4 mesi di lotta per la vertenza aziendale
La lunga interruzione delle trattative per la piattaforma aziendale, cui si è assommato un atteggiamento « aggressivamente nuovo » da parte della direzione, ha aperto un periodo nel quale sono state messe alla prova sia la capacità e volontà di risposta dei lavoratori, sia la capacità del Coordinamento di dirigere questa prima importante lotta unitaria del Gruppo.
Discutiamone un po'.
La nostra piattaforma prendeva ufficialmente l'avvio lo stesso giorno in cui il Comitato di Coordinamento prendeva parte ad un « incontro-seminario « promosso dalla CGE sui problemi dell'azienda in relazione alla situazione generale e all'evolversi della crisi economica e politica.
Pur senza dare alla vertenza un carattere emblematico, cí teniamo a sottolineare come in quel modo i lavoratori hanno saputo dimostrare di non accettare il ripiegamento su una linea difensiva o comunque in subordine rispetto alla visione dell'azienda nel modo di affrontare i problemi aperti nel Gruppo.
Mentre da una parte infatti l'azienda cercava di dimostrare la sua volontà di risolvere le disfunzioni organizzative chiedendo la collaborazione a tutti i livelli, dall'altra parte i lavoratori esprimevano con la loro piattaforma incentrata sui temi della ristrutturazione, della perequazione e del recupero salariale, un campo reale e concreto nel quale si dovevano tradurre le dichiarazioni verbali dei maggiori dirigenti della CGE.
Già nel corso dei primi incontri si delineava nettamente il carattere dello scontro in atto. Ogni illusione di partecipazione, per chi ce l'aveva, cadeva quando le richieste sul controllo della mobilità della forza lavoro, della garanzia e del controllo degli organici, venivano definiti « tentativi di strangolare l'azienda »: così come la perequazione e il recupero salariale nei termini da noi posti venivano scambiati per limitazioni
a future operazioni « ...di salvataggio di altre aziende pericolanti (che la CGE potrebbe essere chiamata a salvare dietro non ben identificate pressioni politiche) ».
E veniamo a quella che può essere definita la nuova aggressività dell'azienda. Essa si è manifestata essenzialmente in tre modi:
1) rifiutando ogni trattativa per molto tempo; C0~111A 1241
DALLA PRIMA
articolando una politica di intervento repressivo nelle varie fabbriche; scatenando la guerra dei comunicati. Vediamoli separatamente.
Il primo punto non è immediatamente comprensibile se non si ha presente che è la prima volta che la CGE trascina una vertenza senza trattare per così lungo tempo. Questo elemento può non aver avuto peso sui lavoratori ex Teomr i quali provengono da un'esperienza ben diversa e sono abituati a dover battere posizioni di principio con lunghe lotte, come si verificava durante la gestione Pirelli delle fabbriche del Gruppo. Mantenendo questo atteggiamento inconsueto l'azienda ha così cercato di sfiduciare una parte dei lavoratori, quelli che erano abituati a vedere, come frutto normale della loro lotta, la trattativa in tempi ravvicinati.
Anche i provvedimenti repressivi sono stati dosati secondo una logica di divisione. Semplice ammonimento per i picchetti duri che impedivano l'ingresso ai dirigenti, le sospensioni per cortei interni, le decurtazioni salariali per scioperi giudicati non rispondenti aí criteri di validità di lor signori, le mi7acce di azione legale per sciopero illegale.
Il tutto chiaramente per cercare di colpire duramente con l'illusione di fermare la lotta in modo particolare là dove si sviluppava più intensamente e per cercare di trascinare i lavoratori a dover rispondere su altri terreni che non fossero gli obiettivi posti dalla piattaforma.
Infine con la guerra dei comunicati condotta in termini tali da puntare a non far apparire più chiaramente quali fossero i punti in base ai quali si era determinata la rottura delle trattative; coinvolgere il sindacato a livello provinciale in azioni poco chiare, accusandolo prima di difendere in modo quasi aprioristico le richieste senza alcuna apertura reale alla trattativa per poi coinvolgerlo in incontri che tentavano di scavalcare il Coordinamento.
Infatti chi oggi, senza conoscere tutta la storia, cerchi di ricostruire le vicende della vertenza leggendo le lettere dell'ing. Casini (o meglio i suoi volantini) potrebbe alla fine concludere phe la rottura è avvenuta per ragioni salariali, mentre se esamina meglio si renderebbe subito conto che in realtà è su tutti i punti qualificanti che non vi è stato l'accordo.
Ma in questo modo l'azienda, giocando anche strumentalmente con la crisi, ha cercato di dipingere con toni apocalittici gli effetti della lotta dei lavoratori. Ha affermato che perdeva i clienti, che si compromettevano le possibilità di ripresa e così via. Ma chiunque non sia disposto a bere a occhi chiusi qualsiasi cosa dica la direzione, potrebbe facilmente accorgersi che ad esempio le presunte perdite di clienti sono in effetti volute dall'azienda che rifiuta lavori o fa in modo di perdere clienti per scopi che non ci appaiono chiari.
In ogni caso ci sembra che questa situazione automaticamente esalti il valore degli obiettivi che ci siamo posti per poter intervenire nelle scelte che la CGE compie e che oggi vorrebbe farci subire come se fossimo i nuovi servi della gleba il cui unico diritto è quello di avere un padrone.
Ma hanno realmente raggiunto lo scopo tutti questi attacchi? Pensiamo proprio di no.
La reazione dei lavoratori a ogni nuovo volantino della direzione è stata sempre più consapevolmente dura e incisiva: i cortei e l'invasione degli uffici della direzione, l'articolazione e l'intensificazione degli scioperi, la attuazione degli scioperi improvvisi del Reparto Spedizione Merci, i cortei esterni.
Con buona pace di quei pochi impiegati che in ogni vertenza saltano fuori a scoprire presunte divisioni e difficoltà diciamo che l'unità c'è, che gli scioperi li fanno tutti, anche le filiali di vendita sparse in tutta Italia.
Consideriamo fallito il tentativo di sconfiggere il Coordinamento alla sua prima importante cadenza di lotta. A questo proposito è importante affermare come, nella reale esistenza di un ampio dibattito al nostro interno, il C.d.C. è riuscito sempre ad uscire con una sintesi realmente unitaria, soprattutto nei momenti in cui lo scontro appariva più duro, come testimoniano le decisioni assunte dopo le feste di l Natale.
L'avv. Fresco, in un'intervista al SOLE-24 ORE, dichiarava a proposito dei rapporti sindacali che riteneva di aver ottenuto una buona credibilità per poter continuare un discorso positivo. Se questa credibilità doveva passare attraverso il ridimensionamento del Coordinamento e dei Consigli di fabbrica, possiamo dire che questo disegno è stato respinto, come sono state sconfitte le illusioni di che voleva portare alla sconfitta il movimento sindacale nel suo complesso.
SULLA VERTENZA GENERALE
Riportiamo il testo dell'accordo raggiunto per la contingenza.
Con tale accordo si chiude una fase della vertenza generale che ha visto il movimento esprimere forza e combattività nonostante le difficoltà.
Non possiamo e non vogliamo esprimere adesso un giudizio sull'accordo perchè riteniamo che si debba aprire un grosso dibattito di massa non solo su questo risultato, ma sull'insieme della lotta sviluppata e
Ecco il testo integrale dell'accordo raggiunto stanotte tra Confindustria -e federazione CGIL-CISL-UIL sulla contingenza.
ART. 1 - Si concorda di realizzare, con il 31 gennaio corrente, il riporto a 100 dell'indice della contingenza, effettuando i ne- cessari riproporèo menti intesi a non al- terarne- la ~danza, A tale fine I valori dai punti di contingenza in atto al 31 pen- tiate per ciascuna categoria verranno mol- tiplicati per il coefficiente 2,52 e ci:trite:dualmente l'indice di contingenza verrà rigior- tato a 100 effettuando le altre necessarie 9orrelazionì per realizzare ii risultato ind,c sopra ato in modo da assumere come nuova base dell'indice i/ trimestre agosto-ottobre 1974.
ART. 2 - Le differenze che i valori del Punto di ciascuna categoria ricalcolati secondo quanto stabilito all'articolo precedente Presentano rispetto al livello massima, verranno ridotte con le seguenti cadenze e Percentuali: - per punti che scatteran- no dal P febbraio 1073, del 25 per cento' della differenza; - per t punti che scatte- ranno dal P febbraio 1976 di un ulteriore 36 per cento della stessa differendo; - Per i Punti che scatteranno dal P agosto MI di -un ulteriore 20 per cento della stessa Mi.' fermai. I punti che scatteranno dal P feb- rano /1177 raggiungeranno per tutte le ca- teeoriee il suddetto valore massimo. Per le
di tutti i risultati ottenuti confrontandoli con gli obiettivi iniziali.
Questo perchè altre scadenze ci attendono: prezzi, investimenti e occupazione.
E' la fase più delicata e difficile della vertenza. Fino a questo momento il movimento ha saputo esprimere posizioni di attacco. E' indispensabile che ora non si richiuda in difesa e per farlo deve riaprire il dibattito a livello di massa.
aziende con un numero di dipendenti non superiore a 50 le riduzioni da apportare nel- ART. e • Ove condizioni meno onerose di la seconfla e nella terza tappa saranno ani.*nelle previste dal preserite accordo "leda- bedue del 25 per cento. cero concordate con afre associazioni df daART. 5 • Conglobamento. Le parti con- tori di lavoro, esse si intenderanno‘autdviaRicamante estese alle aziende industrialiade- ' vengono che le indennità di contingenza yenti alle associazioni rappresentate dalla in vigore al 31 gennaio 1975, pari a 163 coni ederasione generale dell'indicarla fio- punti, verranno conglobate. nei minimi di -liana paga o stipendio base di ciascun settore in. . sede di rinnovo dei rispettivi contratti col- ART. 7 -A decorrere dal P febbritio44975 lettivi nazionali di categoria, L'operazioni. verrà corrisposto a tutti i lavoratori dori gati di conglobamento dovrei avvenire senza de- settori industriali l'importo Méniliid Idnrdo 'neficr né perdite per le parti.- di lire 12.000. a titolo di elenzetatd-litlittisito dalla retribuzione con riferimento ,i10 vari ART. 4 • Le parti stipulanti convengono tituti contrattuali' e ai trattantentetfilide* sulla amenità di aumentare del 20 per cen- i a qualsiasi titolo riconosciuti. -parti to le attuali misure degli assegni familiari JooKvengono che- *v te importa- da Me per coniuge e figli, utilizzando a tal dna rato utile si soli effetti della 13* titti, t'attivo di bilancio della gestione della cassa delle ferie, deiir "allit'd nizipnali id 11"v unica assegni familiari e o adeguando, se ne- trasettimanalt, dell'indennità di pratiattir e cessario, il contributo a carico della pro- di anzianità nonche dei permessi ritiribuiti. duzione per assicurare l'equilibrio della ge stione industria. Al fine di realizzare robiet- i ART. 8 -Durata: il presente accordo ovra tivo di cui sopra le parti prenderanno tatto con gli organi di governo.
120a. durata fino al 31 dicembre 1977 ,e # q- tatto disdetto da ciascuna delle 'pira ogn ' traenti con un preavviso di 6 m ART. 5 • Le parti congiuntamente a tale .scadenza Se non disdetta (so fermano che la materia delTindennit ' di! termine indidato esso si intenderà contingenza nei suoi aspetti econom e di anno in anno fermo restando. te: normativi 6 regolata esclusivamente depose- di preavviso suddetto). sente accordo fatte salve le condizioni di miglior favore in atto.
BALLATA IN DO MAGGIORE
La notte di S. Silvestro, la maggior parte delle persone, brindano al nuovo anno che sta per cominciare. Anch'io con i miei amici sollevo in alto il calice con la mano destra. Cinque dita. Una mano come tutte le altre, ma ha avuto una grande fortuna. Questa mano è stata stretta dai grandi capoccioni che sono scesi dall'Olimpo per augurarci Buone Feste. Buon Anno. Oh che fortuna...
Ma guarda un po' dice uno: i nostri amati dirigenti che per tutto l'anno non si sono mai curati di noi, che non si sono mai presentati quando dovevano, vengono ad augurarci buone feste. Un altro: ma con quale coraggio sono venuti a stringere la mano, quando ci rifiutano i nostri diritti, quando ci fanno scioperare, quando hanno mandato lettere di licenziamento, di sospensione, di ammonizione; totale circa 80. Che faccia dl...
Questa notte è bellissima e non voglio dire parolacce, però vorrei vedere i nostri amati eroi della C.G.E. dove sono. Mi guardo intorno e dietro alle mie spalle vi è un folletto che mi fa segno di seguirlo. Non credo a questi nanetti, ma in questa notte può succedere di tutto e Io seguo. Mi conduce vicino ad una villetta, in montagna.
a Ecco » mi dice, a il tuo desiderio è esaudito. In questa villa ci sono le persone che volevi vedere ».
Guardo attraverso i vetri e con meraviglia noto che il folletto aveva ragione.
Mi metto una barba finta, occhiali scuri, cappello alla giornalista e busso.
Un dottore molto disinto viene ad aprirmi.
Boia d'un mond leder, cosa vuoi a?
Sono un giornalista, vorrei fare delle interviste ».
Mi fa entrare in un salone pieno di specchi (come un'alcova degli antichi romani). Non mi hanno riconosciuto. Un lungo tavolo imbandito padroneggia il salone. Su di un trono vi è un signore. Dall'aspetto sembra un americano della General Electric. Al suo fianco c'è movimento, c'è confusione, c'è caos insomma viene spontaneo dire « C'è Casino ». Mi avvicino e noto che stanno mangiando del caviale, subito lo buttano via per non farmi vedere che è Russo.
Ingegnere, come mai mangiate del caviale Russo a?
Un cameriere riccioluto esclama: « Fi! L'ho acquiftato id perfonalmente a, ma viene subito tacitato bruscamerite dai padroni di casa.
a Non è assólutamente Russo. Lo ha pescato il nostro collaboratore che ha avuto anche una medaglia d'oro al merito a.
Complimenti sig. Faggini. Che esca U.S.A. a?
Normale amministrazione. Se avessi carta bianca sui lavoratori, userei loro come esca ». Non voglio dargli una risposta per il momento.
Ingegnere, allora questa piattaforma si conclude a?
Questa piattaforma non s'ha da fare Guardi che Renzo e Lucia si sphsardno a.
Non faccia lo spiritoso. Noi non abbiamo più soldi, siamo a terra, siamo contro il muro e più di lì non possiamo andare a.
L'americano che fino a quel momento non aveva parlato, Io guarda fisso negli occhi e dopo avergli dato una pacca sulla spalla esclama:
Bravo ingegnere. Lei è un grande attore, lo condurrò ad Holliwood e le farò interpretare la parte di un poveraccio. Non bisogna far sapere alla gente che abbiamo avuto un guadagno del 16 per cento in più dell'anno precedente. Veramente in gamba il nostro ingegnere. Voi tutti dovete prendere esempio da lui a.
a Allora ingegnere, vuol dire qualche altra stupidata a?
Come le dicevo, noi non abbiamo più soldi, non possiamo mangiare più, guardi cosa siamo costretti a cucinare a.
In quel momento entra un cameriere un po' grullo in bicicletta con un enorme vassoio nella mano destra. a Ma che bravo! Guida in mezzo alle sedie con urrà mano sola. Ma chi è, Binda a?
II vassoio è colmo di Ricci. Proprio poveracci questi dirigenti, si mangiano l'un l'altro.
a Ma siete tutti così poveri in canna a?
Certo. Non siamo mai stati Viziati. Solo lui, da piccolo, quando cadde dalla culla fu Viziale... pardon fu Viziato a.
Alzando lo sguardo vedo un signore. Dagli occhi sprigionano fiamme. Deve essere senz'altro un tirapiedi dell'americano.
a Mi scusi. Com'è il suo cognome a? a Vada fuori dai piedi a. « Egregio signore, lei è veramente Sgarbato a a Non mi prenda in giro a. Oddio, ho fatto una gaf. a Lei è il direttore di Montefeltro a? a Certo. Questo posto me lo voglio mantenere a. a Perchè, egregio Signore, Ella non vuole che si facciano le assemblee di reparto »? « Lei non capisce niente. Da quando avete cominciato a fare le assemblee di reparto, i lavoratori discutono di più sui problemi sindacali, si sono sensibilizzati maggiormente, parlano di più con i delegati. Ecco perchè non voglio a.
a Adesso è Ella a non capire niente, appunto per questo i lavoratori, quando decideranno, fanno e faranno più spesso le assemblee di reparto.
Corro subito dall'altro lato. Ho visto una persona che è veramente simpatica.
a Ma guarda un po' chi c'è. Lei cosa ha fatto di utile in C.G.E. a?
a lo sono il du-du-du... a.
a Cos'è un nuovo motivetto di canzonissima »?
No io sono II du-du-duro. Te-te-te... •.
a Cos'è un mitra a?
a Te-terrorizzo i lavoratori e ogni mese mi compro un cacacca... a.
a Guardi che è femminile a.
Un calcolatore nuovo, per fare ancora più cacaoca...
di, on
va gli inte te in io )itti lo 'a. là sti da )n hieri irla!o Io asi )n aia di i .0
Ci risiamo »?
Più ca-Casini ».
00h! » dicono tutti gli altri sollevati, l'ultima volta l'Ing. Coso si è incantato per mezz'ora su una parola e non si riusciva più a venir via.
Una finestra si spalanca. Si sente odor di Bosco non troppo Fresco.
Lei insegnere ,alla Cema di Torino ha licenziato un lavoratore, ha mandato lettere di ammonizione e sospensione, cosa mi può dire »?
Poveraccio diventa piccolo piccolo, ha vergogna
ma abbiamo saputo che avete dato a certe persone gli aumenti di merito. E' vero »?
Sì è ver... ».
In quel momento l'americano dandogli una pacca sulla testa dice:
Sig. Giornalista, la prego di non maltrattare i miei collaboratori e venga a sedersi al Mio fianco ed a brindare con noi ».
No non è quello il mio posto. Non voglio brindare con lo champagne comprato con i soldi dei lavoratori. Scappo, vado con i miei compagni, uno di essi
eyeuRE hi AVEVNMO ASSIGu RAY° C"1 lakitql"T E boy•tbc
SRA*40 à eiPI cActssipte • ek nen- eike, -r‘rm le4
della bravata che ha fatto.
Io non c'entro, non so n:cnte, son Foresto, la prego non mi faccia più queste domande ».
Ven giò dal Bosco ingegnere. Mi dica chi è stato »?
E' stato lui. No lui. No quell'altro ».
Tutte le dita sono puntate sul più piccolo, sul più Bassi, ma lui scaglia il dito verso l'alto. Il cielo ha voluto così.
Mi scusi ingegnere se l'ho trascurata, prima diceva che non aveva più soldi per la nostra piattaforma,
mi fa vedere una lettera di sospensione...
Ella è stata sospesa per motivi... distinti saluti baci e fraterni abbracci ».
Che bella lettera. Ella con la lettera maiuscola. Bellissima parola.
Vorrei anch'io avere tra le mani questa cordiale lettera, mi sentirei importante.
Voi ci mandate lettere di licenziamento, di sospensione, dí ammonizione.
Credete che noi non possiamo fare altrettanto?
Un giorno lo faremo quando il Socialismo trionferà.
Dalla CGE di via Tortona Da Baranzate IL MERLO
Rubrica per i ristrutturatori del gruppo CGE
Con la fusione (o confusione) dei vari stabilimenti, c'è una grande parte dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo.
Ci sono operai e impiegati dell'ex gruppo TEOMR che ormai hanno toccato il limite di sopportazione poichè sono mesi che aspettano una sistemazione definitiva.
Gli esempi sono tanti.
Questo pennuto canoro dalle penne nere come certi capi di mia conoscenza, staziona agevolmente nelle nostre regioni.
Il caratteristico fischio che emette ogni tanto per lunghi periodi è dovuto solamente al fatto che cerca di darsi un tono perchè senz'altro a casa non fischia. Questo simpatico volatile purtroppo è costretto ad interrompere il suo situi da fastidiosi e gracchianti colpetti di tosse i quali spariscono durante il periodo Fiuggi.
A parte gli scherzi questo volatile è attorniato da un collega dalla notevole statura il quale lo segue come un'ombra condividendone ogni decisione o fesserie che questi faccia, come ad esempio: fare straordinari nel periodo di piattaforma aziendale e con solo due lavoratori in reparto.
Questi due neri pennuti sono attorniati da due leccapiedi uno dei quali conosciuto meglio come Andreotti.
Questi due ultimi dalla notevole statura manovalesca con il loro strisciare e leccare sono arrivati al quinto gradino, ma solo per gli aggettivi descritti da me e non per meriti di particolare attitudine.
Come dicevo, questo tre + uno ultimamente si è divertito a sfottere una povera creatura buona, educata e socievole il quale ha la sola colpa di sgobbare tutto il giorno per poi sentirsi riprendere da quattro ghignanti individui.
Buona pasta di uomo che non reagisce nemmeno se prende sulla schiena uno di quei legni che stazionano nel reparto.
Così il mafioso quartetto ogni tanto prende di mira qualcuno, tutti guardano, vedono, tacciono come nei paesetti del basso meridione.
Esiste anche un delegato di reparto nelle vicinanze il quale anche lui fischia, ma più per la rabbia che per la musica.
E' ora di svegliarsi, siamo nel 1975, qualcuno lo ha già fatto e cerca di cambiare aria, sempre in ritardo però...
Vorrei ricordare che tra poco si aprirà la caccia al Merlo perciò...
Un lavoratore
Un operaio ex teomriano dopo mesi di aspettativa e di solleciti per chiarire la sua destinazione è stato invitato a sostenere una prova scritta o orale per poter far parte dell'elite DSD.
Presentatosi all'esaminatore gli è stato chiesto se era in grado di effettuare una prova a vuoto e a carico di un trasformatore, ed altre cose di questo genere.
Il candidato superato il primo momento ha cercato di spiegare che alfa TEOMR lui ha trascorso molti anni della sua vita (30 anni) e che aveva fatto di tutto però non le prove a vuoto. A questo punto, l'esaminatore non ha esitazione e chiede: « Ma lei conosce la lingua? ». « No, replica l'esaminato, non sono venuto a chiedere l'aumento di stipendio, sono venuto a chiedere un lavoretto atto alle mie capacità «. « Ma lei mi ha frainteso, io volevo dire se lei conosce la lingua inglese ».
Al che il poveretto indignato presenta il suo listino e fa vedere il suo livello salariale e volta le spalle. Ritornato nella sua « nicchia ecologica » si chiede se è indispensabile usare la lingua per provare un trasformatore.
Vista così la cosa può sembrare burlesca. Ma molto più burlesco e molto più ridicolo appare senz'altro un nostro « grande dirigente - quando parla di assenteismo per assenze prolungate al caffè. E' proprio vero allora che la indagine fatta dall'ing. Casini si dimostra fasulla e ha bisogno di un supplemento.
CONTINUA IN 7•
CRONACHE DAGLI STABILIMENTI
CONTINUA DA BARANZATE
Alcuni lavoratori ormai hanno perso la speranza di essere alimentati da Casini o da Figini poichè sono mesi che aspettano un lavoro stabile.
Qualche sprovveduto a questo punto può pensare: ma cosa vogliono, si lamentano perchè non lavorano ». Sì amico caro, non siamo d'accordo su questo tipo di assenteismo, qui non si tratta di fare i moralisti, si tratta solo di difendere la personalità e la dignità dei lavoratori.
Andiamo, teniamo un po' di contegno e serietà. Cosa penseranno di noi e di voi gli amerikani e i militari in missione presso gli stabilimenti ex Teomr?
II segreto militare da non svelare
I lavori che si eseguono e le cose che si fanno presso il DSD TEOMR FIAR molto spesso sono sotto il segreto militare.
Sono un nuovo assunto (però non uno di quelli che prendono lo stipendio di mezzo milione per mese) e sono i primi giorni che trascorro fra i « missionari' americani ».
Mi trovo molto bene perchè lavoro molto.
L'altro giorno è arrivato il mio capo e mi ha consegnato una Serie di attrezzi ricordandomi bene che ci sono leggi severe per chi svela un secreto militare.
La lista inizia così:
N. 1 Cacciavite comune
N. 1 Pinza
N. i Martello nero
N. 2 Cacciavite a stella
N. 1 Chiave inglese
N. i Forbice a norme MIL
N. 2 Pennelli
Da Faravelli
Z:3)
LA C"Tkil1/4$-ANSISTA MON ALLONT ANARS1 DNA. oSID Di 4..roao Kgb 1.14.1491€1.40
Pek VA6EwT1 viCCeSsITK.
Ecco LA NOSTRA SoL o LI o Ips C
IL VASO DA GIORNO !
Dalla Cema
« NON CLASSIFICATO » CLASSIFICATO
CLASSIFICATO CLASSIFICATO CONFIDENZIALE CONFIDENZIALE CONFIDENZIALE
A questo punto stupito ho chiesto: Ma cosa vogliono significare queste diciture a fianco delle descrizioni dell'attrezzo »?
Il grande capo profeta: Non le sveli, sono sotto il segreto MIL ».
Create le segretarie da -guardia
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Non è da molto tempo che sono stato assunto in C.G.E. ma penso sia abbastanza per cominciare a capire qualcosa in riguardo all'andamento della fabbrica.
In questo periodo siamo in lotta con la direzione per dei diritti che a me sembrano molto giusti, ma non voglio parlare per il momento dei nostri dirigenti ma bensì degli operai stessi che a mio avviso si possono dividere in 4 categorie:
quelli che aiutano i compagni che ne sanno meno dI loro;
quelli che non li aiutano;
quelli che se ne fregano;
quelli freschi d'assunzione.
Sono appunto questi ultimi ad avere maggior bisogno d'aiuto poichè essendo nuovi non sanno dove cacciar le mani; voi direte: • ma ci sono le persone addette ad insegnare » certo ad insegnare teorica-
mente. Sappiamo tutti che i capi sanno meno dei lavoratori. Noi abbiamo bisogno di voi anziani. Sia per il lavoro che per la politica che avete portato avanti. Attraverso le vostre lotte siamo giunti ad una grande forza del sindacato. Certo c'è sempre una certa diffidenza verso una persona che non si conosce però, dato che abbiamo avuto il dono della parola, un dialogo è la maniera migliore per imparare a conoscersi. Ci sono addirittura operai che si odiano fra di loro e cercano in tutti i modi di rendersi la vita difficile, agiscono di ripicca e tutto questo è molto riprovevole in una fabbrica dove tutti dovremmo cercare di restare uniti; uniti soprattutto per portare avanti le nostre lotte nel migliore dei modi poichè se rimaniamo divisi non facciamo altro che fare il gioco dei padroni. Per loro, meno abbiamo le idee chiare e meglio è.
Un lavoratore
IL GIARDINO DEI CILIEGI
DI ANTON CECOHV
Anton Cecohv scrisse il Giardino dei ciliegi nel 1904.
Lo stesso anno moriva all'età di 44 anni.
La definì una commedia e si stupiva molto di sentire gente che singhiozzava alla rappresentazione fortemente tragica che ne aveva dato Stanislavskji.
Strano personaggio questo Cechov:
Famiglia contadina, laurea in medicina, fa' un po' il medico condotto, diviene famoso per un reportage sui deportati nell'isola di Sachalin, scrive a tempo perso novelle, commedie, drammi, fino a che questa attività diviene la principale.
Anni particolari quelli di Cechov:
la Russia si sveglia da un sonno lungo di secoli. Il paese più arretrato nella storia scavalca improvvisamente tutti gli altri. Il paese più chiuso alle novità prende senza soluzioni intermedie le idee più nuove
dall'Europa e le supera creandone di più avanzate ancora.
In pochi anni immensi rivolgimenti: le vecchie classi feudali crollano lasciando il posto a gente nuova, borghesi che però non durano lo spazio di un mattino: già avanzano operai, contadini e soldati uniti nei Soviet.
A questi rivolgimenti sociali si accompagna un eccezionale fermento nella vita intellettuale, culturale e artistica russa, e non è un caso.
L'arte è una forma di approccio alla realtà e una forma di spiegazione della realtà; non è intuizione pura e astratto spirito fuori dal tempo e dalla storia. In epoche di grandi mutamenti, quando diverse classi si scontrano e anche le loro filosofie si scontrano, c'è molto da dire, molto da esprimere, e il « terreno di coltura » è favorevole per gli artisti.
Un paio di generazioni di intellettuali russi si misurano nella seconda metà dell'ottocento e all'inizio del 900 con la realtà tumultuosa del loro paese.
E' la situazione rivoluzionaria della Russia che li genera, ed essi stessi a loro volta diffondono idee nuove nel paese pungolandolo in avanti, fino a schierarsi nella quasi totalità a fianco della rivoluzione dei Soviet.
Anton Cechov non era un rivoluzionario, ma viveva con occhi bene aperti gli avvenimenti, e attraverso l'intuizione artistica sapeva cogliere le contraddizioni che agitavano il suo paese. Il Giardino dei ciliegi testimonia molto bene questa « partecipazione » di Cechov.
La vicenda in quattro parole:
Liuba (Valentina Cortese) e Gaiev (Santucci) sorella e fratello, rampolli di una dinastia di nobiltà terriera, raffinati, sensibili, colti etc., ma inetti sono costretti a ipotecare e poi a vendere la casa e la tenuta familiare col Giardino dei ciliegi. Li acquista Lopachin, ex contadino al loro servizio che ha fatto fortuna come commerciante. Fiorisce nel frattempo un idillio tra la figlia di Liuba e uno studente del paese di idee vagamente rivoluzionarie.
Non giunge a termine invece altro idillio tra la figliastra di Liuba e Lopachin. Compaiono accanto a questi, altri personaggi: il contabile di casa detto « sette disgrazie », la assurda governante Charlotte, rnitro proprietario terriero Pisckin che va con lucidità alla deriva vivendo di espedienti; tutti ruotano attorno a Firs, il vecchio maggiordomo, immobile e antico come la casa.
L'interpretazione tradizionale che affermò il teatro naturalista di Cechov in America e nel mondo, ma che contemporaneamente lo impoveriva è quella di Stanisl.vskii: l'immedesimazione, lo scavare dentro nella vita interiore del personaggio, la scena madre che strappa le lacrime e l'applauso.
Strehler definisce invece la sua interpretazione a scatole cinesi »: esiste una prima scatola che è quella dei drammi umani dei personaggi, ma « la seconda scatola è la scatola della storia, qui l'avventura della famiglia è vista tutta sotto l'angolatura della storia... Indubbiamente questa seconda scatola è più grande della prima e la contiene ».
Il protagonista di questa seconda scatola è il giardino. è la Russia: attorno ad esso ruotano tutte le vecchie e nuove classi.
Liuba e Gaiev sono il vecchio latifondismo feudale alla deriva, incapace come i dinosauri di adattarsi ai nuovi tempi e come i dinosauri condannato all'estin- zione. Il lorò mondo (soprattutto oer Liuba) è fatto di poesia. di ricordi, di belle cose, fini sentimenti e ciliegi in fiore; Cechov non riesce ad osservarli senza simpatia poichè riconosce certamente una parte di se stesso in questo mondo che sfiorisce.
Al tempo stesso però li condanna a morte con lucidità, e con lucidità sa anche vedere i rapporti disumani. di spaventoso sfruttamento su cui questo bel mondo si è retto.
Il decrepito maggiordomo Firs incarna splendidamente le regole scciali del vecchio ordine. Ne è il sacerdote, e contemporaneamente ne è prigioniero; è un personaggio comico perchè comica è la cocciutaggine con cui continua a comportarsi come « primo mastro di casa anziano » di un Boiaro padrone di terre, di servi e di contadini.
Finirà giustamente dimenticato nella casa abbando-
nata e lì morirà, come servo che ha rifiutato la libertà e che termina la sua vita con la vita della proprietà.
Lopachin: figlio di un servo della gleba, contadino lui stesso, si è fatto dal niente e giunge a comprare la proprietà in cui suo padre era schiavo.
Dal 1904 ad oggi, nelle diverse esecuzioni dell'opera, il personaggio di Lopachin è stato caratterizzato in modi quasi opposti.
In alcune regie è stato l'ambizioso intrigante che estromette i vecchi padroni buoni per sostituirsi ad essi, in altre la sua vittoria è vista come il riscatto sociale dei contadini contro una nobiltà fatua e corrotta.
Cechov non dà giudizi morali su questo personaggio, d'altronde non ne dà su nessuno. E' per lui solo il simbolo, secondo me, delle nuove classi imprenditoriali che prendono il posto della vecchia nobiltà.
Ha un sacco di qualità positive Lopachin: quella sua indaffarata operosità paragonata alla pigra fatuità dei signori è certamente una qualità positiva; inoltre è, nei suoi limiti imprenditoriali, generoso: cerca di salvare la sua antica padrona, e solo la loro cocciutaggine lo costringe all'acquisto finale.
Ma Cechov non lo mostra certamente come una alterlativa reale ai problemi dei contadini e del popolo: nasce solo un nuovo padrone più capace di fare il padrone, e dunque più capace di sfruttare.
II mondo di Lopachin non è certo una soluzione ai problemi della Russia: è un mondo arido, incapace di amare (non a caso il suo idillio con Varia continua a sfumare). Le nuove regole che introduce sono regole di speculazione: al posto dei vecchi ciliegi e delle conserve, speculazione fondiaria e cottages per i villeggianti.
Restano Pieta, l'eterno studente e Ania. Sono gli unici personaggi che accolgono la vendita e l'abbandono della vecchia tenuta come una liberazione, gli unici proiettati senza remore e con slancio ideale verso il futuro. Le loro ultime battute sono « Addio vita vecchia! Bungiorno vita nuova! ». Pieta è trattato con molta simpatia nell'opera. Le sue continue filippiche sul mondo nuovo e sui problemi sociali sono un poco ingenue e generiche, ma non sono mai messe in burla.
lo ho il sospetto che in realtà siano più che vicine al pe 'siero umanitario e progressista di Cechov stesso. Se sono viste con un po' di scherzoso distacco è solo per una doverosa autoironia dell'autore, e per un senso di umiltà: il medico-scrittore sapeva di essere assai più preciso nel fare le diagnosi che nort nef dare le ricette.
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Miceli: « E' inaudito, un magistrat trentenne si permette di arrestare un generale • ses nta an
• .4 si» fr.". re de della giu ia che si ha fra i signori che ci governann' l'ffinzianità fa diritto e innocenza,
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