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CGE sindacale17

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c. g. a sindacale

a cura del Coordinamento unitario del gruppo CGE

DOPO LA VITTORIA VALUTAZIONI DELLA SEGRETERIA DEL COORDINAMENTO Dopo 4 mesi di scontro duro e difficile con la direzione è stato raggiunto un accordo che la Segreteria del Coordinamento valuta positivamente e che coglie nella sostanza le richieste politiche e salariali presentate nell' ottobre scorso. Alcune importanti valutazioni devono però essere fatte su questa vertenza e sulla lotta che i lavoratori hanno sviluppato all'interno di tutto il gruppo CGE. La prima considerazione si riferisce al tipo di scontro che si è attuato. La direzione ha giocato in questa vertenza con mano particolarmente pesante, avvalendosi di un difficile clima politico ed economico come quello attuale e dell'avallo politico dell'attuale governo che ripropone una assurda politica dei redditi per i lavoratori occupati. E' doveroso notare come lo scontro con la direzione si sia radicalizzato, oltre che sull'aspetto salariale, sui temi relativi all'occupazione ed al mantenimento degli organici ed in particolare come

su quest'ultimo la rigidità della direzione si sia potuta battere solo con una dura lotta. Un altro aspetto da considerare è che con le richieste presentate i lavoratori ponevano seriamente in discussione il rapporto di potere all'interno delle fabbriche e si andava a costruire su basi concrete l'unità dei lavoratori del gruppo. Ancora a queste considerazioni si aggiunga il fatto, non secondario, che a questa prima piattaforma di gruppo la direzione ha voluto dare un taglio particolare ricercando persistentemente elementi di divisione fra i lavoratori del gruppo, consapevole che l'unità dei lavoratori avrebbe pesato in modo determinante anche nel futuro. In questa ottica si coglie l'atteggiamento della direzione che è passata al contrattacco durante la vertenza, presentando una contropiattaforma su problemi quali l'elasticità della forza lavoro, l'utilizzo degli impianti, ecc. che le lasciassero mano libera nella ristrutturazione, volendo patteggiare queste sue esigenze » contro le richieste a-

vanzate. Non è certo stato facile respingere il tentativo di trascinare la vertenza sul piano dei problemi dei padroni invece di quelli dei lavoratori e la direzione in questa, logica ha adottato il metodo della carota ebastone «: presentando cioè delle offerte che, a suo dire, avrebbero soddisfatto le nostre esigenze, per poi assumere un atteggiamento estremamente duro di fronte alle nostre posizioni, attraverso comunicati minacciosi, lettere di provvedimenti disciplinari, pesanti atteggiamenti repressivi nei confronti dei lavoratori più attivi. ' Queste posizioni hanno provocato qualche momento di riflessione anche nei confronti di alcuni compagni che, tenendo conto anche di talune perplessità nate alla presentazione della piattaforma, ritenevano che difficilmente si sarebbe riusciti a battere una posizione così intransigente. Tali perplessità, che si riflettevano su certi strati di lavoratori che si lasciavano coinvolgere dai piagnistei della direzione e dai suoi comilirsA M 3*


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