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El Caminun16

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ANNO 7 N3 MILANO - Ottobre 1961 Redazione: Corso Lodi, 58 Une copia L. 30

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Abbonamento sostenitore L. 500 Periodico dei Lavoratori dell' O. M. - Milano

ziflevicAmIN Quadrante

IL SALARIO E' UN DIRITTO

internazionale

e non un premio del padrone

La gravità del momento è sottolineata da due fatti importanti: la recente conferenza, tenuta a Belgrado, dei Paesi non Impegnati, cioè al di fuori dei blocchi, i quali hanno fatto sentire la voce di 700 milioni di uomini che vogliono la pace; il secondo è stato l'appello di pace, per il negoziato, lanciato dai Papa. Tenteremo qui di passare brevemente a spiegare gli elementi che costituiscono materia di tensione: uno è costituito dalla estensione della Rivoluzione coloniale, la quale rompe vecchi rapporti di sfruttamento e quindi sottrae o riduce i margini di profitto all'imperialismo mettendolo in serie difficoltà economiche e politiche. Queste difficoltà non si fermano ma si riversano all'interno dello schieramento capitalistico metropolitano, provocando seri squilibri politici (vedi USA, Inghilterra, Francia e Germania ovest sul problema di Berlino e il negoziato). Un'altra contraddizione del sistema consiste dalla esistenza di circoli finanziari nord americani interessati al riarmo in quanto coli' approfondirsi della crisi mondiale, realizzano guadagni favolosi con gli investimenti militari, il tutto per mantenere la « pace »! Altre contraddizioni sono, la rinascita di un forte esercito tedesco occidentale, già oggi il più potente esercito d'Europa, la gravissima crisi politica esistente in Francia, determinata dal perdurare della guerra in Algeria; essa ha logorato parecchie istituzioni, quali il parlamento, la libertà di parola di stampa, ecc. e si sono logorati i partiti politici perchè non sono stati in grado di presentare alternative valide. Tutte queste sono cause che minacciano oggi l'avvento del fascismo in Francia con gravissime ripercussioni per noi tutti e la pace mondiale. Questo è il quadro, niente affatto esagerato, ma sintetico degli avvenimenti che demoliscono vecchi argomenti diretti alla classe operaia dal padronato come: « sta lontano dalla politica, essa è sporca, qui non si fa politica, ecc. ». Per ben due volte in cinquanta anni í lavoratori hanno dovuto abbandonare le fabbriche cont in uo in

pagina

Quanti operai, al termine di una massacrante giornata di lavoro non desiderano che una sola cosa: arrivare presto a casa, mangiare in fretta per poter presto sdraiarsi sul letto e riposare? Sarebbe un interessante studio per qualche agenzia di statistiche incaricata di scoprire come venga impiegato il tempo libero degli operai; ma gli operai sanno bene che dopo una giornata di OM non si può avere altri desideri che quelli del tipo già accennato. La fatica però sarebbe il meno, se almeno fosse riconosciuta come tale; invece la cosa all'OH non è così. Dopo un mese di duro lavoro, arrivato il giorno di coglierne il frutto costituito dalla busta paga, l'operaio vi legge la beffa: la paga di diritto è appena un terzo dell paga; i restanti due terzi sono costituiti da «premi»: come dire che la parte più grossa della retribuzione è una regalia che il padrone dà a sua discrezione, e che non appartiene di diritto all'operaio! Dopo un mese di sfruttamento la ricompensa appare sotto l'umiliante forma di una carità, magari «cristiana»! Dopo avere regalato le proprie giornate alla fabbrica, concedendo al lavoro sino all'ultima energia, sino a non avere nemmeno più la forza di vivere un od per sè, l'operaio deve ringraziare del «premio» che gli viene dato e che gli permette di sopravvivere per continuare ad essere sfruttato! Se veramente fosse un premio quello che la Direzione nel listino paga denomina « premio », dovrebbe essere possibile all'operaio vivere anche senza quel «premio»; ma cosa accadrebbe alla ()M se improvvisamente fossero soppressi i e premi »? Per quanti giorni al mese potrebbero ancora lavorare

gli operai, prima di morire di fame? E' evidente perciò che ciò che la Direzione denomina «premio non è che il «minimo vitale », necessario alla OM stessa per l'integrità fisica della manodopera; un minimo al di sotto del quale la fabbrica sarebbe costretta a fermarsi, ipocritamente denominato in altro modo. I « premi » devono perciò venire con.iderati parte integrante dello stipendio, e considerati stipendio a tutti gli effetti: per il fondo pensioni, per la contingenza, per le ore straordinarie,

per le giornate di malattia, e devono essere percepiti da tutti gli operai, senza discriminazioni di sorta! La denominazione di premio mal si addice per una somma che è il sacrosanto compenso di un duro lavoro. Si addice per quei dirigenti che hanno scoperto il modo di deridere gli operai, dopo averli sfruttati, e che per questo servizio ed altri resi ai padroni ricevono dei veri « premi», che realmente possono godere, in quanto sorpassano di gran lunga il «minimo vitale».

Il "miracolo economico„ e 1' acqua FIAT I bravi dirigenti della Om-Flat, così abili nella programmazione della produzione, tanto che nel calcolo dei tempi di lavorazione « tagliano » persino il tempo necessario allo svolgimento di alcune funzioni organiche connesse all'apparato digerente, dimostrano invece una certa incomprensione per la fisiologia (beninteso, per la fisiologia dell'operaio addetto alle lavorazioni pesanti, non certo per le proprie esigenze fisiologiche). La volta scorsa abbiamo visto come, in conseguenza di questa incomprensione chi abbia la peggio sia la fisiologia, che per i dirigenti è una questione che riguarda le

accademiche discussioni degli scienziati, giammai la fabbrica. Così in fonderla l'aria è ricca di tutto men che di ossigeno, mentre in tutta la fabbrica praticamente non c'è l'acqua potabile! Vi sono sì molti rubinetti d'acqua, ma non è acqua per uomini, è acqua per uso industriale, ricca di depositi silicei e pericolosa da bere al punto che la Direzione, pre-

Ili,iornale avverte i propri lettori

I CRITERI D' ASSUNZIONE ALLA O. M. Da diversi anni ormai ogni giorno nella nostra fabbrica vengono esaminati nuovi operai, che dovrebbero in seguito venir assunti. Con quali criteri vengono esaminati ed assunti? Che cosa si pretede da essi e con quali qualifiche vengono assunti? Sono domande che devono preoccupare, perchè toccano la piaga dolorante delle discriminazioni nelle assunzioni e nelle qualifiche. Vediamo innanzi tutto in che cosa consiste l'esame e chi è che esamina. Gli operai esaminandi si presentano al

mattino, intimoriti per la prova che non sanno come potranno superare. Dopo una lunga anticamera vengono portati al cospetto dell'esaminatore, che conscio della sua posizione di arbitro del pane di quei miserabili che ha davanti, marca la sua superiorità strategica e tattica nei loro. confronti. Viene prima la prova di arte, e viene dato ad essi il capolavoro da eseguire. Quasi tutti passano la prima prova al 90%, dopodicchè viene l'esame teorico: disegno tecnico e simili. Molti sanno ricontinua in quarta pagina

elie con il presente numero riprende h normali pllbblieaiiuni dopo la pausa Feriale sa da insoliti scrupoli, s'è preoccupata di far apporre ad ognuno di essi la targhetta « acqua non potabile ». Ma malgrado questi locontinem

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