I. S. R. r Sesto 5. c . fondo-A.A15U.h>i
NELLE PAGINE INTERNE: - Il " Gigante „ malato.
- Tre milioni di giovani alle urne. - Piccola inchiesta sui
trasporti. - Fantani e il cumulo dei redditi. A CURA DELLA SEZIONE DEL P. C. I. FABBRICA INNOCENTI
- Corso di partito a Faggeto Lario.
GIUGNO 1975
NO AL MALGOVERNO, Al DISORDINE, ALIA CORRUZIONE
Settore automobilistico
I PERCHE' UN VOTO UTILE, CHE CONTI DI UNA CRISI
Per cambiare bisogna votare P. C. I. - Ogni voto sprecato h un voto a favore della D C. - Necessità di un voto maturo e
Le responsabilità della D. C. per lo sviluppo distorto dell'economia - L'abbandono dell'agricoltura - Necessità di uno sviluppo economico diverso
Nel quadro complessivo della zia Cristiana ed asserviti agli inconsapevole contro scelte infantili e puerilmente ottimistiche crisi economica e produttiva che teressi del capitalismo italiano e Le prossime elezioni del 15 giugno hanno un significato di grande importanza, che va oltre il loro carattere regionale ed amministrativo, perché si collocano nel momento di estrema gravità che sta attraversando il nostro paese. I giovani in primo luogo, i lavoratori, il popolo italiano sono chiamati a giudicare con il loro voto le scelte di fondo e l'azione dei partiti e dei governi nei 30 anni che vanno dalla Liberazione ai nostri giorni. Non vi è dubbio che, come comunisti, siamo per un esame del passato e per un confronto sui grandi problemi che stanno di fronte al nostro paese in termini di civile battaglia politica, rifiutando nello stesso tempo la rissa e l'intolleranza. Questo però non significa non attaccare duramente quei partiti di governo, Democrazia Cristiana in testa, che hanno interamente la responsabilità di avere condotto il nostro paese allo sfacelo economico, sociale e morale. Rifiutiamo l'intolleranza e la rissa perché, oltre a non essere il nostro metodo, sarebbero un grosso favore alla Segreteria della Democrazia Cristiana, che in questo modo non dovrebbe rispondere delle gravi responsabilità del suo partito e della sua linea antioperaia e antipopolare, ma sarebbe aiutata a scendere sul terreno della contrapposizione ideologica, religiosa e della provocazione. Quali argomenti può avere ;1 segretario della D.C. Fanfani per chiedere e ottenere il voto degli elettori? Certamente non potrà riferirsi alla situazione disastrosa nella ouale il suo partito ha condotto il paese, certamente non potrà enumerare gli innumerevoli scandali, ruberie, utilizzazioni del danaro pubblico in speculazioni ed interessi privati, dei quali i maggiori artefici sono sempre stati e continuano ad essere. impuniti ed indisturbati, no-
tabili e ministri del suo partito. Chi non ha argomenti e soprattutto non ha l'onestà di riconoscere il proprio fallimento politico, cerca oggi di rimanere a galla con qualche sparata demagogica e meschina ( vedi cumulo dei redditi), ma soprattutto cerca di alimentare la tensione con lo scopo di condurre la campagna elettorale in un clima torbido e di confusione. I gravi avvenimenti che a poche settimane dalle elezioni si sono verificati nel paese, e in modo particolare a Milano, e il loro uso strumentale in funzione anticomunista da parte della segreteria della D.C., indicano chiaramente a chi giova e perché viene costruita la strategia della tensione e della violenza. Per comprendere tutto ciò, per capire appieno la rabbiosa reazione delle forze fasciste e conservatrici occorre avere coscienza che oggi più che mai nel nostro paese la questione di fondo è la questione comunista. Costruire una società più giusta, dare un lavoro ed un avvenire ai giovani, eliminare la miseria e la disoccupazione da intere regioni, sviluppare un sistema economico e sociale a favore dei lavoratori e del popolo significa condurre una lotta a fondo per cambiare questa società ingiusta e corrotta : ciò non è possibile senza l'apporto del partito comunista, ciò non è possibile se il partito comunista non diviene nel nostro paese forza di governo. Le stesse grandi lotte dei lavoratori non saranno mai sufficienti a mutare le strutture economiche e sociali, fino a che continua l'esclusione dal governo del partito che rappresenta la grande maggioranza della classe operaia. Ecco perché una diversa direzione politica del paese, e di conseguenza un governo nel quale sia rappresentata interamente la classe operaia con i suoi partiti, deve essere
l'obiettivo non solo dei comunisti ma di tutti i lavoratori. Condizione essenziale alla realizzazione di tutto ciò, è l'avanzata del nostro partito nella consultazione elettorale del 15 giugno. Chiediamo di votare P.C.I. ai lavoratori, ai cattolici, ai giovani che hanno davanti oggi una vita senza prospettive, a tutti coloro che veramente vogliono una società diversa, più giusta. Chiediamo di votare P.C.I. per costruire nel nostro paese una società nuova, una società socialista. IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII1
Salutiamo la grande vittoria E del popolo vietnamita, che 5 dopo 30 anni di lotte e sacrifici immensi ha conquistato la sua unità ed indipendenia nazionale. E. la vittoria del Vietnam ci insegna che l'unità delle E masse popolari è il baluardo E insormontabile contro il quale si infrangono i disegni di sfruttamento e di g.. dominio del capitalismo e 5, dell' imperialismo. E
E E
attraversa il paese, il settore più colpito è senza dubbio il settore automobilistico. Dobbiamo a questo proposito avere presente che, quando si parla di settore automobilistico, il riferimento deve essere esteso a tutti i settori collegati che producono in funzione dell'automobile e che occupano diverse centinaia di migliaia di lavoratori. Questo dato presenta la dimensione reale della crisi e deve farci comprendere, ora che in queste ultime settimane anche la Innocenti-Leyland si è allineata con la sospensione del lavoro alle altre fabbriche del settore, la vera natura di questa crisi. 11 capitalismo internazionale, che trova la sua massima espressione nelle società multinazionali di cui la stessa Leyland fa parte, ha assegnato nel dopoguerra al nostro paese la produzione di beni semidurevoli e individuali (automobili, elettrodomestici, ecc.): in sostanza si sono sviluppati nel nostro paese quei settori produttivi che, oltre a non essere di utilità pubblica, sono i più esposti alle crisi del mercato interno e dei mercati internazionali. Questa decisione è stata accettata dal padronato italiano, che su questo sviluppo distorto della economia ha costruito immensi profitti, ed è stata accettata dai governi dominati dalla Democra-
PRINCIPALI PAESI PRODUTTORI DI AUTO (migliaia)
iimeseetemeemmentemameteoglememeemea
11. P. C. I. HA 1E MANI PULITE vota
P. C. I.
internazionale. Questa scelta ha comportato la rinuncia allo sviluppo di quei settori che sono essenziali per l'economia di ogni paese (meccanica pesante, produzione energetica, ricerca scientifica ecc.) e l'abbandono dell'agricoltura che, non dimentichiamo mai, non è avvenuto a caso o per volontà di chi lavora la terra, ma è stato prodotto dallo sviluppo distorto di quei settori che oggi sono in crisi. Questa scelta, effettuata contro le reali esigenze delle masse popolari e a favore del profitto e della speculazione, sta conducendo progressivamente il nostro paese alla rovina economica. Bisogna avere la consapevolezza che avvenimenti di queste dimensioni non si producono a caso, ma sono il risultato della politica antipopolare di chi ha avuto la responsabilità della direzione del paese. E oggi più che mai, a fronte di situazioni che ci coinvolgono direttamente, bisogna capire che la strada giusta per il movimento operaio e per le sue organizzazioni politiche e sindacali è quella di lottare perché il lavoro, che rappresenta la vera ricchezza di ogni economia, non sia più finalizzato a favore di facili profitti e speculazioni ma sia indirizzato, nel quadro di uno sviluppo economico diverso, verso i bisogni reali delle collettività.
quEotiapclo
produzione
esportazione
1974
1973
1974
1973
1974
1973
ITALIA
1.772,5
1.958,0
733,8
705,3
41,40
36,02
ERANCIA
3.462,8
3.596,2
n. e.
1.931,2
—
53,70
REGNO U.
(1.759,5)* 2.163,9
(670,0)'
761,9
38,08
35,21
R. T.
3.099,8
1.880,6
2.347,7
60,60
60,00
867,6
661,0
8,65
5,21
2.618,1
2.067,5
39,96
29,19
F.
U. S. A.
10.628,7 12.681,5
GI APPONE 6.551,8 Fonte: ANFIA si riferiscono
3.949,1
7.082,7
al periodo gennaio-novembre.