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La Campana16

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la campana

DARE CONTINUITA' ALLA LOTTA

DEI METALMECCANICI MILANESI

• Il viale della BREDA si è ripopolato mercoledì 28 u. s. di lavoratori in sciopero, usciti dalle fabbriche di Sesto, Cinisello, Cologno, Gorla, Villa S. Giovanni.

Questa importante manifestazione non è un fatto episodico e isolato. L'articolazione di una decisione di riapertura dello scontro assunta dal Direttivo della F.L.M. per dare continuità alla strategia dell'EUR.

Questa fase registra anche la ripresa della iniziativa padronale ripartita con maggior arroganza con maggior intransigenza attraverso l'attacco ai livelli occupazionali in decine di situazioni, l'espulsione di migliaia di lavoratori dai processi produttivi.

Il decentramento produttivo, il lav a domicilio, la negazione del Wro ai giovani, la non applicazione delle conquiste sull'ambiente, l'attacco al sistema della scala mobile, sono gli strumenti con i quali il padro nato intende uscire dalla crisi.

La politica economica del governo ed in particolare l'operato del Ministro dell'Industria Donat-Cattin avalla la linea padronale e tende a svuotare di ogni principio di pianificazione e di programmazione i piani di settore rivendicati dal movimento sindacale, ripristinando invece la vecchia logica della distribuzione clientelare dei finanziamenti previsti dalla legge di riconversione.

Ma la classe operaia milanese, i lavoratori del Nord e del Sud con la loro risposta, con le manifestazioni come quella di Sesto alla BREDA hanno riaperto una battaglia che non vuole nè essere episodica nè sollevare polveroni ma viceversa cambiare radicalmente questa situazione.

Vertenze delle aziende del Gruppo Breda Efim

VERIFICA AD UN ANNO DI DISTANZA

VERSO IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO

Il prossimo autunno porta con sè la nuova stagione contrattuale che investe milioni di lavoratori italiani e

tra questi i metalmeccanici. Nella recente conferenza nazionale di organizzazione F.L.M. di Rimini è stato ribadito come tale scadenza vada rispettata, rifiutando le ipotesi di rinvio avanzata da settori consistenti del

DEI
BOLLETTINO UNITARIO
CONSIGLI DI FABBRICA Stampa:
Coop.
Edit. lagno 1978 DEL GRUPPO BREDA - EFIM DI SESTO S.G. .Nuova
Brianza» Cassago
per le vertenze territoriali aperte contro l'intransigenza del padronato pubblico e privato per un mutamento della politica economica del governo

padronato.

Questa scadenza va utilizzata per continuare, con ancor maggior vigore, la politica di sviluppo dell'occupazione e del mezzogiorno punto di centralità dell'iniziativa sindacale degli ultimi anni.

Attorno alla articolazione della piattaforma contrattuale si svilupperà, come è ormai consolidata tradizione, un aperto dibattito che porterà alla stesura della sua definitiva formulazione.

Ma le conquiste oltre ad essere scritte negli accordi occorre farle applicare; è d'obbligo quindi, e questo numero de «La Campana» vuole dare un contributo in questo senso, verificare rispetto al contratto del 76 il reale livello di applicazione.

PRIMA PARTE DEL CONTRATTO ED ACCORDI AZIENDALI

Già le vertenze aziendali hanno contribuito alla pratica applicazione della prima parte del contratto mettendo in discussione scelte produttive, livelli occupazionali, organizzazione del lavoro, politica salariale.

Gli ultimi mesi hanno visto però una ripresa di iniziativa dei Consigli di Fabbrica del Gruppo per verificare e costringere la controparte alla pratica realizzazione dei punti qualificanti conquistati.

È il caso delle FUCINE che proprio nei giorni scorsi ha raggiunto un accordo sulla applicazione di questi aspetti qualificanti oltre ad un ulteriore incremento di occupazione attraverso una diversa organizzazione del lavoro e un diverso utilizzo degli impianti.

Inoltre la contrattazione dell'orario di lavoro annuo ha permesso di recuperare le festività soppresse dalla legge definendo periodi di riposo aggiuntivi alle ferie; questo aspetto generalizzato a tutte le aziende del GRUPPO BREDA EFIM è particolarmente significativo perchè sconfigge l'intransigenza del padronato pubblico sulla questione dell'orario di lavoro annuo.

Nella stessa logica generale, pur nelle difficoltà della situazione, si pone la lotta dei lavoratori ELDEFIM ed il recente accordo, che in presenza della volontà dell'azienda di svendere il settore informatica a privati e multinazionali, ha costretto la direzione aziendale ad impegnarsi nella ricerca di una soluzione che non disperda le conoscenze acquisite e le mantenga e sviluppi nell'ambito delle PPSS.

L'Istituto Ricerche è ancor oggi in presenza di un grosso nodo politico, che ha dimensioni che esulano dal solo GRUPPO BREDA, relativo al 2

ruolo della ricerca nel nostro paese, l'importanza che ad essa si attribuisce ed alle energie, finanziarie e di occupazione, che in questo settore si vogliono impegnare.

EFIM E PPSS

La situazione che emerge dall'esame delle vertenze del GRUPPO BREDA EFIM di Sesto S. Giovanni è quella di una realtà in profonda trasformazione.

Da un primo esame si può evidenziare come rispetto allo scorso anno il gruppo abbia subito trasformazioni considerevoli con la liquidazione della BREDA H. B.

Solo la lunga e puntuale lotta ha costretto la finanziaria e la direzione aziendale ad un impegno di occupazione alternativa per i lavoratori della BREDA H. B.

Il piano di mobilità che vede a quasi un anno di distanza ancora irrisolti alcuni problemi di collocazione è però sostanzialmente riuscito a garantire una collocazione alternativa nella zona ai lavoratori.

Ma nell'EFIM, dalla presidenza all'assetto proprietario di alcuni comparti della BREDA FUCINE MERIDIONALE ed ancora al ruolo delle finanziarie, si stanno concretizzando ulteriori considerevoli mutamenti.

Il Movimento sindacale rivendica da anni il riordino delle PPSS e I 'EFIM, per l'eterogeneità dei settori produttivi che raccoglie, non può essere esentato da questo riordino.

11 pericolo è che le azioni in corso si trasformino in una lotta di potere per il mantenimento o l'acquisizione di questa o l'altra situazione di prestigio, od ancora in maniera più grave si sviluppi quel processo fin troppo presente nel nostro paese di pubblicizzazione di settori in perdita e di privatizzazione di settori strategici.

L'obiettivo del movimento sindacale nel rivendicare il riordino delle PPSS è diametralmente opposto a questa logica, pretendendo un ruolo trainante dell'industria pubblica che indirizzi i settori.

Non può lasciarci indifferenti neppure il problema dell'avvicendamento alla massima carica dell'EFIM. Non si tratta per noi di semplice cambio della guardia ma invece si tratta di creare gruppi dirigenti capaci ed autonomi, affinchè le PPSS svolgano la funzione per la quale si batte il Movimento sindacale.

I RISULTATI AZIENDALI E LA LOTTA PER I PIANI DI SETTORE

Aver raggiunto a livello aziendale positivi risultati non può esimerci dall'evidenziare i limiti del nostro

operato che va inquadrato nel contesto generale per il quale si sta battendo il movimento sindacale nel suo complesso.

L'attenzione di questo ultimo periodo è stata focalizzata su di un avvenimento dal quale ci si attendeva un positivo ruolo propulsore: piani di settore come base per l'avviamento di una programmazione democratica. La pressante richiesta di questi piani da parte del movimento sindacale ha costretto il Governo alla loro definizione. Alla prova dei fatti però i piani predisposti dal Ministro dell'Industria Carlo Donat Cattin non contribuiscono a creare un quadro di riferimento e di pianificazione per lo sviluppo dell'occupazione ma viceversa ne prospettano una ulteriore drastica riduzione e riconfermano il vecchio sistema clientelare della distribuzione a pioggia dei finanziamenti pubblici.

Questo problema resta quindi IPto di conflitto con il Governo ed il padronato assieme agli altri elementi di contrasto che si possono desumere dal duro giudizio espresso dalla FLM sulla politica economica del Governo ed in particolare sull'operato del Ministero delle PPSS e del Ministero del Lavoro.

LO SCONTRO È APERTO

Lo sciopero dei metalmeccanici milanesi del 28/6 ha riconfermato il giudizio del movimento sindacale sulla situazione attuale ed ha risposto con fermezza alle iniziative padronali tese alla non applicazione dei contratti.

NELLA CRISI LA COMPOSIZIONE DELL'APPARATO PRODUTTIVO DEL NOSTRO PAESE SI Ski MODIFICANDO, ed il padrona'', sia pubblico che privato ha ripreso l'iniziativa cercando di disgregare l'unità della classe operaia.

Il decentramento produttivo, il lavoro a domicilio, il peggioramento dell'ambiente di lavoro, assieme ad una assenza di investimenti sono gli elementi dello scontro con il padronato milanese e con le sue associazioni (Assolombarda, Intersind, ecc.).

Non possiamo permettere, mentre ci prepariamo ai nuovi contratti, mentre lottiamo per un mutamento della politica economica del Governo, mentre pretendiamo la pratica applicazione degli accordi aziendali, che il padronato, attraverso l'aumento dello sfruttamento della classe operaia delle piccole unità lavorative decentrate attraverso il lavoro a domicilio, recuperi quei livelli di potere e di arroganza contro i quali abbiamo lottato e lottiamo ogni giorno alla Breda.

FUCINE

La verifica dell'accordo e' occasione di miglioramenti ambientali, investimenti e occupazione

INVESTIMENTI

La nota informativa contenuta nell' accordo dell'ottobre 1977 si limitava ad indicare gli interventi a completamento del programma di investimenti definito nel 1974, che comportava un impegno finanziario di 11 miliardi. Quel programma ha interessato: - Reparto aste (nuova saldatrice - linea di movimentazione - nuovo impianto per la molatura e la verniciatura).Reparto Giunti (nuovo capannone - linea Heinemann - gornati nuove filettatrici - impianto ramatura).

Reparto Torneria (Centro Berardisostituzione e integrazione di nuovi torni).

Reparto Trattamento Termico (Nuovo forno Aichelin - nuovi forni).

detta della Direzione le innovazioni introdotte hanno notevolmente potenziato e qualificato le strutture produttive della fabbrica, mettendola in condizioni di penetrare più facilmente sui mercati interni ed internazionali.

Nella contrattazione intercorsa con l'azienda in questi ultimi mesi, oltre ad una verifica degli impegni presi nell'accordo di ottobre, il Consiglio di Fabbrica ha avanzato la richiesta di nuovi investimenti al fine di migliorare le condizioni ambientali di alcuni reparti.

Sono stati concordati e dovrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi investimenti nelle seguenti aree: Reparto Forgia (Rialzo capannone magli con relativa sistemazione dell' area per quanto concerne aspirazioni fumi e sistemazione gru - Spostamento fossa in concomitanza con il rialzo campata - Studio della meccanizzazione della blocchettatrice e, in caso di soluzione del problema tec-

nico, realizzazione della automazione).

Reparto Aste (Attrezzatura per molatura esterna delle aste - Studio e, in caso di soluzione del problema teccnico, realizzazione di dispositivi per il silenziamento della movimentazione aste).

Reparto Torrette (Spostamento della sabbiera giunti).

Reparto Montaggio (Sistemazione della zona collaudo valvole).

L'azienda in questa occasione, ha anche presentato il progetto di massima per la costruzione della nuova mensa; il C.d.F. è impegnato, pertanto, in queste settimane ad una verifica ed ad apportare le eventuali osservazioni a quel progetto, onde poter permetterne al più presto la messa in opera.

Gli investimenti programmati nei reparti sopraindicati e la costruzione della nuova mensa comportano una spesa di circa 2 miliardi. A detta del la direzione questi verranno stralciati da un programma di investimenti più ampio che l'Azienda è impegnata a mettere a punto, ma che trova ostacoli nel reperimento dei finanziamenti.

PROSPETTIVE PRODUTTIVE E CARICHI DI LAVORO

Dopo una attenta verifica nei reparti sui carichi di lavoro e sull'utilizzo degli impianti, dalla quale erano emersi alcuni aspetti preoccupanti, Il C.d.F. ha ritenuto opportuno approfondire il confronto con l'azienda sulle prospettive produttive. Riportiamo sinteticamente quanto comunicatoci:

Aste leggere e tooljoints

Condizioni di mercato particolarmente favorevoli. Sono state acquisite commesse che garantiscono lavoro fino al febbraio 1979, e sono in corso trattative per l'acquisizione

di nuovi ordini.

Aste pesanti

Situazione soddisfacente che garantisce lavoro per circa 8 mesi.

Vulvolame e teste di pozzo

Settore che risente di un mercato incostante e di una forte concorrenza interna ed internazionale. Questa situazione ha avuto riflessi negativi nei primi sei mesi del 1978, mentre sono state acquisite alcune commesse che assicurano il carico di lavoro per il prossimo semestre.

Macchine industriali

È in atto una commessa relativa a 4 presse per estrusione da consegnare entro fine anno; sono in corso trattative per ampliare l'attuale carnet di lavoro.

Componenti per sistemi di difesa

È stata acquistata l'estensione della commessa delle torrette (20 aggiuntive), che garantirà il lavoro fino a metà del prossimo anno.

Per quanto riguarda altri prodotti (canne, blocchi di culatta, ecc.) si registra una caduta degli ordini, dòvuta alla difficoltà dell'azienda a soddisfare le esigenze qualitative richieste dai clienti.

Forgia

L'azienda addebita ai ridotti investimenti per beni strumentali l'attuale scarsità di ordini.

Macchinari

Risente della situzione non positiva della forgia. La recente acquisizione di commesse per valvole e teste di pozzo garantisce temporaneamente il normale carico di lavoro.

Settore energetico

Nonostante la stasi dei programmi italiani per centrali nucleari si è riusciti ad acquisire alcune commesse per altri programmi europei ad alto contenuto tecnologico (Eurodif).

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

L'organizzazione capitalistica del 3

lavoro, per sua natura tende allo sfruttamento più intenso del lavoratore ed allo stesso tempo a dequalificarlo sempre di più.

Il C.d.F. della Breda Fucine, in particolare, in questi ultimi anni si è impegnato con forza per contrastare questa tendenza, ottenendo alcuni risultati positivi.

In tutte le aree di lavoro, infatti, oggi esistono profili professionali con caratteristiche spesso migliorative rispetto alle declaratorie stabilite dal Contratto Nazionale di Lavoro ed in alcuni casi sono state concordate condizioni di mobilità professionale nel reparto, e da reparto a reparto, che permettono ad un numero crescente di lavoratori di accedere a livelli professionali superiori arricchendo la propria professionalità.

L'intervento del C.d.F. sull'organizzazione del lavoro, d'altra parte, non può limitarsi all'aspetto professionale del lavoratore.

Aspetti altrettanto essenziali vanno considerati: la riduzione dello sforzo fisico dei lavoratori, il controllo dell'organico sulle linee, un maggiore e più razionale uso degli impianti, una sempre maggiore capacità del lavoratore ad affrontare con interventi tecnici qualificati i problemi connessi all'introduzione di impianti ad alto contenuto tecnologico.

Alla luce di queste considerazioni va valutato l'accordo raggiunto recentemente con l'azienda al fine di incrementare la produzione delle aste, e si comprende l'importanza del confronto in corso con l'azienda sui problemi riguardanti il reparto manutenzione.

Ci pare giusto, data la sua importanza, delineare brevemente alcuni degli aspetti di fondo del nuovo accordo che interessa i lavoratori delle aste.

Prima di entrare nel. merito dell'accordo vanno sottolineati quegli interventi preliminari che il C.d.F. ritiene indispensabili per realizzare un reale incremento di produzione.

Sulla base di quanto registrato rtel corso del 1977 (utilizzo degli impianti pari a circa il 60%) riteniamo che le cause che hanno prodotto un'ingente perdita di produzione sono da attribuirsi alla mancanza di rifornimento dei giunti da saldare, ad una disorganizzazione nella fase di cambio commesse, e ad una inadeguata manutenzione preventiva e periodica.

È nostra convinzione, e l'azienda si ritiene impegnata, che risolvere questi aspetti di fondo significhi di per sè non solo un recupero di produzione ma anche il superamento dell'attuale stato disorganizzativo del reparto, che grava sui lavoratori spesso costretti a svolgere più volte

lo stesso lavoro e soggetti a ripetuti spostamenti non sempre giustificati. Raggiunti questi obiettivi, sarà possibile l'incremento di produzione del 20% richiesto dall'azienda a fronte dei seguenti impegni:

- ORGANICI: si prevede l'incremento sulla linea di 11 persone portando l'attuale organico di 75 addetti ad un numero di 86. Per poter smaltire l'aumento di produzione si è andati a stabilire un minimo di organico presente nel reparto di 76 persone di cui 46 nella zona saldatura-tornitura e 30 nella zona molatura-verniciatura. In caso di carenza al di sotto del minimo si provvederà a reperire personale da altre aree preventivamente individuate e concordate.

- MOBILITA' PROFESSIONALE:allo scopo di garantire un adeguato sviluppo professionale dei lavoratori e permettere un regolare svolgimento del ciclo produttivo è prevista all'interno delle due aree una mobilità concordata.

- INNOVAZIONI TECNICHE ED AMBIENTALI: sarà effettuata nei prossimi mesi una verifica dell'efficienza degli impianti ed in particolar modo sull'adeguatezza dei Torni Breda. Sono previsti inoltre miglioramenti tecnici:

-alla molatura esterna è in corso uno studio per automatizzare questa fase di lavoro;

-si procederà all'installazione dell'impianto di preriscaldo giunti al F.W. vecchio (saldatrice);

-si provvederà a dotare tutte le macchine di attrezzature accessorie con relativi armadietti.

Per quanto riguarda le condizioni ambientali, in attesa di suggerimenti adeguati da parte dello SMAL inerenti ai rumori, si è concordato quanto segue:

-silenziatore allo scoppio finale della saldatrice;

-messa in funzione degli impianti di aspiratori nella zona normalizzazione e pulitura arte;

-apertura del tetto sopra la saldatrice nuova;

-pulizia generale della linea;

-adeguata manutenzione sulla linea.

Il C.d.F. ritiene positivo il raggiungimento di un accordo nel quale si realizza un aumento degli organici proporzionale all'aumento della produzione, determinando un maggiore e più razionale sfruttamento degli impianti senza che questo gravi sui lavoratori.

IMPIEGATI

Gli impiegati strappati all'azienda con l'accordo dell'ottobre 1977, (consegna organigrammi di ogni servizio

e relativa contrattazione dello sviluppo professionale), ci hanno permesso di iniziare un lavoro che coinvolgerà via via tutto il settore impiegatizio. Pur riconoscendo l'insufficienza e l'inadeguatezza di quanto svolto finora dal C.d.F. rispetto ai problemi specifici di questo settore, non va dimenticato che la lunga trattativa intercorsa con l'azienda per trovare una positiva soluzione ai problemi dell'aumento di produzione alle aste e al godimento delle festività, hanno oggettivamente pregiudicato il lavoro del C.d.F. su altre questioni pure importanti.

A tutt'oggi ci sono stati consegnati i seguenti organigrammi:

- Direzione Generale;

- Direzione Commerciale;

- Direzione Amministrativa;

- Direzione di Produzione.

Per ciò che riguarda lo sviluppo professionale, siamo in possesso dei ruoli svolti dai seguenti servizi:

Servizio Coordinamento lavori:

- Sezione Produzione e Preventivi;

- Sezione Tecnica di Produzione;

- Servizio Manutenzione.

Direzione Amministrativa:

- Servizio Import-Export;

- Servizio Contabilità Generale;

- Servizio Contabilità Industriale. Servizio Relazioni col Personale:

- Ufficio Selezione e Sicurezza;

- Ufficio. Amministrazione Personale.

AMBIENTE DI LAVORO

I lavoratori della Breda Fucine

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hanno una lunga esperienza e tradizione di lotta sui temi della salvaguardia della salute e della modifica dell'ambiente di lavoro.

Le continue trasformazioni che la fabbrica subisce, impongono però una sempre maggiore attenzione a questo problema, anche se superficialmente può apparire che le condizioni ambientali nei reparti siano notevolmente migliorate.

La progressiva qualificazione dei materiali lavorati, al contrario, in più di un caso determina l'accrescimento dei rischi e pone pertanto l'esigenza di adottare da parte nostra sempre più qualificati strumenti di intervento, in grado di effettuare rilievi approfonditi.

Un dato positivo dell'accordo dell' ottobre 1977 consiste nel riconoscimento dello SMAL, Ente istituito in Seguito alle lotte condotte dai lavori sui temi della salute nei primi ailni '70.

Il C.d.F. dopo aver preso contatto con questo Ente ha concordato unitariamente il metodo di lavoro. Si è deciso di far procedere all'indagine, l'assemblea dei lavoratori del gruppo omogeneo interessato; questo, se da un lato, ha prolungato certamente i tempi dell'intervento, d'altra parte permette di operare con maggiori elementi di conoscenza e sulla base di quanto espresso soggettivamente dai lavoratori.

A tutt'oggi sono state effettuate

assemblee nei reparti: Torrette, Molatura e verniciatura aste, saldatura aste, nelle quali sono state chiarite ai lavoratori gli aspetti più rilevanti della nuova esperienza che si si apprestava a compiere.

È stata effettuata anche la prima indagine, nel reparto Torrette, dalla quale saranno comunicati al più presto i risultati ai lavoratori del reparto stesso, attraverso una nuova assemblea.

ORGANICI

L'accordo dell'ottobre '77 prevede che l'organico complessivo a fine '78 non debba essere inferiore alle 1052 unità; il C.d.F. ha però ritenuto opportuno compiere verifiche quadrimestrali sull'andamento occupazionale nella fabbrica.

Nelle due verifiche fin qui compiute abbiamo registrato i seguenti dati:

- 31 Gennaio '78 organico complessivo 1073;

- 30 aprile 1978 organico complessivo 1070.

Una nota negativa è che tutt'ora l'azienda non ha ancora compiuto assunzioni tra i giovani iscritti alle liste speciali.

Sulla base della sollecitazione del C.d.F. l'azienda ha recentemente comunicato che ha inoltrato la richiesta per 3 giorni iscritti a queste liste.

FESTIVITA'

Dopo lunghe trattative, è stato

raggiunto un importante accordo tra il C.d.F. e la Direzione aziendale per quanto riguarda le festività.

Punto più qualificante dell'accordo è il ripristino del calendario lavorativi annuale del 1976. Per raggiungere questo obiettivo, si è stabilito di accorpare cinque festività tra quelle abolite e non abolite, che saranno usufruite come riposo collettivo in un periodo prestabilito dell'anno.

L'accordo raggiunto alla Breda Fucine è ritenuto di estrema importanza per il movimento sindacale in quanto sconfigge un atteggiamento di chiusura del padronato pubblico e privato che rifiuta di definire questa materia a livello nazionale.

Per facilitare l'interpretazione segue schema:

N.B. La festività del 4.11.1978 andrà ad integrare la giornata del 1.1.1978 già retribuita. Le altre festività abolite 4.5.1978, 25.4.1978, 29.6.1978, avranno lo stesso trattamento del 1977 e cioè pagate con riserva.

La nostra "austerita.: far pagare le tasse agi evasori r L.ht
FESTIVITA' PERIODI RIPOSO 24.6.1978 24. 4.1978 1.1.1978 27.12.1978 19.3.1978 28.12.1978 2.6.1978 29.12.1978 6.1.1978 2. 1.1979

ELDEFIM

Una lunga lotta contro la svendita ai privati di settori trainanti delle Partecipazioni Statali

L'applicazione della prima parte del CCNL è stata il punto di riferimento per tutte le vertenze e ha costituito in generale il punto di scontro con le direzioni aziendali. Nel caso della BREDA-ELDEFIM ha assunto un peso determinante nella trattativa, mettendone in luce la grande importanza.

Nella vertenza dell'Eldefim, infatti, discutere di investimenti significava mettere direttamente in discussione le prospettive future dell' azienda e rivendicare da parte dei lavoratori la definizione di un ruolo positivo nel settore dell'informatica dell'EFIM.

Al di là delle reticenze della direzione aziendale e della finanziaria E. Breda; due dati sono emersi con grande evidenza:

il disimpegno dell'EFIM verso i problemi dell'informatica del gruppo (malgrado la costituzione nel gennaio 1978 di una direzione centrale istituita anche allo scopo di occuparsi di queste questioni).

la fallimentare condotta gestionale di una direzione aziendale priva d'altra parte di qualunque autonomia decisionale.

Da queste cose accertate, nella vertenza chiusa nel novembre 1977, risultava finalmente chiaro che l'obiettivo della controparte era lo smantellamento dell'ELDEFIM (Cinisello Balsamo e Bari) la cui attività è quella di sviluppo programmi e servizio elaborazione dati (contabilità, retribuzioni, documenti di officina, controllo della produzione, ecc.) per aziende EFIM, tra le quali Breda Fucine e Fucine Meridionali, Cantiere Navale Breda, ecc.

Nei primi mesi del '78 venivano messi a nudo i 2 disegni alternativi dell'EFIM per !'ELDEFIM.

1) Decentramento del servizio e del personale alle singole aziende utenti. Conseguenze: enormi costi per la istallazione di calcolatori (1 per azienda invece di 1 per tutte) a tutto beneficio delle multinazionali USA, soprattutto IBM (Pietro Sette, che ancora conta nell'EFIM

e vicepresidente della IBM in Europa); trasferimento in tutta Italia dei lavoratori Eldefim (solo la Breda Fucine è a Milano); dispersione di un notevole patrimonio di conoscenze e di progetti realizzati dall' Eldefim.

2) Vendita del mercato EFIM e dell' Eldefim a privati, in particolare alla GE-DA, di proprietà dei fratelli Eugenio e Adolfo CEF1S, che, grazie ai loro agganci politici, trova con grande facilità aperture fin troppo convenienti nelle PP.SS. (ad esempio Alfa Romeo dell'IRI, Cantiere Navale Breda dell'EFIM), Conseguenze: svendita a privati (IBM e Ge-DA di Cefis) di un ottimo mercato in espansione produttiva ed occupazionale e perdita della possibilità di controllare aziende a partecipazione pubblica, dal momento che l'informatica è uno strumento eccezionale per il controllo delle gestioni aziendali.

A queste manovre i lavoratori dell' Eldefim; il Coordinamento EFIMBREDA e le forze sindacali hanno contrapposto un atteggiamento di opposizione ragionata ma intransigente, per cui il periodo che va dalla presentazione della piattaforma '77 ad oggi è stato caratterizzato da iniziative di lotta molto incisive.

La caratteristica principale di questa lotta, è stata la continua ricerca di alleanze, scambio di informazioni e coordinamento di azione fra i lavoratori Eldefim e altre forze: i lavoratori delle fabbriche F.E.B. ed EFIM e di quelle operanti nel settore (IBM, Italsiel dell'IRI, TEMA ed ENIDATA dell'ENI, GE-DA, ecc.), le forze politiche, gli Enti locali e la stampa.

Questo impegno si è concretizzato in due momenti di lotta particolarmente significativi: un'assemblea tra la F.L.M., i lavoratori Eldefim e i C.d.F. delle aziende utenti il 25/10 1977 e la 1» Conferenza di Produzione del' 21/4/1978.

Nel corso di quest'ultima e stata presentata ed approvata la tesi elaborata dai lavoratori dell'Eldefim: - necessità di un ruolo attivo delle PP.SS. in questo settore strategico; - proposta di informatica distribuita;

- non dispersione del patrimonio comune di conoscenze tecniche; - garanzie dell'occupazione.

La partecipazione alla Conferenza è risultata assai vasta e interessata: segno che gli sforzi dei lavoratori Eldefim per coinvolgere le forze esterne interessate al problema ha avuto successo. Nei vari interventi, infatti, si è affermato l'impegno sia C.d.F. che delle forze politiche OP tervenute a svolgere appieno il ruolo che loro compete per una più razionale definizione del ruolo delle PP.SS. in questo settore anche in vista di una generale riorganizzazione delle Partecipazioni Statali.

SITUAZIONE ATTUALE

Il 22 giugno scorso presso l'Intersind di Roma è stato firmato un accordo in cui:

la direzione aziendale si impegna a ricercare una soluzione nelle. PP.SS.;

la garanzia occupazionale viene spostata dal 30 giugno al 30 settembre 1918.

Se da un lato la limitata garanzia occupazionale suscita gravi preoccupazioni, dall'altro visti gli interi& politici ed economici in ballo, non può restare ad attendere tranquillamente di verificare che la reale volontà della direzione aziendale sia di procedere secondo quanto dichiarato in accordo.

La vigilanza e l'impegno dei lavoratori Eldefim sono quindi più vivi che mai e si concretizzeranno presto in nuove iniziative.

Anche il dialogo con le altre forze interessate non ha subito interruzioni.

Il 29 giugno il Consiglio comunale di Cinisello Balsamo ha approvato all'unanimità (PCI,DC, PSI, PSDI, DP) una mozione in cui si esprime la necessità di una soluzione che mantenga «l 'Eldefim all'interno delle PP.SS. ccordinando la sua attività con quelle delle altre aziende del compatto».

Anche le forze politiche milanesi (DC, PCI, PSI, DP) hanno espresso analoghe dichiarazioni.

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ISTITUTO RICERCHE

Per un ruolo della ricerca, che contribuisca

allo sviluppo autonomo del nostro paese

Ad otto mesi dall'accordo aziendale sull'applicazione della prima parte del Contratto Nazionale pensiamo sia il caso di soffermarci per operare una valutazione complessiva condotta in termini critici di tutti quegli aspetti che frenano la piena realizzazione dell'accordo in oggetto.

Indubbiamente, sia nella fase precedente l'accordo che in quella immediatamente successiva, la nostra analisi complessiva se da una parte Saceva registrare la positività dei tenuti espressi dall'altra ci poneva di fronte tutta una serie di considerazioni, anche di fondo, che riducevano non poco il peso specifico complessivo dell'accordo introducendovi larghe zone d'ombra.

Ora, ad otto mesi di distanza, la perplessità di allora prendono considerevolmente più sostanza, anzi si delineano in fatti concreti che non possono non preoccuparci seriamente.

La qualità dei controlli, la ricerca, la qualificazione del personale, la politica di salvaguardia dell'organico all'interno dell'Istituto Ricerche Breda, in sintesi il modo di porsi della direzione, e non solo della direzione ma anche e soprattutto della Finanziaria e, più su ancora, dell'EFIM nei confronti dell'I.R.B., non ci pare con-

*alle esigenze dell'Istituto, al potenziale ruolo, alle sue possi-

bilità teoriche di intervento nel mercato dei controlli di qualità e di sicurezza dei materiali e degli impianti e ancor meno nel settore della ricerca.

In effetti, all'Isituto, manca un quadro di riferimento, mancano serie prospettive a medio e lungo termine sulle quali basare la propria iniziativa, capacità e quindi linee certe di intervento a respiro che non sia quello del «vivere alla giornata».

La responsabilità di questo stato di fatto solo in parte va addossata alla direzione IRB, dati gli scarsi margini di autonomia: principalmente riteniamo siano l'ente di gestione, l' EFIM, e con essa il governo centrale i più diretti responsabili di un'assenza di punti di riferimento verso i quali innestare una politica di scelte e di qualificazione degli interventi dell' Istituto.

Infatti, manca un piano di ricerca che convogli tutti gli sforzi e le possibilità degli istituti di ricerca pubblici (circa 12000 addetti), manca -di conseguenza- una finalizzazione organica dei finanziamenti per la ricerca che lascia così spazio a logiche clientelari, manca un serio collegamento tra ricerca e bisogni reali, e infine si riscontra l'assenza di un coordinamento della politica di richiesta dei servizi di controlli che offra ad istituti come il nostro la possibilità di programmare il proprio intervento, di

preparare su basi razionali tecnici in grado di affrontare le richieste di un mercato sempre più invaso da gruppi privati e da società multinazionali che si muovono in termini spregiudicati, anche sindacalmente, e con tecnologie più avanzate che di fatto pongono l'istituto al di fuori del mercato nazionale.

I CONTROLLI

È il caso dei controlli, servizio che sostanzialmente occupa il 90% dell' attività dell'Istituto, dove possiamo citare almeno un paio di settori che una politica più oculata dell'Ente di gestione verso l'Istituto potrebbe qualificare meglio anche in rapporto alle effettive necessità ed esigenze attuali del mercato. Ci riferiamo in particolare al reparto Prove non Distruttive (P.N.D.) ed alla chimica collegata con l'esame dell'ambiente e, quindi, del grado di inquinamento del territorio.

Il reparto P.N.D. in questi ultimi mesi sta conoscendo una preoccupante, anche se prevista, fase di compressione della sua attività dovuta non tanto ad indisponibilità del mercato ma ad una incapacità dell' Istituto a «stare sul mercato» ed alla attuale bassa qualificazione tecnologica del servizio offerto.

Si stanno pagando anni di dilettantismo professionale, di assenza di scelte chiare, di tentativi non dettati da criteri di razionalità, a cui si aggiungono pure difficoltà oggettive quali la crisi del settore chimico che ha bloccato e tuttora blocca l'attività di «Quality Assurance» (controllo di qualità), le incertezze governative in merito alla scelta nucleare in campo energetico che costringono l'Istituto a puntare ancora sui controlli tradizionali oggi peraltro eseguiti con maggior efficienza da miriadi di piccole società a costi oggettivamente più competitivi.

Diventa quindi importante e vitale per questo reparto una seria ed organica politica di investimenti e di qualificazione del personale su indirizzi precisi che pongano l'Istituto in grado di fornire servizi più sofisticati e maggiormente qualificati.

Un discorso analogo riguarda lo sviluppo del servizio di controllo e di analisi in materia di inquinamento, 7

Un momento della manifestazione del 28 giugno scorso sul viale della Breda

sia delle acque di scarico che atmosferico e del suolo.

La lotta all'inquinamento, la battaglia per la difesa dell'ambiente sono destinati in questa società ad assumere un'importanza sempre più fondamentale per la stessa sopravvivenza umana e/o comunque per una qualità migliore della vita.

Seveso, Manfredonia ed altri fatti drammatici del genere indicano la necessità di un'azione costante di controllo, di prevenzione, se non vogliamo correre incontro al rischio delI 'autodistruzione.

Attualmente l'Istituto effettua controlli ed analisi su fumi, acque di scarico, rumori ma la sua attività si limita a fornire i risultati, dei numeri, senza offrire precise consulenze sui rimedi a situazioni eventualmente

compromesse come un medico che diagnostica la malattia senza però indicare i possibili rimedi per guarirla.

LA RICERCA

Questo discorso ci introduce direttamente nella seconda, minoritaria, attività dell'Istituto: la ricerca.

Nonostante si chiami Istituto di Ricerche globalmente di «ricerca» in Istituto se ne fa poca (circa il 10% dell'attività) e, a nostro avviso, con criteri assai discutibili cioè senza un collegamento organico tra le varie ricerche e fra queste e quanto avviene all'esterno dell'Istituto stesso.

Una prima domanda che l'ente di gestione e la direzione stessa dell'Istituto dovrebbe porsi è «come ed in quali direzioni sviluppare un'attività

SALUTE IN FABBRICA un caso esemplare di arroganza

Alla Pretura di Milano è in corso un processo contro l'ing. Vito Schirone, presidente della BREDA FUCINE e dell'ISTITUTO RICERCHE BREDA, il quale, in qualità di quest'ultimo incarico, è oggettivamente responsabile dell'utilizzo di un lavoratore come addetto a sorgenti radioattive (raggi x e gamma) a suo tempo dichiarato non più idoneo al rischio di radiazioni ionizzanti dal medico preposto ai controlli.

Questi i fatti.

Nell'agosto del 1974 nel reparto P.N.D. dell'Istituto tre lavoratori assorbirono una forte dose di radiazioni ionizzanti perchè la pastiglia di «Cobalto 60» non rientrò nel contenitore.

La scoperta dell'incidente avvenne solo due giorni dopo perchè allora non esistevano in reparto apparecchiature per la segnalazione automatica delle dosi di radiazioni.

I lavoratori vennero portati all'ospedale e, dopo vari accertamenti, dimessi.

In seguito a questo incidente il medico preposto agli accertamenti sanitari del personale esposto al rischio di radiazioni ionizzanti dichiarò non idonei a tale rischio i tre lavoratori vittime dell'incidente.

Nonostante l'imposizione del medico dopo un certo periodo di tempo la direzione dell'IRB riprese e continuò ad utilizzare uno dei lavoratori infortunati per effettuare lavori con sorgenti radioattive.

Dopo

del C.d.F. contro l'utilizzazione del lavoratore come addetto alle sorgenti radioattive e sulla inadeguatezza delle protezioni nel bunker (sala dove avvengono le esposizioni alle radiazioni) la direzione continuava a tergiversare eludendo il problema di fondo.

Nel gennaio 1977 il C.d.F. dell'Istituto decideva di far intervenire l'Ispettorato del lavoro di Milano chiedendo un'ispezione in merito.

La visita da parte dell'Ispettorato avvenne in tempi brevissimi (15 giorni dopo la richiesta): il funzionario dispose, tra l'altro, di allontanare immediatamente dalle zone con rischio di radiazioni il lavoratore che aveva subìto l'incidente e di assicurare una più adeguata sorveglianza fisica al personale dell'Istituto, in pratica ristrutturare il «bunker».

L'ispettore stese anche una denuncia che indirizzò alla Pretura di Milano per aver utilizzato un lavoratore, dichiarato non idoneo a rischio di raziazioni ionizzanti, nelle sale di aspirazioni.

In pretura si sono già tenute tre udienze, l'ultima delle quali però non è stata effettuata per lo sciopero dei magistrati.

ln seguito a questi fatti, intanto, è stata finalmente ristrutturata la sala dove avvengono le esposizioni e installati tutti i necessari dispositivi di sicurezza per evitare il ripetersi di casi analoghi a quanto accaduto quattro anni fa.

di ricerca affinchè sia utile allo sviluppo produttivo».

Una prima risposta, a nostro avviso, è che l'Istituto deve operare una scelta nel senso di indirizzare la propria attività di ricerca verso alcuni bisogni della piccola e media industria e verso l'ente locale e regionale per quanto concerne il territorio.

Questo comporta, in primo luogo, il sapersi organizzare per rendere il proprio prodotto di ricerca «vendibile» in quanto la ricerca deve essere sempre vista in stretta connessione con il processo produttivo, l'organizzazione del lavoro che comporta, i problemi relativi al suo insediamento sul mercato, ed in secondo luogo, alla individuazione da parte dell'Istituto di un proprio mercato.

Sicuramente questi obiettivi si collocano in un'ottica più ampia dell' attuale realtà dell'IRB: infatti, tiw poco è possibile senza un adegtW finanziamento dell'Ente di gestione, senza un piano di ricerca nazionale collegato ai piani di settori, ai processi di riconversione industriale, alla non più procrastinabile riforma della Partecipazioni Statali, senza uno stretto rapporto con le realtà regionali e locali.

Attualmente l'Istituto è costretto a cercare mezzi di investimento fra le pieghe del proprio bilancio: è una assurdità se si pensa che l'EFIM ha stanziato -come hanno riportato alcuni quotidiani- 100 miliardi da spendere in cinque anni per la ricerca e dei quali non se ne son viste, per l'Istituto nemmeno le bricciole.

Ciò, assieme alla mancanza di chiarezza su obiettivi e metodi per perseguirli, si traduce in assenza di prospettive di un certo respiro, c questa della continua «emorragi• tecnici che se ne vanno e di caduta di tensione e di identità scientifica e professionale di chi resta.

In quest'ambito si inquadra quindi il discorso dell'organico da sei mesi in lenta ma costante regressione. Da parte nostra, come Consiglio di Fabbrica, pensiamo che la richiesta di ripristino delle unità impiegate all' atto della firma dell'accordo non debba essere puramente un fatto meccanico che potrebbe dare oggettivamente forma e sbocchi di tipo assistenziale che rifiutiamo, ma deve essere la logica conseguenza di scelte ben precise ed urgenti a cui la direzione deve arrivare in rapporto soprattutto ad un passaggio di qualità dell'Istituto sia nel settore «servizi» che in quello «ricerca», due momenti di attività tutt'altro che distinti fra loro, anzi strettamente connessi nell' ambito di un processo di sviluppo del ruolo dell'Istituto di Ricerche Breda.

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numerose prese di posizione

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