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La Campana17

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L' unità è la forza dei lavoratori per la conquista del contratto e per un reale cambiamento della società

Il contenuto antioperaio del terrorismo è un dato storico, ed i fatti degli ultimi giorni lo hanno evidenziato in maniera inequivocabile. Non solo perché uccidendo Guido Rossa hanno colpito una delle espressioni più immediate della classe operaia: un operaio, un delegato, un militante politico di sinistra, ma anche perché hanno dimostrato ancora una volta il contenuto paralizzante rispetto ai processi politici e sociali, la carica di sfida nella speranza di registrare « stanchezza » nella combattività del movimento e conseguentemente il prevalere di logiche individuali, del pensare per sé, del difendersi. La tempificazione dei fatti, prima Genova poi SUBITO Milano con l'uccisione del Magistrato Emilio Alessandrini, sta a significare una accresciuta accessibilità e sfida che certamente hanno fatto aumentare l'unità all'interno del movimento sindacale attorno alla valutazione del terrorismo e dei suoi contenuti. Ancora una volta questi attentati terroristici si collocano alla vigilia di situazioni politiche estremamente difficili: nel momento in cui si esnrime anche formalmente la crisi di Governo, mentre il movimento sindacale sta preparando una mobilitazione di carattere generale sui temi dell'occupazione, della politica economica, del mezzogiorno.

Crisi politica, crisi di contenuti

La crisi politica che si è aperta in questi giorni è il naturale risultato di una politica governativa incapace di dare soluzione ai problemi che stanno al centro dell'iniziativa sindacale, ed in particolare alla drammatica situazione occupazionale del mezzogiorno. I contenuti del piano triennale evidenziano, accanto ad una precisa scelta di campo, tutta la logica punitiva nei confronti della classe operaia di una politica economica governativa basata non su elementi di programmazione democratica ma unicamente su elemen-

ti di contenimento salariale ed in ultima analisi di riduzione del potere di acquisto dei lavoratori.

Piano triennale: una programmazione dei bisogni e anche delle risorse

Ma quello del piano triennale non è l'unico atto governativo ispirato a questa logica, anche se certamente il più importante; infatti le recenti vicende relative all'adesione italiana allo SME hanno evidenziato ancora una volta la disponibilità del governo italiano di accettare condizionamenti internazionali non secondari sulle scelte politiche nazionali. In que,ta situazione caratterizzata da un attacco da più direzioni, rivolto verso la classe operaia emerge il tentativo padronale di riconquistare margini economici e di potere dentro e fuori la fabbrica.

Il padronato risponde con la ristrutturazione

La crisi non ha lasciato immutato l'apparato produttivo italiano e gli elementi economici indicatori di una « ripresina » evidenziano come a tali risultati abbia contribuito una « economia sommersa » basata sul decentramento e sul supersfruttamento dei lavoratori. I profondi processi di ristrutturazione che si stanno attuando in questi mesi investono sempre più situazioni diversificate: alla grande azienda che decentra e ristruttura il ciclo produttivo alla piccola e media realtà produttiva che punto sull'aumento dei ritmi, sullo straordinario, sul basso salario.

Il ruolo delle PP.SS. in questa fase

In questa situazione le Partecipazioni Statali che ruolo possono svol-

gere? Molto il movimento sindacale ha detto e fatto per indirizzare positivamente il ruolo delle PP. SS.; mai come in questa fase rispetto alla battaglia per ottenere nel nostro paese non l'anarchia industriale (che non vuol dire maggior democrazia che pratica il diritto di licenziare) ma la programmazione democratica, il ruolo delle PP. SS. e la selezione nell' utilizzo della spesa pubblica diventano discriminanti centrali. Programmazione democratica non può essere un dato astratto elaborato a tavolino una invece l'assunzione della centralità dei bisogni dei lavoratori per indirizzare coerentemente gli investimenti pubblici e privati. E' fuori dubbio che oggi le priorità si chiamano difesa e sviluppo dell'occupazione e mezzogiorno ma è altresì immediato che il primo indirizzo di programmazione deve essere esoresso dal potere politico usando gli strumenti di cui detiene il controllo. T,a spesa pubblica deve essere trasformata dal ruolo clientelare fin qui svolto ad un ruolo di scelte di priorità capaci di creare nuova occuvazione; le partecipazioni statali, devono svolgere un ruolo di in-

diri7zo e di coerenza settoriale per l'industria italiana. Per fare questo occorre una volontà politica che non si è espressa ed una capacità di intervento che il riordino delle PP. SS. più volte rivendicato può riattribuire alle varie aziende.

Nomine: un'importante occasione mancata

Anche recentemente le nomine dei nuovi presidenti degli enti pubblici è stata una mancata occasione per determinare gli indirizzi politici e produttivi delle PP. SS.

Molto si è discusso attorno a rose di nomi, evidenziando capacità e doti, orbite politiche di appartenenza dei candidati, ma non si è discusso attorno al problema di legare strettamente nuove nomine e linee politiche degli enti.

Noi leggiamo con sufficienza auguri e proponimenti che in occasione del cambio di guardia appaiono nelle bacheche aziendali. La fondatez7a dei contenuti dei discorsi di investitura sarà presto verificata e i segni

UNI NE LLA - LOTTAI
MARZO 1979
GIORNALE PERIODICO DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO EFIM-BREDA DI SESTO S. GIOVANNI A cura del Coordinamento dei Consigli di Fabbrica della Breda Fucine, Istituto Ricerche Breda e Breda Eldefim
LA
CAMPANA
CONTINUA IN ULTIMA

PROSPETTIVE PRODUTTIVE DELLA BREDA FUCINE

GLI IMPEGNI SOTTOSCRITTI NEL 1973 DALL'EFIM SONO ANCORA VALIDI ?

L'Esecutivo del C.d.f. ha ritenuto opportuno compiere agli inizi del mese di dicembre una verifica sulla situazione generale dell'Azienda, sugli aspetti produttivi e occupazionali.

Dalla verifica, fatta congiuntamente tra i delegati di gruppi omogenei ed il rappresentante di zona della F.L.M., è emersa una situazione che non poteva non destare preoccupazione, situazione, tra l'altro, chiaramente contrastante con le ripetute affermazioni dell'Amministratore Delegato ,il quale ha più volte dichiarato impegno e interessamento in egual mis ura per lo sviluppo di ognuno dei settori produttivi presenti in fabbrica.

In sintesi dalla verifico fatta sono emerse le segu enti valutazioni:

L'impegno nrevalente dello staff tecnico dell'Azienda era concentrato nel settore delle aste.

Negli ultimi due anni l'Azienda ha investito quasi esclusivamente nel settore aste, limitandosi per quanto riguarda gli altri settori a delle semplici opere di manutenzione, mentre limitati sono stati quegli interventi di riadeguaknento tecnologico indisnensabili ad una Azienda come la Breda Fucine, inserita sul mercato internazionale, ner mantenere un certo grado di concorrenzialità.

Alla luce di auesta analisi avvalendosi dei diritti garantiti dalla prima parte del C.C.N.L.. il C.d.f. ha ritenuto ovportuno sollecitare un incontro di merito con la controparte aziendale. Al fine di non rendere dispersivo il confronto è stata inviata una lettera (riportata aui sotto) nella quale venivano indicati punto per punto alcuni problemi sui cucili ritenevamo utile un approfondimento.

LE NOSTRE RICHIESTE

Egr. Sig.

Milano, 15 dicembre 1978

Amministratore Delegato e Presidente della BREDA FUCINE Ing. VITANTONIO SCHIRONE

Con la presente La informiamo che, nell'ambito dell'incontro fissato per il 20.12.1978 alle ore 10.30, riteniamo opportuno discutere ed approfondire i seguenti problemi inerenti all'Azienda:

1) prospettive produttive e investimenti settore per settore e relativi riflessi su:

occupazione qualificazione tecnologica dell'Azienda qualificazione professionale dei lavoratori orari di lavoro decentramento produttivo. Situazione finanziaria dell'Azienda al 30.9.1978.

Andamento fatturato al 30.9.1978.

Ordini acquisiti al 30.9.1978.

Portafoglio ordini al 30.9.1978.

Andamento costo del lavoro. Andamento costi di produzione. Verifica dell'accordo ottobre 77, in particolare sui seguenti punti: nuova mensa organigramma approvvigionamento e nuovi impianti sviluppo professionale - criteri d'assunzione ambiente di lavoro.

Onde realizzare un confronto bastato su analisi oggettive, riteniamo infine opportuno ci vengano forniti dati precisi (possibilmente in forma scritta) sui seguenti aspetti: organico complessivo al 30 novembre 1978 per qualifica oreani n per settore al 30 novembre 1978 con relativa qualifica

divisione dell'organico per categoria situazione relativa agli infortuni dal 1.1.1978 al 30.11.1978 settore per settore assenze per malattie dal 1 gennaio 1978 al 30.11.1978 settore per settore fatturato: suddivisione per prodotto ordini acquisiti al 30.11.1978: suddivisione per prodotto portaoglio ordini: suddivisione per prodotto approvvigionamenti al 30 novembre 1978: ordini emessi utilizzo impianti settore per settore: ammortamento impianti. Cortesemente La salutiamo.

Per quanto riguarda le altre questioni da noi sollevate l'Amministratore Delegato ha rimandato tutto alla pubblicazione del bilancio della società.

Non possiamo fare a meno di rilevare come l'Azienda, non rispondendo nel merito a problemi di fondo quali situazione finanziaria - andamento fatturato - portafoglio ordini - andamento costo del lavoroandamento costi di produzione, ha inteso evitare un confronto serio e costruttivo con il C.d.f. Nell'incontro si è avuta inoltre da parte dell'Ing. Schirone una conferma sulla veridicità delle voci secondo le quali l'esercizio 1978 si sarebbe chiuso con una forte perdita. Sollecitato dal C.d.f. a'1 individuarne le cause, dapprima l'ing. Schirone ha cercato di addossarne la colpa al C.d.f. stesso, accusandolo di irresponsabilità per aver ritardato senza valide ragioni la partenza dell'accordo per l'aumento della produzione di aste, ma in seguito ampiamente smentito e poco convinto lui stesso di quanto stava affermando, ha ritenuto più onnortuno ricercare giustificazioni da'ltro tipo, qui brevemente elencate:

Aumento del costo del lavoro (per riflesso degli accordi aziendali e della scala mobile);

Svalutazione del dollaro (derivante dalle esportazioni);

Ritardo della Commessa delle Torrette:

Caduta della domanda per alcune nroduzioni.

Il C.d.f.. pur ritenendo valide alcune giustificazioni fornite, mette in evidenza come si cerchi una netta discarica di responsabilità, attribuendo tutti a cause esterne indipendenti dalla volontà dell'Azienda.

Una spiegazione di questo tipo ci pare francamente riduttiva e insufficiente! CONTINUA IN 3

Per quanto riguarda lo sforzo che l'azienda ha fatto per la qualificazione aziendale e quindi mantenersi al passo tecnologico, la risposta della Direzione Aziendale nel documento che ha consegnato al C.D.F. fa rilevare:

Per quanto riguarda il SETTORE ASTE DI PERFORAZIONE è entrato in funzione l'impianto di ramatura dei tool-joints che ha sostituito il processo di fosfatazione.

Per il SETTORE FORGIA si è cominciata la produzione degli alberi per l'impianto di arricchimento dell'uranio EURODIF, prodotti per impiego nucleare di elevatissima qualità.

Sono iniziate le consegne delle prime palette per turbine a vapore, nuovo prodotto ad elevata qualificazione che ha permesso di confermare la capacità aziendale ad entrare anche in questo settore.

E' iniziata la fabbricazione di una serie di 8 calotte per la soc. ANSALDO, componente che, per la prima volta, viene realizzato mediante forgiatura.

Per il SETTORE DELLE VALVOLE. è stato realizzato un nuovo tipo di valvola a saracinesca a doppio disco con particolari requisiti di tenuta, destinato ad un impianto chimico in Cina per il SETTORE MACCHINE INDUSTRIALI; completata lavorazione pressa da 5.000 per l'Alumetal di Bolzano, che risulta essere una tra le più grosse presse installate nel mc ido. Investimenti Gli investimenti nel 1978 ammontano a circa 3.800 milioni di lire.

Tali investimenti sono stati spesi parte per migliorare l'ambiente di lavoro; parte, per migliorie tecnologiche nei reparti produttivi.

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LA RISPOSTA INCOMPLETA DELLA DIREZIONE
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DALLA SECONDA

Sempre nell'ambito dell'incontro del 20.12.1978 veniva affrontato un altro argomento di primaria importanza: il programma di investimenti che l'Azienda intendeva realizzare nel 1979.

L'Amministratore Delegato, dopo aver precisato che tale programma doveva ancora essere messo a punto nei suoi diversi aspetti particolari, poneva l'esigenza di riflettere sull'opportunità di realizzare il pro-

gramma di investimenti in Forgia concordato col C.d.f. nel giugno '78.

Congiuntamente veniva prospettata l'intenzione dell'Azienda di procedere alla realizzazione di una nuova linea saldatura aste; la realizzazione di questa nuova linea, a detta dell'Azienda, dovrebbe comportare una modifica pressoché integrale del ciclo produttivo.

Sulle due questioni poste, veniva chiesto il parere rel C.d.f.

LE VALUTAZIONI DEL C.d.F. SULLE PROPOSTE DELL' AZIENDA

Il primo rilievo fatto dal C.d.f. in base a quanto espostoci è che veniva confermata pienamente l'analisi che ci aveva spinto a chiedere un approfondimento della situazione.

Si è al tempo stesso ravvisato da parte dell'Azienda un indirizzo che comportava nei fatti uno stravolgimento completo di quanto sottoscritto nell'accordo romano (Efirn/FLM) del 1973, nel quale venivano indicati con estrema precisione i settori nei quali l'azienda avrebbe dovuto svilupparsi in alternativa alla chiusu-

Breda Fucine

ra della fonderia. Dice l'accordo: « Si ritiene di garantire la potenzialità e conseguentemente i livelli occupazionali della Breda Fucine, sviluppando due settori: quello della produzione di meccanica (comprese le aste di perforazione) e quello della fucinatura, campi in cui l'Azienda gode da tempo di una attiva e differenziata presenza sui mercati.

Tale presenza, secondo LE ATTUALI PROSPETTIVE E PIANI A MEDIO E LUNGO TERMINE, investe i seguenti principali rami: materiali ed attrezzature per impianti e ricer-

che petrolifere; macchine industriali; materiali e componenti per armamenti bellici; fucinati vari per terzi; lavorazione di meccanica varia per terzi ».

In particolare nel citato doctimento per quanto riguarda lo svilunoo dei fucinati e dei forgiati si afferma:

« In tale campo l'Azienda sta sondando, con una ricerca di mercato affidata a società specializzate. l'ampliamento del nroprio campo di attività: tale ampliamento comporterebbe l'acquisto di macchinario di caratteristiche assolutamente nuove per l'Italia e avente pochissimi orecedenti in Europa con un investimento di più miliardi di lire ».

Il C.d.F. ha pertanto ritenuto opportuno andare al successivo incontro con l'obiettivo preminente di verificare a fondo le intenzioni dell'Azienda. A tal fine è stato posto un problema: esistono ragioni valide per ritenere superato l'accordo roma no nei suoi contenuti più qualificanti?

Se l'Azienda ritiene che queste ragioni esistono, dovrà esporle in un documento ufficiale, che superi, anche sotto questo punto di vista, la validità di un documento firmato presso l'EFIM.

Nell' incontro svoltosi il giorno

Bilancio di un anno di duri confronti tra Consiglio di Fabbrica e Direzione con risultati sostanzialmente positivi

ATTIVITA' DEL C.D.F.

NEL 1978

Sono molte le tematiche che hanno impegnato il C.d.F. della Breda Fucine, tra queste un ruolo senz'altro qualificante l'ha avuto nella gestione dell'accordo aziendale che è stato sottoscritto il 25.10.1977 grazie alle lotte che hanno visto impegnati tutti i lavoratori per diversi mesi con molte ore di sciopero.

L'accordo siglato alla Breda Fucine ha certamente dato un contributo a tutto il movimento sindacale, non solo per quantità dei punti che ha trattato, ma anche per la qualità e i contenuti concordati e quindi realizzati nel corso dello scorso anno.

I punti che l'accordo aziendale ha contemplato e che il C.d.F. ha gestito con risultati che cercheremo di analizzare sono:

Applicazione l" parte del C.C.N.L.

Occupazione

Orario di lavoro

Assunzioni

Ambiente di lavoro - SMAL

Organizzazione del lavoro

Mensa aziendale

Contributi sociali

Patronati

Oltre alle parti salariali riguardanti:

3° elemento

Accantonamento

Premio anzianità.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Di tutto, l'argomento che più ha impegnato il C.d.F. è senz'altro l'or-

ganizzazìone del lavoro; questa è una tematica nuova di cui il movimento sindacale si è fatto carico e molti sono stati gli incontri svoltisi tra il C.d.F. e la Direzione Aziendale, affinché attraverso una migliore organizzazione fosse permesso ai lavoratori di esprimere meglio le loro capacità professionali e contemporaneamente si provvedesse ad eliminare, od a far diminuire, quelle disfunzioni che oltre a provocare danni alla produzione, causavano inconvenienti ai lavoratori stessi. A tal fine un ruolo principale lo si individuava nella manutenzione. Venivano promossi dei corsi di qualificazione per tutti i lavoratori addetti a tale servizio, incominciando dal settore elettricisti. Tali corsi sono stati divisi in due fasi: la prima, di base, è ìn corso di esaurimento; seguiranno poi corsi di qualificazione e di aggiornamento tecnologico anche per i lavoratori della manutenzione meccanica.

Si individuavano frequenti attese lavorazione per guasti macchina che causavano notevoli danni alla produzione, e si indicava alla Direzione di intervenire con una manutenzione preventiva, di attrezzarsi con pezzi di ricambio e di tradurre in italiano i molti schemi elettrici che erano scritti in lingua straniera.

OCCUPAZIONE

Si è passato in esame, reparto per reparto, il rapporto tra parco macchine e organico, preoccupandoci di intervenire in quei settori dove si notava un calo di organico per man-

cata sostituzione di lavoratori dimessi; e questo anche per capire se rispetto alle prospettive produttive della nostra Azienda ciò era giustificato, oppure le cause erano di diversa natura.

Questa azione trova l'esempio nel reparto aste leggere, dove con un maggior sfruttamento degli impianti e diminuendo la produttività individuale si è sottoscritto un accordo con la direzione Aziendale che. oltre ad aumentare la produzione del reparto, ha portato ad aumentare l'or-

25.1.1978 il Direttore Generale, Ing. Negrini, posto di fronte a questo quesito, ha affermato esplicitamente di ritenersi spiazzato rispetto a quel tipo di richiesta, non conoscendo i contenuti dell'accordo romano e tantomeno la sua esistenza!

Ha peraltro convenuto sulla richiesta di definire un documento con le caratteristiche da noi richieste, impegnandosi a redigerlo al più presto.

La questione sul futuro dell'assetto produttivo della fabbrica è quindi quanto mai aperta.

Il C.d.F. ribadisce che gli indiriz7i perseguiti dalla Direzione Aziendale per i riflessi diretti che avranno su molti lavoratori, ma anche perché da questi dipende il ruolo che si intende far giocare alla Freda Fucine, dovranno necessariamente essere dibattuti e approfonditi trai lavoratori e dovranno essere chiaramente concordati col C.d.F. prima della loro realizzazione.

A tale scopo, sulla base del documento che la Direzione Aziendale cí dovrebbe presentare, e comunque sulla base di una analisi autonomamente fatta dal sindacato sulla Breda Fucine, si aprirà tra i lavoratori una consultazione e un dibattito attraverso la convocazione di assemblee di aree.

ganico di questo reparto di circa il 30%.

Su questo argomento anche l'accordo sui bandi di assunzione ha avuto 'un ruolo senz'altro aualificante. Ricordiamo che sono molti i lavoratori della Breda Fucine che sono passati da compiti di operai a compiti di impiegati, o tecnici, perché erano in possesso di attestati professionali. Questa azione purtroppo non trova soddisfazione in tutti i lavoratori interessati, anche perché il tutto è in relazione alle esigenze aziendali.

Opera; TOTALE
plomati altri 1 1 1 77 78 34 2 303 305 itc' 5 33 321 359 54 1 27 70 163 261 5'5 15 16 31 64 2 2.1 11 34 -Fu 10 5 2 17 TODI LE 13 73 135 865 1.086 pag. 3
Tabella riassuntiva dell'organico con suddivisione per cat"e9orio, (31j12/1.8) irn pì egati
laureati (AteS"°
di
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IL BILANCIO DELL' ATTIVITA' DEL C.d.F. NEL '78

DALLA TERZA

Il C.d.F. è impegnato a qualificare meglio i suo interventi di controllo su questo tema per eliminare le assunzioni di parentele o clientelari e permettere così al maggior numero possibile di lavoratori della Breda Fucine di esprimere al meglio la propria professionalità acquisita attraverso la scuola.

Diciamo inoltre che 1' organico complessivo alla Breda Fucine è passato da 1062 di dicembre 1977 a 1086 di dicembre 1°78, come riproduciamo nella seguente tabella.

COTTIMI

Su questo tema alla Breda Fucine si è provveduto alla eliminazione dei cottimi individuali, impostando l'argomento sui cottimi di area.

Riteniamo che i risultati ottenuti sono soddisfacenti.

Sono in corso incontri tra C.d.F. e Direzione aziendale, atti a dare il giusto senso a tale sistema di produrre. L'unico reparto che lavora a sistema di incentivazione individuale è il reparto giunti (tornitura), per il quale si sta provvedendo in modo da inserire cottimi di area; dopodiché è in programma nei prossimi incontri con la Direzione un riordino completo deí cottimi di tutta la Fabbrica.

INQUADRAMENTO UNICO

Nell'affrontare questo argomento, il C.d.F. si è preoccupato molto dí permettere a tutti i lavoratori di esprimere il massimo delle proprie capacità professionali, concordando, laddove era possibile, una mobilità professionale che ha permesso a molti lavoratori il passaggio a livelli professionali superiori.

Citiamo per esempio il reparto verniciatura e molatura, il reparto forgia (trafila e fornai), il reparto aste leggere (torni Gornati).

Sono stati richiesti e ottenuti molti profili professionali mancanti e senz'altro migliorativi rispetto al contratto nazionale.

Alcune aree di lavoro sono state identificate come aree di passaggio (carrellisti - torni Gishold).

Inoltre la gestione dei profili professionali esistenti ha permesso a decine e decine di lavoratori di passare alle categorie superiori, portando così la Breda Fucine ad essere una delle fabbriche metalmeccaniche più qualificate del settore, specialmente se si considera che il 50% dei metalmeccanici sono inquadrati al 3° livello.

Tra le richieste che la nostra categoria rivendica col nuovo C.C.N.L., sull'inquadramento unico, tra l'altro, si prevede la formulazione delle nuove declaratorie delle 6 categorie sia per ex operai che per impiegati.

Il C.d.F. della Breda Fucine sta già lavorando su questo tema facendo pressione sulla Direzione per cominciare ad individuale quelle lavorazioni che possono permettere l'elaborazione di profili professionali che consentano anche a chi effettua

lavori - manuali di arrivare al 6° 'livello.

AMBIENTE DI LAVORO - SMAL

Partendo dalla constatazione (del resto da noi lavoratori Breda Fucine più volte sostenuta a partire dal lontano 1958) che una vera tutela della salute si fa prevenendo le malattie e gli infortuni, invece di intervenire dopo che questi si sono manifestati, il C.d.F. firmava un accordo aziendale (ottobre del 1977) dove si andavano ad identificare:

1°) 1' intervento, con conseguente riconoscimento da parte Aziendale, dello SMAL (Servizio Medicina Ambiente di lavoro) nella nostra fabbrica, come Ente del Servizio Pubblico.

2°) L'avvio, previo preliminari accordi con detto Ente, delle indagini conoscitive delle aree di lavoro individuate di comune accordo.

3°) La conoscenza dei risultati di tali indagini (il cui onere finanziario deve intendersi a totale carico dell'Azienda) da parte del C.d.F. per un esame a livello interno al fine di individuare le eventuali iniziative da attuare.

A partire dalla data sopraindicata si è andato man mano sviluppando tutta una serie di iniziative' per rendere operante tale accordo, che ha comportato una notevole mole di lavoro per la Commissione Ambiente.

Per concretizzare in tempi brevi quanto previsto dall'accordo, si son dovuti prendere contatti con il C.S.Z. di Sesto S. G., chiedendo la disponibilità di intervento dello SMAL che, operando su un territorio a forte concentrazione operaia (40.000 lavoratori sparsi in centinaia di fabbriche) era ed è sovraccarico di lavoro.

Dopo una serie di incontri con lo SMAL e la Direzione Aziendale per concordare una scaletta di lavoro sulla quale poi operare, si è passati alla fase più importante: quella riguardante le assemblee di reparto, Nel frattempo, per dare maggior potenzialità allo SMAL (che è bene ricordare, è formato per ora da solo due medici) abbiamo premuto nel C.S.Z. (Consiglio Sanitario di Zona) affinché affiancasse ad esso una equipe di tecnici. Tramite alcuni componenti la nostra Commissione Ambiente di Lavoro e la disponibilità sempre attenta del Sindacato di Zona, le nostre richieste sono state accolte: il Comune di Sesto S. G. ha deliberato, infatti, assumendone l'onere finanziario, una convenzione con una equipe di tecnici del Politecnico di Milano, sensibili ai problemi dei lavoratori. che si affiancava così allo SMAL nell'indagine.

Contemporaneamente veniva chiesta la disponibilità della Clinica del Lavoro 'per eseguire tutti gli esami che si sarebbero resi necessari. Cominciava così la frase delle assemblee con i lavoratori interessati (assemblee di gruppo omogeneo con la presenza dei propri delegati), dove ad ogni lavoratore, mediante un questionario studiato prima dalla Com-

missione Ambiente con i Medici del Lavoro, venivano poste domande specifiche, inerenti al proprio lavoro in fabbrica e la vita sociale fuori Azienda.

Queste assemblee hanno interessato sino ad oggi i seguenti reparti: reparto torrette con 150 lavoratori; reparto aste leggere con circa 100 lavoratori; reparto aste pesanti con circa 40 lavoratori; reparto forgia con circa 140 lavoratori.

Una volta in posseso degli elementi necessari fornitici dai lavoratori, il delegato del reparto chiamava lo SMAL alla verifica ambientale, seguendone passo passo le indagini. Successivamente, attraverso una attenta analisi dei dati complessivi, lo SMAL ha provveduto a preparare una relazione per ogni singolo reparto (manca solo quello della forgia), dandone una copia a ciascun lavoratore. sia per metterlo al corrente del lavoro fatto, sia per preparare assieme in una fase immediatamente successiva una proposta di intervento da far eseguire alla Azienda.

Nel frattempo venivano individuati, da queste prime indagini, due rìschi particolari che interessavano:

1° Udito - Venivano sottoposti ad esame audiometrico:

n. 94 lavoratori del rep. aste leggere

n. 32 » » » pesanti

n. 39 » » torrette

n. 127 » » forgia

2°) Pletismografie (cioè disturbi provocati da strumenti vibranti):

Esaminati

n. 13 lavoratori del rep. aste leggere

n. 7 » » torrette

Si può subito notare come tutto

ciò ha comportato una notevole mole di lavoro per contattare azienda, medici, istituzioni per poter portare a buon fine gli esami che si stavano avviando ad una fase conclusiva.

Ciononostante riteniamo che, pur continuando su questa strada che si sta dimostrando valida, manca a completare questa analisi la fase

conclusiva che va a memorizzare quanto fatto e che deve seguire il lavoratore nell'arco della sua vita lavorativa, e cioè:

Il registro dei dati ambientali e biostatici da tenersi in Azienda, o meglio a livello di reparto.

Il libretto sanitario di rischio individuale.

Il C.d.F. ritiene perciò quanto fatto sinora solo l'inizio delle analisi delle condizioni di lavoro e chiede a tutti i lavoratori partecipazione attenta e critica per conquistare la conoscenza dell'organizzazione e dell'ambiente di lavoro, che faccia della classe lavoratrice la protagonista del processo produttivo, al fine di rendere l'ambiente in cui si opera il meno nocivo possibile.

PATRONATO

Il 1° gennaio 1978 si dava piena attuazione all'articolo 12 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori; il riconoscimento ad operare all'interno dell'Azienda con sue strutture e suoi locali l'Istituto di Patronato Unitario INCA-CGIL INAS-CISL ITAL-UIL attraverso la nomina di una Commissione.

Compito primario di questa Commissione è stato la tutela dei diritti dei lavoratori.

Seguire cioè il lavoratore in tutte le vicende che normalmente o eccezionalmente interessano lui e la sua famiglia durante e in rapporto all'attività lavorativa svolta in azienda.

Nell'Azienda si deve trovare il bandolo del controllo immediato dello stato di rego'arità delle cose che Io riguardano, dell'evasione contributiva diretta o indiretta, totale o parziale, del controllo degli ambienti di lavoro, delle malattie professionali, dei temi più generali della propria sa'ute, del controllo delle denunce degli infortuni, delle invalidità, per terminare, e non ultimo, che i lavoratori sappiano esattamente ed esaurientemente dei propri diritti.

Operare in tal senso significa dare un contributo non solo per la realizzazione di una partecipata vita democratica del paese, ma anche per rimuovere quegli ostacoli e impedimenti che oggi ancora si frappongono per una più giusta ed appropriata produzione legislativa.

La mole di lavoro svolto comprende pratiche di:

Malattie professionali n. 72

Pensione di invalidità n. 26

Prova di anzianità n. 92

Pensione di vecchiaia n. 16

Infortuni n. 360'

Posizione contributiva n. 362

Assegni familiari Controlli vari

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Mensa nuova a settembre?

Fortissima è stata la pressione del C.d.F. sulla Direzione Aziendale per la realizzazione della nuova mensa.

E' a nostra conoscenza che il progetto definitivo è alla visione degli organi preposti all'approvazione (Ufficiale Sanitario, Vigili del Fuoco, Urbanistica) per poi passare all'attuazione il cui inizio dovrebbe essere imminente.

Il luogo di costruzione è stato individuato alle spalle dello spogliatoio del macchinario al posto dell'ex reparto torrette.

Per quanto riguarda il tempo di ultimazione dei lavori per il C.d.F. rimane valida la data sottoscritta nell'accordo aziendale e cioè settembre 1979.

Per quanto riguarda la gestione della mensa e il contenuto dei piatti saranno concordati, previo incontri aziendali, le modalità in merito.

IMPIEGATI

In questo settore, nonostante l'impegno del C.d.F. non si sono ottenuti grossi risultati soprattutto per la non volontà della Direzione Aziendale: basta pensare che il completamento e la consegna degli organigramma è avvenuto solo nel dicembre 1978 (si ricorda che l'impegno era di consegnare tutti gli organigramma entro febbraio 1978).

Non è stato ottemperato dall'Azienda il punto dell'accordo aziendale relativo a « Sviluppo professionale » che qui sotto richiamiamo:

« Si prevede, correlativamente alla definizione degli organigramma e re-

lative funzioni, di tracciare le linee direttrici di sviluppo professionale, sia verticale che orizzontale, prevedendo, di conseguenza, i mezzi e le modalità per l'aggiornamento tecnico del personale ».

L'attuazione di questo punto, per il C.d.F. significava la realizzazione di profili professionali e di conseguenza interventi sull'organizzazione di taluni uffici per permettere una più giusta collocazione professionale per i lavoratori impiegati. Questo per dare loro la possibilità di esprimere il massimo delle capacità potenziali sia attraverso un corretto ed approfondito esame dell'ambito delle varie aree di lavoro, sia sulla mobilità, quale elemento per l'acquisizione di una maggiore professionalità.

ORGANICO

L'organico, operai ed impiegati, che a fine 1977 era di 1062 dipendenti, è risultato, a fine 1978, di 1086 dipendenti, con un incremento di 24 unità.

Sulla base delle indicazioni disponibili e delle previsioni che si possono, al momento, ragionevolmente formulare si deve dedurre che, nel corso del 1979, non sono prevedibili situazioni che comportino riduzioni di organico e di orario.

Si allegano: prospetto organico suddiviso per qualifica e livello al 31-12-78; prospetto assenze per l'anno 1978, suddiviso per causale (questo prospetto contiene anche l'andamento degli infortuni).

Nel sindacato col sindacato

POSITIVOANDAMENTODELLACAMPAGNA TESSERAMENTOALLAFLM

Nel sindacato ,con il sindacato, nelle lotte per il cambiamento del Paése, per migliorare le condizioni di vita e di lavoro, per la difesa della libertà e della democrazia. Così si può sintetizzare la linea su cui ci si è mossi per la campagna di tesseramento alla FLM per il 1979; campagna che ancora nón è finita, ma che ha già dato i suoi frutti. La Breda Fucine con il suo 87,4% di lavoratori iscritti al sindacato si avvicina sempre di più all'obiettivo — ambizioso, ma non impossibile — del 90% di tesserati. E' questo un

risultato che rispecchia il coerente impegno espresso dai lavoratori della Breda Fucine nelle lotte che il sindacato sta conducendo contro il fascismo e il terrorismo, per una profonda trasformazione economica, sociale, civile e morale del Paese.

Aumentano percentualmente gli iscritti alla FLM anche all'Eldefim, passando dal 71,8% all'attuale 83,3 per cento. E' evidente il consolidamento della coscienza sindacale nei lavoratori di questa azienda del Gruppo ,in lotta ininterrotta da oltre due anni.

ISTITUTORICERCHE

Considerevole calo di tesserati invece all'Istituto, dove dal 57,3% di iscritti si scende al 47%, senza peraltro che vi siano state disdette. Ciò è dovuto al notevole numero di dimissioni (solo in parte sostituito) registrate nel corso del '78; dimissioni di lavoratori quasi tutti iscritti al sindacato (12 iscritti su 13 dimessi). Problematico, ma non impossibile, recuperare le posizioni in una situazione dove la composizione dell'organico è prevalentemente im-

SALUTE IN FABBRICA

L' AMNISTIA SALVA SCHIRONE : GLI UNICI A

A PAGARE RESTANO ANCORA SOLO I LAVORATORI

Avevamo dato notizia sull'ultimo numero de « La Campana » del processo in corso presso la Pretura del lavoro di Milano contro l'ing. Schirone, che, in qualità di presidente dell'Istituto, doveva rispondere dell' utilizzo illegale e irresponsabile nel reparto Prove Non Distruttive (PND) di un dipendente — che clinicamente non era idoneo — per lavori con sorgenti radioattive. Il fatto era grave e testimoniava con certezza un impiego generalizzato del personale da parte del caporeparto

PND in deroga continuativa alle più elementari norme di prevenzione antinfortunistica e di tutela della salute dei lavoratori.

L'articolo portava il titolo « Salute in fabbrica un caso esemplare di arroganza ».

Vogliamo qui ora registrare e portare a conoscenza dei lavoratori della Breda che quel caso di « esemplare arroganza » è andato impunito, avendo un'ingiusta amnistia cancellato anche questo tipo di reato.

Quest'ultima amnistia, che mortifi-

cando la volontà dei lavoratori di vedersi riconosciuta giustizia, ha fatto sorridere di sollievo e di compiacimento i responsabili, lasciando loro probabilmente la speranza di poter continuare a fare ciò che vogliono, perché, grazie alla lentezza della magistratura, all'arretratezza di alcune leggi, i loro reati restano spesso impuniti. Vorremmo fare, però, solo una considerazioone. Con l'ultima amnistia, mentre si sono cancellati i reati contro la salute pubblica e la corruzione (nelle quali co-

piegatizia e dove le categorie più alte (6' e 7°) sono in numero considerevole.

Per tutt irirnane l'impegno ad avvicinare i non iscritti per conquistarli all'adesione al sindacato: un sindacato che rappresenta l'unità di tùtti i lavoratori; un sindacato forte e organizzato, impegnato sui problemi dei lavoratori occupati, dei disoccupati, dei giovani, delle donne, sulle esigenze delle masse popolari e del Paese.

se i padroni del vapore eccellono!), non si è ritenuto di graziare altri reati minori, quelli che molte volte vengono alimentati dalla mancanza di valori di questa società e dalla non soluzione di alcuni aspetti fondamentali, quali il diritto al lavoro, riconoscendo a questi reati l'aggravante di esprimere una « preoccupante tendenza alla criminalità ».

E' vero, molti reati (e ci preoccupa il loro crescente dato dimensionale) indicano una deviazione sociale e sono quasi totalmente risolvibili creando dei rapporti sociali e produttivi. Per i padroni il discorso è diverso: sono irrecuperabili e finché esisteranno cercheranno di compiere, per realizzare profitti, quei reati per i quali Schirone è stato citato in tribunale. Sta alle nostre capacità e forze porre dei limiti alla loro arroganza, utilizzando anche l'arma del processo giudiziario. Non sempre arriva l'amnistia; nòn sempre vale la logica dei rinvii; la mobilitazione popolare proprio in questi giorni ha obbligato, anche se in ritardo e in modo insoddisfacente, ad alcune clamorose sentenze (Catanzaro, ecc.).

1A FUORI CE' UN MILIONE DI METALMECCANICI CHE ASPEIIA Tabella riassuntiva su occupeNtione e te.45eramento (198/19.7-9) occupati tesserati N. % 197.9 N. ob 1978 Fabbrica 1978 1979 "(i0c)„21"e FUCINE 1062 1086 +2,2 923 86,9 950 87,4 ISTITUTO 75 6 8 — 9,3 1+3 51,3 32 47,0 ELDEFIM 64 54. - 15 , 6 46 79 45 83,3 NB- I dati sono cluell; regi strati a rie y e, bb ya i o pag. 5
TESSERAMENTO
1979

A un punto di svolta la lotta per battere la strategia EFIM del disimpegno nel settore dell' informatica

Dopo oltre due anni di lotta, la questione Breda-Eldefim è giunta ad una svolta decisiva che ci consente di fare alcune considerazioni essenziali anche al fine di arrivare a tirare le prime somme, di fare cioè un primo bilancio anche se non definitivo della vicenda.

Ci interessa però anche cercare di spiegare la nostra storia, consapevoli delle difficoltà che l'essere stati protagonisti può comportare nell'essere « obiettivi », perché riteniamo che quanto alla Breda-Eldefim è stato fatto può essere un contributo, piccolo ma significativo, alle lotte generali del movimento sindacale.

La storia è quella di 100 impiegati di una azienda collocata in un settore, quello dell'elettronica-informatica, che per grado di specializzazione, limitata ampiezza dei livelli occupazionali e quindi relativamente alti livelli retributivi, faceva sentire « diversi » i lavoratori addetti in quanto privilegiati rispetto agli altri, questo almeno fino a qualche anno fa anche se il fenomeno è ancora diffuso.

Da dove sono partiti i lavoratori della Breda-Eldefim, cosa li ha sollecitati a cambiare, quali i contenuti di lotte spesso aspre che hanno consentito dapprima la difesa dell'azienda e dopo la conquista di risultati più avanzati.

Questo graduale processo che oggi sta determinando un mutamento rilevante della fisionomia aziendale si è andato intrecciando dialetticamente con il cambiamento graduale ma complessivo del modo di essere impiegati, facendoci cogliere il senso profond' del ruolo di protagonista attivo che ogni lavoratore deve sempre assumersi di fronte alla propria coscienza, all'interno della fabbrica, nel movimento sindacale e nella società.

La primissima fase è coincisa con la evidenziazione di una situazione aziendale drammatica, ì cui nodi di fondo erano stati portati allo scoperto dal confronto con la direzione aziendale, attraverso l'uso di nuello strumento formidabile che è la prima parte del C.C.N.L. e l'analisi di tutti i lavoratori.

Questo pressante campanello d'allarme diede la sveglia definitiva ai lavoratori, attestati sino a quel momento su linee rivendicative per lo più contingenti e comunaue di interesse puramente aziendale.

La presa di coscienza del pericolo incombente (e forse imminente) scatenò immediatamente la lotta caratterizzata da una grande vivacità spontaneistica che presto avrebbe trovato le coordinate più rigorose e quindi qualitative di una impostazione organizzativa correttamente allacciata alla linea e alle strutture degli organismi sindacali.

Inevitabilmente questo inizio, sintetizzato dalla parola d'ordine « il posto di lavoro non si tocca, è sorretto da uno slancio generoso, ebbe connotazioni puramente difensive.

Ma ben presto ci si accorse che in questi termini la lotta non avrebbe potuto reggere a lungo e presto avrebbe mostrato il fianco agli attacchi più decisi della controparte: l'e-

sempio allarmante dello smantellamento appena consumato della Breda Heurtey Bergeon era sotto gli occhi di tutti a testimonianza della spregiudicata determinazione di EFIM e Finanziaria E. Breda anche nei confronti della Breda-Eldefim.

Ci si rese conto quindi che era indispensabile cambiare registro: « inventare » una straregia diversa che ci consentisse di uscire fuori dalle trincee affannosamente scavate a difesa del posto di lavoro e di pasare realisticamente all'attacco lanciando una sfida a una controparte, l'EFIM e le sue finanziarie. temibile se non altro per la grande dimensione politico-economica.

Il problema si presentava come un'equazione di ardua soluzione: come tradurre la lotta di 100 lavoratori (impiegati). per di niù divisi in due sezioni, Cinisello Balsamo e Bari, fisicamente e ambientalmente molto distanti tra loro, in lotta politica, cioè come trasformare il problema della Breda-Eldefim in questione politica.

II compito che avevamo di fronte si poteva riassumere nella costruzione di tre parametri fondamentali: primo. accelerare la crescita sindacale dei lavoratori della Breda-EIdefim; secondo, definire concretamente un progetto realistico di rilancio dell'azienda; terzo, coinvolgere tutte le forze esterne disponibili al confronto e aggregarle concretamente alla lotta.

Gli obiettivi che si intendevano raggiungere, tuttora validi, erano: costringere l'EFIM ad assumersi resnonsabilità e ruolo in un settore di importanza strategica auale quello dell'Informatica, sconfiggere il suo disegno di smantellamento della Breda-Eldefim, innescare un processo di rinnovamento e rilancio dell'azienda.

Il lavoro procedette rapido comportando l'impegno e la partecipazione di tutti i lavoratori che trovarono nel dibattito interno ed esterno, nello studio delle analisi sindache per il settore Elettronica-Informatica gli strumenti più significativi per l'opprofondimento delle questioni, per l'arricchimento dell'analisi aziendale spinta sino ai più piccoli dettagli, per la sintesi politica tra

problema aziendale e assieme delle più significative esperienze sindacali.

Questo impegno si concretizzò nella formulazione di un progetto di rilancio dell'azienda, presentato ufficialmente in occasione della Conferenza di Produzione, tenutasi a Cinisello nell'aprile '78, che segnò una svolta estremamente significativa, da un lato, nella strategia sino allora adottata e dall'altro nella possibilità di arricchire con energie esterne il deterrente di lotta espresso dai lavoratori della Breda Eldefim.

Il significato specifico dell'iniziativa era racchiuso in una analisi complessiva del problema aziendale e nella presentazione di un progetto di «INFORMATICA DISTRIBUITA», in sintonia con i contenuti del Piano di Settore Elettronica/Informatica.

I punti fondamentali del progetto erano: mantenimento dell'azienda nell'ambito PP.SS. sviluppo del patrimonio tecnico non dispersione del mercato informatica EFIM difesa del posto di lavoro.

Attorno a questo progetto si riuscivano ad aggregare Consigli di Fabbrica di aziende utenti e di aziende dell'intero settore (pubbliche e private), forze politiche locali e nazionali, consentendo la costruzione di un rapporto di forze tale da modificare sostanzialmente la stretegia EFIM e della Finanziaria E. Breda che si muovevano secondo due direttrici: smantellamento della Breda-Eldefim e decentramento complessivo delle risorse; privatizzazione dell' azienda e del mercato informatica EFIM, costringendola successivamente a un accordo in cui veniva fissato l'impegno a ricercare una soluzione nelT'ambito delle PP.SS. (settore informatica).

Questi primi risultati significativi di una lotta condotta con grande intensità e partecipazione davano nuovo slancio all'impegno dei lavoratori, segnando anche la possibilità di allargare ulteriormente il fronte dei consensi esterni.

Le numerose dichiarazioni di soli-

darietà dei Consigli di Fabbrica a noi vicini, si traducevano spesso, nel caso di aziende utenti della Breda-Eldefim, in occasioni di incontro e dibattito che portavano all'approfondimento del problema informatica anche all'interno delle loro fabbriche, facendo nascere l'esigenza di capire le incidenze che quel problema ha sull'assetto produttivo ed organizzai tivo negli specifici luoghi di lavoro.

Le forze politiche rendevano pubblico il loro atteggiamento complessivamente positivo nei confronti della lotta dei lavoratori della BredaEldefim, compiendo anche atti concreti il cui peso politico si può sin da adesso considerare estremamente importante ai fini dell'esito finale della lotta.

Citiamo in particolare, la mozione di solidarietà del 'Consiglio Comunale di Cinisello Balsamo, la richiesta di sollecito intervento ner una soluzione PP.SS. fatta dalla Regione Lombardia (Assessorato al lavoro) al Ministro delle PP.SS., l'interrogazione parlamentare presentata al Senato dal Partito Comunista Italiano (Senatori Carri, Milani, Pollastrellil, l'interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei deputati da Democrazia Proletaria (Gorla, Pinto).

All'interno dell'azienda, dove nel frattempo sì era andato determìr ando da parte della direzione aziendale un clima di graduale abbandono gestionale, si lanciavano iniziative tendenti in particolare a difendere i contenuti professionali dei lavoratori consanevoli dei rischi di obsolescenza che comporta la stagnaziore dell'attività in un settore come il nostro.

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Se l'uomo accetterà di farsi controllare potrà essere sempre piú felice.

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BREDA ELDEFIM
mai!
Prof. William E. Rusk del Rockefeller Center

ISTITUTO RICERCHE

Radiografia di una gestione

Il '78 si è chiuso per l'Istituto con un bilancio economico sostanzialmente in pareggio, ma con un bilancio occupazionale decisamente in rosso: il numero di occupati — che l'accordo aziendale del 28.11.'77 garantiva al 100% fino al 31.12.'78 — registrava a questa data una diminuzione secca del 15%. Sollecitata a più riprese dal C. di F. a mantenere gli accordi sottoscritti in materia di turn-over, l'Azienda si ostina a trincerarsi dietro difficoltà di mercato: la crisi del settore chimico, il mancato decollo del piano nucleare, ecc. riducono di fatto le possibilità di intervento nei controlli, pane quotidiano dell'IBR. Ma a nostro avviso questo non giustifica da solo la recessione occupazionale dell'Istituto. Vi sono infatti altri settori nei quali l'Azienda potrebbe ritagliarsi spazi di mercato, in presenza di volontà noliti che ben determinate, sia a livello di direzione aziendale, sia — e forse in maggior misura — a livello di Finanziaria e di Ente di gestione. Ci riferiamo, ad esemnio, al settore delli'nquinamento e alle stesse Prove Non Distruttive (PND). oua1ora in questo campo si sciegliesse di operare anziché soltanto nei controlli tradizionali, anche nei controlli tecnologicamente più avanzati. PPr l'Istituto, con il nome che si ritrova che apre magicamente molte porte, è solo questione di adeguati investimenti in tecnologia e in professionalizzazione del proprio personale; investimenti ner i quali è necessaria — come si diceva pocanzi — una ben determinata volontà politica.

La filosofia del budget

E se la mancanza di volontà politica può essere facilmente additata a centri decisionali più alti di quelli aziendali, vi è però a nostro avviso un comportamento negativo da parte della dirigenza aziendale. A noi sembra di capire che il blocco dello sviluppo occupazionale, anzi la sua netta recessione, sia anche determinata dalla « filosofia del budget », introdotta in Istituto dall'attuale direzione e dalla quale i singoli dirigenti sono condizionati. Il fatto che a ogni reparto venga assegnato un budget, rapportato al numero del personale, da realizzare ad ogni costo — pena la squalifica del dirigente che non ci riesce —, spinge il singolo dirigente a fatturare la quantità di lavoro assegnatagli con sempre minor personale. La preoccupazione di copertura del budget spinge, cioè, a non sostituire nel limite del possibile chi se ne va dall'azienda e nel contempo a ridistribuire sulle spalle di chi rimane il lavoro di chi se ne è andato. E ciò, di fatto, contribuisce al ridimensionamento della base produttiva.

La fuga dei tecnici

Questo dissanguamento di personale preoccupa in maggior misura per le motivazioni che stanno dietro le dimissioni. Escludendo ovviamente chi ha lasciato l'Azienda per raggiunti limiti di pensionamento, quasi tutte le altre dimissioni hanno avuto motivazioni strettamente legate alla professionalità. I tecnici che abbandonani l'Istituto lo fanno soprattutto per sfuggire alla continua e progressiva dequalificazione. La scelta di proseguimento dell'attività la-

vorativa quasi esclusivamente nel settore dei controlli tradizionali, il non sviluppo di nuove tecnologie, comporta di fatto una dequilificazione permanente in un settore come quello dei controlli, in cui la tecnologia si muove in avanti con passi da gigante e dove si può ben dire:

« chi si ferma è perduto ».

Lo sviluppo della professionPlità non è molto perseguito dalla direzione aziendale. Per molti lavoratori, messi a fare un certo lavoro, non c'è in generale possibilità di arricchirsi professionalmente con la rotazione s'I altre mansioni. In altri casi, per l'acnuisizione di certe commesse nel settore dei controlli tradizionali, vi sono diplomati. tecnici con buona esperienza e professilmalità, che vengono usati per mansioni di quasi manovalanza.

Da qui la fuga.

Fuga che in altri casi, spesso a sommatoria con i motivi suesposti, è accelerata anche dalla miope politica delle qualifiche e dei cosiddetti « aumenti di merito ».

Si sono registrate e si continuano a registrare discriminazioni continue e lampanti nell'assegnazione di categorie e di aumenti di stipendio. Questo fatto in alcuni casi accentua la frustrazione di alcuni tecnici validi che, vengono in tal modo spinti a cercare una loro migliore collocazione professionale presso altre aziende.

Trampolino di lancio

Ma la fuga dei tecnici non preoccupa la direzione, anche se questo fatto significa una perdita progressiva del patrimonio tecnico-scientifico della Società. Ma forse anche questo rientra nella logica generale di una certa gestione della cosa pubblica le perdite e gli oneri all'economia pubblica, i profitti all'economia privata. E' d'altra parte ben nota la definizione dell'Istituto Ricerche Breda quale trampolino di lancio per i tecnici vale a dire che l'Istituto assume personale, si carica dell'onere della sua specializzazione, dopo di ché io cede ad altre società (quasi sempre private) che ne utilizzano l'alta professionalità.

Non è certo questa la miglior politica, se veramente si intende far giocare all'azienda pubblica un ruolo positivo, trainante, non subalterno ai padroni privati. E per rispondere a un'obiezione che viene fatta dai nostri dirigenti, bisogna dire che è vero che non si può costringere la gente a rimanere, ma è altrettanto vero che una gestione con maggior chiarezza di obiettivi, meno discriminatoria, meno ingiusta, e quindi meno frustrante, creerebbe condizioni di lavoro più favorevoli con conseguente beneficio sulla stabilità della manodopera.

PND: il lavoro c'è, manca il personale

Si eviterebbero così situazioni paradossali come quella che si sta verificando a1 reparto Prove Non Distruttive. E' qui dove il collasso occupazionale è stato maggiore; è qui dove si è verificata la grossa fuga dí tecnici a causa della pronunciata

struttivi di tipo tradizionale. Viene da chiedersi: con quale personale si pensa di svolgere questo lavoro? Forse mobilitando anche le dattilografe? Ma forse più semplicemente, come di consueto, si ricorrerà, al subappalto, utilizzando personale di altre ditte, che oltretutto permette un maggior sfruttamento, mancando in questi casi il benché minimo controllo sindacale.

miopia della. direzione nella gestione del personale.

E' di pochi giorni fa il tentativo della direzione di far ricadere sui lavoratori del reparto e sul C. di F. la responsabilità della perdita (con relative penali) dí un lavoro già acquisito e in fase dí svolgimento, in quanto il C. di F. ha seccamente bocciato la richiesta dí far effettuare straordinari in deroga al contratto e — soprattutto — al momento di lotta contrattuale. Questo atteggiamento dell'Azienda è strumentale e mira a nascondere le vere responsabilità, che sono di chi ha firmato un contratto di lavoro per Io svolgimento del quale era espressamente previsto il doppio del personale di cui invece si disponeva e che poi in effetti è stato impiegato. A questo contratta non si è potuto tener fede, quindi, solo perché manca personale; ed essendo la durata prevista di questo lavoro di parecchi giorni, l'effettuazione di lavoro straordinario non avrebbe modificato i termini del problema. Oltretutto questo lavoro è stato interrotto per una decina di giorni per fare altri lavori, che nel frattempo si erano accumulati e che erano diventati urgenti. E mentre continua la carenza occupazionale nel reparto, ora sembrano acquisite alcune centrali Enel su cui effettuare controlli non di-

Garigliano: per l'inservice inspection utilizzare la legge 285

Nel caso poi dell'eventuale e auspicabile acquisizione della centrale nucleare del Garigliano, dove si dovranno effettuare controlli di Inservice Inspection, per i quali ci si avvarrà come in passato del supporto tecnologico del South West americano, ma dove occorrerà anche uno staff dì tecnici IRB, oltre ad un altro centinaio di persone (addetti ai controlli con ultrasuoni), che potrebbero anche diventare duecento, si sente parlare dell'impiego di personale appositamente fatto venire dall'estero (Inghilterra, ecc.). E questo mentre in Italia .centinaia di migliaia di giovani sono in cerca di occupazione! Si può obiettare che serve manodopera specializzata; che non si possono assumere cento persone per fare un lavoro « una tantum » e poi non sapere più come utilizzarle. Vero! Ma è anche vero che esiste da tempo nel nostro paese una speciale legge sull'avviamento aI lavoro dei giovani che prevede contratti di formazione-lavoro e contratti a termine. Perché non utilizzarla, almeno in parte? E' sperabile che la direzione dell'Istituto, sollecitata in tal senso, utilizzi questa

QUANAvirrE TI Ari /) sht QUANTI APIN1 DI ESPERIEN ( -E` IMPOSSIBILE! COME POTSTE A)JERE 50ANNI d ESPERIENZA Cr AVE'llt SOLO 40ANNIF pag. 7
a (3(\ 3 Come li vorrebbero (da Le Monde di Parigi)
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Anche ref•Pnternente le nomine deì nuovi presidenti degli enti pubblici è stata una mancata occasione per determinare gli indirizzi politici e produttivi delle PP. SS.

Molto si è discusso attorno a rose di nomi, evidenziando capacità e doti, orbite politiche di appartenenza dei candidati, ma non si è discusso attorno al problema di legare strettamente nuove nomine e linee politiche degli enti.

Noi leggiamo con sufficienza auguri e proponimenti che in occasione del cambio di guardia appaiono nelle bacheche aziendali. La fondatezza dei contenuti dei discorsi di investitura sarà presto verificata e i segni premonitori sono estremamente ne-

Il riordino « strisciante » dell'EFIM

L'Efim, in quasi tutti i settori in cui si articola, sta portando avanti un riordino « strisciante »; a sostanziali modifiche di assetto proprietario del Gruppo non corrisponde la disponibilità ad un confronto complessivo sul riordino in corso. Potremmo citare il caso della Breda HB e della sua chiusura, ma al tempo stesso potremmo citare casi più emblematici, che vanno dalle aziende del settore agro-alimentare, alle vicende del settore cartario, con il clamoroso caso che sta trovando soluzione nella FABOCARD, consorzio cartario controllato dalla Fabbri.

Accanto a queste vicende ecclatanti, anche le aziende sestesi del gruppo tendono a cambiare volto; è un discorso di prospettiva, ma che vogliamo affrontare da subito, proprio per non trovarci con le situazioni compromesse.

Quali prospettive per Eldefim, Fucine, istituto

Se per l'Eldefim esiste un problema di mantenimento all'interno delle PP. SS. e del settore elettronica informatica, per cui forse è possibile sconfiggere la linea della chiusura con una positiva soluzione, per la

Breda Fucine, e in parte per l'Istituto Ricerche ,la centralità del problema risiede nel difendere e sviluppare la diversificazione produttiva. L'orientamento, come è evidenziato in altre parti del giornale, è inv'éte quello di indirizzare la produzione nei settori più remunerativi a scapito di professionalità e occupazione, che trovano invece ottimale bilanciatura attraverso la diversificazione. La nostra analisi trae sounto, oltre che dalla osservazione dei fatti, da una serie di informazioni che le direzioni sono tenute a darci in virtù di accordi aziendali e della prima parte del contratto.

Obiettivi e lotte contrattuali

La lotta contrattuale, soprattutto sulla prima parte del contratto, deve diventare per noi momento di elaborazione di una strategia di attacco dei piani padronali, di cui una significativa manifestazione è la dichiarazione di Massaccesi, presidente dell'Intersind, che rivendica una necessaria disponibilità, durante le trattative, a fare concessioni, intendendole non rispetto alle richieste della nostra piattaforma — che naturalmente sono mediabili — quanto rispetto al potere e ai diritti già conquistati.

L' atteggiamento padronale non muta unicamente per la presenza di un'abile delegazione al tavolo delle trattative; per battere questo atteggiainento è necessario invece far sentire tutta la convinzione e la forza delle masse lavoratrici. La lotta, la partecipazione ad essa, la piena riu-• scita delle iniziative, diventano momenti irrinunciabili e indispensabili per vincere ancora una volta la nostra battaglia.

Vincere la battaglia del contratto vuol dire contribuire alla soluzione dei problemi occupazionali del Sud, vuol dire anche porre ulteriori condizionamenti alle PP. SS., affinché svolgano Positivamente il loro ruoIn, vuol dire ancora utilizzare tutto il potere della classe operaia occupate anche attraverso il mantenimento del potere acauisito, per spingere sul terreno della programmazione e per creare nuove occasioni ai giovarq. ai disoccupati.

Lottare per il contratto, sentore più uniti, sempre più combattivi, sempre più numerosi net- le vie e in piazza, è anche rispondere alla sfida del terrorismo.

La nostra unità, la nostra forza sono la garanzia per la democrazia, per il futuro del nostro paese.

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Breda Eldefim a un punto di svolta

Veniva quindi varato un programma di corsi di qualificazione professionale. gestito interamente dai lavoratori, che vedeva un'ampia partecipazione sia nelle fasi di preparazione che in quella di sviluppo dello stesso.

Sollecitata dalla continua proposizione di contenuti positivi espressi dai lavoratori e posta di fronte allo schieramento di forze che si era andato pazientemente ma tenacemente costruendo, l'EFIM era finalmente costretta a venire allo scoperto e a tentare di colmare il vuoto, la carenza di contenuti della sua strategia, che l'aveva da sempre relegata ad un ruolo subalterno nei confronti delle altre realtà presenti nel settore Informatica.

Alla fine del 1978 l'EFIM si presentava in prima persona al tavolo delle trattative con un proprio discorso sull'informatica nel gruppo, proponendo una soluzione alla questione « BREDA-ELDEFIM » che prevedeva:

— la costituzione di una nuova società con l'apporto di minoranza di un partner privato e mantenimento della stessa nell'ambito delle PP. SS. (EFIM);

da pag. 7

Istituto Ricerche

Radiografia

-possibilità e non prevalga in essa la paura — già manifestata, ma a nostro avviso infondata — che, una volta assunto un certo numero di giovani con contratto a termine, non sia poi costretta per chissà quale diabolico marchingegno a tenerseli, senza possibilità di reimpiego.

Dove va l'Istituto?

Quale sia il destino dell'Istituto bisognerebbe forse chiederlo a quei signori che, saldamente impiantati sulle poltrone romane, testardamente si oppongono ad una seria riforma delle PP. SS., ad una loro corretta gestione, con ottica nuova, verso nuovi traguardi.

Sono di recente cambiati i vertici delle PP. SS., ma non i metodi, che consistono molto spesso nel vantare cose inesistenti o quasi. E' l'impressione che abbiamo avuto leggendo su « EFIM flash » (N. 1 - gennaio 1979 - Anno I), un nuovissimo mensile di informazione stampato a cura dell'Efim, quanto segue:

« L'EFIM, oltre ad esplicare funzioni di indirizzo e di coordinamento dell'attività delle consociate, esercita il controllo della loro gestione, promuove e coordina i programmi di nuovi investimenti, assicura alle aziende la propria collaborazione sul piano finanziario, amministrativo, dei problemi del lavoro, della promozione commerciale, della ricerca

attività nel settore informatica, sviluppando e qualificando i servizi di SOFTWARE per aziende industriali, superando la vecchia struttura che legava statutariamente al ruolo di fornitrice di servizi EDP solo ad alcune aziende del gruppo; le garanzie per il posto di lavoro e lo sviluppo della professionalità.

Pur ritenendo che l'EFIM (ente a PP.SS.) avrebbe potuto e dovuto risolvere in proprio questi problemi, dando dignità ed autonomia a un suo ruolo in un settore prestigioso ed economicamente importante come quello dell'informatica, i lava ratori della Breda-Eldefim si riservano di esprimere un giudizio complessivo su tutta l'operazione che dovrà essere valutata tanto nei presupposti iniziali quanto nei contenuti programmatici.

L'attuale fase di lotta è caratterizzata da un confronto serrato tra i lavoratori e l'EFIM per tradurre in termini concreti i punti aualificanti della nostra linea strategica:

Appartenenza effettiva della nuova società alle PP.SS.;

Piena autonomia produttiva, tecnica e commerciale;

Obiettivi produttivi nelle più qualificate aree di attività di Software; Sviluppo della professionalità di tutti i lavoratori.

applicata.

In questo ultimo campo, opera l'Istituto di Ricerche Breda, la cui attività di ricerca ,che si aggiunge a quella che viene svolta presso le aziende operative, è rivolta alla sa luzione dei problemi di interesse generale del Gruppo ».

Testuali parole che alla luce dei fatti, visto che l'attività di ricerca in Istituto è in netto regresso e non arriva nemmeno al 10% del fatturato, suonano come belle frasi — ma vuote di contenuto reale — con fini propagandistici: un fiore all'occhiello. La realtà dei fatti a noi sembra invece un'altra, dai segni per un certo verso preoccupanti. L'unico lavoro che non desta preoccupazioni da un punto di vista del budget e delle prospettive di sviluppo, è quello dello Scanalog, che opera nel settore dei controlli non distruttivi sui tubi e sulle aste di perforazione.

Si parla infatti con insistenza dell'acquisto di un'altra apparecchiatura (forse in armonia con la nuova linea di produzione aste della Breda Fucine).

Progetti ventilati e sentiti bisbigliare fanno temere che sempre più in futuro l'attività dell'Istituto sarà indirizzata in questo campo, dove i profitti per l'Azienda sono alti, ma la professionalità dei lavoratori viene notevolmente frustrata.

Sarebbe oltremodo funesto se l'imbocco di questa strada significasse anche un progressivo disimpegno negli altri settori di controllo e nella poca ricerca che ancora rimane. Significherebbe gettare al vento il residuo patrimonio tecnico-scientifico proprio dei lavoratori dell' Istituto Ricerche Breda.

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Dalla prima pagina l'unità è la forza dei lavoratori premonitori sono estremamente negativi.

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