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El Caminun16

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ANNO 7 N 3

MILANO - Ottobre 1961

Redazione: Corso Lodi, 58

Une copia L. 30

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Periodico dei Lavoratori dell' O. M. - Milano

il„dir'"gOes."

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Quadrante internazionale

La gravità del momento è sottolineata da due fatti importanti: la recente conferenza, tenuta a Belgrado, dei Paesi non Impegnati, cioè al di fuori dei blocchi, i quali hanno fatto sentire la voce di 700 milioni di uomini che vogliono la pace; il secondo è stato l'appello di pace, per il negoziato, lanciato dai Papa. Tenteremo qui di passare brevemente a spiegare gli elementi che costituiscono materia di tensione: uno è costituito dalla estensione della Rivoluzione coloniale, la quale rompe vecchi rapporti di sfruttamento e quindi sottrae o riduce i margini di profitto all'imperialismo mettendolo in serie difficoltà economiche e politiche. Queste difficoltà non si fermano ma si riversano all'interno dello schieramento capitalistico metropolitano, provocando seri squilibri politici (vedi USA, Inghilterra, Francia e Germania ovest sul problema di Berlino e il negoziato). Un'altra contraddizione del sistema consiste dalla esistenza di circoli finanziari nord americani interessati al riarmo in quanto coli' approfondirsi della crisi mondiale, realizzano guadagni favolosi con gli investimenti militari, il tutto per mantenere la « pace »!

Altre contraddizioni sono, la rinascita di un forte esercito tedesco occidentale, già oggi il più potente esercito d'Europa, la gravissima crisi politica esistente in Francia, determinata dal perdurare della guerra in Algeria; essa ha logorato parecchie istituzioni, quali il parlamento, la libertà di parola di stampa, ecc. e si sono logorati i partiti politici perchè non sono stati in grado di presentare alternative valide. Tutte queste sono cause che minacciano oggi l'avvento del fascismo in Francia con gravissime ripercussioni per noi tutti e la pace mondiale. Questo è il quadro, niente affatto esagerato, ma sintetico degli avvenimenti che demoliscono vecchi argomenti diretti alla classe operaia dal padronato come: « sta lontano dalla politica, essa è sporca, qui non si fa politica, ecc. ».

Per ben due volte in cinquanta anni í lavoratori hanno dovuto abbandonare le fabbriche cont in uo in pagina

IL SALARIO E' UN DIRITTO e non un premio del padrone

Quanti operai, al termine di una massacrante giornata di lavoro non desiderano che una sola cosa: arrivare presto a casa, mangiare in fretta per poter presto sdraiarsi sul letto e riposare? Sarebbe un interessante studio per qualche agenzia di statistiche incaricata di scoprire come venga impiegato il tempo libero degli operai; ma gli operai sanno bene che dopo una giornata di OM non si può avere altri desideri che quelli del tipo già accennato.

La fatica però sarebbe il meno, se almeno fosse riconosciuta come tale; invece la cosa all'OH non è così. Dopo un mese di duro lavoro, arrivato il giorno di coglierne il frutto costituito dalla busta paga, l'operaio vi legge la beffa: la paga di diritto è appena un terzo dell paga; i restanti due terzi sono costituiti da «premi»: come dire che la parte più grossa della retribuzione è una regalia che il padrone dà a sua discrezione, e che non appartiene di diritto all'operaio! Dopo un mese di sfruttamento la ricompensa appare sotto l'umiliante forma di una carità, magari «cristiana»! Dopo avere regalato le proprie giornate alla fabbrica, concedendo al lavoro sino all'ultima energia, sino a non avere nemmeno più la forza di vivere un od per sè, l'operaio deve ringraziare del «premio» che gli viene dato e che gli permette di sopravvivere per continuare ad essere sfruttato!

Se veramente fosse un premio quello che la Direzione nel listino paga denomina « premio », dovrebbe essere possibile all'operaio vivere anche senza quel «premio»; ma cosa accadrebbe alla ()M se improvvisamente fossero soppressi i e premi »? Per quanti giorni al mese potrebbero ancora lavorare

gli operai, prima di morire di fame?

E' evidente perciò che ciò che la Direzione denomina «premio non è che il «minimo vitale », necessario alla OM stessa per l'integrità fisica della manodopera; un minimo al di sotto del quale la fabbrica sarebbe costretta a fermarsi, ipocritamente denominato in altro modo.

I « premi » devono perciò venire con.iderati parte integrante dello stipendio, e considerati stipendio a tutti gli effetti: per il fondo pensioni, per la contingenza, per le ore straordinarie,

per le giornate di malattia, e devono essere percepiti da tutti gli operai, senza discriminazioni di sorta!

La denominazione di premio mal si addice per una somma che è il sacrosanto compenso di un duro lavoro. Si addice per quei dirigenti che hanno scoperto il modo di deridere gli operai, dopo averli sfruttati, e che per questo servizio ed altri resi ai padroni ricevono dei veri « premi», che realmente possono godere, in quanto sorpassano di gran lunga il «minimo vitale».

"miracolo economico„ e 1' acqua FIAT

I bravi dirigenti della Om-Flat, così abili nella programmazione della produzione, tanto che nel calcolo dei tempi di lavorazione « tagliano » persino il tempo necessario allo svolgimento di alcune funzioni organiche connesse all'apparato digerente, dimostrano invece una certa incomprensione per la fisiologia (beninteso, per la fisiologia dell'operaio addetto alle lavorazioni pesanti, non certo per le proprie esigenze fisiologiche).

La volta scorsa abbiamo visto come, in conseguenza di questa incomprensione chi abbia la peggio sia la fisiologia, che per i dirigenti è una questione che riguarda le

I CRITERI D' ASSUNZIONE ALLA O. M.

Da diversi anni ormai ogni giorno nella nostra fabbrica vengono esaminati nuovi operai, che dovrebbero in seguito venir assunti. Con quali criteri vengono esaminati ed assunti? Che cosa si pretede da essi e con quali qualifiche vengono assunti? Sono domande che devono preoccupare, perchè toccano la piaga dolorante delle discriminazioni nelle assunzioni e nelle qualifiche.

Vediamo innanzi tutto in che cosa consiste l'esame e chi è che esamina. Gli operai esaminandi si presentano al

mattino, intimoriti per la prova che non sanno come potranno superare. Dopo una lunga anticamera vengono portati al cospetto dell'esaminatore, che conscio della sua posizione di arbitro del pane di quei miserabili che ha davanti, marca la sua superiorità strategica e tattica nei loro. confronti. Viene prima la prova di arte, e viene dato ad essi il capolavoro da eseguire. Quasi tutti passano la prima prova al 90%, dopodicchè viene l'esame teorico: disegno tecnico e simili. Molti sanno ricontinua in quarta pagina

accademiche discussioni degli scienziati, giammai la fabbrica.

Così in fonderla l'aria è ricca di tutto men che di ossigeno, mentre in tutta la fabbrica praticamente non c'è l'acqua potabile!

Vi sono sì molti rubinetti d'acqua, ma non è acqua per uomini, è acqua per uso industriale, ricca di depositi silicei e pericolosa da bere al punto che la Direzione, pre-

Ili,iornale avverte i propri lettori

elie con il presente numero riprende h normali pllbblieaiiuni dopo la pausa Feriale

sa da insoliti scrupoli, s'è preoccupata di far apporre ad ognuno di essi la targhetta « acqua non potabile ». Ma malgrado questi locontinem in imconetet pogiratt

Il

Continuazione dalla 1.a pagina

IL «MIRACOLO ECONOMICO »

E L' ACQUA FIAT

devoli scrupoli, molti operai con la gola riarsa dall'aria torrida e polverosa, non disponendo del tempo da « perdere » per cercare i rarissimi rubinetti di acqua potabile a causa dei tempi infernali dei cottimi, bevono l'acqua che trovano, rischiando gravi conseguenze per la salute. E gli avvisi di « acqua non potabile » assumono un aspetto ironico, una specie di ammonimento di questo genere: « bada operaio che ti fa male bere questa acqua, ma bada pure che non hai il tempo per cercarne dell'altra se vuoi mantenere la tua paga ». Che succede nella psicologia dell'operaio attanagliato in esigenze cosi contraddittorie? Se beve puo capitargli un malanno, se non beve sta male, se va a cercare un altro ruoinecto non riuscira a mantenere il ritmo di produzione, verrà richiamato dai superiori, diminuirà la consistenza ciena sua magra paga... irosi qualcuno cede al più potente negli stimoli e beve: sarà riscalo per la salute, ma quanti altri rischi non corre nella sua giornata, nella sua vita? Chi lo assicura cne l'olio che consuma al pasto, o il bicchiere di vino non siano più pericolosi dell'acqua Fiat?

Accade così che in una delle fabbriche del « miracolo italiano» vengono violate le più elementari norme igienicne in barba a tutti quei principi umanitari, civili, cristiani, ai quali i dirigenti amano ricoiamarsi frequentemente.

Possibile cne vi sia un solo rubinetto di acqua refrigerata (ina sarà potatine?) ogni duecento operai?

Le targnette non risolvono nulla, sono una presa in giro sinchè esiste l'attuale situazione. Occorrono piu rubinetti di acqua potabile, cosi come occorre che gli operai abbiano il tempo per bere!

La trascuratezza con la quale la Om-Fiat bada alla salute dei suoi dipendenti deve far riflettere gli operai. Si deve considerare innanzitutto che la Fiat ha un tale margine di profitto che si potrebbe permettere un trattamento ben diverso agli operai. Essa non è una piccola azienda che per quadrare il bilancio è costretta allo sfruttamento totale dell'operaio, ma è uno dei più colossali complessi monopolistici d'Europa; se un tale colosso riserva agli operai un trattamento così inumano, se economizza persino nelle attrezzature igieniche, e se ciò viene fatto in un periodo di « boom », in un periodo che gli stessi dirigenti della Fiat definiscono di « miracolo » (per i loro profitti), allora l'operaio deve dedurre che il capitalismo è sempre lo stesso, che ubbidisce sempre alle stesse leggi; il massimo profitto realizzato col massimo sfruttamento della forza-lavoro dell'operaio, profitto che per un monopolio è molto superiore ad una piccola azienda, potendo imporre i prezzi di vendita senza dover avere a che fare con concorrenti.

Se in periodo di « miracolo » il trattamento è questo, cosa sarà mai in periodi di crisi?

Se c'è un momento in cui i lavoratori dell'Om possono conquistare delle condizioni più umane di lavoro e di esistenza, questo è proprio il momento attuale. E si può cominciare dalla conquista delle condizioni igieniche di lavoro!

dei giovani

Da alcuni anni a questa parte parecchie centinaia di nuovi assunti sono entrati a far parte delle maestranze dell'OM.

La stragrande maggioranza di questi sono giovani, qualificati e no, al loro primo impiego o quasi.

Con ogni probabilità, all'atto della loro assunzione, questi giovani hanno provato un senso di contentezza, e molteplici devono essere stati i pensieri architettati nella loro mente circa il loro avvenire, la prospettiva di una certa tranquillità e di un futuro benessere.

Pensieri e prospettive di una certa logicità, se si tien conto di quanto si va dicendo e scrivendo circa i « fortunati » che prestano la loro opera alla FIAT o nelle fabbriche che fanno parte dello stesso gruppo.

La natura umana è portata a considerare sempre ciò che sembra bello e su questo terreno creare un mito per il futuro.

Questi giovani sono entrati in fabbrica pieni di buona volontà e di entusiasmo; hanno preso posto chi in un reparto e chi nell'altro, hanno conosciuto altri operai, hanno avuto a che fare con capi e capetti, hanno incominciato a ritirare la busta paga, si son fatta la loro esperienza viva del lavoro e dell'ambiente.

Ad una certa distanza di tempo si verifica un fatto significativo, che deve far pensare tutti noi; parecchie decine di questi giovani lavoratori rassegnano le dimissioni e se ne vanno. Quali i motivi?

Certo le ragioni che hanno portato a queste conclusioni sono molte e svariate, però le più sostanziali sono comuni a tutti.

L'euforia iniziale dei nuovi assunti è durata pochi mesi; piano piano ogni giovane si è reso conto che le prospettive di miglioramento che gli avevano promesso venivano a mancare vedendo che la « punta » di operai specializzati e qualificati si andava sempre più diradando in seguito al processo di svecchiamento normale.

Questi giovani si sono resi conto che i criteri adottati dalla direzione, e da chi per essa, nell'assegnazione delle mansioni e dei posti di lavoro, ignoravano completamente ciò che essi avevano imparato o nelle scuole o durante il periodo di apprendistato.

Hai frequentato le scuole professionali? Bene! vai in fonderia e vedrai che farai strada! Il giovane crede e spera, però ben presto si accorge che farà sì molta strada... ma per recarsi alla cassa mutua, perchè alla sera è sfinito a causa del ritmo infernale di lavoro ed alla notte ha un po' di tosse sospetta. Egli vede i suoi compagni di lavoro più anziani in gran parte ammalati, pensa al progresso in cui crede e che dovrebbe alleviare le fatiche dell'uomo, chiede il trasferimento in altri reparti e non viene neppure ascoltato; anzi viene redarguito per aver osato tanto. Allora prende una decisione fin che è in tempo: raccoglie le sue cose e se ne va.

Comune in tutti è il giudizio sull'ambiente aziendale dove si

può parlare di tutto fuorchè dei problemi sindacali, di i ivendicazioni economiche e tantomeno di politica.

Il giovane per sua natura reagisce a questo stato di cose, non vuol sentirsi prigioniero mentre tanto si parla di libertà, crede nel progresso e ne vuole una parte anche per sè.

Il lavoratore maturo o già anziano dovrà pensare su ,questi fatti, capire i giovani e le loro aspirazioni, che in ultima analisi sono quelle, di tutti, trasmettere ad essi la sua esperienza di tante battaglie sostenute, per far capire ad essi che è necessario unirsi per modificare la situazione, per avere più alti salari, prospettive migliori per i capaci, per poter dire la parola degli operai circa l'inquadramento degli organici, l'attrezzatura antinfortunistica e lo ambiente di lavoro.

Con il vigore dei giovani e la esperienza degli anziani la OM dovrà cambiare!!!

"Riduzione„ dell'orario

Si parla molto in questi ultimi tempi di riduzione dell'orario di lavoro in quasi tutte le fabbriche italiane.

C'è qualcuno che sostiene che nella nostra fabbrica questa riduzione praticamente già esiste, grazie ad un famoso accordo separato.

Gli operai sanno però che grazie a quell'accordo non solo non si è avuta alcuna riduzione della giornata lavorativa, ma al contrario questa si è allungata in quasi tutti i reparti e per i turnisti in particolar modo.

Ora si sono diffuse alcune voci che dicono che alcune ben determinate ali sindacali, già responsabili dell'accordo sulla precedente « riduzione » dell'orario di lavoro, preparano un altro accordo separato del genere.

Allarmati da questa nuova iniziativa, alcuni operai hanno già preparato materassi, coperte, ecc., per dormire quel po' di tempo che avanzerà per il riposo quando si attuerà la nuova « riduzione ».

Continuano le " relazioni umane „

Un altro grave episodio di crudeltà è avvenuto in fonderia. Un operaio che ha avuto la polmonite doppia, che è stato ben sette mesi in malattia ed ha passato un'intera settimana sotto la tenda d'ossigeno, al suo ritorno è stato inviato immediatamente a lavorare nel meno indicato dei reparti della fonderia, la bolgia dell'Om. Qui l'operaio non ha retto alla fatica

ed all'aria, e si è rivolto al capo reparto (quello già menzionato nell'altro numero del giornaletto), chiedendo, date le sue condizioni di salute, di poter cambiare reparto. Questo solerte capo, il signor R., per tutta risposta gli ha chiesto col sorriso sulle labbra, se voleva andare a riposarsi al posto di... un massimo dirigente della fonderia (che sia un posto per convalescenti?), e lo metteva a fare il manovale.

Occorre por termine a queste l bacia! Troviamo per gli amialati un posto adeguato. non in rnderia!

Preavvviso per ammalarsi

Un operaio del settore macchinario veniva colto durante la notte da forti dolori viscerali che si prolungavano fino al mattino (sarà estranea l'acqua Fiat? Mah!). Evidentemente al mattino le sue condizioni non gli permettevano di recarsi a lavorare, perciò egli, conscio del suo dovese, si premurava di avvisare in fabbrica la sua assenza affinchè si provvedesse a giustificarla. Senonchè il giorno successivo, ritornato al lavoro, avendo chiesto al suo capo se gli fosse stato fatto il permesso si sentiva rispondere, con sua gran meraviglia, che il regolamento interno per quanto concerne i permessi dice che questi possono essere eccezionalmente concessi solo se richiesti il giorno prima ( !), e non avendolo egli chiesto col dovuto anticipo, usciva dalla 1. galità O.M. e pertanto doveva ritenersi assente ingiustificato!

Solamente dopo molte peripezie l'operaio riusciva a far valare il buon senso, non senza aver subito prima rimproveri ed osservazioni d'ogni genere.

Sistemata la cosa, non gli è rimasto altro che richiamare energicamente all'osservanza del regolamento Fiat le proprie budella, che gli avevano fatto male senza il preavviso necessario. Non ci resta che appellarci alla Direzione affinchè si istituiscano dei corsi per rieducazione degli organi più importanti del corpo degli operai, per aggiornarli alle esigenze produttivistiche della Fiat.

L' arrivo del 6G pezzo grosso„

E' sincera la preoccupazione che i dirigenti della OM di Milano hanno per la produzione o è una commedia per salvare la poltrona?

Alcuni giorni or sono un grosso «pezzo » della Fiat è venuta nella nostra fabbrica per vedere come andavano le cose. I nostri bravi dirigenti, che si sentono così potenti con i poveri cristi che hanno sotto, sono stati invasati dal panico., nei giorni precedenti la visita, al punto che hanno praticamente fermato la fabbrica per alcune ore per le pulizie generali. Quando il «pezzo grosso» ha visitato i reparti, la direzione è arrivata alla farsa di far girare delle vecchie macchine a mano, per mostrare che la fabbrica era pienamente efficiente! Che maestri di ipocrisia! E poi tolgono agli operai persino il tempo per respirare!

DIMISSIONI

Apriamo un dibattito sui rapporti tra impiegati e operai

La questione dell'unità dei lavoratori è motivo costante di attenzione e di esame da parte di singoli e di organismi che quotidianamente lavorano nei sindacati e partiti operai; così la situazione di distacco, se non di rottura tra gli impiegati e gli operai delle medie e grandi fabbriche, suscita molta apprensione, e va accuratamente esaminata la ragione di un simile regresso rispetto alla situazione di quindici anni or sono.

Se riandiamo col pensiero agli anni 45-47, cioè agli anni della sconfitta militare e morale del fascismo, noi vediamo tutto un fiorire di iniziative unitarie, di organismi democratici, di assemblee d produzione, di compilazioni di quaderni rivendicativi; in .queste iniziative operai ed impiegati portano il loro contributo di capacità, di slancio, di esperienze. .

In quegli anni si enettuarono grandi lotte per far progredire assieme alla democrazia anche le condizioni economiche e sociali dei lavoratori e notevoli furono i successi. A queste lotte parteciparono uniti, solidali e diremmo affratellati, operai ed impiegati nella

loro totalità.

Ai giorni nostri questa situazione è radicalmente cambiata; anche oggi noi assistiamo ad eroiche lotte rivendicative, e vengono ottenuti degli ottimi risultati; ma in queste lotte c'è 'un settore quasi totalmente sguarnito, che a volte permette delle infiltrazioni pericolose che mettono a repentaglio l'esito stesso della battaglia: è il settore che dovrebbe essere presidiato dagli impiegati, tecnici, amministrativi, e che rappresenta oggi il punto debole dello schieramento dei lavoratori delle fabbriche.

A questo punto ci si deve domandare quali sono i motivi di questa situazione, e chi trae beneficio da un tale stato di cose; ed una volta appurato ciò, studiare la soluzione del problema. Molte altre domande potrebbero essere poste da chiunque abbia a cuore il bene dei lavoratori, e diverse potranno essere le risposte da quelle che noi cercheremo di dare. Noi vogliamo solamente sollevare il problema e suscitare su di esso il dibattito degli impiegati e degli operai.

Nella realtà l'impiegato è un proletario senza coscienza di esserlo; anche egli lavora per creare la ricchezza di altri, non la propria; anche da lui

L' impiegato è un proletario sfruttato

il padrone trae il suo profitto, e forse di più che dall'operaio, che è più organizzato socialmente. Ma quel che è peggio è che l'impiegato è spinto a danneggiare se stesso, oltre che gli operai, disertando le lotte sindacali, che se vinte apporterebbero dei vantaggi pure agli impiegati (riduzione dell'orario di lavora, aumenti di stipendio, regolamentazione delle carriere ecc.).

Nella ricerca dei motivi della attuale apatia sindacale degli impiegati, di distacco dai problemi rivendicativi generali e particolari, non si possono trascurare almeno tre aspetti di carattere teorico generale: provenienza sociale dell'impiegato; azione ideologica padronale nei suoi confronti; attuale condizione economica e sociale dell'impiegato.

Esaminiamo più a fondo questi aspetti:

- Nella loro stragrande maggioranza, gli impiegati oggi presenti in fabbrica provengono sia dalla piccola borghesia, oggi più che mai sospinta dalla grossa borghesia nelle file del proletariato (piccoli commercianti rovinati dai trust commerciali, piccoli artigiani rovinati dalla grande industria, liberi professionisti ecc., i quali hanno ancora i mezzi per far studiare i figli ma non abbastanza mezzi per 'permettere che i figli abbiano una attività indipendente), sia da quegli strati privilegiati del proletariato che possono permettersi il mantenimento dei figli negli studi (operai spcializzati, impiegati, che non desiderano che i propri figli siano semplici operai);

- Data l'origine sociale, sia essa piccolo borghese o semiproletaria, la ideologia è condizionata da tale origine; e l'ideologia piccolo-borghese è l'ideologia borghese: individualista, egocentrica e vanitosa. Mentre l'ideologia semiproletaria è un ibrido di ideologia proletaria e ideologia borghese, che riflette la posizione sociale ibrida della classe semiproletaria (impiegati ed operai specializzati, capioperai ecc.; che economicamente sono alla pari con la piccola borghesia, e di conseguenza intrecciano molteplici relazioni con la piccola borghesia, dalle aníicizie ai matrimoni ecc. ma il cui rapporto di dipendenza impedisce lo svilupparsi di una mentalità totalmente piccolo_ borghese). In entrambi i casi gli studenti (i futuri impiegati) risentono dell'ambiente sociale in cui vivo- no, e almeno sinchè l'esperienza di classe modificherà la loro mentalità, manterranno il modo piccolo borghese

di vedere il mondo, il mondo del lavoro incluso.

Scuola di classe

La scuola superiore, com'è costituita oggi in Italia, è la scuola di classe, e solamente gli appartenenti alle classi più agiate possono entrarvi (ben rari operai possono mantenere per lunghi anni i figli negli studi); e la educazione che una tale scuola dà non può essere che borghese (data la funzione di coloro che escono dalle scuole superiori, la grande borghesia è interessata vitalmente a che l'educazione sia borghese). Così l'individualismo, l'egocentrismo e la vanità di appartenere ad una classe un gradino superiore alla classe operaia, vengono rafforzati nella scuola italiana, ed accompagneranno l'ex-studente, come un bagaglio ideologico, anche al suo ingresso nella grande fabbrica.

E nella grande fabbrica l'azione ideologica iniziata nella scuola indirettamente dalla borghesia, continuerà direttamente e più massicciamente.

La condizione salariale superiore a quella degli operai, le <relazioni umane» con i dirigenti, i colloqui individuali, la teoria della «grande-famiglia» nella quale gli impiegati sono i rampolli privilegiati, lezioni e teoriche » o corsi completi per impiegati addetti a mansioni dirigenti, tutto cid concorrerà a persuadere l'impiegato che egli appartiene ad una classe diversa da quella degli operai.

III) - Tutta quanto sopra esposto contribuisce a spiegare perché l'impiegato, sebbene in molti casi sia alla pari economicamente con l'operaio, cerchi di differenziarsi, mantenga una sua « dignità » nel non volersi mescolare agli operai, abiti in abitazioni non operaie, frequenti ambienti diversi da quelli operai, ossia conduca una vita che assomigli il più possibile a quella dei suoi padroni (che sinceramente invidia) e s; autosuggestioni di non appartenere alla classe di coloro che dezono vendere la propria forza-lavoro, nel suo caso intellettuale, per poter vivere, e che in termini scientifici si chiama classe proletaria.

«Divide et impera> era il motto dei Romani, «divide et impera» è il motto della Fiat, che ha diviso e contrapposto impiegati ed operai, e che da ciò trae immensi vantaggi. Gli impiegati devono comprendere la loro situazione, devono capire che essi sono affratellati dalla comunanza di interessi alla classe operaia, e che con essa devono condurre la lotta per la emancipazione del lavoro, per ridare al lavoratore la sua dignità di creatore della vita della intera società civile.

Qui si è parlato sempre in termini di classe, non di individui; è evidente che alcuni individui che formano la classe non seguano le leggi di sviluppo della alane, che sono leggi dinamiche, ciò non toglie che la maggioranza le segua.

Tenuti presenti questi motivi di fondo, che sono presenti in tutti i proletariati europei, cerchiamo di capire le ragioni per le quali quindici anni or sono gli impiegati delle grandi fabbriche erano solidali con gli operai, mentre oggi hanno regredito al pericolo fascista. Qui il discorso diventa storico, ma necessario ai fini

Oscillazioni storiche

La piccola borghesia è una massa continuamente respinta dalla grossa borghesia nelle file del proletariato. A questo destino essa si ribella, e per sottrarvisi oscilla fra posizioni estreme. Nel '22 la piccola borghesia aveva ri-

posto tutta la sua fiducia nel pretesò « anti-grosso-borghesismo » di Mussolini, che invece era proprio l'uomo dellà grossa borghesia e che ;deluse totalmente i piccoli borghesi favorendo, ce- . me era logico, il potenziamento del grosso capitale /inanziario ed industriale. Alla caduta del fascismo la piccola borghesia ripose le sue speranze sul nuovo cavallo vincente, la 'classe operaia, che con le sue organizzazioni politiche e sindacali prometteva di schiacciare il grande, capitale. In quel periodo era «di moda» nella piccola borghesia essere di «sinistra », ossia con la classe operaia, ma non appéna la situazione ne`•mtità, ed il cavallo giudicato perdente riprese i Isopravvento, anche essa cambiò «opinione politica ». Queste oscillazioni della piccola borghesia influenzano pure i settori ad essa vicini, come la categoria impiegatizia. La grossa borghesia, evi;; dentemente approfittò della sua rivia-• , cita, ed oltre ad avere ripreso tutto o quasi, il suo potere economico e politico, rafforzò e rafforza la sua ege- , monia sulla società premendo ideolOgicamente stilla classe' proleiaria,;iiir, dividerla il più possibile e per derui"; baria della stia coscienia di elassk Così il grande capitale italiano, ossia quello delle cinque aziende che hanno il bilancio pari a quello dello Stato Italiano, (Fiat, Edison, Montecatini, Pi-• relli, Italcementi), hanno restaurato il loro dominio, che vorrebbero indiscusso, ma che è basato still'oscuramento della coscienza di classe di molti lavoratori, e perciò è minato dal processo inevitabile di maturationí di tale coscienza. Il proletariato fl gigante assopito, ma che già oggi ha dei sussulti premonitori, e quando si sveglia- • rà spezzerà per sempre le catene lo sfruttamento che un pugno 4 « furbi» gli ha messo addosso. Cerchiamo di contribuire a questo risveglio cominciando a limare un anello di questa catena, che potrebbe essere la O.M. di Milano.

Soitenete ii.yostre gionntl ie, alwitat6vi e fate abbitaie

al4 1J -

Carriera alli O. M.

Un altro episodio di sviscerato amore della Direzione per gli operai che hanno creato la Om e, giunge dalia Ossature Metalli:1,e.

Improvvisamente un anziano operaio, che ha dato ben ventidue anni e mezzo della sua vita all'Om, dopo sette anni passati al controllo. è stato trasferito

in linea, dove all'età di ben cinquantotto anni ha dovuto ricominciare daccapo ad imparare il lavoro,' queSta volta molto pesante.

Un "bell'eSeMpfo di umanità da parte- di chi • pretende di applicare le a relazioni 'Umane a. Ma tant'è... quel che conta è il profitto.

L' impiegato e la collettività

IL SALE DELLA TERRA

Segnaliamo a tutti i lavoratori questo importante film che costituisce un autentico capolavoro della cinematografia indipendente americana. Basti pensare che Hollywood si è rifiutata di realizzarlo e che è stato necessario il finanziamento del Sindacato minatori.

« Il sale della terra » sarà proiettato in mattinata popolare al Cinema Manzoni, domenica 15 ottobre alle ore 10.

Il prezzo d'ingresso è di L. 250.

Regista: H. .1. Biberman. Sceneggiatura: I1. Lawson. Interpreti: Rosaura Revueltas, Juan Chacon, e i minatori di Silver City. Produttore P41111 Jarrico.

Questo coraggioso e grande film si presenta da sè:

Presentiamo un film che pochi fortunati hanno visto. Fu proiettato a Milano nei giorni più caldi del luglio 1959 e senza quel minimo accompagnamento pubblicitario che si con(ede al più miserabile western con Randolph Scott.

Durante la realizzazione del iilm, un deputato americano accusò gli autori di seminare odio di classe e di razza fra i minatori americani. In seguito a tale attacco, si procedette all'arresto della protagonista; attori e tec nici vennero assaliti e percossi. Dopo la partenza della troupe, in incendiata la casa di un sindacalista, in cui per poco non perivano bambini.

Finalmente il film fu proiettato a New York. Quasi tutta la svampa legata ai monopoli ignorò l'eccezionale avvenimento.

L'interprete principale e gli autori del film rivendicarono il diritto di esprimere le loro idee:

« Una unione sindacale (l'ente finanziatore del film) ha lo stesso diritto di fare un film che spondere anche a questa prova, ma molti altri non conoscono il disegno tecnico e cercano di sbrigarsela come possono, pensando di poter passare almeno come manovali. I risultati?

una conquista da potenziare

L'Uomo non fece la sua comparsa sulla Terra mezzo milione o un milione di anni orsono, nascendo davant alla bocca di un forno o ad una scrivania da ufficio.

la RKO o la Metro Goldwin Mayer ».

Importanza del film: « Dall'e. pica della grande crisi del '29 non avevamo mai visto un'opera talmente decisa nel portare alla luce delle scottanti verità sulla vita sociale americana ». (Giorgio Fenin).

Il film si svolge su tre piani, impostando e cercando di risolvere tre grandi problemi. C'è p: ima di tutto il problema sociale: lo sciopero, la necessità che i lavoratori restino uniti, la lotta contro il crumiraggio, l'importanza del sindacato per il ragriungimento di più decenti condizioni di vita. Accanto a questo, e altrettanto importante, il tenia femminista: questi minatori, che hanno le idee precise progressiste nei rapporti con il padriine, diventano, tanto per reazionari nelle relazioni con le loro donne. Le vorrebbero in casa a badare ai figli ed al bucato e si sentono umiliati quandc) esse prendono coscienza dei liro diritti e chiedono di lottare a fianco dei mariti. C'è infine la polemica antirazzista, determinata dalle diverse condizioni di lavoro e di paga dei lavora. tori messicani rispetto agli statunitensi e risolta nella solidarietà della lotta, con la _mediazione e le guide del sindacato.

LCONTINUA DALLA PRIMA PAGINA

trasformare i pii luoghi di raccoglimento in profani uffici di collocamento; contro una simile profanazione dovrebbero protestare anche e soprattutto gli operai cattolici.

Possiamo ascoltare sia la Scienza sia la Religione: in entrambi i casi le versioni si somigliano: l'Uomo era un animale sano e fiero che vveva nei boschi all'aria e al sole.

La cosa si pone quindi in questi termini: l'essere umano è una macchina che si formò in un determinato ambiente fisico nel quale quindi trovò il suo equilibrio.

L'Uomo è infatti una macchina che trae le sue energie non soltanto da sostanze come il pane e la frutta ma anche élalros-' sigeno dell'aria e dalla presenza di quel complesú) di fattori vivificanti che possiamo trovare in montagna o in riva al mare o in riva ai torrenti: qui ci saranno ioni, là raggi ultravioletti, là ancora iodio.

La macchina-uomo può funzionare soltanto quando nel suo organismo i cibi e l'ossigeno sono in presenza l'uno dell'altro.

Altrimenti l'energia nascosta negli alimenti è • sempre presente ma non può venire utilizzata.

Gli altri fattori citati, ioni, ecc., fungono da stimolanti e miglorano il rendimento totale della trasformazione.

quali può ricadere sulla classe sfruttata — sarebbero ben maggiori se 'non fosse negata la possibilità dell'istruzione superiore a centinaia di milioni di uomini: . fatto che ha privato e continua a privare l'umanità di migliaia di scienziati che avrebbero cambiata la Terra.

Ed il risultato è questo: per la sua natura il capitalismo non può, anche se lo volesse, offrire vn più equo periodo di ritempramento o un meno duro lavoro a centinaia di milioni di uomini.

Storicamente parlando le ferie si inseriscono nella notte che le classi sfruttate dovettero condurre centro lo sfruttamento. L'accesso alla « fonte di energia ossigeno fu una sudata insanguinata con• c,uista: perchè, contrariamente a certe deformazioni mentali che il capitalismo — complice il bisogno — è riuscito a stampare nella mente di alcuni lavoratori, la conquista delle otto ore lavorative, non « fu la conquista della possibilità di poter fare un po' di straordinario »: ma fu la conquista di poterti muovere e di poter respirare, Copo che la parte, migliore della giornata era stata • « consacrata al -lavoro'. (per così aire nel tono..: oel libro Cuore del De Amicis), in un'atmosfera diversa da quella metallica dell'officina, da quella piètrosa della miniera, da quella ricca ,di bacilli T.B.C.

Per comprendere i risultati occorre soffermarsi un momento sull'esaminatore. Costui, entrato 25 anni or sono alrom completamente digiuno di ogni nozione teorica, al punto che se non fosse per l'aiuto ricevuto dai suoi compagni di lavoro avrebbe fatto ben altra carriera, si diverte oggi a taglieggiare di domande «teoriche> i poveri esaminandi, e si erge a maestro di quegli stessi che gli insegnarono l'abc della meccanica. Oltre a ciò egli ha un sistema nervoso estremamente sensibile alle variazioni atmosferiche, che gli fanno cambiare umore e modo di giudicare da un giorno all'altro.

Capita così che un giorno vengano scartati od assunti come manovali dei provetti operai specializzati, mentre qualche altro giorno qualche fortunato manovale viene assunto come operaio specializzato.

Che sia fatto così anche quel dirigente che ha posto un tipo simile a far da esaminatore?

Nel discorso abbiamo voluto deliberatamente non parlare dei raccomandati della parrocchia, che chissà perchè, sono sempre i preferiti anche se di valore professionale dubbio. E' evidente l'intenzione della direzione di

Come risultato di questa sommaria investigazione, appare immediata la necessità di intervenire per regolamentare le assunzioni: per impedire ingiuste discriminazioni, arbitrii di lunatici esaminatori, e per salvare il valore delle maestranze, che tante prove di capacità hanno dato.

Quadrante internazionale

per la trincea, pertanto oggi sarebbe una incoscienza criminale ignorare la sorte che spetterebbe ai nostri figli, ai nostri cari, a noi stessi se la guerra avvenisse, quindi ogni operaio deve discutere e sostenere il negoziato, il disarmo, la pace. Per le classi lavoratrici deve finire la politica del meno peggio, del non svegliare il cane che dorme, della delega ad altri del nostro destino. Per salvare la pace oggi, « occorre tener presente che in questo secolo due guerre mondiali hanno lo stesso nome: Germania ».

Era inevitabile che nel > corso di tutta la storia dello sfrutta. mento dell'uomo da parte dell'uomo, cioè nel corso della lotta di classe, la classe sfruttatrice abbia attinto, fra le altre fonti ' di energia, anche all'ossigeno, allo iodio, agli ioni, ecc., delle loca lità più favorite, tenendone di conseguenza lontana la classe sfruttata. Infatti in un sistema a classi un gruppo di uomini non può godere di determinati benefici se non escludendo automa ticamente un gruppo ben più n'a meroso; giacchè le ricchezze strappate alla Natura sono assai scarse in un sistema economico che, invece di ruotare intorno a un asse mondiale integrando il caffè del Brasile col carbone belga, spinge ogni venti anni i dirigenti di una nazione a rubare i mercati o addirittura i territori della nazione vicina. Ed è così che, vivendo alla giornata, senza una prospettiva e senza una meta, comportandosi come briganti de strada, viene a mancare l'ossigeno e la frescura dei torrenti per centinaia di milioni di uomini, e proprio per quelli che ne avrebbero bisogno di più. perchè sano coloro che durante l'anno lavorarono più duramente per edificare ra ricchezza comune.

Senza dire che anche in una economia così poco degna di questo nome le ricchezze a disposizione — e qualche briciola delle

Sarebbe lungo discorso far qui la storia delle ferie, che si intrec• cia a quella della riduzione della giornata lavorativa; vale però la pena di far notare che quanto si è finora riusciti a strappare lo si c ottenuto solo perchè la classe sfruttatrice sa che ciò che concede sotto forma di un migliore rendimento dei lavoratori: perchè è chiaro che se tutti i lavoratori di -una nazione sono con la salute a vota e non privata non hanno procarte quarantotto l'iniziativa priprio dove trovare della mano d'opera efficiente

Verità che scoprirono persino i imi • civilizzatori • di Haiti che dtpo aver fatto morire di stenti loro schiavi furono costretti s mportarne di nuovi e. come rifeiecono gli, storici borghesi, a.... attarli assai meglio.

In fondo, è lo stesso ingranagoio. Il fatto però che si può star certi che quanto i capitalisti ci concedono in fatto di stipendi e di ft rie è solo il minimo vitale, non ha niente a che vedere con l'altro, sul quale insistiamo perchè è la pota cosa importante contenuta in questo articolo: se non viene distrutto il sistemar è ssi non soncf in grado di offrirci molto di più: benne forse una villeggiatura sul arso o od El Alamein.

LE FERIE:
UN IF1LM DA VEDERE
M.
I 'CRITERI DI ASSUNZIONE ALL' O.
Direttore responsabile: Leonardo BANFI Autorizzazione del Tribunale di Milano n 3763 tip. 'Porpora , 2572344 - Milano

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