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La Campana17

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LA CAMPANA MARZO 1979

GIORNALE PERIODICO DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO EFIM-BREDA DI SESTO S. GIOVANNI A cura del Coordinamento dei Consigli di Fabbrica della Breda Fucine, Istituto Ricerche Breda e Breda Eldefim

L' unità è la forza dei lavoratori per la conquista del contratto e per un reale cambiamento della società Il contenuto antioperaio del terrorismo è un dato storico, ed i fatti degli ultimi giorni lo hanno evidenziato in maniera inequivocabile. Non solo perché uccidendo Guido Rossa hanno colpito una delle espressioni più immediate della classe operaia: un operaio, un delegato, un militante politico di sinistra, ma anche perché hanno dimostrato ancora una volta il contenuto paralizzante rispetto ai processi politici e sociali, la carica di sfida nella speranza di registrare « stanchezza » nella combattività del movimento e conseguentemente il prevalere di logiche individuali, del pensare per sé, del difendersi. La tempificazione dei fatti, prima Genova poi SUBITO Milano con l'uccisione del Magistrato Emilio Alessandrini, sta a significare una accresciuta accessibilità e sfida che certamente hanno fatto aumentare l'unità all'interno del movimento sindacale attorno alla valutazione del terrorismo e dei suoi contenuti. Ancora una volta questi attentati terroristici si collocano alla vigilia di situazioni politiche estremamente difficili: nel momento in cui si esnrime anche formalmente la crisi di Governo, mentre il movimento sindacale sta preparando una mobilitazione di carattere generale sui temi dell'occupazione, della politica economica, del mezzogiorno.

Crisi politica, crisi di contenuti La crisi politica che si è aperta in questi giorni è il naturale risultato di una politica governativa incapace di dare soluzione ai problemi che stanno al centro dell'iniziativa sindacale, ed in particolare alla drammatica situazione occupazionale del mezzogiorno. I contenuti del piano triennale evidenziano, accanto ad una precisa scelta di campo, tutta la logica punitiva nei confronti della classe operaia di una politica economica governativa basata non su elementi di programmazione democratica ma unicamente su elemen-

ti di contenimento salariale ed in ultima analisi di riduzione del potere di acquisto dei lavoratori.

Piano triennale: una programmazione dei bisogni e anche delle risorse Ma quello del piano triennale non è l'unico atto governativo ispirato a questa logica, anche se certamente il più importante; infatti le recenti vicende relative all'adesione italiana allo SME hanno evidenziato ancora una volta la disponibilità del governo italiano di accettare condizionamenti internazionali non secondari sulle scelte politiche nazionali. In que,ta situazione caratterizzata da un attacco da più direzioni, rivolto verso la classe operaia emerge il tentativo padronale di riconquistare margini economici e di potere dentro e fuori la fabbrica.

Il padronato risponde con la ristrutturazione La crisi non ha lasciato immutato l'apparato produttivo italiano e gli elementi economici indicatori di una « ripresina » evidenziano come a tali risultati abbia contribuito una « economia sommersa » basata sul decentramento e sul supersfruttamento dei lavoratori. I profondi processi di ristrutturazione che si stanno attuando in questi mesi investono sempre più situazioni diversificate: alla grande azienda che decentra e ristruttura il ciclo produttivo alla piccola e media realtà produttiva che punto sull'aumento dei ritmi, sullo straordinario, sul basso salario.

Il ruolo delle PP.SS. in questa fase In questa situazione le Partecipazioni Statali che ruolo possono svol-

UNI

NE LLA - LOTTAI

gere? Molto il movimento sindacale ha detto e fatto per indirizzare positivamente il ruolo delle PP. SS.; mai come in questa fase rispetto alla battaglia per ottenere nel nostro paese non l'anarchia industriale (che non vuol dire maggior democrazia che pratica il diritto di licenziare) ma la programmazione democratica, il ruolo delle PP. SS. e la selezione nell' utilizzo della spesa pubblica diventano discriminanti centrali. Programmazione democratica non può essere un dato astratto elaborato a tavolino una invece l'assunzione della centralità dei bisogni dei lavoratori per indirizzare coerentemente gli investimenti pubblici e privati. E' fuori dubbio che oggi le priorità si chiamano difesa e sviluppo dell'occupazione e mezzogiorno ma è altresì immediato che il primo indirizzo di programmazione deve essere esoresso dal potere politico usando gli strumenti di cui detiene il controllo. T,a spesa pubblica deve essere trasformata dal ruolo clientelare fin qui svolto ad un ruolo di scelte di priorità capaci di creare nuova occuvazione; le partecipazioni statali, devono svolgere un ruolo di in-

diri7zo e di coerenza settoriale per l'industria italiana. Per fare questo occorre una volontà politica che non si è espressa ed una capacità di intervento che il riordino delle PP. SS. più volte rivendicato può riattribuire alle varie aziende.

Nomine: un'importante occasione mancata Anche recentemente le nomine dei nuovi presidenti degli enti pubblici è stata una mancata occasione per determinare gli indirizzi politici e produttivi delle PP. SS. Molto si è discusso attorno a rose di nomi, evidenziando capacità e doti, orbite politiche di appartenenza dei candidati, ma non si è discusso attorno al problema di legare strettamente nuove nomine e linee politiche degli enti. Noi leggiamo con sufficienza auguri e proponimenti che in occasione del cambio di guardia appaiono nelle bacheche aziendali. La fondatez7a dei contenuti dei discorsi di investitura sarà presto verificata e i segni CONTINUA IN ULTIMA


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