraio 1974

Magneti Marcali - Stab. di Cresoonzago

Manifestano i lavoratori della Magneti Marelli... Wc. 'ntj

Regolamento del Consiglio di Fabbrica

PREMESSA

La 2^Conferenza Nazionale Unitaria dei metalmeccanici ( Roma 6-7-8-9 Marzo 1971 ), ha sanci to nelle sue risoluzioni una serie di norme inerenti le strutture sindacali, l'autonomia, l'incompatibilità nonchè le linee di politica rivendicativa e gli orientamenti sul piano in ternazionAle .

Dette linee, ed orientamenti che sono vincolanti, costituiscono la base per la costruzione e l'attività del Consiglio di Fabbrica .

Articolo I^- IL DELEGATO

GRUPPO OMOGENEO - Il delegato è l'espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo di lavoratori. Per gruppo omogeneo di lavoratori si intende quel gruppo di operai o impiegati che, sulla base della struttura produttiva aziendale, sono raggruppati ai fi ni produttivi in una squadra, reparto, ufficio e sezione .

Il gruppo omogeneo ha il dovere di tutelare il proprio delegato.

( Il Consiglio di Fabbrica definirà l'elenco dei gruppi omogenei sulla base di uno ogni 40-50 dipendenti per gli stabilimenti inferiori ai 1.000 addetti, e di uno ogni 60-75 per gli stabilimenti con oltre 1.000 addetti ).

FUNZIONE E COMPITI - Compito del delegato è quello di dirigere la politica sindacale nel gruppo omogeneo che lo ha eletto, esercita un potere di controllo e di intervento in merito alle condizioni di lavoro nella squadra, nel reparto, nell'ufficio e nella sezione o nell'ambito di una linea sindacale unificante espressa dal Consiglio di Fabbrica.

Il delegato è politicamente responsabile dell'attuazione,nell'ambito del gruppo omogeneo che lo ha espresso, delle decisioni approvate dall'assemblea o dal Consiglio di Fabbric - quando non si ricorre all'assemblea - pertanto il delegato deve mantenere un costante collegamento con tutti i lavoratori del gruppo omogeneo, il Consiglio di Fabbrica e l'assemblea .

Il delegato deve svolgere la propria attività sindacale all'interno del gruppo omogeneo che lo ha eletto; in caso di difficoltà può riohiedere l'intervento dell'Eseoutivo. In osai emozionali, quando la situazione all'interno del reparto può coinvolgere tutto lo stabilimento, il delegato deve ohledeos la convocazione del Consiglio di Fabbrica.

ELEZIONE - Il delegato viene eletto su scheda bianca con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.

Normalmente ogni gruppo omogeneo elegge un solo delegato. Nel caso della elezione d3 1 o 2 delegati nel gruppo omogeneo, ogni lavoratore esprime 1 o 2 voti e risulta •letto il lavoratore che in prima votazione ha superato il 50% dei voti.

Nei oasi in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, vengano d„! finiti gruppi omogenei nei quali 6 prevista la elezione di più di 2 delegati, 4 richiesta (per essere eletti) in prima votazione la maggioranza del 35% dei votanti; ogni lavoratore esprime, unicamente in questi oasi, preferenze pari a 2/3 degli eli gibili.

REVOCA - SOSTITUZIONE - Il delegato di gruppo omogeno è sostituibile in qualsiasi momento .

Il repato, l'ufficio o il gruppo (omogeneo possono - a maggioranza del 50% più unorevocare il delegato eletto, motivandone le ragioni al consiglio di fabbrica.

La sostituzione del delegato che ha lasciato l'azienda, dimissionario dal Consiglio di fabbrica o revocato dai lavoratori, dovrà avvenire da parte dei lavoratori del gruppo omogeneo interessato attraverso nuove elezioni con le stesse modalità di cui al paragrafo c) .

Dopo tre assenze consecutive ingiustificate di un delegato, il consiglio di fabbrica proporrà al gruppo omogeneo che lo ha eletto,la sua sostituzille •

Articolo 2^- CONSIGLIO DI FABBRICA

a) Il Consiglio di Fabbrica è l'unico organismo sindacale unitario di fabbrica e - nel quadro della linea del Sindacato - atrumento dell'iniziativa contrattuale e politica dei lavoratori dentro e fuori la fabbrica, struttura di base del Sindacato Unitario .

b) COMPOSIZIONE - Il Consiglio di Fabbrica è composto dai delegati di gruppo omogeneo eletti democraticamente dai lavoratori, secondo il comma c) dell'articolo I. Il Consiglio di Fabbrica, puó eventualmente - qualora ritenga necessario e importante il contributo di capacità ed esperienze di determinanti lavoratori non delegaticooptare come componentidel Consiglio medesimo un numero di operai o impiegati non superiore al IO% dei delegati eletti .

Tali cooptazioni possono essere effettuate solo quando almeno una maggioranza qualificata - pari ai 2/3 dei delegati eletti - esprime voto favorevole; sono valide se ratificate dalla assemblea generale a cui il Consiglio di Fabbrica deve sottoporre le sue proposte di cooptazione .

I membri cooptati del Consiglio di Fabbrica possono essere revocati in qualsiasi momento dal Consiglio stesso .

c) COMPITI E FUNZIONI - Il Consiglio di Fabbrica imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica. Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori , risponde a quelli specifici della sezione di reparto o di gruppo, li affronta decidendo e coordinando la azione di mobilitazione dei lavoratori interessati.

Inoltre, Il Consiglio di Fabbrica promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni della azione del sindacato unitario sui problemi generali .

Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere o nominare :

I) Il Comitato Esecutivo e di Coordinamento del Consiglio;

I propri rappresentanti nel Comitato di Coordinamento del gruppo M.Marelli ; La delegazione ufficiale che partecipa alle trattative ed agli incontri con la direzione ;

I propri rappresentanti negli Enti sociali aziendali e nei vari Comitati ed organismi ove è prevista la partecipazione di rappresentanti sindacali ( es: Comitato cottimi, Comitato antinfortunistica, ecc . ) .

d) RICONOSCIMENTO - Considerato che lo Statuto dei diritti dei lavoratori ( art.I9) tutela complessivamente la rappresentanza sindacale aziendale si deve sviluppare l'azione sindacale necessaria per ottenere - da parte dell'azienda- il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica e - per tutti i componenti del Consiglio di Fabbrica - le ore retribuite necessarie per lo svolgimento dell'attività .

Le ore contrattualmente spettanti ai Rappresentanti Sindacali e quelle sempre utilizzate in passato dalla Commissione Interna, vengono globalmente messe a disposizione del Consiglio di Fabbrica che le gestisce ed utilizza.

SEDE - La sede del Consiglio di Fabbrica è presso l'azienda nei locali che la stessa deve mettere a disposizione a norma dell'art. 27 dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

La sede é un punto d'incontro per tutti i lavoratori; pur riaffermando che essi per i loro problemi si devono rivolgere innanzitutto al proprio delegato, si garantisce sempre, comunque, in sede un minimo di presenza sindacale atta a garantire il coor— dinamento sia con l'interno della fabbrica che con l'esterno.(altri stabilimenti del gruppo, organizzazione sindacali). Tale collegamento sarà assicurato attuando la rotazione tra i delegati • garantendo un servizio •ffioi•nte.

VERIFICA DEL CONSIGLIO - Il Consiglio di Fabbrica rimane in carica 18 mesi. Al termine di tale periodo si procederà al rinnovo .

Regolatori (7161 — 7162 — 7163 — 7164 — 7166)

Tranoeria (7211 — 7212 — 7213 — 7214 7215)

Viteria (7221 — 7222 — 7223 — 7224 — 7225)

Trattamenti (7231 — 7232 — 7233)

Contatti (7234 — 7235)

Fonderia (7241 — 7242 — 7243)

SAMAS (7312 — 7323 — 7421)

Manutenzione (SAmAs) — (7314 — 7315 — 7328)

Affilatura e vari (7472 — 7471 — 7444 — 7350)

Stab. "C" (7611 — 7612 — 7616)

Stab. "D* — Crudo (7621 — 7626)

Stab. "D" — Montaggio (7622 — 7623 — 7626)

Piccola Serie (7771 — 7772)

AVIO (7780 — 1443)

GRUPPI OMOGENEI (ex OPERAI • ex IMPIEGATI)

SALE PROVA 1307 — 1330 (OP.) — 1343 — 1440(0P.) 1603 — Imp.contrelli (1443 — 1444 — 1445 — 7481 — 7482 — 7483 — 7484 — 7485)

Magazzini e Controllo Arrivi 7410 — 7411 — 7412 — 7418 7420 — 7425 — Solleoitatori Stab."S" —1445(0P.)

MABO (1286 — 1287)

Metodi — Tempi— Dis. Attrezzature

Progettazione

Produzione

7526

7527

N. 5 Delegati

N. 4 Delegati

N. 3 Delegati

N. 1 Delegato

N. 3 Delegati

N. 2 Delegati

N. 3 Delegati

W. 1 Delegato

N. 1 Delegato

N. 1 Delegato

N. 2 Delegati

N. 4 Delegati

N. 1 Delegato

N. 1 Delegato

N. 2 Delegati

N. 1 Delegato

N. 2 Delegati

N. 2 Delegati

N. 3 Delegati

— 7531 — 7535)

Impiegati d'officina (Capi sezione, Capi reparto, Capi linea 7512 IMP.)

GRUPPI SERVIZI

SERVIZI 1 (1535 — 7450 — 7473)

SERVIZI 2 7470 — 1483 — 7512 (0P.)

N. 2 Delegati

N. 2 Delegati

N. 1 Delegato

N. 1 Delegato

I servizi d'officina (controlli, oarrellisti, solleeitatori) votano con i propri reparti (sezioni, magazzini, imballi).

Nei gruppi omogenei costituiti da ex operai ed ex impiegati,quando non 6 speoifi— oato, si intende che votano sia operai che impiegati.

7529 —
(7525
7530
1405)
• Laboratori 1304 — 1320 — 1321 — 1322 1323 — 1326 — 1330 (IMP.) 1344 — 1345 — 1440 (IMP.) 7441
Spese (7517
7502
7511
— Impianti Controllo
— 7521 — 7426
— 7503 — 1400

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