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CGE sindacale24

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c. g. e. sindacale

dicembre 1976

a cura del Coordinamento unitario del gruppo CGE

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SINDACATO E AUSTERITA' Lotta per l'unità contro la sfiducia-andare a fondo del problema dei rapporti col governo e il quadro politico Con gli scioperi definiti « spontanei », « di protesta » e così via, seguiti al varo dei primi provvedimenti economici del governo Andreotti, si è avuta una svolta nell'iniziativa sindacale, con gli scioperi regionali e di settore, e con questa una ripresa del dibattito interno. Un dibattito che sembrava essersi fermato al 20 giugno e che proseguiva stentato e dominato dalla preoccupazione, anche legitf ma, di non turbare troppo il fragile equilibrio politico uscito dalle elezioni. Nondimeno il « che fare », ma soprattutto « come fare » ad articolare in obiettivi a breve termine la strategia generale del movimento, resta ancora al centro dell'impegno di discussione tra i lavoratori. Il punto focale è quello di ribaltare la logica del primato assoluto dell'economia con la quale tecnici ed esperti ci bombardano quotidianamente mettendo a segno alcuni colpi (sarebbe ipocrita il negarlo). Non si tratta con questo di affermare che ce ne freghiamo in assoluto delle cosiddette esigenze dell'economia, ma di rifiutare l'austerità a senso unico, i provvedimenti che non si curano dei bisogni delle masse popolari ma ne programmano unicamente i sacri-

fici. Si tratta di lottare per un'austerità che venga fatta pagare anche alle classi dominanti, avendo sempre presente che l'esperienza storica vissuta anche recentemente nel nostro paese (vedi le lotte per le riforme) ci insegna che non esistono proposte credibili e agibili solo perchè sono anche economicamente razionali. Su un altro punto è necessario essere chiari. La DC ha assunto una posizione defilata che tenta di scaricare le responsabilità nel mucchio (e anche sul sindacato): questa posizione va smascherata perchè deve pagare, anche politicamente, chi è responsabile di aver portato lo Stato al limite dell'attuale bancarotta. Questo va detto perchè non ci siano dubbi sul fatto che imporre scelte diverse comporta uno scontro politico di grossa portata e deve essere visibile contro chi e contro quali interessi si lotta. Inoltre non va sottovalutata l'azione di quei settori ultrà democristiani capitanati da tipi come De Carolis (l'ex marciatore silenzioso che durante la campagna elettorale esaltava i piloti dell'ANPAC come esempio di sindacalismo veramente autonomo) che cercano di coagu-

lare gli interessi degli strati parassitari e reazionari nutrendo l'ambizione di costruire uno schieCONTINUA IN 2.


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