NELLE PAGINE INTERNE:
- Il " Gigante „ malato.
- Tre milioni di giovani alle urne.
- Piccola inchiesta sui trasporti.
- Fantani e il cumulo dei redditi.
- Corso di partito a Faggeto Lario.
Settore automobilistico
![]()
NELLE PAGINE INTERNE:
- Il " Gigante „ malato.
- Tre milioni di giovani alle urne.
- Piccola inchiesta sui trasporti.
- Fantani e il cumulo dei redditi.
- Corso di partito a Faggeto Lario.
Settore automobilistico
Le responsabilità della D. C. per lo svi- Per cambiare bisogna votare P. C. I. - Ogni voto sprecato h luppo distorto dell'economia - L'abbandono un voto a favore della D C. - Necessità di un voto maturo e dell'agricoltura - Necessità di uno sviluppo economico diverso
Le prossime elezioni del 15 giugno hanno un significato di grande importanza, che va oltre il loro carattere regionale ed amministrativo, perché si collocano nel momento di estrema gravità che sta attraversando il nostro paese.
I giovani in primo luogo, i lavoratori, il popolo italiano sono chiamati a giudicare con il loro voto le scelte di fondo e l'azione dei partiti e dei governi nei 30 anni che vanno dalla Liberazione ai nostri giorni.
Non vi è dubbio che, come comunisti, siamo per un esame del passato e per un confronto sui grandi problemi che stanno di fronte al nostro paese in termini di civile battaglia politica, rifiutando nello stesso tempo la rissa e l'intolleranza.
Questo però non significa non attaccare duramente quei partiti di governo, Democrazia Cristiana in testa, che hanno interamente la responsabilità di avere condotto il nostro paese allo sfacelo economico, sociale e morale.
Rifiutiamo l'intolleranza e la rissa perché, oltre a non essere il nostro metodo, sarebbero un grosso favore alla Segreteria della Democrazia Cristiana, che in questo modo non dovrebbe rispondere delle gravi responsabilità del suo partito e della sua linea antioperaia e antipopolare, ma sarebbe aiutata a scendere sul terreno della contrapposizione ideologica, religiosa e della provocazione.
Quali argomenti può avere ;1 segretario della D.C. Fanfani per chiedere e ottenere il voto degli elettori? Certamente non potrà riferirsi alla situazione disastrosa nella ouale il suo partito ha condotto il paese, certamente non potrà enumerare gli innumerevoli scandali, ruberie, utilizzazioni del danaro pubblico in speculazioni ed interessi privati, dei quali i maggiori artefici sono sempre stati e continuano ad essere. impuniti ed indisturbati, no-
tabili e ministri del suo partito.
Chi non ha argomenti e soprattutto non ha l'onestà di riconoscere il proprio fallimento politico, cerca oggi di rimanere a galla con qualche sparata demagogica e meschina ( vedi cumulo dei redditi), ma soprattutto cerca di alimentare la tensione con lo scopo di condurre la campagna elettorale in un clima torbido e di confusione.
I gravi avvenimenti che a poche settimane dalle elezioni si sono verificati nel paese, e in modo particolare a Milano, e il loro uso strumentale in funzione anticomunista da parte della segreteria della D.C., indicano chiaramente a chi giova e perché viene costruita la strategia della tensione e della violenza.
Per comprendere tutto ciò, per capire appieno la rabbiosa reazione delle forze fasciste e conservatrici occorre avere coscienza che oggi più che mai nel nostro paese la questione di fondo è la questione comunista.
Costruire una società più giusta, dare un lavoro ed un avvenire ai giovani, eliminare la miseria e la disoccupazione da intere regioni, sviluppare un sistema economico e sociale a favore dei lavoratori e del popolo significa condurre una lotta a fondo per cambiare questa società ingiusta e corrotta : ciò non è possibile senza l'apporto del partito comunista, ciò non è possibile se il partito comunista non diviene nel nostro paese forza di governo.
Le stesse grandi lotte dei lavoratori non saranno mai sufficienti a mutare le strutture economiche e sociali, fino a che continua l'esclusione dal governo del partito che rappresenta la grande maggioranza della classe operaia.
Ecco perché una diversa direzione politica del paese, e di conseguenza un governo nel quale sia rappresentata interamente la classe operaia con i suoi partiti, deve essere
l'obiettivo non solo dei comunisti ma di tutti i lavoratori.
Condizione essenziale alla realizzazione di tutto ciò, è l'avanzata del nostro partito nella consultazione elettorale del 15 giugno.
Chiediamo di votare P.C.I. ai lavoratori, ai cattolici, ai giovani che hanno davanti oggi una vita senza prospettive, a tutti coloro che veramente vogliono una società diversa, più giusta. Chiediamo di votare P.C.I. per costruire nel nostro paese una società nuova, una società socialista.
IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII1
E SalutiamolagrandevittoriaE delpopolovietnamita,che 5dopo30annidilotteesacrificiimmensihaconquistatolasuaunitàedindipendenia nazionale. E E lavittoriadelVietnamci E insegnachel'unitàdelleE massepopolarièilbaluardoE insormontabilecontroil qualesiinfrangonoidisegnidisfruttamentoedi g..dominiodelcapitalismoe5, dell'imperialismo.
iimeseetemeemmentemameteoglememeemea
Nel quadro complessivo della crisi economica e produttiva che attraversa il paese, il settore più colpito è senza dubbio il settore automobilistico.
Dobbiamo a questo proposito avere presente che, quando si parla di settore automobilistico, il riferimento deve essere esteso a tutti i settori collegati che producono in funzione dell'automobile e che occupano diverse centinaia di migliaia di lavoratori.
Questo dato presenta la dimensione reale della crisi e deve farci comprendere, ora che in queste ultime settimane anche la Innocenti-Leyland si è allineata con la sospensione del lavoro alle altre fabbriche del settore, la vera natura di questa crisi.
11 capitalismo internazionale, che trova la sua massima espressione nelle società multinazionali di cui la stessa Leyland fa parte, ha assegnato nel dopoguerra al nostro paese la produzione di beni semidurevoli e individuali (automobili, elettrodomestici, ecc.): in sostanza si sono sviluppati nel nostro paese quei settori produttivi che, oltre a non essere di utilità pubblica, sono i più esposti alle crisi del mercato interno e dei mercati internazionali.
Questa decisione è stata accettata dal padronato italiano, che su questo sviluppo distorto della economia ha costruito immensi profitti, ed è stata accettata dai governi dominati dalla Democra-
zia Cristiana ed asserviti agli interessi del capitalismo italiano e internazionale.
Questa scelta ha comportato la rinuncia allo sviluppo di quei settori che sono essenziali per l'economia di ogni paese (meccanica pesante, produzione energetica, ricerca scientifica ecc.) e l'abbandono dell'agricoltura che, non dimentichiamo mai, non è avvenuto a caso o per volontà di chi lavora la terra, ma è stato prodotto dallo sviluppo distorto di quei settori che oggi sono in crisi.
Questa scelta, effettuata contro le reali esigenze delle masse popolari e a favore del profitto e della speculazione, sta conducendo progressivamente il nostro paese alla rovina economica.
Bisogna avere la consapevolezza che avvenimenti di queste dimensioni non si producono a caso, ma sono il risultato della politica antipopolare di chi ha avuto la responsabilità della direzione del paese.
E oggi più che mai, a fronte di situazioni che ci coinvolgono direttamente, bisogna capire che la strada giusta per il movimento operaio e per le sue organizzazioni politiche e sindacali è quella di lottare perché il lavoro, che rappresenta la vera ricchezza di ogni economia, non sia più finalizzato a favore di facili profitti e speculazioni ma sia indirizzato, nel quadro di uno sviluppo economico diverso, verso i bisogni reali delle collettività.
La sorte della Leyland Innocenti è strettamente legata alle vicende, ormai note, della British Leyland.
Tra l'altro, quando apparirà questo articolo, saranno già noti i risultati del referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella CEE e questi risultati potrebbero anche influire sul nostro futuro.
Importanti iniziative sulla salvaguardia del posto di lavoro e sulla continuità produttiva della Leyland Innocenti sono state assunte dal Consiglio di Fabbrica e dalla F.L.M.: qui vogliamo, invece, portare a conoscenza dei lavoratori le reali dimensioni della crisi della British Leyland, come risultano dall'ormai famoso « rapporto Ryder » e dalle dichiarazioni dei sindacati britannici. Ricordiamo che una parte del « rapporto Ryder » riguarda le consociate estere della B.L. e quindi anche la Leyland Innocenti: ma questa parte è « segreta ».
È ovvio che la nostra lotta sarà vincente se sarà unitaria .e se saprà collegarsi con un fronte di lotta più vasto, superando i limiti di una iniziativa che spesso è stata solo difensiva.
Dobbiamo provvedere a tempo ed insieme: le elezioni di giugno sono un momento decisivo per la salvezza e per il rinnovamento del Paese. Votiamo P.C.I. * * *
Un milione e mezzo di sterline al giorno (pari a 2.175.000.000 di lire) è la cifra che il governo inglese si propone di spendere, per recuperare nei prossimi sette anni quella efficienza e quella produttività che la British Leyland, negli ultimi anni, ha clamorosamente mancato di raggiungere. Il « gigante ammalato » dell'industria automobilistica britannica esige una cura radicale, la cui necessità ed urgenza sono da tutti riconosciute.
La crisi della Leyland aveva costretto la direzione a chiedere al governo, nel dicembre '74, un prestito di 50 milioni di sterline (pari a 72.500.000.000 di lire), accettando però un'inchiesta ufficiale sulle strutture, le operazioni e la profittabilità del gruppo (55 fabbriche 170.000 dipendenti).
Da qui il rapporto Ryder, pubblicato il 25 aprile, che promette una massiccia iniezione di denaro: infatti, tra il 1975 e il 1982, la British Leyland riceverà dallo Stato un miliardo e quattrocento milioni di sterline (2.100 milioni di lire) ed avrà bisogno anche di autofinanziarsi per una cifra identica. Dopodiché si spera che possa riacquistare la propria autonomia.
Il rapporto Ryder consiglia:
1) razionalizzazione dei modelli (gli attuali 11 tipi di motori diversi dovranno ridutti a 3 o 4);
2) ammodernamento delle 'attrezzature;
3) riforma della struttura amministrativa;
4) riorganizzazione delle divisioni di lavoro in: vetture, autocarri ed autobus, progetti speciali (forniture militari - motori per carro armato Chieftain), sezione internazionale;
5) nuovo sistema direzionale, con cui articolare le consultazioni tra direzione e consigli operai.
Entro il 1982 — dice il rapporto Ryder — la British Leyland dovrà procurarsi 400 milioni di extra-profitti ricavandoli da: aumento della produttività; riduzione del personale; intercambiabilità della mano d'opera fra diverse mansioni; ristrutturazione della contrattazione collettiva.
Nel fare il bilancio del costante declino della Leyland in questi anni, Ryder critica duramente la direzione ed evita diplomaticamente la polemica con i sindacati, che dovrebbero invece « cooperare » alla riduzione degli scioperi e contemporaneamente all'alleggerimento ed alla maggiore flessibilità della manodopera.
La « graduale riduzione » dei lavoratori deve essere ottenuta non rimpiazzando chi va in pensione e con le « liquidazioni volontarie ».
L'intenzione di Ryder è di creare una struttura consultiva tra direzione e sindacati « per la soluzione dei problemi comuni ».
Attualmente sono circa 25 mila i lavoratori della B.L. in cassa integrazione e la direzione ha già annunciato la volontà di procedere a 1900 « licenziamenti volontari » nella fabbrica di Birmingham: sono già state recapitate 1200 lettere.
I sindacati però hanno intenzione di resistere con la forza ai « licenziamenti obbligatori » e hanno inoltre reclamato la partecipazione operaia nella misura del 50 % dei seggi nel Consiglio di amministrazione.
Il co-presidente del consiglio degli shop-stewards (che corrispondono all'incirca ai nostri delegati di reparto), Eddy McGarry, ha detto: « Vogliamo il 50 % della partecipazione decisionale. Non vogliamo semplicemente essere chiamati a sottoscrivere un fatto compiuto ».
L'industria automobilistica inglese opera attualmente al 60 % del suo potenziale: la Leyland, nel marzo scorso, è scesa ad appena il 26 % delle immatricolazioni sul mercato britannico. Il rapporto Ryder parla di una ripresa nel 1976 e di 1.600.000 vetture nel 1980: la Leyland dovrà concentrarsi su tre-quattro modelli, eliminando strutture produttive inefficienti e disperse. Tuttavia Ryder denuncia la lacuna più vistosa della sua indagine: il silenzio cioè sulla capacità della Leyland di recuperare la sua profittabilità con una effettiva linea di diversificazione produttiva; l'assenza di ogni prospettiva sul futuro dei trasporti pubblici e privati; il mancato riconoscimento dell'esigenza di impostare il problema nel quadro della profittabilità sociale.
A chi servono le Brigate Rosse, a chi servono i N.A.P.? Servono a coloro che, non avendo argomenti, tentano di fare precipitare nella paura e nel caos un civile e democratico confronto elettorale.
Costoro tentano, con l'appoggio vergognoso della RAI-TV e di alcuni giornali, di collegare in qualche modo, sulla base di sigle ed etichette, imprese criminali di delinquenti comuni al grande movimento democratico e popolare dei lavoratori.
Sarebbe meglio che questi buffoni facessero funzionare gli strumenti dei quali dispongono per arrestare e mettere in galera questi provocatori prezzolati : e che una volta messi in galera non li lascino poi graziosamente scappare.
Il 15 giugno voteranno per la prima volta oltre 3 milioni di giovani, circa il 10 % di tutto l'arco elettorale.
La partecipazione elettorale dei diciottenni è un diritto ormai acquisito, ed è a questo fine che intere generazioni di giovani si sono battute per conquistarla.
Questa vittoria, frutto di lotte unitarie, ha visto i giovani, che sono stati tanta parte nella vittoria dei NO nel referendum del maggio 1974, mobilitati nell'iniziativa, e li vede protagonisti dell'attuale campagna elettorale.
Il diritto 'di voto a 18 anni è stato finalmente votato in Parlamento e approvato, non dopo oscuri impedimenti tentati dagli elementi fascisti e reazionari e dalla dirigenza democristiana che vedeva in ciò un pericolo elettorale, dato l'orientamento progressista che caratterizza la gioventù italiana.
In queste battaglie, forte e decisiva è stata la presenza dei comunisti e della Federazione Giovanile Comunista Italiana.
Quale importanza diamo, noi giovani comunisti, alla legge che sancisce la maggiore età e quindi il diritto al voto a chi ha compiuto 18 anni?
Diamo innanzitutto un rapido sguardo a che particolare significato hanno avuto gli avvenimenti dalla Resistenza fino ai nostri giorni.
Durante la Resistenza e nella lotta partigiana, grandi strati di giovani e giovanissimi hanno partecipato attivamente in prima persona per ridare un nuovo volto all'Italia, che usciva distrutta dalla guerra e dal ventennio fascista.
Centinaia, migliaia di giovani hanno pagato con la vita l'ideale, l'interesse e la lotta per un av-
venire migliore, per la rinascita di una Italia diversa.
Non è stato certamente vano il sacrificio con cui migliaia di giovani come Curiel, come Puecher, come Gaspare Pajetta, e tanti altri, immolarono la propria esistenza per la libertà, contro l'oppressione.
Dopo la vittoria antifascista e fin dagli anni della Costituente, le forze democratiche popolari ed in primo piano i comunisti avanzano l'esigenza per il diritto di voto alle giovani generazioni.
Un diritto fondamentale e giusto, come quello del voto, non fu invece accettato dalla maggioranza dei partiti, perché affermavano che i giovani diciottenni nen erano ancora maturi per la politica.
Affermazione abbastanza contradditoria, notando invece che la gioventù è stata sempre matura per essere sfruttata e molto spesso mandata a morire in gravi incidenti nei posti di lavoro.
Resta il fatto che larghi strati di giovani hanno sempre partecipato alle lotte sindacali e politiche, fino a giungere alle grandiose manifestazioni di lotta degli anni '68-'69. Non bisogna certamente dimenticare le decine e decine di giovani e meno giovani che in questi anni sono caduti vittime della repressione poliziesca e fascista nelle piazze e città d'Italia.
Grandi masse di giovani, dicevamo, sono scese in piazza per contestare il sistema capitalistico borghese e andare ad un impegno politico concreto per dare uno sbocco alla crisi e una svolta democratica e antifascista nel nostro paese. La gioventù italiana ha accresciuto in questi anni di lotta, il bagaglio politico e culturale, e li
Attraverso le vicende "esemplari „ di due lavoratori dell'Innocenti
Abitazioni malsane e affitti proibitivi
Il problema della casa è uno dei più sentiti e discussi, specialmente per la parte di popolazione che ha un reddito più basso, i pensionati, i sottoccupati, e noialtri lavoratori dipendenti. Fra i molti casi, eccone due particolarmente gravi.
Pino è all'Innocenti da due anni, ha 32 anni, è sposato e ha tre figli piccoli. Da notare che ospita una giovane cognata venuta dal meridione in cerca di lavoro.
Abita a Pero, comune della cintura milanese, in una vecchia cascina a meno di 70 metri dall'Olona (chi conosce l'Olona sa quanto è puzzolente l'acqua di quel canale e quanto sia nocivo e pericoloso abitare vicino). Stanno in due stanze più cucina. Il gabinetto è un buco scavato in un fossato non collegato alla rete urbana di scarico, senza acqua corrente, in comune con altre tre famiglie.
La casa è piena di umidità, tanto che due bambini (hanno meno di sei anni) hanno i reumatismi alle ginocchia e frequenti mal di testa, e Pino ha i reumatismi alla schiena.
Due finestre su tre hanno gli infissi che stanno per cadere. All'ingresso dell'abitazione c'è una tettoia le cui travi sono fradice e stanno per crollare. Per questa autentica topaia pagano 200.000 all'anno.
sfodera dimostrando tutta la sua volontà e capacità di fare politica.
Contributo considerevole è stato dato nella campagna del referendum contro l'abrogazione della legge sul divorzio e ultimamente nelle elezioni dei decreti delegati nelle scuole, portando col confronto e col dibattito un impegno non marginale per la vittoria della democrazia e della ragione.
Contributo considerevole è pure venuto dalla gioventù italiana sul tema dell'internazionalismo. Anni di lotta, di manifestazioni e di sostegno contro le aggressioni imperialiste nel Vietnam, nella Cambogia, ultimamente contro il colpo di stato fascista nel Cile e di tanti altri paesi che lottano per la libertà: il significato del voto a 18 anni, è, a nostro parere grande, perché grande dovrà essere il contributo che i giovani comunisti, i giovani democratici tutti, daranno anche con il voto, ma soprattutto con l'impegno politico per fare uscire dalla crisi economica e strutturale il nostro paese e per l'avanzamento verso la democrazia, verso il socialismo.
« Abbiamo lottato per votare, ora votiamo per cambiare » è lo slogan dei giovani comunisti che si traduce in una presenza attiva nella formazione delle liste e nella stesura dei programmi di lotta, incentrati sulla funzione delle Regioni e degli Enti locali nella solidarietà con chi lotta nel mondo per la liberazione dell'uomo, nelle battaglie a fondo contro il fascismo e corruzione, nelle scelte che decidono sul diritto al lavoro sicuro e qualificato e allo studio, sulla realizzazione piena della emancipazione femminile, sulla democrazia nelle caserme.
Alla richiesta di riparazioni urgenti che Pino ha fatto, la proprietaria non ha neanche risposto. Ora sono venuti quelli del Comune ad accertare le vergognose condizioni della cascina. Pino ha fatto domanda per avere una casa. Ci riuscirà? A Milano ci sono 60.000 domande per 225 alloggi.
Giuseppe ha 27 anni e anche lui lavora al montaggio. È un anno che rimanda il matrimonio: non trova casa. Gira continuamente per Milano e la cintura milanese, ma non si trovano appartamenti in condizioni decenti, anche piccolissimi, per meno di 1.200.000-1.500.000 lire all'anno.
Sono due casi gravi. Ma ormai non ci meravigliano più. Siamo abituati a sentirne. Non è ora che la smettiamo di lasciare mano libera alle speculazioni private della casa? Non è ora che fac itimo smettere a chi ci governa di continuare a tenersi in tasca i 5.000 miliardi destinati all'edilizia popolare e che abbiamo pagato e continuiamo a pagare noi coi contributi Gescal? Non è ora che l'affitto sia più proporzionato al salario e che si rilanci l'occupazione in questo settore fondamentale? Non è ora che i lavoratori e tutti gli italiani si diano finalmente un governo capace di affrontare e risolvere i problemi di tutti noi?
A Milano circolano all'esterno di alcune fabbriche volantini che invitano i lavoratori a votare scheda bianca o a scrivere sulla scheda stessa parole rivoluzionarie.
Al di là delle sigle e delle frasi demagogiche che compaiono su questi volantini, l'attacco viene chiaramente portato ai partiti di sinistra, a favore di chi è facile intuirlo.
Diffondere qualunquismo è un metodo tipicamente fascista, indipendentemente dalle sigle con le quali ci si copre.
Invitiamo i lavoratori a respingere con fermezza simili provocazioni prezzolate.
Abbiamo fatto una piccola inchiesta sulla questione dei trasporti in alcuni reparti del montaggio e della vestizione. Ci interessava mettere in rilievo alcuni casi significativi della condizione dei lavoratori dell'Innocenti quando vengono a lavorare, e in particolare : quanto tempo impiegano nel viaggio? Quanto spendono?
Angelo, turnista, 37 anni, da 2 all'Innocenti, dopo 10 anni di Germania, sta nel centro di Milano, in zona Garibaldi. Deve prendere il tram alle 5,10 (quasi sempre in ritardo), poi la 75. Spende 500 lire la settimana per il tesserino.
Orlando, turnista, 21 anni di anzianità, abita a Cinisello. Ecco il suo orario : sveglia alle 4,50, poi 1 Km. a piedi, autolinea interurbana ATM alle 5,25, autobus 75 alle 5,45. Spesa : 1100 lire settimanali.
Giuseppe sta nella cintura milanese (20 Km. da Milano). Usa , l'automobile, altrimenti dovrebbe prendere il pullman delle 4,45. Si alza alle 5,30 ma spende 5.000 alla settimana. L'automobile costa, anche se per molti è una necessità.
Angelo, turnista, 13 anni di Innocenti, abita ad Albignano d'Adda (25 km. da Milano). Sveglia : 4,40. Quindi motoretta. Quindi
treno a Cassano d'Adda (spesso e volentieri in ritardo). Infine l'autobus. Una bella sfacchinata! Spesa 2.350 lire la settimana.
Gino, normalista del montaggio, 12 anni di anzianità, è di Chiari (provincia di Brescia).
Prende il treno alle 6,27 quindi l'autobus. Spesa : 1.400 lire settimanali.
Guglielmo, normalista, operaio della vestizione, si trova in una situazione particolarmente vergognosa. Da 14 anni all'Innocenti, sta in provincia di Como, a 55 km. da Milano. Si alza alle 5,40. Pullman di linea 'privata alle 6,10. Giunto a Milano, c'è la metropolitana e infine la 75. In fabbrica arriva quasi sempre in ritardo. La sera: unico pullman alle 18,45, per arrivare a casa alle 20,30. Ma d'inverno, come dice lui, si sa quando si parte e non si sa quando si arriva, così succede che giunge a casa alle 21,00 addirittura alle 22.
Per lui le otto ore lavorative, che abbiamo conquistato con le lotte del '69, diventano 14 o 15 o 16. Per questo bel servizio paga 2.450 lire alla settimana.
Alcune piccole conclusioni:
1) Sulla condizione dei pendolari che vengono da fuori o da molto fuori Milano, lo sanno tutti ormai che si perdono molte ore
nel viaggio, che i treni e i pullman (specialmente quelli a gestione privata) sono vecchi, scomodi, freddi d'inverno e spesso in ritardo. Ma perché sono costretti a venire a Milano per poter lavorare decentemente? Perché non si sono distribuite le fabbriche regolarmente anche nelle piccole città e nei paesi e le si è concentrate nelle grandi città come Milano e Torino?
Chi è costretto a usare l'automobile per risparmiare tempo, spende però molto di più per la benzina, ecc.
Chi abita a Milano nella cintura si serve di servizi dell'ATM che sono inefficienti specialmente per i lavoratori. Perché la metropolitana inizia a funzionare alle 6,25, disinteressandosi completamente di chi fa il primo turno? La linea della circonvallazione (90-91) è lenta, la 75, che collega Lambrate all'Innocenti, non è adeguata, e si sta stretti come in un carro-bestiame.
Le verità la sappiamo da tempo; è che chi ci governa ha sempre preferito sviluppare non adeguatamente i trasporti pubblici per favorire lo sviluppo squilibrato dell'automobile e dei grossi profitti dei padroni dell'automobile. Ora che l'abbiamo capito dobbiamo sviluppare la nostra azione unitaria perché le cose cambino.
Un grande risultato è stato ottenuto dalla nostra sezione di fabbrica (Gramsci-Innocenti) nel tesseramento al partito per il 1975. È stato superato del 22 1/. il numero degli iscritti dello scorso anno, con 77 nuovi compagni reclutati.
L'impegno di ogni compagno iscritto deve far si che nel tesseramento 1975 si vada ancora avanti.
La sottoscrizione elettorale lanciata dal P.C.I. (due miliardi), iniziata nella nostra fabbrica alcune settimane fa, è ormai prossima al raggiungimento dell'obiettivo (L. 700.000) fissato dalla Federazione provinciale di Milano. Ringraziamo tutti i compagni che si sono impegnati e tutti i lavoratori che hanno sottoscritto a sostegno della campagna elettorale del Partito Comunista Italiano.
Ci sono molti lavoratori che, se hanno qualche infortunio, e quindi devono svolgere la successiva pratica per l'indennità o altre cose, si vedono arrivare a casa la richiesta di patrocinio da parte della E.N.A.S.
Questo è un patronato fascista, diretta emanazione della famigerata C.I.S.N.A.L., il cui segretario, sarà bene precisarlo, è deputato del M.S.I. - D.N.
Il fatto che a molti lavoratori sia richiesta questa autorizzazione, addirittura al proprio domicilio privato, dimostra che i fascisti hanno dei propri uomini alla I.N.A.I.L., i quali li informano ogni qualvolta c'è qualche infortunio sul lavoro, dandogli quindi gli indirizzi degli infortunati. Questi vedendosi arrivare tale richiesta, e pensando che sia magari un patronato confederale, accettano e autorizzano i fascisti dell'E.N.A.S. o C.I.S.N.A.L. ad avviare le loro pratiche, col rischio
magari di vedersi consegnare anche la tessera del famigerato M.S.I.
Invitiamo i lavoratori a diffidare di questo ente, e ad affidare la tutela dei loro interessi ai patronati confederali, I.N.A.S.C.I.S.L.; I.N.C.A. - C.G.I.L.; I.T. A.L. - U.I.L., che rappresentano in modo effettivo i lavoratori. A questo proposito bisogna dire però che non tutti i lavoratori sanno dell'esistenza del patronato all'interno dell'azienda ; ciò pregiudica l'eventuale richiesta d'indennità in caso di malattia, infortunio, ass. fam. etc. Questo perché, quando il lavoratore non riceve da molto tempo i rimborsi dalla I.N.A.M., I.N.P.S. o I.NA. I.L. e si rivolge a questi per averli, è già troppo tardi, essendo le pratiche cadute in prescrizione. Comunque i lavoratori per ogni chiarimento, si rivolgano ai propri delegati, che li indirizzeranno al patronato sindacale esistente in azienda.
UNA CHIARA MANOVRA PREELETTORALE « ISTRUITEVI PERCHÈ AVREMO
DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA »
(A. GRAMSCI).Il vergognoso silenzio della RAI-TV sulle proposte del PCI e del sindacato
Che Fanfani ad ogni scadenza elettorale si presenti con delle novità è cosa ormai risaputa. Questa volta addirittura si erge a paladino dei lavoratori, con la proposta di alcune settimane fa, strombazzata dalla RAI-TV nei vari telegiornali, di rivedere la legge sul cumulo dei redditi.
La stessa RAI-TV naturalmente si è guardata bene, nei suoi servizi, di dare spazio alla proposta di modifica della legge sul cumulo presentata dal P.C.I. e alle richieste in merito avanzate dal sindacato.
Sarebbe stato indubbiamente più serio, da parte di Fanfani,
LE LEGGI CI
affrontare questa battaglia a difesa dei lavoratori quando la legge passò alla Camera e al Senato con l'approvazione del governo e quindi della D.C. della quale, non dimentichiamo, ricopre la carica di segretario. Ma evidentemente, oltre alla serietà, sono fortemente in dubbio le battaglie del senatore Fanfani in difesa della classe lavoratrice. A questo tentativo maldestro, messo in atto con l'evidente intenzione di raffazzonare in extremis qualche voto in più, risponderanno come sempre i lavoratori.
ORDINE PUBBLICO E REALTÀ
Il fascista Saccucci salvato da 120 deputati D. C.
Un vergognoso esempio di compromissione e copertura di deputati della D.C. nei confronti dei fascisti, si è verificato alla Camera nella giornata di GIO- VEDÌ 22 MAGGIO.
Non è stata raggiunta la maggioranza di ..3.14 dei votanti necessaria a concedere alla Magistratura l'autorizzazione a procedere nei confronti del fascista SACCUCCI, Deputato del M.S.I., indiziato per il tentato colpo di stato del 1970. Questo perché, nel segreto dell'urna, almeno 120 Deputati della D.C. hanno votato contro tale autorizzazione.
Cade malamente, su questi fat-
Dal 19 al 24 maggio all' Istituto di Studi Comunisti di Faggeto Lario - Vi hanno partecipato numerosi compagni in cassa integrazione - Sei giorni di studio e di dibattito serrato - Un'esperienza da continuare - Ecco il resoconto di un compagno
Nel periodo 19-24 maggio oltre 14 lavoratori dei montaggi, rifiniture, sottoassemblaggio, Lambrate, hanno frequentato la scuola di partito a Faggeto Lario (sul lago di Como).
ti, il moralismo di bassa lega del segretario della D.C. Fanfani nel sostenere leggi a favore dell'ordine pubblico ed emerge sempre più il motivo chiaramente elettoralistico.
Gli strumenti e le leggi per mettere in galera i delinquenti e i fascisti esistono; è sufficiente non opporsi, come invece hanno fatto i 120 deputati D.C., alla loro utilizzazione.
Oltretutto è bene ricordarlo, i fascisti compiono le loro imprese criminali quando sanno che possono, al momento opportuno, contare su precise garanzie politiche.
L'esigenza di questo corso ci era venuta dal bisogno di affrontare la complessità della crisi attuale e il ruolo dei comunisti oggi. Perciò abbiamo studiato la storia del movimento operaio e del Partito Comunista in Italia e negli altri paesi, approfondendo l'analisi della società italiana nel suo sviluppo, delle grandi lotte operaie, del sindacato, della. crisi mondiale, del ruolo della classe operaia dell'Europa.
Due i problemi di fondo: a livello internazionale quello della pace e della cooperazione fra tutti i paesi del mondo, in un rapporto non più ingiusto e imperialistico ma fra eguali; a livello nazionale, quello dell'avanzamento della democrazia come avanzata verso il socialismo, che oggi in concreto significa il raggiungimento dell'unità delle tre componenti popolari (comunisti, socialisti, cattolici . Noi proponiamo e lottiamo per questa unità, allo scopo di uscire al più presto da 'questa crisi che sta diventando rovinosa, per un generale mutamento e miglio-
ramento della vita sociale, economica, politica e culturale. Lottiamo perché la direzione del paese venga tolta di nuovo a chi cura solo l'interesse dei grandi padroni e dei ceti più privilegiati, che vivono sulla speculazione, sul clientelismo e la mafia. Lottiamo affinché questa direzione si dirami sempre più alle Regioni, ai Comuni, ai Consigli di zona, e di quartiere, perché ognuno diventi sempre più partecipe nella gestione della società. Non è tutto questo estremamente importante, insieme allo sviluppo dei consigli di fabbrica e di zona, questi fondamentali strumenti di organizzazione e di democrazia operaia?
Tutto questo impone grandi compiti ai comunisti e alla classe operaia. Diciamolo chiaro: le nostre lotte di questi anni non le abbiamo fatte solo per il miglioramento del tenore di vita e della nostra condizione di lavoro in fabbrica. Esse sono state un decisivo elemento di sviluppo di democrazia per tutto il paese. Oggi la difficoltà della situazione ci impone di compiere un nuovo grande salto nella vertenza generale per l'occupazione e per gli investimenti, per la sicurezza del posto di lavoro, per una maggiore unità e democrazia nel sin-
dacato, per la conquista di nuovi alleati della classe operaia (dei lavoratori della campagna, dei giovani e disoccupati del meridione), per l'antifascismo.
E in questi impegni che noi rivendichiamo la continuità della nostra analisi e dei nostri programmi con i maggiori pensatori e dirigenti del movimento operaio: Marc, Lenin, Gramsci, Togliatti, Ho Chi Minh.
Alla fine del corso, dopo sei giorni di studio e dibattito serrato, che sono serviti anche a conoscerci meglio fra noi comunisti dell'Innocenti, due sono stati gli elementi sottolineati. Il primo è quello della responsabilità del lavoratore comunista : di essere punto di riferimento, centro di dibattito, guida nella lotta fra i lavoratori, di essere parte di questo partito che lotta per il socialismo e nel quale si riconoscono grandi masse di lavoratori.
Inoltre si è chiesto di dare una continuità allo studio e al dibattito nei luoghi di lavoro e nel partito. Abbiamo capito, ha detto un compagno, che « fare politica », la politica della classe operaia, alla testa della classe operaia, è qualcosa di assolutamente indispensabile anche per arricchire e dare valore alla nostra vita di uomini.
È urgente sviluppare i trasporti pubbliciSONO, BASTA APPLICARLE
Il P. C. I. per un profondo mutamento che apra prospettive nuove al Paese
Sempre più grave la crisi economica
Meno lavoro nel Mezzogiorno
Gli Enti Locali fatti affogare nei debiti
La lunga serie degli scandali D. C.
Il seme della violenza fascista
La scuola discrimina i figli.dei lavoratori
I servizi sociali all'ultimo posto
Tasse: paga di più chi possiede di meno
Il sacrificio del trasporto pubblico
La fame di case a basso prezzo
BASTA! No a un ritorno al passato
Il voto al P. C. I. per cambiare
V 0 ill . . .