IN QUESTO MOMENTO
Nonostante che la rottura delle trattative sia avvenuta perché nel complesso le posizioni espresse dall'azienda non consentivano di entrare nel merito dei problemi, é vero che al centro dello scontro si trova l'ob iettivo del reintegro degli organici.
Su questo punto vale la pena di soffermarsi dal momento che, soprattutto in mezzo agli impiegati abbiamo verificato l'esistenza di perplessità e obiezioni che a prima vista possono apparire "oggettive"
In sintesi: vi é chi sostiene che nell'attuale fase di crisi, e di conseguente caduta dei carichi di lavoro, il reintegro del turn-over gonfierebbe gli organici aggravando i mali; a questa si aggiunge la posizione di considerare inevitabile, anzi quasi necessario, un calo dell'occupazione come prezzo da pagare per avviare un minimo di riconversione produttiva.
In entrambi i casi non si mette in discussione la validità di richiedere e contrattare nuovi investimenti: quello che salta é il congiungimento, che invece esiste e ci siamo posti nella piattaforma , tra investimenti e occupazione. Innanzitutto alcune considerazioni di carattere generale.
Il movimento sindacale si é posto in modo generalizzato gli ob iettivi di nuova occupazione al Sud e del" mantenimento degli organici non "nonostante la crisi", ma proprio per contrastare la linea padronale che gestisce questa crisi in funzione di un calo dell'occupazione.
A monte delle scelte fatte dal movimento vi é in primo luogo la coscienza di dover dare risposte immediate alla domanda di lavoro che viene posta dai giovani e dai disoccupati in una situazione sempre piú drammatica; in secondo luogo la consapevolezza che se dovesse passare il disegno padronale di riduzione della base produttiva verrebbero a cadere i presupposti di qualsiasi seria riconversione che parta dai bisogni popolari.
Come Gruppo CGE abbiamo posto al centro della piattaforma richieste di investimento che, puntando a determinare una svolta nella politica produttiva della CGE, devono trovare sbocco nel mantenimento degli organici, in contrapposizione alla linea che vuole gli investimenti funzionali unicamente all'incremento del profitto e a discapito dell'occupazione.
A scanso di malintesi va poi sottolineato che il reintegro del turn-over lo abbiamo inteso in modo articolato e non secondo uno schema rigido in assoluto.
Ciò significa difendere ed espandere i livelli di occupazione in tutti i settori di attività che hanno o sono garanzia di sviluppo e ricondurre quindi in questo ambito il discorso degli organici di quegli uffici, o reparti, destinati a diventare qualcosa di simile agli "enti inutili" per i quali sarebbe contraddittorio imporre il reintegro rigido del turn-over.
Si tratta quindi di procedere sia per aree che a livello piú generale di fabbrica, naturalmente non confondendo "l'inutilità " con l'eventuale volontà di smantellamento di certi reparti che la CGE volesse imporre unilateralmente.
Un altro aspetto importante da ribadire, e che forse sfugge a molti, é lo stretto legame che esiste tra il reintegro degli organici e gli obiettivi di contrattazione della ristrutturazione e per una nuova organizzaziore del lavoro.
I nuovi investimenti, le nuove tecnologie, si portano dietro la contraddizione di tendere a una riduzione della forza lavoro impiegata se non c'é un preciso intervento dei lavoratori per conquistare un diverso modo di lavorare.
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DOPO LA ROTTURA DELLE TRATTATIVE : IL PUNTO SULLA PIATTAFORMA
Riepiloghiamo la situazione cui era giunta la trattativa al momento della rottura. Affinché tutti possano avere sottomano un quadro preciso , nella colonna di sinistra abbiamo riassunto le richieste contenute nella piattaforma, mentre nella colonna di destra sono riportate le risposte della direzione.
PROSPETTIVE DI SVILUPPO E SCELTE PRODUTTIVE
Rapporti di dipendenza sempre minori dalla G.E. e chiarimenti sui collegamenti della CGE con la INELCO e le Offi— cine Meccaniche di Savigliano.
Dopo una prima risposta della direzione di autonomia produttiva della CGE dalla GE, nell'incontro del 2/5 sà é veramente rivelata dicendo di non illuderci di poter cambiare i rapporti di stretta dipendenza dalle scelte della GE!
Mentre per i collegamenti e la partecipazione azionaria della CGE nella INELCO e nelle Off.Mecc. di Savigliano la direzione ha detto che la CGE fornisce solo servizi amministrativi.
Come spiegare allora che sono stati passati interi progetti da via AquileÃa alla INELCO di Como ed il fatto che questa sviluppa intere produzioni di TVCC progettate in FIAR?
E perché Sgorbati é stato mandato da Montefeltro alle Off.Mecc. di Savigliano ed ora tenta di trascinarsi appresso la sua "corte"?
DIVISIONE ELETTRONICA : stanziamento di 120.000 ore di ricerca autonoma e 500 milioni in strumentazione in due anni.
Assunzione di 20 tecnici qualificati , orientamento verso progettazione nel campo civile, potenziamento dei laboratori prototipi con nuove assunzioni, potenziamento del marketing.
Definizione di un piano triennale, da verificare annualmente, per il raggiun.gimento dell'obiettivo del 50 per cento della progettazione autonoma.
La direzione ha fatto un elenco di attività di ricerca in settori tutti possibili, stanziando 70 mila ore e 200 milioni per strumentazione per il 77.
L'asse portante peró di tutta que.5ta attività é nel settore militare con tutti gli inconvenienti che i lavoratori oggi vivono.
Non solo, ma la direzione ha affermato che le spese di eventuale ricerca devono essere recuperate da un aumento della produttività in FIAR; non scaricando quindi lo onere passivo della ricerca attraverso un programma preciso e a livello di Gruppo, ma seguendo nei fatti ancora il vecchio principio che la ricerca deve essere pagata dal cliente o da chi sviluppa all'interno della fabbrica. Un modo come un altro per non volerla sviluppare veramente e per castrarla!
Di un piano per lo sviluppo di una produzione autonoma e non strettamente legata alla GE e al Ministero della Difesa, neanche parlarne perché secondo loro tutto dipende in pratica dal fatto se i lavoratori della FIAR lavore-
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ranno di piú e non dalle scelte e dagli indirizzi che la CGE puó e deve compiere.
NO secco sull'assunzione di tecnici qualificati nei vari settori di sviluppo.
Complessivamente per il DEL e per [suoi problemi occupazionali la direzione ha fornito i dati sul programma MRCA : occuperà l 00A 30 lavoratori ( e ci aveva fatto credere che questo programma avrebbe fatto lavorare tutta la FIAR ! ).
Per il resto la CGE spera che anche il Belgio accetti il progetto Helip e che si decida il miglioramen— to del programma stesso (PIP) apportandovi modifiche.
Come sempre la CGE aspetta passivamente che altri decidano se darle lavoro o meno e non assume attivamente alcuna iniziativa, salvo quella dà ricattare i lavoratori dà Baranzate chiedendo maggiore produttività per non danneggiare l'immagine della Società .
In compenso prospettano gravissimi problemi per il posto di lavoro per fine anno ed il buio per il 1978, in attesa che altri decidano.
DIVISIONE ELETTROMECCANICA
CEMA di Torino: ruolo autonomo ri— spetto al mercato e costituzione dà un settore elettronico; investimenti in attrezzeria in impianti e personale operaio e tecnico.
NOVARA ; piano di produzione dei condensatori a film metallizzato e prospettive per i condensatori di potenza.
Costruzione in casa di particolari di car— penteria attualmente acquistati all'esterno, investendo Ãn impianti e personale.
Nessuna possibilità di costituire un settore elettronico in CEMA, che rimane unico e centralizzato nello stabilimento di MI2 (via Tortona) e quindi continuano le scelte finora compiute.
L'attrezzeria va bene cosi com'é e gli sforzi che si potevano fare sono stati fatti.
Per i condensatori di potenza dipende dall'ENEL; i condensatori a film metallizzato non hanno prospettive a causa dell'agguerrita concorrenza (e cosi, per inerzia della direzione, buttiamo via uno dei pochi risultati positivi delle già scarse ricerche! )
Per la costruzione in fabbrica della carpenteria attualmenteacquistat-i all'esterno la direzione sposterà a Novara una vecchia pressa attualmente a Rovato (e che prima era in via Tortona) sapendo benissimo che questo non significa nulla se non c'è un piano preciso di lavoro e di progressivo spostamento all'interno della costruìione di questi particolari.
Complessivamente la direzione ha messo in mostra grosse difficoltà per il DVE sottolineando le perplessità per la linea CMM e settore Gru ; la CGE lamenta un calo dà circa il 18 per cento degli ordini (rispetto al previsto, attenzione!) e tutto quello che sa proporre é un potenziamento del marketing, utilizzando peró i lavoratori di Via Montefeltro.
OCCUPAZIONE E CONTROLLO DEGLI ORGANICI
Rinnoro delle garanzie sul non licenzia— mento e sul reintegro fino al 93 per cento in caso di cassa integrazione (l'accordo scade a luglio 77).
Reintegro del turn-over con 2 obiettivi : — ricostruzione dei livelli occupazionali del gruppo sulle 4020 unità — reintegro dei posti di lavoro con rigidità solo per alcune aree critiche e verifica semestrale di tali reintegri.
Legare il turn-over ai problemi dell'oc— cupazione giovanile e femminile.
Estensione delle garanzie solo fino a fine '77 (quindi nessuno sforzo di impegnai.- positivamente ad affrontare queste garanzie anche in periodi piú incerti); in pratica per soli 5 mesi oltre quello che già abbiamo. Non solo, ma é stata ipotizzata la possibilità di ridurre l'orario di lavoro verso la fine dell'anno.
Un NO secco ed assoluto su ogni forma di turn-over o di nuove assunzioni.
La direzione intende garantire il posto solo a quelli che "resteranno", quindi neppure a quelli che ci sono oggi
Per lo stabilimento di Rovato ricostruire i livelli occupazionali del 1975.
Contrattazione del calendario annuo di lavoro (7 festività ).
nelle fabbriche CGE, volendo usufruire al massimo della mobilità dei lavoratori.
Sulle festività la direzione é disponibile a non lavorarle accorpandole in un unico periodo; con le prospettive di cui sopra tutto questo é difficile interpretarlo in modo positivo, essendo piú un campanello di allarme che la direzione intende far suonare.
DECENTRAMENTO ED APPALTI
Informazione preventiva degli appalti e della ditte che vi lavorano.
Risoluzione dell'appalto Ãn 3 aree ben precise :
ATTREZZERIA : investimenti in impian— ti e personale a livello di gruppo, prevedenanche una ristrutturazione generale che consenta alla CGE di costruire in casa tutte le attrezzature;
INFO : cessazione del lavoro in appalto e reintegro del personale dimissionario o comunque carente. E' anche un punto di verifica per discutere le scelte che la CGE vuole fare per il centro di calcolo.
SOFTWARE in VÃa Aquileja ; potenziamento di questo settore non ricorrendo ad esperti.
Secondo la direzione l'appalto é stato drasticamente ridotto e quindi non esiste il problema. No secco sull'informazione delle fabbriche che lavorano per la CGE, peggiorando addirittura l'accordo scorso che prevedeva l'informazione almeno come principio.
Attrezzerie: nella sostanza vanno bene cosi.
INFO: é stato dato lavoro in appalto (quasi per 25.000 ore) a causa di diminuizione degli organici: e non assumono!
Software di via AquileÃa: à consulenti esterni ci saranno sempre anche se la CGE ridurrà al minimo queste collaborazioni.
Complessivamente la CGE vuole peggiorare le intese già raggiunte nei passati accordi aziendali!
AMBIENTE DI LAVORO
Riconoscimento degli SMAL Ãn fabbrica e soluzione dà problemi urgenti :
— insonorizzazione reparti trance in Via Tortona ed a Rovato
— nuovo reparto per galvano e vernicia—
tura in Via Tortona
soluzione del problema del rumore in Via Stilicone
— nuovi impianti per i reparti imballo e spedizione alla CEMA
informazione sull'inquinamento all'esterno da parte della CGE e soluzioni previste.
La direzione non vuole assolutamente riconoscere gli SMAL (forse l'esperienza della FIAR non le basta?) e si adeguerà quando sarà raggiunto un accordo a livello generale.
— Per Ãl reparto trance in via Tortona e Rovato stanno provvedendo;
— verniciatura di via Tortona : stanno definendo il problema
galvano di via Tortona : é allo studio il potenziamento della galvano di Rovato che assorbirà anche qualla di Milano
per via Stilicone : "il problema é grosso e lo stiamo esaminando"; secondo l'impegno di un accordo aziendale doveva essere risolto circa 1 anno fa!
— imballo alla CEMA : stanno operando e studiando, dopo peró che i lavoratori sono scesi in lotta ancor prima della piattaforma.
Ad avviso della direzione la CGE é l'unica fabbrica al mondo "ecologica" e non inquina all'esterno. Come mai allora non ci sono à filtri alla F2 in FIAR ributtando cosi all'esterno tutti i fumi di piombo che si aspirano nel reparto cablaggio?
Contrattazione preventiva di ogni forma di ristrutturazione e di mobilità , per contrastare la de qualificazione professionale e per verificare concretamente l'indirizzo delle scelte produttive.
Monte ore per aggiornamento professionale e socializzazione delle esperienze fatte; individuazione di aree e settori a titolo sperimentale per modificare la organizzazione del lavoro.
INQUADRAMENTO UNICO.
Passaggi dal 2 al 3 e dal 3 al 4 livello per tutte le fabbriche come avviene attualmente in FIAR.
Sbocchi al 5 livello anche per le lavoratrici, superando la discriminazione esistente tra uomo e donna.
Nuovi sbocchi professionali al 6 livello per i lavoratori impiegati, adeguando i profili professionali, e sbocchi oltre il 5 livello per operai con elevata capacità professionale.
ONERI SOCIALI.
Sbloccare i 2o milioni stanziati nel 75 ed erogarli ogni anno, sottraendoli al veto della direzione per il loro utilizzo.
Versamento anche dei 15 milioni dell'ex accordo Teomr.
FESTIVITA' IMPIEGATI.
Pagamento di 6,66 ore agli impiegati per le festività cadenti in sabato, non legato alla presenza in fabbrica.
Risposta molto concisa : NO! "l'organizzazione del lavoro e ristrutturazione sono cose nostre"
Ancora una volta vogliono peggiorare gli accordi già fatti che sancivano il diritto di esame congiunto di questi problemi.
Per un piano di riqualificazione generalizzato bastano i corsi interni ed al massimo si possono arricchire; di monte ore a disposizione dei lavoratori neppure parlarne! In alcune fabbriche sono già stati fatti degli esperimentidi organizzazione del lavoro diversa, e forse ne faranno ancora; ma tenendo conto comunque della produzione e non certamente dei problemi dei lavoratori.
NO senza discussione : l'inquadramento unico é stato fatto una volta nel '73 e questo deve bastare!
Tutt'al piú si possono normalizzare le situazioni fra le varie fabbriche.
Esattament 3 l'opposto é stato proposto dalla direzione : sblocco de' soli soldi del '75 e verifica sull'utilizzo.
NO : restano come sono, cioé 4 ore legate alla presenza settimanale.
SCATTI ANZIANITA' ACCORDO EX TEOMR.
Superamento delle condizioni di miglior favore ed applicazione del contratto nazionale anche per i lavoratori ex Teomr.
SALARIO.
L. 10.000 mensili uguali per tutti sul premio di produzione. Aumento perequativo sulle paghe dà livello.
L'unica risposta affermativa, visto che fa risparmiare alla CGE decine di milioni.
La direzione non vuole aumentare i livelli salariali ed ha una disponibilità massima di 60.000 lire all'anno. Si commenta da sé!
ORGANIZZAZIONE
DEL LAVORO. RISTRUTTURAZIONE.
I NO perentori che finora ha pronunciato la direzione su questi punti fondamentali sono gli aspetti della posizione da battere per impedire che, cavalcando la tigre dell'incertezza, la CGE salti a pié pari i problemi imponendo, in nome dell'emergenza, la mobilità non contrattata. In questo riconosciamo le posizioni ufficiali del padronato che mirano a vanificare ogni diritto di contrattazione sugli investimenti e sui riflessi che questi comportano, per ridurre tutto a pura informazione (tra l'altro nemméno completa) e alla'accettazione passiv a di scelte già decise.
Gli organici, e piú in generale la piattaforma, sono il metro con cui alla fin fine si misurano concretamante le scelte di autonomia e diversificazione che la CGE dice di voler attuare; se così non fosse anche noi non potremmo far altro che verificare che esiste " un'eccedenza di manodopera."
Un anno fa firmavamo un primo accordo su investimenti e occupazione. Oggi assistiamo al tentativo della CGE di lasciare il problema dell'occupazione ancora una volta sulla carta.
Le risposte che chiedono i lavoratori di Montefeltro, sul cui futuro gravano gli interrogativi piú grossi, e di tutti i lavoratori del Gruppo che vivono questa dura fase di ristrutturazione non possono limitarsi a questo.
LA LOTTA NELLE FABBRICHE
CEMA di Torino
Fin dalle prime battute dello sciopero i lavoratori e le lavoratrici hanno saputo rispondere puntualmente agli atteggiamenti della direzione sia al tavolo delle trattative a Milano, sia a quelli a livello aziendale.
Il più tipico di questi atteggiamenti aziendali della direzione è l'organizzazione del crumiraggio sia durante le ore di sciopero sia dopo il normale orario di lavoro.
Ma la risposta avuta il secondo giorno di sciopero ha dissuaso per ora la direzione a perseguire questa strada.
I lavoratori, il CdF, le operaie in testa hanno organizzato il picchettaggio davanti ai cancelli della fabbrica per tutto il giorno, lasciando fuori i crumiri, tra cui molti capi, per otto ore.
In questa giornata di lotta si è inserita una vigliaccata di un anonimo che i giorni seguenti ha presentato un esposto, o qualcosa del genere, all'Ufficio Politico della Questura di Torino nei confronti del compagno cileno, delego del CdF e presente al picchetto, per tentare di non fargli rinnovare il permesso di soggiorno.
E' chiaro da che parte è venuta l'ispirazione di questa iniziativa che tendeva ad intimidire l'intero CdF e i lavoratori in lotta.
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Dopo la rottura delle trattative si sono fatte molte assemblee di reparto e di ufficio per il rilancio della lotta e per definirne le forme più incisive.
Le assemblee si sono svolte più che positivamente sia per la partecipazione che per il dibattito ed hanno ampiamente confermato la volontà di lotta per gli obiettivi della piattaforma.
A questa capacità di dibattito si unisce la capacità di sviluppare la lotta con forme articolate che trovano momenti unitari in cortei (soprattutto di operaie) che si recano in direzione e vigilano contro i tentativi di crumiraggio.
Le fabbriche FIAR della zona Sempione
Giovedì 28/4 le fabbriche della divisione elettronica del gruppo hanno dato vita ad una manifestazie-ne che ha avuto come obiettivo una "spazzolata" in Via Aquileja, sede della direzione del dipartimento.
L'obiettivo di Via Aquileja era stato scelto proprio perché sede del dipartimento elettronico sul quale la direzione aveva espresso le piú dure propsettive occupazionali e di sviluppo.
Le fabbriche del DEL sono, a parte quella sita in Via Montefeltro, Funa vicina all'altra : prima la FIAR, poi quella di Via Milano e quindi Via Aquileja.
I lavoratori della FIAR sono usciti dalla fabbrica, hanno percorso in corteo la via Varesina scandendo slogan sull'occupazione e spiegando alla gente le richieste della piattaforma ; si sono uniti ai lavoratori di Via Milano ed assieme sono entrati in fabbrica in corteo spazzolando uffici e reparti. Quindi assieme, circa 300 impiegati ed operai hanno raggiunto la fabbrica di Via Aquileja.
Via Aquileja non é una fabbrica "facile".
Molti impiegati, tanti dei quali vivono una situazione di frustrazione, di dequalificazione e dove la filosofia della direzione ha piú presa che in altre fabbriche.
In questa fabbrica é entrato il corteo dei lavoratori che ha girato in lungo e largo i reparti per piú di mezzora.
La direzione si é resa irreperibile.
All'uscita dalla fabbrica un faló ha bruciato un mucchio di calendari raffiguranti nudi di donna che alcune operaie in corteo avevano strappato ; intanto i lavoratori si dirigevano verso la FIAR dove c'é stata l'ultima ,veloce visita del corteo.
Al termine di questa manifestazione molto si é parlato tra i lavoratori sulla validità di queste azioni di lotta, sulla socializzazione e sull'incontro delle esperienze e dei problemi tra lavoratori di fabbriche diverse che hanno in comune gli stessi interessi e la stessa controparte.
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