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Milano domani 13

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L.200

ANNO III - n. 8 OTTOBRE 1977

In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

La questione dei nomadi in via Zama Un problema grave che va affrontato senza facili demagogie In concomitanza con la decisione presa il 14 giugno dal Consiglio di zona 13, di trasferire la popolazione nomade del nostro quartiere in un campo in via di ultimazione tra Via Zama (dopo l'inceneritore) e Via Bonfadini, è riesplosa con virulenza la polemica sugli zingari, in particolare sull'opportunità di certe scelte, sull'insufficiente coinvolgimento nelle decisioni dei cittadini che abitano vicino al campo in costruzione. Per permettere di valutare lo svolgersi dei fatti, mi sembra opportuno richiamare questi ultimi brevemente. Problema aperto da molti anni (basti pensare a una petizione del S.U.N.I.A., con 680 firme, del 1973), l'occasione per prendere provvedimenti urgenti sui nomadi si è avuta con una agitazione, verso la fine dello scorso anno scolastico, dei genitori della scuola elementare di Via Zama, che si sono rifiutati di mandare i figli a scuola. Questo per le precarie condizioni igieniche, determinate dall'eccessiva vicinanza con alcune carovane di nomadi, praticamente a ridosso della recinzione della scuola. Il C.d.Z. ha preso contatto con questi genitori, con alcuni nomadi interessati e con Padre Martinoni, Presidente dell'Opera Nomadi di Milano, per risol-

vere la controversia urgentemente. Si è convenuto che l'unica soluzione provvisoria valida fosse quella inerente l'area tra Via Zama e Via Bonfadini. La soluzione è provvisoria in quanto su quel terreno il piano poliennale d'attuazione della variante al piano regolatore (Dic. '76) prevede l'ampliamento dell'inceneritore per rifiuti urbani e la costruzione del nuovo obitorio. La proposta del campo comporta lo spianamento dell'area, l'installazione delle fontanelle dell'acqua potabile e dei servizi igienici, l'illuminazione con energia elettrica e la posa di ghiaia per i vialetti di transito interni al campo. La spesa verrà ripartita tra l'amministrazione comunale e l'opera nomadi e parte dei nomadi stessi, i "rom" abruzzesi (gli altri sono i "sinti" slavi italianizzati). Inoltre un comitato apposito dovrebbe curare la tranquillità e il buon funzionamento del campo. Il tutto è stato giudicato favorevolmente dall'Ufficio di Igiene e Sanità, divisione Igiene Suolo Abitato, sulla scorta anche di una analoga richiesta presentata dal C.d.Z. 17, LorenteggioInganni. Quali precedenti si possono additare il campo di Reggio Emilia e il "Campo Cretese" in zona Certosa, a Milano. Espletate tutte le pratiche del

caso, i lavori hanno quindi avuto inizio a fine agosto, anche se il maltempo ha prolungato i lavori di approntamento del campo oltre il 20 Settembre, data di apertura delle scuole, causando così nuovi disagi a tutti. Su queste decisioni dunque si è inserita la protesta di alcuni cittadini del Quartiere Morsenchio, che nella seduta della Commissione urbanistica del 12 Settembre, presenti anche i capigruppo dei partiti e la presidenza del C.d.Z., hanno violentemente contestato la presenza degli zingari in zona, chiedendo la sospensione dei lavori per il campo e protestando per non essere stati preventivamente interpellati. Qui bisogna specificare che il C.d.Z., quando ha approvato all'unanimità la costruzione del campo, aveva ben presente la provvisorietà della sistemazione indicata, nata dai fattori contingenti suindicati, e che quindi procederà senz'altro a un ampio dibattito quando il problema verrà affrontato nella sua globalità. Deve essere però chiaro una volta per tutte che il dibattito dovrà essere pacato e serio, e che non saranno tollerate. su un problema di tale portata e gravità, posizioni demagogiche e razziste, tese a colpevolizzare gli zingari in quanto tali ed a falsa-

In questo numero A colloquio con Armando Cossutta "FUNZIONE INSOSTITUIBILE pag. 2 DEI GIORNALI DI ZONA" I PROBLEMI DELLE SCUOLE DI PONTE LAMBRO

paq. 3

ABOLITI I VOTI NEL PROSSIMO pag. 4 ANNO SCOLASTICO CANONE SOCIALE: PAGA DI PIU' pag. 5 CHI HA DI PIU' II mestiere dell'edicolante TUTTI I GIORNI, DIETRO Al GIORNALI

re, come stavolta, le cifre inerenti l'entità degli insediamenti (verranno infatti trasferiti i nomadi dalla zona, quindi non ne aumenterà il numero). Giova infine ricordare le disposizioni di legge, ribadite dalla circolare 17/73 A.C. del Ministero dell'Interno in data 11/ 10 i 73. In esse si afferma che i nomadi devono essere messi in grado di essere registrati all'anagrafe, di mandare i figli a scuola, di godere delle prestazioni sanitarie e dei

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servizi sociali, di esplicare attività lavorative. Questa circolare ministeriale diffida inoltre i sindaci dall'applicare divieti di sosta per soli nomadi, "in quanto tali divieti sono in palese contrasto con i principi di uguaglianza e di libera circolazione dei cittadini nel territorio della Repubblica" stabiliti dagli art. 3 e 16 della Costituzione.

Roberto Rossetti

IN VIA MELERI 20

IL CONSULTORIO FUNZIONA! Il 1, ottobre alla presenza dell'Assessore alla Sanità piergiorgio Sirtori e del Presidente del Consiglio di zona Sergio Poggio, è stato inaugurato il Consultorio comunale di Via Meleri 20. Si tratta del terzo Consultorio pubblico milanese (già operano da tempo i Consultori delle zone 20 e 16): è ora indispensabile proseguire celermente nel programma di sviluppo della rete di Consultori che dovrà portare, entro il 1978, ad averne uno per ogni zona del decentra-

mento All'inizio della manifestazione il Coordinatore della Commissione Sanità del Consiglio di zona Adriano Zagato ha ricordato la lunga lotta condotta dai cittadini della zona per conquistare questo importante servizio, tanto più che la 13 era la zona maggiormente sprovvista di servizi socio-sanitari.

Inaugurazione del Consultorio in Via Meleri

Nella scorsa primavera ad esem-

pio, quando ormai l'azione svolta dal Consiglio di zona aveva creato tutte le condizioni atte a consentire l'apertura del Consultorio (reperimento sede, completamento dell'equipe), per iniziativa del Partito comunista si tennero una serie di assemblee pubbliche in seguito alle quali fu lanciata una petizione, alla quale aderirono tutti i partiti democratici, che in poche settimane fu sottoscritta da circa 2500 cittadini della zona. Fu questa l'azione conclusiva di una

lunga mobilitazione che ha consentito di giungere rapidamente alla manifestazione di ieri. Importante è stato poi il ruolo svolto, nell'opera di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica, dal giornale di zona "Milano domani" il quale ha sviluppato per molti mesi un confronto sui compiti che il Consultorio avrebbe dovuto svolgere, rappresentando cosi un'utile strumento per proiettare all'esterno i dibattiti che spesso si svolgevano solo fra gli "addetti ai lavori". Bisognerà ora portare a compimento il dibattito, del resto già iniziato da alcuni mesi, volto a creare il Comitato di gestione del Consultorio. Dovrà trattarsi di un organismo aperto alla presenza di tutte le forze politiche e sociali, senza preclusioni ideologiche (pluralistico, come si usa dire) e nello stesso tempo formato da un numero non eccessivo di componenti in modo da consentirne la capacità di lavoro. Uno dei suoi compiti infatti dovrà proprio essere quello di organizzare la partecipazione e promuovere tutte le iniziative volte a far "vivere" il Consultorio all'interno della realtà sociale della zona e non da essa separato. Nel corso della manifestazione hanno preso parola, e portato il loro

contributo di idee. Paola Morelli, consigliere comunale della Democrazia cristiana; don Piero Carnelli, che ha portato l'adesione dei cattolici della zona; Franco Rosso per il Partito socialista; Delio Boffino. consigliere comunale indipendente nel gruppo comunista e Presidente della Commissione Sanità di Milano. La zona 13 ha ora funzionanti alcuni importanti servizi: il Consultorio, il Servizio di medicina scolastica (presente in tutta la città) e il SIMEE (Servizio di igiene mentale per l'età evolutiva), mentre il Consiglio di zona sta operando per ottenere anche un Servizio per gli anziani. Si tratta quindi di sviluppare l'integrazione di questi servizi, in modo da evitare sprechi e dispersione di energie ed abituare gli operatori a lavorare in equipe e a contatto con la realtà sociale della zona. In questa direzione si sta muovendo il Consiglio di zona che attraverso una serie di incontri con tutti gli operatori socio-sanitari, conta di organizzare per il prossimo inverno una Conferenza sui problemi socio-sanitari della zona. Sarà questo un importante momento di verifica e di programmazione dell'attività dei servizi che dovrà vedere la partecipazione di tutte le forze politiche e sociali della zona.


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