1. S. R. M. O. Sego S. G.-Milano hindo-qP5:x. -32-4-
1112 MAGGIO VOTA
NO contro le menzogne dei A CURA DELLA SEZIONE DEL P. C. I. FABBRICA INNOCENTI
MOGGIO 1974
clericali e dei fascisti
PERCHE' IL REFERENDUM La grave responsabilità che la DC, cedendo alle pressioni ed ai ricatti degli sconfitti del centrodestra, si assume portando il paese allo scontro sul referendum dimostra che, ancora una volta, questo partito cerca di mascherare la propria incapacità di direzione nazionale, soprattutto in un momento grave come quello attuale, con il ricorso ai sentimenti religiosi del suo elettorato e tentando così di dividere le masse lavoratrici in un'assurda guerra di religione. Con il referendum si tenta di introdurre ragioni di divisione, di polemica, di scontro tra i lavoratori in un momento in cui più che mai c'è bisogno della loro unità per difendere il posto di
lavoro, il salario, i propri redditi ed i propri diritti. Con il referendum si tenta di ostacolare la costruzione di quei rapporti di solidarietà tra le forze democratiche del paese, dalle quali può venire la forza per superare questo momento difficile nell'interesse della democrazia del popolo. Non sono quindi motivi ideali, tantomeno reali, quelli che hanno mosso i promotori del referendum abrogativo del divorzio, ma un calcolo politico preciso, che ha come obiettivo la divisione dei lavoratori e lo spostamento a destra dell'asse politico del nostro paese. Ma di quale confronto ideale morale vanno parlando i dirigenti democristiani, che assieme
ai Gedda ed ai Lombardi hanno promosso il referendum? Di quale difesa della famiglia e dell'infanzia vuole arrogarsi il diritto di tutore proprio chi, dando via libera alla speculazione più vergognosa del padronato, dei grandi proprietari terrieri, dei parassiti di tutte le specie, ha ridotto intere regioni in condizioni disastrose ed ha costretto milioni di famiglie a dividersi con la piaga dell'emigrazione? Queste famiglie non le ha distrutte la legge sul divorzio, ma la miseria e la fame cui sono state costrette : e l'infanzia la si difende eliminando altre speculazioni vergognose, quelle che vengono fatte sulla pelle dei bambini in molti, troppi istituti re-
IL CONGRESSO SEZIONE DI
Le iniziative necessarie per fronteggiare la crisi U modo definitivo quella discri- realtà della zona e con le altre e per costruire l'unità inminazione a sinistra, attraverso fabbriche. Il Congresso si è soffermato la quale la classe dominante intese non solo emarginare il PCI, a lungo sulle inadeguatezze, sui politica. ritardi e sugli errori del passato, ma soprattutto escludere la classe operaia dalla direzione del a causa dei quali di fronte al movimento sindacale ed al noIl ruolo dirigente della paese. In questa luce si è quindi col- stro Partito si ripropone il problema che da questa analisi scata la giustezza della proposta di turisca un ulteriore rafforzamen« compromesso storico » fra le classe operaia. forze politiche democratiche e to delle lotte operaie che, poUn intervento del compagno Antonio Ber t olini, Consigliere provinciale e membro del Direttivo della Federazione Milanese del PCI, ha concluso nella sala della Sezione Gnudi, gremita di compagni, il Congresso della nostra Sezione che ha dibattuto, in un susseguirsi di interventi, i temi al centro dell'attenzione della classe operaia esposti, in un'ampia relazione introduttiva, dal compagno Segretario della Sezione. Il problema della libertà politica in fabbrica, che dia corpo concretamente ad un processo che favorisca l'unità della classe operaia, affrontato in numerosi interventi, ha costituito uno dei temi del Congresso, che ha mostrato di avere piena consapevolezza dell'interesse della classe operaia nei confronti della prospettiva dell'incontro e della collaborazione tra le grandi forze politiche popolari. Questa prospettiva, infatti, come è stato rilevato dai compagni che hanno affrontato la questione, esalta il ruolo protagonista della classe operaia nell'azione per spezzare
popolari, lanciata dal nostro Partito in un momento in cui il paese è scosso da una profonda crisi strutturale, che l'attuale governo non mostra di voler affrontare in modo adeguato, nè di saper risolvere. Questa necessità dell'intervento della classe operaia emerge come dato non facilmente contestabile, soprattutto in considerazione della sua capacità di proposta politica, che oggi si esprime nell'elaborazione di una strategia complessiva che vede i problemi della fabbrica in stretto legame con il problema più generale dello sviluppo del paese, del suo assetto sociale, civile e politico, indicando l'esigenza di un nuovo tipo di sviluppo. Alcuni compagni, muovendo dalla considerazione che la classe operaia costituisce già una grande forza, hanno messo in evidenza la necessità che i comunisti si impegnino ancor più per renderla maggiormente consapevole dei suoi compiti e del ruolo che le compete. In questo quadro è stata ricordata, quale elemento decisivo dell'iniziativa attuale, la necessità del legame con la specifica
ligiosi sovvenzionati con i soldi dello Stato. Non è necessaria molta memoria per ricordarsi della Pagliuca dei Celestini di Prato. Idealisti moralisti di tal fatta dovrebbero vergognarsi della propria coscienza, prima di fare appelli strumentali ed interessati alla coscienza degli altri. Non si conduce alcuna battaglia ideale e morale mischiando i propri voti a quelli dei fascisti di Almirante, bensì si fa il giuoco di chi vuole che il mondo torni indietro, di chi vuole cancellare l'unità e la forza dei lavoratori costruite con dure lotte sacrifici. QUESTO NOI RICORDIAMO AGLI AMICI CATTOLICI.
In altra parte del giornale sono riprodotti i punti essenziali della legge sul divorzio: a dimostrazione delle falsità interessate di chi sostiene il contrario, ricordiamo che questa legge nei tre anni che è stata in vigore, proprio per i suoi contenuti, non ha incentivato nessuno a divorziare e tantomeno obbligato, bensì ha sanato situazioni impossibili oppure ha permesso a molti italiani di ricostruirsi una famiglia. Votando NO all'abrogazione della legge, significa non negare a chi ne ha bisogno il diritto di ricostruirsi una famiglia, significa soprattutto battere il tentativo reazionario di far arretrare il nostro paese, significa avanzare insieme verso la libertà e la democrazia.
nendo i problemi del salario, dell'organizzazione del lavoro, dell'ambiente, siano sempre capaci di proiettarsi fuori dalla fabbrica, rivolgendosi alle Regioni ed al governo con vertenze precise, per rivendicare il controllo democratico dei prezzi, la difesa ed il recupero del potere d'acquisto dei lavoratori, il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso precisi investimenti, che garantiscano anche il riequilibrio territoriale e per determinare, in agricoltura, la crescita di strutture associative pubbliche, per lo sviluppo della zootecnia e la trasformazione e la distribuzione dei prodotti agricoli. Spesso in collegamento con questi temi, il dibattito ha richiamato in numerosi interventi il problema del Meridione, quello dell'informazione e dell'orientamento dei compagni, della crisi energetica: oltre naturalmente
alla tragica situazione in Cile, dove ogni giorno vengono perpetrate barbarie naziste, dove ogni diritto umano è calpestato e vilipeso in nome della cosiddetta « civiltà occidentale » Numerosi compagni hanno posto il problema del referendum abrogativo, visto come tentativo delle forze moderate e della destra di creare nuove difficoltà al movimento che oggi reclama misure urgenti e coraggiose per far uscire il paese dalla crisi, ed inoltre di bloccare il processo unitario, a livello sindacale e politico, in atto nel paese. Da tutto ciò, come è stato rilevato in numerosi interventi, emerge la necessità del rafforzamento e dell'estensione della presenza comunista in fabbrica. I compiti nuovi che il Partito deve affrontare richiedono, infatti, una organizzazione sempre più forte ed articolata, una milizia ancora più attiva, qualificata ed incisiva.
Lavoratori meridionali emigrantiiluno dei problemi discussi al nostro Congresso