CE geolke dirà acale
a cura del consiglio unitario di fabbrica
aprile 1972
25 APRILE - FESTA DELLA LIBERAZIONE
27 anni fa cadeva il regime che aveva terrorizzato l'Italia per venti anni.
Questo l'arco del regime fascista :
Nato con glí incendi delle Camere del Lavoro e di tutte le sedi democratiche, con l'uccisione e la manganellatura dei
capi operai, dei dirigenti sindacali, di tutti gli operai d'avanguardia e degli intellettuaQi democratici .
Foraggiato dagli agrari e dai grandi industriali, a cui il regime mostrò la propria gratitudine consentendo profitti colossali ( è nel periodo fascista che si formano le grandi fortune e i grandi capitali italiani ) .
Protetto al suo primo apparire dalla corona, acclamato dalle gerarchie della Chiesa, protetto amorosamente dalla grande stampa ( il"Corriere della Sera" riusciva a ineggiare ai fascisti anche al mattino ), amorosamente difeso ( e armato ) quando era ancora gracilino da polizia, prefetti carabinieri.
Per 20 anni ha mostrato il suo volto, truce verso i lavoratori , amiccante verso i padroni. Il bastone e la carota: solo che il bastone era per noi, la carota per gli industriali .
Poi il crollo: sparisce tutto il folclore del "pugnale tra i denti e bombe a mano " dei "leoni di Mussolini armati di valor " appaiono gli squallidi gerarchi che si danno alla fuga con in tasca i soldi dei lavoratori italiani, che cambiano rapidamente bandiera . Le vere date alla Patria appaiono nelle case dei federali a tener su le tendine appaiono le altre mille e mille truffe e imbrogli .
Dopo aver cercato per anni di far dimenticare questa data, o di festeggiarla con manganellate e idranti ( ai tempi dei redivivi Scelba e Pella ), oggi spinte a
DALLA PRIMA
calci nel sedere dai lavoratori tutte le autorità governative festeggiano il 25°Aprile tutti si scoprono resistenti. Ma c'è chi tra costoro che festeggia con un sorriso un pò .sforzato, chi dopo aver fatto il comizio sugli orrori del fascismo rimpiange il bei tempo andato delle vacche grasse, dei superpoofitti e dei salari di fame .
Nei discorsi di questi oratori ufficiali il fascismo è diventato tutta una bruttura .
La realtà è diversa . Il fascismb era si una bruttura, ma per i lavoratori e le masse popolari. Non crediamo alla barzel letta che questo regime è restato su 20 anni senza che piacesse a nessuno . Qualcuno l'ha pagato, l'ha trovato comodo fino in fondo, ha fatto di tutto per tenerlo in piedi, ha partecipato senza apparire in prima persona come mandante alla fucilazione dei partigiani e poi, costretto dalla lotta armata partigiana, ha dovuto cedere,liberarsi dal Fascio come di una vecchia armatura medioevale, indossare abiti più anonimi e più moderni.
I padroni del vapore e i loro factotum che santificano la Resistenza, quando c'era da prendere le armi e la via della montagna per salvare l'Italia dalla fame , dalla dittatura e anche dalla vergogna parlavano di Banditi, di Teppaglia, oppure i più intelligenti, non parlavano affatto e si preparavano a fare buona cera e cattiva sorte
IL FAS!
Questa volta, dato il carattere straordinario di questo giornale, non continueremo sul filone sinora seguito nel trattate di questo nostro Istituto.
Vogliamo solo dire ai lavoratori che, dopo l'articolo dell'ultimo giornale, credevamo di ricevere dal cosidetto"Consiglio di Amministrazione" una risposta concreta ai problemi posti.
Purtroppo non ci hanno ritenuti degni ( lo snobismo è di moda ) di alcun cenno figurarsi una risposta scritta.
E giacchè non siamo disponibili a nessun tipo di gioco, invitiamo i lavoratori che hanno maturato il diritto ( per quanto concerne l'art. "O") a rivolgersi ai dele-
Noi nnn vogliamo fare commemorazioni retoriche. L'armatura fascista la abbiamo fata arrugginire addosso ai padroni, li abbiamo per un momento messi nudi . Ma non è l'abito che fa il monaco, i padroni sono rimasti, si sono cercati un nuovo sarto, e ora stanno di nuovo vagheggiando cose che se non sono Dittatura Fascista, ci assomiglia no molto.Ci hanno provato nel '53 con la legge truffa, ci hanno riprovato nel Luglio '60 ci hanno riprovato nel '64 con Di Lorenzo, nel '69 a P.zza Fontana, ci si riprovano oggi .
Il ciarpame fascista non è motto e non morrà finchè ci sarà chi ha interesse a salvare posizioni di speculazioni e di rendita, chi ha interesse ad allontanare la risoluzione dei probelmi dei lavoratori.
Il Consiglio di Fabbrica, fiero della grande tradizione della nostra fabbrica di lotta al fascismo, espressa nelle formazioni gappiste e sulle montagne,durante la Resistenza, ricorda ai lavoratori vecchi e giovani i compagni della C.G.E. caduti sotto il piombo nazi-fascista, e li indica come esempio al di fuori di ogni retorica.
Diciamo ai Partigiani di ieri caduti, e le cui lapidi vengono spesso imbrattate dai fascisti dí oggi, le parole della canzone " uscite dalla fossa, fuori a cantare con noi Bandiera Rossa " .
INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE IL 24 DAVANTI ALLE LAPIDI - ALL'ORARIO DI MENSA .
gatí e dare il proprio nominativo, ma soprattutto INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI a farsi partecipi di un serio impegno collettivo per difendere gli interessi maturati in seguito ad accordi sindacali che non tocca certamente a chichessia (figurarsi a Consiglieri eletti dai lavoratori ) disattendere .
E' necessario altresì, e lo diciamo con estrema franchezza, che i lavoratori sia pur di fronte ad atteggiamenti del Consiglio che ora non vogliamo qualificare restino uniti e compatti nel FAS ( bene sociale dei lavoratori ) abbandonando facili suggestioni o la comoda soluzione delle dimissioni, perchè qualsiasi azione di difesa o miglioramento si realizza solo con la partecipazione dí tutti i soci, i quali con il proprio contributo hanno dato vita e sostegno al FAS .