VERTENZA GENERALE E
RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE
La vertenza sul problema della energia è ancora aperta . Anzi,oggi Più che mai essa ha bisogno di esse re ristimolata perchè se è vero che una serie di importanti obiettivi sono stati raggiunti,(primo fra tutti la soluzione positiva della vertenza e degli elettrici ) è altresì evidente che la fase cruciale, il momento culminante non è ancora arrivato anche se si avvicina rapidamente .
Il Padronato tenta di giungere al confronto decisivo in condizioni di superiorità cercando di imporci non il confronto globale ma parziale, non la visione generale ma azien dalistica del problema . E' chiaro che la soluzione di questa vertenza Passa attraverso la ristrutturazione del settore . Ed è chiaro che il Padronato quando dice "ristrutturazione " vuol dire contrattazione aziendale dei criteri di riconversione della forza lavoro ostile in forza lavoro " domestica ", aturaverso il controllo dei ritmi, lo
aumento della produtt-tvità, la riduzione del potere sindacale attraverso un preciso piano repressivo sia ideologico che morale . In altri termini per il padronato ristrutturazione vuol dire creare le condizio ni per stimolare gli investimenti roartando, asservendo, rendendo docile, obbidiente la sola merce capace di creare valore : la forza lavoro .
Uno dei settori più esposto ai tentativi di ristrutturazione è quello termoelettro-nucleare . E' ormai arcinota la situazione energetiga in cui versa il paese e conseguente mente la necessità di convertire la produzione da una produzione prevalentemente a carattere convenzionale in una a carattere fondamentalmente nucleare . E che questa ricon versione comporti un adeguamento della forza lavoro alle nuove migen ze produttive, è naturalmente scontato . Quello che invece non è as ,solutamente scontato, ma che il padrone vuol far passare, è che questa
Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Breda Termomeccanicariconversione debba esse pagata dai lavoratori.
La nostra fabbrica in questi giorni è al centro di questa tempesta ristrutturante . Oggi lentamente ma inesorabilmente, la Areda TPPMOMPC-. canica stà 'Passando mano", sta "convertendosi " al credo nucleare. E con essa tutti i lavoratori. Morto un RE se ne fa un àttro: " god save the king " ( Dio salvi il re ) .
Finito il mito delle automobili arriva il feticcio della "energia " e sotto ad incontzare anche questa! L'uomo del futuro sarà un uomo ener getico ,andrà a pile .... Prosit Comunque sia, la Breda si converte (speriamo che gli faccia bene alla anima ) ma questo processo di riconversione non è in alcun modo legato a quella serie di processi in atto in altri rami del settore, in altri termini, ognuno ( ogni fabbrica, ogni consorzio ) ristruttura da sè senza tener conto nè delle esigenze dei lavoratori in particolare, nè delle esigen ze del paese più in generale .
Questo compito, importantissimà per per una corretta ed equilibrata ristrutturazione del settore, viene delegato ai lavoratori, mentre gli imprenditori ed il governo, incapaci di definire una linea programmatica precisa e coerente, continuano a tergiversare, a rimandare e a dilazionare gli impegni, a disattendere gli accordi nel tentativo di far passare di soppiatto la propria ristrutturazione . E' chiaro che a questo punto le esigenze dal movimento sono quelle di creare mobilita zione attorno al problema delle prospettive produttive, dei livelli occupazionali, della ricerca e pro gettazione , del piano integrativo convenzionale
A questo proposito, li_incontro avuto con il Ministro Donat Cattin, non ha sortito alcun effetto pratico, non ha portato niente di nuovo. Le
solite proposte, le solite promesse, le stesse dichiarazioni di disponibilità di sempre,non suffragate da atteggiamenti politici precisi da 'isponibilità finanziarie; mentre è chiaro che dallaattuazione del piano energetico anzi, dalla riconversione della struttura produttiva del settore energetico, dipende in misura notèvole il futuro economico del nostro Paese.
Non è possibile dichiararsi dispo nibili al: finanziamento del piano con la destinazione allo stesso di 10.000 miliardi, se poi tutto resta sulla carta perchè mancano i soldi . Dal Governo dobbiamo pretendere dei piani credibili di costruzione delle centrali nucleari e un piano energe tico compensativo del tipo convenzionale per coprire il vuoto che im mancabilemnte si verificherà nel pas saggio dal vecchio al nuovo .
C'è un secondo confronto a cui bisogna andare in tempi brevi ed è quello con la FINMECCANICA, in meri to alla ristrutturazione in atto nelle fabbriche che 4iei fanno capo, BREDA Termomeccanica compresa .
I processi di ristrutturazione non sono certo nella nostra politica ma verso di essi non nutriamo preven zioni di sorta . Vanno, peró,fatte delle distinzioni : prima di tutto la situazione contingente impone al movimento una linea politica globale finalizzata alla garanzia dei li occupazionali, in secondo luogo questo nostro atteggiamento non deve andare ad inficiare, a ridurre, l'ambito politcbco che il movimento si è conquistato . Ristrutturazione, certo se è necessaria ma vogliamo precise garanzie ci-rca il mantenimento delle condizioni di lavoro (a tutti i livelli ) e impegni che mirino all'argamento della base produt tiva .
La Direzione della Breda Termomec canica, in merito a investimenti, ristrutturazione, prospettive produt tive, livelli occupazionali, aveva
alcune cose da dirci e ce le ha comunicate in una serie di incontri a cui abbiamo voluto dare un carattere puramf.nte informale .
Ad esempio la direzione ci ha detto che per quanto riguarda i livelli occupazionali che oggi sono scesi sotto il limite di 2.050 circa, previsto nell'accordo del 30.11.73, ha intenzione di coprire il vuoto, però non subito, e a fronte di certe garanzie .
Il discorso sulle prospettive produttive è legato ai programmi del l'ENEL . Con le 660 megawatt di Tor Valdalica, ancora però non commissionate completamente, si dice di po t er garantire il lavoro di tipo tra dizionale a circa il 20% della mano dopera , anche perchè una rilevante fetta di questa produzione verrebbe stornata alla TERMOSUD, che a lungo termine diverrebbe praticamente la unica produttrice di caldareria e carpenteria convenzionale .
Questa produzione alla Breda Termomec canica viene localizzata nei capannoni della ex Feroviaria per i quali non vi sono finanziamenti se non per Piccoli lavori di sistemazione 11 rimanente della produzione sarà di carattere nucleare : Vessel, genera tori di vapore , griglie
Questi garantiranno, quindi, lavoro all'80% della manodopera . Per metterci in condizione di soddisfare le richieste del mercato la direzio ne ha programmato una serie di iniziative di ristrutturazione e di riconversione che riguardano sia la manodopera che gli impianti .Dettagliatamente il processo di ristrut turazione si articola su due fronti: da un lato la cessazione di alcune attività legate ad un tipo di produ tamento di vecchi reparti alle nuove zione che non faremo più , e adatesigenze produttive, e dall'altro l'introduzione di tecniche , di siste mi di lavoro, di composizione della forza lavoro , che permettano di ridurre le strozzature, di programma- 3
re la produzione, di eliminare i tempi morti; in altri ternini, di razionalizzare il processo produttivo .
Ma vediamo nel dettaglio come la direzione si propone di operare . Per il primo punto i programmi sono: Cessazione della ttività nel rep. 111 tratt. Term. rimarranno in attività solo alcuni trattamenti in solido con il convenzionale. Dei 13 lavoratori attualmente occupati nel reparto, 5 restano per lo svolgimento di attività legate, ar. punto, al convenzionale ( sabbiatu ra..) gli altri verranno collocati in altri reparti con mansioni diver se .
Ridimensionamento graduale del reparto Macchine Utensili. Resteranno in attività soltanto le macchine medio -pesanti legate allaproduzione nucleare .Della attuale forza lavoro occupata nel reparto — 63 persone ) , da una nostra valutazione abbiamo desunto che dovrebbero rimanere circa 35 Lavorato ri . Gli altri, naturalmente verran no destinati ad altri reparti e ad altri lavori .
Cessazione della attività turbini stica . Questa che stiamo facendo è la ultima, le altre le farà lo ANBALDO . La forza attualmente impiegata in questa attività sarà, presumibilmente suddivisa come segue : una parte ( gli addetti alle macchine utensili circa 17 ) lavoreranno ancora sulle macchine ma per lavori destinati al nucleare i rimanenti 15 dovranno essere desti nati ad altre mansioni .
Ridimensionamento ( peraltro già a avvenuto ) del reparto tracciatori.
Realizzazione di un reparto per la produzione di generatori di vapore , al posto dell'attuale reparto di caldareria e carpenteria convenzionale; il rep. verrà riadattato e i lavori, che do-
vrebbero terminare approssimativa mente entro il 1977 prevedono la istallazione di 2 linee di G.V. con capacità produttiva annua di n. 4 G.V. ogni linea .
La forza occupata nel reparto, ad operazione ultimata dovrebbe, presumibilmente essere di 300 lavoratori .
Per il secondo punto, invece, la di rezione prospetta :
- Riorganizzazione dei trattamenti termici del nucleare con la creazione di due gruppi : il primo, addetto alla conduzione di forni 9 persone ) ; il secondo addetto al controllo delle temperature dei pezzi in lavorazione a caldo.
La direzione prospetta l'utilizzo di una manodopera elastica con la creazione di nuove mansioni tipo : saldatori misti ( saldatori capaci di lavorare sia manualmente che automaticamente ) di fabbri-molatori, con l'istituzione di corsi di addestramento professionale .
Revisione delle pause ed introduzio ne di apparecchiature • capaci " di ridurre lo sforzo fisico; richiesta di lavorare su tre turni ( 25% circa della mano d'opera ) e su due turni ( 75% circa della manodopera ) su cinque r. giorni ; pu sei giorni (pez zi critici e strozzature ) su sette
giorni ( trattamenti del NUC. ,quan do necessario ) ma sempre per 40 ore settimanali ) .
E' chiaro che l'intento della direzione è quello di imporre una linea necessiva al movimento sindacale ed è chiaro, che noi dobbiamo da re una risposta .
Come dicevamo all'inizio, non ab biamo nessuna vocazione luddista, non abbiamo, cioè nulla contro l'introduzione di tecniche di produzione nuove ma siamo perchè ciò avvengano senza che a pagarne il prezzo siano i lavoratori. Ecco, quindi la necessità di impegnarci in un confronto con la direzione della Preda Termomeccanica per imporre il rispet to degli accordi presi a suo tempo con le 00.SS.
E cosa vuol dire, realisticamente, che il prezzo della ristrutturazione non deve esssre addebitato sul conto dei lavoratori ?
Vuo dire, quanto meno, che al termine del processo non ci devono essere stati peggiaamenti nè a livello di qualifica , ne a livello economico, ne nelle condizioni di lavoro .
Non solo , ma considerato che il processo richiede un certo periodo di tempo, e che nel tempo, in condi zioni normali, le condizioni generali dei lavoratori tendono a miglio rare a tutti i livelli per effetto e della logica naturale e della con-
trattazione, chiaro che a fine processo si dovrà riscontrare questo miglioramento medio .
Per ottenere tutto ciò, non occorre fare ne inventare niente di nuovo, è sufficiente usare quegli strumenti che ci siamo conquistati per imporre alla direzione il rispetto degli accordi .
Vuol dire imporre il rispetto degli accordi che prevedevano il man tedmento dei livelli occupazionali al 1973 , ( 2.050 circa ) livelli che oggi oscillano attorno ai 1970 circa .
Occorre far rispettare gli accor di presi per il miglioramento delle condizioni di lavoro, ci sono, invece dei reparti della ex Ferrovia ria che sono in condizioni disastro se e per i quali la direzione non piétede di dover impegnare capitali per la loro sistemazione . E questo è solo il aeo più eviden72.
A questo proposito nel discorso della direzione c'è una contraddizione ( oltre che del cinismo ) perchè mentre da un lato si dice al C.d.F. che il settore
convenzionale continuerà a produrre ancora per molto tempo, tanto che non si fanno previsioni alterni tive a breve e medio termine, dallo altro si comportano come se dovessero da un momento all'altro rinunciare a iella area produttiva ( disintelese i li a definizione delle quote d vestimenti da dedicare alle singole aree, stato di semi - abbandono delle strutture,in alcuni reparti ci piove dentro . assenza di elementari norme pel salvaguardia della salute dei lavoratori : vi sono Saldatori elettrici che saldano l'uno di fronte allo altro senza schermi protettivi rischiando continuamente malattie alla vista )
Quanto si è finora detto sono i fatti , a noi spetta il compito di dare le risposte necessarie che mettano la condizione del lavoratore al primo posto .
Dopo le assemblee generali e di gru. po omogeneo è in atto la mobilitazione fra i lavoratori pronti a dare le necessarie risposte fuori e dentro la fabbrica .
LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA' A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITA'
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIU' DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITA' NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPÉGNO
POPOLO S'ERRATO INTORNO AL MON~ CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE RESISTEN
tapIde dettate 'de PIETRO CALAMANDREI per la ditti pia comandante delle truppe tedesche in Italia (1945dl Cuneo In risposta alla affermazione dl Kassekine 1945): « Gil Italiani dovranno farmi un monumento-..